Avere un rapporto costante con una donna virtuale creata da un dispositivo elettronico vi sembra roba da matti? Se la vostra risposta è affermativa siete d’accordo probabilmente con la maggior parte delle persone. Ma c’è sicuramente chi non la pensa come voi. In Giappone vive infatti una generazione di otaku, di appassionati in maniera ossessiva a manga, anime, e altri prodotti correlati, che ama coltivare relazioni pseudo-sentimentali con ragazze che vivono nei giochi per tablet, Nintendo, o altri congegni portatili.
A SPASSO CON LA DONNA VIRTUALE
E’ il caso di Nurikan e Tuge, due adulti di 38 e 39 anni, incontrati dalla giornalista della Bbc Anita Rani, che nel loro rapporto di coppia virtuale fingono e credono di avere 15 o 17 anni. Vivono in compagnia di una ragazza che in realtà non esiste e ad essa si relazionano come un’amica di liceo a cui dedicare tante attenzioni. Nurikan è sposato e dice di tenere nascosta alla moglie la sua storia con Rinko. Yuge non disdegna l’idea di frequentare una donna vera, ma si diverte molto, nel frattempo, a scattare le foto dei luoghi visistati con la sua Ne-Ne, che in realtà vive in una piccola console riposta nel cestino della bici.
PROBLEMA DEMOGRAFICO
Niente rapporti carnali ovviamente, per gli appassionati delle relazioni virtuali. Il quartiere di Akihabara a Tokyo, luogo di riferimento della subcultura otaku, è il luogo adatto per scoprire il fenomeno delle strane relazioni di coppia, fenomeno che favorisce, tra l’altro, l’accentuarsi del problema demografico del paese. L’emergere di una generazione che preferisce manga, anime e computer al sesso non aiuta certamente a risolvere il basso tasso di natalità nazionale. Al ritmo attuale la popolazione nipponica si ridurrà di un terzo entro il 2060, e aumenta il numero di quesi giovani che Kunio Kitamura, rappresentante dell’Associazione per la pianificazione delle famiglie, parlando con la Bbc definisce «erbivori», privi di desideri carnali.
POCHI RAPPORTI SESSUALI
Le statistiche confermano. Secondo una ricerca del ministero della Salute, nel 2010 non mostrava interesse per il sesso il 36% appena dei maschi giapponesi di età compresa tra i 16 e i 19 anni, una cifra raddoppiata nel giro di soli due anni. Ma non solo. In un recente sondaggio solo il 27% delle donne e degli uomini giapponesi hanno dichiarato di avere più di un rapporto sessuale a settimana. Dati ai quali si aggiunge il calo di matrimoni, il tasso esiguo, solo il 2%, di bambini nati fuori dal matrimonio, e, infine, l’immigrazione quasi nulla. La bomba demografica, insomma, è pronta ad esplodere.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
Oltre quattro ragazze su dieci, tra le under 25, non utilizza metodi contraccettivi (e nessun tipo di protezione) quando sceglie di fare l’amore per la prima volta. Rispetto ad un’analoga ricerca dl 2010 si registra un +5% di giovanissime che affrontano il sesso senza precauzioni. Sono i dati raccolti nel 2013 dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia illustrati a Napoli durante il Congresso nazionale dei ginecologi italiani
Per anni si è pensato che l’essere umano facesse sesso per motivi semplici e quasi primordiali: il piacere fisico, la soddisfazione del desiderio e, non ultimo, per riprodursi. Ma, ora, una nuova ricerca condotta dall’Università di Toronto aggiunge un tassello: si può fare sesso anche per compiacere il partner, nel tentativo – spesso efficace – di tenere insieme la coppia. I risultati di questa doppia ricerca canadese sono riportati dal 



Si definisce anorgasmia l’incapacità di raggiungere l’apice del piacere, nonostante una stimolazione sessuale intensa e prolungata. L’anorgasmia, come il
L’herpes genitale è una malattia sessualmente trasmissibile provocata da un virus, l’herpes simplex virus. Le crisi di recidive possono essere all’origine di dolori e di disagio che alterano la qualità della vita.
Il desiderio sessuale ipoattivo è una malattia riconosciuta ufficialmente dal Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders. Tale malattia è caratterizzata da una mancanza o assenza di fantasie sessuali e desiderio di attività sessuale per un periodo di tempo. Per essere riconosciuto come tale deve causare preoccupazione o difficoltà nei rapporti interpersonali, se non addirittura angoscia, afflizione, depressione, scarsa autostima. E’ sempre fondamentale, in presenza di tale patologia, accertare se il disagio sia riferibile a fattori psicologici, a fattori fisiopatologici o entrambi (esempi classici: depressione, uso di farmaci, abuso di droghe, bassi livelli di ormoni).