Ti ha punto una medusa al mare? Ecco i rimedi per guarire

MEDICINA ONLINE MARE MEDUSA ACQUA PUNTURA VELENO CURE RIMEDIO BRUCIORE PELLE GRATTARE DOLORE OCCHI SOLE USTIONE CONTATTO ANIMALE DANNO NUOTARE GAMBA.jpgOgni anno, puntuali come le vacanze, le meduse compaiono nei nostri mari. E ogni anno si parla di nuovo record di presenze: ultimamente nel Mediterraneo ne sono state avvistate anche alcune specie tropicali, forse attirate dell’innalzamento delle temperature. Ma non illudiamoci: le meduse non sono mai mancate, e la loro presenza è stata spiegata di volta in volta con l’impatto delle attività umane sull’ecosistema marino, sulla pulizia delle acque e con altri motivi più o meno plausibili. Normalmente compaiono verso la fine di aprile, dopo la fioritura del fitoplancton e la comparsa dei crostacei, e restano per tutta l’estate, con diverse specie che si alternano in base alla temperatura dell’acqua e alla presenza di nutrimenti. Non tutte le meduse ‘pungono’, e comunque quelle avvistate finora nel Mediterraneo non sono mortali, ma hanno solo effetti dermo-tossici (sì, ne esistono anche in grado di causare shock anafilattici mortali). Di sicuro c’è solo che conviene starne alla larga: anche le poche specie non urticanti infatti hanno i tentacoli dotati di cnidocisti, i piccoli organi che contengono il veleno, che se pure sono innocui per le mani e la pelle potrebbero comunque provocare infiammazioni dolorose o potenzialmente pericolose a parti più delicate del nostro corpo come occhi o mucose.

Come evitare le meduse?

Le meduse si spostano seguendo la corrente e non si indirizzano volontariamente contro o lontano da qualcosa. L’unico modo per evitarle è quindi quello di non fare il bagno in loro presenza. Non sarebbe nemmeno il caso di fidarsi troppo della distanza: alcune specie hanno tentacoli lunghi anche parecchi metri, e non è detto che in qualche modo non possano comunque toccarci.

Cosa fare se si viene punti da una medusa?

La sensazione di bruciore che si prova è dovuta a un liquido urticante che ha 3 effetti: paralizzante, infiammatorio e neurotossico. Il dolore e l’arrossamento sono immediati e durano circa 20 minuti; poi le sostanze tossiche si degradano per vie delle temperature elevate e rimane solo la sensazione di prurito. La prima cosa da fare in caso di puntura da medusa è quella di uscire dall’acqua e, rimanendo calmi, sciacquare la zona interessata con acqua di mare (e non con acqua dolce, che potrebbe aggravare l’effetto delle tossine). Ammoniaca o urina non servono, così come è controproducente sfregare l’area interessata con sabbia o pietre arroventate. La soluzione ideale sarebbe quella di un gel al cloruro d’alluminio, che non è facile da trovare in commercio. Se proprio si vuole essere previdenti la si può chiedere a un farmacista, oppure farsi consigliare un gel adatto anche alle punture di zanzare in grado di lenire il dolore senza controindicazioni. Fatto questo si può usare una tesserina di plastica (tipo il Bancomat, o il codice fiscale) per asportare i filamenti residui che possono essere rimasti sulla pelle.

Cosa fare una volta passato il bruciore

L’ideale sarebbe non esporre la parte ‘bruciata’ ai raggi diretti del sole: le punture di medusa rendono infatti particolarmente sensibile la pelle ai raggi solari, motivo per cui l’area bruciata diventa normalmente più scura. Tornati a casa può essere utile l’uso di una pomata antinfiammatoria.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Donare sangue: come fare con mestruazioni, pillola o gravidanza

MEDICINA ONLINE PRELIEVO DONAZIONE SANGUE ANALISI BLOOD LABORATORY VES FORMULA LEUCOCITARIA PLASMA FERESI SIERO FIBRINA FIBRINOGENO COAGULAZIONE GLOBULI ROSSI BIANCHI PIASTRINE WALLPAPER HI RES PIC PICTURE PHOTOLe donne NON possono donare sangue durante il ciclo mestruale o durante la gravidanza.

Il giorno del prelievo le donne che hanno in corso la terapia anticoncezionale NON devono sospenderne l’assunzione quotidiana.

Lo Stato, attraverso il D.M. “Protocolli per l’accertamento della idoneità del donatore di sangue ed emoderivati”, cautela le donne imponendo un massimo di 2 donazioni di sangue intero l’anno che, invece, per l’uomo salgono a 4.

Quando è consigliabile donare il sangue? E’ preferibile farlo tra il 10° e il 21° giorno di ciclo. Le donne dovrebbero recarsi alla donazione nel momento più lontano possibile dalle mestruazioni.

Il monitoraggio costante dell’emoglobina, effettuata preliminarmente ad ogni donazione, e del ferro, assicurano la tutela della salute delle donatrici. Le stesse risultano essere particolarmente “adatte” alla donazione di plasma in aferesi che non incide assolutamente sulla parte corpuscolata (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine).

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Come funziona uno sfigmomanometro (apparecchio per la pressione)

MEDICINA ONLINE PRESSIONE ARTERIOSA VENOSA SANGUIGNA CENTRALE PERIFERICA CUORE SANGUE BRACCIO VENE ARTERIE VASI PETTO DESTRO SINISTRO COME QUANDO SFIGMOMANOMETROUno “sfigmomanometro aneroide” serve a determinate la pressione sanguigna e verificare la sistolica e la diastolica, comunemente dette massima e minima, nei pazienti. E’ bene ricordare sin da subito che lo sfigmomanometro aneroide ha delle controindicazione e delle attenzioni da tenere bene a mente. Infatti il loro utilizzo è sconsigliato sui neonati. Inoltre non bisogna lasciare ad una pressione di 10 mmHg quando è gonfiato sul braccio di un paziente per più di 10 minuti, infatti questo potrebbe provocare disturbi alla circolazione sanguigna, e lesionare i nervi periferici. Ricordati di non utilizzare mai il bracciale se il paziente presenta una pelle delicata o danneggiata. Ricordati che il paziente deve restare fermo durante la misurazione, per non alterare la stessa, anche altitudini estreme ne possono alterare la lettura. Bene e dopo aver parlato delle controindicazioni, passiamo alla parte pratica del prodotto. Lo sfigmomanometro aneroide è costituito da tre parti principali:

  • un manometro aneroide;
  • un completo sistema di gonfiaggio;
  • una custodia.

Di solito questi prodotti vengono forniti già preassemblati, in altri casi devono essere montati seguendo le istruzioni del prodotto. Se non incluso nella confezione, vi servirà anche uno stetoscopio.

Come si misura la pressione arteriosa?

Innanzitutto il paziente dovrebbe essere seduto o disteso, infatti prendere la pressione ad una persona che sta in piedi ne altera la lettura. Se il paziente è seduto deve evitare di accavallare le gambe, anche questo potrebbe alterare la lettura. Il paziente non deve aver fumato o bevuto caffè prima della misurazione. Fai in modo che il paziente si rilassi, sappiamo bene l’effetto che fa il camice bianco su alcune persone, iniziano ad agitarsi e a sudare e la pressione arteriosa aumenta di conseguenza. Quando il soggetto è rilassato, allora si può applicare il bracciale. Esso va posizionato sul braccio nudo del paziente e con il marchio arteria che sta direttamente sopra l’arteria. Il bordo inferiore dovrebbe trovarsi all’incirca ad un centimetro dalla piega del gomito. Quindi si può chiudere il bracciale.

A questo punto:

  1. chiudere la valvola in senso orario;
  2. riempire d’aria il manicotto fino a portare la colonnina di mercurio ad un valore superiore di almeno 30 mmHg rispetto alla pressione che il paziente ha di solito;
  3. continua a gonfiare il manicotto fino a che non si sente più alcun rumore con il fonendoscopio e scompare il polso radiale: in questo momento l’arteria è occlusa – in quanto la pressione del manicotto è maggiore alla pressione massima del sangue nell’arteria (omerale) sottostante – sia durante la contrazione sistolica del cuore sia durante la diastole cardiaca. Contemporaneamente l’aria mantiene sollevata la colonnina di mercurio del sistema collegato al bracciale;
  4. sgonfiare lentamente il manicotto. Aprendo la valvola della pompa la pressione nel manicotto viene ridotta gradualmente e, via via che si procede in questa direzione, il sangue passa durante la sistole (perché la pressione del manicotto è inferiore a quella massima – sistolica – vigente nell’arteria omerale) ma non durante la diastole (almeno fino a quando il manicotto produce una compressione maggiore della pressione minima – diastolica – vigente nell’arteria). Mentre fate sgonfiare il manicotto, all’improvviso sentirete dei rumori sordi e ritmici, come battiti (per la ripresa del flusso sanguigno nell’arteria del braccio); leggere il numero corrispondente al livello della colonnina di mercurio al primo battito percepito. Quasi contemporaneamente ricompare il polso radiale. Il numero che leggete sulla colonnina, nel momento esatto in cui sentite il primo battito, corrisponde alla pressione arteriosa massima. Ripetiamo: la pressione massima è quella che corrisponde alla cifra raggiunta dalla colonnina di mercurio nel momento della comparsa dei toni e delle pulsazioni arteriose durante la decompressione del bracciale. Essa riflette la pressione vigente nell’arteria sottostante il manicotto nella fase di contrazione del cuore (sistole cardiaca) ecco perché si definisce anche pressione arteriosa sistolica;
  5. continuando a sgonfiare il manicotto, continuerete ad ascoltare le pulsazioni fino a che scompaiono i toni scompariranno: il numero che si legge sulla colonnina di mercurio in corrispondenza dell’ultimo tono sentito rappresenta la pressione minima dell’arteria omerale è la pressione minima. Essa riflette la pressione vigente nell’arteria verso nella fase rilasciamento del cuore (diastole cardiaca) per cui prende il nome di pressione diastolica. Da quando la compressione del manicotto è inferiore alla pressione minima vigente in arteria, questa è completamente pervia (anche in diastole) per cui il sangue fluisce regolarmente riassumendo un flusso di tipo laminare Questo spiega perché i toni che si sentivano con lo stetoscopio scompaiono, mentre le pulsazioni del rilevabile con la palpazione del polso radiale permangono.

Come conservare il tuo sfigmomanometro

Dopo aver preso la lettura della pressione, puoi avvolgere il tubo e la valvola attorno al bracciale e riporlo nella apposita custodia. Puoi ripulire il manometro con un panno morbido ed asciutto, mi raccomando di non smontarlo mai, in nessun tipo di caso, questo provocherebbe certamente il guasto del manometro. Quando riponi il manometro, accertati che la lancetta indichi la posizione di 0. Nel caso il tuo manometro, in posizione di riposo, non indica un valore di 0, esso non può essere utilizzato per alcuna misurazione, ma va fatto calibrare nuovamente. Il bracciale invece può essere pulito con acqua o un detergente delicato. Infine, nel caso il tuo sfigmomanometro non funzioni più, esso va smaltito secondo le normative vigenti in ambito ambientale, sia regionale che nazionale: non va gettato tra i rifiuti normali.

Strumenti necessari per misurare la pressione

Come anticipato, per misurare la pressione arteriosa sono necessari uno sfigmomanometro ed uno stetoscopio: se non li possedete ancora, vi diamo ora dei consigli su quale acquistare.

Sfigmomanometri manuali

La scelta dello strumento adatto a volte può risultare difficile, vista l’enorme quantità di strumenti attualmente sul mercato: a tale scopo il nostro Staff sanitario ha selezionato per voi i migliori sfigmomanometri manuali professionali, elencati in ordine di prezzo decrescente:

A tali strumenti dovrete aggiungere anche uno stetoscopio, i nostri preferiti sono:

Se invece preferite comprare in un’unica soluzione sia sfigmomanometro che stetoscopio, ecco i migliori prodotti selezionati per voi dallo Staff sanitario:

Sono quattro strumenti ben costruiti, venduti in tutto il mondo e, pur avendo un prezzo contenuto, sono estremamente precisi e professionali, inoltre includono nella confezione anche uno stetoscopio il che vi eviterà di doverlo comprare a parte.

Sfigmomanometri automatici digitali

Se non sapete come utilizzare uno sfigmomanometro manuale potete leggere la nostra guida, oppure acquistare uno strumento digitale che misura in modo automatico la pressione: è necessario solo indossare l’apposito bracciale e dare avvio alla procedura senza neanche avere lo stetoscopio, che è invece necessario con gli strumenti manuali. La scelta dell’apparecchio adatto a volte può risultare difficile, vista l’enorme quantità di prodotti attualmente sul mercato: a tale scopo il nostro Staff sanitario ha selezionato per voi i migliori  sfigmomanometri automatici sul mercato:

Sono cinque apparecchi ottimamente costruiti, facili da usare ed estremamente precisi e professionali: con essi misurare la vostra pressione arteriosa sarà facile come premere un tasto!

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn e su Pinterest, grazie!

Perché abbiamo gli incubi?

MEDICINA ONLINE SONNO DORMIRE RIPOSARE RIPOSINO PISOLINO RUSSARE CUSCINO LETTO NOTTE POMERIGGIOSpesso il sonno è tormentato dai cosiddetti incubi, ossia sogni particolarmente realistici e dal contenuto pauroso che si manifestano durante la fase REM, nelle prime ore dell’alba, creando angoscia e sensazioni negative nel dormiente, il quale è portato spesso a muovere rapidamente l’occhio oppure addirittura a svegliarsi.
Fino al 1700 l’incubo era attribuito all’influenza di spiriti maligni e stregonerie, successivamente le cause sono state attribuite a diversi fattori, legati sia a reazioni psicologiche che fisiologiche.
Sebbene su di esse ci siano opinioni contrastanti, i motivi per cui si originano sono da ricercarsi nella specifica circostanza e possono quindi cambiare da persona a persona.

Spesso la causa più comune è dovuta ad un pasto abbondante o spuntino fatto prima di coricarsi, il quale porta il metabolismo a lavorare durante il sonno e il cervello ad essere più attivo.
Ma il brutto sogno può essere scaturito anche a seguito dell’assunzione di medicinali, o dovuto ad agenti fisiologici come febbre alta, disturbi psichici quali stress e ansia, ricollegabili a situazioni negative o eventi traumatici della vita quotidiana. In questo ultimo caso può essere utile cercare di interpretare il sogno lavorando sul disagio psicologico, al fine di attenuare il conseguente disturbo.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Perché l’acqua di mare (salata) è più densa dell’acqua dolce?

MEDICINA ONLINE SOLE MARE PAURA DELL ACQUA FEAR OF SWIMMING SPIAGGIA PISCINA MARE DONNA COSTUME SEA SAND GIRL BEACH SWIMMING WALLPAPER HI RES PICS PICTURE PHOTO BEAUTIFUL VETRO UVA UVB ULTRAVIOLETTI RADIAZIONE NEOLa densità dell’acqua salata è 1025 kg per metro cubo, mentre quella dell’acqua dolce è 1000 kg per metro cubo. Per quale motivo esiste questa differenza? Perché nell’acqua di mare (salata) vi sono disciolti materiali che fanno aumentare la sua densità. I materiali disciolti sono vari: il più presente è il cloruro di sodio (NaCl), più comunemente detto “sale da cucina”, presente tra il 70% e l’80% in percentuale rispetto al totale dei sali disciolti. Altri elementi molto presenti come sali disciolti in forma ionica, sono calcio, magnesio e carbonati, zolfo, potassio, nitrati e solfati.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Rimedi per la secchezza vaginale in menopausa

MEDICINA ONLINE DONNA ANZIANA MENOPAUSA ADULTA VAMPATE FITOESTROGENI SENO INGRANDIMENTO SOIA ORMONI ESTROGENI PIANTEÈ una delle lamentele più frequenti durante gli appuntamenti ginecologici, quando arriva la menopausa. Con la riduzione degli estrogeni e del loro effetto benefico, la pelle e le mucose a livello urinario e vaginale subiscono un notevole peggioramento. La mucosa vaginale si assottiglia e riduce la sua elasticità. Lo spazio di ingresso (introito) si restringe e diventa meno flessibile, più resistente alla penetrazione. Dall’altro lato, la riduzione ormonale provoca anche minore idratazione e circolazione sanguigna nella vagina.

Le conseguenze di tutto questo sono:

  • Dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia).
  • Irritazione, bruciore e prurito nelle parti intime.

Esistono gel vaginali a base di liposomi particolarmente indicati in caso di secchezza vaginale. I liposomi sono microsfere ricoperte da uno strato lipidico in grado di immagazzinare acqua al loro interno per poi liberarla lentamente. In questa maniera assicurano l’idratazione vaginale per un periodo di tempo prolungato.

I liposomi sono anche in grado di attraversare le membrane cellulari, il che permette loro di idratare gli strati più profondi del tessuto vaginale. Questi gel di solito contengono anche acido ialuronico, dal potente effetto idratante, il quale forma una pellicola liquida capace di prevenire l’irritazione cutanea (prurito, bruciore); l’acido ialuronico, inoltre, lubrifica e rigenera le zone dell’epitelio vaginale danneggiato.

Leggi anche:

Tra gli altri componenti, questi gel possono contenere anche soia, trifoglio rosso o luppolo, capaci di favorire la rigenerazione dell’epitelio vaginale grazie al loro effetto pseudormonale. In alcuni casi sono presenti anche camomilla e malva, che hanno un effetto antinfiammatorio.

Quindi, così come ti prendi cura del viso o delle mani, non smettere di occuparti dell’atrofia urogenitale, responsabile di fastidi genitali e di disturbi urinari.

Bisogna sempre consultare uno specialista perché potrebbero esserci casi gravi nei quali risulta indicato utilizzare altri prodotti che sostituiscono gli estrogeni, utili a trattare situazioni più delicate, come quelle nelle quali sono presenti dolore e sanguinamento durante i rapporti. Questi prodotti, sempre di uso vaginale, devono essere utilizzati per brevi periodi di tempo e sono necessari e benefici quando ci si sottopone a interventi chirurgici vaginali per rimediare ai problemi del pavimento pelvico. In questi casi, il loro utilizzo a partire da un paio di mesi prima dell’operazione e nell’immediata fase postoperatoria migliorerà il processo di cicatrizzazione vaginale.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

L’arancia fa ingrassare o dimagrire? Quante calorie ha?

MEDICINA ONLINE PESCHE ARANCIA MANDARINO CALORIE PROPRIETA DIFFERENZE FRUTTA VITAMINE DIETA MARMELLATA LIGHT ZUCCHERO CARBOIDRATI SCIROPPATA SCIROPPO SALI MINERALI COLTIVAZIONE VARIETA MANGIARE DIMAGRIREL’arancia fa ingrassare o dimagrire? Cominciamo col dire che è un frutto invernale dalle molteplici proprietà benefiche che non deve mai mancare in tavola perché fa bene al corpo senza aggiungere chili di troppo. Bisogna considerare che l’arancia è formata da più dell’80% di acqua e che, nonostante contenga fruttosionon fa ingrassare: questo zucchero semplice serve per dare energia, senza avere effetti collaterali (se assunto nelle giuste dosi), a differenza di quello bianco-raffinato, che deve essere evitato da chi vuole mantenere la linea. Vediamo i valori nutrizionali dell’arancia:

Valori nutrizionali dell’arancia (100g di prodotto edibile)

  • Calorie: 34;
  • Acqua: 87,20 g;
  • Carboidrati: 7,80;
  • Proteine: 0,70 g;
  • Colesterlo: 0 g;
  • Fibra: 1,60 g;
  • Alcol: 0 g;
  • Sodio: 3 mg;
  • Potassio: 200 mg;
  • Ferro: 0,20 mg;
  • Calcio: 49 mg;
  • Fosforo: 22 mg;
  • Tiamina (Vitamina B1): 0,06 mg;
  • Riboflavina (Vitamina B2): 0,005 mg;
  • Niacina (Vitamina B3 o PP): 0,20 mg;
  • Vitamina A71µg;
  • Vitamina C: 50 mg;

Sono soprattutto le arance rosse le migliori amiche per la nostra linea: grazie alla vitamina C e all’elevata percentuale di acqua e fibre (queste ultime si trovano soprattutto nella parte bianca del frutto), viene attivato il metabolismo, si abbassa la glicemia e si contrastano i radicali liberi. Pochi sanno che la buccia dell’arancia può essere mangiata, ma solo se biologica: in quella parte del frutto vengono concentrati pesticidi, che però non sono presenti nel caso in cui sono coltivate senza sostanze tossiche; inoltre, nella buccia è presente un alto livello di acido citrico e quindi può essere impiegata per numerosi rimedi della nonna per curare tosse e raffreddore.

Non pochi avvertono un senso di gonfiore dopo aver mangiato l’arancia, soprattutto se viene consumata di notte: può fare ingrassare in determinati momenti della giornata? Il gonfiore dipende se viene mangiata dopo un pranzo o una cena abbondante: è consigliabile mangiare la frutta lontana dai pasti o almeno mezz’ora prima di quelli principali per beneficiare di tutte le sue proprietà, senza effetti secondari.

Pur non potendo essere chiamato “alimento dimagrante”, c’è da dire infine che l’arancia non fa ingrassare: le calorie assunte da un’arancia vengono impiegate per la digestione della stessa.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Differenze tra lochiazioni e capoparto

MEDICINA ONLINE PARTO GRAVIDANZA NATURALE CESAREO DIFFERENZE CHIRURGIA FOTO WALLPAPER PICTURE UTERO CHIRURGO OPERAZIONE RISCHI VANTAGGI VANTAGGI ALLATTAMENTO MADRE FIGLIO NEONATO MORTAìE MORTA LIQUIDOIl capoparto

Cos’è il capoparto? E dopo quanti giorni o settimane si presenta?
Dopo il parto l’utero e tutto il corpo della donna continuano a subire tutta una serie di modifiche atte al ripristino della normale condizione pre-gravidica. L’utero, che si è contratto per l’espulsione del feto, continua a farlo anche dopo; al termine delle due settimane dal parto l’utero raggiunge la sinfisi pubica, dopo circa sei settimane torna normale;  il suo peso, che aveva raggiunto un chilo, cinque settimane dopo il parto torna ad essere di sessanta grammi.
In questo periodo si manifestano le lochiazioni, ossia delle perdite abbondanti di sangue e materiale sieroso che rappresentano il fenomeno essudativo uterino, ovvero l’utero provvede a ‘riparare’ sé stesso e a tornare alla sua normale funzionalità. Proprio per le lochiazioni, nella valigia da portare in ospedale, sono richiesti i maxi-assorbenti post-parto Durante i primi cinque giorni dal parto le lochiazioni sono di origine ematica, di un rosso acceso; in seguito, con la presenza dei leucociti, le perdite diventano siero ematiche fino al decimo giorno, e poi con la modifica della mucosa uterina, le lochiazioni assumo un aspetto sieroso biancastro e cremoso fino a scemare del tutto.

Attenzione:  se durante le lochiazioni compare febbre elevata, se durano per un tempo superiore alle sei settimane e si mantengono di un rosso vivo; se  si avvertono dei dolori forti al basso ventre o si ha un’emorragia è bene ricorrere ad una visita ginecologica immediata per possibile presenza di una infezione o presenza di frammenti della placenta non espulsi e infettati.

Alcune persone tendono a confondere le lochiazioni con il ciclo vero e proprio. In realtà, sono due cose ben diverse. Le lochiazioni, infatti, sono delle perdite di sangue e residui della gravidanza tipici del puerperio (liquidi fetali, residui placentali ed epiteliali), che durano circa due settimane dopo il parto anche se non è una regola valida per tutte. Si tratta di un processo filologico, che non deve arrecare preoccupazione di sorta, a meno che non si verifichino condizioni particolari. I lochi sono di colore scuro, tendenti al grigio, e man mano che l’utero si pulisce, tendono a divenire trasparenti. Sono assolutamente inodori: se per caso sono maleodoranti, occorre rivolgersi subito al proprio ginecologo poiché ci potrebbe essere una endometrite in atto.

Leggi anche:

Dopo un mese e mezzo circa possono ricomparire le mestruazioni.
In questo periodo la vagina torna ad avere elasticità, le lesioni del parto guariscono, il perineo inizia a ritrovare il suo tono normale. Il primo ciclo mestruale che si presenta dopo il parto è chiamato “capoparto” e compare in maniera variabile da donna a donna. Di solito è più abbondante e duraturo rispetto ai cicli pre-gravidici.

La prolattina, l’ormone presente in  alti livelli nel sangue durante l’allattamento, può addirittura far sì che il capoparto si presenti appena finito l’allattamento del piccolo, ma questo non è detto, in altri casi il ciclo si presenta ogni mese, o può comparire senza una frequenza specifica.

L’allattamento non è influenzato dal ritorno delle mestruazioni, anche se il latte inizialmente subisce una minima riduzione. Non è il caso di preoccuparsi se a causa degli ormoni femminili presenti nel latte materno il piccolo presenta dei disturbi gastro-enterici  o cutanei,  può succedere ed è alquanto normale.

Ultima cosa: la prolattina è un ormone in grado di bloccare l’ovulazione se è veramente in quantità abbondante, ma questo non determina certo un metodo anticoncezionale. Si può instaurare una gravidanza anche durante l’allattamento, per cui è necessario usare un anticoncezionale con la ripresa dei rapporti sessuali

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!