La differenza d’età in amore: come affrontarla?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma UNA DOMENICA DI PIOGGIA AMORE COPPIA OMBRELLO GRIGIO LOVE Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Pulsat Pressoterapia Linfodrenante Mappatura Nei Dietologo DermatologiaLui più grande e lei più giovane

“E’ la situazione più tradizionale ed ha un’origine storica, in quanto la specie aveva bisogno di ottimizzare il tasso di natalità approfittando del fatto che l’uomo può rimanere fertile molto più a lungo della donna, che è limitata invece dalla ineluttabile menopausa. Inoltre un uomo, vivendo un secondo legame con una partner più giovane pensa (o spera) di ringiovanire con lei. Il che porta ad alcuni inconvenienti.” (Willy Pasini)

Alcune donne scelgono un partner più grande, o addirittura molto più grande per un bisogno di sicurezza economica ed affettiva. A volte (spesso) ciò si verifica in mancanza di una solida figura paterna. Altre donne, cercano un modo di approcciarsi all’erotismo più intimo e più raffinato, cosa che spesso manca in giovani “un po’ frettolosi” che prendono il sesso più come una staffetta che come un piacere da gustare a piccoli morsi.

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Lei più grande di lui
Ultimamente stiamo assistendo ad una controtendenza che vede tantissime donne mettersi insieme a uomini anche molto più giovani di loro… donne che si riscoprono più forti, che hanno meno bisogno che in passato di farsi proteggere, che adesso passano dall’altra parte proteggendo a loro volta. Donne che scoprono una nuova sicurezza, che nell’adolescenza non si può avere, donne che negli anni e nelle esperienze hanno trovato la loro dimensione ideale. Che stanno bene con sé stesse e che per questo piacciono tanto agli uomini… che fanno perdere la testa a quelli con qualche anno meno di loro, intrigati da questo misto di donna esperta/in gamba/un po’ mamma perché no… Ma allora esiste una tendenza anche nei rapporti tra uomo e donna? Nella stagione primavera/estate vedremo un ritorno dell’uomo più maturo accompagnato alla ragazzina? Oppure il rapporto anagrafico che passa tra i due componenti di una coppia è dettato dal cambiare, dall’evolversi di una società con tutti i pro e i contro che ciò comporta.

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Qualche suggerimento se tu sei più piccola del tuo lui:

  • tu non sei la sua bambolina che dice sempre di sì quindi fatti valere, esprimi le tue opinioni, sia che si tratti della scelta della pizzeria dove andare a mangiare che del vostro rapporto. Se qualcosa non ti sta bene hai tutti i diritti di farti sentire;
  • lui vuole fare sesso o vuole qualcosa per la quale tu non ti senti pronta? Esiste la stupenda parola NO da dire e ridire a ripetizione, spiegandogli le tue ragioni e perché preferisci aspettare… Se lui non vuole sentire ragioni, se ti tartassa con le sue richieste, se ti minaccia di lasciarti se non lo “accontenti” fai dietro front in 3 secondi netti. Anche se starai male, se in questo momento pensi che mai nessuno sarà come lui, stai certa che è vero che mai nessuno sarà come lui, perché ne troverai 100 migliori;
  • lui è molto, molto più grande di te? Rifletti sulle modalità nelle quali vi siete conosciuti, pensa a cosa dai tu a lui e cosa lui a te, e pensa quanto ognuno ha da imparare da questa storia;
  • tra te e lui funziona bene solo il sesso? Probabilmente è proprio una sessualità più “colta” e appagante quello che andavi cercando, ma da solo il sesso non basta a costruire un rapporto di coppia, pensa se questo “grande amore” ha senso per il tuo futuro.

Qualche suggerimento se invece è il tuo lui più piccolo di te:

  • generalmente circola la vocina insistente e alimentata da pregiudizi che “è meglio che l’uomo sia più grande della donna” oppure che “se una ragazza esce con uno più piccolo lo fa perché i suoi coetanei non la considerano, ergo è una sfigata”…. ecc. ecc. di luoghi comuni e pregiudizi ne è pieno il mondo, quindi un solo consiglio. Non ascoltateli;
  • non cadete mai nella trappola dell’istinto materno. Lui è il vostro uomo, il vostro amante, non trattatelo da bambino, non diventate la sua mamma/crocerossina. Ha già chi gli dice di mettersi la maglietta di lana…
  • capiterà che litighiate no? anche se a volte siete imbestialite e sarà durissimo non cadere in tentazione, non cercate di zittirlo e di conquistarvi l’ultima parola accusandolo di essere piccolo, immaturo e via dicendo… se lo fate dimostrerete solo di non avere altri argomenti!
  • per quel che riguarda il sesso, il vostro è un rapporto di parità o tu fai la maestrina compiacendoti di farlo? magari sei stata la sua prima donna?…è indubbiamente bello essere la protagonista di uno dei momenti più importanti della vita di chi ami, ma non usare la tua “bravura a letto” per compensare altre mancanze. Alla lunga questo non funziona mai!

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Sinvalip (simvastatina) 10mg 20mg 40mg foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACI EFFETTI COLLATERALI INDICAZIONI CONTROINDICAZIONI EFFETTO DOSE DOSAGGIO PILLOLE CREMA PASTIGLIE SUPPOSTE SIRINGA INIEZIONE EMIVITA FARMACOCINETICADenominazione

SINVALIP COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Categoria Farmacoterapeutica

Inibitori della HMG-CoA reduttasi.

Principi Attivi

Ogni compressa contiene 10 mg, 20 mg o 40 mg di simvastatina.

Eccipienti

Butilidrossianisolo, acido ascorbico, acido citrico monoidrato, cellulosa microcristallina, amido pregelatinizzato, magnesio stearato, lattosio monoidrato, ipromellosa, idrossipropilcellulosa, titanio diossido(E171), talco, ferro ossido rosso (E172).

Indicazioni

>>Ipercolesterolemia. Trattamento della ipercolesterolemia primaria odella dislipidemia mista, come integratore della dieta, quando la risposta alla dieta e ad altri trattamenti non farmacologici (es. esercizio fisico, riduzione del peso corporeo) e’ inadeguata. Trattamento della ipercolesterolemia familiare omozigote come integratore della dietae di altri trattamenti ipolipemizzanti (es. LDL aferesi) o se tali trattamenti non sono appropriati. >>Prevenzione cardiovascolare. Riduzione della mortalita’ e della morbilita’ cardiovascolare in pazienti conmalattia aterosclerotica cardiovascolare manifesta o diabete mellito,con livelli di colesterolo normali o aumentati, come coadiuvante per la correzione di altri fattori di rischio e di altre terapie cardioprotettive.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ alla simvastatina o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Epatopatia in fase attiva o innalzamenti persistenti delle transaminasi sieriche senza causa evidente. Gravidanza e allattamento. Somministrazione concomitante di potenti inibitori del CYP3A4 (per es. itraconazolo, ketoconazolo, inibitori della proteasi dell’HIV, eritromicina,claritromicina, telitromicina e nefazodone).

Posologia

L’intervallo di dosaggio e’ di 5-80 mg/die somministrati per via oralein dose singola alla sera. Aggiustamenti della dose, se richiesti, debbono essere fatti ad intervalli di non meno di 4 settimane sino ad unmassimo di 80 mg/die somministrati in una singola dose alla sera. Ildosaggio di 80 mg e’ raccomandato solo nei pazienti con ipercolesterolemia grave e ad alto rischio di complicazioni cardiovascolari. >>Ipercolesterolemia. Il paziente deve essere posto in regime di dieta standard ipocolesterolemica e deve continuare questa dieta durante il trattamento con il prodotto. Il dosaggio iniziale e’ abitualmente di 10-20 mg/die somministrato in dose singola alla sera. I pazienti per i qualie’ necessaria una ampia riduzione del C-LDL (superiore al 45%) possonoiniziare con 20-40 mg/die somministrati in dose singola alla sera. >>Ipercolesterolemia familiare omozigote. Sulla base dei risultati di uno studio clinico controllato, il dosaggio raccomandato e’ 40 mg/die alla sera o di 80 mg/die in tre dosi divise di 20 mg, e una dose alla sera di 40 mg. In questi pazienti il prodotto deve essere utilizzato inaggiunta ad altri trattamenti ipolipemizzanti (per es. LDL aferesi) ose questi trattamenti non sono disponibili. >>Prevenzione cardiovascolare. Il dosaggio abituale del prodotto e’ da 20 a 40 mg/die somministrati in dose singola alla sera in pazienti ad alto rischio di cardiopatia coronarica (CHD, con o senza iperlipidemia). La terapia farmacologia puo’ essere iniziata simultaneamente alla dieta ed all’esercizio fisico. >>Terapia concomitante. Il prodotto e’ efficace da solo o in associazione ai sequestranti degli acidi biliari. La somministrazione deveavvenire o >2 ore prima o >4 ore dopo la somministrazione di un sequestrante degli acidi biliari. In associazione con ciclosporina, danazolo, gemfibrozil, altri fibrati (eccetto il fenofibrato), la dose del farmaco non deve superare i 10 mg/die. In associazione con amiodarone overapamil, la dose del farmaco non deve superare i 20 mg/die. In associazione con diltiazem o amlodipina, la dose del farmaco non deve superare i 40 mg/die. >>Dosaggio nell’insufficienza renale. Non sono necessarie modificazioni della dose in pazienti con insufficienza renale moderata. In pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min), dosaggi superiori a 10 mg/die devono essere attentamente valutati e, se ritenuti necessari, somministrati con cautela.>>Uso negli anziani. Non sono necessari aggiustamenti della dose. >>Uso nei bambini e negli adolescenti (eta’ 10-17 anni). Per i bambini e gli adolescenti (ragazzi in stadio di Tanner II e superiore e ragazze post- menarca da almeno un anno, dai 10 ai 17 anni di eta’) con ipercolesterolemia familiare eterozigote, la dose iniziale usuale raccomandata e’ 10 mg/die somministrata in dose singola alla sera. I bambini e gli adolescenti devono essere posti in regime di dieta standard ipocolesterolemica prima di iniziare il trattamento con simvastatina; occorrecontinuare questa dieta durante il trattamento con simvastatina. L’intervallo posologico raccomandato e’ 10-40 mg/die; la dose massima raccomandata e’ 40 mg/die. Le dosi devono essere individualizzate in base all’obiettivo terapeutico raccomandato secondo le raccomandazioni per il trattamento pediatrico. Gli aggiustamenti della dose devono essere effettuati a intervalli di 4 o piu’ settimane. L’esperienza con il prodotto nei bambini in eta’ prepuberale e’ limitata.

Conservazione

Nessuna particolare precauzioni per la conservazione.

Avvertenze

Puo’ causare miopatia, che si manifesta a volte come rabdomiolisi cono senza insufficienza renale acuta secondaria a mioglobinuria; si sonoverificati effetti fatali. Il rischio di miopatia e’ aumentato da alti livelli di attivita’ inibitoria della HMG-CoA reduttasi nel plasma.Il rischio di miopatia/rabdomiolisi e’ correlato al dosaggio. Non misurare i livelli di CK dopo esercizio intenso o in presenza di qualsiasicausa alternativa di aumento di CK in quanto cio’ rende difficile l’interpretazione dei dati. Se i livelli di CK sono significativamente elevati al basale (>5 volte il limite superiore della norma) questi vanno rimisurati dopo 5-7 giorni per conferma dei risultati. Prescrivere con cautela in pazienti con fattori predisponenti per la rabdomiolisi.Misurare il livello di CK prima del trattamento per stabilire un valore di riferimento al basale in caso di anziani, sesso femminile, compromissione renale, ipotiroidismo non controllato, anamnesi personale o familiare di disordini muscolari ereditari, presenza di episodi pregressi di tossicita’ muscolare con una statina o un fibrato, abuso di alcool. In tali situazioni, valutare il rischio in relazione al beneficioe monitorare il paziente. In caso di precedente esperienza di disordini muscolari durante il trattamento con un fibrato o una statina, iniziare il trattamento con un membro differente della classe con cautela.Se i livelli di CK sono significativamente elevati al basale non iniziare il trattamento. Se durante il trattamento il paziente riferisce dolorabilita’, debolezza o crampi muscolari, misurare i livelli di CK. In caso di livelli significativamente elevati di CK in assenza di esercizio fisico intenso interrompere la terapia. Considerare l’interruzione se i sintomi muscolari sono gravi e causano fastidio quotidiano, anche con valori di CK <5 volte il limite superiore della norma. Interrompere il trattamento in caso di sospetto di miopatia per qualsiasi altro motivo. Solo se la sintomatologia regredisce ed i livelli di CK tornano alla normalita’ si puo’ considerare la reintroduzione della statina o l’introduzione di una statina alternativa al piu’ basso dosaggio esotto stretto monitoraggio. Interrompere temporaneamente la terapia qualche giorno prima di interventi chirurgici di elezione importanti ein caso di comparsa di qualsiasi condizione medica o chirurgica importante. Il rischio di miopatia e rabdomiolisi e’ aumentato dall’uso concomitante di simvastatina con i potenti inibitori del CYP3A4, gemfibrozil, ciclosporina, danazolo, altri fibrati, niacina a dosaggi ipolipemizzanti (>=1 g/die), acido fusidico, amiodarone o verapamil con i dosaggi piu’ elevati di simvastatina, diltiazem o amlodipina e simvastatina80 mg. Di conseguenza, l’associazione con itraconazolo, ketoconazolo,inbitori della proteasi dell’HIV, eritromicina, claritromicina, telitromicina e nefazodone e’ controindicata. Se il trattamento con itraconazolo, ketoconazolo, eritromicina, claritromicina o telitromicina nonpuo’ essere evitato, interrompere la simvastatina. Agire con cautela in associazione con alcuni altri inibitori meno potenti del CYP3A4: ciclosporina, verapamil, diltiazem. Evitare l’assunzione concomitante consucco di pompelmo. Non superare i 10 mg/die di simvastatina in associazione con ciclosporina, danazolo, gemfibrozil. Evitare l’uso in associazione con gemfibrozil a meno che i benefici non siano verosimilmentesuperiori ai rischi. Valutare i benefici dell’uso di simvastatina 10mg/die rispetto ai rischi potenziali con altri fibrati (eccetto fenofibrato), ciclosporina o danazolo. Agire con cautela quando il fenofibrato viene prescritto con la simvastatina, in quanto entrambi i farmacipossono causare miopatia da soli. Evitare l’uso concomitante di simvastatina a dosaggi >20 mg/die con amiodarone o verapamil, o a dosaggi >40 mg/die con diltiazem o amlodipina a meno che i benefici non siano verosimilmente superiori al rischio di miopatia. Rari casi di miopatia/rabdomiolisi sono stati riportati con l’associazione con inibitori della HMG-CoA reduttasi e di dosi di niacina in grado di modificare il profilo lipidico (>=1 g/die); entrambi possono causare miopatia da soli;valutare i potenziali rischi e benefici e monitorare i pazienti per qualsiasi segno o sintomo di dolore muscolare, sensibilita’, o debolezza. In pazienti cinesi che assumevano simvastatina e acido nicotinico/laropiprant si riporta un’incidenza di miopatia piu’ alta. Usare cautelaquando si trattano pazienti cinesi con simvastatina (particolarmente>=40mg) e dosi di niacina in grado di modificare il profilo lipidico oprodotti contenenti niacina. Nei pazienti cinesi non e’ raccomandatol’uso di simvastatina 80 mg con dosi di niacina in grado di modificareil profilo lipidico o prodotti contenenti niacina. Se l’associazionefosse necessaria, monitorare i pazienti trattati con acido fusidico esimvastatina. Puo’ essere considerata l’interruzione temporanea del trattamento con simvastatina. Negli studi clinici si sono verificati aumenti persistenti delle transaminasi sieriche (fino a >3 x LSN). Quandoin questi pazienti la simvastatina e’ stata interrotta o sospesa, i livelli delle transaminasi di solito sono tornati lentamente ai livellidi pretrattamento. Eseguire gli esami di funzionalita’ epatica primadi iniziare il trattamento e quando indicato dal punto di vista clinico. Sottoporre i pazienti per i quali e’ stato stabilito un dosaggio di80 mg ad un ulteriore test prima della somministrazione, 3 mesi dopol’inizio della somministrazione del dosaggio di 80 mg, e in seguito con cadenza periodica (per es. ogni 6 mesi) per il primo anno di trattamento. Porre attenzione a quei pazienti che sviluppano elevati livellidi transaminasi sieriche; ripetere le rilevazioni prontamente e piu’ frequentemente. Se i livelli delle transaminasi evidenziano un aumento,specialmente se questi aumentano fino a tre volte il limite superioredella norma e sono persistenti, sospendere la simvastatina. Usare concautela in pazienti che consumano quantita’ sostenute di alcool. Aumenti moderati (<3 volte il limite superiore della norma) delle transaminasi sieriche sono stati segnalati a seguito di trattamento. Queste alterazioni sono apparse subito dopo l’inizio del trattamento, sono state spesso transitorie, senza alcun sintomo e non e’ stata richiesta l’interruzione della terapia. Sono stati segnalati casi eccezionali di malattia interstiziale polmonare. Se si sospetta che un paziente abbia sviluppato una malattia interstiziale polmonare, interrompere la terapia. Negli studi clinici non c’e’ stato alcun effetto rilevabile sulla crescita o sulla maturazione sessuale nei ragazzi o ragazze adolescenti, o alcun effetto sulla durata del ciclo mestruale nelle ragazze. Consigliare alle adolescenti metodi contraccettivi appropriati durante laterapia con simvastatina. Contiene lattosio.

Interazioni

Studi di interazioni sono stati effettuati solo sugli adulti. Il rischio di miopatia, inclusa la rabdomiolisi, risulta aumentato nel corso della somministrazione concomitante con fibrati. Inoltre, vi e’ una interazione farmacocinetica con gemfibrozil che porta ad un aumento dei livelli plasmatici di simvastatina. Quando simvastatina e fenofibrato vengono somministrati in concomitanza non vi e’ evidenza che il rischiodi miopatia sia superiore alla somma dei rischi connessi a ciascuno dei due farmaci. >>Interazioni con il CYP3A4. La simvastatina e’ un substrato del citocromo P450 3A4. I potenti inibitori del citocromo P4503A4 aumentano il rischio di miopatia e rabdomiolisi aumentando la concentrazione della attivita’ inibitoria della HMG-CoA reduttasi nel plasma nel corso della terapia con simvastatina. Tali inibitori includonoitraconazolo, ketoconazolo, eritromicina, claritromicina, telitromicina, inibitori della proteasi dell’HIV, e nefazodone. La somministrazione concomitante di itraconazolo ha dato luogo ad un incremento superiore a piu’ di 10 volte dell’esposizione al metabolita acido della simvastatina. La telitromicina ha incrementato di 11 volte l’esposizione almetabolita acido. L’associazione con itraconazolo, ketoconazolo, inibitori della proteasi dell’HIV, eritromicina, claritromicina, telitromicina e nefazodone e’ controindicata. Se il trattamento con itraconazolo, ketoconazolo, eritromicina, claritromicina o telitromicina non fosseevitabile, sospendere la simvastatina. Agire con cautela quando si associa simvastatina con alcuni altri inibitori del CYP3A4 meno potenti:ciclosporina, verapamil, diltiazem. >>Ciclosporina. Il rischio di miopatia/rabdomiolisi e’ aumentato dall’associazione con ciclosporina, inparticolare con dosaggi piu’ alti di simvastatina. Non superare i 10mg/die di simvastatina. La ciclosporina aumenta l’AUC degli inibitoridella HMG-CoA reduttasi. L’aumento dell’AUC per la simvastatina acidae’ presumibilmente dovuto, in parte, all’inibizione del CYP3A4. >>Danazolo. Il rischio di miopatia e rabdomiolisi e’ aumentato dall’associazione di danazolo con dosaggi piu’ alti di simvastatina. Non superare 10 mg/die di simvastatina. In associazione con altri fibrati, eccetto fenofibrato, non superare 10 mg/die di simvastatina. >>Gemfibrozil. Gemfibrozil aumenta l’AUC della simvastatina acida di 1,9 volte possibilmente a causa dell’inibizione della via della glucuronidazione. Evitare, ma, se necessario, non superare 10 mg/die di simvastatina. >>Amiodarone. Il rischio di miopatia e rabdomiolisi e’ aumentato dall’associazione di amiodarone con dosi piu’ alte di simvastatina. Non superare i 20 mg/die di simvastatina, a meno che il beneficio non sia superiore all’aumento del rischio di miopatia e di rabdomiolisi. >>Verapamil. Il rischio di miopatia e rabdomiolisi e’ aumentato dall’associazione di verapamil con simvastatina 40 mg o 80 mg. La somministrazione concomitante con verapamil ha aumentato di 2,3 volte l’esposizione al metabolitaacido presumibilmente a causa, in parte, dell’inibizione del CYP3A4.Non superare i 20 mg/die di simvastatina, a meno che il beneficio nonsia superiore all’aumento del rischio di miopatia e di rabdomiolisi. >>Diltiazem. Il rischio di miopatia e rabdomiolisi e’ aumentato dall’associazione di diltiazem con simvastatina 80 mg. Il rischio di miopatianei pazienti che assumevano simvastatina 40 mg non e’ stato aumentatodal diltiazem. L’associazione con diltiazem ha aumentato di 2,7 voltel’esposizione alla simvastatina acida, probabilmente a causa dell’inibizione del CYP3A4. Non superare i 40 mg/die di simvastatina, a meno che il beneficio clinico non sia superiore all’aumento del rischio di miopatia e di rabdomiolisi. >>Amlodipina. I pazienti in terapia concomitante con amlodipina e simvastatina 80 mg hanno un aumentato rischio di miopatia. Il rischio di miopatia nei pazienti che assumevano simvastatina 40 mg non e’ stato aumentato dall’associazione con amlodipina. L’associazione con amlodipina ha aumentato di 1,6 volte l’esposizione al metabolita acido. Non superare i 40 mg/die di simvastatina, a meno che i benefici clinici non siano superiori all’aumento del rischio di miopatia e di rabdomiolisi. >>Niacina (acido nicotinico). Rari casi dimiopatia/rabdomiolisi sono stati associati con l’associazione di simvastatina e di dosaggi di niacina in grado di modificare il profilo lipidico (>=1 g/die). L’associazione di una dose singola di 2 g di acido nicotinico a rilascio prolungato e di simvastatina 20 mg ha provocato nelle concentrazioni plasmatiche un lieve incremento dell’AUC di simvastatina e simvastatina acida e della Cmax di simvastatina acida. >>Acido fusidico. Il rischio di miopatia puo’ essere aumentato dall’uso concomitante di acido fusidico con le statine. Sono stati riportati casi isolati di rabdomiolisi. Puo’ essere considerata l’interruzione temporanea del trattamento con simvastatina. Se l’associazione si dimostra necessaria, monitorare i pazienti. >>Succo di pompelmo. Il succo di pompelmo inibisce il citocromo P450 3A4. L’assunzione concomitante di simvastatina e grandi quantita’ (piu’ di un litro al giorno) di succo di pompelmo ha aumentato di 7 volte l’esposizione al metabolita acido. L’assunzione di 240 ml di succo di pompelmo al mattino e simvastatina alla sera ha dato luogo ad un aumento di 1,9 volte. Evitare l’assunzionedi succo di pompelmo. >>Effetti della simvastatina sulla farmacocinetica di altri farmaci. La simvastatina non ha un effetto inibitorio sulcitocromo P450 3A4. Non e’ pertanto attesa una azione della simvastatina sulle concentrazioni plasmatiche delle sostanze metabolizzate attraverso il citocromo P450 3A4. >>Anticoagulanti orali. In due studi clinici, uno in volontari normali e l’altro in pazienti ipercolesterolemici, la simvastatina 20-40 mg/die ha avuto un modesto effetto di potenziamento degli anticoagulanti cumarinici: il tempo di protrombina riportato come International Normalized Ratio (INR) e’ aumentato da un basale di 1,7 a 1,8 e da un basale di 2,6 a 3,4 nei volontari e nei pazienti in studio, rispettivamente. Sono stati segnalati casi molto rari diINR elevata. Nei pazienti trattati con anticoagulanti cumarinici, determinare il tempo di protrombina prima di iniziare il trattamento con simvastatina e con frequenza sufficiente nel corso delle prime fasi della terapia per assicurare che non si verifichi alcuna alterazione significativa del tempo di protrombina. Una volta documentato un tempo diprotrombina stabile, i tempi di protrombina possono essere monitoratiagli intervalli raccomandati abitualmente per i pazienti in terapia con anticoagulanti cumarinici. Se la dose di simvastatina viene modificata o interrotta, ripetere la medesima procedura. La terapia non e’ stata associata a sanguinamento o ad alterazioni del tempo di protrombinain pazienti non in terapia con anticoagulanti.

Effetti Indesiderati

Le frequenze degli eventi avversi sono ordinate secondo il seguente criterio: molto comune (>1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), raro (>=1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000),non nota (non puo’ essere definita in base ai dati disponibili). Esamidiagnostici. Raro: aumenti delle transaminasi sieriche (alanina aminotrasferasi, aspartato aminotrasferasi, y-glutamil transpeptidasi), aumenti della fosfatasi alcalina, aumenti dei livelli della CK sierica. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: anemia. Patologie del sistema nervoso. Raro: cefalea, parestesia, capogiro, neuropatia periferica; molto raro: alterazione della memoria. Patologie gastrointestinali. Raro: stipsi, dolore addominale, meteorismo, dispepsia, diarrea, nausea, vomito, pancreatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: eruzione cutanea, prurito, alopecia. Patologie del sistemamuscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Raro: miopatia, rabdomiolisi, mialgia, crampi muscolari. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Raro: astenia. E’ stata segnalatararamente una apparente sindrome da ipersensibilita’ che ha incluso alcune delle seguenti caratteristiche: angioedema, sindrome lupus-simile, polimialgia reumatica, dermatomiosite, vasculite, trombocitopenia, eosinofilia, aumento della VES, artrite ed artralgia, orticaria, fotosensibilita’, febbre, vampate, dispnea e malessere. I seguenti effetti avversi sono stati riportati con alcune statine: disturbi del sonno (compresi insonnia e incubi), perdita della memoria, disfunzione sessuale, depressione, casi eccezionali di malattia interstiziale polmonare (soprattutto con la terapia a lungo termine). >>Bambini e adolescenti (eta’ 10-17 anni). In uno studio di 48 settimane effettuato su bambini eadolescenti (ragazzi in stadio Tanner II e superiore e ragazze in post-menarca da almeno un anno) dai 10 ai 17 anni di eta’ con ipercolesterolemia familiare eterozigote, il profilo di sicurezza e tollerabilita’ del gruppo trattato con il prodotto e’ stato generalmente simile a quello del gruppo trattato con placebo. Non sono noti gli effetti a lungo termine sulla maturazione fisica, intellettuale e sessuale. Al momento non sono disponibili dati sufficienti dopo un anno di trattamento.

Gravidanza E Allattamento

>>Gravidanza. Il prodotto e’ controindicato durante la gravidanza. Lasicurezza nelle donne in gravidanza non e’ stata stabilita. Non sono stati condotti studi clinici controllati con simvastatina nelle donne in gravidanza. Sono state ricevute segnalazioni rare di anomalie congenite a seguito di esposizione intrauterina agli inibitori della HMG-CoAreduttasi. Tuttavia, in un’analisi prospettiva di circa 200 gravidanze esposte durante il primo trimestre al medicinale o ad un altro inibitore della HMG-CoA reduttasi strettamente correlato, l’incidenza di anomalie congenite e’ risultata paragonabile a quella osservata nella popolazione generale. Questo numero di gravidanze e’ stato statisticamente sufficiente ad escludere un aumento nelle anomalie congenite pari a2,5 volte o superiore rispetto all’incidenza di base. Sebbene non visia alcuna evidenza che l’incidenza di anomalie congenite nella progenie dei pazienti trattati con il prodotto o altri inibitori della HMG-CoA reduttasi strettamente correlati differisca da quella osservata nella popolazione generale, il trattamento delle madri con il farmaco puo’ ridurre nel feto i livelli del mevalonato, un precursore della biosintesi del colesterolo. L’aterosclerosi e’ un processo cronico e abitualmente l’interruzione dei farmaci ipolipemizzanti durante la gravidanza dovrebbe avere un impatto limitato sul rischio a lungo termine associato con la ipercolesterolemia primaria. Per queste ragioni, il medicinale non deve essere usato in donne in gravidanza, che desiderano unagravidanza o sospettino uno stato di gravidanza. Il trattamento con ilfarmaco deve essere sospeso per la durata della gravidanza o fino a che non sia stato determinato che la donna non e’ in gravidanza. >>Allattamento. Non e’ noto se la simvastatina o i suoi metaboliti vengono escreti nel latte materno. Poiche’ molti farmaci vengono escreti nel latte materno e poiche’ potrebbero verificarsi reazioni avverse serie, le donne che assumono il medicinale non devono allattare.

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Sono incinta: si possono mangiare le fragole in gravidanza?

MEDICINA ONLINE BERE GELATO FRAGOLE DIABETE BEVANDA CALORIE SODIO GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE DISTILLATA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA MARE GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOLNel corso della gravidanza è importante seguire una corretta alimentazione, poiché questa determina anche il benessere del feto e della sua salute. E’ dunque necessario conoscere quali sono i cibi da evitare o che è possibile mangiare con moderazione.

Tra i vari frutti, ad esempio, occorre prestare particolare riguardo quando si decide di mangiare le fragole, che in gravidanza possono favorire l’insorgenza di allergie o provocare la toxoplasmosi. Come comportarsi dunque? E’ possibile mangiare fragole in gravidanza oppure no?

Le fragole rientrano negli alimenti consentiti, purché si presti attenzione. E’ importante infatti considerare eventuali intolleranze al frutto, dunque se dopo averle ingerite si avverte prurito o rossore, meglio evitarle completamente, anche se in precedenza non avevano mai provocato questi sintomi. Tuttavia se non si hanno particolari reazioni è possibile continuare a mangiare questo frutto, ricco di ferro e vitamina C, importanti sia per la madre sia per il bambino.

Prima di mangiare le fragole è buona regola lavarle accuratamente, per eliminare eventuali pesticidi e per evitare il rischio di toxoplasmosi, malattia parassitaria causata dal parassita Toxoplasma gondii, che durante la gestazione può causare seri problemi al bebè. Questo frutto infatti, crescendo a livello del suolo, e non potendo essere sbucciato, deve essere lavato e disinfettato con appositi prodotti o con bicarbonato.

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La banana fa ingrassare o dimagrire? Quante calorie ha?

MEDICINA ONLINE BANANE BANANA FRUTTA DIABETE DIABETICO CIBO CALORIE RICETTE DIETA STIPSI DIMAGRIRE CARBOIDRATI GLICEMIALa banana è bandita da molte diete a causa del suo importante contenuto calorico: parliamo di circa 85 calorie per 100 grammi di prodotto, quasi il doppio rispetto ad altri frutti. Si tratta di un contenuto calorico non indifferente, che però non racconta tutta la storia che si nasconde dietro questo frutto. Non possiamo, infatti, tarare la nostra dieta esclusivamente sotto il profilo delle calorie: la banana è infatti importantissima, anche per chi è a dieta, grazie ad alcune caratteristiche proprie che la rendono un frutto interessante nonostante il non indifferente apporto calorico.

Grande potere saziante

La banana non è di certo un alimento “dimagrante”, tuttavia,  grazie al suo contenuto in fibre, può aiutarci a mantenerci in linea grazie al suo potere saziante in rapporto alle sue calorie. Uno spuntino che includa un frutto di questo tipo difficilmente apporterà più di 100 calorie e ci renderà immediatamente sazi. Siete mai riusciti a mangiare due banane? Il trucco è tutto qui! Una banana ci può aiutare ad arrivare a pranzo o a cena senza i morsi della fame che ci spingerebbero ad esagerare e, a conti fatti, le 100 calorie che abbiamo assunto in questa maniera si tradurranno in molte meno calorie assunte durante i pasti principali.

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Lescol (fluvastatina sodica) 40mg foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACI EFFETTI COLLATERALI INDICAZIONI CONTROINDICAZIONI EFFETTO DOSE DOSAGGIO PILLOLE CREMA PASTIGLIE SUPPOSTE SIRINGA INIEZIONE EMIVITA FARMACOCINETICADenominazione

LESCOL

Categoria Farmacoterapeutica

Inibitori della HMG-CoA reduttasi.

Principi Attivi

Fluvastatina sodica.

Eccipienti

20 mg e 40 mg capsule rigide. Contenuto della capsula: magnesio stearato, sodio bicarbonato, talco, cellullosa microcristallina, amido pregelatinizzato, calcio carbonato. Involucro della capsula. Testa: titaniodiossido (E171), ferro ossido rosso (E172), gelatina; corpo: ferro ossido rosso (E172), ferro ossido giallo (E172), titanio diossido (E171), gelatina. Impressione: ferro ossido rosso (E 172), lacca, propilenglicole, potassio idrossido. 80 mg compresse a rilascio prolungato. Nucleo: cellulosa microcristallina, ipromellosa, idrossipropilcellulosa, potassio bicarbonato, povidone, magnesio stearato; rivestimento: ipromellosa, macrogol 8000, ferro ossido giallo (E172), titanio diossido (E171).

Indicazioni

Dislipidemia: trattamento, in aggiunta alla dieta, dell’ipercolesterolemia primaria o della dislipidemia di tipo misto in adulti quando la risposta alla dieta e ad altri trattamenti non farmacologici (es. esercizio fisico, riduzione di peso) non e’ adeguata. Prevenzione secondaria della cardiopatia coronarica: prevenzione secondaria di eventi cardiaci maggiori in adulti con cardiopatia coronarica dopo interventi coronarici percutanei.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Il medicinale e’ controindicato in pazienti con malattia epatica in fase attiva o in presenza di innalzamenti persistenti, di natura nonaccertata, delle transaminasi sieriche. Durante la gravidanza e l’allattamento.

Posologia

Adulti. Dislipidemia: prima di iniziare il trattamento con il farmaco,i pazienti devono seguire una dieta ipocolesterolemizzante standard che deve essere continuata durante il trattamento. Le dosi iniziali e di mantenimento devono essere personalizzate a seconda dei livelli basali di C-LDL e del traguardo terapeutico che si intende raggiungere. L’intervallo di dose raccomandato e’ 20-80 mg/die. Per i pazienti che necessitano di una riduzione del C-LDL < 25%, puo’ essere usata una doseiniziale di 20 mg cioe’ una capsula alla sera. Per i pazienti che necessitano di una riduzione del C-LDL >= 25%, la dose iniziale raccomandata e’ 40 mg cioe’ una capsula alla sera. La dose giornaliera puo’ essere sovratitolata a 80 mg, somministrata come dose singola (una compressa a rilascio prolungato) in qualsiasi momento della giornata oppurecome una capsula da 40 mg presa due volte al giorno (una al mattino el’altra alla sera). Il massimo effetto ipolipemizzante con la dose assunta e’ raggiunto entro 4 settimane. Aggiustamenti del dosaggio devonoessere effettuati ad intervalli di 4 settimane o piu’. Prevenzione secondaria della cardiopatia coronarica: nei pazienti con cardiopatia coronarica dopo intervento coronarico percutaneo, la dose giornaliera appropriata e’ di 80 mg. Il farmaco e’ efficace in monoterapia. Quando il prodotto e’ utilizzato in associazione con colestiramina o altre resine, deve essere somministrato almeno 4 ore dopo l’assunzione della resina per evitare un’importante interazione data dal legame del farmacoalla resina. Nei casi in cui e’ necessaria la somministrazione concomitante con un fibrato o niacina, si deve valutare attentamente il beneficio e il rischio del trattamento concomitante. Popolazione pediatrica. Bambini e adolescenti con ipercolesterolemia familiare eterozigote:prima di iniziare il trattamento con il farmaco in bambini e adolescenti di eta’ uguale o superiore a 9 anni con ipercolesterolemia familiare eterozigote, il paziente deve seguire una dieta ipocolesterolemizzante standard e continuarla durante il trattamento. La dose iniziale raccomandata e’ una capsula da 20 mg. Gli aggiustamenti del dosaggio, devono essere effettuati ad intervalli di 6 settimane. Le dosi devono essere personalizzate a seconda dei livelli basali di C-LDL e del traguardo terapeutico raccomandato che si intende raggiungere. La massima dose giornaliera e’ 80 mg somministrata come una capsula da 40 mg due volte al giorno oppure come una compressa da 80 mg una volta al giorno.Nei bambini e negli adolescenti non e’ stato studiato l’uso di fluvastatina in associazione con acido nicotinico, colestiramina o fibrati. Il farmaco e’ stato studiato solo in bambini di eta’ uguale o superiorea 9 anni con ipercolesterolemia familiare eterozigote. Compromissionerenale: il medicinale e’ eliminato dal fegato, con una frazione escreta nelle urine inferiore al 6% della dose somministrata. Nei pazienticon insufficienza renale da lieve a grave la farmacocinetica di fluvastatina rimane immodificata. Pertanto in questi pazienti non sono necessari aggiustamenti della dose, tuttavia, a causa di esperienza limitata con dosi > 40 mg/die, in caso di grave insufficienza renale (CLCr <0,5 ml/sec o 30 ml/min) queste dosi devono essere somministrate con cautela. Compromissione epatica: il medicinale e’ controindicato in pazienti con malattia epatica in fase attiva o in presenza di innalzamentipersistenti, di natura non accertata, delle transaminasi sieriche. Anziani: in questa popolazione non sono necessari aggiustamenti posologici in funzione dell’eta’. Modalita’ di somministrazione: le capsule e le compresse a rilascio prolungato possono essere assunte con o senza cibo e devono essere deglutite intere con un bicchiere d’acqua.

Conservazione

Capsule rigide: non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C.Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall’umidita’. Compresse a rilascio prolungato: non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C. Conservare nella confezioneoriginale per proteggere il medicinale dall’umidita’.

Avvertenze

Funzionalita’ epatica: dopo la commercializzazione sono stati riportati casi di insufficienza epatica fatale e non-fatale con alcune statine, incluso il farmaco. Nonostante non sia stata determinata una relazione causale con il trattamento con il prodotto, raccomandare ai pazienti di riportare qualsiasi sintomo o segno potenziale di insufficienza epatica, e deve essere presa in considerazione l’interruzione del trattamento. E’ raccomandata in tutti i pazienti l’esecuzione di prove di funzionalita’ epatica prima dell’inizio del trattamento e dopo 12 settimane dall’inizio del trattamento o in caso di aumento del dosaggio edin seguito periodicamente. Se si dovesse verificare un aumento dell’aspartato aminotransferasi o dell’alanina aminotransferasi, eccedente 3volte il limite superiore al normale e persistente, la terapia deve essere sospesa. Molto raramente sono stati osservati casi di epatite, presumibilmente legati al farmaco, che si sono risolti con la sospensione del trattamento. Si deve prestare cautela quando il prodotto e’ somministrato a pazienti con storia di malattia epatica o che assumono quantita’ ragguardevoli di alcool. Apparato muscolo-scheletrico: raramente e’ stata riportata miopatia con fluvastatina. Sono stati riportati molto raramente miosite e rabdomiolisi. In pazienti con mialgia diffusadi origine non accertata, dolorabilita’ muscolare o debolezza muscolare, e/o marcato innalzamento dei valori di creatin chinasi (CK), si deve considerare la possibilita’ di miopatia, miosite o rabdomiolisi. Ipazienti devono pertanto essere avvisati di segnalare immediatamente la comparsa di dolori muscolari non altrimenti spiegabili, dolorabilita’ muscolare o debolezza muscolare, specialmente se tali sintomi si accompagnano a malessere o febbre. Determinazione della creatin chinasi:attualmente non c’e’ evidenza sulla necessita’ di monitorare routinariamente i livelli plasmatici totali di CK o di altri enzimi muscolari in pazienti asintomatici in trattamento con statine. In caso di necessita’, la determinazione dei livelli di CK non deve essere effettuata dopo una pesante attivita’ fisica o in presenza di cause alternative chepossano plausibilmente incrementare i livelli di CK, poiche’ tali situazioni rendono difficile l’interpretazione dei risultati. Prima del trattamento: prescrivere la fluvastatina con cautela in pazienti con fattori predisponenti la rabdomiolisi e le sue complicanze. I livelli dicreatin chinasi devono essere determinati prima di iniziare il trattamento nelle seguenti situazioni: compromissione renale, ipotiroidismo,storia personale o familiare di disordini muscolari ereditari, precedente storia di tossicita’ muscolare legata a terapia con una statina ocon fibrati, abuso di alcool, sepsi, ipotensione, esercizio muscolareeccessivo, chirurgia maggiore, gravi disturbi metabolici, endocrini odegli elettroliti, negli anziani (eta’ > 70 anni), si deve considerare la necessita’ di tale determinazione, in presenza di altri fattori predisponenti la rabdomiolisi. In tali situazioni si deve valutare se procedere col trattamento in funzione del possibile beneficio e si raccomanda il monitoraggio clinico. Se i livelli basali di CK sono significativamente elevati (> 5x LSN), questi devono essere nuovamente determinati dopo 5-7 giorni per confermare i risultati. Se i livelli basalidi CK rimangono ancora significativamente elevati (> 5x LSN), il trattamento non deve essere iniziato. Durante il trattamento: se dovesseroverificarsi sintomi muscolari come dolore, debolezza o crampi nei pazienti in trattamento con fluvastatina, bisogna determinare i valori diCK. Se i valori trovati sono significativamente elevati (> 5x LSN), iltrattamento deve essere interrotto. Se i sintomi muscolari sono gravie causano un disagio giornaliero, si deve valutare l’opportunita’ diinterrompere il trattamento anche se i livelli di CK sono <= 5x LSN. Se i sintomi muscolari dovessero risolversi ed i livelli di CK ritornare nella norma, si puo’ valutare l’opportunita’ di riprendere nuovamente il trattamento con fluvastatina o un’altra statina al dosaggio piu’basso e sotto stretto monitoraggio. Si e’ osservato che il rischio dimiopatia e’ maggiore in pazienti in trattamento con farmaci immunosoppressori (inclusa la ciclosporina), fibrati, acido nicotinico o eritromicina in associazione con altri inibitori dell’enzima HMG-CoA reduttasi. Sono stati riportati casi isolati di miopatia nel corso della commercializzazione di fluvastatina quando somministrata in associazione con ciclosporina o colchicina. Utilizzato il farmaco con cautela in pazienti in trattamento concomitante con tali medicinali. Polmonite interstiziale: sono stati riportati casi eccezionali di polmonite interstiziale. I sintomi che si presentano possono includere dispnea, tosse nonproduttiva e deterioramento dello stato generale di salute (stanchezza, perdita di peso e febbre). Se si sospetta che un paziente abbia sviluppato una polmonite interstiziale, la terapia con la statina deve essere interrotta. Bambini e adolescenti con ipercolesterolemia familiareeterozigote: non sono state studiate l’efficacia e la sicurezza per periodi di trattamento di durata superiore a due anni in pazienti di eta’ < 18 anni. Non sono disponibili dati sullo sviluppo fisico, intellettuale e sessuale in corso ditrattamento prolungato. Non e’ stata stabilita l’efficacia a lungo termine della terapia con il farmaco durantel’infanzia nel ridurre la morbidita’ e mortalita’ in eta’ adulta. Fluvastatina e’ stata studiata solo in bambini di eta’ uguale o superiorea 9 anni con ipercolesterolemia familiare eterozigote. Nei bambini ineta’ prepubere, prima di iniziare il trattamento devono essere attentamente valutati i potenziali rischi ed i benefici in quanto l’esperienza in questo gruppo di pazienti e’ molto limitata. Ipercolesterolemiafamiliare omozigote: non sono disponibili dati sull’uso della fluvastatina in pazienti con una patologia molto rara nota come ipercolesterolemia familiare omozigote. Diabete mellito: alcune evidenze suggeriscono che le statine, come effetto di classe, aumentano la glicemia ed inalcuni pazienti, ad alto rischio di sviluppare diabete, possono indurre un livello di iperglicemia tale per cui e’ appropriato il ricorso aterapia antidiabetica. Questo rischio, tuttavia, e’ superato dalla riduzione del rischio vascolare con l’uso di statine e pertanto non deveessere motivo di interruzione del trattamento. I pazienti a rischio (glicemia a digiuno 5,6-6,9 mmol/L, BMI>30 kg/m^2, livelli elevati di trigliceridi, ipertensione) devono essere monitorati sia a livello clinico, che a livello biochimico in accordo con le linee guida nazionali.

Interazioni

Fibrati e niacina: l’assunzione concomitante di fluvastatina e bezafibrato, gemfibrozil, ciprofibrato o niacina (acido nicotinico) non ha uneffetto clinicamente rilevante sulla biodisponibilita’ della fluvastatina o dell’altro agente ipolipemizzante. Poiche’ si e’ osservato un rischio maggiore di miopatia e/o rabdomiolisi in pazienti in trattamento con inibitori dell’HMG-CoA reduttasi in associazione a una qualsiasidi queste molecole, il beneficio e il rischio del trattamento concomitante deve essere valutato attentamente e queste associazioni devono essere utilizzate solo con cautela. Colchicina: con la somministrazioneconcomitante di colchicina sono stati riportati in casi isolati miotossicita’, compresi dolore e debolezza muscolare e rabdomiolisi. Il beneficio e il rischio del trattamento concomitante deve essere valutatoattentamente e queste associazioni devono essere utilizzate solo con cautela. Ciclosporina: studi in pazienti sottoposti a trapianto renaleindicano che la biodisponibilita’ della fluvastatina (fino a 40 mg/die) non viene aumentata in modo clinicamente significativo in pazienti in terapia stabilizzata con ciclosporina. I risultati ottenuti da un altro studio clinico in cui le compresse a rilascio prolungato (80 mg difluvastatina) venivano somministrate a pazienti sottoposti a trapianto di rene in terapia stabile con ciclosporina, dimostrano che l’esposizione a fluvastatina (AUC) e la concentrazione massima (Cmax) venivanoaumentate di 2 volte rispetto ai valori ottenuti su soggetti sani. Sebbene questi aumenti dei livelli di fluvastatina non fossero clinicamente significativi, si raccomanda cautela nell’utilizzo di tale associazione. Quando associata a ciclosporina, la dose iniziale e di mantenimento di fluvastatina deve essere la piu’ bassa possibile. Sia le capsule (40 mg di fluvastatina) che le compresse a rilascio prolungato (80mg di fluvastatina) non hanno avuto alcun effetto sulla biodisponibilita’ della ciclosporina in caso di somministrazione concomitante. Warfarin e altri derivati cumarinici: nei volontari sani, la somministrazione di fluvastatina e di warfarin (dose singola) non ha influenzato negativamente i livelli plasmatici di warfarin ed il tempo di protrombina, in confronto alla somministrazione di warfarin da solo. Tuttavia, sono stati riportati molto raramente casi isolati di episodi di sanguinamento e/o incrementi del tempo di protrombina, in pazienti in trattamento contemporaneo con fluvastatina e warfarin o altri derivati cumarinici. Nei pazienti in trattamento con warfarin o altri derivati cumarinici, si raccomanda di monitorare il tempo di protrombina quando si inizia, si interrompe il trattamento con fluvastatina o quando se ne varia il dosaggio. Rifampicina: la somministrazione di fluvastatina a volontari sani, pretrattati con rifampicina (rifampin), ha comportato unariduzione della biodisponibilita’ della fluvastatina di circa il 50%.Sebbene attualmente non esistano evidenze cliniche che supportino un’alterazione dell’efficacia ipolipemizzante della fluvastatina nei pazienti sottoposti a terapia protratta con rifampicina (per es. nella terapia della tubercolosi) puo’ essere giustificato un adeguato aggiustamento della dose di fluvastatina, per assicurare una soddisfacente riduzione dei livelli lipidici. Antidiabetici orali: per i pazienti in terapia con sulfaniluree per via orale (glibenclamide (gliburide), tolbutamide) per il trattamento del diabete mellito (tipo 2) non insulino-dipendente (NIDDM), l’aggiunta di fluvastatina non ha indotto variazioniclinicamente significative del controllo glicemico. In pazienti con NIDDM trattati con glibenclamide (n=32), la somministrazione di fluvastatina (40 mg due volte al giorno per 14 giorni) ha aumentato la Cmax media, l’AUC ed il t1/2 della glibenclamide di circa il 50%, 69% e 121%rispettivamente. La glibenclamide (da 5 a 20 mg al giorno) ha aumentato la Cmax media e l’AUC della fluvastatina rispettivamente del 44% e del 51%. In questo studio non si sono verificate modifiche dei livellidi glucosio, insulina e C-peptide. Tuttavia i pazienti in terapia concomitante con glibenclamide (gliburide) e fluvastatina devono continuare ad essere adeguatamente monitorati quando la dose di fluvastatina viene aumentata a 80 mg al giorno. Sequestranti degli acidi biliari: lafluvastatina deve essere assunta almeno 4 ore dopo l’assunzione dellaresina (per es. colestiramina) per evitare un’interazione significativa dovuta al legame del farmaco con la resina. Fluconazolo: la somministrazione di fluvastatina a volontari sani pretrattati con fluconazolo(inibitore del CYP 2C9) ha comportato un aumento dell’esposizione a fluvastatina e della concentrazione di picco di fluvastatina di circa l’84% e del 44%. Sebbene non vi siano evidenze cliniche che il profilo di sicurezza di fluvastatina sia stato alterato in pazienti pretrattaticon fluconazolo per 4 giorni, si deve prestare cautela quando fluvastatina viene somministrata in associazione con fluconazolo. Antagonistidei recettori H2 per l’istamina ed inibitori della pompa protonica L’assunzione concomitante di fluvastatina e cimetidina, ranitidina o omeprazolo comporta un aumento della biodisponibilita’ della fluvastatina, che tuttavia non e’ di rilevanza clinica. Fenitoina: l’entita’ complessiva delle variazioni dei valori farmacocinetici della fenitoina durante la somministrazione contemporanea con fluvastatina e’ relativamente modesta e clinicamente non significativa. Di conseguenza e’ sufficiente il monitoraggio routinario dei livelli plasmatici di fenitoina durante la somministrazione contemporanea con fluvastatina. Farmaci cardiovascolari: quando la fluvastatina e’ somministrata in concomitanza con propranololo, digossina, losartan, clopidogrel o amlodipina non siverificano interazioni farmacocinetiche clinicamente significative. Inbase ai dati di farmacocinetica non sono richiesti controlli o aggiustamenti della dose quando la fluvastatina e’ somministrata contemporaneamente a questi farmaci. Itraconazolo e eritromicina: l’assunzione concomitante di fluvastatina con itraconazolo ed eritromicina, potenti inibitori del citocromo P450 (CYP) 3A4, ha effetti minimi sulla biodisponibilita’ della fluvastatina. In base al coinvolgimento minimo di questo enzima nel metabolismo della fluvastatina, e’ improbabile che altri inibitori del CYP 3A4 (per es. ketoconazolo, ciclosporina) influenzino la biodisponibilita’ della fluvastatina. Succo di pompelmo: in baseall’assenza di interazioni di fluvastatina con altri substrati del CYP3A4, non sono attese interazioni con il succo di pompelmo.

Effetti Indesiderati

Le reazioni avverse piu’ comunemente riportate sono lievi sintomi gastrointestinali, insonnia e cefalea. Frequenze reazioni avverse: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto raro: trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazioni di ipersensiblita’ (rash,orticaria); molto raro: reazione anafilattica. Disturbi psichiatrici.Comune: insonnia. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea; molto raro: parestesia, disestesia, ipoestesia anche note per essere associate a sottostanti disordini lipidici. Patologie vascolari. Molto raro: vasculite. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, dolore addominale, dispepsia; molto raro: pancreatite. Patologie epatobiliari. Molto raro: epatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto raro: angioedema, edema del volto e altre reazioni cutanee (ad es.eczema, dermatite, esantema bolloso). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Raro: mialgia, debolezza muscolare,miopatia; molto raro: rabomiolisi, sindrome lupus-simile, miosite. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. non nota: disfunzione erettile. Esami diagnostici. Comune: aumento della fosfochinasi ematica, aumento delle transaminasi ematiche. Poiche’ queste reazioni sono segnalate volontariamente da una popolazione di dimensioni non definibili, non e’ possibile stimare in modo attendibile la loro frequenza, che viene quindi classificata come non nota. Effetti di classe: i seguenti eventi avversi sono stati riportati con alcune statine: disturbi del sonno, compresi insonnia e incubi; perdita della memoria; disfunzione sessuale; depressione; casi eccezionali di malattia polmonare interstiziale, specialmente nella terapia a lungo termine; diabete mellito: la frequenza dipende dalla presenza o assenza di fattori di rischio (glicemia a digiuno >=5,6 mmol/L, BMI>30 kg/m^2, livelli elevati ditrigliceridi, storia di ipertensione). Bambini e adolescenti con ipercolesterolemia familiare eterozigote: il profilo di sicurezza di fluvastatina in bambini ed adolescenti con ipercolesterolemia familiare eterozigote valutato in due studi clinici non comparativi, in aperto, condotti su 114 pazienti di eta’ compresa da 9 a 17 anni, e’ risultato simile a quello osservato nei pazienti adulti. In entrambi gli studi clinici non sono stati osservati effetti sulla crescita e sullo svilupposessuale. La capacita’ degli studi di individuare un qualsiasi effetto del trattamento in questo ambito e’ stata tuttavia scarsa. Evidenzedi laboratorio: alterazioni biochimiche della funzionalita’ epatica sono state associate al trattamento con inibitori dell’HMG-CoA reduttasie con altri ipolipemizzanti. Sulla base di analisi raggruppate di studi clinici controllati, aumenti confermati dei livelli di alanina aminotransferasi o aspartato aminotransferasi superiori a 3 volte il limite superiore alla norma si sono manifestati nello 0,2% con le capsule da 20 mg/die, tra 1,5% e 1,8% con le capsule da 40 mg/die, nell’1,9% con le compresse da 80 mg/die e tra 2,7% e 4,9% con le capsule da 40 mgdue volte al giorno. La maggioranza dei pazienti con queste evidenze biochimiche anormali era asintomatica. Marcati incrementi dei livelli di CK a piu’ di 5x LSN si sono manifestati in un numero molto piccolo di pazienti (da 0,3 a 1,0%).

Gravidanza E Allattamento

Fluvastatina e’ controindicata durante la gravidanza e l’allattamento.Le donne in eta’ fertile devono fare uso di un contraccettivo efficace durante l’assunzione di fluvastatina. Qualora, nel corso della terapia venga accertato uno stato di gravidanza, la terapia deve essere interrotta. Non vi sono dati sufficienti sull’uso di fluvastatina durantela gravidanza. Poiche’ gli inibitori della HMG-CoA reduttasi diminuiscono la sintesi del colesterolo e probabilmente quella di altre sostanze biologicamente attive derivate dal colesterolo, essi potrebbero causare danni al feto quando somministrati a donne in gravidanza. Pertanto il farmaco e’ controindicato durante la gravidanza. Sulla base dei dati preclinici, ci si attende che la fluvastatina sia escreta nel latte umano. Non vi sono sufficienti informazioni sugli effetti di fluvastatina su neonati/bambini. Il farmaco e’ controindicato nelle donne cheallattano. Negli studi su animali non sono stati osservati effetti sulla fertilita’ maschile e femminile.

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Il mio bambino può mangiare il parmigiano? A che età iniziare?

MEDICINA ONLINE NEONATO BAMBINO BIMBO FECI VOMITO BOCCA VOMITO FECALOIDE CAUSE COLORE VERDE GIALLO ROSSO MARRONE BILIARE CAFFEANO CIBO ALIMENTARE DIGESTIONE NAUSEA STOMACO MAL DI PANCIA ACQUA NON DIGERITO PEZZI COLITE COLONTogliamoci subito ogni dubbio. Il Parmigiano Reggiano è un toccasana per la dieta quotidiana. Non solo per quella di adulti e anziani, ma pure per quella di bambini e adolescenti, che hanno bisogno del giusto apporto di calcio per crescere sani e forti.

Leggiamo dal sito del Consorzio del Parmigiano Reggiano:

[Il] prof. Sergio Bernasconi dell’Università di Parma […] ha indicato in questo formaggio una straordinaria fonte di calcio altamente biodisponibile (e quindi assimilabile), molto utile per bambini ed adolescenti (“che mangiano molto e male”, ha detto il clinico) e la cui dieta è carente, come risulta da statistiche sia europee che statunitensi […]

Ma da che età è preferibile iniziare a consumare il Parmigiano Reggiano? Molti pediatri consigliano di evitare il formaggio nelle pappe fino al compimento del primo anno d’età – per approfondire questo punto, ti consigliamo di leggere questo articolo: I pediatri italiani dicono “no” al Parmigiano nelle pappe.

Quanto ne dovrebbe mangiare?

L’importante, come per ogni altro cibo, è non abusarne. Un bambino piccolo, di pochi anni d’età, non dovrebbe mangiare formaggio più di tre o quattro volte a settimana. Mangiare formaggio non vuol dire divorarne etti ed etti: bastano pochi grammi di Parmigiano Reggiano, una o due scaglie, per soddisfare, per esempio, il fabbisogno giornaliero di calcio. Facciamo qualche numero. Un bambino di età compresa fra uno e sei anni ha bisogno di circa 800 mg di calcio al giorno. Considera che una porzione di soli 50 g di Parmigiano Reggiano assicura un apporto di 580 mg di calcio. Insomma, a conti fatti, un etto di Parmigiano sarebbe già assai più che sufficiente.

Per i bambini allergici alle proteine del latte

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che chi è allergico alla caseina, la proteina principale del latte, può mangiare il Parmigiano Reggiano, purché sia un Parmigiano di lunga stagionatura.

Una ricerca pubblicata sulla rivista internazionale PLoS One ha svelato che:

due bimbi su tre (sotto i dieci anni) con gravi allergie al lattosio, che hanno assunto un cucchiaio di parmigiano reggiano, equivalente a un bicchiere di latte, non hanno presentato problemi e conseguenze negative.

L’importante, come già scritto, è che il Parmigiano sia ben stagionato, almeno 30 mesi. Più l’invecchiamento del formaggio è lungo e più gli enzimi proteolitici presenti nel latte e nel siero innesto “predigeriscono” la caseina, fino a ridurla in aminoacidi liberi, più facili da assorbire per l’organismo.

Ricorda infine che il Parmigiano Reggiano non garantisce solo un ottimo apporto di calcio. Questo formaggio è ricco di tante altre sostanze nutritive, come le vitamine A e B, oltre che di ferro e di zinco. Per esempio, il Beta-Carotene e le vitamine A, B2, B6, B12 assicurano un’ottima azione protettiva e antitossica: favoriscono la formazione degli anticorpi e ci difendono dagli inquinanti presenti nell’aria che respiriamo ogni giorno. Insomma, mangiare il Parmigiano fa bene. Basta solo non esagerare con le dosi.

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Parmigiano Reggiano: si può mangiare in gravidanza?

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La listeriosi

Il latte non pastorizzato, ossia crudo, potrebbe contenere batteri o altri agenti patogeni potenzialmente pericolosi per la salute della mamma e del suo bambino. Fra questi, il Listeria monocytogenes, il batterio responsabile della malattia nota come listeriosi. Niente allarmismi, però. Nella maggior parte dei casi, nella persona adulta, i sintomi della listeriosi sono lievi e simili a quelli della comune influenza: febbre, dolori muscolari, emicrania, fastidi allo stomaco. Il più delle volte, è sufficiente rivolgerti al tuo medico per la somministrazione di un antibiotico: in questo modo, puoi prevenire l’eventuale infezione nel tuo bimbo.

Mangiare o non mangiare il Parmigiano?

Per sicurezza, gli specialisti consigliano di evitare il consumo di formaggi realizzati con latte non pastorizzato e i formaggi molli, come il Brie, il Camembert e il Gorgonzola. E il Parmigiano Reggiano? Benché il Parmigiano sia fatto con latte crudo, quindi non pastorizzato, la sua lunga stagionatura, almeno 12 mesi, previene qualunque pericolo.

Oltretutto, occorre ricordare che il latte usato per realizzare il Parmigiano è sottoposto a una serie di controlli rigorosi, fin dalla mungitura, proprio come tutti gli altri formaggi che puoi acquistare al supermercato.

Tutt’al più, meglio fare attenzione alla presenza di eventuali muffe sulla pasta del formaggio, soprattutto se l’hai conservato a lungo, già tagliato, in frigorifero – evita di mangiare la crosta del Parmigiano.

Il calcio in gravidanza

Il Parmigiano, come abbiamo già scritto in passato, garantisce un ottimo apporto di sostanze nutritive e, in particolare di calcio. In gravidanza, il fabbisogno di calcio aumenta; per questo, a maggior ragione, è bene seguire una dieta ricca ed equilibrata.

Quanto calcio occorre a una donna in gravidanza? Gli esperti raccomandano 1 g al giorno (1.000 mg); questa dose è consigliata anche in caso di allattamento. Puoi ottenere questa quantità dal latte fresco, dallo yogurt e, appunto, dal formaggio. Considera che 50 grammi di Parmigiano Reggiano DOP assicurano 580 milligrammi di calcio, vale a dire oltre la metà del tuo fabbisogno quotidiano.

Ricorda che il giusto apporto di calcio previene l’osteopenia nella futura mamma, ossia la riduzione della massa ossea. Insomma, il Parmigiano Reggiano fa bene a te e al tuo bambino. Auguri di buona gravidanza!

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Tavacor (lovastatina) 40mg, foglietto illustrativo

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TAVACOR COMPRESSE

Categoria Farmacoterapeutica

Ipocolesterolemizzanti ed ipotrigliceridemizzanti, inibitori della HMGCoA reduttasi, lovastatina.

Principi Attivi

Lovastatina.

Eccipienti

Lattosio, cellulosa microcristallina, amido pregelatinizzato, olio diricino idrogenato, magnesio stearato, sodio amido glicolato, butilidrossianisolo.

Indicazioni

Ipercolesterolemia primaria inclusa l’ipercolesterolemia familiare (variante eterozigote) o l’iperlipemia mista (tipo IIa e IIb) quando la sola risposta alla dieta e ad altre misure non farmacologiche (aumentodell’attivita’ fisica e se indicato riduzione del peso corporeo) sia risultata inadeguata. Ipercolesterolemia non corretta dalla sola dietain soggetti ad alto rischio di un evento cardiovascolare maggiore (soggetti con rischio superiore del 20%, colesterolo totale maggiore di 190 mg/dl e colesterolo LDL maggiore di 115 mg/dl). Ipercolesterolemia non corretta dalla sola dieta in pazienti con cardiopatia ischemica, per la riduzione del rischio di infarto del miocardio.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad altre statine o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Malattie epatiche in fase attiva, innalzamentodelle transaminasi, colestasi. Miopatia. Non somministrare nei casi digravidanza accertata o presunta e durante l’allattamento.

Posologia

Lovastatina e’ somministrata per via orale e deve essere assunta durante la cena. Se al paziente sono state prescritte due assunzioni al giorno, queste sono da intendersi una a colazione e l’altra a cena. Non assumere lovastatina a digiuno. Prima di iniziare il trattamento con lovastatina, il paziente deve essere posto a dieta standard ipocolesterolemica, che deve continuare durante il trattamento. Ipercolesterolemia; il dosaggio iniziale e’ di 10 mg/die in dose singola alla sera durante il pasto. Il dosaggio puo’ essere aggiustato ad intervalli di quattro settimane sino ad un massimo di 40 mg/die. Il dosaggio deve essereridotto nel caso di abbassamento del colesterolo-LDL sotto 75 mg/100 ml e di colesterolo-totale sotto 140 mg/100 ml. Ipercolesterolemia noncorretta dalla sola dieta in pazienti con cardiopatia ischemica: nellacardiopatia ischemica, il dosaggio iniziale e’ di 20 mg/die in dose singola la sera durante il pasto. Il dosaggio puo’ essere aggiustato adintervalli di quattro settimane sino al massimo di 80 mg/die in dosesingola la sera con il pasto o in due dosi (una a colazione e l’altraa cena). Il dosaggio deve essere ridotto nel caso di abbassamento delcolesterolo-LDL sotto 75 mg/100 ml (1,94 mmol/l) e di colesterolo-totale sotto 140 mg/100 ml (3,6 mmol/l). In caso di sospetta o reale mancata assunzione di una dose di lovastatina non assumere il farmaco fuoridell’orario prestabilito o insieme alla dose successiva. La mancata assunzione di una dose non compromette l’efficacia della terapia. Riprendere l’assunzione secondo gli schemi terapeutici stabiliti senza recuperare la dose non assunta. Eta’ pediatrica: e’ sconsigliata l’assunzione di lovastatina da parte dei bambini, in quanto non vi sono sufficienti dati al riguardo. Terapia concomitante: la lovastatina puo’ essere assunta in concomitanza con altri agenti ipocolesterolemizzanti (sequestranti biliari), ma in questo caso non deve essere superata la dosedi 20 mg/die. Va adottata cautela nella associazione terapeutica congemfibrozil, altri fibrati, niacina (acido nicotico) (dose di 1 g/dieo maggiore); non superare i 20 mg/die). Nei pazienti affetti da insufficienza renale grave (clearance di creatinina inferiore o uguale a 30ml/min) dosaggi superiori a 20 mg/die devono essere attentamente valutati. La somministrazione in pazienti di eta’ >65 anni deve implicare una scrupolosa valutazione del rischio e un attento monitoraggio dellepossibili reazioni avverse.

Conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 30 gradi C.

Avvertenze

La lovastatina puo’ aumentare i livelli sierici di creatin-chinasi e di transaminasi. Eseguire test di funzionalita’ epatica prima dell’inizio del trattamento, 6 e 12 settimane dopo l’inizio della terapia, ognivolta che si aumenti la dose e almeno 2 volte l’anno indipendentemente da aggiustamenti di dosaggio. Lovastatina possiede un effetto solo moderato sui trigliceridi e non e’ indicata quando e’ rilevante l’ipertrigliceridemia in presenza di disturbi di alterazione metabolica dei grassi (per es. iperlipidemia dei Tipi I, IV e V secondo Fredrickson).Per l’iperlipemia Tipo III non vi sono sufficienti esperienze. La lovastatina e’ meno efficace nei pazienti con ipercolesterolemia familiareomozigote, perche’ questi pazienti mancano di recettori LDL funzionali. Nei pazienti con ipercolesterolemia familiare omozigoti, la lovastatina sembra aumentare con maggiore frequenza le transaminasi. Contienelattosio. La lovastatina puo’ causare occasionalmente miopatia, che si manifesta con dolori muscolari, dolenzia, dolorabilita’, debolezza,e/o aumento dei livelli di creatin-chinasi (fino a 10 volte i valori massimi di riferimento). La miopatia talvolta si manifesta come rabdomiolisi con o senza blocco renale acuto secondario a mioglobinuria, raramente con esito fatale. Il rischio di miopatia e’ correlato alla dose.Il rischio di miopatia/rabdomiolisi e’ notevolmente aumentato dall’uso concomitante di amiodarone e/o verapamil. La dose di lovastatina nondeve superare i 40 mg/die in pazienti che ricevano un trattamento concomitante di amiodarone o verapamil. Evitare lovastatina a dosi >40 mg/die con amiodarone o verapamil salvo che i benefici non prevalgano sull’aumentato rischio di miopatia. Il rischio di miopatia/rabdomiolisipotenziale o documentato e’ inoltre aumentato dall’uso concomitante dilovastatina con potenti inibitori dell’enzima CYP3A4 (la lovastatinae’ un substrato del CYP3A4). Il rischio inoltre e’ aumentato dall’usoconcomitante di farmaci ipolipemizzanti che possono causare da soli miopatia. Il rischio aumenta anche con disturbi elettrolitici, convulsioni, disturbi della funzione tiroidea, ipotermia, acidosi metabolica, ipossia, infezioni virali, farmaci d’abuso. Di conseguenza l’uso concomitante di lovastatina con itraconazolo, ketoconazolo, eritromicina, claritromicina, telitromicina, inibitori delle HIV proteasi, nefazodonediscrete quantita’ di succo di pompelmo (0,20 l/die) e camomilla dovrebbe essere evitato. Nei casi in cui il trattamento con questi farmacifosse indispensabile, la lovastatina dovrebbe essere sospesa. L’uso concomitante di altri farmaci aventi un forte effetto inibitore del sistema CYP3A4 dovrebbe essere evitato salvo che i benefici attesi non prevalgano sul rischio possibile. La dose di lovastatina non dovrebbe superare i 20 mg/die in pazienti che ricevano un trattamento concomitantecon farmaci immunosoppressivi (es. ciclosporina), gemfibrozil, altrifibrati, o alte dosi di niacina (acido nicotinico, dosi >= 1 g/die). L’uso combinato di lovastatina e fibrati o niacina dovrebbe essere evitato a meno che il beneficio di una ulteriore riduzione dei livelli dilipidi non giustifichi l’aumentato rischio della terapia associata. L’aggiunta di questi farmaci alla lovastatina induce una modesta riduzione addizionale del colesterolo LDL, ma puo’ ridurre ulteriormente i trigliceridi e aumentare il colesterolo HDL. La dose di lovastatina nondeve superare i 40 mg/die in pazienti che ricevano un trattamento concomitante di amiodarone o verapamil. L’uso concomitante di lovastatinaa dosi > 40 mg/die e amiodarone o verapamil dovrebbe essere evitato salvo che i benefici non prevalgano sul rischio aumentato di miopatia. Sospendere la lovastatina in presenza di diagnosi o sospetta diagnosi di miopatia. La presenza dei suddetti sintomi e/o l’innalzamento dellaCK (>10 volte) sono indicativi di miopatia. Nella maggior parte dei casi in cui viene interrotto il trattamento, i dolori muscolari scompaiono e i livelli di CK tendono a tornare ai valori normali. Controlli periodici delle CK dovrebbero essere eseguiti nei pazienti che inizianola terapia o che aumentano il dosaggio, anche se non esiste certezza che i controlli possano prevenire la miopatia. Molti pazienti che hannosviluppato una rabdomiolisi presentavano una anamnesi complicata, inclusa insufficienza renale conseguente a diabete mellito di lunga durata. Si dovrebbe prescrivere lovastatina ponendo attenzione ai pazientiche hanno gia’ presentato miopatia a seguito di trattamento con statine o fibrati o che soffrono di malattie che aumentano il rischio di rabdomiolisi (ipertiroidismo non curato, miopatia ereditaria, alcolisti).L’aumento delle transaminasi sieriche fino a 3 volte i valori normalie’ stato segnalato in pazienti adulti che hanno assunto lovastatina per almeno un anno: in questi casi e’ necessario interrompere la terapia. L’aumento compare in genere dopo 3-12 mesi senza segni o sintomi associati. La sospensione del trattamento riporta lentamente alla normalita’ il livello delle transaminasi. Non si sono osservati segni di ipersensibilita’. Nella sorveglianza post-marketing, disturbi epatici sintomatici sono stati raramente segnalati. Test di funzionalita’ epatica(ALT, AST) sono raccomandati prima dell’inizio della terapia e dopo 6e 12 settimane di terapia o di un aumento della dose, quindi con periodicita’ semestrale. I pazienti che sviluppano un aumento delle transaminasi devono essere monitorati fino a quando i valori non rientrano nella norma. Un aumento delle ALT o AST superiore a 3 volte i valori normali deve indurre a interrompere la terapia. Il farmaco dovrebbe essere somministrato con cautela a pazienti alcolisti o con anamnesi di disturbi epatici. Prima di estrazioni dentarie avvisare il proprio dentista di essere in terapia con lovastatina. Potrebbe essere necessario interrompere la terapia alcuni giorni prima di essere sottoposti ad intervento chirurgico o ad altro intervento medico invasivo. A tal fine informare sempre i sanitari di essere sottoposti a terapia con lovastatina. Con alcune statine sono stati riportati casi eccezionali di malattia interstiziale polmonare, soprattutto con la terapia a lungo termine. La sintomatologia puo’ includere dispnea, tosse non produttiva e deterioramento dello stato di salute generale. Se si sospetta che un paziente abbia sviluppato una malattia interstiziale polmonare, interrompere la statina. Diabiete mellito: le statine, come effetto classe, aumentano la glicemia e in alcuni pazienti, ad alto rischio di svilupparediabete, possono indurre un livello di iperglicemia tale per cui e’ appropriato il ricorso a terapia antidiabetica. Questo rischio, tuttavia, e’ superato dalla riduzione del rischio vascolare con l’uso di statine e pertanto non deve essere motivo di interruzione del trattamento.Monitorare i pazienti a rischio.

Interazioni

>>Interazioni con inibitori del CYP3A4. La lovastatina e’ metabolizzata principalmente dalla isoforma CYP3A4 del citocromo P450, ma non inibisce l’enzima e quindi non si ritiene che possa modificare il metabolismo di altri farmaci che vengono metabolizzati dall’enzima CYP3A4. I seguenti inibitori dell’isoenzima possono aumentare il rischio di miopatia riducendo la clearance plasmatica di lovastatina: itraconazolo, ketoconazolo, eritromicina, claritromicina, telitromicina, inibitori delle HIV proteasi, nefazodone, ciclosporina, succo di pompelmo (0,20 litri ed oltre), camomilla. >>Interazioni con ipolipemizzanti. Il rischiodi miopatia e’ aumentato dai seguenti farmaci, che gia’ da soli possono indurre miopatia: gemfibrozil, altri fibrati, niacina (acido nicotinico) (>1 g/die). >>Altre interazioni. Amiodarone o verapamil: il rischio di miopatia/rabdomiolisi e’ aumentato dell’uso concomitante di questi farmaci con lovastatina e altri inibitori della HMG-CoA reduttasi.Anticoagulanti cumarinici: la assunzione di inibitori della HMG-CoA reduttasi puo’ modificare il tempo di protrombina, per cui la somministrazione di lovastatina deve essere accompagnata da periodici controlli. Dopo stabilizzazione del tempo di protrombina, i controlli possono essere eseguiti con la frequenza usuale dei pazienti in terapia anticoagulante. Nei casi di modifica della dose di lovastatina, la proceduradeve essere ripetuta. Propranololo: non sono state riscontrate interazioni farmacodinamiche. Digossina: non sono state riscontrate interazioni farmacocinetiche. Ipoglicemizzanti orali: non sono state riscontrate interazioni farmacocinetiche. ACE inibitori, diuretici, antinfiammatori non steroidei: non sono state riscontrate interazioni cliniche. Funzione endocrina: benche’ gli inibitori della HMG-CoA reduttasi potrebbero teoricamente ridurre la produzione di steroidi della ghiandola surrenale e delle gonadi, la lovastatina ha dimostrato di non ridurre ilivelli plasmatici basali di cortisolo e di testosterone. Funzione tiroidea: prestare attenzione in casi di ipotiroidismo e ipertiroidismo.

Effetti Indesiderati

Gli effetti indesiderati sono usualmente di natura lieve e transitoria. Gli eventi riscontrati in percentuale superiore allo 0,5 e 1% i seguenti: astenia, dolori addominali, stipsi, diarrea, dispepsia, flatulenza, nausea, crampi muscolari, mialgia, vertigini, mal di testa, rash cutaneo, visione alterata. Altri eventi avversi segnalati in 0,5-1,0% dei pazienti sono: dolore toracico, reflusso esofageo, secchezza dellabocca, vomito, dolore alle gambe, dolore alle spalle, artralgia, insonnia, parestesia, alopecia, prurito, irritazione oculare. Inoltre sonostati riportati stanchezza, bruciori di stomaco, disturbi del gusto. >>Effetti indesiderati segnalati per le statine. Questi eventi non necessariamente associati con la terapia a base di lovastatina. Muscolo-scheletrici: crampi muscolari, mialgia, miopatia, rabdomiolisi, artralgia. Neurologici: disfunzione di alcuni nervi cranici, tremori, vertigini, capogiri, perdita di memoria, parestesia, neuropatia periferica, disturbi psichici, ansieta’, insonnia, depressione. Reazioni di ipersensibilita’: anafilassi, angioedema, lupus eritematoso, polimialgia reumatica, dermatomiosite, vasculite, porpora, trombocitopenia, leucopenia,anemia emolitica, eosinofilia, orticaria, astenia, fotosensibilita’,febbre, dispnea, necrolisi epidermica, eritema multiforme, inclusa sindrome di Stevens-Johnson. Gastrointestinali: pancreatiti, epatiti incluse forme croniche, ittero colestatico, steatosi epatica, cirrosi, necrosi epatica fulminante, epatoma, anoressia, vomito. Cutanei: alopecia, prurito. Riproduttivi: ginecomastia, perdita di libido, disfunzionierettili. Vista: progressione della cataratta, oftalmoplegia. Alterazioni di parametri di laboratorio: aumento delle transaminasi, fosfatasialcalina, gammaglutamiltranspeptidasi (gammaGT), bilirubina. Endocrini: anormalita’ della funzione tiroidea. Diabete mellito: la frequenzadipende dalla presenza o assenza di fattori di rischio (glicemia a digiuno >=5.6 mmol/L, BMI>30kg/m^2, livelli elevati di trigliceridi, storia di ipertensione). I seguenti effetti avversi sono stati riportati con alcune statine: incubi, casi eccezionali di malattia interstizialepolmonare (soprattutto con la terapia a lungo termine).

Gravidanza E Allattamento

La lovastatina e’ controindicata in gravidanza. Prima della prescrizione a donne in eta’ fertile si raccomanda di eseguire un test di gravidanza. Qualora, in corso di trattamento con lovastatina venga diagnosticata una gravidanza, il trattamento stesso deve essere immediatamentesospeso. Benche’ il suo passaggio e/o quello dei suoi metaboliti nel latte materno non sia stato dimostrato, per non esporre a potenziale tossicita’ i neonati, la somministrazione deve essere evitata nelle donne che allattano oppure nel caso di terapia indispensabile e’ necessario sospendere l’allattamento.

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