Vi svelo le dieci regole d’oro per una abbronzatura sana e senza rischi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA MARE COSTUME ABBRONZATURA ESTATE CALDO SPIAGGIA BAGNO SOLE VACANZEE’ estate e gli italiani rinunciano a tutto tranne all’abbronzatura! L’esposizione prolungata al sole, però, è stata riconosciuta come una delle principali cause dei tumori della pelle. Per combattere questa tendenza, è necessaria una maggiore e migliore informazione sui pericoli associati alle radiazioni solari.

Ecco quindi dieci consigli per abbronzarsi in maniera sana e intelligente, ottenendo una tintarella invidiabile ed evitando i rischi che metterebbero a repentaglio la salute della nostra pelle.

1) Limitare l’esposizione quando l’intensità dei raggi UV (raggi ultravioletti) è massima (intorno a mezzogiorno).

2) Durante le ore più calde, stare il più possibile all’ombra, indossare indumenti e proteggere gli occhi con occhiali da sole.

3) Usare creme e filtri solari con un adeguato filtro di protezione, soprattutto su quelle parti del corpo (mani, collo, viso) costantemente esposte al sole.

4) Iniziare con un filtro di protezione solare (FPS) alto durante le prime esposizioni, per poi abbassarlo nei giorni successivi.

5) Continuare a proteggersi anche se si è già abbronzati: l’abbronzatura attenua solo parzialmente le radiazioni ultraviolette (equivale ad un FPS di circa 4).

6) Non restare sdraiati al sole per ore, ma al contrario muoversi e svolgere attività fisica.

7) Anche restando in acqua si è esposti alle radiazioni UV: proteggersi adeguatamente.

8) Evitare l’uso di profumi e deodoranti che possono rendere la pelle più sensibile e provocare scottature. Lo stesso vale per alcuni medicinali: a tal proposito, è bene consultare il proprio farmacista.

9) Bere molta acqua per evitare la disidratazione.

10) Non sottovalutare le nuvole e il “venticello”! Le radiazioni UV agiscono anche quando la temperatura è mite: proteggersi anche quando il cielo è nuvoloso e non fa eccessivamente caldo.

Ricapitolando i punti principali: prendere il sole gradualmente, usare i filtri solari ed evitare gli orari troppo rischiosi. Sono semplici, ma vitali, regole per un’abbronzatura bella, duratura e – soprattutto – sana.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Revitalift Laser X3 della L’Oréal migliora le rughe più del laser?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA BELLA ESTETICA CAPELLI OCCHI ELLEZZA COSMETICI PELLE RUGHE TRUCCO MAKE UPQualche giorno fa vedo in tv la pubblicità della nota marca L’Oréal che proclamava in maniera altisonante la capacità del suo prodotto, la crema “Revitalift Laser X3”, di battere il laser del medico nella gara per ridurre maggiormente le rughe cutanee. Cerco di capirci di più e vado sul loro sito e trovo questa pagina (PS: LA PAGINA E’ STATA CANCELLATA):

http://www.loreal-paris.it/trattamenti-per-la-pelle/viso/revitalift-laserx3.aspx

Come potete vedere si dice “Per la 1° volta, l’efficacia del nostro trattamento, utilizzato per 8 settimane, è stata comparata con una sessione laser sulle rughe del contorno occhi” e accanto si mostra che il trattamento ha fatto ridurre del 2% e del 3% in più il rilievo e la profondità delle rughe rispetto ad un trattamento con laser CO2.

Ottimo, peccato che non si citi chi ha fatto la ricerca! L’ha commissionata la L’Oréal pagando terze persone per effettuarla: forse potrebbe verificarsi un piccolo conflitto di interessi, che ne dite?

Inoltre non si dice né chi sono i medici che hanno effettuato il trattamento col laser (sono bravi o no?) e neanche con quale modalità sono state scelte le pazienti sottoposte al trattamento.

Altra mia considerazione: si cita il laser CO2 senza dire che tipo di laser CO2 è stato usato! Pulsato o frazionato? come abbiamo visto con questo mio articolo vi sono vari tipi di laser CO2.

Ovviamente, oltre al tipo di laser, non si cita neanche marca e modello del laser utilizzato quando invece si intuisce facilmente che, come per ogni strumento, vi sono apparecchi con migliore o peggiore qualità dei componenti!

Considerazione finale: nella pubblicità viene piuttosto messo in secondo piano il dato non indifferente della durata dei due trattamenti: 30 minuti + 10 giorni di rinnovamento cutaneo per il laser, contro le 8 settimane (56 giorni) per la crema.

Io non sono contro la cosmesi, anzi penso che sia utilissima per mantenerci esteticamente in forma al punto che gli ho dedicato una sezione apposita del sito, inoltre considero la L’Oréal, nonostante sia una marca commerciale, generalmente discreta con un INCI che solitamente è sufficientemente buono però non esageriamo con questi paragoni azzardati o, quantomeno, citiamo sul sito come e da chi è stata effettuata la ricerca clinica tanto blasonata!

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Tutti i tipi di laser usati nella medicina estetica

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA BELLA ESTETICA CAPELLI OCCHI ELLEZZA COSMETICI PELLE RUGHENon esiste un laser universale che possa offrire risultati terapeutici ottimali per tutte le indicazioni.
Svariati tipi di laser attualmente vengono impiegati in diverse discipline mediche in base alle loro caratteristiche: ad esempio i laser ad eccimeri in oculistica per la chirurgia rifrattiva, i laser CO2 in dermatologia plastica, in otorinolaringoiatria ed in ginecologia.

Ogni tipo di laser sfrutta una determinata sorgente luminosa, monocromatica e coerente con una determinata lunghezza d’onda in grado di colpire uno specifico bersaglio: è il principio della fototermolisi selettiva.

Nel campo della medicina e chirurgia estetica i laser più impiegati possono essere ripartiti schematicamente nei seguenti gruppi: i laser vascolari, i laser pigmentari, i laser ablativi, i laser frazionali ed i nuovi potenti laser per l’epilazione medica permanente.

In ogni caso la scelta finale della tecnica chirurgica tra le varie alternative terapeutiche spetta al medico operatore il quale, sulla base della migliore indicazione per il singolo caso clinico, deve tenere conto dei vantaggi e degli svantaggi delle varie tecniche. Ecco di seguito elencati alcuni tipi di laser che uso nel mio lavoro.

Laser ablativi o chirurgici

Sono i più utilizzati nei campi di applicazione della dermochirurgia ed estetica.
Sono i laser CO2 continui e pulsati: super pulsati ed ultra pulsati ed i laser Erbium-yag.
Gli effetti di questi laser non lasciano dubbi sulle loro reali potenzialità di funzionamento in quanto sono immediatamente visibili.

1) Il laser CO2
Questo tipo di Laser può essere utilizzato in modalità continua o in modalità super pulsata.
Nella modalità super pulsata ad alta frequenza ed in defocalizzazione (con il raggio laser sfuocato) consente di effettuare con il solo impiego della luce la fotoablazione (ovvero la distruzione per vaporizzazione dei tessuti colpiti dal raggio), degli inestetismi cutanei, cioè delle antiestetiche neoformazioni benigne in rilievo sulla pelle, ovvero quelle che non richiedono l’esame istologico.

E’ efficace nella distruzione di verruche (porri), condilomi ano-genitali, piccoli fibromi penduli, nevi dermici o papillomatosi (nei rilevati e di sicura benignità, sui quali è possibile anche effettuare uno shaving laser conservativo (escissione tangenziale) per consentire l’esame istologico), verruche seborroiche o cheratosi senili, cheratosi attiniche, alcuni tipi di macchie della pelle.

L’asportazione avviene senza toccare i tessuti, senza effettuare tagli ed in assenza o con minimo sanguinamento e senza apposizione dei punti di sutura, rappresentando in molti casi una valida alternativa chirurgica per ottenere la miglior qualità estetica della riepitelizzazione, ossia della formazione della nuova pelle con esiti cicatriziali minimi o in molti casi addirittura assenti.

In ogni caso può essere utile una piccola anestesia locale (dello stesso tipo di quella comunemente praticata dal dentista).
La modalità continua consente di utilizzare la luce anziché la lama del bisturi per effettuare il taglio chirurgico della cute quando il raggio è messo a fuoco.

Per questa indicazione presenta alcuni vantaggi ma anche svantaggi rispetto al taglio tradizionale con il bisturi a lama fredda e per questo motivo la scelta della tecnica chirurgica più appropriata al singolo caso spetta al medico operatore. Il laser CO2 può essere utilizzato anche nella modalità defocalizzata un arresto del sanguinamento intraoperatorio per effetto della coagulazione dei vasi.

2) Il laser CO2 ultra pulsato

E’ dotato di uno scanner computerizzato che consente la modulazione della durata degli impulsi per ottenere un miglior controllo della diffusione termica a livello dei tessuti e quindi di programmare la profondità di penetrazione del raggio. Questo tipo di laser Co2 permette un’azione profonda ed un effetto di riscaldamento sulle zone trattate, che determina un effetto di retrazione delle fibre collagene dermiche “effetto lifting” particolarmente vantaggioso nei soggetti caratterizzati da una pelle con alterazioni solari importanti (discromie, rughe sottili diffuse) e iniziale lassità dei tessuti facciali. Dopo il trattamento, la pelle del viso risulta quindi non solo migliorata nell’aspetto superficiale ma anche più tonica con effetto globale di ringiovanimento della pelle.

L’efficacia elevata del laser Co2 può comportare però un arrossamento post-trattamento che può durare anche alcuni mesi. La paziente, in questo periodo, deve evitare di esporsi ai raggi ultravioletti e mascherare l’arrossamento cutaneo con un fondotinta molto coprente. Il trattamento deve quindi essere accuratamente pianificato con il/la paziente, che deve essere consapevole che il risultato, estremamente favorevole sotto il profilo estetico, si associa ad un lungo decorso post-trattamento e che dovrà seguire scrupolosamente, per alcuni mesi, le istruzioni del medico.

3) Il laser CO2 Frazionato
Tale metodica, sfrutta la capacità di determinare nella cute molteplici piccole aree di surriscaldamento (100 microns), da non essere visibili ad occhio nudo.

In tali aree si verificano specifiche modificazioni della pelle: a carico degli strati più superficiali sono rappresentate da una microesfoliazione con un importante rinnovamento epiteliale e scomparsa delle vecchie cellule, mentre a livello dermico, dopo una fase acuta caratterizzata da moderato arrossamento transitorio (poche ore), segue una di rimodellamento che porta nella maggioranza dei casi ad una notevole attenuazione delle rughe.

La metodica dura circa trenta minuti e solitamente è ben tollerata ed indolore. Il paziente non ha bisogno di alcun periodo di convalescenza e non deve sospendere in alcun modo le sue attività sociali.

I risultati sono così validi da essere paragonabili a quelli ottenibili con il laser resurfacing ottenibile con i Co2 ultra pulsati ma senza gli effetti collaterali di questa metodica.

Laser vascolari

Sono impiegati nel trattamento degli angiomi piani, delle teleangiectasie (capillari) delle gambe e del volto (couperose), degli emangiomi del neonato e del lattante. L’emissione di luce di questo laser è assorbita selettivamente dal sangue nella banda di colori dal rosso al viola. L’assorbimento a livello dei capillari sanguigni provoca una aumento della temperatura con la conseguente coagulazione del vaso.

Dopo qualche tempo i capillari sono riassorbiti dall’organismo sino alla loro scomparsa. E’ particolarmente indicato per i capillari fini e superficiali che non possono essere incannulati con l’ago della scleroterapia.

I vasi venosi che vengono trattati hanno colori variabili dal rosso al viola e possono essere di piccole o grandi dimensioni. Inoltre anche le iperpigmentazioni, ovvero gli accumuli di pigmento della pelle (macchie solari, macchie senili, lentiggini), possono essere trattate positivamente con il laser vascolare. Gli accumuli di pigmento non vanno confusi con le lesioni pigmentate cellulari (nevi) che, se indicato, devono essere rimosse completamente con il normale bisturi.

Laser pigmentari

Trovano impiego nella rimozione parziale o totale di alcuni tipi di tatuaggi, e nella distruzione di alcune lesioni melanocitarie (nei) di sicura benignità.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Eliminare le rughe? Con la medicina estetica puoi farlo!

MEDICINA ONLINE CAPELLI DONNA BELLEZZA TRISTE DEPRESSIONE BIANCO NERO CAPELLI OCCHIUna mia amica mi chiede per email come trattare una inestetica ruga alla radice del naso (immagino si riferisca alla regione glabellare che è una zona compresa tra le arcate sopracigliari e appunto la radice del naso). Cara amica in verità non c’è un unico modo per farlo e solo una visita dal vivo permetterà al medico di valutare quale sia il modo migliore da usare per quel determinato tipo di ruga. La prima cosa da dire è che eliminare queste piccole alterazioni del derma non è mai stato così facile come in questo momento! Tante tecniche esistenti, ed ognuna di loro viene migliorata ogni giorno con l’obiettivo di ottenere un risultato migliore senza usare il bisturi ma solo piccoli trattamenti indolori e discreti!

Cosa sono le rughe?

Le rughe sono alterazioni profonde del derma, con evidenti modifiche della struttura elastica e collagenica a carico del volto (altrove sono dette pieghe). Sono dette rughe di espressione, quelle determinate nel tempo dalle espressioni e dalla mimica del nostro viso, anche in età relativamente giovane. Ci sono quelle strutturali-morfologiche, legate alla conformazione osteo-muscolare che appaiono in giovane età. Più frequentemente le rughe sono legate al tempo trascorso e agli agenti fisici e chimici dell’ambiente in cui si vive, dette rughe dell’età.

Quando e perché si originano le rughe?

Il tempo è un fattore determinante, coadiuvato dal sole. Va precisato che le condizioni della nostra pelle possono accelerare o rallentare la formazione delle rughe.

Una pelle secca o grassa, sottile o spessa, con ipoderma poco o molto rappresentato, possono rispettivamente farle comparire in età giovanile o nel corso della maturità. Anche l’uso di creme idratanti, alimentazione corretta, stile di vita idoneo, il dormire sulla guancia destra o sinistra, lo stato di sofferenza a cui la vita a volte ci sottopone, ecc., possono accelerare o ritardare la loro comparsa. Come si può notare da questi e da tanti altri fattori non citati, la loro determinazione è la risultante di una serie complessa di ragioni. I prezzi indicati in seguito sono indicativi: variano molto in funzione di ogni singolo paziente e solo una visita dal vivo può determinare il prezzo della prestazione medica.

Come si curano le rughe?

Con il Laser

I laser più indicati sono quelli che hanno una lunghezza d’onda molto varia e che in ogni caso sono indirizzati ai cromofori quali melanina, emoglobina ed acqua. Il trattamento delle rughe può essere soddisfacente senza la presunzione di cancellarle ma di attenuarle sensibilmente, migliorando fondamentalmente la elasticità della cute. In base al tipo di rughe e alla loro entità si possono programmare le sedute necessarie e comunque non più di due al mese.

Costi : Una seduta con laser per il trattamento delle rughe su tutto il volto varia da 200 euro a 600 euro.

I Fillers

Sono in assoluto i prodotti più usati per la correzione delle rughe. Con l’utilizzo di queste fiale, sotto forma di punture si possono attenuare o correggere totalmente le rughe presenti. Il prodotto più utilizzato nonché più sicuro è L’ACIDO IALURONICO, tuttavia ove richiesto si può valutare di volta in volta l’uso del COLLAGENE. In base al tipo e alla localizzazione della ruga stessa, si possono scegliere vari tipi di ialuronici, in relazione alla loro grandezza e aggregazione molecolare, o più semplicemente spesso o meno spesso. In pratica una ruga-solco nasogeniena necessita di uno ialuronico di volume spesso. Al contrario per una ruga sottile necessita uno ialuronico fine perché diversamente si vedrebbe la protrusione in superficie (cordoncino evidente). La durata della correzione varia da 4 a 12 mesi per l’acido ialuronico, da 5 a 6 mesi per il collagene . Oggigiorno neanche per il collagene è più necessario sottoporsi al test per valutare se si è o meno allergici al prodotto, come invece accadeva fino a pochissimo tempo fa. In generale tutte le rughe del volto possono essere trattate: dalle nasogeniene alle perioculari, dalle frontali alle perilabiali, dalle glabellari alle gotali.

Costi : Una fiala di acido ialuronico o di collagene ha un costo che parte da 100 euro.

Il Botulino

E’ stato introdotto in Italia nell’ambito dell’estetica nell’estate del 2004, anche se il suo utilizzo in verità avviene da molto tempo in altre specialità quali l’oculistica e la neurologia. In questo caso, le indicazioni sono esclusivamente per le frontali e le glabellari, anche se le perioculari si prestano molto bene con risultati ottimi. Questo, così come i precedenti prodotti, usati con appropriatezza e da medici esperti, sono assolutamente sicuri, fatto salvo il solito gonfiore dopo aver praticato le punture e, al massimo, in chi soffre di fragilità vasale soprattutto, potrà uscire qualche piccola ecchimosi, che in ogni caso si risolve senza lasciare traccia.

Costi: Il trattamento con botulino delle sole rughe perioculari ha un costo medio di 150-250 euro, trattare solo le rughe glabellari costa mediamente 80-150 euro, infine le sole rughe frontali costano in media 150-250 euro. Trattarle tutte assieme in un’unica seduta costa mediamente 250-450 euro.

Il Mesobotulino

C’è la possibilità di trattare le rughe sul labbro superiore ( codice a barre) o anche inferiore e persino le finissime rughe delle guance con il cosiddetto mesobotulino, il cui prodotto agisce direttamente sui muscoli pellicciai determinando una distensione della ruga.

Di grande interesse e con risultati molto buoni, si è riscontrato il trattamento delle rughe al collo e al decolleté con l’uso del mesobotulino. Il trattamento è relativamente semplice per un medico esperto e pratico che, oltre al giusto dosaggio della miscela acqua-fisiologica e botulino, necessita anche di una sapiente iniezione negli strati dermo-epidermici della pelle.

La durata media del mesobotulino è intorno ai tre mesi.

Costi : I costi variano in ragione della estensione dell’area e partono da 70 euro a seduta; collo e decolleté insieme non superano i 250 euro a seduta.

I Rivitalizzanti

I rivitalizzanti sono prodotti liquidi che vengono iniettati nell’immediato sotto derma per favorire la stimolazione della sintesi di acido ialuronico e collagene e migliorare il turgore e l’elasticità della cute. Sul mercato esistono rivitalizzanti di vario tipo, che vanno dal semplice acido ialuronico liquido a quelli con vitamine e/o oligoelementi o ancora con fattori di crescita sintetici.

Quali sono gli effetti? Dopo le iniezioni di rivitalizzanti si notano due effetti: uno a breve termine e uno a lungo termine. Qualche giorno dopo le iniezioni la pelle appare più luminosa e compatta e dopo 3-4 settimane iniziano a evidenziarsi turgore e maggiore elasticità dell’area di cute sottoposta a trattamento.

Le zone più indicate per le iniezioni di rivitalizzanti sono il volto, il collo, il decolletè e il dorso delle mani, anche se ogni area del corpo può essere sottoposta a terapia , ove necessario.

Quante sedute di rivitalizzanti? Variano naturalmente da persona a persona e da zona a zona , però possiamo affermare che 2-3 sedute distanziate tra di loro una ventina di giorni , può essere un buon approccio terapeutico.

Costi: Le sedute di rivitalizzanti variano in base al prodotto e al numero di fiale utilizzate. Il costo per fiala varia da € 100 a € 150 e può essere trattato il viso o il collo-decolletè.

I Fattori di crescita

La nuova frontiera per il trattamento delle rughe e più in generale dell’invecchiamento cutaneo in tutti i distretti del corpo, è il ringiovanimento con i fattori di crescita. Dopo il prelievo di sangue proprio, vengono isolati i fattori di crescita piastrinici ed iniettati sottocute nei punti ove si vuole ringiovanire e rendere la pelle più elastica e distesa, risultati indotti dalla stimolazione di fibre elastiche e collageniche della cute, con un effetto tipo “ritorno indietro del tempo”.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Acne e punti neri: ecco i rimedi naturali per sconfiggerli

MEDICINA ONLINE DONNA BELLEZZA COSMETICA CREMA PELLE GRASSA FACCIA COSMETICI ACNE BRUFOLI MASCHERA VISO NATURALEPensate che acne e punti neri colpiscano solo gli adolescenti? Sbagliato! Anche a 20, 30 e 40 anni possiamo essere colpiti da questi inestetismi. La pelle del viso appare lucida, magari solo in alcune zone (fronte, mento e naso), compaiono brufoletti e punti neri che ci danno il tormento. Spesso la colpa è dello stress, ma anche disturbi ormonali o assunzione di certi farmaci possono contribuire a rovinare l’aspetto del nostro viso. Un lato positivo, però, c’è: consolatevi, perché chi ha la pelle grassa è molto meno soggetto alla comparsa di rughe!

Continua la lettura con https://www.pourfemme.it/articolo/acne-e-punti-neri-i-rimedi-naturali-per-eliminarli/113302/

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Quando scoprire il glande è doloroso: fimosi, cos’è e come si cura

MEDICINA ONLINE TESTICOLI ANATOMIA ANSIA DA PRESTAZIONE SESSO TRISTE SESSUALE PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE COPPIA PSICOLOGIA LETTO PENETRAZIONE UOMO DONNA LIBIDO SPERMA PIACERE MALE GENITALIA SEXIl pene è costituito da un corpo chiamato “asta” e da una testa chiamata “glande”, ricoperta da uno strato di mucosa e pelle scorrevole, detto “prepuzio”. Quando il prepuzio scorre con difficoltà – o non scorre affatto – allora molto probabilmente ci troviamo di fronte ad una fimosi. La fimosi è una patologia caratterizzata dalla presenza di un anello fibroso a livello del prepuzio, che rende difficoltoso o addirittura impossibile retrarre la pelle prepuziale e scoprire il glande.
Nelle forme più marcate il prepuzio è così stretto da non permettere di vedere l’orifizio uretrale esterno: quando il bambino urina, la pipì dapprima si raccoglie al di sotto del prepuzio, formando tipicamente una specie di palloncino, e poi esce all’esterno.
Nelle forme meno gravi è possibile retrarre il prepuzio in modo parziale: a quel punto l’anello fibroso appare come una specie di collare (anulus) che strozza il pene, conferendogli un aspetto a clessidra.

Leggi anche:

Classificazione della fimosi

In base al periodo di esordio la fimosi può essere classificata come congenita o acquisita:

  • Fimosi congenita quando fin dalla nascita e nei primi anni di vita si manifesta un restringimento prepuziale.
  • Fimosi acquisita se si manifesta in età adulta in un uomo a causa di traumi o di infiammazioni fungine o batteriche del glande o del prepuzio, oppure in seguito ad un lichen sclero-atrofico.

La fimosi, sia congenita che acquisita, si può dividere in due specie: serrata e non serrata.

  • Fimosi serrata si ha quando il restringimento è tale da impedire lo scoprimento del glande anche a pene flaccido, e in casi limite può anche portare difficoltà nell’urinare. La circoncisione è il rimedio più utilizzato, anche se comincia a decadere. È tuttavia possibile tentare di risolvere una fimosi non grave con l’applicazione di creme steroidee unita a tentativi delicati di scopertura.
  • Fimosi non serrata invece si ha quando non si riesce a scoprire il glande a pene eretto o ci si riesce solo parzialmente. La forzatura nello scoprimento del glande può provocare un effetto molto più grave, chiamato parafimosi, in cui non si riesce più a ricoprire il glande e che comporta uno strangolamento dello stesso. In questo caso è necessario un intervento d’urgenza.

Leggi anche:

Come si riconosce?

La fimosi può essere asintomatica. In altri casi può dare i seguenti problemi:
infiammazione del glande e del prepuzio (balanopostite) con arrossamento, gonfiore e bruciore a livello del glande e del prepuzio dovuti all’accumulo di urina al di sotto del prepuzio;
Parafimosi: il prepuzio, una volta retratto per scoprire il glande, non riesce più ad essere riportato in posizione quo ante; l’anello fibroso strozza sempre di più il glande, che diventa sempre più gonfio, rendendo ancora più difficile la risalita del prepuzio. Il bambino è molto sofferente. Si tratta di una complicanza grave: è necessario condurre il bambino il prima possibile al Pronto Soccorso dell’ospedale più vicino, dove si provvede a riportare manualmente il prepuzio nella posizione corretta. In caso d’insuccesso, si esegue un intervento di circoncisione in urgenza. Pertanto nel sospetto di fimosi, il consiglio è quello di non retrarre il prepuzio fintanto che le reali condizioni non vengano appurate da un medico.

Vedi anche: Foto che mostrano il normale scivolamento del prepuzio sul glande, difficoltoso nella fimosi

In chi si manifesta?

  • All’età di 3 anni 10 bambini su 100 sono portatori di fimosi.
  • Adulti con pregressa lieve fimosi peggiorata nel tempo
  • Adulti con diabete mellito, scarsa igiene dei genitali, ripetuti episodi di balano postite anche secondaria a candidosi genitale.

Cause

La fimosi può essere presente dalla nascita, come già detto all’inizio dell’articolo, oppure può manifestarsi in seguito a infezioni o a traumi conseguenti a brusche manovre di retrazione del prepuzio.

Parafimosi

La parafimosi è una grave consequenza della fimosi e consiste in uno strangolamento del glande da parte dell’anello prepuziale stenotico quando questo venga forzato a scorrere all’indietro e non possa riassumere la posizione iniziale. All’esame obiettivo di una condizione di parafimosi il glande appare aumentato di volume per stasi venosa, il prepuzio puo’ presentarsi edematoso, talvolta si possono evidenziare ulcerazioni della mucosa, necrosi od infezioni. Il trattamento puo’ essere quello di riduzione manuale e/o cruenta ovvero della circoncisione.

Terapie

In presenza di fimosi si esegue un intervento di circoncisione, cioè di asportazione del prepuzio ed emostasi mediante posizionamento di alcuni punti di sutura. Talvolta viene eseguita consensualmente anche una plastica del frenulo.
È un intervento della durata di circa 40 minuti. Nei bambini è eseguibile in anestesia generale o in narcosi. Negli adulti in anestesia locale o spinale.
L’intervento è quasi sempre definitivo e risolutivo. In caso di parafimosi l’intervento deve essere eseguito in urgenza, mentre in caso di fimosi l’intervento può essere programmato.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Piercing: rischi, controindicazioni e pericoli

MEDICINA ONLINE María José Cristerna VAMPIRE WOMAN GIRL PIERCING DONNA TATOO TATUAGGI VAMPIRO IMMAGINI FOTO PICS PICTURE STRANGE ORECCHINI IMPIANTI 07Quali sono i rischi del piercing? Le controindicazioni? Letteralmente body piercing significa perforazione del corpo, anche se detto in questo modo sembra una pratica cruenta. Si tratta semplicemente di eseguire un piccolo foro nella pelle dove andrà posizionato un gioiello che ha uno scopo ornamentale. È una pratica venuta alla moda intorno al 1970 ed i promotori furono i punk.

Dove fare il piercing?

Le zone del corpo oggetto del piercing sono da sempre i lobi delle orecchie, ma il piercing viene fatto ovunque in base ai gusti personali:

  • naso;
  • ombelico;
  • lingua;

sono le zone preferite.

Leggi anche:

Igiene

Nel momento in cui si decide di farsi un piercing, la decisione va ponderata bene per quanto concerne sia la persona che lo deve fare e soprattutto dove questo va eseguito.

Ci si deve infatti rivolgere ad un professionista, che dovrà seguire delle norme igieniche ben precise e dev’essere ovviamente uno specialista che eseguirà l’operazione in un ambiente sterile, utilizzando strumenti altrettanto sterili.

Numerosi infatti sono stati i casi di ragazzi che si sono rivolti a persone non preparate che sono andati incontro ad infezioni molto gravi tali da richiedere un ricovero in ospedale.

Anche se può sembrare una cosa antipatica, prima di sottoporsi a piercing sarebbe meglio chiedere alcune informazioni alla persona che dovrà eseguire la perforazione ed in particolare:

  • chiedere se per ogni cliente vengono cambiati i guanti;
  • chiedere se dopo che si lava le mani utilizzati tovaglioli usa e getta;
  • verificare a colpo d’occhio se il locale è pulito;
  • chiedere se per ogni piercing eseguito viene cambiato l’ago;
  • chiedere se gli strumenti utilizzati sono sterilizzati, un po’ come accade dal dentista;
  • chiedere se gli orecchini vengono sterilizzati prima di essere applicati;
  • chiedere se nel caso di applicazione di un solo orecchino, questo venga preso da una confezione già aperta per altro cliente;
  •  se il piercer, colui che esegue il piercing, chiede ad ogni persona se ha malattie importanti come l’epatite oppure l’HIV;
  • chiedere se il gioiello scelto va bene per il piercing che si desidera fare;
  • chiedere se i gioielli che il piercer utilizza non abbiano nichel;
  • verificare se il piercer segue regole precise circa l’età minima dei ragazzi che richiedono il piercing, nel caso di minorenni ovviamente la presenza dei genitori è richiesta;
  • verificare se nella zona adibita a laboratorio si fuma e se ci sono animali.

Prima di fare un piercing se si sta facendo una cura con dei farmaci, chiedere al proprio medico se eseguire un piercing può provocare dei problemi.

Quali sono i rischi di un piercing?

Il primo pericolo che si corre è quello dell’infezione da batteri che si manifesta con presenza di pus nella zona circostante il piercing.

Queste infezioni non devono essere prese alla leggera in quanto possono degenerare e portare anche a setticemia e cioè avvelenamento del sangue che può anche portare alla morte.

Il piercing alla lingua è quello più pericoloso:

  • è fatto in un ambiente umido e la cicatrizzazione è ovviamente più lenta;
  • il rischio di contrarre un’infezione batterica è maggiore a causa della presenza di batteri comuni nella bocca.

Contagio dopo il piercing

Se vengono utilizzati strumenti non sterilizzati il rischio di contrarre malattie come l’epatite e l’HIV è molto facile, ma fortunatamente la maggior parte dei piercer utilizzano ottime tecniche di sterilizzazione.

Effetti collaterali del piercing

Quando viene eseguito il piercing è normale che la zona interessata subisca una leggera alterazione a causa del trauma subito ed in particolare:

  • leggero sanguinamento della parte dove è stato applicato il gioiello e di solito è la lingua la parte più sensibile;
  • gonfiore della pelle;
  • formazione di cheloidi, che sono cicatrici che si estendono oltre la parte interessata e se la persona è soggetta a questo problema è meglio farlo presente al piercer;
  • endocardite che è un’infiammazione delle valvole cardiache e che colpisce però persone che hanno già patologie cardiache.

Rischi legati al piercing

Se il piercing viene eseguito nel lobo dell’orecchio non va ad inficiare la funzionalità uditiva, ma ci sono dei punti del corpo che possono risentire negativamente dell’applicazione di un corpo estraneo, ad esempio:

  • se il piercing interessa la lingua si possono verificare dei problemi legati alla pronuncia, si possono scheggiare i denti ed essere privati dello smalto;
  • se il piercing interessa i genitali si possono verificare problemi durante i rapporti e si possono avere dolori mentre si urina se il piercing interessa il pene;
  • se il piercing interessa la parte superiore dell’orecchio si possono verificare delle infezioni pericolose in quanto la pelle essendo molto vicina alla cartilagine può facilmente essere preda di batteri; in questo caso la semplice cura antibiotica non è sufficiente ed è necessario asportare la parte di cartilagine infetta;
  •  se il piercing interessa il naso è ugualmente pericoloso perché la superficie interna non potendo essere disinfettata potrebbe essere terreno fertile per i batteri.

Leggi anche:

Modalità di esecuzione del piercing

Compito del piercer è quello di spiegare nel dettaglio come verrà eseguito il tutto e se il piercing viene fatto su un minore ci dev’essere il consenso firmato di un genitore.

La parte nella quale verrà applicato il piercing dev’essere disinfettata con alcol al 70% e fatta asciugare prima di eseguire il piercing.

Piercing sull’orecchio

Viene fatto di solito sul lobo con una pistola apposita e non dev’essere utilizzata su altre parti del corpo. Normalmente l’ago di queste pistole è contenuto in una cartuccia usa e getta, ma chi non vuole ricorrere a questo strumento che può essere in dotazione anche ad un gioielliere, può recarsi da un piercer professionista e farsi il buco sul lobo con un ago sterile.

Per tutti gli altri piercing viene utilizzato un ago che forerà la pelle e dev’esserci un foro di entrata ed uno di uscita all’interno del quale verrà posizionato il gioiello.

Piercing sull’ombelico

Di solito viene applicato il gioiello appena sopra l’ombelico che viene forato con un ago curvo. Viene spesso applicato un anello di metallo fermato da due piccole sfere, anche se sono di diverso genere i gioielli applicati in quella sede.

Piercing sul naso

Si tratta di un piccolo foro eseguito sulla narice attraverso il quale viene inserito l’orecchino.

Piercing sulla lingua

Prima di eseguire il piercing sulla lingua, questa viene bloccata per tenerla ferma durante l’operazione. Viene poi applicata una piccola barra in metallo alla cui estremità c’è una vite sferica per consentire l’asportazione della barra quando lo si desidera.

Piercing sul capezzolo

Viene applicato all’estremità del capezzolo e di regola è un piccolo orecchino.

Pulizia e disinfezione

Se l’operazione è stata eseguita alla perfezione non sono necessarie procedure particolari se non quella di mantenere la parte asciutta per 3 giorni ed in caso di doccia cercare di asciugare la parte il più velocemente possibile. Prima di toccare la parte interessata dal piercing occorre lavarsi accuratamente le mani e fare in modo che la biancheria che va a contatto col piercing sia sempre pulita.

Cosa fare in caso di infezione dopo il piercing

Raramente può capitare che la parte di pelle interessata dal piercing si infetti. Ci può essere un arrossamento oppure anche formazione di pus e presenza di febbre. In questi casi per evitare un peggioramento della situazione è meglio rivolgersi al proprio medico di famiglia ed è consigliabile togliere il gioiello dalla sede per consentire il drenaggio del pus ed evitare la formazione di un ascesso. Nei casi di infezione meno invasiva, il gioiello può essere mantenuto in sede e può essere applicata localmente una crema antibiotica.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Acne tardiva: sintomi, cause e cure

MEDICINA ONLINE ACNE SENILE TARDIVA ADULTO ANZIANO DONNA UOMO VISO FURUNCOLO COMEDONE PUNTO NERO BRUFOLO CAUSE FARMACI CREMA POMATA RIMEDI PELLE CUTE ROSSORE DOLORE PUSL’acne tardiva è un problema cutaneo di natura ormonale che colpisce le donne, in prevalenza, e che consiste nella comparsa di foruncoli e comedoni arrossati in diverse aree del viso, ma anche del décolleté e della schiena, che si irritano e infiammano proprio come la tipica acne adolescenziale. Non c’è nulla di più fastidioso che ritrovarsi a soffrire improvvisamente di acne a 40 anni, magari senza aver mai avuto un solo brufolo in precedenza. Nonostante non si tratti di un problema diffuso (e tutto sommato anche considerato “normale”) come l’omologa giovanile, l’acne tardiva colpisce donne in età comprese tra i 30-35 e i 40-45 anni, e le cause possono essere…

Continua la lettura con: https://www.pourfemme.it/articolo/acne-tardiva-sintomi-cause-e-cure-foto/271302/

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!