Differenze tra l’inglese e l’americano

MEDICINA ONLINE STUDIO STUDIARE LIBRO LEGGERE LETTURA BIBLIOTECA BIBLIOGRA LIBRERIA QUI INTELLIGENTE ESAMI 30 LODE TEST INGRESSO MEDICINA UNIVERSITA SCUOLA COMPITO VERIFICA INTERROGAZIONE ORALE SCRITTO PICTURE HD WALLPAPERPer gli amanti delle lingue ed in particolare di quella britannica è essenziale conoscere le particolarità che caratterizzano questo idioma molto diffuso. Difatti la lingua inglese si è evoluta col tempo e le influenze dovute alla distanza geografica dalla madre patria. Per questo l’inglese che si parla a New York non è lo stesso che la Regina Elisabetta parla con i propri figli e nipoti nel suo palazzo reale a Londra. Allo stesso modo anche lo spagnolo parlato in Spagna e le varianti parlate in Sud America hanno alcuni aspetti che non coincidono.

Per quanto riguarda la differenza che c’è tra l’inglese e l’americano (anche se sarebbe più corretto parlare di “statunitense”), senza dubbio quella principale riguarda l’accento. L’inglese è più melodico, al contrario dell’americano che risulta meno curato e più aperto. In ogni caso capirete benissimo quello che il vostro interlocutore vi sta dicendo. Un’altra differenza è l’ortografia di alcuni vocaboli, ad esempio quelli che finiscono in our. In americano la u sparisce (flavour diventa flavor), così come la desinenza ise si trasforma in ize (recognise cambia in recognize). Le maggiori difficoltà, se non si dà un’occhiata ai termini divergenti, le potreste incontrare per quanto concerne il lessico.

Sono infatti molti gli oggetti che hanno due nomi differenti per l’inglese britannico e l’inglese americano. Vedendo un film o una serie televisiva in lingua originale vi sarà capitato di ascoltare un termine diverso da quelli che conoscevate e magari non siete riusciti ad afferrarne il senso. Per questo serve ripassare sempre i termini che sono la principale differenza tra l’inglese e l’americano. Appartamento ad esempio si dice apartament a New York e flat a Londra, così come l’antipasto viene detto appetizer negli Stati Uniti e starter in Inghilterra.

I termini differenti riguardano tutti i campi: il conto del ristorante si chiama bill in inglese e check in americano, la melanzana invece è detta eggplant negli Stati Uniti e aubergine in Gran Bretagna. Una parola molto particolare è bagno: in America lo chiamano solamente bathroom, mentre in Inghilterra può essere indicato come toilet, loo oppure wc. E come dimenticare le amatissime patatine fritte? Il termine inglese, ovvero chips, è utilizzato molto anche in Italia, mentre in America le chiamano french fries.

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Differenza tra ostello e hotel

MEDICINA ONLINE Il palazzo di Dresda che suona quando piove Countryard of Elements Germania PIOGGIALa differenza tra ostello e hotel risiede soprattutto nel fatto che nel primo il bagno è quasi sempre in comune con gli altri ospiti e le stanze sono organizzate a camerate, suddivise per sesso o miste. Alcuni ostelli hanno stanze con il bagno interno, la sono solo la minoranza. Inoltre i prezzi degli ostelli in Europa sono molto più bassi rispetto alle tariffe proposte dagli hotel anche di bassa categoria. Le tariffe variano dai 12 ai 20 euro per un pernottamento in camerata e colazione esclusa. Alcuni ostelli sono dotati di piccoli spazi all’aperto dove è consentito fumare, cosa che spesso manca negli hotel.

Oggi bisogna dire però che questa concezione è cambiata perché sono stati creati anche ostelli di lusso nelle maggiori città sparse un po’ per tutto il globo. L’hotel invece offre sempre camere private con bagno interno. Per quanto riguarda l’organizzazione di escursioni e il noleggio di biciclette, come ad Amsterdam , entrambe le strutture viaggiano di pari passo ma sicuramente quelle proposte negli ostelli avranno un prezzo inferiore. In hotel si può prenotare sempre il ristorante per i pasti e la colazione è sempre compresa nel prezzo, nella maggior parte dei casi, mentre nell’ostello è il contrario. Negli ostelli è spesso presente una cucina comune dove gli ospiti possono cucinare i loro piatti e fare conversazione tra loro.

L’ostello è adatto a un pubblico giovane che ama interagire con altre persone della stessa età magari per motivi di studio, lavoro o turismo. L’hotel offre un alloggio ma è difficile che si faccia amicizia con gli inquilini della stanza accanto, dipende da cosa si cerca in vacanza. In entrambe le strutture ricettive il wifi è gratuito così come l’accesso a internet, il cambio biancheria e il deposito bagagli. Le due possibilità di alloggio differiscono dai servizi proposti agli ospiti. Alcuni dei migliori ostelli al mondo si trovano in Europa.

Ad esempio negli hotel è molto comune trovare una sala relax, una piscina, una sala giochi per i bambini e anche il giardino. La qualità dei pasti offerti è sicuramente più alta e la varietà dei prodotti per la colazione molto più vasta che nell’ostello. Gli ostelli permettono invece di risparmiare sulle spese e incentivare il turismo. Tutto dipende da cosa si cerca, se un alloggio dotato di tutti i comfort o qualcosa di più semplice per investire di più nel resto della vacanza.

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I 3 calciatori bassi (meno di 170 cm) più forti della storia del calcio

MEDICINA ONLINE GIANFRANCO ZOLA CALCIO CALCIATORE 26 aprile 1995 - Lituania-Italia 0-1 ITALY ITALIA CHELSEAOggi vi proponiamo la Top 3 di quelli che sono i considerati i calciatori bassi più forti di tutti i tempi.

Forse siamo un po’ di parte, ma al terzo posto abbiamo deciso di inserire un calciatore italiano che è difficile non stia a cuore anche a voi: Gianfranco Zola, attaccante – ora allenatore – protagonista di 8 stagioni in Serie A con le maglie di Napoli, Parma e Cagliari, e 7 campionati in Premier League con la casacca del Chelsea. Nonostante l’altezza di 168 cm, Magix Box ha saputo costruire una carriera ricca di soddisfazioni, che gli ha permesso anche di essere nominato Sir d’Inghilterra.

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Al secondo posto abbiamo piazzato Diego Armando Maradona, con i suoi 165 cm d’altezza. Non servono presentazioni per il Pibe de Oro, capace di vincere un Mondiale quasi da solo e di trascinare una realtà come Napoli al primo storico scudetto in Serie A.

Tra i giocatori bassi più forti della storia la nostra scelta è ricaduta su Leo Messi. Molti collocano la Pulce alle spalle di Maradona, ma a nostro avviso quello che è riuscito a fare il centravanti del Barcellona finora è qualcosa di imparagonabile con qualunque altro calciatore. Oltre 300 reti con i blaugrana, 8 campionati vinti, 4 Coppe del Re, 7 Supercoppe di Spagna, 4 Champions League, 3 Mondiali per Club e 3 Supercoppe Uefa, oltre a 5 Palloni d’Oro a livello individuale. Con i suoi  170 cm ha frantumato qualunque tipo di record!

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Malattie reumatiche: cosa sono, quali sono, come si manifestano, come si curano, sono pericolose?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MALATTIE REUMATICHE COSA SONO CURANO PERICOLOSE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari.jpgLe malattie reumatiche sono patologie caratterizzate dall’infiammazione di articolazioni, legamenti, tendini, ossa o muscoli e che in alcuni casi possono coinvolgere anche altri organi. Se non diagnosticate e curate precocemente possono portare alla perdita di funzionalità delle strutture infiammate. Attualmente se ne conoscono più di cento; fra di esse sono incluse l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la sclerodermia, le spondiloartropatie, la polimiosite e la dermatomiosite e la sindrome di Sjögren. Alcune sono classificate come malattie del tessuto connettivo (connettiviti), mentre altre ricadono fra le malattie infiammatorie articolari (artriti). Possono colpire a qualsiasi età, anche i bambini, e sono in genere più frequenti nelle donne.

Quali sono le cause delle malattie reumatiche?

Alla base delle malattie reumatiche c’è una combinazione di fattori genetici e ambientali. Anche se si può nascere con una predisposizione al loro sviluppo, in genere è necessario uno stimolo esterno perché inizino a manifestarsi i primi sintomi. Fra i fattori ambientali coinvolti nell’esordio delle malattie reumatiche sono inclusi i virus, come il virus di Epstein-Barr che sembra essere responsabile dell’esordio del lupus eritematoso sistemico. Inoltre la maggiore incidenza nella popolazione femminile ha portato a ipotizzare che anche gli ormoni possano giocare un ruolo nello sviluppo di queste patologie.

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Quali sono i sintomi delle malattie reumatiche?

I sintomi più comuni delle malattie reumatiche dipendono dalla sede colpita. Per esempio possono manifestarsi con l’artrite (dolore, gonfiore e rigidità delle articolazioni colpite), sintomi da coinvolgimento degli organi interni (per esempio, difficoltà a respirare, incapacità a ingerire i cibi, insufficienza renale) e sintomi da infiammazione sistemica come febbre e stanchezza eccessiva.

Come si possono prevenire le malattie reumatiche?

Non c’è modo di prevenire la predisposizione allo sviluppo delle malattie reumatiche, ma uno stile di vita sano, caratterizzato da un’alimentazione equilibrata e da una regolare attività fisica, può aiutare a contrastarne la comparsa.

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Diagnosi

La diagnosi delle malattie reumatiche può essere resa difficile dal fatto che i sintomi sono comuni a diverse patologie. Per questo è necessario sottoporsi a una visita presso uno specialista reumatologo, che può ritenere opportuno prescrivere una o più delle seguenti analisi:

  • esami del sangue;
  • esami delle urine;
  • esami del liquido sinoviale;
  • radiografie;
  • ecografie articolari;
  • TAC;
  • risonanza magnetica;
  • artroscopia;
  • capillaroscopia.

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Trattamenti

Nel caso delle malattie reumatiche il trattamento è basato sull’assunzione di farmaci che servono per migliorare i sintomi e tenere sotto controllo la malattia.

I farmaci prescritti dipendono dal tipo di malattia reumatica e dalla situazione specifica del paziente. Fra i più utilizzati sono inclusi analgesici, antiinfiammatori, corticosteroidi, DMARDs (anche detti “farmaci di fondo”) e farmaci biologici.

Oltre ai farmaci, la terapia prevede:

  • un’attività fisica regolare;
  • un’alimentazione bilanciata;
  • la riduzione dei fattori di stress;
  • il riposo;
  • la protezione solare.

L’intervento chirurgico può essere necessario quando la malattia danneggia un’articolazione, come nel caso dell’artrite isolata o associata a connettivite.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Differenza tra polpo e polipo in cucina ed in medicina

MEDICINA ONLINE ESOFAGO STOMACO DUODENO INTESTINO TENUE DIGIUNO ILEO SCOPIA APPARATO DIGERENTE CIBO DIGESTIONE TUMORE CANCRO POLIPO ULCERA DIVERTICOLO CRASSO FECI SANGUE OCCULTO MILZA VARICI CIRROSI EPATICA FEGATO VOMITOSapete che differenza c’è tra polpo e polipo? Molte volte vi sarà capitato di sentire questi due termini usati indifferentemente, sebbene ciò costituisca un errore. In effetti il polpo è il cefalopode comunemente mangiato sulle tavole di mezzo mondo, mentre il polipo racchiude nella sua definizione animali come le anemoni e i coralli. La distinzione è dunque ben presente e non deve trarre in inganno i più inesperti. Quando andate in un ristorante conosciuto per le sue specialità di mare dovete dunque ordinare un polpo, noto anche come piovra e molto apprezzato per la qualità della carne.

Questo cefalopode popola i fondali dei mari e può raggiungere i 30 cm di lunghezza, escludendo i lunghi tentacoli. Organismo dotato di grande intelligenza e caratterizzato da ben tre cuori, il polpo riesce a sfuggire ai suoi predatori grazie a un’eccellente capacità di mimetizzazione, che gli permette di assumere il colore del luogo in cui si trova. Conosciuto pure per l’emissione dell’inchiostro nero, strumento di difesa contro i possibili aggressori, questomollusco si distingue dal moscardino per la doppia fila di ventose sui propri tentacoli, rispetto all’unica fila di quest’ultimo.

La differenza maggiore che c’è tra il polpo e il polipo riguarda la taglia e la classificazione zoologica dei due organismi. Il secondo appartiene infatti al phylum dei Cnidaria, differentemente dal polpo, che è inserito nel phylum dei Molluschi. I polipi non hanno grande capacità di movimento in acqua, dunque essi rimangono attaccati alle rocce o ad altri elementi dei fondali. Fanno parte di questo gruppo organismi come le anemoni di mare o le madrepore, i coralli diffusi soprattutto nelle isole tropicali, come le Mauritius o le Hawaii, e che costituiscono alcuni degli elementi che formano le barriere coralline.

I polipi hanno i tentacoli intorno alla bocca e un corpo diverso rispetto a quello del polpo, cilindrico e contente l’apparato digerente.

Il polipo è utilizzato pure per indicare un tipo di tumore, ulteriore elemento di differenza rispetto al suo termine quasi omonimo. In medicina infatti esso designa una piccola escrescenza che si sviluppa lungo le mucose, sporgendo in una cavità del corpo. Il polipo può essere classificato in base alla forma o al suo carattere patologico, dal momento che esso può essere benigno o maligno.

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Differenza tra rischio e pericolo

MEDICINA ONLINE PAURA GUIDARE AUTO DONNA VOLANTE UOMO INCIDENTE PSICOLOGIA MENTE FOBIAChe differenza c’è tra rischio e pericolo? Queste due parole sembrano apparentemente uguali eppure nascondono due significati molto diversi. Quando parliamo di pericolo, infatti, parliamo di un qualcosa che solo potenzialmente può causarci danni. Quando invece parliamo di rischio ci riferiamo alla probabilità di poterci vedere arrecati dei danni a causa di qualcos’altro. Per cui il pericolo è una certezza di poter ricevere o causare danni, il rischio è solo una possibilità. Il pericolo è oggettivo, il rischio varia di soggetto in soggetto.

Per spiegare che differenza c’è tra rischio e pericolo è più facile fare alcuni esempi. Se ci troviamo a pochissimi centimetri da un burrone corriamo il pericolo di poterci cadere dentro. È quindi oggettivo che una volta oltrepassata la soglia di sicurezza si può cadere. Se invece decidiamo di fare un viaggio on the road corriamo il rischio di poter trovare lungo la strada tanti pericoli, burrone compreso. Il rischio quindi contiene in sé il pericolo, ma il pericolo non contiene in sé il rischio.

Le assicurazioni sulla macchina, sulla vita e così via sanno che differenza c’è tra rischio e pericolo. Non assicuriamo la nostra auto perché siamo in pericolo, ma perché siamo a rischio incidenti. È possibile che nell’arco di un’intera vitanon ci capiti mai nulla così come è possibile fare un incidente al giorno. Ci auguriamo quindi di non dover mai usufruire dell’assicurazione restando consapevoli dei rischi. Guidare con prudenza limita i pericoli, ma non ci difende completamente dai rischi. Questo non vuol dire che non dobbiamo più guidare, ma che dobbiamo essere sempre attenti.

Possiamo capire che differenza c’è tra rischio e pericolo anche semplicemente pensando a come parliamo. Usiamo tutti molto spesso l’espressione “Non c’è pericolo”, nessuno però ha mai usato “Non c’è rischio”. Non corriamo alcun pericolo a camminare per strada con attenzione e prudenza, ma c’è sempre il rischio che possa cadere un vaso da un balcone o che possa sbucare un’auto all’improvviso. Quindi: il rischio è la possibilità che si verifichi qualcosa di non previsto, il pericolo è il verificarsi di una cosa prevista. È la vita con tutte le sue infinite variabili che noi possiamo solo assaporare a nostro senza fossilizzarci troppo su tutti i rischi e i pericoli.

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Differenza tra fisica classica e quantistica

MEDICINA ONLINE ALBERT EINSTEIN PROF LESSON TEACHERLa fisica classica raggruppa tutti gli ambiti e i modelli della fisica che non considerano i fenomeni descritti nel macrocosmo dalla relatività generale e nel microcosmo dalla meccanica quantistica, teorie che definiscono invece la cosiddetta fisica moderna. Per tale motivo è possibile classificare come fisica classica tutte le teorie formulate prima del XX secolo, all’iniziare del quale apparvero i primi lavori di Max Planck basati sull’ipotesi dei quanti. Alcune teorie successive, come la relatività ristretta, possono essere considerate classiche o moderne. Sono quindi comprese nella fisica classica le teorie sulla meccanica, inclusa l’acustica, sulla termodinamica, sull’elettromagnetismo, inclusa l’ottica, e la gravità newtoniana.

La meccanica quantistica (anche detta fisica quantistica o teoria dei quanti) è la teoria fisica che descrive il comportamento della materia, della radiazione e le reciproche interazioni, con particolare riguardo ai fenomeni caratteristici della scala di lunghezza o di energia atomica e subatomica. Come caratteristica fondamentale, la meccanica quantistica descrive la radiazione e la materia sia come fenomeno ondulatorio che come entità particellare, al contrario della meccanica classica, dove per esempio la luce è descritta solo come un’onda o l’elettrone solo come una particella. Questa inaspettata e contro intuitiva proprietà, chiamata dualismo onda-particella, è la principale ragione del fallimento di tutte le teorie classiche sviluppate fino al XIX secolo nella descrizione degli atomi e delle molecole. La relazione fra natura ondulatoria e corpuscolare delle particelle e della radiazione è enunciata nel principio di complementarità e formalizzata nel principio di indeterminazione di Heisenberg.

La meccanica quantistica rappresenta assieme alla relatività un punto di svolta rispetto alla fisica classica, portando alla nascita della fisica moderna. Esistono numerosi formalismi matematici equivalenti della teoria, come la meccanica ondulatoria e la meccanica delle matrici; al contrario esistono numerose e discordanti interpretazioni della meccanica quantistica riguardo l’essenza ultima del cosmo e della natura. La meccanica quantistica è a fondamento di molte altre branche della fisica moderna come la fisica atomica, la fisica della materia condensata, la fisica nucleare e subnucleare e la fisica delle particelle: queste ultime sono basate sulla meccanica quantistica relativistica e sulla teoria quantistica dei campi, generalizzazioni della formulazione originale che includono il principio di relatività ristretta.

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Fibromialgia: dove si trovano i tender points che provocano dolore alla palpazione?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma FIBROMIALGIA DOVE SI TROVANO TENDER Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgPrima di iniziare la lettura, per meglio comprendere l’argomento trattato in questo articolo, ti consiglio di leggere: Fibromialgia: sintomi, cause, cura e tender points

Dopo aver escluso altre patologie muscolari, neurologiche o scheletriche, sono due gli elementi che, una volta accertati, permettono una corretta diagnosi della fibromialgia:

  • Un’accurata anamnesi dalla quale si evinca che il dolore è diffuso simmetricamente e che perdura da almeno 3 mesi.
  • Palpazione dei 18 punti corporei detti tender points, che nel soggetto sano non procura dolore, mentre nel malato fibromialgico risultano dolorosi in numero non inferiore ad 11. La pressione da esercitare deve essere almeno di 4 kg  I punti chiave sono situati:
    • 4 nel collo anteriore,
    • 4 dietro le spalle,
    • 2 all’altezza del cervelletto (intersezione suboccipitale del trapezio),
    • 2 all’altezza dei gomiti,
    • 2 all’altezza delle ginocchia,
    • 2 sopra le natiche
    • 2 ai lati in basso delle natiche (regione retrotrocanterica).

MEDICINA ONLINE TENDER POINTS FIBROMIALGIA ANATOMIA.jpg

Per una buona diagnosi di fibromialgia, il medico dovrebbe trovare riscontro in almeno 11 di questi 18 tender points. Pertanto, se risultassero un numero inferiore a 11 ma fossero soddisfatti gli altri criteri della fibromialgia (dolori diffusi, rigidità muscolare, sonno non riposante), sarebbe bene seguire comunque una terapia per la fibromialgia.

Attualmente si sono affiancati altri due sistemi di valutazione dei tender points, che sono stati messi a confronto recentemente: la valutazione mialgica e dolorometrica con la forma digitale classica. Tali studi hanno dimostrato la maggiore efficacia del sistema classico di palpazione. Il criterio diagnostico della palpazione, rimane il metodo principale utilizzato. Oltre ai 18 descritti esistono nei singoli pazienti molti altri tender points. Ci può anche essere, come per la spasmofilia, positività ad ipereccitabilità muscolare periferica indotta dalla prova del laccio con ischemia transitoria e iperpnea.

Leggi anche: Fibrosite (fibromialgia) e disturbi del sonno: cause, sintomi, cure

I migliori prodotti per la cura delle ossa e dei dolori articolari

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere di ossa, legamenti, cartilagini e tendini e la cura dei dolori articolari:

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