Chiusura delle tube: perché si fa, età, costo e reversibilità

MEDICINA ONLINE Hysteroscopy OVAIO TUBE FALLOPPIO OVAIA OOCITA OVOCELLULA SPERMATOZOO UTERO VAGINA FONDO CERVICE TUMORA CANCRO POLICISTICO SALPINGOGRAFIA ECOGRAFIA STERILITA GRAVIDANZA INCINTA INFERTILELa chiusura delle tube (o sterilizzazione tubarica, sterilizzazione femminile, legatura delle tube) è il metodo contraccettivo chirurgico più diffuso tra le donne, caratterizzato dal “blocco” delle tube di Falloppio (tube uterine). È un metodo contraccettivo molto efficiente ed è certamente drastico, in quanto si tratta di una sterilizzazione tendenzialmente permanente anche se in alcuni casi può essere reversibile.

Tecnica dell’intervento

La chiusura delle tube nella donna si può eseguire in varie maniere: tramite approccio vaginale, tramite laparoscopia, con una minilaparotomia (“minilap”) oppure con una vera e propria laparotomia. Si tratta fondamentalmente di interrompere il decorso tubarico con vari metodi. L’intervento addominale (laparoscopico o laparotomico) prevede l’incisione delle due tube con allontanamento dei monconi residui; quello vaginale prevede l’inserimento di una sostanza non riassorbibile, che forma una sorta di “barriera” a livello tubarico. Si preferisce per lo più l’approccio laparoscopico per la brevità dell’intervento e per la sua relativa semplicità, mentre la via laparotomica è preferita quando la chiusura delle tube si effettua nel contesto di un altro intervento (taglio cesareo, cisti ovariche, eccetera).

Che genere di anestesia viene usata?

Può essere fatta sia in anestesia totale (di circa 30 minuti), che in locale o spinale, a seconda del tipo di intervento. Per approfondire, leggi anche: Differenza tra anestesia locale, regionale, generale, spinale ed epidurale

Quando posso fare l’operazione?

La donna può effettuare questo intervento a qualsiasi età. Può scegliere di avere una chiusura delle tube subito dopo aver partorito con parto vaginale o cesareo (legatura postparto), dopo un aborto (legatura postaborto), o in qualunque momento del vostro ciclo mestruale. La sterilizzazione postparto è per alcuni versi conveniente poiché la donna è già in ospedale o in clinica. D’altro canto, un neonato apparentemente sano può sviluppare un problema nelle settimane successive al parto che potrebbe portarlo a decesso: in questo caso la donna potrebbe “rimpiangere” la scelta di effettuare una legatura immediatamente nel postparto. E’ doloroso parlarne, ma è una eventualità da tenere in considerazione.

Rischi dell’intervento

I rischi di una legatura delle tube sono quelli generalmente legati ad un intervento chirurgico ed all’anestesia, ma sono molto bassi:

  • rischi legati all’anestesia, specie se totale;
  • rischio di lesione all’utero o altri organi vicini come intestino o vescica;
  • rischio di sanguinamento interno o esterno;
  • rischio di sviluppare una infezione nel sito operatorio.

Controindicazioni all’intervento

Non esistono controindicazioni particolari, se la donna è sana. L’intervento non è ovviamente indicato per le donne che non hanno deciso, in modo definitivo, di non avere altri figli.

Vantaggi dell’intervento:

  • è un’operazione relativamente semplice, con minime complicazioni, che richiede l’unico intervento e il ricovero di un giorno o può anche essere effettuato come intervento ambulatoriale;
  • è in molti casi reversibile;
  • richiede solo il congedo di malattia di una durata molto breve;
  • è un metodo contraccettivo molto efficiente e ad alto tasso di successo;
  • la donna non si deve ricordare di non dimenticare di prendere la pillola;
  • la donna non deve più assumere alcuni ormoni contraccettivi perché si tratta di un metodo utilizzabile anche nelle pazienti che temono preparati ormonali o non possono assumerli (portatrici della mutazione di Leiden, stati dopo la trombosi, tumori del seno, varicosi, intolleranza ai preparati).

Post intervento: quanto tempo ci vuole per tornare alla normalità?

Dopo l’operazione la donna rimane nella sala di risveglio per un tempo variabile in base alle sue condizioni. Successivamente, se eseguita una anestesia locale e salvo complicazioni, la donna può tornare a casa dopo poche ore. In caso di anestesia totale o spinale o in caso di complicazioni, verrà chiesto alla paziente di rimanere più a lungo, anche per la notte o oltre. Tornata a casa la donna NON deve svolgere compiti o lavori fisicamente pesante per almeno una settimana dopo l’operazione. La maggior parte delle donne si riprende completamente entro due settimane dall’intervento.

Legatura delle tube: sarò subito sterile? Quando riprendere l’attività sessuale?

La sterilità è subito presente al termine dell’intervento. Si può riprendere l’attività sessuale dopo circa una decina di giorni dall’intervento ed in ogni caso solo quando vi sentirete a vostro agio.

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Legature delle tube: come cambiano le mestruazioni?

Dopo una legatura delle tube la donna continuerà ad avere il ciclo mestruale esattamente come prima: la maggior parte delle donne racconta infatti che non vi sono stati cambiamenti nelle loro mestruazioni. Se osservate che esse cambiano, non è necessariamente per colpa dell’operazione: ricordate che le mestruazioni possono cambiare con l’età o con altre patologie, anche senza essersi sottoposte ad un intervento di sterilizzazione. In caso di cambiamenti improvvisi del ciclo, si consiglia di interpellare il proprio ginecologo.

Utero con tube di Falloppio tagliate (legatura delle tube)

La legatura delle tube è reversibile o no?

Non è affatto vera l’opinione comune che un’inversione di legatura delle tube, rispetto alle possibilità di concepimento, sia caratterizzato da un alto tasso di insuccesso, anzi: secondo il Centro Infertilità di Saint Louis, le inversioni di legatura delle tube hanno un grande successo, tanto che le donne possono aspettarsi un tasso di fertilità del 95%, dopo che la procedura sia stata eseguita. La clinica esegue l’intervento chirurgico in laparoscopia. Presso il Centro Reversal Chapel Hill, invece, i medici offrono un tasso di successo nell’ottenimento di una gravidanza dopo l’intervento chirurgico di reversione del 75%, percentuale comunque ottima. Le percentuali di successo offerte da entrambe queste cliniche rispecchiano complessivamente la media nazionale. Tuttavia, è corretto puntualizzare che questi tassi di successo scendono drasticamente quando la paziente è di età superiore ai 40 anni; ma questo, d’altronde, è anche un fatto puramente fisiologico. I ginecologi e gli ostetrici fanno correttamente presente di non mettersi comunque nelle condizioni di aspettativa più rosee, quando si esegue l’intervento di reversione su donne d’età superiore ai 35 anni. Questo è un atteggiamento prudenziale del tutto corretto, ma bisogna comunque considerare che siamo ancora di fronte a percentuali di tutto rispetto. Complessivamente, difatti, per le donne sotto i 30 anni, il tasso di successo di gravidanza è del 77%. Per le donne che sono di età compresa tra 35 e 39 anni, il tasso di successo scende a circa il 62%, che comunque è ancora una percentuale, per l’appunto, del tutto rispettabile. Per le donne oltre i 40 anni la percentuale scende ulteriormente al 34%, che comunque non è affatto una percentuale trascurabile, se posta in rapporto all’immaginario comune dell’irreversibilità di questo tipo di intervento. Di certo, se la legatura delle tube ha coinvolto una cauterizzazione (cioè una bruciatura chirurgica delle estremità delle tube stesse, una volta resezionate e legate), è chiaro che le probabilità che un’inversione porti un successo riproduttivo sono molto più basse, proprio a causa dei danni provocati alle tube, ma non è affatto necessario intervenire con una cauterizzazione, anzi si può espressamente richiedere che ciò non avvenga, tanto in ogni caso l’intervento, se ben praticato, ottiene una sicurezza contraccettiva attorno al 100%.

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Sindrome da legatura delle tube

Secondo alcuni ricercatori esisterebbe una sindrome legata alla chiusura delle tube chiamata “Sindrome da legatura delle tube”, in inglese Post Tubal Ligation Syndrome. Appare comunque non esservi concordanza nel mondo scientifico sotto questo punto di vista, si tratta di un argomento controverso, ma alcune donne sostengono che dopo che aver avuto la loro legatura delle tube, soffrono di quella che viene chiamata appunto “sindrome post-legatura delle tube”. Alcuni dei sintomi più comuni sono periodi mestruali più pesanti del normale, crampi, mal di schiena e sbalzi d’umore estremi. Alcuni medici sostengono che la sindrome non esista, mentre altri ritengono che la sindrome sia molto reale. Secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine da un gruppo di ricercatori di Atlanta, tale sindrome risulterebbe inesistente.

Corrispondente maschile

Il metodo contraccettivo chirurgico usato per l’uomo, corrispondente alla legatura delle tube, è la vasectomia, tecnica che comporta decisamente minori complicazioni ed effetti collaterali rispetto alla chiusura delle tube. Per approfondire, leggi anche:

Quanto costa una legatura delle tube?

Il costo di una chiusura delle tube è estremamente variabile in base alla clinica dove viene effettuata ed agli operatori che la eseguono. Generalmente il prezzo di una legatura delle tube oscilla tra 2000 ed i 7000 euro che includono: le parcelle dei medici e degli infermieri, le visite di controllo, la clinica, l’anestesista ed i farmaci.

Efficacia della legatura delle tube rispetto ad altri metodi contraccettivi

L’indice di Pearl è il numero che esprime la quantità di gravidanze indesiderate nel corso di un anno su 100 donne che hanno utilizzato lo stesso metodo contraccettivo: come vedete dallo schema di seguito pubblicato, la legatura delle tube è un metodo contraccettivo estremamente efficiente. C’è comunque una probabilità di circa il 2% di rimanere incinta nell’arco temporale di 10 anni dopo l’operazione.

Metodo Indice di Pearl
rapporto sessuale non protetto 85
metodo dei giorni infertili 24
misurazione della temperatura basale 24
misurazione della densità del muco cervicale 24
spermicidi 3 – 21
astinenza periodica 20
coito interrotto 4 – 18
diaframma 6 – 18
pesar 2 – 15
preservativo 2 – 12
spirale intrauterina 0,8 – 3
contraccezione ormonale combinata 0,1 – 3
contraccezione orale progestinica 0,5 – 3
contraccezione iniettabile progestinica 0,3
impianti progestinici 0,04
sterilizzazione femminile 0,4
sterilizzazione maschile 0,15

La legatura delle tube “cambia” la femminilità?

No, il corpo della donna continuerà a produrre gli ormoni la “rendono donna”. Non vi saranno cambiamenti nella pelle o nelle mammelle. La donna NON avrà la menopausa prima del normale e NON causa un aumento di peso, a meno che la paziente non aumenti l’introito calorico giornaliero, abbia una patologia relativa al metabolismo (ad esempio ipotiroidismo) o diminuisca l’attività fisica.

La legatura delle tube interferisce con l’impulso sessuale?

Probabilmente non del tutto. L’impulso sessuale generalmente non cambia ma è difficile prevedere come una legatura possa interferire col complesso modno della sfera sessuale femminile. Alcune donne riferiscono che senza la preoccupazione di avere una gravidanza accidentale e senza il fastidio di altri metodi contraccettivi, esse ed i loro partner trovano il sesso più piacevole e spontaneo.

La legatura delle tube interferisce sull’emotività?

La decisione di dare un taglio alla propria fertilità non è semplice: la donna potrebbe sentirsi un po’ triste nel porre fine al compito “materno” della sua vita. Potrebbe sentirsi “invecchiata” o avere un rimorso quando vede un bambino appena nato. Queste sensazioni di solito finiscono col tempo. D’altro canto la donna potrebbe sentirsi sollevata dal fatto di non avere più la preoccupazione di rimanere incinta accidentalmente. E’ insomma difficile prevedere quale sia la reazione emotiva ad una sterilizzazione, specie se sono contemporaneamente presenti patologie psichiatriche come depressione e disturbi dipolari.

La legatura delle tube protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili, come l’AIDS?

No. La chiusura delle tube rende soltanto incapaci di mettere al mondo un bambino, ma non vi protegge dalle malattie sessualmente trasmesse: per tale scopo è essenziale usare una “barriera meccanica” come il profilattico.

La sterilizzazione femminile è il giusto metodo per me?

Ci sono un numero di fattori che dovreste considerare per determinare se la sterilizzazione femminile sia il giusto metodo contraccettivo per voi. Come con qualunque contraccezione, dovreste prima parlare con il vostro dottore e con il vostro partner prima di considerare seriamente la sterilizzazione. Questo è particolarmente importante sia per la sterilizzazione maschile per quella femminile, poiché gli effetti sono potenzialmente irreversibili. Considerate l’uso di altri metodi contraccettivi. Valutate a lungo i pro ed i contro. La sterilizzazione femminile potrebbe essere un efficace metodo per voi se una o più delle seguenti condizioni è vera:

  • voi e il vostro partner avete tutti i figli di cui avreste sempre voluto avere;
  • voi e il vostro partner non volete avere bambini e voi non potete o non volete usare metodi temporanei di contraccezione;
  • volete un metodo permanente ed irreversibile;
  • avete l’assoluta certezza di non volere altri bambini;
  • non volete affrontare la possibilità di abortire se un vostro metodo temporaneo dovesse fallire;
  • volete poter avere rapporti sessuali senza usare altri metodi contraccettivi e senza la paura di gravidanza accidentale.

Nel caso in cui abbiate rapporti con un solo partner fisso, è preferibile che sia lui ad effettuare la vasectomia – operazione molto più semplice e sicura – mentre nel caso in cui abbiate rapporti con più partner, la legatura rappresenta la soluzione ideale, sempre tenendo a mente che non vi protegge dalle malattie sessualmente trasmesse il cui rischio aumenta all’aumentare del numero dei partner.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Differenza tra castrazione e sterilizzazione: vantaggi e svantaggi

MEDICINA ONLINE CANI GATTI CHI E PIU INTELLIGENTE ANIMALI CERVELLO NATURA NEURONI STUDIO RICERCA NATURE CATS DOGS SMARTIER BRAIN IQ QI ANIMALESpesso i proprietari di cani o gatti, o di animali in generale, non hanno ben compreso la differenza tra castrare o sterilizzare il proprio animale da compagnia, ed usano come sinonimi due termini che invece indicano cose molto diverse tra loro: facciamo chiarezza.

Castrazione

La castrazione è una operazione chirurgica che asporta le gonadi dell’animale, cioè nel caso dei maschi vengono asportati i testicoli (luogo dove vengono prodotti gli spermatozoi), mentre nelle femmine le ovaie (dove sono presenti gli ovuli). In questo modo non ci sarà più attività sessuale nell’animale né possibilità di generare gravidanze, a causa della diminuzione dei livelli ormonali e dell’assenza di spermatozoi nel maschio e di ovuli nella femmina. Nella femmina esistono due modalità principali di castrazione: la prima è l’ovariectomia e consiste nell’estrazione di entrambe le ovaie della cagna, mentre la seconda è l’ovarioisterectomia che consiste nell’estrazione delle ovaie e dell’utero. La castrazione nel maschio prende il nome di orchiectomia. La castrazione è irreversibile sia nel maschio che nella femmina.

Sterilizzazione

La sterilizzazione è una operazione chirurgica che – al contrario della castrazione – lascia intatti testicoli ed ovaie dell’animale, ma che determina chiusura delle tube nelle femmine e la vasectomia nei maschi. Ciò determina sterilità dell’animale poiché nel maschio impedisce la presenza di spermatozoi nel liquido seminale mentre nella femmina interrompe la pervietà del decorso tubarico, indispensabile per intraprendere una gravidanza. Nel maschio, pur mancando la possibilità di mettere incinta una femmina, rimane un comportamento sessuale normale. La sterilizzazione in alcuni casi è reversibile.

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Castrazione o sterilizzazione: quale scegliere?

Non esiste una tecnica migliore dell’altra: entrambe le operazioni permettono di evitare la procreazione e le cucciolate indesiderate ed hanno vantaggi e svantaggi specifici. Sarà il veterinario, discutendo con voi dei vantaggi a svantaggi, a decidere qual è l’opzione migliore per il vostro animale.

Castrazione: vantaggi e svantaggi

La tecnica della castrazione è molto più drastica e invasiva rispetto alla sterilizzazione, tuttavia offre alcuni vantaggi come controllare il carattere nei casi di animali aggressivi o con problemi di convivenza.

Vantaggi della castrazione nel maschio:

  • diminuisce di molto la dominanza dell’animale in quanto influisce negativamente sulla produzione di testosterone;
  • inibisce al maschio il desiderio sessuale ed evita conflitti associati;
  • diminuisce la probabilità di patologie della prostata;
  • animale più mansueto ed ubbidiente;
  • animale più facile da educare;
  • l’animale socializza più facilmente con altri animali e “litiga” meno con loro.

Svantaggi della castrazione nel maschio:

  • è irreversibile;
  • esiste un maggior pericolo intraoperatorio e con l’anestesia, in quanto l’intervento è più invasivo;
  • il processo di recupero postoperatorio è più lento rispetto a quello della sterilizzazione;
  • spesso provoca l’insorgenza di sovrappeso ed obesità, a meno che la dieta non venga modificata diminuendo l’introito calorico giornaliero e/o l’attività fisica non venga aumentata.

Vantaggi della castrazione nella femmina:

  • non producendo più ormoni, sparisce il calore delle femmine;
  • previene varie patologie, tra cui il cancro alle mammelle ed i tumori agli organi riproduttivi;
  • animale più tranquillo;
  • animale più facile da educare;
  • l’animale socializza più facilmente con altri animali e “litiga” meno con loro.

Svantaggi della castrazione nella femmina:

  • è irreversibile;
  • esiste un maggior pericolo intraoperatorio e con l’anestesia, in quanto l’intervento è più invasivo;
  • il processo di recupero postoperatorio è più lento rispetto a quello della sterilizzazione;
  • spesso provoca l’insorgenza di sovrappeso ed obesità, a meno che la dieta non venga modificata diminuendo l’introito calorico giornaliero e/o l’attività fisica non venga aumentata.

Sterilizzazione: vantaggi e svantaggi

La sterilizzazione ha il vantaggio di essere meno drastica e pericolosa, inoltre permette un recupero più veloce dell’animale oltre a determinare una maggiore prevenzione delle malattie dell’utero o delle mammelle nelle femmine, e della prostata nei maschi. Contemporaneamente però non elimina la produzione di ormoni e ciò si riflette nella permanenza del desiderio sessuale e – in caso di animale dominante – non mitigherà il suo carattere.

Vantaggi della sterilizzazione:

  • è potenzialmente reversibile;
  • ha minore rischio intraoperatorio;
  • è meno invasiva della castrazione;
  • il recupero postoperatorio è più veloce rispetto alla castrazione;
  • diminuisce la possibilità di malattie prostatiche nel maschio.

Svantaggi della sterilizzazione:

  • non elimina la produzione di ormoni;
  • non elimina il desiderio sessuale del cane e non evita conflitti associati;
  • se l’animale è dominante ed aggressivo, non modificherà il suo carattere.

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È incinta e perde peso: “Sono felice”. Ma in realtà è un cancro incurabile all’intestino

MEDICINA ONLINE GRAVIDANZA INCINTA DIARREA FECI LIQUIDE FETO PARTO CESAREO DIETA FIBRA GRASSI ZUCCHERI PROTEINE GONFIORE ADDOMINALE MANGIARE CIBO PRANZO DIMAGRIRE PANCIA PESO INTESTINOQuando si è accorta di aver perso circa 10 kg in una settimana, Caroline Dick si è detta subita entusiasta. La donna, 42enne scozzese, portava in grembo il suo Maxx, che oggi ha 3 anni. Pensava che fosse solo “fortunata” a perdere peso mentre il bimbo cresceva dentro di lei: non aveva idea del fatto che proprio quella gravidanza stesse mascherando una malattia incurabile. Caroline infatti era stata colpita da un cancro dell’intestino che ha portato alla rimozione della vagina, del colon e del retto. All’epoca, sebbene la sua fosse stata considerata una “gravidanza normale” e aumentasse di peso con Maxx, la donna aveva notato che le sue braccia e le sue gambe si stavano assottigliando. Inizialmente non si è soffermata su questo aspetto. Ma dopo essersi accorta che il suo peso continuava a diminuire anche dopo che il bimbo era nato, ha capito che c’era qualcosa non andava.

Cancro diffuso

Quando Maxx aveva ormai compiuto un anno, le è stata data la sconvolgente notizia: cancro all’intestino al quarto stadio. Caroline, originaria di Uphall, West Lothian, ha ammesso come quella diagnosi, nel dicembre 2015, l’abbia sconvolta totalmente. “È stato davvero difficile e lo stress di tutto quel periodo ha portato alla rottura della mia relazione con il padre di Maxx”. In precedenza aveva sofferto di dolore al coccige, spossatezza e sangue nelle sue feci. “Non avevo idea che tutte queste cose fossero dovute al cancro dell’intestino. L’ho sempre considerata come una malattia tipica di una persona anziana” prova a spiegare. Inizialmente, la chirurgia e la chemioterapia sembravano aver funzionato, ma un anno, alla fine del 2016, Caroline ha scoperto che la malattia si era diffusa nelle aree vaginali e rettali e che avrebbe avuto bisogno di nuovi interventi chirurgici. Ma le sorprese amare non erano ancora finite.

Sensibilizzare l’opinione pubblica

Poche settimane dopo essersi sottoposta ad una isterectomia completa, vaginectomia e alla rimozione del colon e del retto al Royal Edinburgh Hospital nel giugno 2017, i medici le hanno detto il tumore ai polmoni era troppo pericoloso da rimuovere e il suo cancro era oramai incurabile. “Mi hanno che mi restano solo alcuni anni, tutto quello che possono offrirmi è la chemioterapia palliativa, per farmi vivere più a lungo possibile. Da allora, ho fatto un trattamento di chemioterapia ogni due settimane per tre giorni.” Ora la signora Dick sta cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sul cancro dell’intestino nei giovani come parte della campagna Bowel Cancer UK e Beating Bowel Cancer Never Too Young: “Le persone devono essere consapevoli dei sintomi e penso che i medici debbano essere più consapevoli che ciò può accadere a tutti. Spesso le diagnosi avvengono troppo tardi”.

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Parto naturale: il momento della fuoriuscita del bambino [VIDEO]

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Nel seguente video potete vedere l’emozionante momento in cui un bimbo viene alla luce attraversando il canale del parto.

Il video può essere visionato seguendo QUESTO LINK

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Diventa mamma a 56 anni senza fecondazione assistita

MEDICINA ONLINE PARTO GRAVIDANZA NATURALE CESAREO DIFFERENZE CHIRURGIA FOTO WALLPAPER PICTURE UTERO CHIRURGO OPERAZIONE RISCHI VANTAGGI VANTAGGI ALLATTAMENTO MADRE FIGLIO NEONATO MORTAìAlcuni giorni fa una donna italiana di 56 anni ha dato alla luce una bimba, con parto naturale e dopo una gravidanza avvenuta senza procreazione assistita. La donna, già madre di altre due figlie, di 34 e 28 anni, risiede a Casale sul Sile, in provincia di Treviso. La bimba – riferiscono i quotidiani locali – è nata all’ospedale all’Angelo di Mestre, a fine dicembre, con un peso di oltre 3 chili e gode di ottima salute.

Un evento piuttosto raro, soprattutto in riferimento al fatto che la donna è rimasta incinta naturalmente, senza l’ausilio di tecniche di fecondazione assistita. Il compagno della donna, padre della bambina, è un sudamericano più giovane della compagna di 17 anni.

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Movimenti fetali: quando il bambino inizia a scalciare nella pancia della madre?

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Dal quarto mese

Dalla ventesima settimana (quarto mese) in poi invece la mamma inizierà a sentire quotidianamente il bambino che si muove e saprà velocemente distinguerlo da movimenti intestinali o dal singhiozzo. Alcuni spostamenti sono più delicati, altri invece sono più marcati (calci, pugni, capriole, testate…). C’è da dire che nella prima gravidanza è più difficile distinguere nettamente i primi movimenti del feto, mentre nelle successive gravidanze la mamma li riesce a riconoscere più facilmente, e spesso già prima della ventesima settimana.

Dal settimo mese

Nell’ultimo trimestre i movimenti del bimbo si fanno sempre più forti e riconoscibili. Non tutti i bambini sono uguali e ognuno ha un modo di muoversi particolare e unico: c’è chi si muove meno e chi è più attivo, chi si muove maggiormente la notte e chi invece preferisce il giorno. È importante che la mamma impari a conoscere i movimenti del proprio bambino per riuscire a capire quando il bimbo sta bene. La presenza dei movimenti infatti è segno di benessere, quando invece il bimbo è meno attivo del solito può essere in difficoltà.

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La paura del non sentirlo più muovere

Soprattutto quando ci si avvicina al termine di gravidanza le future mamme sono in ansia e vorrebbero sentire il loro piccolo ogni minuto. È importante ricordare che il feto ha un ritmo sonno-veglia di 20 minuti, per cui è normale che abbia dei momenti in cui non è attivo e che invece si muova anche quando la mamma sta riposando. Inoltre non è raccomandata da nessuna linea guida la pratica della conta giornaliera dei movimenti fetali, talvolta infatti alcuni medici chiedono alle future mamme di contare quanti movimenti fa il bambino durante il giorno: questo provoca ansia e agitazione nella coppia e non ha nessun significato nel prevenire la sofferenza fetale.

Che fare se il bimbo si muove “poco”?

Cosa può fare quindi una mamma negli ultimi tre mesi di gravidanza se ha l’impressione che il bimbo si muova poco? La pratica più consigliata in questi casi è di mettersi in un ambiente rilassante e tranquillo, stendersi sul fianco sinistro o comunque stare in una posizione comoda (ma non supina) e attendere 20 minuti: se in questo tempo il piccolino si muove almeno due volte, allora si può stare tranquilli, altrimenti è meglio recarsi in un pronto soccorso ostetrico, per controllare lo stato di salute di mamma e bambino.

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Quando il bambino inizia a sentire e vedere nella pancia della madre?

MEDICINA ONLINE VAGINA DONNA BACIO SESSULITA GRAVIDANZA INCINTA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY OMOSESSUAANSIA DA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE FRIGIDA PAURA FOBIA TRADIMENTOGià nelle prime settimane gravidanza cominciano a svilupparsi gli organi di senso del bambino (o meglio del “feto”) – quelli per vista, udito, olfatto, gusto e tatto – anche se completeranno lo sviluppo e funzioneranno a pieno solo più avanti. Vediamo allora quando e come si sviluppano i vari organi di senso.

Il tatto

Dopo le 12 settimane il feto comincia a possedere i “sensori” per sentire le carezze dei genitori: il primo dei cinque sensi a svilupparsi è proprio il tatto; tuttavia perché le sollecitazioni tattili siano realmente percepite dal bambino, è necessario che maturino anche le vie nervose, che hanno il compito di trasportare gli stimoli al cervello: il loro sviluppo inizia sin dalle prime settimane, ma per la completa maturazione bisognerà aspettare la 30esima settimana, momento in cui il piccolo sarà capace di provare la sensazione tattile.

L’udito

Già a 30 settimane il feto può sentire la voce di mamma e papà. Le percezioni uditive vere e proprie sono legate allo sviluppo dell’orecchio medio, che inizia nel secondo mese di gravidanza ma giunge a maturazione solo nell’ottavo. Si può dire che l’udito del bambino sia quasi normale intorno alla 35ma settimana, ma già diverse settimane prima è in grado di reagire ad alcuni stimoli sonori come la voce della madre: sin da 28-30 settimane è importante cominciare a parlare al bambino, così ha tutto il tempo per memorizzare i suoni a lui cari e riconoscerli dopo la nascita; al tempo stesso, è bene evitare di esporre il feto a stimoli sonori troppo intensi, perché il piccolo ne sarebbe disturbato.

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Il gusto e l’olfatto

Le papille gustative sulla lingua cominciano a formarsi intorno alle 8 settimane, e continuano il loro sviluppo fino alla nascita. Anche i recettori dell’olfatto iniziano a svilupparsi presto, intorno alle 8-9 settimane, quando cominciano a formarsi i nervi e i bulbi olfattivi, tuttavia non sappiamo esattamente quando tutti questi recettori comincino effettivamente a funzionare, e quindi da che epoca precisa il bambino percepisca i sapori e gli odori, probabilmente tutto ciò avviene in qualche momento nel secondo trimestre. Quello che è sicuro è che il regime alimentare della mamma influisce sulla composizione del liquido amniotico, nel quale passano le molecole aromatiche dei cibi, di conseguenza inalando e deglutendo il liquido, un po’ per volta il feto impara a conoscere gli odori e i sapori della cultura alimentare materna, che dopo la nascita ritroverà nel latte prima e nei cibi che assumerà con lo svezzamento poi.

La vista

La vista è l’ultimo senso a svilupparsi: le palpebre infatti restano chiuse fino alla 26esima settimana, per consentire il corretto sviluppo della retina. Dopo quest’epoca, il feto riesce a percepire la luce che filtra attraverso il pancione, soprattutto se viene esposto a una fonte di luce intensa come quando si sta al sole con la pancia scoperta; in effetti, l’utero non è un ambiente buio come si potrebbe credere, ma attraverso la pelle la luce filtra, sia pure poco intensamente. Intorno alle 30 settimane, inoltre, le pupille sono in grado di restringersi o dilatarsi a seconda dell’intensità della luce, mentre se il pancione viene esposto ad un fascio luminoso, il bebè gira istintivamente la testa dall’altro lato e le pulsazioni cardiache tendono ad aumentare. La vista del bambino, insomma, si sviluppa già nel pancione, anche se ci vorrà ancora qualche mese dopo la nascita perché i centri nervosi dell’occhio giungano a maturazione e il piccolo riesca a mettere a fuoco perfettamente le immagini. Il bimbo con pochi giorni di vita è comunque in grado di riconoscere grossolanamente i contorni del volto della mamma a circa 20 centimetri di distanza, dato non casuale visto che 20 centimetri è proprio la distanza alla quale si trova mentre assume il latte dal seno materno.

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Sesso: a Natale boom di ricerche online e picco di nascite 9 mesi dopo

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Natale e fine del Ramadan

L’analisi ha rivelato che l’interesse per argomenti ‘hot’ ha dei picchi significativi durante le principali celebrazioni culturali o religiose: c’è un maggiore uso della parola ‘sesso’ o di altri termini sessuali nelle ricerche sul web. Questi picchi, poi, corrispondono in modo sostanziale ad un aumento delle nascite 9 mesi dopo nei Paesi in cui sono disponibili dati sulla natalità. Inoltre, l’effetto è stato osservato in due culture diverse: il picco maggiore si è avuto a Natale nei Paesi a maggioranza cristiana e all’Eid-al-Fitr, la celebrazione che segna la fine del Ramadan, nei Paesi a maggioranza musulmana. Un fenomeno che però, curiosamente, non si verifica a Pasqua: forse proprio il clima natalizio, con l’aumentata attenzione ai più piccoli, è in grado di innescare un “effetto famiglia” che va a braccetto con un’aumentata voglia di maternità e paternità.

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