Al via i test di ingresso per la facoltà di Medicina: sei favorevole o contrario al numero chiuso?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SCUOLA STUDENTI UNIVERSITA STUDIARE LAUREATIIn questo preciso momento le aule della mia amata università Sapienza sono letteralmente invase dagli aspiranti futuri colleghi medici. Tra non molto sarà consegnato loro il test valido per entrare nella facoltà: per tutti 60 domande e un massimo di 90 punti (1,5 punti per ogni risposta esatta, meno 0,4 per ogni risposta sbagliata, 0 punti per ogni risposta non data). La soglia minima per il superamento del test è 20 punti. Ma quest’anno entra in gioco anche il cosiddetto Bonus maturità che “regala” da 1 a 10 punti extra in relazione al voto ottenuto all’esame di Stato a condizione che lo stesso sia non inferiore all’80esimo percentile della commissione d’esame.

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Estetista a giudizio: con l’epilazione ha procurato ustioni alla sua cliente

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Trezzano sul Naviglio (Milano), 8 settembre 2013. Arriva in tribunale il caso di una donna di Trezzano che, nel maggio 2012, subì gravi ustioni durante un trattamento di epilazione in un centro estetico locale. I titolari del centro saranno ora chiamati a rispondere in sede giudiziaria.

La vittima, 48 anni, si era rivolta al centro per una sessione di fotoepilazione, tecnica mirata a rimuovere i peli e rallentarne la ricrescita. Durante la seduta la donna avvertì un intenso bruciore, ma fu rassicurata dall’estetista. Con il passare dei minuti Continua a leggere

Daniel, il papà che ha il singhiozzo da 14 mesi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OSPEDALE ANAMNESI ESAME FONENDOSCOPIOA tutti è capitato un singhiozzo durato tanto, ma quel che è successo a Daniel Clavin, è incredibile. Nel 2012 il 37enne originario di Roscommon, in Irlanda, ha preso parte all’addio al celibato di un amico e la mattina successiva si è alzato dal letto con un fastidioso singhiozzo, che 14 mesi dopo non è ancora passato. Ha provato qualsiasi rimedio, ma nulla: è ancora lì, con il classico “hic” che gli compare mediamente ogni sette secondi. Il singhiozzo a volte è talmente forte che a Daniel viene il vomito, farlo svenire o svegliarlo di notte mentre dorme. Anche la moglie Susan è esasperata da questa situazione, che però non ha alcuna cura medica specifica. Tutti i medici che lo hanno visitato, non hanno infatti trovato alcun sistema per eliminare il problema.

Daniel, in un video su You Tube, ha dichiarato: «Mi sono alzato con il singhiozzo dopo un addio al celibato dove avevo sì bevuto più del solito, soprattutto birra e superalcolici, ma niente di straordinario e da allora questo incubo mi sta rovinando la vita. Ci sono giorni peggiori di altri e in quelli dispari i singhiozzi spariscono, ma a volte sono così violenti da bloccarmi la respirazione per 30 secondi. Ho imparato a controllarli e a mascherarli in qualche modo, ma quando smetto di pensarci, ecco che ritornano e anche se cerco di restare ottimista e positivo, ho ormai raschiato il barile delle soluzioni e anche gli stessi dottori non sembrano sapere più cosa fare».

Il singhiozzo prolungato di Daniel, potrebbe purtroppo essere forse la spia di una patologia, che potrebbe essere anche grave, come varie forme di cancro cerebrale e la malattia di Parkinson.

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Durante l’estate si ingrassa di più

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OBESITA GRASSO SOVRAPPESO DIETA DIMAGRIRE METRO ADDOME PANCIA GRASSOVacanze e peso: il tema non riguarda solo gli adulti, ma anche i bambini, per i quali il maggior tempo a disposizione e una dieta più libera rispetto a quella imposta dal menu scolastico non necessariamente – o non sempre – si rivelano benefici come si potrebbe pensare. A suggerirlo è uno studio condotto negli Usa e appena pubblicato dal Journal of School Health. Alcuni ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston (Texas), dopo aver ripetutamente monitorato il peso di quasi 3600 bambini (che sono stati seguiti dal loro ingresso alla scuola elementare e per tutta la sua durata) hanno osservato che la velocità dell’aumento di peso era maggiore durante la pausa estiva rispetto al periodo scolastico. Periodo che, invece, aveva un impatto positivo sul peso dei piccoli, soprattutto su quelli sovrappeso o obesi.

Continua la lettura su https://www.corriere.it/salute/pediatria/13_settembre_04/vacanze-peso-bambini_835702f2-10a4-11e3-abea-779a600e18b3.shtml

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Addio a Federica Cardia, la blogger che lottava contro il cancro

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E’ un giorno triste. Non ce l’ha fatta Federica Cardia, la ragazza sarda di Continua a leggere

Lavarsi troppo fa ammalare di Alzheimer

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA BELLA SI LAVA LA FACCIA COSMETICI SAPONE BELLEZZA VISOUn eccessivo uso di acqua e saponi: potrebbe essere questa la causa dell’epidemia di Alzheimer nel cosiddetto primo mondo, che coinvolge 80 milioni di persone a livello globale. Lo sostiene uno studio dell’Università di Cambridge, pubblicato sulla rivista Evolution medicine and public health, che ha messo a confronto i dati sull’incidenza della malattia in 192 nazioni, e hanno concluso che la demenza senile è meno numerosa nei Paesi poveri, dove il contatto con microbi e batteri è alto, mentre è paradossalmente più alta nei Paesi sviluppati.

Per cui, a furia di usare saponi e disinfettanti, si annullano o quasi le aggressioni esterne, con il risultato che il sistema immunitario non si sviluppa e in età adulta ci si ammala più facilmente. L’ipotesi trova fondamento nel minore sviluppo nei Paesi occidentali dei linfociti T, che sono carenti nel cervello di chi è affetto da Alzheimer. Vero è anche che nelle aree meno sviluppate si vive di meno, e la demenza senile spesso non ha il tempo di manifestarsi. Ma dalla ricerca emerge che negli Stati dove i tre quarti della popolazione vive in aree urbane, la demenza degenerativa ha una incidenza significativamente superiore rispetto alle aree sottosviluppate quali India, Africa e Cina.

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Cruciverba addio, ora si resta giovani con la Playstation

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO ANZIANO VECCHIO NONNI MANI RUGOSEMentre il nipote è a scuola, suo nonno potrebbe rubargli la Playstation e non solo a scopo ricreativo, ma anche per rallentare l’avanzare dell’età. Secondo un nuovo studio dell’università della California gli anziani possono aumentare le capacità cognitive e il livello di attenzione giocando a un videogame progettato per questi scopi e i cui benefici possono essere duraturi.

La ricerca, pubblicata su Nature, ha coinvolto un gruppo di partecipanti di età compresa tra i 60 e gli 85 anni che hanno utilizzato il gioco Neuroracer, in cui bisogna guidare una macchina da corsa su una pista tortuosa e premere un bottone ogni volta che appare un cerchio verde. Il videogame è stato progettato per allenare la capacità di multitasking delle persone e spingerli a svolgere più azioni contemporaneamente e con una precisione sempre crescente. Dallo studio è emerso che dopo 12 ore di gioco nel corso di un mese, il livello di operatività degli anziani era maggiore di quello di un 20 enne inesperto e che gli effetti duravano per almeno 6 mesi.

Questo test fa parte di un lavoro più ampio che mira a comprendere se dei videogiochi progettati appositamente per aumentare le capacità cognitive possano aiutare il trattamento di disturbi neurologici, come deficit di attenzione, iperattività e perfino depressione. Secondo i ricercatori statunitensi i videogiochi potrebbero diventare una terapia da soli o abbinati all’uso di farmaci.

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L’obesità è una malattia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OBESITA GRASSO SOVRAPPESO DIETA DIMAGRIRE METRO ADDOME PANCIA GRASSOEra l’anno 2004 e nei cinema veniva proiettato un film-documentario, che consiglio a tutti di vedere,  intitolato “Supersize me“, diretto ed interpretato da un giovane regista americano, Morgan Spurlock, il quale voleva denunciare una delle più conosciute catene di fast food internazionali e dimostrare gli effetti collaterali e deleteri dati dalla continua assunzione dei cibi definiti junk food (cibo spazzatura), molto comuni negli Stati Uniti. Un film-documentario tutto americano, considerando che, secondo il rapporto sulla sanità dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico – OCSE, gli Stati Uniti detengono la percentuale di obesi più alta del mondo (circa il 37%), seguiti dai messicani e al terzo posto troviamo la Gran Bretagna, prima tra i Paesi europei.

L’obesità è sempre più aumentata negli ultimi trent’anni.

Secondo il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), istituzione pubblica che si occupa di monitorare l’incidenza delle malattie che colpiscono la popolazione degli Stati Uniti, la prevalenza di questo fenomeno è aumentato costantemente negli ultimi trent’anni, segnando una stabilizzazione negli anni recenti. Un’analisi più accurata della popolazione americana rivela che la percentuale di obesi sia maggiore tra gli uomini rispetto alle donne, dove negli ultimi anni questa differenza si sta sempre più riducendo. Lo status sociale ed economico tra la popolazione colpita ha un’influenza davvero importante: tra gli uomini statunitensi di origine messicana e quelli afro-americani, le persone che possiedono un reddito elevato sembrano avere una maggiore tendenza ad essere obesi, rispetto a quelli con un reddito inferiore. Non c’è invece nessuna relazione significativa tra l’obesità e il livello di istruzione per gli uomini. Invece tra le donne, si rileva la stessa tendenza a livello di etnicità, mentre il livello di istruzione differenzia le percentuali di persone colpite dall’obesità: quelle laureate sembrano avere una tendenza minore a diventare obese, rispetto a quelle con un livello di istruzione inferiore. Infine, è allarmante l’aumento dei bambini ed adolescenti obesi, i quali rappresentano il 17% della categoria.

Seconda causa di morte

L’obesità è ormai diventato un problema prioritario tra gli obiettivi del governo statunitense, sia perché è considerata la seconda causa di mortalità evitabile, tra varie patologie quali l’ipertensione, il diabete (di tipo 2), le malattie cardiocircolatorie e alcuni tipi di cancro, sia perché incide notevolmente sulla spesa sanitaria (nel 2008 i costi associati all’obesità sono stati stimati complessivamente pari a 147 miliardi di dollari).

L’obesità è una malattia

Due settimane fa l’Associazione dei medici americani (AMA) ha riconosciuto l’obesità come una vera e propria patologia, riscuotendo il parere negativo di alcuni esperti, senza che tale decisione abbia ottenuto un vincolo legale. Così tutto d’un colpo, un terzo della popolazione americana è diventata malata di “obesità”. Questa decisione è nata poiché si vorrebbe obbligare la comunità medico-scientifica alla prevenzione e cura della “malattia”, spingendo alla diagnosi e alla comunicazione col paziente, cercando di creare un effetto discontinuo con il passato.

Judy German, consulente per la salute e benessere presso l’Executive Medicine del Texas teme che «le persone non si sentiranno più responsabili della loro condizione personale» . E si chiede «le persone obese incominceranno a non presentarsi a lavoro e a voler riscuotere la pensione d’invalidità? O citeranno qualsiasi ristorante che offra menù con piatti ipercalorici?»

Come valutare l’obesità

Oggigiorno, non esiste uno strumento valido a livello scientifico che possa calcolare il livello di obesità delle persone. Quindi, come può un medico procedere a diagnosticare l’insorgenza dell’obesità ad un paziente? Secondo l’opinione di alcuni medici, l’indice di massa corporea superiore a 30 potrebbe essere indicato come un campanello d’allarme per tutti coloro che sono considerati a rischio obesità, ma questo non è sempre vero, poiché ci sono tante persone che superano questo valore e vengono giudicate in perfetta salute. Grazie a questa decisione dell’AMA, le compagnie assicurative sanitarie saranno obbligate a rimborsare i medici per le attività svolte nella prevenzione e informazione sul problema dell’obesità.

Ma perché si diventa grassi?

Solo negli ultimi vent’anni l’America ha cominciato a considerare i “chili di troppo” come un problema serio. L’obesità è diventato un problema culturale negli Stati Uniti. Tra le principali cause dell’epidemia di obesità esiste il consumo su larga scala degli alimenti sofisticati, meno cari ma sicuramente qualitativamente più scadenti. L’industria alimentare ha di fatto rivoluzionato lo stile di vita e il modo di nutrirsi degli statunitensi.

Produciamo e mangiamo troppo cibo

Un terzo della nostra economia prospera nel rendere le persone malate e grasse. Le aziende agricole ad elevata produzione (Big Farming) producono più di 500 calorie a persona al giorno rispetto a 25 anni fa, perché vengono pagate per produrre cibo in eccedenza, anche quando non è necessario. Il grano (carboidrati) e la soia (grassi) vengono modificati in cibo industriale sofisticato e bevande zuccherate: tale combinazione di grassi, zucchero, sale è responsabile del creare dipendenza tra i loro consumatori. Questi alimenti di bassa qualità sono fortemente commercializzati ($ 30 miliardi) e consumati dalla popolazione in misura sempre maggiore, la quale ha raggiunto il tasso di obesità di circa 3 americani su 4.

Una catena di malattie

Più mangiamo, più diventiamo grassi. Più diventiamo grassi, più sviluppiamo malattie cardiache, diabete, cancro e una miriade di altre malattie croniche. Attualmente, un americano su dieci è diabetico. Nel 2050 un americano su tre sarà diabetico. Tanto più è malata la nostra popolazione, tanti più farmaci vengono venduti per il colesterolo alto, il diabete, l’ipertensione, la depressione, e molte altre malattie legati allo stile di vita. I profitti della Triade Tossica “Big Farming, Big Food, Big Pharma” stanno creando una nazione di cittadini malati e grassi. Questa struttura è integrata nel tessuto stesso della economia e della cultura americana. Potrebbe essere chiamata il complesso industriale medico, agricolo, alimentare, riconoscendola come la causa di “violenza strutturale” – l’insieme delle condizioni sociali, politiche, economiche e ambientali che favoriscono e promuovono lo sviluppo della malattia. Ma c’è un modo per trasformare la Triade tossica in una Triade della Salute?

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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