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Cosa sono e qual è la differenza tra massa magra e massa grassa? Tutte le percentuali di grasso, ossa e muscoli

A destra: una forte riduzione della % di massa grassa, dovuta generalmente a dieta ipocalorica, ad allenamento intensivo e spesso ad uso di farmaci dopanti come il Winstrol
Massa magra
Con massa magra (o LBM, acronimo dall’inglese Lean Body Mass) in medicina si intende la parte di massa di un organismo che esclude il grasso di deposito (acqua, proteine, minerali, glucidi, grasso essenziale). Si esprime in percentuale quando è intesa in riferimento al peso complessivo dell’organismo. Quando si intende definire la massa magra escludendo anche il grasso primario, si parla più precisamente di Massa magra alipidica, o FFM, dall’inglese Fat Free Mass. Il grasso primario costituisce circa il 3% della massa corporea maschile ed il 12% di quella femminile, valori inferiori non sono compatibili con uno stato di buona salute generale. Le componenti della massa magra sono:
- massa proteica;
- glicogeno;
- acqua;
- minerali;
- grasso primario.
La maggior parte della massa magra è costituita da acqua, che, in dipendenza da sesso ed età, è tra il 40 ed il 70% del peso corporeo.
Circa il 50% della massa magra è costituito da muscoli, mentre le ossa rappresentano circa il 20% della massa magra.
Esistono due differenti criteri per valutare la componente magra del corpo:
- la massa magra o lean body mass (LBM), la quale rappresenta tutto ciò che resta dell’organismo dopo averlo privato del solo grasso di deposito (tessuto adiposo), ma include il grasso primario, che costituisce circa il 3% della massa corporea maschile ed il 12% di quella femminile. Esso risulta fondamentale per la salute dell’individuo e non può essere intaccato, se non in minima parte, dal dimagrimento. Questa componente protegge gli organi interni, ed è rappresentato nel sistema nervoso centrale, nel midollo osseo, nei reni, nella milza, nelle ghiandole mammarie ed è presente in vari altri tessuti, nonché in tutte le membrane cellulari, di natura fosfolipidica. Per tali motivi la LBM non esclude completamente la componente lipidica.
- la massa magra alipidica o fat free mass (FFM), rappresenta ciò che resta dell’organismo dalla privazione di tutta la componente lipidica, compreso il grasso primario o essenziale.
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Massa grassa
Con massa grassa (o FM, acronimo dall’inglese Fatty Mass) si intende la parte di massa (peso) di un organismo costituita dall’organo adiposo, ovvero dal grasso corporeo. La parte restante di massa è definita massa magra. La massa grassa comprende a sua volta il tessuto adiposo bianco, il tessuto adiposo bruno, i trigliceridi intramuscolari e il grasso essenziale.
La massa grassa si definisce per la quantità di lipociti (anche chiamate “adipociti”, cioè le cellule adipose) ed il loro grado di riempimento. La quantità di lipociti in un organismo dipende di fattori genetici e ormonali, mentre il riempimento varia (secondo le funzioni di scorta) a seguito di stati di nutrizione ipo- o ipercalorica, attività fisica, farmaci e altro. Fattori che promuovono proliferazione e riempimento dei lipociti, a lungo andare, portano ad essere in sovrappeso od obesi, fattori che fanno deperire i lipociti portano invece ad essere sottopeso.
La percentuale di massa grassa ideale varia in funzione del sesso e, in maniera minore, dell’età. La misurazione della massa grassa è importante in dietologia perché permette di determinare con precisione una condizione di sovrappeso o di sottopeso. Infatti il solo peso corporeo (espresso come indice di massa corporea) non tiene conto dell’ossatura e della muscolatura: un soggetto dotato di muscolatura e/o ossatura possente potrebbe apparire sovrappeso pur essendo in effetti normopeso.
La percentuale di massa grassa (in funzione del peso corporeo di un individuo), detta anche “Body Fat Mass” dall’inglese, dovrebbe restare intorno a dei precisi valori, che nelle donne sono leggermente maggiori poiché esse hanno del tessuto adiposo in più nelle mammelle. La massa grassa in aggiunta a quella essenziale viene chiamata grasso di deposito poiché funge da riserva di energia per il nostro organismo nei casi di necessità, pertanto avere anche una ridotta quantità di grasso di deposito è fondamentale per mantenersi forti ed in buona salute. Tuttavia, come già detto sopra, un eccesso di massa grassa è un fattore di rischio per varie malattie cardiovascolari ed abbassa notevolmente il metabolismo. In sintesi, bisogna mantenerla ad una percentuale corretta.
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Valori di massa grassa
Di seguito sono riportati i valori di massa grassa in percentuale, rapportati all’età ed alla corrispondente forma fisica.
UOMO:
Grasso essenziale
- Età 20-39: 3-4%
- Età 40-59: 4-5%
- Età più di 60: 5-6%
Sottopeso
- Età 20-39: 5-7%
- Età 40-59: 6-8%
- Età più di 60: 7-10%
Forma atletica
- Età 20-39: 8-12%
- Età 40-59: 9-13%
- Età più di 60: 11-15%
Forma buona
- Età 20-39: 13-16%
- Età 40-59: 14-18%
- Età più di 60: 16-20%
Forma accettabile
- Età 20-39: 17-20%
- Età 40-59: 19-23%
- Età più di 60: 21-25%
Sovrappeso
- Età 20-39: 21-26%
- Età 40-59: 24-29%
- Età più di 60: 26-31%
Obesità
- Età 20-39: 27% o più
- Età 40-59: 30% o più
- Età più di 60: 32% o più.
DONNA:
Grasso essenziale
- Età 20-39: 10-11%
- Età 40-59: 11-12%
- Età più di 60: 12-13%
Sottopeso
- Età 20-39: 12-14%
- Età 40-59: 13-15%
- Età più di 60: 14-17%
Forma atletica
- Età 20-39: 14-20%
- Età 40-59: 16-22%
- Età più di 60: 18-24%
Forma buona
- Età 20-39: 21-24%
- Età 40-59: 23-27%
- Età più di 60: 25-29%
Forma accettabile
- Età 20-39: 25-28%
- Età 40-59: 28-31%
- Età più di 60: 30-33%
Sovrappeso
- Età 20-39:29-34%
- Età 40-59: 32-37%
- Età più di 60: 34-39%
Obesità
- Età 20-39: 35% o più
- Età 40-59: 38% o più
- Età più di 60: 40% o più.
Nota importante: una “forma fisica atletica” è definita, oltre che dalle percentuali di massa grassa indicate, dalla presenza simultanea di una buona massa muscolare. In caso quest’ultima fosse scarsa o ridotta, il fisico risulterebbe “magrolino” e debole, quasi sottopeso; pertanto in questo caso si deve parlare di “magrezza” e non di forma atletica. Invece – a prescindere da quanti muscoli si abbiano – le percentuali di grasso indicate nella colonna del sottopeso sono troppo esigue e non salutari IN OGNI CASO.
RAGAZZI 15-19 ANNI
Per gli adolescenti i valori riportati di seguito non sono completamente accurati , ma devono solo dare un’idea generale della composizione corporea, in aggiunta alle tabelle dei percentili dell’IMC. I valori della seguente tabella si riferiscono a ragazzi e ragazze che abbiano completato le tappe principali dello sviluppo puberale. In piena pubertà, o in età prepuberale, i singoli bambini vanno considerati come caso a sé, e non ha senso seguire delle tabelle come per gli adulti.
MASCHIO
- Grasso essenziale: 3-4%
- Sottopeso: 5-9%
- Normopeso: 10-17%
- Sovrappeso: 18-24%
- Obesità: 25% o più.
FEMMINA
- Grasso essenziale: 10-11%
- Sottopeso: 12-16%
- Normopeso: 17-25%
- Sovrappeso: 26-32%
- Obesità: 33% o più.
Differenza tra massa magra e grassa
Da quanto esposto, la differenza appare chiara: il valore di massa magra indica il peso di tutto quello che nel nostro corpo è massa muscolare, ossa, acqua, grasso primario, tendini… tutto tranne il grasso corporeo (non quello primario), che invece viene conteggiato nella massa grassa.
Per approfondire:
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Colesterolo alto: i cibi che lo abbassano e quelli da evitare
La situazione classica che mi si presenta avendo spesso a che fare con pazienti in sovrappeso o obesi, è che le loro analisi del sangue evidenziano livelli di colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità, Low Density Lipoprotein, il colesterolo “cattivo”) troppo alti. Oltre alle soluzioni farmacologiche, cosa si può fare per limitare i danni ed abbassare i livelli di LDL? Tanto per cominciare, si possono cambiare le abitudini alimentari. La scelta di certi alimenti favorisce infatti l’eliminazione del colesterolo LDL, detto anche “colesterolo cattivo”, e diventa un’arma per combattere l’ipercolesterolemia.
I cibi che abbassano il colesterolo LDL
Via libera a cereali, legumi e vegetali: questi alimenti, infatti, non contengono colesterolo e aiutano a ridurre i livelli di quello in eccesso. I vegetali ricchi di fibre contribuiscono anche a ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare a livello intestinale. In caso di colesterolo alto è bene quindi consumare porzioni normali di cereali, preferendo quelli integrali a quelli lavorati, e di legumi, assumendo questi ultimi almeno 2-4 volte a settimana. Tra i cereali sono pertanto consigliati pane, pasta e riso integrali, ma anche farro, avena e orzo. Largo invece a frutta e vegetali, non dimenticando di inserire nel menu quotidiano 2-3 porzioni di verdure e 2 di frutta. Il pesce è il benvenuto. Il consumo almeno 2 o 3 volte alla settimana è consigliato a chi ha problemi di colesterolo alto grazie alla particolare composizione del suo grasso. Va però ricordato che sono da preferire cotture alla griglia, al cartoccio o al vapore, mentre la frittura è da evitare. Quanto al consumo di molluschi e crostacei, non deve essere superiore a una volta la settimana.
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Colesterolo alto: i cibi da evitare
Poco olio e di quello buono. I grassi saturi di origine animale provocano l’aumento dei livelli di colesterolo, mentre quelli insaturi di origine vegetale sono in grado di ridurlo. Da evitare, quindi, burro,lardo e strutto a favore di oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi, come l’olio extravergine di oliva.
Si può consumare liberamente la carne, sia rossa che bianca. Vanno preferiti, però, i tagli magri. Ricordando sempre, prima della cottura, di eliminare il grasso visibile e di spellare il pollame. Meno grassi è meglio: è bene limitare al minimo il consumo di insaccati, formaggi e uova che contengono quantità piuttosto elevate di grassi e che influenzano negativamente il tasso di colesterolo. Preferire il latte scremato o parzialmente scremato a quello intero.
Consigli per una cottura sana
Quanto ai metodi di cottura vanno preferiti quelli senza l’ausilio di grassi aggiunti – come la bollitura, la cottura a vapore, la cottura al microonde o la grigliatura– e scoraggiato l’impiego della frittura in padella o nella friggitrice.
Leggi anche: Dieta per abbassare il colesterolo: cibi consigliati e da evitare
I migliori prodotti per abbassare il colesterolo e dimagrire
Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, che sono estremamente utili per abbassare il colesterolo e dimagrire, fattori che diminuiscono il rischio di ipertensione, ictus cerebrale ed infarto del miocardio:
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- Integratore di Moringa Oleifera biologica disintossicante: http://amzn.to/2yLaEQL
- Integratore completo di vitamine e sali minerali: http://amzn.to/2iXrBW4
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- Test per il controllo di colesterolo HDL, LDL e trigliceridi: http://amzn.to/2AH0u5j
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- Termogenico brucia-grassi: http://amzn.to/2AYWvFh
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Obesi e fumatori finiscono in fondo alla lista per le operazioni chirurgiche
Dal gennaio di quest’anno essere obesi o fumatori significherà anche dover aspettare di più per sottoporsi a un intervento chirurgico non urgente, dalla protesi all’anca o al ginocchio, fino ad altre operazioni non salvavita. Succede in Gran Bretagna, a stabilirlo è una direttiva emanata dall’azienda sanitaria locale di Vale of York, regione nel nord dell’Inghilterra, che lavora su questo progetto da un paio di mesi. A settembre, il primo annuncio di voler allungare la lista d’attesa per i pazienti con problemi di salute era stato accolto da un coro di proteste e quindi sospeso dal Servizio sanitario nazionale. Una pausa di riflessione per i funzionari del Ministero, che però dopo due mesi, e probabilmente qualche conteggio in più, nelle scorse ore hanno dato il via libera all’iniziativa.
Obesi e fumatori costano di più ai contribuenti
La nuova regolamentazione sarà adottata solo a livello locale, con il coinvolgimento di circa 350mila pazienti, ma suona ai più come una sorta di progetto pilota in vista di sviluppi futuri. Benché venga presentato come una formula per spingere i pazienti a prendersi cura della propria salute, infatti, il progetto appare come uno stratagemma per risparmiare sul bilancio traballante del Servizio sanitario nazionale, rimandando il più possibile gli interventi su candidati meno in forma, che date le loro condizioni potrebbero richiedere maggiori spese per il recupero e l’assistenza, spese che però – bisogna ricordarlo – sono pagate con le tasse di tutti i cittadini, anche quelli che con volontà e fatica si prendono maggiormente cura della propria salute.
Invito a dimagrire e smettere di fumare
Indipendentemente dalla sua vera finalità, comunque, da gennaio la direttiva sarà operativa. Le persone con un indice di massa corporea (BMI) di almeno 30 saranno invitate a dimagrire del 10 per cento oppure verranno penalizzate con un ritardo di dodici mesi nelle liste d’attesa per gli interventi chirurgici di tipo facoltativo. Analoga la misura definita per i fumatori accaniti, che dovranno abbandonare le sigarette per due mesi per aver accesso ai reparti di chirurgia e se non saranno in grado di farlo vedranno il loro nome messo in fondo alla lista, con sei mesi minimo di ritardo rispetto ai tempi usuali.
Una forma di discriminazione?
Alcuni parlano di una forma di “discriminazione” applicata a categorie di pazienti che, peraltro, sono molto diffuse in Gran Bretagna, tanto che quando la proposta è stata annunciata, all’inizio di settembre, le critiche sono state massicce. Anche Clare Marx, presidente del Royal College of Surgeons (Rcs), ha alzato la sua voce contro il progetto e dichiarato pubblicamente che i pazienti «devono essere trattati in base ai sintomi» e non secondo forme di discriminazione. Dal mio punto di vista invece questo potrebbe essere un sistema sicuramente drastico, ma funzionale, per spingere le persone a curarsi maggiormente della propria salute.
Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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La germania tassa i grassi
La Germania tassa i grassi? La Große Koalition tra la Cdu di Angela Merkel e la socialdemocrazia vuole ridurre l’eccessiva obesità che si riscontra nella popolazione tedesca. Una tassa apposita sui siti più calorici, l’imposta sulla Coca Cola o le patatine, è diventata oggetto di trattative tra le due forze politiche.
TASSA SUI GRASSI
Bild Zeitung si chiede oggi se la Germania tasserà i grassi. Il tabloid più letto della stampa tedesca riporta infatti le posizioni di due esponenti della futura maggioranza di governo, Spd e Cdu, favorevoli all’introduzione di un’imposta sui cibi più calorici per contrastare l’obesità della popolazione. Il parlamentare Edgar Franke, membro della Commissione salute del Bundestag, dice infatti a Bild come il sovrappeso e l’obesità siano tra i principali fattori di rischio per l’alta pressione, i disturbi cardiovascolari, il diabete ed il cancro. «Una tassa per la salute sui cibi particolarmente ricchi di grassi come le patatine, il fastfood o i dolciumi favorirebbe la coscienza alimentare di molte persone con persone di peso. In questo modo potrebbe determinarsi un opportuno cambiamento delle abitudini alimentari». Il parlamentare della Spd propone un sovrapprezzo di circa la metà dell’imposta sul valore aggiunto sui prodotti che contengono 275 calorie ogni 100 grammi.
PROBLEMA SALUTE
Per l’esperto della socialdemocrazia, responsabile dei temi della salute per la Spd, la nuova tassa non mira a generare un maggior gettito fiscale per lo Stato, ma a ridurne in realtà le spese. Secondo gli esperti infatti le malattie causate dall’eccessiva obesità provocano costi sanitari nell’ordine dei 17 miliardi di euro. Per questo motivo Franke propone di destinare la maggior parte delle nuove tasse arrivate grazie alla tassa sui grassi, come la chiama Bild Zeitung, a misure di prevenzione che contrastino il sovrappeso dei tedeschi. La proposta dell’esponente della socialdemocrazia è condivisa dal suo collega di commissione del Bundestag, l’esperto della Cdu sui temi della salute Erwin Rüddel. Secondo l’esponente del partito di Angela Merkel una tassa sui cibi più calorici potrebbe aiutare a stimolare la consapevolezza dei tedeschi sull’alimentazione, migliorandone le loro abitudini con i conseguenti benefici per le casse dello stato.
PAESE OBESO
In Germania il problema del sovrappeso è particolarmente sentito, viste le recenti tendenze registrate dal governo tedesco. Secondo l’ultimo rapporto sulle abitudini alimentari della popolazione il 67,1%, ovvero più dei due terzi, dei maschi tedeschi ha problemi di sovrappeso. La percentuale scende, ma non di molto, tra le donne, che in maggioranza sono sovrappeso. L’adiposità, rimarca il governo federale, può provocare numerose malattie, come il diabete, l’infarto, l’ictus, oppure stimolare il cancro alla prostata così come quello alle pelle. Rischi per la salute che provocano una cospicua crescita dei costi dello Stato, e che sono particolarmente allarmanti visto quanto succede ai più giovani. Bild Zeitun rimarca come circa il diciannove per cento dei bambini e degli adolescenti tedeschi ha problemi di peso eccessivo quando sale sulla bilancia. Ecco perché, come ha rimarcato Franke della Spd, la Germania potrebbe seguire presto l’esempio di un paese come il Messico, che ha introdotto una tassa pari all’8% del costo dei cibi troppo calorici.
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