Con “arresto cardiaco” (anche chiamato “arresto cardiocircolatorio”) si intende un improvviso deficit delle funzionalità del cuore, che cessa improvvisamente di battere in modo efficace e di conseguenza interrompe la sua azione di pompaggio del sangue in tutto il corpo. L’arresto cardiaco si può verificare in caso di traumi, ad esempio un forte trauma toracico in un incidente stradale, o in caso di svariate patologie. I tessuti corporei e cerebrali, durante un arresto cardiaco, non sono più perfusi da sangue ed ossigeno: questo comporta una veloce perdita di coscienza e delle capacità respiratorie. Un arresto cardiaco è così grave che, se non si interviene immediatamente con la rianimazione cardiopolmonare e con un defibrillatore, nel giro di pochissimi minuti provoca dei danni permanenti al cervello e la morte della persona colpita. Un arresto cardiaco si verifica in caso di:
- asistolia;
- fibrillazione ventricolare;
- tachicardia ventricolare senza polso;
- attività elettrica senza polso o pulseless electrical activity (PEA).
Con “fibrillazione ventricolare” (FV o VF) in medicina si intende una aritmia che si caratterizza per un ritmo cardiaco rapidissimo, caotico e disorganizzato che origina dai ventricoli. La rapidità e la disorganizzazione dell’impulso elettrico rendono il cuore incapace di espellere il sangue all’interno del circolo arterioso, portando a un arresto cardiaco.
Da quanto detto si intuisce che la fibrillazione ventricolare è un tipo di aritmia che conduce ad arresto cardiaco, tuttavia non tutti gli arresti cardiaci sono necessariamente determinati da fibrillazione ventricolare.
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Con “fibrillazione atriale” in medicina si intende una aritmia cardiaca, cioè una alterazione del ritmo cardiaco normale (ritmo sinusale), che origina dagli atri del cuore. È una complessa patologia elettrica degli atri che presenta costantemente tre caratteristiche principali:
La bradicardia o brachicardia è una condizione in cui la frequenza cardiaca è ridotta rispetto al normale, fino a scendere al di sotto del valore di 60 battiti per minuto. E’ importante ricordare che nel feto la frequenza cardiaca è fisiologicamente più elevata (110-160 bpm), per cui si parla di “bradicardia fetale” in caso di frequenza inferiore a 100 battiti al minuto. La bradicardia negli adulti solitamente non è una condizione pericolosa, tuttavia a volte può essere la causa di una riduzione notevole dell’apporto di sangue agli organi periferici o centrali (come il cervello), con pericolo di perdita della coscienza e morte nei casi più gravi.
Con “defibrillatore” si intende un particolare strumento capace di rilevare le alterazioni del ritmo cardiaco e di erogare una scarica elettrica al cuore qualora sia necessario: tale scarica ha la capacità di ristabilire il ritmo “sinusale”, cioè il corretto ritmo cardiaco coordinanto dal pacemaker naturale del cuore, il “nodo del seno striale”.
Il pugno precordiale è una tecnica di cardioversione meccanica manuale, caratterizzata dalla somministrazione di un pugno sullo sterno all’altezza del cuore, usata in condizioni di estrema emergenza ed in mancanza di defibrillatore elettrico.
La respirazione bocca a bocca è una tecnica medica facente parte delle tecniche di respirazione artificiale che, assieme ad altre metodiche, permette il BLS, acronimo di “Basic Life Support” (sostegno di base alle funzioni vitali), cioè una insieme di azioni che permettono il primo soccorso a soggetti che hanno subito un trauma, ad esempio incidente stradale, arresto cardiaco o folgorazione. Il BLS include varie componenti: