Disordine ossessivo compulsivo: il cervello lavora troppo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO CERVELLO SISTEMA NERVOSO BRAIN (4)I soggetti che soffrono del disordine ossessivo compulsivo (una patologia caratterizzata dalla presenza di ossessioni e compulsioni), potrebbe avere un’area del cervello, che in sostanza è iperattiva e lavora troppo. L’area del cervello interessata è il nucleo caudato, una formazione neuronale del telencefalo, pari e simmetrica, che insieme al putamen costituisce il neostriato. A questo risultato si è giunti grazie al lavoro dei ricercatori della New York University, che con un esperimento  sembrano aver messo in relazione il controllo dei comportamenti e l’attività cerebrale.

Cos’è il disturbo ossessivo compulsivo?

Secondo la classificazione dell’International OCD Foundation, il disturbo ossessivo compulsivo (conosciuto anche come DOC o anche come OCD dall’inglese “Obsessive Compulsive Disorder”) è un disturbo d’ansia caratterizzato – come accennato all’inizio dell’articolo – dalla presenza di ossessioni e compulsioni e da alcuni segnali specifici. Le ossessioni sono impulsi o immagini che emergono improvvisamente nella mente e che diventano intrusivi, con una tendenza del soggetto affetto da OCD ad avvitarsi in questi pensieri. La seconda parte di questa sindrome è invece caratterizzata da un aspetto compulsivo, consistente nel compiere rituali irrazionali con l’obiettivo di evitare catastrofi e azioni mirate a rispondere alle ossessioni che inquinano la vita del soggetto e che rappresentano un tentativo di soluzione. Il disturbo ossessivo compulsivo è un disturbo che si cronicizza, anche se può subire miglioramenti, e coinvolge soprattutto una popolazione giovane (tra i 15 e i 25 anni). Talvolta può dipendere da mutazioni genetiche, altre da una mancanza di equilibrio in alcuni neuro trasmettitori. Ma secondo Claire Gillian e la sua equipe della New York University le cause sono spesso da ricercare in un’iperattività di una zona cerebrale cruciale, il nucleo caudato.

La ricerca

Lo studio empirico in seguito al quale il team di ricerca è approdato a queste conclusioni ha coinvolto 37 pazienti, tra i quali 33 pazienti sani senza alcun disordine. Gli scienziati hanno sottoposto il campione di volontari a un test consistente nel dover schiacciare un pedale salva shock che avrebbe evitato una lieve scossa elettrica, registrando in contemporanea l’attività cerebrale dei volontari tramite tecniche di risonanza magnetica. I volontari risultanti affetti da disordine compulsivo hanno dimostrato una scarsa propensione a schiacciare quel pedale rispetto al gruppo di controllo, nonostante la razionalità suggerisse loro di premerlo. Contemporaneamente la risonanza magnetica ha mostrato nella zona del cervello di questi ultimi individui un’attività eccessiva del nucleo caudato, fondamentale nella gestione delle abitudini e dei comportamenti.

Cos’è il nucleo caudato?

Il nucleo caudato rientra nella categoria dei nuclei della base o gangli della base, formazioni grigie situate in profondità rispetto alla sostanza bianca telencefalica, in stretto rapporto con il talamo. I gangli della base comprendono il claustro, l’amigdala e il corpo striato, comprendente a sua volta il nucleo caudato e il nucleo lenticolare.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Appena pensi di averlo imprigionato basta un soffio di aria e lui torna ad essere libero, nel vento

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO NATURA FIORE DANDELION SOFFIONE FIORI VERDE PRATOUno dei miei fiori preferiti è il soffione: è libero, selvatico, discreto, è l’unico fiore che non si può acquistare dal fioraio. Non lo puoi comprare e lui ne va fiero!

Molti lo considerano sgraziato, per me invece è il simbolo dell’eleganza: ci insegna che non servono colori appariscenti per catturare l’attenzione di chi ci guarda con sensibilità.

Non teme il giudizio degli altri fiori che si considerano più belli di lui: il soffione va per la sua strada, conosce i suoi limiti, sa di non essere bello ma si impone lo stesso perché sa quanto è importante il suo ruolo nella natura.

All’apparenza delicato, ha in realtà un carattere deciso: appena pensi di averlo imprigionato basta un soffio di aria e lui torna ad essere libero, nel vento, per sempre.

E dopo aver condiviso con voi questo mio piccolo pensiero sul Taraxacum officinale, auguro ancora buon anno nuovo a tutti!

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Auguri di un 2015 pieno di salute, serenità e gioia!

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma AUGURI 2015 SALUTE SERENITA GIOIA Anno Nuovo Capodanno 15 Radiofrequenza Cavitazione Cellulite Luce Pulsata Peeling Linfodrenante Mappatura Nei Dietologo DermatologiaI miei auguri di uno splendido 2015; con la speranza che il nuovo anno sia un’occasione per migliorarci e per superare i problemi che ci ha riservato l’ormai vecchio 2014. Affrontiamo il futuro con coraggio ed ottimismo, ricordando che 100 anni fa esatti i nostri bisnonni avevano a che fare con la prima guerra mondiale, quindi – rispetto a loro – siamo decisamente più fortunati! Rinnovo gli auspici fatti alla vigilia del giorno di Natale: tanti auguri a tutti voi lettori, alle vostre famiglie, ai vostri cari ed ai vostri animali domestici, con l’augurio che il 2015 sia un anno pieno di salute, serenità e gioia!

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Quasi 70 gradi sotto zero: il villaggio più freddo al mondo

Si d’accordo: abbiamo avuto un dicembre mite, quindi il freddo – arrivato improvviso in questi ultimi giorni – ci ha colto di sorpresa. Ma siete davvero sicuri di volervi lamentare per qualche grado in meno? Esiste un posto in Russia dove la temperatura arriva a sfiorare i 70 gradi sotto zero! Benvenuti a Ojmjakon: il villaggio più freddo al mondo!

Ojmjakon (Оймякон in russo) è localizzato presso il fiume Indigirka nel Nord-est della Repubblica di Sacha-Jacuzia nell’est della Siberia ed ha circa 800 abitanti. Ojmjakon è uno dei candidati, insieme a Verchojansk e Tomtor, per il polo nord del freddo (i “poli del freddo” sono i posti nell’emisfero sud e nord dove è stata registrata la temperatura più bassa dell’aria).

Nel 26 gennaio 1926 sarebbe stata registrata una temperatura addirittura di −69.9 °C. Ojmjakon è considerato attualmente il posto abitato più freddo di tutto l’emisfero nord del mondo. In estate invece la temperatura media è di soli 13,5 °C, cioè 22 °C massima, 5 °C minima. La vostra città non vi sembra più tanto fredda, vero?

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Non fare più nemmeno un tiro: il libro gratuito per chi ha smesso e per chi vuole smettere di fumare

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMO SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZA UOMOIeri mi sono fatto un gran bel regalo: sono stati 800 giorni esatti da quando ho smesso di fumare!

Puoi stare tranquillo

Parlandone con i miei amici di Facebook, mi ha colpito l’affermazione di un utente: “se sono 800 giorni credo che ormai puoi stare tranquillo”. Ed invece non posso stare tranquillo per niente, perché chi è stato fumatore ed ha smesso, non può mai abbassare la guardia: tutti noi conosciamo persone che hanno smesso per anni e poi – quando ormai si sentivano “tranquille” – hanno compiuto l’errore di fare anche un solo tiro e si sono ritrovate ad essere nuovamente fumatori abituali! Sia chiaro: è ovvio che per me, dopo più di due anni, è più facile resistere alla tentazione rispetto a chi ha spento l’ultima sigaretta due giorni fa! Ma MAI abbassare la guardia perché la debolezza di un secondo può farvi ritornare nel vortice.

Quasi quasi me lo faccio un tiro

Chi ha smesso da anni può sentirsi ormai al sicuro ed una bella sera può dire “quasi quasi me lo faccio un tiro, tanto ho smesso da sei anni: non ritornerò ad essere un fumatore per un solo tiro!”. Ed invece no. Quello che deve essere capito da tutti gli ex-fumatori all’ascolto è che hanno davanti a loro solo due alternative: possono continuare a non fumare o possono tornare a fumare come (e più di) prima. Non esiste una via di mezzo. Alcune persone perdono il loro tempo a pensare come sarebbe bello poter essere un fumatore occasionale: devono invece mettersi in testa che non potranno mai più avere quel “piacere”. Fare anche un solo tiro vi riporterà al punto di partenza, e parlo anche per esperienza diretta. Alcuni anni fa avevo smesso e dopo un paio di mesi, sentendomi al sicuro, ho rifumato una sigaretta: la prima di una lunga serie purtroppo. Quando si smette… si smette! Non ci sono scappatoie e, se ci sono, vi riporteranno inevitabilmente a fumare.

Non fare più nemmeno un tiro

A tale proposito consiglio caldamente a tutti (fumatori, ex fumatori, amici di fumatori) la lettura di questo illuminante libro dello statunitense Joel Spitzer – un esperto nel campo dello smettere di fumare – chiamato Non fare più nemmeno un tiro. E’ un e-book (cioè un libro scaricabile e leggibile su pc e smartphone) che l’autore stesso ha voluto generosamente rendere gratuito, quindi potete legalmente scaricarlo ed inviarlo ai vostri cari! E’ scritto in maniera semplice e chiara: leggetelo tutto d’un fiato come ho fatto io!

Potete scaricare gratis il libro “Non fare più nemmeno un tiro” seguendo questo link: Non fare piu nemmeno un tiro

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Auguri di buone feste e felice anno nuovo a tutti i lettori di Medicina OnLine

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Tanti auguri di buone feste a tutti voi lettori, alle vostre famiglie, ai vostri cari ed ai vostri animali domestici, con l’augurio che il 2015 sia un anno pieno di salute, serenità e gioia.

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200 mila euro a Nicole Minetti

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMO DONNA COPPIA DIVANO AMORE ABBRACCIATI GUARDANO LA TV CINEMA TELEVISIONE FILM SERIE TVPare che 200 mila euro saranno dati a Nicole Minetti per andare all’isola dei “famosi”. Un vigile del fuoco, che ogni giorno rischia la propria vita per salvare quella degli altri, deve lavorare quasi 20 anni per guadagnare la stessa cifra. Si, lo so: è un discorso vagamente “populista”, e non vengono spesi certamente soldi pubblici, però mi viene lo stesso un gran fastidio…

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Anoressia: le immagini drammatiche di un corpo che non esiste più

MEDICINA ONLINE ANORESSIA ANORESSICA ANOREXIA IMAGE IMMAGINI CORPO NON ESISTE PIU BULIMIA NERVOSA VOMITO OSSA DIMAGRIMENTO CIBO MANGIARE PSICHIATRIA DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTAREAnoressia. Tecnicamente parlando “anoressia nervosa”. Una patologia diffusa che getta nella disperazione intere famiglie. A volte difficile da diagnosticare nelle fasi iniziali quando piccole perdite di peso e umore diverso dal solito sono interpretati da genitori ed amici come un fenomeno passeggero e trascurabile. A tale proposito, prima di continuare con la lettura di questo post, vi invito a dare una occhiata a questo mio articolo: Una vostra amica è troppo magra? Vi insegno a capire se soffre di anoressia

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L’anoressia cambia il nostro corpo in una maniera che mai avremmo immaginato. Oggi vi propongo una serie di immagini (e relative storie) davvero drammatiche, sperando possano in qualche modo tenere alta l’attenzione su questo male spesso taciuto.

Attenzione: le seguenti immagini potrebbero urtare la vostra sensibilità

KATE CHILVER

Il 13 dicembre 2011 muore Kate Chilver, definita come il caso più eclatante di anoressia della storia clinica di questa malattia. Si spegne a soli 31 anni con un peso di 29 chili.

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Non c’è tanto da dire se non che la sua lotta è partita già all’età di 12 anni ma, nonostante la buona volontà della stessa ragazza e tutto l’impegno dei medici, è avvenuto l’inevitabile.

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I suoi organi non rispondevano più ed era impossibile che rispondessero visto che la malattia li aveva uccisi ancor prima di lei. Le arterie erano in parte necrotizzate e non lasciavano affluire il sangue così come parte dell’intestino e dello stomaco. Questa povera ragazza, come tante altre, era una piccola creatura fragile che cercava – ancor prima delle cure mediche – di essere compresa dalla famiglia e dagli amici.

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ISABELLE CARO

17 novembre 2010 muore a soli 28 anni, Isabelle Caro, divenuta famosa per un servizio fotografico di Oliviero Toscani (vedi foto in basso) che aveva realizzato dei manifesti pubblicitari contro l’anoressia. Pubblicità che fu ritirata perché accusata di incoraggiare le ragazze all’emulazione. Questa ragazza è sicuramente un esempio emblematico, benché solo un esempio tra i tanti, di quello che la morbosità di alcuni genitori possono, a volte, causare.

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La madre si era separata dal marito quando Isabelle aveva solo quattro anni. La donna si lega alla bambina in modo viscerale e malato, dandole il significato di una rivalsa personale per il fallimento avuto come moglie. Presto si accorge che la figlia cresce e cerca di evitare questa crescita perché, crescendo, prima o poi sarebbe andata via e avrebbe decretato un suo ennesimo fallimento. La figlia asseconda volentieri la mamma per non dispiacerle: la madre le fa indossare vestiti molto piccoli e quindi lei evita di mangiare per non crescere. Il vortice della vera e proprio malattia psichiatrica della madre ha il suo apice nella morte della povera Isabelle. Solo allora la madre comprende tutto il male fatto alla figlia e si toglie la vita. Per alcuni questo estremo gesto non è stato la risposta ai propri sensi di colpa, quanto il risultato alla perdita dell’oggetto della sua ossessione.

VALERIA LEVITIN

Ha 41 anni e pesa 25 chili, come un bimbo di sette anni: è Valeria Levitin, la donna più magra al mondo. Ha 41 anni e pesa 25 chili, come un bimbo di sette anni: è Valeria Levitin, la donna più magra al mondo. Nasce in Russia e fin da bambina viene istruita per tenersi lontana dalle calorie. Sedicenne si trasferisce con la madre e il nuovo compagno in America e il suo desiderio di piacere la spingono ancora di più a ridurre il cibo. La ragazza, in cerca della forma perfetta, si priva di carboidrati e zuccheri. Nel 1994 vince il titolo di Miss Chicago per inseguire il sogno della moda vuole dimagrire ancora.

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“L’anoressia vive nella testa. Quando diventa visibile nel corpo è già troppo tardi” ha dichiarato Valeria Levitin in seguito cercando di convincere con la sua testimonianza a non seguire il suo esempio. “Questo non è un gioco o uno scherzo: è la vita. Voglio condividere la mia storia per avvertire chi soffre del mio stesso male e le loro famiglie, evitando così che si compia per altre il mio stesso destino. L’anoressia mi ha resa sola, non attraente e repellente per le persone attorno a me.”

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Quando a presentarsi è l’anoressia nervosa, si rimane sbigottiti perché fino a qualche minuto prima non si vedeva nulla. I genitori appaiono impreparati e si colpevolizzano del fatto di non essere riusciti a comprendere per tempo il disagio dei figli. Alcuni si sentono anche traditi perché realizzano che l’autonomia concessa ai figli è stata usata per nascondere loro dei gravi problemi irrisolti.

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Non tutti sanno che questa drammatica malattia del comportamento alimentare può coinvolgere anche i maschi, sebbene “solo” in circa un caso su venti di anoressia.

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Alcuni uomini entrano nelle maglie dell’anoressia quasi casualmente e vi rimangono imprigionati allo stesso modo dei soggetti femminili perché dietro questa patologia non c’è una questione di genere ma di sensibilità. Per approfondire il legame tra anoressia e sesso maschile leggi questi articoli:

Il fotografo polacco Andrzej Dragan è famoso per lavorare molto le fotografie in post produzione per farne dei veri ritratti ma afferma: “Una sola delle foto che ho fatto, per esempio, è assolutamente vera: è il ritratto di una ragazza anoressica, una modella di diciotto anni, molto bella e alta, ma estremamente magra. Non sono quasi intervenuto, in post produzione. Ho lasciato l’immagine così com’era. E questa è una delle foto cui le persone credono di meno!“

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Corpi consunti come candele, fantocci che non lasciano spazio alla vita, immagini che possono urtare e dare fastidio e che svelano un mondo che cerca di difendersi dalle paure e le insicurezze, aggredendo per primo se stesso.

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L’anoressia è un morbo che dilania l’anima ed il corpo riducendo tutto a brandelli. Brandelli sottili e fragili, da cui però, con tanto impegno, amore e cure, è possibile uscire.

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