Induratio penis plastica o Malattia di Peyronie: cos’è e come si cura

MEDICINA ONLINE Induratio Penis Plastica (IPP)Morbo o Malattia di La Peyronie Peyronie's disease PENE CURVO STORTO DRITTO PENETRAZIONE DOLORE PLACCA CURA TERAPIA INCURVATO.pngCon Induratio Penis Plastica (IPP), detta anche Morbo o Malattia di La Peyronie o – più semplicemente Malattia di Peyronie (in inglese “Peyronie’s disease) , in medicina ci si riferisce ad una alterazione del tessuto connettivo che colpisce i corpi cavernosi del pene (i due cilindri che, riempiendosi di sangue, consentono l’erezione) e che determina una progressiva sostituzione della loro naturale struttura di rivestimento, la tunica albuginea, normalmente elastica e resistente, con un tessuto fibroso e rigido, che forma una placca fibrosa la quale deforma il pene, rendendolo lievemente curvo o storto. La malattia prende il suo nome dal chirurgo francese François de La Peyronie, che per primo la descrisse nel 1743 quando era alla Corte di Versailles, anche se la prima segnalazione della malattia fu fatta da Andrea Vesalio nel 1550.

Malattia di Peyronie: quale frequenza ha?

La IPP colpisce circa il 5% degli uomini adulti nel mondo occidentale.

Malattia di Peyronie: quali sintomi comporta?

La fibrosi localizzata della tunica albuginea che riveste i corpi cavernosi del pene, provoca sintomi variabili in base alla gravità della patologia. I sintomi più evidenti e frequenti sono:

  • dolore durante l’erezione;
  • erezione difficoltosa;
  • curvatura anomala del pene di grado variabile;
  • disfunzione erettile (impotenza);
  • rientro penieno (se presente interessamento del setto intercavernoso);
  • difficoltà durante la penetrazione vaginale od anale;
  • diminuzione della circonferenza peniena;
  • diminuzione della lunghezza del pene.

Cause della curvatura del pene

Nella malattia stabilizzata si forma una placca calcifica, nella parte interessata, che porta a una curvatura del pene più o meno importante. Le cause sono incerte: si ipotizzano quali fattori eziologici i microtraumi che si possono verificare durante i rapporti sessuali o traumi di altra natura. Anche una risposta auto-immunitaria su base ereditaria potrebbe essere alla base della formazione della placca fibrosa sul pene.

Come si riconosce l’inizio della malattia ?

Purtroppo la IPP si sviluppa spesso in maniera subdola e si rende evidente solo quando la malattia è in uno stato più grave. Nelle fasi iniziali può manifestarsi solo una certa iper-sensibilità del pene e non sempre, alla palpazione, è possibile riconoscere un’alterata consistenza. Il dolore può essere presente ma non è una costante (2/3 circa dei pazienti). Solo successivamente, con l’avanzare della malattia, compare la deformazione del pene. In seguito, fasi di quiete si alternano a fasi di accelerazione, fino ad una “stabilizzazione” della malattia, con la formazione della cosiddetta “placca” che, nei casi più gravi, può raggiungere una consistenza ossea. I tempi sono imprevedibili, perché variano da caso a caso: è possibile che si formino nuove placche, in altre zone del pene, con una modificazione continua della curvatura e talvolta anche con un raddrizzamento dell’asta (quando la malattia, diffondendosi, determini delle contro-trazioni). L’interessamento del setto intercavernoso (la “spina dorsale” situata tra i due corpi cavernosi) comporta invece una retrazione diffusa dell’asta, più che un incurvamento o una deformità della stessa.

Malattia di Peyronie: cosa fare se si sospetta la patologia?

Come spesso avviene in campo medico, quanto prima è effettuata una corretta diagnosi, tanto migliori saranno i risultati che è possibile aspettarsi delle terapie. Quindi nel caso in cui si notino innaturali curvature nel pene, insorte improvvisamente o gradatamente, occorre in ogni caso rivolgersi ad un medico andrologo, specie nel caso si riscontrino i sintomi come dolore in erezione, deficit erettivo e/o formazione di nodulo).

Prevenzione e terapia

L’assunzione di vitamina E è utile nella prevenzione dell’insorgenza di tali forme di sclerosi, come la IPP, oltre a facilitare e rendere efficace la terapia farmacologica indotta con ionoforesi. Va sottolineato che sono rari i casi di completa calcificazione della placca di conseguenza sono buoni i risultati di guarigione con le terapie alternative farmacologiche quali appunto la ionoforesi, la laserterapia e la ultrasuonoterapia. Per quanto riguarda le cure, si utilizzano terapie farmacologiche generali oppure trattamenti locali come la terapia con laser ad ultrasuoni, o l’infiltrazione di farmaci all’interno della placca (cortisonici depot o calcioantagonisti come il verapamil per far regredire la calcificazione), il cui obiettivo è soprattutto quello di ridurre i sintomi ed arginare l’evoluzione della malattia. Inoltre si utilizzano anche meccanismi di trazione per il raddrizzamento del pene. Di recente è stata introdotta la somministrazione locale peniena di farmaci attraverso la laserforesi altrimenti detta “criopass-laser terapia”, tecnica già ampiamente usata in ortopedia, medicina estetica e sportiva. La tecnica è in fase di sperimentazione anche per la cura di metastasi cutanee di patologie tumorali. La radiofrequenza monopolare è stata recentemente introdotta tra le tecniche usate nella prevenzione: dal momento che la radiofrequenza induce di un riscaldamento endogeno dei corpi cavernosi, ossigena l’organo e previene la fibrosi, quindi può essere utile nella malattia di Peyronie. L’intervento chirurgico è molto delicato e va eseguito da uno specialista particolarmente esperto, dopo averne accertata la necessità secondo della gravità del caso. Per la verità sono stati proposti negli anni una varietà di trattamenti, ma nessuno si è dimostrato efficace al 100% nel risolvere il problema.

Malattia di Peyronie: conseguenze di gravi curvature del pene

La malattia nei casi più gravi può portare a deficit erettili tali da impedire la penetrazione o erezioni dolorose, in questi casi solo l’intervento chirurgico con l’eventuale applicazione di una protesi peniena o una corporoplastica secondo Nesbit può essere di aiuto.

Ausili per correggere la curvatura del pene

Un ottimo prodotto che può aiutarvi per correggere la curvatura eccessiva del pene, è questo: https://amzn.to/2z6aXuO

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Visita andrologica completa di pene e testicoli [VIDEO]

La visita andrologica è utile per prevenire, diagnosticare, monitorare e stabilire trattamenti per le principali patologie andrologiche, come disfunzione erettile,eiaculazione precoce, varicocele, fimosi, frenulo breve.  Lo specialista andrologo nella prima fase della visita raccoglie il maggior numero di informazioni possibili sulla storia e sullo stile di vita del paziente (anamnesi), facendo domande circa alimentazione, eventuale vizio del fumo, consumo di alcol, livello di attività fisica e di sedentarietà, eventuali patologie a carico, altri casi in famiglia di patologie andrologiche, assunzione di farmaci, andamento della vita sentimentale e sessuale. Lo specialista proseguirà poi la visita esaminando attentamente forma, dimensioni e aspetto di testicoli e pene, aiutandosi anche con la palpazione, come mostrato nei video che possono essere visionati seguendo QUESTO LINK e QUESTO LINK.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn e su Pinterest, grazie!

Come si fa a capire se un ragazzo è vergine o no? E come si comporta?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PENE UOMO RAGAZZO VERGINITA FILETTO FRENULO GLANDE ASTA RAPPORTO SESSUALE IMENE PENETRAZIONE VAGINA CORONA FIMOSI SOLCOCORONALE MEATO URETRALE SPERMAMentre la verginità femminile è abbastanza evidente, perché correlata (quasi sempre) alla rottura dell’imene e perché la donna si fa spesso “meno problemi” a dire di essere vergine, invece nell’uomo i segni fisici possono essere del tutti assenti e lui, per vergogna o per paura di sembrare ridicolo agli occhi della fidanzata o della ragazza, potrebbe non avere il coraggio di rivelare la sua verginità e dire di non essere vergine mentre in realtà lo è. Come fare allora a “smascherarlo”?

Come capire se lui è “fisicamente” vergine?

Mentre le ragazze hanno l’imene, i ragazzi hanno una struttura anatomica chiamata “frenulo”. Con il primo rapporto il frenulo, che volgarmente viene chiamato “filetto” o – erroneamente – “imene maschile“, in teoria dovrebbe rompersi grazie alla pressione che le pareti vaginali esercitano sulle pareti dell’asta del pene, fatto che spinge la pelle del pene in una direzione, mentre il glande spinge nell’altra: le due forze opposte dovrebbero rompere il frenulo, e tale rottura dovrebbe essere evidente anche per una fuoriuscita di sangue più o meno copiosa ed un dolore più o meno avvertito da parte dell’uomo.

Dove si trova il frenulo del pene?

Potete individuare facilmente il frenulo perché è quel sottile ed evidente filamento che collega la pelle che avvolge il pene al glande (la testa del pene). Guarda l’illustrazione presente in alto in questo articolo: il frenulo è evidenziato in rosso. Per approfondire: Frenulo del pene: cos’è e perché la sua lunghezza è importante?

Il frenulo si rompe sempre col primo rapporto?

No, non sempre. Esattamente come avviene per la rottura dell’imene che può essere integro anche in caso di penetrazione già avvenuta, anche il frenulo può essere talmente elastico da rimanere perfettamente integro dopo la prima penetrazione completa, e non lacerarsi nemmeno nei rapporti successivi, anche se numerosi, vaginali ed anali. Parimenti anche il fatto che il frenulo sia già lacerato non indica necessariamente che il ragazzo abbia già avuto rapporti: il frenulo si può lacerare anche con traumi (ad esempio durante la masturbazione) o con varie patologie. In definitiva: un frenulo integro non indica necessariamente verginità ed un frenulo lacerato non indica necessariamente la mancanza di verginità.

Leggi anche: Rottura del frenulo del pene: cosa fare?

Ragazzo vergine: gli atteggiamenti “spia”

Da quanto detto appare quindi chiaro che, dal punto di vista fisico, è difficile capire se un ragazzo è vergine o no, però ci sono alcuni atteggiamenti che possono farvi intuire la verità. Se, ad esempio, rimanda le occasioni in cui potrebbe rimanere da solo con voi, se ha difficoltà a toccarvi e a lanciarsi in effusioni e coccole, se è un po’ impacciato e non sa proprio da dove cominciare, se glissa il discorso ogni volta che voi provate a parlarne… questi sono tutti segnali del fatto che lui potrebbe essere vergine, anche se ovviamente ciò non è certo, potrebbe anche semplicemente essere inesperto ed aver comunque già avuto almeno un rapporto completo.

Leggi anche: Frenulo corto (breve): sintomi, complicanze e trattamenti

Come chiedere ad un ragazzo se è vergine?

La maggior parte dei ragazzi, nel dover dichiarare la propria verginità, prova moltissima vergogna: la verginità, soprattutto superata una certa età, equivale per l’uomo maschile ad un fallimento, al fatto di essere “in ritardo” rispetto ai sui coetanei e ad apparire come meno virile agli occhi della ragazza. Se dopo aver analizzato i suoi atteggiamenti, dopo aver fatto un paio di ragionamenti sulle sue relazioni precedenti, dopo aver percepito qualcosa dalle sue parole, vi siete rese conto che il vostro fidanzato è vergine, non sta scritto da nessuna parte che dovete dirlo apertamente o che glielo chiediate: non farete altro che metterlo ulteriormente in imbarazzo, cosa che – a maggior ragione se è davvero vergine – non lo aiuterà certo ad affrontare serenamente il suo primo rapporto. Provate, piuttosto, a farlo sentire a suo agio, soprattutto se voi non siete più vergini e lui potrebbe sentirsi a disagio e troppo inesperto per stare con voi. Fategli capire che vi piace, a prescindere dalla sua esperienza sessuale e vedrete che sarà lui a dirvelo, magari con un po’ di imbarazzo che dovrete essere brave voi ad eliminare.

Leggi anche: Come si fa a capire se una ragazza è vergine o no?

Cosa fare se lui è vergine?

Per fare sentire a proprio agio il vostro ragazzo se è vergine, dunque, non abbiate fretta, non fate le “maestre con l’alunno incapace” e non fatelo sentire un inadatto alla situazione. Abbiate la pazienza di aspettare che lui sia pronto, che si lasci andare e se sbaglia qualcosa non guardatelo come per dirgli “sei uno sfigato”, non ridetegli in faccia, ma usate comprensione e tenerezza e tutto sarà più semplice sia per lui che per voi.

Leggi anche: Come distinguere un vero orgasmo femminile da uno “finto”

Verginità: differenza tra ragazzo e ragazza

Bisogna sottolineare anche un altro aspetto della verginità che distingue l’opinione delle ragazze da quella dei ragazzi. Quando un ragazzo conosce una ragazza vergine, per lui è – in genere – un vero pregio: se ne prende cura e la aiuta – almento in teoria – con tutte le accortezze del caso, a vivere la sua prima volta come un momento speciale, romantico, magico (o, almeno, dovrebbe essere così). Quando una ragazza viene a sapere che il ragazzo con cui sta uscendo è vergine, invece, tutto è diverso: alle ragazze dà spesso fastidio sapere che il partner abbia fatto l’amore anche con altre prima di loro, ma le sconvolge ancora di più scoprire che non sia stato ancora con nessuna e che loro saranno le prime: le donne si sentiranno delle cavie, più che delle privilegiate, sottoposte a troppa pressione. Inoltre spesso alla donna non fa piacere l’idea di stare con un totale inesperto, magari vergine in età avanzata perché “scartato” da altre donne. La sua verginità può quindi consciamente o inconsciamente spaventare la donna e portarle, addirittura, a fare un passo indietro. Non c’è nulla di più errato, però, dell’essere prevenuti, soprattutto in questi casi. Per prima cosa, di fronte ad una situazione simile, dovrebbero essere le donne ad avere con i ragazzi la stessa sensibilità che, nella situazione opposta, loro avrebbero (o dovrebbero avere!) con le prime. E poi non è detto che un ragazzo vergine sia un ragazzo “scartato” da altre (magari semplicemente dà un valore all’essere casti) o incapace, non in grado di fare l’amore e di farlo bene; deve solo acquisire un po’ di esperienza e, in questo basta solo un po’ di pazienza. Magari è bravo a fare altro (come i preliminari, ad esempio il sesso orale), magari tra voi ci sarà un trasporto tale che verrà tutto incredibilmente naturale. Dunque, via i pregiudizi, via le regole imposte, via le paure, non ci sarà nulla di più bello dello scoprirvi insieme.

Integratori alimentari consigliati

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Come si fa a capire se una ragazza è vergine o no?

MEDICINA ONLINE IMENE ROTTURA SANGUE VAGINA DOLORE DONNA RAPPORTO VAGINA PENE PENETRAZIONE SESSO SESSUALITA EMORRAGIA GOCCIA QUANDO CHIAMARE MEDICO AIUTO RAGAZZA

Dal punto di vista teorico, la verginità vaginale di una donna è correlata all’integrità di una membrana chiamata “imene”, che ricopre l’esterno dell’apertura della vagina:

  • se l’imene è integro, allora si presume che nessun pene sia mai penetrato nella vagina e che la donna sia vergine;
  • se l’imene è lacerato o assente (vedi immagine in alto, alla voce “orifizio vaginale aperto”), allora si presume che la donna sia stata già penetrata in vagina da un pene e quindi la donna non sia più vergine.

Quanto detto non è però sempre vero, per varie ragioni:

  • un imene lacerato o assente non indica necessariamente il fatto che la donna sia stata penetrata da un pene: l’imene si lacera anche in seguito alla penetrazione di dita (ad esempio durante la masturbazione fatta dalla donna stessa o da altre persone) oppure alla penetrazione di altro oggetto (ad esempio un sex toy come questo), o anche in seguito a traumi o patologie;
  • un imene parzialmente lacerato potrebbe indicare che non c’è stata una vera penetrazione peniena completa, ma solo uno o più tentativi di penetrazione non riusciti;
  • un imene assente non indica necessariamente che la donna sia stata penetrata: alcune donne possono nascere con una agenesia congenita dell’imene, cioè senza averlo del tutto fin dalla nascita;
  • un imene presente ed integro non indica necessariamente che la donna non sia mai stata penetrata (completamente o parzialmente, da pene, dita o altri oggetti) dal momento che alcuni imeni sono talmente elastici da resistere a vari tentativi di penetrazione peniena;
  • un intervento chirurgico come l’imenoplastica è in grado di ricostruire un imene lacerato, restituendo teoricamente la verginità alla donna;
  • un imene parzialmente lacerato potrebbe apparire integro ad un occhio meno esperto:
  • anche un imene integro può apparire parzialmente lacerato ad occhio meno esperto, per la normale presenza di uno o più forellini che permettono la fuoriuscita del sangue mestruale (vedi foto in alto: imene anulare, sepimentato e cribroso);
  • un imene potrebbe essere assente anche a causa di una imenotomia, cioè un intervento chirurgico in cui l’imene viene inciso. E’ una operazione che si rende necessaria in caso di “imene imperforato congenito“, cioè quando l’imene non presenta i normali forellini necessari per far defluire il sangue durante le mestruazioni, situazione che porta ad “ematocolpo” ed “ematometra“, cioè alla dolorosa raccolta di sangue rispettivamente nella vagina e nella cavità uterina.

Da quanto detto appare quindi chiaro che è estremamente difficile dire con certezza se una donna sia vergine o no unicamente osservando il suo imene, inoltre in questa sede stiamo considerando solo la verginità relativa alla vagina: non è detto che una donna “vaginalmente vergine” non abbia mai avuto alcun rapporto sessuale; ad esempio potrebbe aver avuto uno o più rapporti anali e/o orali.

Che cos’è l’imene?

L’imene è una membrana mucosa che ricopre l’esterno dell’apertura della vagina. Nel primo rapporto completo solitamente avviene la deflorazione, cioè la rottura dell’imene, evento che viene fatto coincidere con la perdita della verginità. Molti pensano che, finché si è vergini – cioè finché non avviene la rottura di questa membrana – rimanere incinta sia impossibile, ma ciò non è vero. Come già prima accennato, l’imene – anche quando è integro – non è infatti a “tenuta stagna”, bensì possiede una piccola apertura (a volte anche più di una, di grandezza variabile, come potete vedere sul lato sinistro della foto in alto). Tali forellini permettono il normale passaggio verso l’esterno del sangue mestruale e delle secrezioni: un imene nato senza aperture, impedirebbe tale deflusso, causando i prima citati ematocolpo ed ematometra e rendendo necessaria una imenotomia.

Leggi anche: Rottura dell’imene (deflorazione): come avviene, è dolorosa?

Come individuare l’imene? Com’è fatto un imene integro?

L’imene è situato subito prima dell’inizio della vagina, non in profondità, appena dopo le piccole labbra. Una donna lo può vedere anche da sola, usando uno specchietto, sedendosi sul bidet a cosce aperte e con una fonte di luce davanti: se l’imene è integro si vede una specie di plica di tessuto carnoso, rosa-rosso, attaccata alle pareti vaginali subito all’interno delle piccole labbra, che non chiude completamente l’orifizio vaginale. Solitamente nel mezzo dell’imene, anche se ancora integro, vi sono uno o più forellini fisiologicamente necessari per la fuoriuscita delle mestruazioni anche prima del primo rapporto, come già prima più volte accennato.

Leggi anche: Come si fa a capire se l’imene si è davvero rotto o no?

Com’è fatto un imene lacerato?

Quando la donna non è più vergine – o comunque in tutti quei casi in cui l’imene è stato lacerato – il tessuto che compone l’imene potrà apparire in vari modi:

  • come un anello di tessuto di colore uguale alla mucosa vaginale, inserito tutt’intorno all’ingresso della vagina;
  • come dei resti di tessuto come delle piccole sporgenze rosa-rosse.

Potrebbe anche essere praticamente non più visibile, specie se la donna ha già avuto vari rapporti, vedi immagine in alto sul lato destro.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

 

La quantità di sperma diminuisce o no con l’età?

MEDICINA ONLINE SESSO ANALE ANO RETTO LUBRIFICANTE FECI PAURA CLISTERE COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA JEALOUS LOVE COUPLE FUn uomo adulto e sano ad ogni eiaculazione emette circa da 1,5 a 5 millilitri di sperma(anche se questo valore può raggiungere anche picchi di 8 ml) quantità che dipende dall’intervallo di tempo che passa tra un’eiaculazione all’altra, dalla produzione di testosterone e da una moltitudine di fattori individuali come genetica, eventuali patologie ad esempio ormonali o testicolari, alimentazione, attività sportiva, salute globale e soprattutto l’età. Con l’avanzare dell’età si registra infatti nell’uomo una fisiologica e progressiva riduzione della produzione di liquido seminale sebbene l’uomo continui a produrre spermatozoi virtualmente per tutta la vita (non sono infatti rari i casi in cui uomini ultraottantenni sono riusciti a concepire figli). La diminuzione è già macroscopica intono ai 50 anni, età in cui la quantità di eiaculato diminuisce mediamente di circa mezzo millilitro rispetto ai 30 anni di età. Dai 60 anni in poi la quantità di sperma tende a ridurci mediamente di un millilitro ogni 10 anni.

Astinenza ed altri consigli per aumentare la quantità di sperma disponibile

La diminuzione dello sperma con l’età è un fenomeno assolutamente normale e non deve mettere in allarme l’uomo. Esistono però alcuni sistemi per evitare drastiche diminuzione dello sperma, tra cui fare quotidianamente attività sportiva, mantenersi entro limiti di peso normali ed alimentarsi in modo corretto. Uno dei sistemi è quello di aumentare i tempi di astinenza. In genere, più è lungo l’intervallo tra una eiaculazione e la successiva, più sperma viene prodotto: una leggera astinenza aiuta quindi ad aumentare la quantità di sperma emesso ma sempre nei limiti della quantità fisiologicamente prodotta. Questo vuol dire che se un individuo anziano emette tipicamente 2 ml nelle sue eiaculazioni, con alcuni giorni di astinenza può arrivare ad avere eiaculazioni di anche di 3 o 4 ml, tuttavia astinenze superiori ad una settimana non porteranno ulteriori aumenti, dato che lo sperma più vecchio, oltre una certa quantità, non viene più accumulato, bensì viene eliminato dall’organismo. Altri consigli su come aumentare il volume di sperma disponibile ad ogni eiaculazione, li trovate qui: Come avere un’eiaculazione più abbondante e migliorare sapore, odore, colore e densità dello sperma?

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Il pene si accorcia o no con l’età? Come le misure cambiano negli anni

MEDICINA ONLINE SESSO ANALE ANO RETTO LUBRIFICANTE FECI PAURA CLISTERE COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA JEALOUS LOVE COUPLE FLe misure del vostro pene non sembrano più quelle di una volta? Purtroppo potreste aver ragione. L’invecchiamento fisiologico dell’organismo ha delle ripercussioni ben note anche sulla sua funzione sessuale dell’uomo, che si riflettono nel calo del testosterone, nelle difficoltà d’eccitazione ed erezione. Alcuni uomini sperimentano anche una notevole difficoltà nel raggiungere l’orgasmo ed una diminuzione sia del volume spermatico che della qualità dello stesso, mentre non di rado subentrano problemi di prostata ingrossata e disturbi della funzione urinaria. Ma non solo: anche lo stesso organo sessuale maschile, il pene per l’appunto, subisce delle trasformazioni più o meno sostanziali, a seconda dei casi anche nell’aspetto.

Come cambia l’aspetto del glande?

Il cambiamento più evidente è di sicuro quello che riguarda il glande: il suo colorito si fa meno rosso acceso perché col passare degli anni arriva una minor quantità di sangue ad irrogarlo; inoltre questo deficit di irrorazione porta il glande ad avere misure ridotte sia a riposo che durante l’erezione, oltre ad avere un aspetto più “raggrinzito”.

Leggi anche: La Sindrome da spogliatoio o Dismorfofobia peniena: quando il pene sembra deforme o più piccolo o più grande di quanto realmente sia. Diagnosi e cure

Come cambiano le misure del pene con l’età?

Nel complesso il pene tende negli anni a diminuire in lunghezza e circonferenza, sia a riposo che durante l’erezione: si può assistere alla diminuzione di circa mezzo centimetro intorno ai 60 anni e di più di un centimetro a 70 anni rispetto alle misure che aveva la stessa persona a 30 anni e questa perdita vale sia per lunghezza che per la circonferenza peniena. Per gli ultraottantenni la riduzione può arrivare a sfiorare i 2 centimetri in lunghezza e circonferenza.

Leggi anche: “Dottore, il mio pene si sta accorciando”: la Sindrome della retrazione genitale

Perché il pene si accorcia con l’età?

Le cause sono diverse. Per prima cosa il metabolismo basale dopo i 30 anni tende a diminuire anno dopo anno quindi il soggetto aumenta di peso e, dal momento che il grasso nell’uomo si dispone in modo “androide” parte dell’accumulo adiposo si localizza sul pube e ciò tende a coprire parte del pene (effetto iceberg). Si tratta di un fatto apparente e non reale, ma soprattutto reversibile, se si dimagrisce. A tal proposito leggi anche: Come aumentare le dimensioni del pene riducendo il grasso sul pube senza chirurgia

Altre cause di erezione meno efficace e di diminuito turgore del pene risiede nella diminuzione del testosterone e nell’accumulo di placche all’interno delle arterie del pene che compromettono l’afflusso di sangue all’organo sessuale maschile.

Come cambiano peli pubici e testicoli?

A partire dai 40 anni anche il volume dei testicoli tende gradualmente a diminuire. In seconda battuta si può notare una costante diminuzione dei peli sul pube: cadono a causa dei valori più bassi di testosterone in circolo.

Leggi anche: Come misurare correttamente la lunghezza del pene

La malattia di Peyronie: il pene si incurva

Un accumulo eccessivo di collagene (e dunque di tessuti cicatriziali) all’interno del tessuto penieno può farlo diventare curvo. Il problema non è solo estetico in tal caso, ma può assumere le caratteristiche di una condizione patologica, più comune proprio a partire dai 50 anni circa: stiamo parlando della malattia di Peyronie o “Induratio penis plastica”, che può comportare dolore durante l’erezione e dispareunia maschile, ovvero rapporti sessuali conseguentemente complessi, a tal punto che per risolvere la situazione si deve ricorrere ad un intervento chirurgico. Per approfondire: Pene curvo o storto: potrebbe essere Induratio penis plastica

Perdita di sensibilità del pene

Con l’invecchiamento fisiologico dell’uomo, il pene non perde solo in dimensioni: perde anche in sensibilità, a causa dei vari cambiamenti ormonali e di circolazione sanguigna che abbiamo finora citato. Da qui la maggiore difficoltà a mantenere l’eccitazione e l’erezione nell’arco di tutto il rapporto sessuale oltre che a raggiungere l’orgasmo. Non è provato però scientificamente (o meglio statisticamente) che questo sia effettivamente meno piacevole. Gli esperti spiegano infatti che nell’uomo anziano è possibile notare un effettivo calo della libido, della potenza eiaculatoria e di quella erettile, ma raramente si documenta un calo della soddisfazione sessuale. Questa è infatti frutto di numerose alchimie psicofisiche nel rapporto di coppia che nulla hanno a che vedere con le dimensioni del pene diminuite di 1 cm!

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, segui la nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Il filo rosso del destino: significato e leggenda dell’amore predestinato

Your Name. (君の名は。 Kimi no na wa., lett. Il tuo nome.) è un film d'animazione giapponese del 2016 scritto e diretto da Makoto Shinkai. Prodotto da CoMix Wave Films e distribuit

Your Name, bellissimo film d’animazione giapponese del 2016 scritto e diretto da Makoto Shinkai

Come ben sanno gli appassionati di manga ed anime (fumetti ed animazione giapponesi) il “filo rosso del destino” (運命の赤い糸 Unmei no akai ito) è una leggenda popolare di origine cinese diffusissima in Giappone, secondo la quale ogni persona – fin dalla nascita – è legata ad una determinata anima gemella tramite un invisibile ed indistruttibile filo rosso, legato al mignolo della mano sinistra.

Il filo rosso (a volte “scarlatto”) è quindi alla base del concetto di predestinazione delle anime gemelle, in modo simile alla metafora della “mezza mela“, per cui due persone destinate a stare insieme sono complementari come le due parti ottenute tagliando di netto una mela a metà. Il filo rosso non ammette eccezioni: è il destino che ha deciso che due persone sono destinate, prima o poi, ad incontrarsi ed a sposarsi, girando per il mondo fino a che le loro strade si intersecano. L’eventuale rottura del filo rosso è un evento considerato estremamente sfortunato.

Alla base del filo rosso del destino, c’è la leggenda di Wei. Wei era un uomo che, rimasto orfano di entrambi i genitori in tenera età, desiderava sposarsi e avere una grande famiglia; nonostante i suoi sforzi era giunto all’età adulta senza essere riuscito a trovare una donna che volesse diventare sua moglie. Durante un viaggio Wei incontrò, sui gradini di un tempio, un anziano appoggiato con la schiena a un sacco che stava consultando un libro. Wei chiese all’uomo cosa stesse leggendo; l’anziano rispose di essere il Dio dei matrimoni e, dopo aver guardato il libro, disse a Wei che sua moglie ora era una bimba di tre anni e che avrebbe dovuto attendere altri quattordici anni prima di conoscerla. Wei, deluso dalla risposta, chiese cosa contenesse il sacco; l’uomo rispose che lì dentro c’era del filo rosso che serviva per legare i piedi di mariti e mogli. Quel filo è invisibile e impossibile da tagliare, per cui una volta che due persone sono legate tra loro saranno destinate a sposarsi indipendentemente dai loro comportamenti o dagli eventi che vivranno. Queste parole non convinsero Wei che, per sentirsi libero di scegliere da solo la donna da sposare, ordinò al suo servo di uccidere la bambina destinata a diventare sua moglie. Il servo pugnalò la bambina ma non la uccise: riuscì soltanto a ferirla alla testa e Wei, dopo quegli eventi, continuò la sua solita vita alla ricerca della moglie.

Quattordici anni dopo Wei, ancora celibe, conobbe una bellissima ragazza diciassettenne proveniente da una famiglia agiata e si sposò con lei. La ragazza portava sempre una pezzuola sulla fronte e Wei, dopo molti anni, le chiese per quale motivo non se la togliesse nemmeno per lavarsi. La donna, in lacrime, raccontò che quando aveva tre anni fu accoltellata da un uomo e che le rimase una cicatrice sulla fronte; per vergogna la nascondeva con la pezzuola. A quelle parole Wei, ricordandosi dell’incontro con il Dio dei matrimoni e dell’ordine che dette al suo servo, confidò alla donna di essere stato lui a tentare di ucciderla. Una volta che Wei e la moglie furono a conoscenza della storia si amarono più di prima e vissero sereni e felici.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube e su Pinterest, grazie!

Collicolo seminale, uretra e sindrome del verumontanum

MEDICINA ONLINE CISTOSCOPIA CISTOSCOPIO RIGIDO FLESSIBILE TUBO URETRA BLADDER ANO PROSTATA VAGINA PENE MEATO ORIFIZIO GLANDE CLITORIDE SEDAZIONE ANESTESIA PREZZI MASCHILE FEMMINILE DIFFERENZA RENI PREPARAZIONE RISCHI.jpg

In alto la vescica, al centro la prostata attraversata dall’ureta prostatica

La sindrome del verumontanum è un insieme di sintomi causati da uretrite posteriore con infiammazione del collicolo seminale (anche chiamato “colliculus seminalis”, “veru montanum” o “verumontanum”) e si manifesta attraverso dolori durante l’erezione e eiaculazioni precoci. La cura della sindrome del verumontanum ha quindi l’obiettivo di curare l’infiammazione, fatto questo che dovrebbe portare alla remissione dei sintomi dolorosi fino alla loro scomparsa.

Il collicolo seminale dell’uretra prostatica (il segmento dell’uretra che attraversa la prostata nell’uomo) è il punto presso cui i dotti eiaculatori di entrambi i lati (provenienti dal testicolo destro e sinistro) sboccano nell’uretra. A livello della prostata e internamente a essa, le vescicole seminali si uniscono con la parte ampollare del dotto deferente proprio a formare il dotto eiaculatore. Il collicolo seminale è chiaramente visibile, tramite cistoscopia, come un rilievo il cui asse maggiore è parallelo a quello dell’uretra.

Il collicolo seminale – oltre ad essere all’origine del sindrome del verumontanum se infiammato – è anche un importante punto di riferimento anatomico per la patologia del difetto congenito delle valvole uretrali posteriori, caratterizzato da un’interruzione dello sviluppo dell’uretra nei neonati maschi.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!