Lui mi ha lasciata all’improvviso, senza una spiegazione: che fare?

MEDICINA ONLINE tricotillomaniTricofagia tricobezoario CAPELLI VOLTO DONNA TRISTE AIUTO PELO STRAPPARSI SHAMPO CAPELLI SFIBRATILa vostra è stata una storia importante e credevate che non sarebbe finita mai. Eppure quel giorno è arrivato, lui ti ha lasciata senza un motivo ed all’improvviso ti è crollato il mondo addosso. È difficile superare la fine di un amore. Ma ci siamo passate tutte quante, ricordando poi quel momento con un sorriso non appena è arrivato un nuovo ragazzo, che ci ha fatto battere il cuore ancora più forte. La fine di un amore non è la fine del mondoTuttavia, bisogna equipaggiarsi bene per attraversarla. Ecco qualche regola d’oro per farcela al meglio.

Innanzitutto, occorre prendere le distanze dal nostro ex, rinunciando almeno per ora all’ipotesi di diventare buoni amici. Sarebbe ancora troppo prematuro.

Fondamentale dedicarsi a qualche nuova attività (uno sport, un hobby di qualsiasi tipo), che ci permetta non solo di concentrarci su qualcosa, riversandoci le nostre energie fisiche e mentali, ma anche di venire a contatto con gente nuova.

È utile porsi un obiettivo e lavorare per raggiungerlo, come mettersi in forma o imparare a ballare.

Leggi anche:  La paura di restare single ti fa scegliere il partner sbagliato

Bisogna concentrarsi su se stesse, prendendosi maggiore cura di sé, coccolandosi, e magari operando anche un cambiamento di look, che ci potrebbe aiutare a rompere con il passato e la nostra vecchia immagine per aprire un nuovo capitolo della nostra vita.

Non si può superare al meglio la fine di un amore senza le proprie amiche. Quindi, ricordiamoci sempre di non metterle mai da parte per un ragazzo, perché sono loro quelle che ci saranno sempre. Usciamo con loro, andiamo alle feste, ridiamo, usciamo a fare una passeggiata, qualsiasi cosa pur di non stare chiuse in casa a piangere da sole.

Forse è ancora troppo presto per iniziare una nuova storia, meglio godersi il più possibile questo tempo da single. Tuttavia, farsi corteggiare da altri ragazzi non ha mai fatto male a nessuna. Le attenzioni di un altro ragazzo, infatti, possono aiutarci a recuperare fiducia e sicurezza in noi stesse.

Leggi anche: Dipendenza affettiva: riconoscerla, affrontarla e superarla

Confidarsi con gli amici aiuta tanto, ma non parliamo sempre e soltanto di lui. Questo non solo ci fa male, ma rischia di annoiare anche chi ci ascolta, facendoci risultare pesante e fastidiosi. Pensiamo a divertirci.

Non controlliamo in continuazione il cellulare per vedere se lui ci ha chiamate e, soprattutto, non chiamiamolo noi. Cancelliamo il suo numero e, se lo conosciamo a memoria, cerchiamo di non cadere mai nella tentazione di telefonargli per sfogarci con lui o per fargli sapere quanto ci manca.

Forse adesso non ci credi. Soffri così tanto che ti sembra impossibile guarire da questa feritaMa con il passare dei giorni, potrai accorgerti che la vita da single è semplicemente fantastica e che non ti serve un ragazzo per essere felice.

E allora sarai pronta per un nuovo amore… un amore più bello.

Se credi di avere dei problemi con il tuo partner e non riesci a gestire da sola questa situazione, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questo momento difficile.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Superare la fine di una storia, come riuscirci?

MEDICINA ONLINE DONNA TRENTANNI SINGLE PAURA RAPPORTO SESSO SAD TRISTE PIANTO RAGAZZA FIDANZATA AMORE PRINCIPESSA TRISTEZZA DEPRESSIONE MENTE EMOZIONI SESSO SEX GIRL YOUNG CUTE CRYING VERY UNHAPPY WALLPAPERSuperare la fine di un amore non è mai facile. La separazione dalla persona amata è uno dei momenti più bui nella vita di una ragazza e di una donna in generale. Non importa da quanto si stava insieme, l’età o la posizione sociale, conta solo il fatto di aver immaginato il futuro con quella persona che, dall’oggi al domani, ha deciso di non volerci più. Delusione, dolore, rabbia, incomprensione: sono tante le emozioni che si sovrappongono nel momento in cui si viene lasciati. Si tratta di qualcosa di terribile, doloroso, apparentemente insuperabile, ma possiamo assicurarvelo: se ne esce e non è una frase di circostanza.

Leggi anche: Ho superato i trent’anni e sono single. Perché? Ecco i 10 motivi

Superare la fine di una storia importante

Il percorso per superare la fine di una storia, soprattutto quando quest’ultima è stata un amore importante, è lungo e travagliato, ma arriverete ad essere di nuovo felici e questa esperienza vi servirà per capire che siete forti e che potete farcela anche da sole (o magari con una persona diversa e migliore al vostro fianco), perché ognuna di noi ha dentro di sé una forza incredibile che non avrebbe tirato fuori se non ne fosse stata costretta. “Non tutti i mali vengono per nuocere“, dice il proverbio e, allora, il consiglio più importante che possiamo darvi è quello di attraversare tutte le fasi di elaborazione della rottura, senza saltarne nessuna. Ma andiamo ad analizzare cosa accade in ogni ragazza quando un amore finisce e a scoprire tutti i trucchi per uscire vive dalla rottura. Perché si può, credeteci.

Leggi anche: La paura di restare single ti fa scegliere il partner sbagliato

Cosa fare per superare la fine di una storia d’amore?

Se fingete con voi stesse e con gli altri di stare bene, ingannandovi, non farete altro che rendere più lungo il processo di guarigione. La prima fase è quella del dolore: lasciatevi attraversare da esso senza opporvi, piangete, disperatevi, passate nottate a sfogarvi con le amiche, mangiate gelato e guardate film strappalacrime. Lo sfogo è fondamentale per superare il duro colpo della fine di una relazione, dunque, non abbiate paura di tirare fuori tutta quella sofferenza, quel dolore, quella tristezza che vi fa contrarre lo stomaco, che vi fa sentire quel nodo alla gola, che vi fa sentire che non ce la farete a rialzarvi.

Dopo il dolore e i pianti disperati, arriverà la fase della rabbia, ma anche questa è fondamentale per voltare pagina e guardare avanti dopo la fine di un amore. Dopo esservi colpevolizzate, il vostro punto di vista sta a poco a poco cambiando e questo è un bene: iniziate a pensare non solo a quello che avete sbagliato voi, ma anche agli errori fatti dal vostro ex. Iniziano a riemergere quelle cose di lui che non sopportavate, quelle che non rimpiangete affatto e tutte quelle lacrime versate nelle settimane precedenti, iniziano a poco a poco a trasformarsi in pensieri arrabbiati e sprezzanti. Tutto questo è molto importante, perché fa uscire la storia da quell’idealizzazione tipica di quando ci si lascia, ovvero che era tutto perfetto (cosa quasi sempre falsa).

A questo punto sarete pronte per affrontare la fase di ricostruzione: uscite con le amiche, trovate tutti gli hobbies e le passioni che avevate trascurato per stare con lui, ponetevi degli obiettivi e rispettateli. Concentrarvi su voi stesse è una delle migliori terapie per superare una storia finita.

Leggi anche: Dipendenza affettiva: riconoscerla, affrontarla e superarla

Fine di una relazione e depressione

In alcuni casi, però, può capitare che la prima di queste 3 fasi – quella del dolore – duri talmente a lungo, da poter essere paragonato a un periodo di depressione. Chiudersi in se stesse, rifiutarsi di parlare con tutti, cercare di superare da sole il dolore è la peggior terapia che si possa seguire, quella che senza dubbio vi porterà dritte dritte verso il baratro emotivo. Ricordatevi di superare questa parentesi buia, che lo sottolineiamo sarà solo una parentesi e non tutta la vostra vita, stando in mezzo alla gente, uscendo, svagandovi e tirando fuori tutto quello che avete dentro, solo così sarà scongiurato il pericolo di deprimervi dopo la fine di una storia.

Consigli per superare la fine di una storia

Un altro proverbio dice che “Il tempo è la miglior medicina per i mali dell’anima” e, dopo la fine di una storia, è assolutamente vero. Quando una relazione arriva al capolinea, infatti, è necessario mettere un punto e andare a capo. In che senso? Nel senso che un allontanamento forzato e un periodo di tempo da dedicare a se stesse è necessario per curare le ferite, rialzarsi e ripartire alla grande. Restare amici con il proprio ex su Facebook, Instagram o altri social, ad esempio, potendo andare sempre a sbirciare nella sua vita (o meglio, in quella parte di vita che lui decide si condividere sui social), mandargli ogni tanto qualche messaggino, rivederlo non sono i comportamenti giusti da avere se si ha davvero l’intenzione di superare la fine di una storia.

Per non pensare e non cadere nella tentazione di ritornare dal vostro ex, sforzatevi di ritagliarvi degli spazi solo vostri: iscrivetevi in palestra, ad esempio, andate a correre al parco con un’amica o in compagnia di cuffiette, smartphone e della vostra musica preferita, dedicatevi a qualche hobby, investite sul vostro futuro e non date modo alla noia e ai cattivi pensieri di prendere il sopravvento.

Con il tempo, una volta superato il dolore, vedrete che riuscirete ad analizzare in modo obiettivo la vostra storia finita, a capire dove si è sbagliato e quali sono state le cause della rottura e, inaspettatamente, scoprirete di aver imparato molto da quella relazione finita male. Ma, soprattutto, vi accorgerete che il vostro ex fidanzato non era l’unico ragazzo al mondo e, magari, vi renderete conto di avere persone molto più speciali al vostro fianco. Insomma, imparerete a guardare il mondo e l’amore con occhi diversi, più maturi, più obiettivi, perché in fondo la sofferenza e la delusione, a volte, servono proprio per andare incontro a qualcosa di più bello.

Leggi anche: Come riconquistare un/una ex: consigli ed errori da non fare

Film da vedere dopo la fine di una storia

Se, dopo la fine della vostra storia importante, avete voglia di non pensare, di ridere e di riprendere in mano la vostra vita partendo da un film, sono tante le pellicole che, proprio come una iniezione di felicità, vi faranno sentire subito meglio: da Il diario di Bridget Jones, a Love Actually, da Amiche da Morire a Tutte contro di lui. Preparate una busta di popcorn, rilassatevi sul divano, chiamate qualche amica e vedrete che la vostra storia sarà già un ricordo più lontano e meno doloroso.

Se credi di avere dei problemi con il tuo partner e non riesci a gestire da sola questa situazione, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questo momento difficile.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Sono gelosa delle sue ex: come fare?

MEDICINA ONLINE TRISTE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO GELOSIA LITIGIO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE DIVORZIO DIVORCE SAD COUPLE WALLPAPERInizia una nuova storia! Felicità, camminiamo sulle nuvole, vediamo tutto rosa… Poi però… ecco che appare lei, la sua EX. Stiamo male solo a vederla, quando qualcuno parla di lei sentiamo dentro di noi come una bomba che sta per esplodere. Iniziamo a voler sapere tutto su quella che ha avuto il nostro uomo anche per brevissimo tempo. Chiediamo alle amiche, agli amici di lui che ci prendono in giro dandoci della gelosa. E poi iniziamo a torturare con le domande il nostro ragazzo. Pare quasi che lei sia diventata più importante di noi. Non riusciamo a superare l’idea di loro due insieme. Immaginare il nostro lui mentre si bacia o peggio fa dell’altro con la sua ex… no, la nostra mente non riesce ad accettare tutto ciò.

Cosa fare allora quando la gelosia ci fa perdere la razionalità? Ma soprattutto, come riuscire a non rovinare il nostro nuovo rapporto di coppia? La nostra mente, in questi casi, fa fatica a distinguere la fantasia dalla realtà, e quindi ciò che noi immaginiamo in preda alla gelosia, molto spesso non trova fondamento in quello che è veramente successo. Innanzitutto, non dobbiamo sentirci “strane”. La gelosia – entro certi limiti e sempre se non interferisce con la nostra vita – è una sentimento fisiologico. E’ del tutto normale voler avere il nostro amato tutto per noi. In una coppia deve sempre esserci della sana gelosia, altrimenti c’è qualcosa che non va. Essere disinteressati del proprio partner e delle donne che gli stanno intorno non sarebbe normale.

Leggi anche: La paura di restare single ti fa scegliere il partner sbagliato

Parliamo con lui di questo nostro disagio

Il dialogo è fondamentale in una relazione. Non nascondiamogli una cosa così importante. Rendiamolo partecipe di questa nostra gelosia, lui sicuramente saprà aiutarci e ci rassicurerà. Facciamogli pure tutte le domande che vogliamo riguardo la sua ex: a volte sapere i fatti e le cose che realmente sono successe tra di loro ci aiuta a non far correre troppo la fantasia e a rimanere coi piedi per terra.

Pensiamo al presente

lui ora sta con noi! Se ha chiuso la precedente relazione è perché qualcosa non andava e il loro rapporto non aveva futuro. Probabilmente l’esperienza passata gli avrà insegnato molte cose e con noi eviterà di commettere certi errori. Godiamoci quindi la nostra vita di coppia: viviamo giorno per giorno il nostro nuovo amore, scoprendo tutte le sfaccettature della persona che abbiamo accanto. Non accaniamoci troppo a pensare a lei mentre siamo con lui… sarebbe solo tempo sprecato! Se il nostro ragazzo ci ha scelto è perché vede in noi qualcosa di speciale, qualcosa che probabilmente nella persona di prima mancava.

Leggi anche: Ho superato i trent’anni e sono single. Perché? Ecco i 10 motivi

Pensiamo anche alle nostre storie passate

A meno che non siamo alla prima esperienza, anche noi abbiamo avuto degli ex! Abbiamo baciato, fatto cenette romantiche a lume di candela, passeggiate mano nella mano, cinema, gite fuori porta… con un altro ragazzo! Tutte cose normali, fatte però con persone che non appartengono più al nostro presente. Loro ci hanno aiutato a crescere e a creare la persona che siamo, ma ora non ci influenzano più.

 Non reprimiamo le emozioni

Non blocchiamole, viviamo anche i sentimenti meno piacevoli. Lasciando andare tutto ciò senza fossilizzarci troppo, probabilmente tutto questo se ne andrà. Ci vuole però tempo e pazienza, le paure per essere superate devono prima essere accettate ed elaborate. Non abbiate fretta. Questo è solo uno degli ostacoli che una coppia deve superare durante il suo percorso!

Se credi di provare una gelosia eccessiva, che ti impedisce di vivere serenamente la tua vita e ti crea problemi con il tuo partner, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a gestirla ed a superare tutte le tue paure.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Primo appuntamento: ecco come fare colpo su di lui

MEDICINA ONLINE TRISTE COME RICONQUISTARE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE COUPLE WALLPAPERIl primo appuntamento non si scorda mai e spesso causa molti più problemi e preoccupazioni di quello che vale. Tra scelta dei vestiti, trucco e parrucco e la lista delle cose da dire e non dire fatta con le amiche è possibile avere un tale esaurimentonervoso da non voler più uscire per la disperazione.

Ma c’è un modo per far si che il vostro cavaliere rimanga fulminato da voi sin dal primo appuntamento? Ovviamente si e non dipende dal grado di aderenza della vostra maglietta. Basta fare caso ad alcuni piccoli accorgimenti. Ecco quali!

Mantenete il contatto visivo

Guardarlo negli occhi è importante, aiuta a stabilire un contatto profondo e lo fa sentire considerato e speciale. Senza contare che uno sguardo vale più di mille parole e solitamente è preludio di un bacio appassionato!

Abbiate senso dell’umorismo

Non state li ingessate, rosse come pomodori a pesare ogni parola che dice. Scioglietevi, divertitevi, prestatevi alle sue battute. Le donne con senso dell’umorismo sono incredibilmente sexy e lui non vedrà l’ora di uscire di nuovo con una ragazza così simpatica!

Leggi anche:

Proponete un parco divertimenti

Perchè andare nel solito cinema e passare 2 ore in silenzio? Scegliete un parco divertimenti dove giocare insieme, ridere, conoscervi e dargli modo di capire che siete una ragazza che ama la semplicità.

Mollate il cellulare

Ragazze, non provate ad isolarvi per minuti interi mandando sms con resoconti in tempo reale alla vostra migliore amica. Il vostro ragazzo si sentirebbe messo da parte, imbarazzato e di certo non morirebbe dalla voglia di uscire di nuovo con voi!

Ascoltatelo

Sta parlando di sua madre o del torneo di calcetto? Non importa, ascoltatelo come se stesse parlando della nuova borsa di Gucci appena uscita. Per un ragazzo è importante sentirsi considerato e la telefonata post uscita non tarderà ad arrivare!

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Ecco perché in amore “aspettare” è quasi sempre inutile

MEDICINA ONLINE TRISTE COME RICONQUISTARE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOQuante volte vi sarà capitato di incontrare un ragazzo che vi piace e iniziare ad uscirci, salvo rendervi conto che lui è quello che comunemente viene definito come “eterno indeciso”? 

Le cose solitamente vanno così: uscite e come prima cosa lui mette in chiaro che non se la sente di avere una storia seria (ma chi te l’ha chiesto?), che voi gli piacete moltissimo (sisi certo) e che spera possiate aspettare che lui metta in ordine la confusione nella sua testa (bitch, please). Il problema nasce quando voi, con lo sguardo già da triglia e le ginocchia molli, pur di non farvelo scappare accettate di aspettare e aspettare, rispondendo al telefono quando lui si degna di chiamarvi e uscendo solo quando lui è libero.

Il che è tremendamente, abissalmente e dannatamente sbagliato, perché:

1. Se non ha tempo di uscire con voi, non gli interessate. Potrà sembrare brutale ma le cose stanno così: se voi gli interessaste non ci sarebbe palestra, fratello che torna dal Congo o pesce rosso malato che tenga, uscirebbe con voi e basta. Perché mai dovreste aspettare un tizio che non è disposto nemmeno a saltare il cinema con la prozia per vedervi?

2. Aspettare raffredda l’entusiasmo. L’entusiasmo all’inizio di una storia è sempre a mille, ma provate a sentirvi rimandare un appuntamento per settimane e la libido scenderà matematicamente sotto il minimo storico. Ne vale la pena?

Leggi anche:

3. Non siete dei cani. I cani aspettano buoni che il padrone gli serva da mangiare o li porti fuori per una passeggiata. Voi meritate molto di più di un cretino che non fa che tenervi sulla corda!

4. La vita è breve. E oggettivamente perdere del tempo ad aspettare una storia invece che viverla è quanto di più stupido si possa fare.

5. Date nella misura in cui ricevete. “Mi dispiace ma questa settimana sono molto impegnato”..”Davvero babe? che combinazione, anche io! buona vita”.

Potremmo essere più chiare? L’amore non si aspetta, si vive!

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Personalità sottomessa: caratteristiche e descrizione

MEDICINA ONLINE TRISTE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO GELOSIA LITIGIO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE DIVORZIO DIVORCE SAD COUPLE WALLPAPERIn psicologia clinica, con l’espressione personalità sottomessa si intende un insieme di fattori che agiscono sull’emotività di un soggetto, in grado di provocare un mutamento condizionato della personalità. Questa manifestazione non viene considerata come un disturbo di personalità specifico. Un soggetto sottomesso emotivamente presenta una serie di caratteristiche comportamentali, quali:

  • scarsa autostima
  • personalità debole e influenzabile
  • assenza di autonomia decisionale
  • mancanza di coraggio
  • mancata assunzione di responsabilità, temendo le conseguenze di un eventuale fallimento
  • paura delle reazioni di determinate persone
  • spiccata vulnerabilità nell’essere assoggettati a episodi di mobbing e bullismo.

Descrizione

Una personalità sottomessa è individuabile in un soggetto emotivamente penetrabile, che non ha l’effettivo controllo della propria soggettività, la quale viene dominata dalla personalità prepotente. Come sopracitato, questa condizione, causa l’assoggettamento al mobbing negli ambienti di lavoro, o il bullismo in ambito scolastico, senza che chi lo subisce abbia il coraggio di reagire e di protestare contro l’oppressore. Per uscire da questa condizione di scacco, occorre un lavoro di psicoterapia, che si può eseguire su se stessi anche senza l’aiuto di un terapeuta. Va sottolineato che uno stato di sottomissione può essere incrementato da una condizione ansiosa o depressiva, la quale abbatte nel soggetto le normali difese di aggressività.

Si può raggiungere da soli autostima, ottenere coraggio e fiducia in se stessi, anche se questa procedura i risultati non si ottengono subito. Il soggetto che si ribella ad uno stato di sottomissione raggiunge maggiore consapevolezza di se stesso, e migliora oggettivamente la propria condizione di vita, uscendo dalla paura e riacquistando indipendenza e intraprendenza. Uscire da uno stato di sottomissione significa migliore la qualità della propria vita, liberandosi da condizione di timore, fonte di stress (che può giungere, in condizioni estreme, anche all’esaurimento). Per ottenere questo risultato è indispensabile capire che le conseguenze della propria “ribellione” non sono fosche come l’immaginazione può far credere, e che spesso il prepotente può essere arginato anche semplicemente sottolineando i propri diritti.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Ipertrofia o iperplasia prostatica benigna: cause, sintomi e cure

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PROSTATITE BATTERICA ABATTERICA PROSTATA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneL’ipertrofia prostatica benigna o – più correttamente – l’iperplasia prostatica benigna (da cui l’acronimo “IPB”), in inglese “benign prostatic hyperplasia” (da cui l’acronimo “BPH”), conosciuta anche come adenoma prostatico, è una malattia a carico della ghiandola prostatica. La patologia è caratterizzata da un aumento di volume della prostata, dovuto all’incremento del numero di cellule (da cui la denominazione “iperplasia”), che si estrinseca principalmente nella zona “di transizione” della prostata, ovvero in una parte centrale attorno all’uretra prostatica. E’ una crescita di tipo benigno, cioè comporta compressione sui tessuti circostanti senza infiltrarli. E’ un fenomeno legato all’invecchiamento ma che in alcuni soggetti è maggiore che in altri, e col passare degli anni può causare una compressione e distorsione dell’uretra prostatica ostruendo la fuoriuscita dell’urina. Sono escluse componenti ambientali nell’eziologia della malattia, mentre si è ipotizzato il ruolo di fattori ereditari per l’aumentato rischio di incidenza in parenti di soggetti colpiti dalla patologia.

Leggi anche: Differenza tra ipertrofia ed iperplasia con esempi

Epidemiologia

L’IPB colpisce il 5-10% degli uomini di 40 anni di età, e fino all’80% degli uomini tra 70 e 80 anni. Tuttavia il numero dei soggetti in cui la IPB diventa sintomatica, cioè costituisce effettivamente un disturbo, è circa la metà.

Leggi anche: Visita andrologica completa di pene e testicoli [VIDEO]

Iperplasia prostatica benigna e cancro alla prostata

L’IPB ed il carcinoma prostatico (cancro della prostata) non sono correlati, sebbene le due condizioni possano coesistere e spesso il secondo venga diagnosticato incidentalmente durante indagini per la molto più comune IPB. IPB e carcinoma si impiantano su zone diverse della prostata, essendo il carcinoma di pertinenza prevalentemente della zona periferica.

Leggi anche: Tumore maligno della prostata (carcinoma prostatico): cause, sintomi e terapie

Cause e fattori di rischio

Il diidrotestosterone (DHT) e gli estrogeni hanno un ruolo nell’insorgenza della BPH. Questo significa che occorre la presenza degli androgeni per l’instaurarsi della BPH, ma non sono necessariamente la causa diretta della patologia. Questo è dimostrato dal fatto che gli eunuchi non sviluppano la patologia quando raggiungono l’età adulta. Inoltre, la somministrazione di testosterone esogeno non è associata all’aumento significativo dei sintomi della BPH. Il DHT, un metabolita del testosterone è un mediatore critico della crescita della prostata. Il DHT viene sintetizzato nella prostata dal testosterone in circolo. Una volta sintetizzato, il DHT giunge alle cellule epiteliali e segnala la trascrizione del fattore della crescita al mitogene dei due tipi di cellula. L’importanza del DHT nel causare noduli iperplasici nella prostata è supportata dalle osservazioni cliniche in cui un inibitore della 5α-reduttasi viene somministrato al paziente in queste condizioni. La terapia con gli inibitori della 5α-reduttasi riduce notevolmente il contenuto di DHT nella prostata e conseguentemente il volume della prostata ed i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna.
Esiste una notevole evidenza sul fatto che gli estrogeni giocano un ruolo nell’eziologia della BPH. Questo è basato sul fatto che la BPH si verifica in uomini con elevati livelli di estrogeni e relativamente ridotti livelli di testosterone libero (questa sostanza ha quindi, se non convertita in altri ormoni, un’azione benefica e salutare nei confronti della prostata) e quando i tessuti prostatici diventano più sensibili agli estrogeni e meno rispondenti al DHT. Cellule prese dalla prostata di uomini affetti da BPH hanno mostrato una più elevata risposta agli alti livelli di estradiolo nel caso di bassi livelli di androgeni.

Sintomi e segni

I sintomi non sono correlati con le dimensioni della ghiandola: infatti una prostata di piccole dimensioni può in alcuni casi provocare sintomi ostruttivi molto più gravi di una prostata dalle dimensioni maggiori; questo perché la sintomatologia deriva dalla somma di due componenti: quella statica, determinata dalla massa della ghiandola, e quella dinamica, dovuta al tono della muscolatura liscia del collo vescicale, della prostata e della sua capsula. Riconosciamo due tipi di sintomi: quelli urinari di tipo ostruttivo, e quelli di tipo irritativo. Fra gli ostruttivi si ricordano la difficoltà ad iniziare la minzione, l’intermittenza di emissione del flusso, l’incompleto svuotamento della vescica, il flusso urinario debole e lo sforzo nella minzione.
Fra i sintomi irritativi si annoverano la frequenza nell’urinare, che è detta pollachiuria, la nicturia, cioè un aumentato bisogno durante la notte, l’urgenza (la necessità di svuotare la vescica non può essere rimandata) e il bruciore ad urinare. Questi sintomi, ostruttivi ed irritativi, vengono valutati usando il questionario dell’ International Prostate Symptom Score (IPSS), formulato per appurare la severità della patologia.
La IPB può essere una patologia progressiva, specialmente se non curata. L’incompleto svuotamento della vescica può portare all’accumulo di batteri nel residuo vescicale aumentando i rischi di prostatiti e pielonefriti. L’accumulo di urina può, peraltro, portare anche alla formazione di calcoli dovuti alla cristallizzazione di sali nel residuo post-minzionale. La ritenzione urinaria, acuta o cronica, è un’altra forma di progressione della patologia. La ritenzione urinaria acuta è l’incapacità a vuotare completamente la vescica, mentre quella cronica vede il progressivo aumentare del residuo e della distensione della muscolatura della vescica. Chi soffre di ritenzione urinaria cronica, può andare incontro ad una patologia di compromissione renale detta uropatia ostruttiva. L’ipertrofia prostatica benigna non è in grado di provocare deficit erettivo, eventuali influenza sulle capacità erettiva può essere provocato dal dolore che tale patologia ha negli stati più avanzati (causa psicologica).

Leggi anche: Mi alzo spesso di notte per urinare: quali sono le cause e le cure?

Diagnosi

L’esplorazione rettale, (palpazione della prostata attraverso il retto), può rivelare un marcato ingrossamento della ghiandola; è un esame molto soggettivo che dipende dall’abilità dell’urologo. Maggiore precisione al fine della valutazione del volume prostatico è dato dall’ecografia sia sovrapubica che transrettale. L’ecografia inoltre evidenzia il residuo postminzionale, cioè se rimane urina stagnante in vescica dopo aver urinato, che è sintomo importante che la IPB si sta aggravando. Altro segno da valutare è lo spessore delle pareti vescicali, che se incrementa è un altro segno di ostruzione al deflusso urinario. L’ecografia inoltre consente di diagnosticare complicanze frequenti di una IPB trascurata, come diverticoli vescicali, calcoli, o sedimento nel lume dell’organo emuntore.
La uroflussimetria è forse l’esame più utile in IPB, perché evidenzia se tale patologia causa un’ostruzione oppure no. Distingue perciò la IPB significativa da quella non significativa sulla dinamica minzionale. Alcuni parametri come Qmax (velocità di flusso massima) sono usati anche per verificare la risposta alle terapie nel tempo.
Il PSA è spesso eseguito nei pazienti IPB per screenare se coesiste una componente maligna della patologia. E’ un esame del sangue che se innalzato indica una qualche sofferenza della ghiandola prostatica, includendo patologie benigne come infiammazione, IPB o traumatismo, ma anche il carcinoma prostatico. Un suo innalzamento richiede un attento monitoraggio ed eventualmente esami più approfonditi. Strumenti usati nella diagnosi, sono:

Non tutti i test sono sempre necessari per raggiungere la diagnosi.

Leggi anche: Ecografia prostatica transrettale: come si svolge, è dolorosa, a che serve?

Trattamento

Il trattamento di una iperplasia prostatica benigna può essere medica e/o chirurgica.

Terapia medica

Diversi farmaci  e molecole possono essere usati per il trattamento della iperplasia della prostata. Gli alfa bloccanti (α1-recettori adrenergici antagonisti) procurano un sostanziale miglioramento dei sintomi della BPH. Molecole come doxazosin, terazosin, alfuzosin e tamsulosin vengono impiegate con successo. Vecchie molecole come phenoxybenzamine e prazosin non sono raccomandate per il trattamento della BPH. Gli alfa bloccanti rilassano la muscolatura della prostata e del collo vescicale ed aumentano la portata del flusso urinario, ma possono causare eiaculazione retrograda.
Gli inibitori della 5α-reduttasi, (finasteride e dutasteride) sono un altro trattamento praticato. Quando vengono usati in abbinamento agli alfa bloccanti, si è notata una drastica riduzione del volume della prostata in persone con ghiandole molto ipertrofiche.
Vi è anche una notevole evidenza dell’efficacia di fitoterapici, quali l’estratto del frutto della serenoa repens e del saw palmetto nell’alleviare in maniera moderata i sintomi della patologia. Altre erbe medicinali che hanno alla base sistematiche ricerche sono il beta-sitosterolo tratto dalla hypoxis rooperi (pianta grassa africana) e la pygeum (estratta dal Prunus africana), mentre vi è una minore conoscenza sull’efficacia della Cucurbita pepo semi di zucca e dell’Urtica dioica (Wilt et al., 2000).

Integratori alimentari per il benessere della prostata

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di diminuire infiammazioni e bruciori e migliorare la salute della prostata:

La valutazione del PSA può essere effettuata anche a casa, usando un test pratico ed affidabile come quello consigliato dal nostro Staff medico: https://amzn.to/44JmBFz

Terapia chirurgica

Solo in caso di fallimento del trattamento medico e fitoterapico, può rendersi necessario un trattamento chirurgico. Qualsiasi intervento chirurgico per IPB pone a rischio, in entità differente, la meccanica eiaculatoria del paziente. A contrario, la rigidità nell’erezione e la capacità di arrivare all’orgasmo non vengono influenzati da questa chirurgia correttamente eseguita.
Adenomectomia open surgery. Significa rimuovere l’adenoma mediante il tradizionale taglio chirurgico, nella variante trans vescicale (ATV) o infravescicale (Millin). Interventi usati da oltre 50 anni, hanno ancora un’efficacia insuperata anche se con una morbilità perioperatoria che alcuni mettono in discussione, nella realtà attuale di chirurgia mini-invasiva. Interventi tuttora definiti “gold standard” in caso di prostate veramente voluminose.
Resezione transuretrale dell’adenoma prostatico (TURP). Questo prevede la resezione di parte della prostata attraverso l’uretra. Consigliabile per prostate fino a un certo volume, presenta il vantaggio della mini-invasività, ovvero evitare tagli e un recupero postoperatorio più rapido. Esistono anche alcune nuove tecniche per ridurre il volume della prostata ipertrofica, alcune delle quali non sono ancora abbastanza sperimentate per stabilire i loro effetti definitivi. Esse prevedono vari metodi per distruggere parte del tessuto ghiandolare senza danneggiare quello che rimarrà in sito. Fra queste si ricordano: la vaporizzazione transuretrale della prostata (TVP), la laser TURP, la visual laser ablation (VLAP), la Transurethral Microwave Thermo Therapy (TUMT), la Transurethral needle ablation of the prostate (TUNA) e la sua evoluzione tecnologica Prostiva, micro iniezioni di etanolo in situ ed altre ancora allo studio o in via di sperimentazione.
Nuove tecniche che comportano l’impiego del laser in urologia, sono state sperimentate negli ultimi 10 anni. Si è iniziato con la VLAP, tecnica che usa uno YAG laser a contatto con il tessuto prostatico. Una tecnologia simile, è chiamata Photoselective Vaporization of the Prostate (PVP) ed usa un laser a luce verde (KTP) ed è emersa recentemente. Questa procedura utilizza un laser ad alta potenza di 80 Watt KTP con una fibra laser di 550 micron inserita nella prostata. Questa fibra ha una riflessione interna di 70 gradi. Essa è usata per vaporizzare il tessuto della capsula prostatica. Il KTP laser ha una penetrazione di 2.0mm (quattro volte più profonda del laser ad Olmio).
Un’altra procedura chiamata Holmium Laser Ablation of the Prostate (HoLAP), è stata adottata pressoché in tutto il mondo. Analogamente al KTP, il laser per l’HoLAP è un dispositivo con una sonda di 550 micron con una potenza di 100 Watt ed un angolo di riflessione di 70 gradi. La sua profondità di passata è di 2,140nm, che cade nella zona invisibile dell’infrarosso e non può essere visto ad occhio nudo. La profondità di penetrazione del laser ad Olmio è inferiore a 0,5 mm evitando così le necrosi tissutali spesso causate dal laser a profonda penetrazione della tecnica KTP. Entrambi i metodi, KTP e Olmio, ablano circa uno o due grammi di tessuto al minuto.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, segui la nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!