Tumori e sindromi paraneoplastiche in neurologie

MEDICINA ONLINE TUMORE CERVELLO CEREBRALE ATROCITOMA LOBO FRONTALE SINISTRO RM RISONANZA MAGNETICALe sindromi paraneoplastiche sono di un gruppo di sindromi neurologiche che si osservano in pazienti affetti da carcinorna o altri tipi di neoplasia, senza invasione o
compressione del sistema nervoso. Ricordiamo al lettore Continua a leggere

Sindrome dell’addome a prugna secca: cause, sintomi, diagnosi, terapie

MEDICINA ONLINE SINDROME ADDOME A PRUGNA SECCA ITALIANO PANCIA NEONATO PRUNE BELLY SYNDROME OBRINSKY EAGLE BARRET MALATTIA GENETICA.jpgLa “sindrome dell’addome a prugna secca” (anche chiamata “sindrome della pancia a prugna secca” o “sindrome di Eagle-Barret” o Continua a leggere

Sindrome di Hughes-Stovin: cause, sintomi, diagnosi e terapia

MEDICINA ONLINE POLMONI BRONCHI BRONCHIOLI ALVEOLI POLMONARI ARIA OSSIGENO ANIDRIDE CARBONICA DIRAMAZIONI VIE AEREE ALTE BASSE APPARATO RESPIRATORIO ANATOMIA LUNGS TORACE POLMONITE BRONCHITE ALVEOLITE CRUP INFEZIONE PETTOCon “sindrome di Hughes-Stovin” in medicina si indica un rarissimo disordine autoimmune. Ricordiamo che alla base di una patologia autoimmune vi è Continua a leggere

Sindrome mediastinica: cause, sintomi e cura delle malattie del mediastino

MEDICINA ONLINE ELETTROCARDIOGRAMMA ECG ESAME ONDE ONDA P T U COMPLESSO QRS TRATTO INTERVALLO RR INTERPRETAZIONE SIGNIFICATO CUORE IMPULSO ELETTRICO NODO SENO ATRIALE SETTO ATRIO VENTRICOLO TORACE AORTA VENA ARTERIAIl mediastino è un compartimento anatomico a forma di clessidra che occupa lo spazio centrale del torace compreso tra i polmoni, in cui sono contenuti il cuore, i grandi vasi ed altre strutture. Tutti gli organi e strutture in esso contenuti (cuore, esofago, trachea, grossi vasi e numerosi linfonodi) possono dare luogo a patologie che prendono il nome di “mediastiniche” e che generalmente causano la “sindrome mediastinica“, cioè un Continua a leggere

Catatonia: significato, definizione, cause, sinonimi e cure

MEDICINA ONLINE CAREGIVER MEDICO ANAMNESI VISITA ANZIANO NONNO VECCHIO ALZHEIMER PARKINSON CERVELLO DEMENZA SENILE CATATONIA SENESCENZA DECADIMENTO COGNITIVO INTELLIGENZA.jpgLa parola “catatonia“, pronuncia con l’accento sulla I, deriva dal greco κατά “sotto” e τόνος “tono”, indica una sindrome Continua a leggere

Differenza tra sindrome coronarica acuta ed infarto

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA CORONARIE ARTERIE DESTRA SINISTRA CIRCOLAZIONE CORONARICA INFARTO MIOCARDIOInfarto

L’infarto è un danno permanente a un tessuto causato da un’ischemia prolungata, cioè dalla diminuzione – parziale o totale – dell’apporto di sangue ad una regione di un organo o a un tessuto causata da un problema cardio-circolatorio di varia natura, ad esempio una stenosi (restringimento) di un vaso o la sua occlusione, determinata da un elemento ostruttivo come può essere un embolo. Pur esistendo vari tipi di infarto, quello più comune è l’infarto a carico del miocardio, provocato dall’occlusione di un’arteria coronaria e dalla conseguente ipossia che colpisce la regione irrorata dal vaso ostruito e conseguenze necrosi (morte) del tessuto miocardico che, essendo così importante per assicurare la sopravvivenza, può portare al decesso del soggetto anche in tempi brevi, a meno che non venga presto ristabilito il corretto flusso coronarico. L’infarto del miocardio può manifestarsi in maniera silente, senza quindi causare particolari sintomi macroscopici, oppure in maniera estremamente devastante in tempi brevissimi, causando sintomi intensi e dolorosi. L’insieme di tutti questi sintomi sono descritti dalla sindrome coronarica acuta.

Sindrome coronarica acuta

La sindrome coronarica acuta o SCA (in inglese Acute Coronary Syndrome o ACS, è una definizione che riunisce i diversi segni e sintomi clinici caratteristici della cardiopatia ischemica determinata da interruzione parziale o totale del flusso di sangue coronarico. Il sintomo principale che unisce tale manifestazioni è la “precordialgia” cioè il dolore precordiale (sito a sterno e zone limitofre), presente nella quasi totalità delle persone che si recano nei Pronto Soccorso nel sospetto di una patologia cardiovascolare. Tale sintomo è spesso irradiato al braccio sinistro, alla mandibola ed associato a sintomi neurovegetativi quali malessere generale, ansia, nausea, vomito e svenimento.

La causa principale del manifestarsi dei sintomi descritti dalla SCA è l’interruzione totale o parziale del flusso ematico a livello delle coronarie, quasi sempre da ostruzione acuta (da embolo ad esempio) che porta ad angina pectoris o ad infarto del miocardio. La sindrome coronarica acuta comporta tre principali quadri clinici:

  • Infarto miocardico acuto, con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI = ST elevation myocardial infarction), una volta definito infarto subepicardico.
  • Infarto miocardico acuto con aumento delle troponine I e T, ma senza sopraslivellamento del tratto ST (NSTEMI = Non-ST elevation myocardial infarction), una volta definito infarto subendocardico.
  • Angina pectoris senza aumento delle troponine I e T o Angina instabile.

Tutte queste condizioni sono determinate e favorite, sia direttamente che indirettamente, da vari fattori di rischio, come: ipertensione arteriosa, diabete mellito, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, fumo di sigaretta, sovrappeso, obesità, stress, sesso maschile, uso di droghe ed età avanzata.

Differenza tra sindrome coronarica acuta ed infarto

Da quanto detto dovrebbe essere chiara la differenza tra infarto del miocardio e sindrome coronarica acuta: l’infarto, in quanto caratterizzato da interruzione del flusso ematico coronarico, si manifesta con un insieme di sintomi che nel complesso prendono il nome di sindrome coronarica acuta. Ricordiamo al lettore che il termine “sindrome” indica proprio un insieme di sintomi e segni clinici che costituiscono le manifestazioni cliniche di una o più malattie, indipendentemente dall’eziologia (cioè la causa) che le contraddistingue. Un infarto, a prescindere dalla causa che l’ha determinato, porta alla sintomatologia descritta dalla sindrome coronarica acuta.

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I 20 disturbi psichiatrici più strani che abbiate mai visto

MEDICINA ONLINE CERVELLO TELENCEFALO MEMORIA EMOZIONI CARATTERE ORMONI EPILESSIA STRESS RABBIA PAURA FOBIA SONNAMBULO ATTACCHI PANICO ANSIA VERTIGINE LIPOTIMIA IPOCONDRIA PSICOLOGIA DEPRESSIONE TRISTE STANCHEZZA PSICOSOMAOggi vi presentiamo una lista di 20 disturbi psichiatrici (e non) molto particolari: il cervello a volte può farci degli “scherzi” veramente strani!

1) Prosopagnosia

La prosopagnosia, (anche chiamata prosopoagnosia) è un deficit percettivo acquisito o congenito del sistema nervoso centrale che impedisce al paziente di riconoscere i tratti di insieme dei volti delle persone, causato da lesione bilaterale (o, più di rado, unilaterale destra) alla giunzione temporo-occipitale (giro fusiforme) dell’encefalo. In alcuni casi si ricorre al termine prosofenosia per indicare, in modo specifico, la difficoltà di riconoscimento dei volti umani in seguito al danneggiamento esteso dei lobi occipitale e temporale. Chi è colpito da questa patologia arriva – nei casi più gravi – a confondere la faccia dei propri cari (mariti, mogli, parenti, figli…) e non deve essere confusa con la normale difficoltà che a volte gli individui sani hanno quando non riescono a riconoscere un volto, magari perché non lo vedono da molto tempo. Gli individui sani possono provare una sorta di “assaggio” del disagio che provoca questa patologia quando hanno di fronte persone di una etnia diversa dalla propria, caso in cui il cervello riesce con più difficoltà a cogliere le differenze nei tratti somatici. Tipico esempio è quello di individui orientali (i “cinesi che sembrano tutti uguali” per intenderci). La prosopagnosia può avere risvolti drammatici. Nei casi più gravi, come prima accennato, il soggetto non riesce più a riconoscere il viso dei propri famigliari e ciò lo porta a non fidarsi più di nessuno, dal momento che chiunque potrebbe dire di essere un amico mentre in realtà è uno sconosciuto: ciò determina enorme ansia nel paziente e chiusura in sé stessi. Per approfondire: Non riconoscere i volti dei propri cari: la prosopagnosia, cause, test e cure

2) Delirio di Capgras

Chi soffre di questo problema ha la ferma convinzione che una persona a lei vicina sia stata sostituita da un impostore esattamente identico. Questo delirio è frequente soprattutto nelle persone schizofreniche, anche se sviluppa anche in persone che soffrono di demenza, epilessia o con traumi cranio-encefalici.

3) Sindrome di Fregoli

E’ il contrario del delirio di Capgras. In questo caso la persona che ne soffre ha l’angosciante convinzione che le persone, in realtà, siano una sola persona che cambia aspetto o che si maschera. La sindrome di Fregoli si verifica più frequentemente in persone schizofreniche, dementi o con lesioni cerebrali.

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4) Paramnesia reduplicativa

Consiste nella delirante credenza che un luogo sia stato duplicato, ovvero, che esistano simultaneamente copie di uno stesso luogo. Per esempio, il paziente può pensare che l’ospedale nel quale si trova è stato duplicato e ha cambiato ubicazione. Il paziente pensa che esistano mondi paralleli.

5) Sindrome della mano aliena

Le persone che ne soffrono credono che la loro mano sinistra non gli appartenga, ma che anzi essa possegga vita propria. A volte chi soffre di questo disturbo pensa di essere posseduto da uno spirito. Generalmente, questo problema compare in persone che hanno sofferto danni al corpo calloso, area che unisce i due emisferi cerebrali.

6) Sindrome dell’arto fantasma

La Sindrome dell’arto fantasma (in inglese: Phantom limb syndrome) è caratterizzata dalla sensazione di persistenza di un arto (braccio o gamba) dopo che esso sia stato amputato o dopo che – a causa di altre patologie o condizioni – esso sia diventato insensibile: il paziente affetto da questa patologia avverte l’esistenza e la posizione dell’arto fino ad arrivare ad avvertirne addirittura sensazioni dolorose, a volte addirittura di movimenti come se questo fosse ancora presente, anche se ciò è ovviamente solo nella mente del paziente e non nella realtà.
Questa sensazione colpisce praticamente tutti i pazienti che hanno subito amputazione, è assolutamente normale e non rientra in nessun tipo di problema psichiatrico. E’ la dimostrazione più evidente dell’esistenza del fisiologico schema corporeo, che persiste, nonostante dall’arto amputato non giungano impulsi nervosi ai centri corticali. Per approfondire: Arizona e la Sindrome dell’arto fantasma

7) Micropsia o macropsia (sindrome di Alice nel paese delle meraviglie)

E’ un disturbo neurologico nel quale la percezione delle immagini, dello spazio e del tempo è distorta. I sintomi più preoccupanti sono l’alterazione dell’immagine corporea, poiché chi ne soffre risulta essere confuso rispetto alla dimensione e alla forma del suo corpo. Questo provoca spesso terrore. Questa malattia è associata all’emicrania, ai tumori cerebrali, al consumo di droghe, alle infezioni. Il miglior trattamento è il riposo. È anche conosciuta come la sindrome di Alice nel paese delle meraviglie. Per approfondire: Allucinazioni lillipuziane e Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie

8) Sindrome di Parigi

La sindrome di Parigi si verifica in cittadini giapponesi che visitano la capitale francese. Queste persone soffrono una crisi nervosa durante la visita; tuttavia, si è osservato che si verifica in turisti giapponesi che visitano qualsiasi parte della Francia in generale. Sembra essere un quadro grave dovuto ad un impatto culturale, a partire dal quale sperimentano sintomi fisici ed emotivi come ansia, depersonalizzazione, idee deliranti, allucinazioni, ecc. Dei 6 milioni di turisti giapponesi che visitano la città ogni anno, 20 ne sono affetti. Si sospetta che gli effetti scatenanti potrebbero essere l’idealizzazione, le barriere del linguaggio, la stanchezza fisica e mentale e il confronto culturale radicalmente diverso.

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9) Fuga dissociativa

La persona che soffre di questi episodi deambula perplessa in vari luoghi, senza essere cosciente della sua identità, né del motivo che l’ha condotta fino a quel luogo. Generalmente, questi episodi sono dovuti a periodi intensi di stress fisico ed emotivo, all’ingestione di sostanze psicotrope e malattie mediche. Per approfondire, leggi: Fuga dissociativa (psicogena) e dromomania: cause, sintomi, cure

10) Sindrome dell’accento straniero

Le persone che soffrono di Sindrome dell’accento straniero, parlano improvvisamente la loro lingua materna con un accento straniero. E’ una malattia rarissima (dal 1941 al 2010 sono stati recensiti in letteratura scientifica solo una cinquantina di casi) ed si verifica generalmente dopo un trauma cranico o un ictus cerebrale che colpisce i nuclei cerebrali del linguaggio. Per approfondire, leggi anche:

11) Sindrome di Stoccolma

La “Sindrome di Stoccolma” in psichiatria descrive uno un particolare stato di dipendenza psicologico-affettiva che si manifesta in alcuni casi in vittime di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica. Chi è affetto dalla Sindrome di Stoccolma, durante i maltrattamenti avvenuti durante ad esempio un rapimento, prova un paradossale sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all’amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice. Non è raro ad esempio che persone tenute in ostaggio da un rapinatore, manifestino – durante le indagini della polizia – una chiara volontà di difesa verso quest’ultimo, arrivando perfino a fornire improbabili alibi e scusanti per la sua condotta oggettivamente anti-sociale. Per approfondire, leggi anche:

12) Sindrome di Lima

La “Sindrome di Lima” in medicina e psicologia si riferisce ad uno un particolare stato di legame emotivo che si può verificare nei colpevoli di sequestro di ostaggi o rapimento, nei confronti delle vittime rapite. I sequestratori rimangono emotivamente legati ai sequestrati e soccombono alle loro necessità e desideri, fino al punto spesso di liberarli senza alcuna condizione. Questa sindrome potrebbe essere una conseguenza dei sensi di colpa dei sequestratori o di un particolare processo di empatia, di mettersi nei panni degli ostaggi terrorizzati. La Sindrome di Lima è simile a quella di Stoccolma, ma al contrario: nella Sindrome di Stoccolma sono invece le vittime a sentirsi emotivamente dipendenti dai rapitori.

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13) Sindrome di Stendhal

Con “Sindrome di Stendhal” ci si riferisce ad un insieme di segni e sintomi che una persona può improvvisamente sviluppare quando guarda un’opera d’arte che la emoziona particolarmente. I sintomi sono principalmente ansia fisica ed emotiva, tachicardia, capogiro, vertigini, senso dissociativo, confusione, allucinazioni, fino addirittura lo svenimento. La “Sindrome di Stendhal” viene anche chiamata “Sindrome di Firenze” proprio perché, in virtù della elevatissima quantità di splendide opere d’arte da essa possedute, spesso la sindrome si verifica proprio nella famosa città toscana.

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14) Sindrome di Diogene

Questa sindrome è caratterizzata dall’abbandono estremo, dall’isolamento sociale, dall’apatia e dall’accumulo compulsivo di spazzatura. Si verifica principalmente negli anziani ed è associata alla demenza progressiva. Ecco il perché di questo nome: Diogene di Sinope era un filosofo greco, cinico e minimalista. La sua filosofia si basava sulla credenza che il fine dell’esistenza umana fosse quello di vivere una vita di virtù, al naturale, rifiutando le convenzioni come ricchezza, potere, salute e fama. Si dice che visse in un barile di vino nelle strade di Atene. Era famoso per le sue diatribe con Alessandro Magno. Si tramanda che un giorno Alessandro Magno disse a Diogene: “Chiedimi quello che vuoi.” Egli rispose: ” Spostati, che copri il sole“.

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15) Delirio di negazione o di Cotard

La persona colpita crede di essere morta, di non esistere, o di trovarsi in stato di putrefazione o di aver perso il sangue e gli organi interni. Si osserva più frequentemente in pazienti che soffrono di depressione psicotica o schizofrenia.

16) Sindrome di Gerusalemme

Si caratterizza per la presenza di idee ossessive, deliri e altri tipi di esperienze relazionate a tematiche religiose. Queste esperienze sono scatenate dalla visita alla città di Gerusalemme. La sindrome non si limita a nessuna religione e solitamente sorge in persone che hanno malattie mentali precedenti alla visita a Gerusalemme. I deliri e le idee ossessive svaniscono dopo diversi giorni dalla visita a Gerusalemme.

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17) Recupero fittizio e lucidità terminale

Il “recupero fittizio” è un periodo di estrema lucidità che si verifica in alcuni pazienti fortemente debilitati, poco prima di morire. Questo tipo di recupero è presente in molti malati terminali, nei minuti che precedono la morte. Persone colpite da schizofrenia, morbo di Alzheimer ed altre condizioni patologiche che causano grave menomazione del funzionamento mentale, sono, a volte, inspiegabilmente, in grado di recuperare ricordi e lucidità, ma solo poco prima della morte. In quei momenti, le loro menti sembrano tornare straordinariamente in una forma completa e coerente, anche se i loro cervelli risultano ugualmente deteriorati e danneggiati. Questi pazienti che magari da anni non sono in grado di ricordare nemmeno i loro nomi, possono improvvisamente riconoscere i loro familiari ed avere normali conversazioni con loro su passato, presente e futuro. Nessuno sa con esattezza come questo fenomeno – anche chiamato “lucidità terminale” – possa accadere. Per approfondire: Mark Sloan e il recupero fittizio: il mistero del cervello pochi attimi prima di morire

18) Disturbo dell’identità dell’integrità biologica

Chi soffre del Disturbo dell’identità dell’integrità biologica (BIID, nella sigla inglese), vivono con il costante desiderio di amputarsi una parte del corpo, spesso una o entrambe le gambe o le braccia, che viene ritenuta non appartenente al proprio corpo, come se fosse un oggetto estraneo. Alcuni di questi soggetti si mutilano da soli utilizzando una sega o un ascia o lanciandosi sotto le ruote di un camion in transito, ma in maggioranza dei casi essi richiedono l’intervento di terzi, solitamente di un chirurgo che però, in virtù del Giuramento di Ippocrate, non può asportare una parte del corpo sana. A causa di questa mancata collaborazione, il paziente tende a nascondere almeno alla vista l’arto ritenuto estraneo, o a comportarsi come se non ci fosse (ad esempio: va in giro sulla sedia a rotelle tenendo le gambe nascoste piegate su sé stesse ed immaginando di non possederle). Nei casi più estremi il paziente arriva a togliersi la vita accidentalmente per dissanguamento nel tentativo maldestro di auto-amputarsi l’arto estraneo o di farlo amputare ad altri non esperti in chirurgia. Il BIID riguarda soggetti vivono il dramma di non sopportare più un proprio arto, o un’altra parte corporea, ritenendoli inutili o fonte di insopportabile disagio esistenziale, forse per il patologico desiderio di procurarsi un’amorosa attenzione da parte degli altri, del tutto assente nell’infanzia, o per la patologica convinzione di avere un “corpo sbagliato” rispetto alla loro identità percepita. Per approfondire: Disturbo dell’identità dell’integrità corporea: voler essere disabili

19) Apotemnofilia ed acrotomofilia

Rimanendo in tema di amputazioni, l’apotemnofilia è il desiderio su base sessuale di avere uno o più arti amputati o di apparire come se così fosse. E’ per alcuni versi collegata all’acrotomofilia, in cui il soggetto cerca spasmodicamente partner sessuali con menomazioni fisiche più o meno vistose. Per approfondire: Apotemnofilia e acrotomofilia: l’eccitazione sessuale provocata dalle amputazioni

20) Anosognosia

L’anosognosia (o nosoagnosia) è un disturbo neurologico e psicologico caratterizzato dalla mancata capacità del paziente di riconoscere e riferire di avere un deficit neurologico o neuropsicologico. Il paziente non è in “cattiva fede”: non è realmente consapevole del suo stato di malattia e manifesta invece in buona fede la ferma convinzione di possedere ancora le capacità che in realtà ha oggettivamente perso in seguito a lesione cerebrale, perdita che è assolutamente certa dal punto di vista scientifico. Messo “con le spalle al muro” a confronto con i suoi deficit, il paziente mette in atto delle confabulazioni oppure delle spiegazioni assurde, incoerenti con la realtà dei fatti, spesso delle vere e proprie fallacie logiche. Per approfondire: Anosognosia e Sindrome neglect: significato, test e trattamento

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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La Sindrome del cuore infranto colpisce anche se muore il cane

MEDICINA ONLINE SINDROME DEL CUORE INFRANTO CARDIOMIOPATIA TSKOTSUBO CANE CANI ANIMALI PRESSIONE ARTERIOSA ALTA IPERTENSIONE ARITIMIA CARDIOPATICO GRAVIDANZA FETO DANNI INCINTA ULCERA PEPTICA.jpgFino ad oggi si sapeva che la perdita di un proprio caro poteva provocare la “Sindrome del cuore infranto”, un insieme di sintomi del tutto simili ad un attacco cardiaco. Ma da oggi sappiamo che anche la perdita del proprio animale domestico, può provocare tale sindrome. Lo ha dimostrato il caso di una donna texana descritto dal New England Journal of Medicine. La donna, di 62 anni, si è svegliata una mattina pochi giorni dopo la morte del proprio cane con un forte dolore al petto e altri sintomi che facevano pensare ad un infarto. Una volta arrivata al Texas Medical Center di Houston però gli esami hanno escluso che ci fosse un attacco cardiaco in corso, e i medici hanno formulato una diagnosi di “cardiomiopatia di Takotsubo“, una sindrome talvolta mortale che appunto imita in tutto un infarto e che è scatenata solo nelle donne da eventi drammatici, come la morte del marito o di un figlio.

“A scatenare l’evento è stata la morte del mio Yorksire Terrier, Meha – racconta Joanie Simpson, la paziente, al Washington Post -. Ero inconsolabile, mi ha veramente colpito molto”. L’episodio conferma i risultati di diversi studi secondo cui il rapporto con il proprio animale domestico può diventare in tutto e per tutto simile a quello con un parente stretto. Secondo una ricerca pubblicata da poco su Veterinary Record, ad esempio, chi ha un cane o un gatto malato ha gli stessi segni di stress di chi deve accudire un congiunto. In Italia inoltre da poco è stata riconosciuto ad una lavoratrice il diritto di avere dei giorni di permesso retribuito a causa di un grave problema di salute del proprio cane.

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