Con “poliuria” in medicina per definizione si intende l’eliminazione di una quantità di urina superiore a 2000 ml nelle 24 ore (2500 ml o 3000 ml secondo alcune fonti), generalmente associata ad un Continua a leggere
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Anuria e urine: definizione, terapia, valori, cosa fare, morte

Globo vescicale da ritenzione di urina in vescica in paziente con anuria da cause ostruttive
Con “anuria” in medicina ci di riferisce per definizione ad un segno clinico che corrisponde alla sospensione quasi totale della produzione di urina, con diuresi inferiore a Continua a leggere
Cattivo odore intimo: cause, cure e rimedi facili
Ogni donna, come ogni essere vivente , ha un proprio “odore” ed in particolare ha uno specifico odore intimo che viene determinato dal rilascio di sostanze, chiamate feromoni, che servono – fin dall’uomo preistorico – ad attirare il partner per l’accoppiamento. A volte, però, qualcosa nell’organismo non funziona come dovrebbe, e un cattivo odore intimo può esserne sintomo.
Vari fattori possono determinare cattivo odore intimo
La parete vaginale è formata da un rivestimento (epitelio) la cui modificazione e capacità di secernere liquido (fluido vaginale) e di emanare un odore particolare per quella donna, dipende essenzialmente dallo stato ormonale, che rappresenta senz’altro il fattore più importante nel modulare le caratteristiche dell’ambiente vaginale. Questo giustifica le variazioni vaginali in relazione alle fasi del ciclo e soprattutto all’età della donna. Ma non solo: lo stile di vita, ciò che mangiamo e la quantità di liquidi che introduciamo con la dieta, l’igiene personale che adottiamo, gli abiti che indossiamo e lo stress possono influire su quest’organo, e dare origine a sintomi come il cattivo odore intimo. Uno stress psicofisico a cui è sottoposto l’intero organismo potrebbe infatti avere ripercussioni anche sull’ambiente vaginale.
Virus e batteri
Siccome l’ecosistema vaginale in particolare è un ecosistema aperto, è intuibile che possa essere esposto come tale a contaminazioni esterne di virus e batteri provenienti dall’area perineale e dall’ano, che possono anche risalire facilmente l’uretra e giungere in vescica, determinando cistiti ed uretriti persistenti. Un’igiene scorretta può favorire la risalita in vagina di microrganismi patogeni comunemente presenti nell’intestino per esempio, come anche l’impiego eccessivo o troppo frequente di detergenti modifica comunque l’equilibrio vaginale, determinando stati di irritazione, accompagnati spesso a cattivo odore intimo.
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Rapporti sessuali e patologie
Gli stessi rapporti sessuali senza profilattico costituiscono di per sé un elemento perturbante, comportando uno stress meccanico sull’epitelio vaginale da sfregamento e un innalzamento seppur transitorio del pH vaginale, oltre ovviamente alla trasmissione di patogeni veri e propri, qualora il partner fosse affetto da patologie sessualmente trasmissibili, come ad esempio Clamidia, Gonorrea, Herpes, HPV, Sifilide, Pidocchio del pube (piattole), Scabbia, Epatite B ed A, Herpes, HIV, Infezione da Mycoplasma hominis, Tricomoniasi, infezione da ureaplasma, Amebiasi, Criptosporidiosi, Giardiasi, e Shigellosi.
Inoltre varie patologie come il diabete, o malattie che compromettano il sistema immunitario come l’HIV che determina AIDS, sono associate ad una maggior frequenza di infezioni vaginali perché le favoriscono in maniera diretta e/o indiretta. Anche le terapie con antibiotici o cortisonici, specie se protratte, possono favorire l’insorgenza di infezioni vaginali.
Corpi estranei
L’utilizzo di corpi estranei, come la spirale al rame utilizzata a scopo contraccettivo in età fertile o il pessario per il contenimento dei prolassi in età avanzata, sono entrambe condizioni associate ad un maggior rischio di “cattivo odore” e di concomitante presenza di secrezione vaginale spesso maleodorante. Anche in questo caso il disagio è legato alla proliferazione di batteri vaginali che possono essere trattati con terapie locali da eseguire a cicli, per prevenirne le riacutizzazioni.
Gardnerella vaginalis
Le infezioni vaginali che sono più associate a “cattivo odore intimo” sono soprattutto quelle batteriche, in particolare quelle causate dalla Gardnerella vaginalis. La presenza di Gardnerella si associa spesso alla presenza di perdite vaginali maleodoranti o alla percezione di odore di “pesce avariato“, che aumenta in genere dopo i rapporti sessuali o durante le mestruazioni, quando il pH sale per via dello sperma e del sangue. La Gardnerella vaginalis può essere associata all’insorgenza di vaginiti e vaginosi anche gravi che rendono necessario l’intervento del medico. Per trattare la Gardnerella abbiamo a disposizione preparati locali o farmaci da assumere per bocca a seconda della gravità dell’infezione e della sintomatologia riferita dalla donna. Si possono poi usare quotidianamente detergenti mirati ad evitare recidive, come anche l’utilizzo di prodotti locali che aumentino la percentuale di ossigeno in vagina, contrastano la proliferazione eccessiva di questi e di altri batteri.
Quale prodotto usare per prevenire cattivi odori intimi?
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Una delle cause spesso sottovalutate di cattivi odori intimi è l’accumulo, nell’uomo e nella donna di smegma, a tal proposito leggi: Smegma femminile, vulviti, cattivi odori vaginali e prurito: cura e prevenzione
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Odore delle urine di pesce, zolfo o ammoniaca: cause e cure
L’urina non ha certamente un odore che la maggioranza delle persone definisce “gradevole”, tuttavia ci sono alcune situazioni, condizioni e patologie che possono renderlo ancora meno gradevole del solito: vediamole insieme.
Bere troppa poca acqua
La prima cosa da valutare, in presenza di urina dall’odore sgradevole, è quanta acqua avete bevuto negli ultimi due giorni. Ricordate che l’ideale sarebbe bere da 1,5 a 2 litri di acqua al giorno (anche di più durante i mesi caldi e se fate attività sportive), ma se comunque avete bevuto meno acqua del solito, questa può essere una conseguenza. Se la causa del cattivo odore è la disidratazione, noterete che la pipì è di colore scuro o arancione e ha odore di ammoniaca. In questo caso il problema scompare semplicemente bevendo più acqua. Se il colore e l’odore intensi dell’urina si accompagnano ad uno stato di confusione mentale, debolezza, stanchezza estrema, potrebbe trattarsi di una grave disidratazione che richiede immediata attenzione medica.
Infezioni del tratto urinario
Un altro possibile motivo del cattivo odore dell’urina potrebbe essere un’infezione delle vie urinarie. I sintomi più frequenti sono:
- Stimolo continuo ad andare al bagno.
- Sensazione di bruciore durante la minzione.
- Dolore al ventre.
Uno dei batteri che più comunemente ne sono responsabili è l’Escherichia coli. È importante recarsi subito dal medico per cominciare il trattamento il prima possibile. I migliori prodotti antibatterici per la pulizia dei genitali e la prevenzione di cattivi odori, prurito, smegma ed infiammazioni, selezionati, usati e raccomandati dal nostro Staff di esperti, li potete trovare qui:
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Diabete
Un odore particolare dell’urina potrebbe essere sintomo di diabete. Se già soffrite di diabete e state assumendo le compresse, assicuratevi di star seguendo la prescrizione del diabetologo alla lettera; un odore ad esempio dolciastro tipo potrebbe indicare che qualcosa nella cura non funziona come dovrebbe. Se invece il trattamento è a base di iniezioni di insulina e lo avete cominciato da poco tempo, chiedete al medico: potrebbe trattarsi di un effetto collaterale e non necessariamente di un alto livello di glucosio nelle urine.
Clicca qui per leggere i nostri articoli sul diabete.
Disturbi epatici
Un’altra causa di cattivo odore nella pipì può derivare dal fegato. In questo caso, l’odore si accompagna ad altri sintomi:
- Nausea
- Vomito
- Dolore addominale
- Occhi gialli
- Debolezza
- Perdita di peso
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Consumo eccessivo di alcuni alimenti
L’odore delle urine è alterato anche da determinati alimenti. Come ben sapete, gli asparagi e altri ortaggi a gambo verde, cambiano l’odore della pipì, ma in questo caso il fenomeno scompare in poco tempo. Tra gli alimenti che cambiamo l’odore dell’urina troviamo:
- curry;
- salmone;
- alcool;
- cipolle;
- aglio;
- cavoletti di Bruxelles;
- caffè.
Il problema persiste senza aver consumato questi alimenti? Quanto sale aggiungete ai vostri piatti? Una dieta ricca di sale può causare una maggiore concentrazione delle urine, conferendo a queste un odore più forte del solito. Provate a diminuire la quantità di sale: ne guadagnerà la vostra salute e il vostro cuore.
L’uso delle lavande vaginali
Bisogna riconoscerlo, molte donne hanno problemi ad accettare le caratteristiche delle proprie parti intime. Per questo motivo spesso si ricorre alle lavande vaginali. Se dopo aver cominciato ad usarle notate un cattivo odore nelle urine, sarebbe opportuno interrompere quanto prima. Le lavande vaginali non si limitano a detergere la vagina, ma possono distruggere la flora batterica della zona genitale. Come risultato, il cattivo odore peggiora invece di sparire. Se avvertite cattivo odore provenire dalla zona genitale, invece di ricorrere a questi prodotti, chiedete al ginecologo. Vi saprà indicare se è presente un problema reale o se si tratta di una condizione fisiologica, e se sia necessario o meno ricorrere ad una cura specifica.
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Ormoni ed ovulazione
Gli stessi ormoni che intervengono durante il periodo di gestazione (estrogeni e progesterone) hanno anche il compito di regolare il ciclo mestruale. Questi ormoni alterano lievemente l’odore della pipì, ecco perché durante l’ovulazione potreste notare un odore tenue simile all’ammoniaca.
Consumo di alcuni farmaci, integratori e vitamine
Un’ultima causa di cattivo odore è legata agli aromatizzanti contenuti in alcune medicine ed integratori alimentari. Conferiscono al prodotto un sapore migliore, ma possono alterare il colore e l’odore delle urine. In altri casi, invece, potrebbe trattarsi di un effetto collaterale del farmaco. In ogni caso è sempre una buona idea parlarne con il medico per capire se si tratta di un effetto innocuo o meno.
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Erezioni notturne dolorose, bisogno di urinare e ipertrofia prostatica
Le “erezioni notturne” sono erezioni del pene che avvengono durante il sonno, senza che l’uomo neanche se ne accorga, di solito quattro o cinque volte per notte con una durata di circa 10 minuti per episodio, ciò significa che un uomo passa circa 40/50 minuti a notte con una erezione in atto. Generalmente non indicano alcuna patologia, anzi sono un segnale di salute dei meccanismi di erezioni del pene e se scompaiono potrebbero indicare disfunzione erettile, tuttavia – se si associano spesso a risveglio notturno con annessa urgenza di urinare – potrebbero essere uno dei sintomi di prostatite o di ipertrofia della prostata.
Prostatite
Con il termine “prostatite” (in inglese “prostatitis“) si intende l’infiammazione della prostata, ghiandola maschile che si trova sotto la vescica e annovera tra le sue funzioni la produzione di liquido seminale. Si stima che la prostatite colpisca fino al 14% della popolazione maschile, indipendentemente da età ed etnia. Per approfondire, leggi: Prostatite batterica ed abatterica: cause e cure dell’infiammazione della prostata
Ipertrofia prostatica benigna
L’ipertrofia prostatica benigna – più correttamente denominata “iperplasia prostatica benigna” – è una delle malattie più frequenti dell’uomo oltre i 50 anni e consiste in un aumento di volume della prostata (generalmente associato ad un aumento del PSA rilevato con l’analisi del sangue): ciò determina un quadro sintomatologico che interferisce sulla qualità della vita dell’uomo. Non è ancora definito se ciò sia da considerare una naturale conseguenza delle modificazioni ormonali correlate con il processo dell’invecchiamento od una malattia conseguente a molteplici fattori di diversa natura. È certamente un problema destinato a crescere proporzionalmente all’invecchiamento della popolazione: studi istologici hanno rilevato che il 50% degli uomini al di sopra dei 60 anni ed il 90% di quelli con più di 80 anni presentano una ipertrofia prostatica. In circa un quarto della popolazione maschile al di sopra dei 60 anni l’ipertrofia può essere presente pur non essendo clinicamente evidente.
L’aumento di volume della prostata determina una compressione ed uno stiramento del condotto uretrale che la attraversa, causando così una ostruzione meccanica che, combinata alla contrazione del muscoli del collo vescicale (ostruzione dinamica), ostacola più o meno fortemente il passaggio dell’urina.
L’ipertrofia prostatica benigna viene suddivisa in tre stadi clinici:
- in un primo stadio compaiono segni di tipo irritativo: aumentata frequenza diurna e notturna (pollachiuria), minzione imperiosa e disuria;
- il secondo stadio è caratterizzato dall’ostacolo alla evacuazione totale dell’urina. I sintomi predominanti sono: ritardo o incapacità ad iniziare la minzione con necessità della contrazione dei muscoli addominali; si riducono calibro e forza del getto urinario che è prolungato nel tempo ed accompagnato da sgocciolamento perdurante alla fine dell’atto; talora vi è minzione in due tempi con la sensazione di uno svuotamento incompleto della vescica;
- il terzo stadio è contraddistinto da ritenzione cronica di urina, minzione per rigurgito, spesso complicata da infezione urinaria recidivante, da ematuria e nei casi avanzati da uretero-idro-nefrosi bilaterale e conseguente insufficienza renale. Non sono infrequenti turbe della sfera sessuale quali eiaculazione precoce, erezioni notturne frequenti e fastidiose, emospermia e turbe della funzione erettile.
Integratori alimentari per il benessere della prostata
Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di diminuire infiammazioni e bruciori e migliorare la salute della prostata:
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La valutazione del PSA può essere effettuata anche a casa, usando un test pratico ed affidabile come quello consigliato dal nostro Staff medico: https://amzn.to/44JmBFz
Per approfondire:
- Ipertrofia o iperplasia prostatica benigna: cause, sintomi e cure
- Ecografia prostatica transrettale: come si svolge, è dolorosa, a che serve?
- PSA totale e free alto: capire i risultati dell’esame e rischio di tumore alla prostata
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Mi alzo spesso di notte per urinare: quali sono le cause e le cure?
La necessità di svegliarsi più volte durante la notte con lo stimolo urgente di urinare, in termini medici viene chiamata “nicturia” o “pollachiuria notturna“. Svegliarsi una singola volta è considerato normale, diverso è invece il caso quando si verificano vari episodi nella stessa notte .
Quali sono le cause non patologiche che provocano la nicturia?
La nicturia non è necessariamente provocata da una malattia: ci sono alcune condizioni e situazioni che possono determinarla, spesso in modo transitorio, come ad esempio:
- gravidanza in stato avanzato: la nicturia è provocata dalla pressione che il feto esercita sulla vescica. Potete trovare tutti i nostri articoli sulla gravidanza in questo link;
- età avanzata, per approfondire: Demenza senile: cause, sintomi, decorso e cure;
- episodi di ansia e forte stress, a tal proposito leggi: Quante volte al giorno è normale urinare? Vescica iperattiva e ansia;
- menopausa, a tal proposito leggi anche: Menopausa: 8 consigli per affrontarla al meglio;
- uso di farmaci diuretici (nicturia e pollachiuria iatrogena), a tal proposito leggi: Lasix (furosemide): posologia, effetti collaterali [FOGLIETTO ILLUSTRATIVO].
Nicturia ed alimentazione
Una alimentazione che comprenda una forte assunzione di proteine, come la dieta iperproteica o l’uso smodato di integratori di proteine, può determinare nicturia. Anche l’assunzione di bevande stimolanti come il caffè possono aumentare lo stimolo ad urinare la notte. Mangiare cibi particolarmente salati la sera, ad esempio una pizza, può portare ad assumere molta acqua prima di andare a dormire e portare a nicturia transitoria. Assumere cibi che irritano la prostata potrebbero determinare pollachiuria e nicturia, a tal proposito leggi: Il peperoncino e gli altri cibi che irritano la tua prostata e possono causarti eiaculazione precoce
Anche l’eccesso o assunzione tardiva di liquidi durante la giornata può determinare una situazione di nicturia. Una causa di pollachiuria notturna può essere l’assunzione di bevande alcoliche durante la serata, a tal proposito leggi anche: Perché quando si beve molto alcool si urina di più?
Quali sono le cause patologiche che provocano la nicturia?
La nicturia può essere anche provocata da patologie ed in questo caso la nicturia è difficilmente temporanea, bensì diventa persistente. Ecco alcune patologie che determinano spesso nicturia, sia in maniera diretta che indiretta:
- diabete mellito, a tal proposito leggi: Diabete mellito: conseguenze e complicanze a lungo termine;
- diabete insipido, a tal proposito leggi: Differenze tra diabete mellito ed insipido: glicemia, vasopressina, poliuria e polidipsia;
- infezioni da clamidia;
- alterazioni del bilancio idrico;
- vescica neurogena, a tal proposito leggi: Vescica neurogena disinibita, riflessa, autonoma, atonica;
- patologie cardiovascolari che impediscono la corretta filtrazione a livello dei glomeruli renali nella stazione eretta ed altre che provochino eccessiva produzione di urine durante la notte od in posizione clinostatica;
- iperparatiroidismo, a tal proposito leggi: Paratiroidi: anatomia e funzioni in sintesi;
- malattie endocrinologiche che interferiscono con gli ormoni coinvolti nella formazione dell’urina, come l’ormone antidiuretico (ADH), a tal proposito leggi: Vasopressina (ormone antidiuretico o ADH): funzioni e patologie;
- danni renali;
- sclerosi multipla, a tal proposito leggi: Sclerosi multipla: cause, sintomi, diagnosi e prognosi;
- morbo di Parkinson, per approfondire leggi: Morbo di Parkinson: cause, sintomi, decorso, terapie;
- compressione del midollo spinale;
- sindrome della cauda equina;
- insufficienza renale cronica, leggi anche: Differenza tra insufficienza renale acuta, cronica e dialisi;
- insufficienza cardiaca;
- ipertensione arteriosa, per approfondire: Perché la pressione arteriosa alta (ipertensione) è pericolosa?;
- edema periferico, a tal proposito leggi: Cos’è l’edema, come e perché si forma?;
- incontinenza urinaria;
- infezioni della vescica;
- ostruzione ureterale;
- ipercalcemia;
- ipertrofia prostatica benigna, leggi anche: Ipertrofia o iperplasia prostatica benigna: cause, sintomi e cure;
- cancro alla prostata, per approfondire: Tumore maligno della prostata (carcinoma prostatico): cause, sintomi e terapie;
- scarsa capacità vescicale;
- cistite, per approfondire: Cistite: ne soffro spesso, come diminuire le recidive?;
- prostatite, a tal proposito leggi: Prostatite batterica ed abatterica: cause e cure dell’infiammazione della prostata;
- iperattività del muscolo detrusore;
- diminuita distensibilità vescicale;
- fibromi uterini;
- tumori vescicali;
- tumori che comprimono dall’esterno la vescica.
Sintomi e segni associati alla nicturia
Possibili sintomi e segni associati alla nicturia, sono:
- poliuria notturna: il corpo produce un grande volume di urina durante il sonno (normale quantità di urine nelle 24 ore con volume notturno superiore al 35% rispetto al totale);
- poliuria: produzione di una grande quantità di urina al giorno (superiore ai 2.500-3.000 ml nelle 24 ore);
- pollachiuria: aumento della frequenza della minzione con emissioni di piccole quantità di urina.
Per approfondire leggi:
Diagnosi della causa nicturia
Per individuare la causa a monte che determina la nicturia è necessario l’intervento del medico, che comprende generalmente questi step diagnostici:
- anamnesi: valutazione dei sintomi, dei farmaci e dei liquidi assunti (incluso l’alcool);
- esame dell’addome, pelvico (donne) e rettale (uomini), a tal proposito leggi: Esplorazione rettale digitale della prostata: fa male? A che serve?;
- esami del sangue: elettroliti, glucosio, calcio, valutazione della funzione renale ecc.;
- analisi delle urine ed urinocoltura: per escludere infezioni locali, ematuria e proteinuria, a tal proposito leggi: Esame delle urine completo con urinocoltura: come fare e capire i risultati;
- urodinamica: valuta flusso urinario, volume residuo ed altri parametri relativi all’alterata funzionalità vescicale, per approfondire: Urodinamica: cos’è, a che serve e come funziona;
- ricerca di malattie sistemiche in atto che potrebbero contribuire alla nicturia.
Trattamento
Il trattamento della nicturia dipende dalla causa a monte che la provoca. Nel caso la nicturia si verifichi in modo transitorio, spesso non è necessario alcun intervento per risolvere la situazione. Se la nicturia è persistente, esistono alcune opzioni di trattamento:
Farmaci:
- Farmaci antidepressivi ad azione anticolinergica: riducono i sintomi della vescica iperattiva, agendo a livello del muscolo destrusore e migliorando lo svuotamento vescicale;
- Bumetanide e furosemide: diuretici che agiscono regolando la produzione di urina;
- Imipramina: antidepressivo triciclico che diminuisce la produzione di urina, indicato anche per l’enuresi notturna;
- Desmopressina: analogo della vasopressina che aiuta i reni a produrre meno urina.
Interventi:
- Limitare il consumo serale di caffè, alcolici ed altre bevande contenenti caffeina o teina (a causa del loro effetto diuretico), a tal proposito leggi. Quanti caffè posso assumere ogni giorno? E se sono iperteso o prendo farmaci? E durante la gravidanza e l’allattamento?;
- Regolare il tempo di assunzione dei farmaci diuretici: preferire il tardo pomeriggio, circa sei ore prima di coricarsi in modo che il loro effetto terapeutico sia completo prima di andare a letto;
- Elevare le gambe e indossare calze a compressione (per aiutare a prevenire la ritenzione di liquidi).
Se la nicturia è causata da patologie potenzialmente gravi, come diabete ed insufficienza renale, la cura dipenderà ovviamente dal trattamento della patologia a monte che determina la nicturia.
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- Rene: anatomia, funzioni e patologie in sintesi
- Differenza tra sindrome nefritica e nefrosica
- Proteinuria 24 ore alta: cause, tipi, valori e terapie
- Albumina ed albuminemia alta o bassa: cause, valori e terapie
- Differenza tra pressione idrostatica, oncotica ed osmotica
- Idratazione corretta: quanta acqua bere al giorno e perché è così importante
- Differenza tra osmosi ed osmosi inversa
- Emoglobina nelle urine (emoglobinuria): cause, sintomi e terapia
- Differenza tra proteinuria transitoria, persistente ed ortostatica
- Differenza tra insufficienza renale acuta, cronica e dialisi
- Differenza tra anuria ed oliguria
- Differenza tra surrene e rene
- Differenza tra rene policistico e multicistico
- Differenza tra rene destro e sinistro
- Differenza tra uretra e uretere
- Differenza tra nefrologo ed urologo: patologie e competenze specifiche e comuni
- Elettroforesi delle proteine o protidogramma: valori e significato clinico
- Surrene: anatomia, funzioni e patologie in sintesi
- Differenza tra renella e calcoli renali
- Differenza tra anuria e ritenzione urinaria
- Azotemia (Urea) alta o bassa: valori, cause, sintomi e cosa fare
- Scura o chiara, liquida o schiumosa: la tua urina rivela la tua salute
- Si può vivere senza reni? Conseguenze della nefrectomia
- Differenze tra apparato urinario maschile e femminile
- Glomerulo renale: schema, funzione e flusso ematico renale
- Filtrazione glomerulare, riassorbimento e secrezione
- Vescica: dove si trova, anatomia, funzioni e patologie frequenti in sintesi
- Minzione: come funziona l’emissione di urina e come si controlla
- Uretra maschile e femminile: anatomia, funzioni e patologie in sintesi
- Uretere: dove si trova, anatomia, funzioni e patologie in sintesi
- Differenza tra trombo, embolo, coagulo, embolia e trombosi
- Differenza tra arterie, vene, capillari, arteriole e venule
- Differenza tra arteriola afferente ed efferente: struttura e funzioni
- Differenza tra sinapsi elettrica e chimica
- Pressione arteriosa: valori normali e patologici
- Pressione alta (ipertensione arteriosa): sintomi, cause, valori e cure
- Perché la pressione arteriosa alta (ipertensione) è pericolosa?
- Differenza tra neuroni e nervi
- Qual è la differenza tra arteria e vena?
Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Nicturia: cos’è, cosa la provoca e come si cura
La necessità di svegliarsi più volte durante la notte con lo stimolo urgente di urinare, in termini medici viene chiamata “nicturia“. Svegliarsi una singola volta è considerato normale, diverso è invece il caso quando si verificano vari episodi nella stessa notte (pollachiuria notturna).
Quali sono le cause non patologiche che provocano la nicturia?
La nicturia non è necessariamente provocata da una malattia: ci sono alcune condizioni e situazioni che possono determinarla, spesso in modo transitorio, come ad esempio:
- gravidanza in stato avanzato: la nicturia è provocata dalla pressione che il feto esercita sulla vescica. Potete trovare tutti i nostri articoli sulla gravidanza in questo link;
- età avanzata, per approfondire: Demenza senile: cause, sintomi, decorso e cure;
- episodi di ansia e forte stress, a tal proposito leggi: Quante volte al giorno è normale urinare? Vescica iperattiva e ansia;
- menopausa, a tal proposito leggi anche: Menopausa: 8 consigli per affrontarla al meglio;
- uso di farmaci diuretici (nicturia e pollachiuria iatrogena), a tal proposito leggi: Lasix (furosemide): posologia, effetti collaterali [FOGLIETTO ILLUSTRATIVO].
Nicturia ed alimentazione
Una alimentazione che comprenda una forte assunzione di proteine, come la dieta iperproteica o l’uso smodato di integratori di proteine, può determinare nicturia. Anche l’assunzione di bevande stimolanti come il caffè possono aumentare lo stimolo ad urinare la notte. Mangiare cibi particolarmente salati la sera, ad esempio una pizza, può portare ad assumere molta acqua prima di andare a dormire e portare a nicturia transitoria. Assumere cibi che irritano la prostata potrebbero determinare pollachiuria e nicturia, a tal proposito leggi: Il peperoncino e gli altri cibi che irritano la tua prostata e possono causarti eiaculazione precoce
Anche l’eccesso o assunzione tardiva di liquidi durante la giornata può determinare una situazione di nicturia. Una causa di pollachiuria notturna può essere l’assunzione di bevande alcoliche durante la serata, a tal proposito leggi anche: Perché quando si beve molto alcool si urina di più?
Quali sono le cause patologiche che provocano la nicturia?
La nicturia può essere anche provocata da patologie ed in questo caso la nicturia è difficilmente temporanea, bensì diventa persistente. Ecco alcune patologie che determinano spesso nicturia, sia in maniera diretta che indiretta:
- diabete mellito, a tal proposito leggi: Diabete mellito: conseguenze e complicanze a lungo termine;
- diabete insipido, a tal proposito leggi: Differenze tra diabete mellito ed insipido: glicemia, vasopressina, poliuria e polidipsia;
- infezioni da clamidia;
- alterazioni del bilancio idrico;
- vescica neurogena, a tal proposito leggi: Vescica neurogena disinibita, riflessa, autonoma, atonica;
- patologie cardiovascolari che impediscono la corretta filtrazione a livello dei glomeruli renali nella stazione eretta ed altre che provochino eccessiva produzione di urine durante la notte od in posizione clinostatica;
- iperparatiroidismo, a tal proposito leggi: Paratiroidi: anatomia e funzioni in sintesi;
- malattie endocrinologiche che interferiscono con gli ormoni coinvolti nella formazione dell’urina, come l’ormone antidiuretico (ADH), a tal proposito leggi: Vasopressina (ormone antidiuretico o ADH): funzioni e patologie;
- danni renali;
- sclerosi multipla, a tal proposito leggi: Sclerosi multipla: cause, sintomi, diagnosi e prognosi;
- morbo di Parkinson, per approfondire leggi: Morbo di Parkinson: cause, sintomi, decorso, terapie;
- compressione del midollo spinale;
- sindrome della cauda equina;
- insufficienza renale cronica, leggi anche: Differenza tra insufficienza renale acuta, cronica e dialisi;
- insufficienza cardiaca;
- ipertensione arteriosa, per approfondire: Perché la pressione arteriosa alta (ipertensione) è pericolosa?;
- edema periferico, a tal proposito leggi: Cos’è l’edema, come e perché si forma?;
- incontinenza urinaria;
- infezioni della vescica;
- ostruzione ureterale;
- ipercalcemia;
- ipertrofia prostatica benigna, leggi anche: Ipertrofia o iperplasia prostatica benigna: cause, sintomi e cure;
- cancro alla prostata, per approfondire: Tumore maligno della prostata (carcinoma prostatico): cause, sintomi e terapie;
- scarsa capacità vescicale;
- cistite, per approfondire: Cistite: ne soffro spesso, come diminuire le recidive?;
- prostatite, a tal proposito leggi: Prostatite batterica ed abatterica: cause e cure dell’infiammazione della prostata;
- iperattività del muscolo detrusore;
- diminuita distensibilità vescicale;
- fibromi uterini;
- tumori vescicali;
- tumori che comprimono dall’esterno la vescica.
Sintomi associati alla nicturia
- Poliuria notturna: il corpo produce un grande volume di urina durante il sonno (normale quantità di urine nelle 24 ore con volume notturno superiore al 35% rispetto al totale).
- Poliuria: produzione di una grande quantità di urina al giorno (superiore ai 2.500-3.000 ml nelle 24 ore).
- Pollachiuria: aumento della frequenza della minzione con emissioni di piccole quantità di urina.
Per approfondire leggi:
Diagnosi della causa nicturia
Per individuare la causa a monte che determina la nicturia è necessario l’intervento del medico, che comprende generalmente questi step diagnostici:
- anamnesi: valutazione dei sintomi, dei farmaci e dei liquidi assunti (incluso l’alcool);
- esame dell’addome, pelvico (donne) e rettale (uomini), a tal proposito leggi: Esplorazione rettale digitale della prostata: fa male? A che serve?;
- esami del sangue: elettroliti, glucosio, calcio, valutazione della funzione renale ecc.;
- analisi delle urine ed urinocoltura: per escludere infezioni locali, ematuria e proteinuria, a tal proposito leggi: Esame delle urine completo con urinocoltura: come fare e capire i risultati;
- urodinamica: valuta flusso urinario, volume residuo ed altri parametri relativi all’alterata funzionalità vescicale, per approfondire: Urodinamica: cos’è, a che serve e come funziona;
- ricerca di malattie sistemiche in atto che potrebbero contribuire alla nicturia.
Trattamento
Il trattamento della nicturia dipende dalla causa a monte che la provoca. Nel caso la nicturia si verifichi in modo transitorio, spesso non è necessario alcun intervento per risolvere la situazione. Se la nicturia è persistente, esistono alcune opzioni di trattamento:
Farmaci:
- Farmaci antidepressivi ad azione anticolinergica: riducono i sintomi della vescica iperattiva, agendo a livello del muscolo destrusore e migliorando lo svuotamento vescicale;
- Bumetanide e furosemide: diuretici che agiscono regolando la produzione di urina;
- Imipramina: antidepressivo triciclico che diminuisce la produzione di urina, indicato anche per l’enuresi notturna;
- Desmopressina: analogo della vasopressina che aiuta i reni a produrre meno urina.
Interventi:
- Limitare il consumo serale di caffè, alcolici ed altre bevande contenenti caffeina o teina (a causa del loro effetto diuretico), a tal proposito leggi. Quanti caffè posso assumere ogni giorno? E se sono iperteso o prendo farmaci? E durante la gravidanza e l’allattamento?;
- Regolare il tempo di assunzione dei farmaci diuretici: preferire il tardo pomeriggio, circa sei ore prima di coricarsi in modo che il loro effetto terapeutico sia completo prima di andare a letto;
- Elevare le gambe e indossare calze a compressione (per aiutare a prevenire la ritenzione di liquidi).
Se la causa di nicturia dipende da patologie potenzialmente gravi, come diabete ed insufficienza renale, la cura dipenderà ovviamente dal trattamento della patologia a monte che determina la nicturia.
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- Differenza tra renella e calcoli renali
- Differenza tra anuria e ritenzione urinaria
- Azotemia (Urea) alta o bassa: valori, cause, sintomi e cosa fare
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Differenze tra apparato urinario maschile e femminile
L’apparato urinario è l’insieme di organi e di strutture finalizzati all’escrezione dell’urina o di altri prodotti del catabolismo. Nell’essere umano, l’apparato è rappresentato principalmente da:
- reni;
- canali escretori (ureteri);
- vescica urinaria;
- uretra.
L’organo principale dell’apparato escretore, il rene, è costituito da una zona midollare, costituita dalle piramidi renali, ed una corticale. L’unità funzionale del rene è il nefrone, costituito dal corpuscolo di Malpighi a sua volta composto dal glomerulo, dalla capsula di Bowman e dal tubulo renale.
L’apparato urinario è essenzialmente identico nei due sessi, con queste principali differenze:
- i reni maschili sono mediamente più grandi e più pesanti di quelli femminili: il loro peso è circa 150 g negli uomini e 135 g nelle donne;
- nel maschio la vescica urinaria si presenta sottile ed allungata, nella femmina ha invece una forma più sferica;
- lungo l’uretra (il canale che collega la vescica con l’esterno) dell’uomo è presente la prostata, deputata alla produzione del 70% del liquido seminale: la prostata non è invece presente lungo l’uretra femminile;
- alla base della vescica urinaria, nel maschio sono presenti le vescicole seminali, deputati alla produzione del restante 30% dello sperma. Le vescicole seminali invece mancano nella donna;
- l’uretra femminile è molto più corta di quella maschile (la femminile misura solo dai 2 ai 4 cm mentre quella maschile è lunga circa 20 cm); questo è il motivo per cui la cistite è molto più diffusa tra le donne che non tra gli uomini: è estremamente più facile per i microbi, una volta passati dall’ano all’uretra, risalire lungo la corta uretra femminile verso la vescica, piuttosto che lungo un uretra maschile.
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