Sesso: a Natale boom di ricerche online e picco di nascite 9 mesi dopo

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Natale e fine del Ramadan

L’analisi ha rivelato che l’interesse per argomenti ‘hot’ ha dei picchi significativi durante le principali celebrazioni culturali o religiose: c’è un maggiore uso della parola ‘sesso’ o di altri termini sessuali nelle ricerche sul web. Questi picchi, poi, corrispondono in modo sostanziale ad un aumento delle nascite 9 mesi dopo nei Paesi in cui sono disponibili dati sulla natalità. Inoltre, l’effetto è stato osservato in due culture diverse: il picco maggiore si è avuto a Natale nei Paesi a maggioranza cristiana e all’Eid-al-Fitr, la celebrazione che segna la fine del Ramadan, nei Paesi a maggioranza musulmana. Un fenomeno che però, curiosamente, non si verifica a Pasqua: forse proprio il clima natalizio, con l’aumentata attenzione ai più piccoli, è in grado di innescare un “effetto famiglia” che va a braccetto con un’aumentata voglia di maternità e paternità.

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Piattole: cosa sono, si vedono, quanto durano, come eliminarle?

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Una piattola sulle ciglia

Il Pthirus pubis, comunemente chiamata piattola o pidocchio del pube, è un insetto parassita che da adulto è lungo circa 2/3 millimetri e che si insedia in diverse zone pelose del corpo umano, prima fra tutte l’area genitale, con l’esclusione solo dei capelli. L’infezione è possibile sia in adulti che nei bambini. Per la trasmissione delle piattole occorre un contatto fisico assai ravvicinato, come per esempio un rapporto sessuale con una persona infetta (da questo punto di vista l’infezione è una malattia a trasmissione sessuale); il contagio è però possibile anche tramite l’uso di oggetti contaminati, come vestiti e biancheria intima. I segni caratteristici provocati dalla pediculosi pubica si manifestano a livello cutaneo e consistono in: prurito, irritazione e comparsa di piccole macchie solitamente scure giallo/marroni e bluastre, solitamente visibili tra i peli. Diagnosticare un’infestazione da piattole è abbastanza semplice (a patto che sia sintomatica): al medico, infatti, basta usare una lente d’ingrandimento per osservare le zone pruriginose ed in caso di numerosi parassiti adulti, non serve neanche la lente visto che sono ben visibili ad occhio nudo, anche ai non addetti ai lavori. La terapia disinfestante richiede l’uso di prodotti insetticidi, in forma di creme, lozioni o shampoo.

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Cosa sono le piattole?

Le piattole sono degli insetti parassiti che si annidano nelle aree genitali e in altre zone pelose del corpo umano, eccetto i capelli. Misurano circa 2 o 3 millimetri di lunghezza da adulte. La forma del corpo è arrotondata, con sei zampe uncinate, testa ovaloide con due grandi antenne laterali e corpo munito di escrescenze pelose. Il colore è variabile da biancastro, quasi vetrificato, fino a giallo, rosso e marrone.

Come si trasmettono le piattole?

La trasmissione delle piattole tra le persone, avviene in seguito a un contatto fisico ravvicinato con un individuo infetto o con un oggetto contaminato. La contaminazione (o infestazione) da piattole è considerata un’infezione di tipo parassitario esclusiva dell’uomo.

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Di cosa si nutrono le piattole?

Le piattole si nutrono del sangue della persona infettata. L’estrazione di sangue avviene tramite una piccola puntura a livello cutaneo.

Quali parti del corpo sono colonizzate dalle piattole?

Le piattole possono annidarsi in qualsiasi area del corpo ricoperta di peli, eccetto la testa. Generalmente, si stabiliscono nelle aree genitali, ma, in alcuni frangenti, è possibile rintracciarle anche nelle ascelle, nelle gambe, sul torace, sulla schiena, sull’addome, tra la barba e i baffi e, infine, perfino nelle ciglia e nelle sopracciglia.

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Cause di infezione di Pthirus pubis

Come già anticipato, la presenza delle piattole è determinata dal contatto fisico ravvicinato (ad esempio un rapporto sessuale) con un individuo infetto o con un oggetto contaminato (vestiti, lenzuola, asciugamani…). Anche provare un vestito in un negozio di abbigliamento può, seppur raramente, dare avvio ad una colonia di parassiti. L’estrema vicinanza è una condizione imprescindibile per la contaminazione, in quanto il passaggio dei pidocchi del pube da individuo a individuo (o da oggetto a individuo) avviene solo tramite strisciamento. Le piattole, infatti, contrariamente alle credenze popolari, non possono né saltare né volare. Il contatto fisico non deve necessariamente durare molto tempo: basta anche un breve strisciamento per permettere ad una singola piattola di spostarsi tra una persona all’altra e dare avvio ad una nuova colonia.

Fattori di rischio

Alcuni comportamenti possono aumentare il rischio di sviluppare una infezione da piattole, ad esempio:

  • uso di lenzuola, asciugamani, indumenti intimi, sex toys, vestiti di altre persone e/o non ben puliti;
  • scarsa igiene intima;
  • frequentare ambienti dove sono presenti molti individui che si spogliano ed è possibile un contatto ravvicinato accidentale (spogliatoi, piscine, palestre, idromassaggi, letti di alberghi, bagni pubblici, docce…)
  • elevato numero di rapporti sessuali con partner sconosciuti e/o dotati di scarsa igiene intima.

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Come avviene la riproduzione delle piattole?

Le piattole sono insetti, pertanto, per riprodursi, depongono delle uova di piccolissime dimensioni. Al momento della deposizione, le uova sono contenute in piccole sacche, capaci di rimanere saldamente incollate ai peli sparsi per il corpo. Le sacche sono marroni all’esterno e bianche all’interno.

Piattole: ciclo vitale ed incubazione

Quando infestano una persona, le piattole vivono da uno a tre mesi. In questo arco di tempo, le femmine presenti depongono anche 300 uova (chiamate lèndini), le quali schiudono nel giro di 6-10 giorni circa. La nuova generazione di piattole, per maturare e potersi riprodurre a sua volta, ha bisogno di circa 2-3 settimane. Le lendini sono attaccate ai peli dalla genitrice mediante la saliva che contiene composti cheratinici, pertanto la lendine è resistente sia all’acqua che alle spazzole, ma non all’acido acetico diluito e caldo. Dalle lendini si formano, dopo tre cicli evolutivi della durata di una o due settimane, i parassiti adulti.

Il Pthirus pubis attraversa tre stadi vitali:

  • Lendine: si schiude dopo una settimana dalla deposizione
  • Ninfa: già simile all’adulto, è comunque più piccola. Si nutre già di sangue, molto avidamente. Prima di trasformarsi in insetto adulto, vive in questo stadio per una settimana.
  • Adulto: la forma è simile a quella di un granchio (nei paesi anglosassoni è infatti chiamata crab) e vive per circa due settimane sull’ospite, riproducendosi e nutrendosi.

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Piattole: quanto durano?

In assenza di prodotti specifici, una colonia di piattole può sopravvivere virtualmente per tutta la vita, grazie alla grande capacità delle femmine di deporre le lendini. Se invece viene usato un prodotto specifico antiparassitario, si rasa la zona e quelle limitrofe, e si lavano ad alte temperature gli oggetti contaminati, l’infezione viene debellata solitamente in 7/10 giorni, con ampie variazioni in base a quanto è ampia la zona colpita ed al numero di esemplari presenti.

Sintomi e complicanze

I sintomi e i segni della contaminazione da piattole compaiono a distanza di qualche settimana dall’infezione (o infestazione) e solitamente consistono in:

  • prurito in corrispondenza delle aree infestate dal parassita;
  • infiammazione e irritazione in corrispondenza delle aree infestate, conseguenti al frequente grattamento;
  • lesioni da grattamento: il grattamento frequente può portare a piccole lesioni sanguinanti della pelle;
  • presenza di polvere nera all’interno della biancheria intima;
  • presenza di piccoli puntini neri sulla pelle, che corrisponde alle feci del parassita, sparpagliate sulla pelle;
  • macchie cutanee (spot) di colore blu, nelle zone dove si annidano le piattole: tali segni sono gli esiti delle punture. I punti più interessati sono: l’interno della coscia e la parte più bassa dell’addome;
  • piccole macchie di sangue sulla pelle, subito dopo le punture del parassita;
  • macchie cutanee biancastre o scure/marroni di circa due millimetri, ferme o mobili: corrispondono al parassita vero e proprio. Tali macchie possono avere colore variabile, dal giallo al grigio, passando per il beige, il marrone, il rosso; in alcuni casi possono apparire biancastre, quasi trasparenti e “vetrificate”.

Talvolta, specie nelle fasi iniziali dell’infezione, può capitare che le piattole siano asintomatiche o quasi, nel senso che non comportano la comparsa di alcuna manifestazione evidente, o lo fanno in maniera minima.

Piattole e prurito intenso

Il prurito è l’espressione più caratteristica dell’infestazione da piattole. Interessa le zone contaminate dal parassita e, di solito, è molto intenso. La comparsa del prurito non è quasi mai immediata, ma avviene dopo diverse settimane dalla contaminazione. Diversamente da ciò che si potrebbe pensare, la sensazione pruriginosa non è dovuta alle punture, ma a una reazione allergica alla saliva delle piattole. Il prurito va peggiorando di notte, in quanto è in questo momento della giornata che i pidocchi del pube sono maggiormente attivi. Il prurito può diventare intenso fino a determinare lesioni da grattamento cronico, inoltre si può lievemente attenuare grazie alla detersione della zona interessata, senza però scomparire mai del tutto.

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Piattole: quando andare dal medico?

Se i sopraccitati segni delle piattole sono evidenti, è bene contattare immediatamente il proprio medico di base o un dermatologo.

Le piattole si vedono ad occhio nudo?

Le piattole adulte arrivano a misurare anche 3 millimetri e tendono ad avere colore scuro quindi si, si riescono a vedere facilmente anche ad occhio nudo, anche senza essere medico, specie se sono situati su una pelle chiara e con pochi peli.

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Diagnosi

Se l’infestazione è sintomatica, diagnosticare le piattole può essere semplice e immediato; viceversa, può divenire problematico quando la contaminazione è asintomatica. Per individuare la presenza dei parassiti e delle loro uova, è richiesto un esame obiettivo. Durante tale esame, il medico utilizza una lente d’ingrandimento per scandagliare tutte le parti del corpo in cui potrebbero risiedere le piattole e/o le loro uova. Le piattole si riconoscono, innanzitutto, per la colorazione, che è giallo-grigiastra o rosso scuro, e secondariamente per i segni delle punture, che possono essere blu (se di qualche giorno) o color sangue (se recenti). Anche le uova si riconoscono per il colore: sono marroni, quando ancora devono schiudersi, e bianche, quando sono schiuse.

Controllo del partner

In presenza di un’infestazione da piattole, per il medico è importante capire le cause d’origine del disturbo, perché, se questo è conseguente a un rapporto sessuale, servono ulteriori esami d’approfondimento finalizzati alla ricerca delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST). La presenza di un’IST, in aggiunta ai pidocchi del pube, richiede controllo e terapia adeguati non solo per il paziente, ma anche – se possibile – del partner che, probabilmente, sarà anch’esso infestato.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Integratore di zinco: proprietà sessuali e sintomi della sua carenza

MEDICINA ONLINE UOMO FELICE INTEGRATORE VITALITA FELICITA HAPPINESS ALLEGRIA GIOIA VITTORIA VINCITA WINNER SALUTE AMICI happy man.jpgLo zinco è un microelemento, cioè un minerale presente nell’organismo in piccole quantità. In un individuo adulto ne sono presenti circa 2 grammi che sono importanti per miliardi di reazioni chimiche coinvolte nel metabolismo di proteine, lipidi,  carboidrati ed acidi nucleici. Inoltre è necessario per il funzionamento di diversi ormoni, inclusi quelli della tiroide, l’insulina, gli ormoni sessuali e l’ormone della crescita. La sua presenza è importante sia per stabilizzare le membrane e altri componenti cellulari, sia per la struttura e l’integrità degli organi. È essenziale per la divisione cellulare e per la crescita e lo sviluppo durante la gravidanza, l’infanzia e l’adolescenza. Inoltre è coinvolto nella sintesi del DNA, nell’espressione dei geni, nella risposta immunitaria, nella guarigione delle ferite e nella riparazione dei tessuti. Infine è coinvolto nella percezione del gusto e dell’olfatto.

In quali cibi è presente lo zinco?

Lo zinco si trova soprattutto nelle ostriche, nel lievito, nel fegato, nella carne, nelle uova, nel pesce, nei cereali, nel latte e suoi derivati. Tuttavia, l’organismo riesce ad assorbire solo una quota variabile tra il 20 e il 30% circa delle quantità presenti negli alimenti. Inoltre quello presente nei vegetali è in una forma meno disponibile e più difficilmente assorbibile.

Quanto zinco assumere ogni giorno?

Il valore di riferimento europeo per il fabbisogno giornaliero di zinco è 15 mg. Nelle donne il fabbisogno aumenta durante l’allattamento, arrivando a 19 mg al giorno.

Zinco: proprietà in ambito sessuale

Lo zinco è un ottimo alleato per la sessualità maschile: infatti stimola la produzione di testosterone, il quale aumenta la funzionalità delle vescicole seminali e della prostata, migliorando il rapporto e potenzialmente aumentando la quantità di sperma disponibile. Per assumerlo puoi usare anche un integratore alimentare come questo: http://amzn.to/2iupUvz

Quali conseguenze può determinare la carenza di zinco?

È raro che una carenza di zinco possa provocare gravi conseguenze. Tuttavia, un apporto insufficiente di questo nutriente può determinare cambiamenti della
pelle e perdita dei capelli, diarrea, infezioni ricorrenti,  problemi psicologici. Nei casi più gravi una carenza può portare a ritardi nello sviluppo e nella maturazione sessuale, impotenza o perdita di peso e compromettere gusto, olfatto e guarigione delle ferite. Inoltre una carenza di zinco può aumentare il rischio di carenza di vitamina A.

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Quali conseguenze può determinare un eccesso di zinco?

L’assunzione di dosi eccessive di zinco provoca in genere vomitonausea o diarrea, irritabilità, sonnolenzaanemia e vertigini. Un eccesso di zinco accumulato nel tempo può invece alterare il metabolismo del rame e del ferro, interferire con la salute dei globuli rossi, ridurre il livello di alcuni globuli bianchi e compromettere le funzioni immunitarie. Inoltre troppo zinco può ridurre il colesterolo HDL, quello considerato “buono”, influenzare il funzionamento del cuore e di alcuni enzimi pancreatici.

Integratori alimentari efficaci nel migliorare il benessere della prostata

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, associabili allo zinco, potenzialmente in grado di migliorare la salute della prostata ed aumentare il testosterone e le prestazioni sessuali maschili. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Differenza tra balanite, lichen planus, verruche, candida e gonorrea

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVLe infezioni del pene e del glande sono diversi processi infettivi di origine batterica, virale, parassitaria o fungina che coinvolgono i genitali maschili ma che possono diffondersi anche ad altre aree del corpo e trasmettersi sessualmente al partner. Tra le infezioni più diffuse ricordiamo la balanite, le verruche genitali, la candidosi, il lichen planus e la gonorrea.

Balanite

La balanite (dal greco antico: βάλανος, bálanos, «ghianda», itis, «infiammazione») è un’irritazione e un’infiammazione, con comparsa di rossore, della testa del glande spesso estesa anche al prepuzio. In quest’ultimo caso viene meglio definita balanopostite. Le cause della balanite sono frequentemente correlate a batteri (Streptococcus pyogenes, Staphylococcus aureus, Neisseria gonorrhoeae) ma a volte è sostenuta da miceti come la candida albicans. Può essere una balanite traumatica di tipo irritativo, da farmaci, allergica da contatto. Irritazione, prurito intimo, desquamazioni sono segnali di una origine batterica. I sintomi sono irritazione del glande, prurito, arrossamento, disturbi della minzione, edema, ingrossamento delle ghiandole linfatiche inguinali, lesioni ulcerative, secrezioni biancastre e/o maleodoranti dal pene, dolore durante i rapporti. In alcuni casi c’è sanguinamento. Le terapie includono antibiotici (se l’infezione è batterica) e gli antimicotici (se l’infezione è fungina). Anche il o la partner sessuale, sebbene sia asintomatica, dovrebbe sottoporsi al trattamento farmacologico specifico.

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Lichen planus

Il lichen planus (LP), o lichen ruber planus (LRP), è una dermatosi infiammatoria ad andamento cronico-recidivante ed eziologia sconosciuta che colpisce cute, mucose e unghie, si configura nella categoria delle malattie autoimmuni. Le cause non sono ancora del tutto note. Numerosi farmaci tra cui antibiotici, anticonvulsivanti, antidepressivi, antimalarici, antipertensivi, diuretici, FANS, metalli e farmaci biologici sono stati associati allo sviluppo di reazioni lichenoidi. L’amalgama dentale, contenente mercurio, è un possibile fattore di rischio benché non sia stata provata una chiara associazione con la patologia. Altri fattori di rischio sono esposizione a p-fenilendiammina, dimetilfumarato, noce di Betel, radioterapia, depressione e disturbi d’ansia. Anche le intolleranze alimentari, come quella al lattosio, non vanno trascurate. In alcuni studi (ma non in altri) si è riscontrata un’associazione tra infezione da HCV e lichen planus; il possibile ruolo di questo virus rimane perciò incerto. È stato inoltre associato ad infezioni da herpesvirus tra cui HHV-3, HHV-6, HHV-7 e in rari casi ad infezioni da HBV e in seguito a somministrazione di vaccino antiepatite B. I sintomi sono: lesioni papulose o placche pruriginose, erosive e recidivanti sulla pelle, prurito locale con balanite e postite, dolore durante i rapporti. La terapia dipende dall’elemento a monte che l’ha determinato. Il lichen reticolare non richiede alcun trattamento in quanto è asintomatico. In rari casi si può osservare una superinfezione da Candida albicans che causa bruciore e rende necessario un trattamento antimicotico. Nel lichen erosivo vengono impiegati soprattutto i corticosteroidi. In prima istanza si usano i corticosteroidi topici come il desametasone in soluzione viscosa, il flucinonide in gel o il betametasone in tavolette da sciogliere in bocca. Nel lichen atrofico dei genitali (come nella forma più grave sclero-atrofica) vengono impiegati due nuove molecole: il tacrolimus e il pimecrolimus, con ottimi risultati soprattutto se si considerano i pesanti effetti collaterali dei cortisonici (atrofia dell’epitelio e graduale perdita dell’elasticità delle mucose e della cute) che restano un’arma valida nelle forme più gravi.

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Verruche genitali

Il condiloma acuminato (anche chiamato verruca genitale, verruca venerea, verruca anale e verruca anogenitale) è una malattia altamente contagiosa a trasmissione sessuale. La causa risiede in alcuni sottotipi di Papillomavirus umano (HPV). Tra i sintomi ricordiamo: dolore, irritazione, prurito, dispareunia, dolore durante la minzione. Può degenerare in cancro. Terapia: è consigliato trattare i condilomi con farmaci antivirali ed immunomodulatori. Possono essere usati anche elettrocoagulazione, laser terapia o escissione chirurgica.

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Candidosi

Rare nell’uomo, al contrario della candidosi femminile, molto più diffusa e sintomatica. Cause: la causa è un fungo, la Candida albicans. Sintomi: bruciore circoscritto, dolore durante i rapporti, dolore durante la minzione, eritema localizzato, prurito, irritazione genitale. La terapia si serve di applicazione topica di antimicotici specifici (ad esempio Clotrimazolo o Miconazolo), eventualmente associando antifungini ad azione sistemica (ad esempio Polienici o Echinocandine).

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Gonorrea

La gonorrea (dal greco “gonos”: seme; e “reo” : scorro;) o blenorragia (dal greco “blenos”: muco; e “ragoo”: erompo;) è una malattia a trasmissione sessuale. La causa risiede nel batterio Neisseria gonorrhoeae. È popolarmente nominata “scolo”. I termini si riferiscono al principale sintomo, ossia le perdite uretrali. I sintomi includono: irritazione a livello del glande, perdite biancastre-giallognole e maleodoranti dal pene, dolore durante la minzione, bruciore e prurito. Nei casi più complessi, l’infezionee degenera in prostatite, epididimite e sterilità. La terapia include antibiotici (macrolidi, chinoloni e cefalosporine).

Prodotto consigliato

Il miglior prodotto per la pulizia dei genitali maschili e la prevenzione di smegma, infezioni e cattivi odori, selezionato, usato e raccomandato dal nostro Staff di esperti, lo potete trovare qui: http://amzn.to/2juf3pJ, molto efficace grazie agli estratti a base di Eugenia caryophyllus ed Helicrysum italicum, che possiedono una forte azione detergente, antibatterica, antimicotica ed antinfiammatoria.

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Integratore di Ossido Nitrico per erezioni potenti e durature

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVIl monossido di azoto (anche chiamato “ossido nitrico” o “NO”; in inglese “nitric oxide”) nel corpo umano rappresenta un importante neurotrasmettitore con effetto vaso-dilatatore attraverso la stimolazione dell’enzima guanilato ciclasi ed è utilizzato per la terapia dell’ipertensione polmonare, in particolare nei neonati affetti da insufficienza respiratoria ipossemica. Per la sua capacità vasodilatatoria, l’ossido nitrico riveste una fondamentale importanza nell’erezione del pene, dove è proprio la dilatazione dei vasi sanguigni che permette l’afflusso di sangue necessario per mantenere una erezione potente e per lunghi periodi.

Ecco perché un integratore di Ossido Nitrico può esserti molto utile

Gli integratori che promuovono un aumento di disponibilità di Ossido Nitrico sono usati, spesso con risultati sorprendenti, sia da soggetti affetti da disfunzione erettile (impotenza), ma anche da soggetti assolutamente sani per ottenere più soddisfazione dal rapporto, in quanto anche un soggetto che non soffre di disfunzione erettile può in ogni caso ottenere un potenziale miglioramento dell’erezione, con asta e glande del pene più turgidi e per periodi più lunghi. Sia soggetti molto giovani, che più anziani, grazie all’integrazione di prodotti che promuovono la formazione di Ossido Nitrico possono in pratica avere erezioni migliori senza i rischi di farmaci come Viagra, Cialis o Levitra, e con costi decisamente minori. L’uso di questi integratori riveste particolare importanza anche in persone che soffrono di ansia da prestazione: la maggiore facilità e tenuta dell’erezione, permette infatti a questi soggetti di dedicarsi al rapporto senza il rischio di “brutte figure”, innescando un circolo vizioso positivo che porta a rapporti sessuali decisamente più soddisfacenti e duraturi.

Integratori che aumentano la disponibilità di Ossido Nitrico

L’Ossido Nitrico viene sintetizzato a partire da ossigeno ed arginina grazie all’azione degli enzimi NO-sintasi ed attraverso una reazione multifasica molto complessa. Per aumentare la disponibilità di Ossido Nitrico, è utilissimo un integratore completo come questo: https://amzn.to/2IHSTr2

Altri integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di altri integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Uomo in crisi per la tecnologia: pene più corto e maggior numero di suicidi

MEDICINA ONLINE HIKIKOMORI DIPENDENZA INTERNET GIOVANI BAMBINI PC COMPUTER INTERNET WEB MASTURBAZIONE COMPULSIVAL’uomo del terzo millennio è in crisi in tutte le fasce di età, giovani compresi, un disagio che coinvolge aspetti comportamentali, sociali e relazionali. Lo sostiene, nella Giornata internazionale dell’uomo, il prof.Carlo Foresta che con la sua equipe padovana studia da anni i problemi legati alla sessualità maschile. Dalla ricerca, presentata oggi, emerge che i giovani, figli di una civiltà che ha modificato negativamente l’ambiente, hanno subito modificazioni del sistema endocrino riproduttivo e sessuale. La stessa chiave di lettura può essere utilizzata, secondo Foresta, per valutare l’impercettibile ma significativa riduzione della lunghezza del pene dei giovani ventenni e la riduzione della distanza ano-genitale che si determina quando gli ormoni testicolare sono più bassi o funzionano meno. I giovani sono inoltre figli di una società profondamente cambiata nella sua strutturazione: sono di frequente figli unici, figli di genitori anziani, figli di genitori separati. La conseguenza di queste modificazioni è alla base di un isolamento familiare sostituito da internet.

Poco interessati al sesso reale

Persino le prime esperienze sessuali e in molti casi la continuità di queste esperienze si realizza e si consuma attraverso la multimedialità delle proposte. Dal raffronto tra la frequenza dei disturbi sessuali dichiarata nel 2016 da 1000 ventenni rispetto allo stesso numero di coetanei intervistati nel 2005, affiora una elevata percentuale di ragazzi che si ritengono scarsamente interessati alla sessualità reale e la frequentazione della pornografia in internet può essere uno dei motivi determinanti, a giudizio dell’equipe di ricercatori, per spiegare questo fenomeno. L’idea-simbolo di uomo forte, invulnerabile, privo di debolezza, sembra essere uno dei maggiori responsabili, per Foresta, della pesante differenza di genere nei tassi di suicidi. Il numero dei maschi che si tolgono la vita è circa 3-4 volte più elevato rispetto a quello delle donne. Questa analisi ha indotto la Fondazione Foresta, in collaborazione con alcuni psicoterapeuti, a creare dei punti di ascolto.

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Curare l’impotenza senza i farmaci è possibile con le onde d’urto

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I risultati preliminari del primo studio multicentrico italiano coordinato dalla Società Italiana di Andrologia (SIA), condotto su circa 100 pazienti e tuttora in corso, danno speranza agli uomini che soffrono di disfunzione erettile, quella che una volta veniva chiamata impotenza.

La ricerca

Tale studio indica che le onde d’urto a bassa intensità potrebbero in futuro rappresentare una nuova opzione terapeutica per i pazienti con disfunzione erettile di grado lieve e moderato, pari a un terzo degli oltre tre milioni di pazienti nel nostro Paese. Il trattamento non provoca effetti collaterali, non è invasivo ed è rapido e indolore. I risultati risultati sono stati positivi nel 70% dei pazienti di grado lieve/medio, che ha smesso di utilizzare farmaci per tornare a una sessualità spontanea mentre nei pazienti più gravi la risposta alla terapia orale è migliorata nel 40% dei casi. L’indagine, avviata un anno fa, ha coinvolto pazienti dai 18 ai 65 anni con disfunzione erettile su base organica in cura presso centri ospedalieri o universitari a Firenze, Napoli, Trento, Bari e Trieste.

Onde d’urto

Le onde d’urto sono onde acustiche ad alta energia che vengono applicate sul pene attraverso specifici dispositivi, in sedute che durano circa dieci minuti e che vanno ripetute per un totale di sei trattamenti complessivi. La terapia fisica viene così portata esattamente dove serve e agisce stimolando la circolazione peniena, attraverso la crescita graduale di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi), restituendo al paziente l’erezione spontanea, perché la circolazione nel pene torna normale o comunque migliora e può garantire un’erezione più efficiente.

Dati promettenti

Alessandro Palmieri, Presidente SIA e coordinatore dello studio multicentrico: “I dati di follow up a sei mesi sono molto promettenti. Negli uomini con disfunzione erettile di grado lieve/medio, la terapia ha successo e garantisce un netto miglioramento nel 70% dei casi. Successo significa in questo caso possibile guarigione: i farmaci contro la disfunzione erettile hanno rivoluzionato le abitudini sessuali ma restano cure “on demand”, incapaci se non in rari casi di ripristinare la funzione erettiva. Le onde d’urto invece riescono a ristabilire il meccanismo dell’erezione, consentendo il ritorno a una sessualità naturale senza necessità di programmazione dei rapporti. Si tratta però di una tecnica ancora emergente e la ricerca ha il compito di approfondire i meccanismi di azione della metodica”.

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Differenza tra seno della donna e seno dell’uomo

MEDICINA ONLINE MAMMELLA SENO PETTO DONNA UOMO QUADRANTI Q1 Q2 Q3 Q4 FEMMINA FEMMINILE MASCHILE CAPEZZOLO AREOLA MUSCOLI PETTORALI CASSA TORACICA DOTTI GALATTOFORI INTROFLESSO PAGET TESSUTO ADIPOSO ECOGRAFIA MAMMOGRAFIA.jpgLa mammella è costituita da tre componenti fondamentali:

  • un insieme di ghiandole chiamate lobuli, che nella donna producono il latte;
  • piccoli tubi che prendono il nome di dotti, che portano il latte dal lobulo al capezzolo;
  • stroma, tessuto grasso e connettivo che circonda lobuli e dotti, assieme a vasi sanguigni e linfatici.

Nelle prime fasi della vita e fino alla pubertà, maschi e femmine presentano più o meno la stessa quantità di tessuto mammario; la situazione cambia radicalmente con l’arrivo della pubertà quando gli ormoni femminili prodotti dalle ovaie fanno accrescere dotti, lobuli e stroma nelle donne, mentre gli ormoni maschili tengono sotto controllo la crescita di tali tessuti negli uomini che in genere possiedono i dotti, ma pochissimi lobuli e poco tessuto adiposo (almeno finché la percentuale di massa grassa del corpo maschile rimane entro certi limiti).

Ciò si riflette ovviamente sia dal punto morfologico che funzionale: la mammella femminile diventa, al contrario di quella maschile, fisiologicamente adatta all’allattamento della prole ed acquista una forma più generosa dal momento che, mentre le dimensioni della mammella di un uomo normopeso sono determinate principalmente dal muscolo pettorale, nella mammella femminile sono determinate dall’accumulo di tessuto mammario, specialmente quello adiposo. Il maggiore volume della mammella femminile rappresenta una caratteristica che permetteva all’uomo preistorico di distinguere la femmina dal maschio ed è quindi diventata una caratteristica sessuale secondaria femminile molto ricercata dall’uomo.

I capezzoli maschili e femminili, così come le areole che li circondano, sono molto simili tra loro prima della pubertà: sono piccoli, poco pronunciati, poco pigmentati e circondati da cute glabra. Le cose cambiano radicalmente dalla pubertà in poi dal momento che capezzolo ed areola di una donna adulta sono invece generalmente molto più grandi e pronunciati rispetto a quello di un maschio adulto, oltre al fatto che la cute della mammella maschile si riempie di peli, mentre ciò non avviene nella donna. Per approfondire, leggi: Differenza tra capezzolo maschile e femminile

La mammella maschile può, in determinate condizioni e patologie, acquisire alcune caratteristiche femminili, a tal proposito leggi: Ginecomastia: quando è l’uomo ad avere il seno

Come prima accennato, però, anche nella mammella maschile per tutta la vita sono presenti piccole quantità di tessuto mammario che, come succede nella donna, possono mutare e dare il via alla formazione del cancro al seno ed alla sua successiva diffusione negli organi vicini: per questo motivo il tumore del seno, nonostante venga spesso considerato una malattia esclusivamente femminile, in realtà può svilupparsi anche negli uomini anche se in questi ultimi si sviluppa raramente, mentre tra le donne è il tumore più diffuso.

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