Labbra: anatomia, funzioni, patologie e significato sociale

MEDICINA ONLINE WOMAN GIRL LIPS BEAUTIFUL SMILE WHITE TEETH DENTI BIANCHI LABBRA SORRISO RISO DONNA VISO VOLTO CARIE TARTARO PLACCA DENTIFRICIO COLLUTORIO SPAZZOLINO PULIZIA CLEANING WALLe labbra della bocca sono definite con i nomi labbro superiore e labbro inferiore. Esse sono rivestite dalla pelle e sono composte da muscoli, dalla tonaca sottomucosa, dalla tonaca mucosa, da ghiandole, vasi sanguigni e nervi. Possono essere divise in tre parti: parte cutanea, orlo rosa, parte mucosa. La prima corrisponde alla superficie anteriore del labbro: il suo epitelio è cheratinizzato, vi è la presenza di numerose ghiandole sebacee e sudoripare, le papille della sottomucosa hanno un’altezza modesta.

La parte mucosa corrisponde al margine dorsale del labbro: l’epitelio è di tipo molle, non sono presenti né ghiandole sebacee né sudoripare, le papille hanno un’altezza decisamente maggiore rispetto alla parte cutanea. L’orlo rosa infine, può essere considerato come una parte di transizione fra quella mucosa e quella cutanea. Presenta infatti caratteristiche intermedie, quali l’altezza delle papille, un epitelio paracheratinizzato, e la presenza di rare ghiandole sebacee, ma non di sudoripare.

I nervi motori provengono dal facciale; i sensitivi sono forniti dal sottorbitario, dal mentoniero e dal buccinatorio.

La vascolarizzazione è fornita dalle arterie labiali, sottomentoniera, infraorbitale, buccinatoria, mentoniera e traversa della faccia. Le vene sono tributarie della facciale anteriore e della sottomentoniera.

Le principali patologie a cui sono soggette le labbra della bocca sono ferite, infezioni e tumori oltre alla labioschisi.

Aspetto sociale

Essendo ricche di terminazioni nervose sensoriali, le labbra sono un elemento non trascurabile della vita di relazione dell’uomo; sia nel bacio che in altre pratiche sessuali si coinvolgono le labbra, sia quelle della bocca che quelle della vagina.

Attualmente dipingersi le labbra della bocca con il rossetto, una pasta grassa tipicamente rossa, è molto comune nella cultura occidentale, e di conseguenza anche nelle culture che a questa si ispirano. Questo comportamento serve ad identificare la femminilità, sia si tratti di quella di una donna che di un uomo che si reputi donna, come nel caso dei travestiti, mentre questa pratica solitamente non è contemplata dagli uomini nella cultura europea. In altre culture colori e disegni e i loro significati possono notevolmente variare: ad esempio in alcune culture africane sono gli uomini che, in particolari occasioni, si dipingono le labbra di un colore nero.

Come estremizzazione del comportamento attuato dando il rossetto si sta diffondendo tra le donne occidentali la pratica di fare operazioni chirurgiche estetiche alle labbra della bocca, allo scopo di aumentarne il volume ed il turgore, grazie a sedute infiltrative. Se i contorni sono troppo sottili si effettuano le infiltrazioni lungo il bordo delle labbra, invece per labbra più carnose le infiltrazioni agiranno direttamente sul muscolo periorale.

Sia maschile che femminile è invece la pratica del piercing sulle labbra della bocca.

Queste usanze sono conseguenti all’importanza data alle labbra, attraverso il filtro dei costumi sociali, come mezzo di espressione di uno stato sociale, di propensione alla sessualità, di atteggiamento amoroso.

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La lingua è un muscolo?

MEDICINA ONLINE LINGUA BOCCA FRENULO ANATOMIA FISIOLOGIA ORAL TONGUE LABBRA LEPORINO GENGIVE DENTI MANDIBOLA MASCELLA PAPILLE GUSTATIVE GUSTO CIBO FONAZIONE GLOSSODINIA PALATO SCHISILa lingua è un organo del corpo umano che occupa gran parte della cavità orale; è composta da varie strutture anatomiche: mucose, papille linguali (anche dette papille gustative) e vari muscoli.

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Vitreo dell’occhio: cos’è, a che serve, di cosa è composto, perché deve essere trasparente?

MEDICINA ONLINE OCCHIO EYE EYES ANATOMY RETINA FOVEA CORPO VITREO CORNEA VISTA VISION SCLERA COROIDE MACULA CRISTALLINO LIMBUS NEO MELANOMA NEVO MIOPIA DALTONISMO PRESBIOPIA STRABISMO OCCos’è il vitreo?

Il vitreo (anche detto umore o corpo vitreo) è una gelatina di consistenza paragonabile all’albume dell’uovo crudo, che riempie l’occhio, occupando lo spazio interno compreso tra cristallino e retina, più dell’80% del volume oculare (circa 4 ml per un peso di 4-5 grammi).

Che funzioni ha il vitreo?

Le sue funzioni sono tuttora poco chiare, anche se certamente il vitreo ha i compiti principali di:

  • riempimento anatomico dell’occhio;
  • mantenimento della forma fisiologica dell’occhio;
  • mantenimento delle corrette distanze focali nel periodo embrionale;
  • supporto metabolico e meccanico del cristallino e della retina;
  • partecipazione alla dinamica dell’accomodazione visiva;
  • ammortizzazione degli urti.

Perché il corpo vitreo deve essere trasparente?

Il vitreo deve essere perfettamente trasparente ed aderente alla retina, la pellicola che tappezza internamente il bulbo, altrimenti sono in agguato disturbi di entità variabile, come la visione di miodesopsie, quelle che volgarmente vengono chiamate “mosche volanti”.

Di cosa è fatto il corpo vitreo?

Il gel vitreale è composto per il 98% da acqua (con una ricca componente elettrolitica: sodio, potassio, cloruri e bicarbonati) immersa in un’impalcatura di fibre di collagene e acido ialuronico, con rare cellule connettivali. Zuccheri e proteine sono ben rappresentati, non a caso il diabete sceglie il vitreo come organo “bersaglio” dei suoi squilibri.

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Gengive: anatomia, funzioni e patologie più diffuse in sintesi

MEDICINA ONLINE LINGUA BOCCA FRENULO ANATOMIA FISIOLOGIA ORAL TONGUE LABBRA LEPORINO GENGIVE DENTI MANDIBOLA MASCELLA PAPILLE GUSTATIVE GUSTO CIBO FONAZIONE GLOSSODINIA PALATO SCHISILa gengiva è un tessuto di tipo molle che circonda i denti e ricopre il processo alveolare.

Anatomia

È di colore rosa corallo, opaca e compatta. Si estende dal margine gengivale libero, connesso alla corona dentale, fino alla giunzione mucogengivale, dove si continua con la mucosa alveolare che appare lassa e scura e ricopre il pavimento orale. Si può dividere in:

  • gengiva libera: è la parte di tessuto che circonda il dente, anche detta gengiva marginale, mentre prende il nome di gengiva interdentale negli spazi tra due denti adiacenti, dove forma la papilla interdentale; la depressione che divide una papilla gengivale vestibolare da una papilla palatina o linguale prende il nome di colle . Il margine gengivale è spesso arrotondato, così da formare un piccolo solco (fisiologicamente profondo massimo 2mm) chiamato solco gengivale.
  • gengiva aderente: si estende coronalmente dal solco gengivale libero, che delimita la gengiva libera ed è situato all’altezza della giunzione amelo-cementizia (o amelo-cementaria) del dente (ovvero la zona del dente dove finisce la corona dentale, superficialmente ricoperta di smalto, ed inizia la radice dentale, ricoperta di cemento); apicalmente la gengiva aderente termina a livello della linea mucogengivale, continuandosi con la mucosa alveolare.

La sua superficie presenta generalmente piccole depressioni superficiali che le conferiscono un aspetto caratteristico a buccia d’arancia. È ancorata con fasci fibrosi al cemento e all’osso alveolare, così da risultare immobile rispetto al tessuto sottostante.

Istologia

La gengiva è costituita da un epitelio orale, poggiato su un tessuto connettivo nel quale si inseriscono le fibre provenienti da cemento e osso alveolare. L’interfaccia tra epitelio e connettivo non è piatta, bensì caratterizzata da propaggini connettivali che si inseriscono nell’epitelio (papille connettivali) e da invaginazioni connettivali che ospitano approfondimenti epiteliali (creste epiteliali): questa struttura è la responsabile dell’aspetto a buccia d’arancia.

L’epitelio orale è stratificato in:

  • strato basale: a contatto con la membrana basale che separa l’epitelio dal connettivo, costituito da cellule in continua riproduzione;
  • strato spinoso: costituito da cellule allungate, caratterizzate da processi citoplasmatici che conferiscono l’aspetto spinoso e che provvedono ad assicurare una forte coesione tra le cellule adiacenti grazie ai desmosomi di cui sono provvisti.
  • strato granuloso: le cellule dell’epitelio orale, nate nello strato basale, tendono a differenziarsi e ad attraversare i vari strati superficiali. In questo strato si notano caratteristiche intermedie tra lo strato spinoso e il successivo…
  • strato corneo: le cellule, al massimo della loro maturazione, ospitano nel proprio citoplasma un improvviso processo di cheratinizzazione, che tende a sopprimere tutte le funzioni vitali della cellula. Queste cellule, seppure morte, sono un indispensabile barriera tra i microorganismi e gli strati cellulari profondi. Col tempo tendono a desquamarsi, ovvero a staccarsi dall’epitelio, e vengono sostituite da nuove cellule provenienti dagli strati sottostanti.

Mentre la gengiva aderente è costituita interamente dall’epitelio orale, la gengiva libera è costituita da epitelio orale nella porzione rivolta alla cavità orale, da epitelio sulculare (simile a quello orale) nella porzione libera rivolta al dente, fino al pavimento del solco gengivale. Tale pavimento, in realtà, è dovuto al continuarsi della gengiva con una porzione intimamente a contatto con la superficie dentale, costituita da un epitelio giunzionale, anche chiamato dentogengivale. Anche questo epitelio è pluristratificato, e distinguiamo uno strato basale attivamente mitotico, parecchi strati sovrabasali fino ad uno strato corneo desquamante. Lo strato spinoso e quello granuloso non sono presenti, sostituiti da più strati cellulari poveri di connessioni desmosomiali: è un tessuto quindi meno compatto di quello orale.

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Il tessuto predominante nella gengiva è quindi connettivale, e prende il nome di lamina propria. È costituito da:

  • fibroblasti (5%): producono i vari tipi di fibre e supportano la sintesi della matrice.
  • fibre (60%): la maggior parte di esse sono fibre collagene. Le interfacce tra epitelio e connettivo ed endotelio e connettivo presentano fibre reticolari. Attorno ai vasi sanguigni sono frequenti fibre elastiche, mentre le fibre ossitalaniche sono piuttosto scarse. Da un punto di vista morfologico e funzionale, le fibre si dividono in:
    • fibre circolari: nella gengiva libera, circondano il dente;
    • fibre dentogengivali: dalla porzione sopralveolare del cemento radicolare si aprono a ventaglio entro la gengiva libera;
    • fibre dentoperiostali: dalla porzione sopralveolare del cemento radicolare decorrono parallele e terminano nella gengiva aderente;
    • fibre transettali: connettono il cemento sopralveolare di due denti adiacenti.
  • matrice: la sostanza fondamentale amorfa che consente il trasporto d’acqua, di elettroliti, metaboliti e nutrienti entro il connettivo.
  • vasi e nervi (35%).

Fisiologia

Il tessuto gengivale ha il compito di isolare il parodonto dall’ambiente esterno. È caratterizzato da un intenso turn-over metabolico, che consente di rinnovare frequentemente gli strati più superficiali cheratinizzati, impedendo che i batteri possano accumularsi sulla sua superficie. La zona sulcare è esposta all’accumulo di detriti alimentari, con conseguente proliferazione batterica; bisogna comunque tenere in considerazione che, in assenza di patologie, il solco ha dimensioni minime ed è attraversato dal fluido crevicolare, un siero che trasuda entro il solco e favorisce la detersione di questo ambiente.

Patologia

La gengivite può determinare un aumento dello spessore della gengiva libera, con conseguente aumento di profondità del solco gengivale che prende il nome di pseudotasca parodontale. La parodontite è invece un’infezione che coinvolge più tessuti di supporto del dente, determinando la perdita d’attacco gengivale, ovvero un approfondimento del solco gengivale accompagnato da un minimo ispessimento gengivale, che in questo caso forma una tasca parodontale. La gengiva aderente tende ad accrescersi col passare degli anni: tale fenomeno è dovuto all’abrasione dei denti, a cui l’organismo risponde con una modica ma continua eruzione dentale, la quale trascina con sé il tessuto gengivale aderente determinando un aumento della sua altezza, posto che il margine mucogengivale non subisce alcuna modifica.

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Bruxismo: sintomi, bite, prevenzione e cura

MEDICINA ONLINE ARTICOLAZIONE TEMPORO MANDIBOLARE ATM MANDIBOLA MASCELLA ANATOMIA FUNZIONI FISIOLOGIAPer bruxismo si intende una condizione in cui si digrignano i denti, sfregando l’arcata superiore contro l’inferiore o stringendo con una certa forza le mascelle. Il bruxismo è una condizione abbastanza frequente che dipende dall’involontaria contrazione dei muscoli della masticazione. Si verifica in prevalenza di notte e può causare diversi disturbi: usura dei denti, dolore alla mandibola, mal di testa. Chi soffre di bruxismo digrigna in maniera involontaria i denti. Non c’è una causa specifica per questo movimento dei muscoli e della mascella, che infatti viene definita parafunzione. Spesso il bruxismo si manifesta di notte e in molti casi determina dei problemi ai denti, per questo quando è frequente andrebbe contrastato con l’uso di appositi distanziatori che sono chiamati bite. Talvolta il bruxismo può essere così rumoroso che ad accorgersi per primo della condizione è il partner durante il sonno.

Quali sono le cause del bruxismo?

È difficile indicare la causa del bruxismo. Studi scientifici hanno indicato numerosi fattori, che spesso possono concorrere a provocare il disturbo, tra i quali ansia e stress, problemi emotivi e psicologici, disturbi del sonno, un disallineamento delle arcate dentarie (malocclusione), risposta muscolare a malattia neurodegenerativa. Quando i bambini digrignano i denti potrebbe essere dovuto al tentativo di alleviare il dolore di un’otite o del mal di denti. Il fumo, l’abuso di alcolici e caffeina, il consumo di droghe possono determinare il fenomeno.

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Quali sono i sintomi del bruxismo?

Il bruxismo si presenta con il digrignamento dei denti, che vengono serrati. Questo può causare delle conseguenze che includono: lesioni e usura dei denti, che possono scheggiarsi; aumento della sensibilità dei denti, soprattutto per la perdita dello strato di smalto; dolore alla mascella; dolore alle orecchie; dolore ai muscoli della testa; mal di testa.

Come prevenire il bruxismo?

Le strategie di prevenzione del bruxismo includono metodi per la riduzione dello stress, come ascoltare la musica, far un bagno caldo, fare attività fisica moderata e regolare. Evitare alcolici e di bere caffè e tè dopo cena.

Diagnosi

Per la diagnosi di bruxismo è sufficiente una visita medica del dentista, che ispezionerà la salute dei denti verificando l’usura, le lesioni, la sensibilità dei muscoli della mascella. Il dentista può richiedere altri esami, quali:

  • Radiografia ortopanoramica, per evidenziare problemi nell’allineamento delle arcate dentarie (malocclusione).
  • Polisonnografia, un esame specialistico eseguito da un esperto di Medicina e Igiene del sonno per verificare l’andamento del risposo notturno.

Trattamenti

Il trattamento del bruxismo è finalizzato a proteggere i denti, ma anche la qualità della vita e del riposo, che può avere conseguenze sulla salute cardiovascolare.

In particolare si può intervenire con l‘uso di un bite, un paradenti da indossare durante la notte per evitare lo sfregamento dei denti.
Si possono poi adottare tecniche di rilassamento per alleviare lo stress. In alcuni casi, può essere necessario l’uso di psicoterapia per contrastare i problemi emotivi alla base del disturbo.

Può essere necessario ricorrere a cure dentali, per la correzione della malocclusione, per riallineare le mandibole e per ridurre i punti di contatto anomali tra i denti.

I farmaci sono raramente efficaci contro il bruxismo. In alcuni casi, quando si usano alcuni neurolettici che favoriscono il bruxismo, il neurologo potrebbe cambiare dosaggio o tipo di farmaco.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Lingua nera villosa: cause, diagnosi e terapie

MEDICINA ONLINE LINGUA NERA VILLOSA CAUSE DIAGNOSI TERAPIE BLACK TONGUE.jpgCon “lingua nera villosa” si intende un’anomalia della lingua, caratterizzata dalla presenza di propaggini villose di variabile lunghezza sul dorso della lingua. Inizialmente quella che si presenta come una lesione bianca, diviene nera con l’accumulo di pigmenti esogeni contenuti in sostanze quali il caffè, prodotti di combustione del tabacco non rimossi con una soddisfacente igiene orale.

Aspetto della lingua nera villosa

Sulla superficie della lingua nera villosa si presenta la caratteristica ipercheratosi delle papille filiformi. Oltre ai tipici colori scuri sono stati riscontrati casi anche di macchie gialle e verdi.

Cause

La comparsa della macchia scura è data batteri cromogeni, ma vi sono anche altre cause, di diversa forma, fra le più comuni il consumo prolungato del fumo, o determinati cibi o ancora caffè, utilizzo di farmaci a terapia cronica (soprattutto bismuto), igiene orale insoddisfacente, pazienti con HIV, AIDS e diabete.

La lingua nera si osserva anche nei soggetti che si sottopongono a chemio- o radioterapia per il trattamento di varie forme di cancro alla testa e del collo.

Una mucosa verdognola o marrone scuro con filamenti che assomigliano a peli si manifesta anche in presenza di un’affezione orale benigna ed autolimitante, nota come lingua villosa nigra. In tale contesto, le papille filiformi risultano anormalmente ipertrofiche ed allungate sulla superficie della lingua, quindi tendono ad intrappolare residui di cibo e microrganismi, i quali tendono a proliferare eccessivamente. Questa condizione favorisce l’infezione di un fungo, l’Aspergillus niger, che può svilupparsi quando la flora batterica orale risulta alterata. Fattori che favoriscono la lingua villosa nigra sono l’uso prolungato di antisettici locali o di antibiotici a largo spettro, la salivazione scarsa, la secchezza cronica della bocca (xerostomia), l’igiene orale insoddisfacente e gli stati di immunodeficienza.

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Antibiotici e lingua nera

Nel caso in cui si presenti un soggetto con lingua nera in seguito ad una cura con antibiotici, è facile pensare che le cause che hanno provocato il cambiamento di colore della lingua siano proprio riconducibili all’uso di questi farmaci: gli antibiotici, infatti, distruggendo la naturale flora batterica, favoriscono un’anomala crescita di funghi. La colonia fungina potrebbe quindi attaccare le papille linguali, che diventerebbero ipertrofiche. Ecco spiegato il meccanismo che porta alla formazione della lingua nera. Anche nel fumatore, molto spesso, si verifica una condizione di questo tipo, in seguito ad una diminuzione delle normali cellule di difesa del cavo orale: la lingua diventa quindi più sensibile ad un attacco esterno.

Diagnosi

È molto semplice diagnosticare questo disturbo, nonché capire che si soffre di “lingua nera”: occorre semplicemente osservare la parte interessata e, nel caso in cui si presentino delle macchie scure, ci si trova davanti proprio a questo problema. Le macchie, comunque, possono essere sia sparse sulla superficie della lingua, sia raggruppate in un unico punto.

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Terapia

La terapia deve essere organizzata in base alla causa scatenante. Solitamente occorre eliminare il fattore irritante (fumo, alcool, caffè ecc), è utile spazzolare la lingua con uno spazzolino da denti non in modo energico, ma sicuramente con molta cura, per eliminare il materiale che si deposita tra i villi. Non è una patologia maligna, ma è bene trattarla con antimicotici, bicarbonato e collutori a base di acqua ossigenata, evitare la clorexidina. È utile usare degli integratori alimentari multivitaminici, poiché l’insorgenza di tale patologia è stata collegata alla carenza di vitamine A, C, E e Zinco.

I migliori prodotti per l’igiene orale

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere della bocca e del viso, in grado di migliorare l’igiene orale, combattere l’alito cattivo, pulire la lingua dalla patina ed idratare le labbra:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Distacco posteriore di vitreo: vitreolisi laser e mini-invasiva

MEDICINA ONLINE OCCHIO EYE EYES ANATOMY RETINA FOVEA CORPO VITREO CORNEA VISTA VISION SCLERA COROIDE MACULA CRISTALLINO LIMBUS NEO MELANOMA NEVO MIOPIA DALTONISMO PRESBIOPIA STRABISMO OCLa vitreolisi laser

Nei casi di addensamenti nelle regioni vitreali intermedie, un nuovo YAG laser (Ultra Q Reflex di Ellex), progettato per l’applicazione specifica, riesce a colpire i floaters, vaporizzandoli direttamente, oppure recidendone i filamenti che lo tengono in posizione, in modo da favorirne lo spostamento periferico e ridurre quindi l’interferenza con la visione. In molti casi è sufficiente ridurre la dimensione, frantumando i corpi mobili in piccoli frammenti per ottenere la piena soddisfazione del paziente. La tecnica è semplice, non dolorosa e breve (dura da 5 a 20 minuti); spesso sono richieste più sedute per completare il lavoro in sicurezza, quando i corpi mobili sono numerosi, a causa dell’effetto collaterale del’aumento della pressione intraoculare, che va monitorato e controllato con attenzione. Dopo l’applicazione di un collirio anestetico, una lente a contatto tiene aperto e controlla i movimenti dell’occhio, mentre il sistema ottico controlla la focalizzazione al millesimo di millimetro. Quando il laser impatta il bersaglio, si avverte un piccolo schiocco, accompagnato talora ad una sensazione luminosa e ad un movimento, generato da minuscole bolle di gas, effetto della vaporizzazione laser. Queste, più leggere, si spostano verso l’alto (funzionando come una macchina fotografica, l’immagine è capovolta, quindi si percepisce un movimento verso il basso) e si riassorbono comunque entro le prime 24 ore. Non ci sono limiti per le normali attività quotidiane, comprese quelle sportive, che possono essere riprese sin dal giorno successivo. Un collirio ipotensivo protegge dall’effetto collaterale dell’aumento della pressione intraoculare (motivo per cui i pazienti con glaucoma vanno trattati con estrema attenzione, a volta esclusi dalla procedura). Ai giovani sotto i 35 anni, in cui le miodesopsie sono piccolissime, quasi invisibili all’esame obiettivo e particolarmente fastidiose, perché localizzate assai vicino alla retina centrale, nella cosiddetta bursa premacularis, è spesso impossibile dare sollievo.

La vitrectomia mini-invasiva

La rimozione chirurgica di parte o di tutto il vitreo è sempre stata riservata a casi “estremi”, in ragione dei rischi di complicanze a carico del cristallino e della retina. In mani esperte, tuttavia, può essere utile per prevenire complicanze retiniche da trazione vitreale, migliora l’ossigenazione retinica (ad esempio nei diabetici) ed è l’unica tecnica in grado di risolvere in maniera completa il disturbo. I recenti miglioramenti della tecnica (la vitrectomia mini-invasiva si effettua in ambulatorio, in anestesia locale, senza suture, e consente una ripresa velocissima delle proprie occupazioni) e la crescente confidenza dei chirurghi che la praticano ne fanno uno strumento sempre più frequentemente utilizzato, soprattutto per le miodesopsie non aggredibili con il laser.

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Distacco del vitreo: posso fare sport? Quali sono i migliori?

MEDICINA ONLINE BICI CICLISMO BIKE MOUNTAIN BIKE ROAD SPEED CASCO BICICLETTA DA CORSA CORRERE CIRCUITO MONTAGNA SENTIERO STRADA SPORT SPORTIVO CALORIE WALLPAPER PICS PICTURE PHOTO HI RESL’attività fisica è sempre raccomandata per mantenerci in salute, tuttavia, in caso di distacco del vitreo, è bene fare attenzione ad alcuni accorgimenti:

  • evitare sport che possono essere resi difficoltosi/pericolosi dalla presenza delle tipiche “mosche volanti”;
  • evitare sport che possono determinare dei traumi violenti alla testa;
  • evitare sforzi troppo elevati specie quando la temperatura esterna è elevata;
  • evitare sport di eccessiva resistenza che possono portare a disidratazione;
  • evitare sport che applichino elevate forze centrifughe alla testa;
  • evitare sport dove è alto il rischio di cadute;
  • evitare picchi ipotensivi (pressione bassa);
  • reidratare i liquidi persi bevendo molta acqua;
  • assumere molta frutta e verdura con la dieta;
  • fare attenzione all’eventuale assunzione di farmaci diuretici;
  • assumere un integratore con profilo completo di vitamine e sali minerali, in caso di insufficiente apporto con la dieta.

Non esiste uno sport migliore in caso di distacco del vitreo: l’importante è evitare principalmente – lo ripeto – sport che determinano traumi violenti e ripetuti alla testa, come ad esempio la boxe, le arti marziali, il rugby, il football americano, lo snowboard. E’ comunque sempre importante evitare sport troppo intensi in cui è facile raggiungere uno stato di disidratazione. In caso di dubbio chiedete al vostro medico di fiducia.

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