Asma bronchiale in bambini e adulti: cause, sintomi e cura

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ASMA BRONCHIALE BAMBINI ADULTI SINTOMI CURE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.jpgL’asma bronchiale è una patologia infiammatoria cronica dei bronchi, caratterizzata da ostruzione generalmente reversibile delle vie aeree inferiori spesso in seguito a sensibilizzazione da parte di allergeni, il cui sintomo principale è rappresentato da episodi di respiro sibilante e fischiante associato a dispnea (difficoltà respiratoria), senso di costrizione toracica e tosse. In alcuni casi l’ostruzione bronchiale può essere irreversibile. E’ una patologia conosciuta fin dai tempi dell’Antico Egitto, anche se è stato Ippocrate di Coo intorno al 450 a.C. a studiarla a fondo per primo: a lui si deve l’etimologia di “asma” che deriva da “ansimante”.

Leggi anche:

Quanto è frequente l’asma bronchiale tra i bambini?
In età prescolare è purtroppo molto frequente (fino al 45% dei bambini sotto i sei anni) riscontrare la sua caratteristica principale, cioè il respiro sibilante, anche nei bambini non allergici, caratterizzato da tosse e sibilo o affanno solo in occasione di un comune raffreddore; si dice in gergo che “il raffreddore scende nel petto del bambino nell’arco di uno-due giorni“. Questi bambini hanno un diametro piccolo dei bronchi, sono in genere destinati a non ripresentare il sibilo in età scolare, con la crescita dei bronchi, pertanto non vengono definiti asmatici.
Viceversa, quando gli episodi di ostruzione bronchiale e di sibili espiratori continuano o iniziano dopo i 5 anni di età e si manifestano anche al di fuori dei raffreddori (ad es. durante lo sforzo o in ambienti polverosi), si può parlare di una vera e propria asma bronchiale che, nella grande maggioranza dei casi, è di origine allergica. L’asma bronchiale è una patologia molto diffusa: in Italia colpisce il 10% dei bambini sopra i sei anni.

Leggi anche: Apparato respiratorio: anatomia in sintesi, struttura e funzioni

Quanto è frequente l’asma bronchiale tra gli adulti
Attualmente si stima che circa 300 milioni di persone siano affette da asma nel mondo, e che circa 250.000 persone muoiano ogni anno a causa di tale malattie. Le cifre variano tra una nazione all’altra con una prevalenza tra l’1% e il 18%. È più comune nei paesi sviluppati ed industrializzati rispetto ai paesi in via di sviluppo.

Leggi anche: Differenza tra inspirazione e espirazione: l’atto respiratorio

Chiarezza dei termini
Capita spesso che nel linguaggio comune la parola “asma” venga utilizzata come sinonimo di “dispnea” o “mancanza di respiro”, anche se di origine completamente diversa dal vero asma bronchiale: ad esempio nella vecchia definizione dello scompenso cardiaco acuto si parlava appunto di “asma cardiaco” che nulla ha a che fare con l’infiammazione dei bronchi. Pertanto, a differenza della definizione riportata nei testi degli anni settanta e ottanta, che facevano riferimento unicamente alle modificazioni funzionali e quindi al broncospasmo, l’attuale definizione sottolinea il ruolo determinante dell’infiammazione nella genesi dei sintomi e delle alterazioni funzionali. Questo dato ha un risvolto terapeutico importante ponendo i farmaci antinfiammatori come cardine della terapia dell’asma.

Asma bronchiale: cenni di fisiopatologia
L’asma può essere una conseguenza della sindrome rinobronchiale delle alte vie aeree. La principale alterazione fisiopatologica che determina lo stato funzionale e la sintomatologia del paziente asmatico è la riduzione del calibro delle vie aeree indotta da sei meccanismi fondamentali:

  1. contrazione della muscolatura liscia bronchiale,
  2. edema (gonfiore della mucosa che riveste i bronchi) e infiammazione con conseguente congestione della parete bronchiale,
  3. ipersecrezione di muco (catarro bronchiale),
  4. rimodellamento delle vie aeree,
  5. perdita dell’epitelio,
  6. iperreattività bronchiale.

In presenza di asma, a livello bronchiale si verifica un’iperreattività della muscolatura liscia, regolata dall’azione del sistema nervoso parasimpatico attraverso il nervo vago. Nel corso dell’infiammazione bronchiale, i mastociti, gli eosinofili ed i linfociti T rilasciano mediatori chimici che agiscono direttamente su: muscolatura, ghiandole e capillari. Durante una crisi asmatica, l’aria inspirata raggiunge gli alveoli, ma la presenza di ostruzione bronchiale ne impedisce la fuoriuscita con l’espirazione. Quindi, l’aria può entrare, ma non può uscire dagli alveoli.

Leggi anche: Tumore al polmone in chi non fuma: da cosa viene causato?

Asma bronchiale: cosa avviene quando viene inalato un allergene?
Quando un allergene viene inalato, induce nei bronchi una serie di reazioni in sequenza che portano alla crisi asmatica. Quali sono queste tappe? Leggi questo articolo per scoprirlo: Cosa avviene quando viene inalato un allergene?

Quali sono le cause di asma bronchiale in bambini ed adulti?
Tra le cause d’asma, le principali sono:

  • Sensibilizzazione allergica a polvere, muffe, pelo di alcuni animali (gatto, cane, cavallo), pollini, graminacee, parietaria, olivo. Raramente causano episodi asmatici alcuni alimenti (es. latte vaccino, l’uovo, il pesce) e additivi alimentari.
  • Infezioni, soprattutto nei bimbi più piccoli. Le infezioni, in particolare quelle virali, sono la causa principale di asma nei primi anni di vita. La maggior parte dei bambini asmatici presenta i sintomi prevalentemente durante il periodo autunnale e invernale, quando la diffusione delle infezioni delle vie respiratorie è particolarmente elevata.
  • Condizioni ambientali avverse. I bambini che frequentano ambienti particolarmente inquinati, non puliti, polverosi, o che hanno uno o entrambi i genitori fumatori, sono maggiormente esposti all’asma.
  • L’attività fisica. Più della metà dei bambini sofferenti di asma bronchiale può presentare tosse o affanno durante l’attività fisica (asma da sforzo). Il bambino affetto da asma da sforzo non ha controindicazioni ad eseguire l’attività sportiva: in molti casi è sufficiente raggiungere un buon controllo dei sintomi asmatici per ottenere la scomparsa della tosse da sforzo. Esistono inoltre farmaci che, somministrati alcuni minuti prima dell’attività fisica, consentono un idoneo controllo dell’asma da sforzo.

Leggi anche: Perché ci viene la febbre e perché non dobbiamo aver paura di lei

Fattori di rischio ambientali e genetici per l’asma bronchiale
A tale proposito vi consiglio la lettura di questo articolo: Asma bronchiale: fattori di rischio ambientali e genetici

Quali sono i sintomi di asma bronchiale?
In genere il bambino comincia a presentare attacchi di tosse secca e stizzosa, a riposo o durante il gioco o la corsa. In alcuni casi la sintomatologia è marcata a causa dello spasmo dei bronchi, si percepiscono fischi e sibili durante l’espirazione dell’aria ed il bambino avverte difficoltà respiratoria. Sintomi simili sono presenti in età adulta. Durante il recupero da un attacco asmatico, può apparire pus come causa del coinvolgimento di alti livelli di globuli bianchi chiamati eosinofili.

Leggi anche: Febbre alta: quando rivolgersi al medico

Quando sono più frequenti i sintomi di asma bronchiale?
Solitamente i sintomi tendono a peggiorare di notte e alla mattina presto. Alcune persone asmatiche sperimentano i tipici sintomi in risposta a determinati fattori causali, mentre altri possono presentarli in modo persistente.

Diagnosi di asma bronchiale
Molti genitori non riescono ad individuare subito la presenza dell’asma nel loro bambino. A volte riportano di avere sentito il fischio, ma più frequentemente la diagnosi viene dalla visita del pediatra che riscontra la presenza di sibili in un bambino condotto dai genitori per via di una tosse secca e insistente. Una conferma clinica del sospetto di asma è data dal riscontro di un immediato miglioramento della respirazione che si verifica con la somministrazione di farmaci dilatatori dei bronchi. Spesso, se sollecitati i genitori riferiscono che il bambino presenta la tosse quando ride o gioca o fa attività fisica (asma da sforzo).  Una conferma ulteriore della diagnosi è possibile tramite l’esecuzione di un esame che analizza la quantità di aria che il bambino riesce a emettere con un forte soffio. In termini più tecnici l’esame è noto con il nome di spirometria e in generale è eseguibile intorno ai 5-6 anni. L’esecuzione delle prove allergiche consente di verificare la presenza di eventuali sensibilità del bambino asmatico verso sostanze (dette allergeni) contenute nell’ambiente o più raramente negli alimenti. Continua la lettura sulle tecniche di diagnosi per l’asma bronchiale con questo articolo: Asma bronchiale: spirometria e diagnosi differenziale

Come si cura l’asma bronchiale?
La terapia per curare l’asma è farmacologica. Tuttavia è indispensabile tenere sotto controllo i fattori ambientali. È inoltre indispensabile che la tecnica di assunzione dei farmaci somministrati per inalazione sia spiegata e verificata alle visite di controllo. Sono infatti numerosi gli errori tecnici nella somministrazione. Per il successo della terapia è indispensabile che il bambino e i genitori conoscano la malattia, seguano il percorso terapeutico che il medico ha prescritto ed eseguano dei regolari controlli dal medico curante.

  • La terapia farmacologica. I medicinali vanno somministrati soltanto dopo aver consultato un medico. I farmaci anti-asmatici in commercio sono impiegati sia per la cura della crisi asmatica, sia per la prevenzione dei successivi episodi. Esistono diverse categorie di farmaci anti-asmatici in commercio. Negli ultimi decenni abbiamo progressivamente assistito alla sostituzione della via di somministrazione dei farmaci per l’asma da quella classica (orale), a quella inalatoria. Gli stessi farmaci che vengono somministrati per bocca infatti possono raggiungere direttamente le vie aeree tramite la tecnica inalatoria che consente di ottenere un’azione più mirata e minori effetti secondari. Gli strumenti per l’inalazione dei farmaci sono rappresentati dagli apparecchi nebulizzatori, dagli spray dosati e dalle polveri.
  • La immunoterapia desensibilizzante. L’obiettivo della immunoterapia desensibilizzante (ITS) è quello di eliminare o attenuare la sensibilizzazione allergica verso una specifica sostanza (allergene) attraverso la periodica somministrazione dello stesso allergene. La somministrazione può essere effettuata per bocca o per via iniettiva, sottocutanea: l’applicazione sottocutanea non è esente da rischi di reazioni avverse. Non esistono a tutt’oggi prove scientifiche tali da consigliarne un largo impiego, specie in età pediatrica. Attualmente il ricorso alla immunoterapia va preso in considerazione solo nei casi di allergia verso una sola sostanza oppure quando si osservi una stretta correlazione fra esposizione ad un allergene e comparsa dei sintomi respiratori.

Leggi anche:

Obiettivo del trattamento dell’asma bronchiale
L’obiettivo del trattamento dell’asma è quello di raggiungere e mantenere il controllo delle manifestazioni cliniche della malattia, per periodi prolungati. Cioè soddisfare i seguenti punti:

  • Nessun (o minimi) sintomo/i cronico/i.
  • Nessuna (o al massimo rare) riacutizzazione/i.
  • Nessuna visita di emergenze o ricovero per asma.
  • Nessun (o minimo) bisogno di uso addizionale di ß2 – agonisti per il sollievo dei sintomi.
  • Nessuna limitazione durante l’esercizio fisico.
  • Variazione giornaliera del PEF < del 20%.
  • Funzione polmonare normale o al meglio possibile.
  • Nessuno (o minimi) effetto/i collaterale/i dei farmaci.

Per raggiungere questo obiettivo le linee guida raccomandano di sviluppare un piano di assistenza organizzato in modo da raggiungere alcuni traguardi:

  1. Sensibilizzare il paziente a sviluppare uno stretto rapporto di collaborazione con il medico.
  2. Identificare e ridurre l’esposizione ai fattori di rischio.
  3. Gestire una riacutizzazione di asma.
  4. Assumere correttamente i farmaci.
  5. Capire la differenza che c’è tra i farmaci antiasmatici “di fondo”, da assumere continuamente, e i farmaci “al bisogno”, da prendere solo dinanzi ad una reale necessità.
  6. Monitorare lo stato di salute interpretando i sintomi e, se possibile, misurare il picco di flusso espiratorio (PEF).
  7. Riconoscere i segni premonitori delle crisi asmatiche e prendere i dovuti provvedimenti.
  8. Ricorrere prontamente al medico in caso di necessità.

Leggi anche: Enfisema polmonare: sintomi, tipi, cause, diagnosi, terapia e complicazioni

Agenti che possono causare esacerbazione dell’asma
Alcuni individui presentano asma stabile per settimane o mesi e poi improvvisamente sviluppano un episodio di asma acuto. Individui diversi reagiscono in modo diverso a diversi fattori. La maggior parte delle persone sviluppano grave esacerbazione per via di un certo numero di agenti scatenanti. Gli agenti che possono portare alla riacutizzazione dell’asma includono principalmente:

  • polvere,
  • peli di animali (in particolare di gatto e cane),
  • allergeni,
  • scarafaggi,
  • muffa,
  • profumi.

E’ importante ricordare che sia le infezioni virali che batteriche del tratto respiratorio superiore possono peggiorare la malattia. Lo stress psicologico può peggiorarne i sintomi, si pensa che lo stress alteri il sistema immunitario e quindi aumenta la risposta infiammatoria delle vie aeree agli allergeni e agli irritanti.

Leggi anche: Febbre dopo vaccino: come curarla e quanto dura?

Asma bronchiale: l’importanza di eseguire controlli periodici
È di fondamentale importanza che ai genitori venga ben chiarito che un corretto trattamento dell’asma, farmacologico e ambientale, consente al bambino di stare bene, di non sentirsi diverso dai coetanei potendo svolgere le loro stesse attività con i migliori risultati. È dimostrato che il successo viene raggiunto in particolare dai pazienti che eseguono regolari controlli clinici, non solo in occasione della ricomparsa dei sintomi, concordati con il pediatra.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Spirometria diretta ed indiretta: come si esegue ed a cosa serve

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SPIROMETRIA DIRETTA E INDIRETTA ESEGUE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgLa spirometria è un esame molto diffuso, rapido, indolore ed economico che indaga la funzione respiratoria. Il test si esegue con l’ausilio di uno strumento chiamato spirometro. Grazie a questo esame si può misurare la funzione dei polmoni, in particolare il volume e/o la velocità con cui l’aria può essere inspirata o espirata da un soggetto. La spirometria può anche essere parte di un test di provocazione bronchiale, utilizzato per determinare l’eventuale presenza di iperreattività bronchiale, ad esempio per verificare la presenza di asma occupazionale. Il risultato della spirometria è normalmente corredato da un commento verbale aggiunto dal medico in cui si esprime un giudizio inerente ai valori ottenuti.

Leggi anche: Asma bronchiale in bambini e adulti: cause, sintomi e cura

Come si esegue una spirometria?

L’indagine è molto semplice, non è dolorosa e richiede solo una modesta collaborazione da parte del paziente che deve eseguire delle manovre respiratorie mentre è collegato con la bocca allo spirometro. Generalmente al paziente viene chiesto di inspirare quanto più profondamente possibile, quindi di espirare nel sensore il più forte possibile e per un tempo il più a lungo possibile, preferibilmente per almeno 6 secondi. Durante l’esecuzione della prova viene utilizzato uno stringinaso morbido per evitare che l’aria possa sfuggire attraverso le narici. Si può anche ricorrere ad un filtro monouso per impedire la diffusione di microorganismi.

I risultati dell’esame

Il risultato dell’indagine è costituito da una serie di valori che indicano capacità e volumi polmonari, oltre che il grado di pervietà (apertura) dei bronchi. Questi valori non vanno ovviamente giudicati isolatamente, ma contestualizzati e valutati dal medico unitamente ad anamnesi ed esame obiettivo (cioè ai dati ottenuti dalla visita e dal racconto del paziente) e da altre eventuali indagini, come ad esempio un RX torace.

Leggi anche: Differenza tra ventilazione polmonare e alveolare: spazio morto anatomico e fisiologico

A che serve la spirometria?

La spirometria è un importante strumento utilizzato per generare grafici respiratori utili nella valutazione di determinate condizioni cliniche, come l’asma bronchiale, la fibrosi polmonare, la fibrosi cistica e la broncopneumopatia cronica ostruttiva.

I quattro quadri patologici

Il risultato della spirometria è generalmente sintetizzato in una fra quattro possibili diagnosi principali:

  • quadro normale;
  • ostruttivo;
  • restrittivo;
  • misto (ostruttivo e restrittivo).

Ciascun quadro patologico viene abitualmente classificato come:

  • lieve;
  • moderato;
  • grave;
  • molto grave.

Leggi anche: Differenza tra inspirazione e espirazione: l’atto respiratorio

Spirometria diretta ed indiretta

Il tracciato spirometrico è ottenibile attraverso la spirometria diretta. Questa si basa sulla misurazione dei volumi che escono direttamente dalla bocca del paziente. Ovviamente misurando i volumi eietti lo spettro misurabile andrà dalla massima espirazione alla massima inspirazione, coprirà cioè la capacità vitale. Il volume residuo non potrà in alcun modo essere misurato attraverso la spirometria diretta poiché non esce dalle vie aeree per definizione. Uno spirometro normalmente può essere ottenuto immergendo in un fluido un cilindro cavo e pieno d’aria. Facendo respirare il soggetto nel cilindro il questo si innalzerà e abbasserà a seconda dell’aumento o diminuzione del volume di gas contenuto. Collegando al cilindro un ago in grado di scrivere su carta che scorre a velocità costante avremmo ottenuto il tracciato spirometrico. Rimane da misurare la capacità polmonare residua: per fare ciò sono stati sviluppati vari metodi di spirometria indiretta: questi misurano il volume totale del polmone basandosi sulle proprietà dei gas e sulla legge di Boyle.

Leggi anche: Tumore al polmone in chi non fuma: da cosa viene causato?

Limiti della spirometria

La manovra è fortemente dipendente dalla collaborazione e dallo sforzo del paziente. Per questo motivo, generalmente, viene fatta ripetere almeno tre volte, al fine di assicurare una buona riproducibilità. Poiché i risultati dipendono dalla collaborazione del paziente, la capacità vitale forzata (FVC) può essere sottovalutata, ma mai sopravvalutata. Dal momento che la spirometria richiede la collaborazione del paziente, l’esame può essere utilizzato solo su adulti o su bambini abbastanza grandi per comprendere e seguire le istruzioni fornite (di norma a partire dai 6 anni di età o più), e solo su pazienti che sono in grado di capire e seguire le istruzioni. Questo è anche il motivo per cui questo tipo di esame non è adatto per essere eseguito su soggetti privi di conoscenza, letargici o pesantemente sedati, oppure che presentino qualsiasi tipo di problema o limitazione che in qualche modo possa interferire con lo sforzo respiratorio vigoroso richiesto dall’esame. Per i bambini molto piccoli e le persone incoscienti sono disponibili altri tipi di test di funzionalità respiratoria.
Un’altra importante limitazione del test è legata al fatto che molti pazienti asmatici presentano disturbi intermittenti o lievi ed hanno pertanto una spirometria normale tra le diverse fasi di riacutizzazione. Ciò limita l’utilità dell’esame come test diagnostico. La spirometria, tuttavia, è molto utile come strumento di monitoraggio: un improvviso calo del Volume espiratorio massimo al secondo (VEMS o FEV1) o di un altro indice spirometrico nello stesso paziente (ad esempio il PEF, picco di flusso espiratorio), può segnalare un peggioramento del controllo del disturbo, anche se il valore assoluto dell’indice permane ancora nel range di normalità. Anche per questo motivo è opportuno che i pazienti ed i loro medici tengano nota e registrino le migliori misure personali.

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Laringite, asma, sinusite, raffreddore: riduci i sintomi con i suffumigi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO RAFFREDDORE RINITE INFLUENZA FEBBRE TOSSE MAL DI GOLA SINUSITE FREDDO NASO CHE COLAI suffumigi – anche detti vapori, fumenti, alcuni addirittura li chiamano “sauna facciale” – sono un ottimo rimedio naturale per molte patologie, ovviamente affiancati da una mirata terapia medica.

Ma cosa sono i suffumigi?

La suffumigazione, o più semplicemente fumigazione, è una pratica dalle origini antiche, basata sulla riduzione di una sostanza in fumi o vapori a scopo terapeutico. La tecnica della suffumigazione è abbastanza semplice: la parte malata viene posta al di sopra di un recipiente contenente una data sostanza in infusione a caldo; così, per praticare una fumigazione delle vie respiratorie, basterà coprirsi il capo con un panno, per impedire al vapore di disperdersi, e respirare a bocca aperta i fumi che salgono dal recipiente. Ogni due minuti circa si consiglia di riemergere e respirare normalmente l’aria ambientale, per poi ripetere l’intera operazione altre due o tre vote. I suffumigi sono quindi particolarmente indicati in presenza di faringiti, laringiti, asma, malattie bronchiali, naso chiuso, ecc. In tutte queste circostanze risultano particolarmente utili prodotti fitoterapici a base di sostanze balsamiche sciolte nell’acqua. A seconda dell’azione desiderata, si hanno fumigazioni emollienti, stimolanti, secche ecc.

Leggi anche: Come fare un aerosol spiegato in modo semplice [GUIDA]

Consigli generali

Oggi esistono in commercio molti tipi di apparecchi fumigatori, che creano artificialmente vapori derivati dal farmaco usato. Nel settore fitoterapico si fa spesso ricorso agli oli essenziali balsamici, che devono essere tuttavia utilizzati in concentrazioni piuttosto basse, nell’ordine delle 5-6 gocce per litro d’acqua calda, ma non bollente, in modo da allontanare il rischio di laringospasmo soprattutto nei bambini. A concentrazioni maggiori, senza comunque superare le 10 gocce, gli oli essenziali balsamici possono essere disciolti nell’acqua da bagno per ottenere il medesimo effetto terapeutico.
In generale, è importante evitare il fai da te, poiché i suffumigi con oli essenziali possono essere controindicati a diverse categorie di soggetti, come ad esempio gli asmatici.  Particolare attenzione anche all’uso prolungato: in genere è da evitare. Quando invece si deve necessariamente ricorrere al sempre sconsigliato fai da te, è meglio mettere da parte i suffumigi agli oli essenziali ed utilizzare infusi delle varie droghe vegetali (foglie, fiori ecc.), da aggiungere all’acqua bollente per poi respirarne i vapori. Contro il raffreddore, possono in tal senso bastare 30 grammi di foglie di eucalipto in mezzo litro d’acqua bollente.
Basilico, eucalipto, lavanda, limone, maggiorana, rosmarino, tea tree e timo sono particolarmente indicati in caso di raffreddore o sinusite. Anice, camomilla, menta piperita e zenzero sono utilizzati quando si cerca un effetto antinfiammatorio, mentre suffumigi molto caldi con un semplice decotto di malva o altea sono indicati in presenza di mal di gola, per la loro capacità di lenire l’epitelio infiammato. I suffumigi della tintura in acqua di benzoino, pianta arborea o arbustiva, odorosa, appartenente alla famiglia delle Styracaceae, sono utili per trattare raffreddori, tossi e faringiti. Analogo discorso per i suffumigi di sodio benzoato, che leniscono l’epitelio infiammato ed espletano una lieve azione espettorante. Nella farmacopea ufficiale italiana sono riportate le istruzioni per preparare una soluzione concentrata per suffumigi, a base di essenze di eucalipto, menta e pino silvestre; la posologia è di 10 gocce per litro di acqua bollente.

Leggi anche: Rinite allergica: cos’è, sintomi, gola, tosse, rimedi e terapie

Il procedimento più facile

Il procedimento è molto semplice: si mette l’acqua sul fuoco e si porta ad ebollizione, poi si toglie la pentola dal fornello e si aggiunge un principio attivo, che può variare da caso a caso, poi si avvicina il viso alla pentola e si inalano i vapori che si propagano, per almeno 10 minuti. L’effetto è amplificato se ci si copre il capo con un asciugamano. Quale sostanza aggiungere all’acqua? La soluzione più alla portata di tutti, ma comunque efficace, è usare il bicarbonato : un elemento che tutti hanno in casa e che si presta a molti usi; in questo caso aiuta a lenire l’infiammazione e a fluidificare il catarro che si blocca in caso di sinusite, creando forti dolori alla testa. Per attenuare ancor più efficacemente la sinusite, per prevenire il raffreddore e le difficoltà respiratorie che ne derivano, è consigliabile usare alcune gocce di oli essenziali balsamici come i già prima citati timo ed l’eucalipto. Questo metodo vi aiuterà a liberare le vie respiratorie.

I suffumigi sono anche utili nella cura della pelle del viso

I vapori sono uno step fondamentale anche nel procedimento della pulizia del viso. L’ideale è farli settimanalmente con un po’ di bicarbonato o di tea tree oil, se avete la pelle impura: questo aiuterà i pori della vostra pelle ad aprirsi e ad espellere le impurità. Dopo questo trattamento la vostra pelle sarà pronta per fare un bello scrub naturale e una maschera purificante (magari con l’argilla!) o idratante. Insomma, i suffumigi sono un rimedio antico, totalmente naturale ed economico, che è veramente efficace e che sarà di grande aiuto soprattutto adesso che si avvicina il periodo invernale. L’importante è non esagerare e farsi aiutare da un bravo medico che vi saprà consigliare i prodotti più adatti alla vostra condizione.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!