Come si fa a capire se un ragazzo è vergine o no? E come si comporta?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PENE UOMO RAGAZZO VERGINITA FILETTO FRENULO GLANDE ASTA RAPPORTO SESSUALE IMENE PENETRAZIONE VAGINA CORONA FIMOSI SOLCOCORONALE MEATO URETRALE SPERMAMentre la verginità femminile è abbastanza evidente, perché correlata (quasi sempre) alla rottura dell’imene e perché la donna si fa spesso “meno problemi” a dire di essere vergine, invece nell’uomo i segni fisici possono essere del tutti assenti e lui, per vergogna o per paura di sembrare ridicolo agli occhi della fidanzata o della ragazza, potrebbe non avere il coraggio di rivelare la sua verginità e dire di non essere vergine mentre in realtà lo è. Come fare allora a “smascherarlo”?

Come capire se lui è “fisicamente” vergine?

Mentre le ragazze hanno l’imene, i ragazzi hanno una struttura anatomica chiamata “frenulo”. Con il primo rapporto il frenulo, che volgarmente viene chiamato “filetto” o – erroneamente – “imene maschile“, in teoria dovrebbe rompersi grazie alla pressione che le pareti vaginali esercitano sulle pareti dell’asta del pene, fatto che spinge la pelle del pene in una direzione, mentre il glande spinge nell’altra: le due forze opposte dovrebbero rompere il frenulo, e tale rottura dovrebbe essere evidente anche per una fuoriuscita di sangue più o meno copiosa ed un dolore più o meno avvertito da parte dell’uomo.

Dove si trova il frenulo del pene?

Potete individuare facilmente il frenulo perché è quel sottile ed evidente filamento che collega la pelle che avvolge il pene al glande (la testa del pene). Guarda l’illustrazione presente in alto in questo articolo: il frenulo è evidenziato in rosso. Per approfondire: Frenulo del pene: cos’è e perché la sua lunghezza è importante?

Il frenulo si rompe sempre col primo rapporto?

No, non sempre. Esattamente come avviene per la rottura dell’imene che può essere integro anche in caso di penetrazione già avvenuta, anche il frenulo può essere talmente elastico da rimanere perfettamente integro dopo la prima penetrazione completa, e non lacerarsi nemmeno nei rapporti successivi, anche se numerosi, vaginali ed anali. Parimenti anche il fatto che il frenulo sia già lacerato non indica necessariamente che il ragazzo abbia già avuto rapporti: il frenulo si può lacerare anche con traumi (ad esempio durante la masturbazione) o con varie patologie. In definitiva: un frenulo integro non indica necessariamente verginità ed un frenulo lacerato non indica necessariamente la mancanza di verginità.

Leggi anche: Rottura del frenulo del pene: cosa fare?

Ragazzo vergine: gli atteggiamenti “spia”

Da quanto detto appare quindi chiaro che, dal punto di vista fisico, è difficile capire se un ragazzo è vergine o no, però ci sono alcuni atteggiamenti che possono farvi intuire la verità. Se, ad esempio, rimanda le occasioni in cui potrebbe rimanere da solo con voi, se ha difficoltà a toccarvi e a lanciarsi in effusioni e coccole, se è un po’ impacciato e non sa proprio da dove cominciare, se glissa il discorso ogni volta che voi provate a parlarne… questi sono tutti segnali del fatto che lui potrebbe essere vergine, anche se ovviamente ciò non è certo, potrebbe anche semplicemente essere inesperto ed aver comunque già avuto almeno un rapporto completo.

Leggi anche: Frenulo corto (breve): sintomi, complicanze e trattamenti

Come chiedere ad un ragazzo se è vergine?

La maggior parte dei ragazzi, nel dover dichiarare la propria verginità, prova moltissima vergogna: la verginità, soprattutto superata una certa età, equivale per l’uomo maschile ad un fallimento, al fatto di essere “in ritardo” rispetto ai sui coetanei e ad apparire come meno virile agli occhi della ragazza. Se dopo aver analizzato i suoi atteggiamenti, dopo aver fatto un paio di ragionamenti sulle sue relazioni precedenti, dopo aver percepito qualcosa dalle sue parole, vi siete rese conto che il vostro fidanzato è vergine, non sta scritto da nessuna parte che dovete dirlo apertamente o che glielo chiediate: non farete altro che metterlo ulteriormente in imbarazzo, cosa che – a maggior ragione se è davvero vergine – non lo aiuterà certo ad affrontare serenamente il suo primo rapporto. Provate, piuttosto, a farlo sentire a suo agio, soprattutto se voi non siete più vergini e lui potrebbe sentirsi a disagio e troppo inesperto per stare con voi. Fategli capire che vi piace, a prescindere dalla sua esperienza sessuale e vedrete che sarà lui a dirvelo, magari con un po’ di imbarazzo che dovrete essere brave voi ad eliminare.

Leggi anche: Come si fa a capire se una ragazza è vergine o no?

Cosa fare se lui è vergine?

Per fare sentire a proprio agio il vostro ragazzo se è vergine, dunque, non abbiate fretta, non fate le “maestre con l’alunno incapace” e non fatelo sentire un inadatto alla situazione. Abbiate la pazienza di aspettare che lui sia pronto, che si lasci andare e se sbaglia qualcosa non guardatelo come per dirgli “sei uno sfigato”, non ridetegli in faccia, ma usate comprensione e tenerezza e tutto sarà più semplice sia per lui che per voi.

Leggi anche: Come distinguere un vero orgasmo femminile da uno “finto”

Verginità: differenza tra ragazzo e ragazza

Bisogna sottolineare anche un altro aspetto della verginità che distingue l’opinione delle ragazze da quella dei ragazzi. Quando un ragazzo conosce una ragazza vergine, per lui è – in genere – un vero pregio: se ne prende cura e la aiuta – almento in teoria – con tutte le accortezze del caso, a vivere la sua prima volta come un momento speciale, romantico, magico (o, almeno, dovrebbe essere così). Quando una ragazza viene a sapere che il ragazzo con cui sta uscendo è vergine, invece, tutto è diverso: alle ragazze dà spesso fastidio sapere che il partner abbia fatto l’amore anche con altre prima di loro, ma le sconvolge ancora di più scoprire che non sia stato ancora con nessuna e che loro saranno le prime: le donne si sentiranno delle cavie, più che delle privilegiate, sottoposte a troppa pressione. Inoltre spesso alla donna non fa piacere l’idea di stare con un totale inesperto, magari vergine in età avanzata perché “scartato” da altre donne. La sua verginità può quindi consciamente o inconsciamente spaventare la donna e portarle, addirittura, a fare un passo indietro. Non c’è nulla di più errato, però, dell’essere prevenuti, soprattutto in questi casi. Per prima cosa, di fronte ad una situazione simile, dovrebbero essere le donne ad avere con i ragazzi la stessa sensibilità che, nella situazione opposta, loro avrebbero (o dovrebbero avere!) con le prime. E poi non è detto che un ragazzo vergine sia un ragazzo “scartato” da altre (magari semplicemente dà un valore all’essere casti) o incapace, non in grado di fare l’amore e di farlo bene; deve solo acquisire un po’ di esperienza e, in questo basta solo un po’ di pazienza. Magari è bravo a fare altro (come i preliminari, ad esempio il sesso orale), magari tra voi ci sarà un trasporto tale che verrà tutto incredibilmente naturale. Dunque, via i pregiudizi, via le regole imposte, via le paure, non ci sarà nulla di più bello dello scoprirvi insieme.

Integratori alimentari consigliati

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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La quantità di sperma diminuisce o no con l’età?

MEDICINA ONLINE SESSO ANALE ANO RETTO LUBRIFICANTE FECI PAURA CLISTERE COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA JEALOUS LOVE COUPLE FUn uomo adulto e sano ad ogni eiaculazione emette circa da 1,5 a 5 millilitri di sperma(anche se questo valore può raggiungere anche picchi di 8 ml) quantità che dipende dall’intervallo di tempo che passa tra un’eiaculazione all’altra, dalla produzione di testosterone e da una moltitudine di fattori individuali come genetica, eventuali patologie ad esempio ormonali o testicolari, alimentazione, attività sportiva, salute globale e soprattutto l’età. Con l’avanzare dell’età si registra infatti nell’uomo una fisiologica e progressiva riduzione della produzione di liquido seminale sebbene l’uomo continui a produrre spermatozoi virtualmente per tutta la vita (non sono infatti rari i casi in cui uomini ultraottantenni sono riusciti a concepire figli). La diminuzione è già macroscopica intono ai 50 anni, età in cui la quantità di eiaculato diminuisce mediamente di circa mezzo millilitro rispetto ai 30 anni di età. Dai 60 anni in poi la quantità di sperma tende a ridurci mediamente di un millilitro ogni 10 anni.

Astinenza ed altri consigli per aumentare la quantità di sperma disponibile

La diminuzione dello sperma con l’età è un fenomeno assolutamente normale e non deve mettere in allarme l’uomo. Esistono però alcuni sistemi per evitare drastiche diminuzione dello sperma, tra cui fare quotidianamente attività sportiva, mantenersi entro limiti di peso normali ed alimentarsi in modo corretto. Uno dei sistemi è quello di aumentare i tempi di astinenza. In genere, più è lungo l’intervallo tra una eiaculazione e la successiva, più sperma viene prodotto: una leggera astinenza aiuta quindi ad aumentare la quantità di sperma emesso ma sempre nei limiti della quantità fisiologicamente prodotta. Questo vuol dire che se un individuo anziano emette tipicamente 2 ml nelle sue eiaculazioni, con alcuni giorni di astinenza può arrivare ad avere eiaculazioni di anche di 3 o 4 ml, tuttavia astinenze superiori ad una settimana non porteranno ulteriori aumenti, dato che lo sperma più vecchio, oltre una certa quantità, non viene più accumulato, bensì viene eliminato dall’organismo. Altri consigli su come aumentare il volume di sperma disponibile ad ogni eiaculazione, li trovate qui: Come avere un’eiaculazione più abbondante e migliorare sapore, odore, colore e densità dello sperma?

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Il pene si accorcia o no con l’età? Come le misure cambiano negli anni

MEDICINA ONLINE SESSO ANALE ANO RETTO LUBRIFICANTE FECI PAURA CLISTERE COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA JEALOUS LOVE COUPLE FLe misure del vostro pene non sembrano più quelle di una volta? Purtroppo potreste aver ragione. L’invecchiamento fisiologico dell’organismo ha delle ripercussioni ben note anche sulla sua funzione sessuale dell’uomo, che si riflettono nel calo del testosterone, nelle difficoltà d’eccitazione ed erezione. Alcuni uomini sperimentano anche una notevole difficoltà nel raggiungere l’orgasmo ed una diminuzione sia del volume spermatico che della qualità dello stesso, mentre non di rado subentrano problemi di prostata ingrossata e disturbi della funzione urinaria. Ma non solo: anche lo stesso organo sessuale maschile, il pene per l’appunto, subisce delle trasformazioni più o meno sostanziali, a seconda dei casi anche nell’aspetto.

Come cambia l’aspetto del glande?

Il cambiamento più evidente è di sicuro quello che riguarda il glande: il suo colorito si fa meno rosso acceso perché col passare degli anni arriva una minor quantità di sangue ad irrogarlo; inoltre questo deficit di irrorazione porta il glande ad avere misure ridotte sia a riposo che durante l’erezione, oltre ad avere un aspetto più “raggrinzito”.

Leggi anche: La Sindrome da spogliatoio o Dismorfofobia peniena: quando il pene sembra deforme o più piccolo o più grande di quanto realmente sia. Diagnosi e cure

Come cambiano le misure del pene con l’età?

Nel complesso il pene tende negli anni a diminuire in lunghezza e circonferenza, sia a riposo che durante l’erezione: si può assistere alla diminuzione di circa mezzo centimetro intorno ai 60 anni e di più di un centimetro a 70 anni rispetto alle misure che aveva la stessa persona a 30 anni e questa perdita vale sia per lunghezza che per la circonferenza peniena. Per gli ultraottantenni la riduzione può arrivare a sfiorare i 2 centimetri in lunghezza e circonferenza.

Leggi anche: “Dottore, il mio pene si sta accorciando”: la Sindrome della retrazione genitale

Perché il pene si accorcia con l’età?

Le cause sono diverse. Per prima cosa il metabolismo basale dopo i 30 anni tende a diminuire anno dopo anno quindi il soggetto aumenta di peso e, dal momento che il grasso nell’uomo si dispone in modo “androide” parte dell’accumulo adiposo si localizza sul pube e ciò tende a coprire parte del pene (effetto iceberg). Si tratta di un fatto apparente e non reale, ma soprattutto reversibile, se si dimagrisce. A tal proposito leggi anche: Come aumentare le dimensioni del pene riducendo il grasso sul pube senza chirurgia

Altre cause di erezione meno efficace e di diminuito turgore del pene risiede nella diminuzione del testosterone e nell’accumulo di placche all’interno delle arterie del pene che compromettono l’afflusso di sangue all’organo sessuale maschile.

Come cambiano peli pubici e testicoli?

A partire dai 40 anni anche il volume dei testicoli tende gradualmente a diminuire. In seconda battuta si può notare una costante diminuzione dei peli sul pube: cadono a causa dei valori più bassi di testosterone in circolo.

Leggi anche: Come misurare correttamente la lunghezza del pene

La malattia di Peyronie: il pene si incurva

Un accumulo eccessivo di collagene (e dunque di tessuti cicatriziali) all’interno del tessuto penieno può farlo diventare curvo. Il problema non è solo estetico in tal caso, ma può assumere le caratteristiche di una condizione patologica, più comune proprio a partire dai 50 anni circa: stiamo parlando della malattia di Peyronie o “Induratio penis plastica”, che può comportare dolore durante l’erezione e dispareunia maschile, ovvero rapporti sessuali conseguentemente complessi, a tal punto che per risolvere la situazione si deve ricorrere ad un intervento chirurgico. Per approfondire: Pene curvo o storto: potrebbe essere Induratio penis plastica

Perdita di sensibilità del pene

Con l’invecchiamento fisiologico dell’uomo, il pene non perde solo in dimensioni: perde anche in sensibilità, a causa dei vari cambiamenti ormonali e di circolazione sanguigna che abbiamo finora citato. Da qui la maggiore difficoltà a mantenere l’eccitazione e l’erezione nell’arco di tutto il rapporto sessuale oltre che a raggiungere l’orgasmo. Non è provato però scientificamente (o meglio statisticamente) che questo sia effettivamente meno piacevole. Gli esperti spiegano infatti che nell’uomo anziano è possibile notare un effettivo calo della libido, della potenza eiaculatoria e di quella erettile, ma raramente si documenta un calo della soddisfazione sessuale. Questa è infatti frutto di numerose alchimie psicofisiche nel rapporto di coppia che nulla hanno a che vedere con le dimensioni del pene diminuite di 1 cm!

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Video di una cistoscopia maschile

Il seguente video mostra quello che è possibile osservare tramite una uretrocistoscopia maschile. Nel percorso del cistoscopio flessibile osserviamo inizialmente l’uretra, successivamente la sonda si sposta a livello del verumontanum e dei lobuli prostatici, per giungere infine nella vescica. All’interno della vescica è possibile osservare due casi di calcoli vescicali ed un caso di tumore vescicale.

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Integratore di zinco: proprietà sessuali e sintomi della sua carenza

MEDICINA ONLINE UOMO FELICE INTEGRATORE VITALITA FELICITA HAPPINESS ALLEGRIA GIOIA VITTORIA VINCITA WINNER SALUTE AMICI happy man.jpgLo zinco è un microelemento, cioè un minerale presente nell’organismo in piccole quantità. In un individuo adulto ne sono presenti circa 2 grammi che sono importanti per miliardi di reazioni chimiche coinvolte nel metabolismo di proteine, lipidi,  carboidrati ed acidi nucleici. Inoltre è necessario per il funzionamento di diversi ormoni, inclusi quelli della tiroide, l’insulina, gli ormoni sessuali e l’ormone della crescita. La sua presenza è importante sia per stabilizzare le membrane e altri componenti cellulari, sia per la struttura e l’integrità degli organi. È essenziale per la divisione cellulare e per la crescita e lo sviluppo durante la gravidanza, l’infanzia e l’adolescenza. Inoltre è coinvolto nella sintesi del DNA, nell’espressione dei geni, nella risposta immunitaria, nella guarigione delle ferite e nella riparazione dei tessuti. Infine è coinvolto nella percezione del gusto e dell’olfatto.

In quali cibi è presente lo zinco?

Lo zinco si trova soprattutto nelle ostriche, nel lievito, nel fegato, nella carne, nelle uova, nel pesce, nei cereali, nel latte e suoi derivati. Tuttavia, l’organismo riesce ad assorbire solo una quota variabile tra il 20 e il 30% circa delle quantità presenti negli alimenti. Inoltre quello presente nei vegetali è in una forma meno disponibile e più difficilmente assorbibile.

Quanto zinco assumere ogni giorno?

Il valore di riferimento europeo per il fabbisogno giornaliero di zinco è 15 mg. Nelle donne il fabbisogno aumenta durante l’allattamento, arrivando a 19 mg al giorno.

Zinco: proprietà in ambito sessuale

Lo zinco è un ottimo alleato per la sessualità maschile: infatti stimola la produzione di testosterone, il quale aumenta la funzionalità delle vescicole seminali e della prostata, migliorando il rapporto e potenzialmente aumentando la quantità di sperma disponibile. Per assumerlo puoi usare anche un integratore alimentare come questo: http://amzn.to/2iupUvz

Quali conseguenze può determinare la carenza di zinco?

È raro che una carenza di zinco possa provocare gravi conseguenze. Tuttavia, un apporto insufficiente di questo nutriente può determinare cambiamenti della
pelle e perdita dei capelli, diarrea, infezioni ricorrenti,  problemi psicologici. Nei casi più gravi una carenza può portare a ritardi nello sviluppo e nella maturazione sessuale, impotenza o perdita di peso e compromettere gusto, olfatto e guarigione delle ferite. Inoltre una carenza di zinco può aumentare il rischio di carenza di vitamina A.

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Quali conseguenze può determinare un eccesso di zinco?

L’assunzione di dosi eccessive di zinco provoca in genere vomitonausea o diarrea, irritabilità, sonnolenzaanemia e vertigini. Un eccesso di zinco accumulato nel tempo può invece alterare il metabolismo del rame e del ferro, interferire con la salute dei globuli rossi, ridurre il livello di alcuni globuli bianchi e compromettere le funzioni immunitarie. Inoltre troppo zinco può ridurre il colesterolo HDL, quello considerato “buono”, influenzare il funzionamento del cuore e di alcuni enzimi pancreatici.

Integratori alimentari efficaci nel migliorare il benessere della prostata

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, associabili allo zinco, potenzialmente in grado di migliorare la salute della prostata ed aumentare il testosterone e le prestazioni sessuali maschili. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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I maschi esagerano i sintomi dell’influenza? E’ un falso mito

MEDICINA ONLINE FEBBRE INFLUENZA TEMPERATURA MISURARE TERMOMETRO MERCURIO DIGITALE BAMBINI NEONATO RAFFREDDORE TOSSE 2018 FARMACI TERAPIA CURA SUFFUMIGI ASMA RESPIRO DISPNEA POLMONI NOTTE GIORNO CORTISOLO ASPIRINA TACHIPIRI“Gli uomini si lamentano troppo quando hanno una semplice influenza”. Quante volte lo abbiamo sentito in vita nostra? Ma è un luogo comune o forse i maschi hanno “ragione a lamentarsi di più” delle donne? Una ricerca canadese sembra dare “ragione” agli uomini, giustificando – almeno in parte – quella che gli inglesi “man flu”, cioè l’esagerazione dei sintomi di influenze e raffreddori tipici dei maschi.

Il testosterone non aiuta

L’articolo è stato pubblicato sul numero natalizio della rivista Bmj, tradizionalmente dedicato a ricerche ‘fuori dagli schemi’ e cita una serie di ricerche precedenti in questo campo. In un caso uno studio sui topi ha ad esempio suggerito che il testosterone limita la risposta immunitaria all’influenza, mentre alcuni ormoni femminili la accelerano. Alcuni esperimenti su piccoli gruppi di persone hanno anche trovato che le cellule di maschi e femmine rispondono diversamente ai virus del raffreddore. “Ricerche fatte in Usa – sottolinea l’autore, Kile Sue della Memorial University of Newfoundland – mostrano che gli uomini hanno tassi di morte più alti per influenza in confronto alle donne, mentre dati raccolti a Hong Kong dimostrano che i maschi hanno una maggiore probabilità di essere ricoverati per complicazioni dell’influenza rispetto alle donne”.

Tempi di recupero doppi per gli uomini

L’autore della ricerca cita anche un sondaggio fatto da un magazine popolare che dimostra che gli uomini impiegano il doppio a recuperare dalle malattie virali. In definitiva, secondo Sue, l’accusa che si fa agli uomini di reagire in modo eccessivo alle malattie è infondata, anche se buona parte delle ricerche citate non tiene conto di fattori diversi come la maggiore propensione delle donne a prendersi cura di se stesse evitando comportamenti a rischio come il fumo. “E’ perché le donne sono più resilienti che riescono a gestire meglio le malattie o è perché i sintomi sono meno severi? – afferma al Guardian -. Non ne siamo sicuri, ma penso che dovremmo quantomeno avere il beneficio del dubbio”.

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Quali sono l’uomo e la donna viventi più longevi d’Italia?

MEDICINA ONLINE ANDREA LATTARI ANNI ETA ULTRACENTENARIO MARESCIALLO CARABINIERE ANNI ULTRACENTENARIE ITALIA ITALIANE SORELLEAttualmente la donna vivente più anziana d’Italia è Giuseppina Projetto che ha ben 115 anni, è nata il 30 maggio 1902 e vive a Montelupo Fiorentino (Firenze) in Toscana. Giuseppina è attualmente la più anziana persona vivente d’Italia, oltre ad essere la seconda donna vivente più anziana d’Europa e la quinta nel mondo. La signora Proietto nasce alla Maddalena, ma è di origine siciliana: il nonno materno si era trasferito dalla Sicilia con la spedizione di Giuseppe Garibaldi ed il padre Cicillo Projetto, originario di Sciacca, aveva conosciuto la madre durante il servizio militare in Sardegna.

Attualmente l’uomo vivente più anziano del nostro Paese invece è il maresciallo Andrea Lattari (vedi foto in alto), un carabiniere in pensione che ha 109 anni. E’ nato a Palermo il 10 gennaio 1908 e vive ormai da anni a Desenzano del Garda (Brescia) in Lombardia. Lattari è laureato in Economia e Commercio ed è ovviamente anche il carabiniere vivente più anziano d’Italia. Tra i suoi ricordi la campagna d’Africa e gli anni trascorsi nei servizi speciali di informazione sulle navi durante la seconda guerra mondiale. Dopo essere transitato alle dipendenze del ministero degli esteri, la sua carriera si è svolta in varie sedi diplomatiche fino all’ultimo incarico, in Polonia, conclusosi nel 1973.

Gli italiani non sono nuovi a casi come questi: grazie ad un insieme di fattori come dieta, società e clima, sono  infatti il popolo più longevo d’Europa e dell’intero mondo occidentale, ed il secondo popolo più longevo al mondo dopo i Giapponesi. Le donne italiane vivono attualmente quasi 85 anni e gli uomini italiani circa 80: in media un italiano vive circa 83 anni, 2 anni in più di tedeschi ed inglesi e ben 4 di più degli statunitensi.

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Ecografia prostatica transrettale: come si svolge, è dolorosa, a che serve?

MEDICINA ONLINE ECOGRAFIA PROSTATICA TRANSRETTALE SONDA RETTO ANO PROSTATA TENE GHIANDOLA IPERPLASIA IPERTROFIA PROSTATICA BENIGNA CANCRO TUMORE UMO ULTRASUONI.jpgL’ecografia prostatica transrettale è una ecografia della prostata che, anziché essere effettuata con una Continua a leggere