Differenza tra insufficienza respiratoria, ventilatoria, di ossigenazione

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SPIROMETRIA DIRETTA E INDIRETTA ESEGUE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneCon insufficienza respiratoria ci si riferisce alla condizione clinica caratterizzata dalla incapacità del polmone a fornire una adeguata ossigenazione o ventilazione di ossigenazione. Il termine insufficienza respiratoria può anche essere utilizzato in maniera più generica per descrivere l’insufficienza della respirazione esterna o interna. Ad esempio, se l’apparato cardiocircolatorio è incapace di far circolare il sangue ad una velocità sufficiente a far fronte alle richieste metaboliche dell’organismo, il trasporto di ossigeno risulterà inadeguato ed i tessuti potranno soffrire di ipossia. Sebbene questo esempio descriva in modo più accurato una condizione di insufficienza circolatoria, esso rappresenta anche una disfunzione dell’apparato preposto alla respirazione.

L’espressione insufficienza di ossigenazione si riferisce più specificamente a condizioni caratterizzate dalla presenza di una pressione parziale di ossigeno nel sangue arterioso (PaO2) inferiore a 60 mmHg (ipossiemia), nonostante un aumento della concentrazione o della frazione di ossigeno nell’aria inspirata (FiO2) uguale o superiore a 0.50. L’insufficienza di ossigenazione è generalmente considerata:

  • lieve con PaO2 compresa tra 60 e 79 mmHg;
  • moderata con PaO2 compresa tra 40 e 59 mmHg;
  • severa con PaO2 inferiore a 40 mmHg.

L’espressione insufficienza ventilatoria si riferisce più specificatamente ad una inadeguata ventilazione tra i polmoni e l’atmosfera che ha come risultato finale una inappropriata elevazione della pressione parziale di anidride carbonica nel sangue arterioso (PaCO2) fino a valori superiori a 45 mmHg (ipercapnia). L’insufficienza ventilatoria è generalmente considerata:

  • lieve: PCO2 tra 45 e 60 mmHg;
  • moderata: PCO2 tra 60 e 90 mmHg;
  • grave: PCO2 oltre i 90 mmHg.

Quando la PCO2 supera i 100 mmHg si può verificare coma e, oltre i 120 mmHg, la morte. La PCOsi misura tramite emogasanalisi.

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