Come funzionano realmente i cosmetici anticellulite?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA SPIAGGIA MARE SALTO FELICITA ALLEGRIA ESTATE CALDO VACANZE LIBERA LIBERTANonostante sia logico pensare che l’efficacia di un cosmetico anticellulite sia principalmente legata all’azione meccanica del massaggio delle aree interessate, tra i requisiti richiesti agli anticellulite di ultima generazione c’è la velocità di assorbimento. Questo è il motivo per cui sul mercato la forma cosmetica attualmente più diffusa è rappresentata dai gel a base acquosa. Il consumatore apprezza anche emulsioni, latti o creme, che presentano il vantaggio di poter veicolare principi attivi sia idro che liposolubili. Oltre alle classiche preparazioni cosmetologiche, è possibile trovare anche i patches, cerotti transdermici a rilascio prolungato di attivi, e i fanghi, sospensioni acquose ad alto contenuto di argille.

Il trattamento topico della cellulite si avvale delle proprietà di una serie di sostanze funzionali, molte delle quali di origine vegetale, che agiscono sia a livello della microcircolazione che a livello dei tessuti sottocutanei. E’ opportuno, tuttavia, premettere che il trattamento cosmetico non può risolvere il problema della cellulite, ma può solo intervenire sugli inestetismi correlati al fenomeno, favorendo il ripristino del corretto equilibrio degli scambi idrici e del metabolismo superficiale dei lipidi. Per realizzare una formulazione che risponda ai requisiti di efficacia dichiarata, è necessario combinare diversi ingredienti attivi, per attuare una strategia di effetti sinergici.

Le sostanze più usate possono essere così raggruppate:

1) sostanze vasotoniche ed antiedemigene, capaci di migliorare il tono vasale, diminuire la permeabilità delle pareti dei vasi, e favorire il riassorbimento ed il ritorno veno-linfatico;
2) sostanze lipolitiche, in grado di esaltare il metabolismo del tessuto adiposo;
3) sostanze riepitelizzanti, in grado di stimolare la rigenerazione dei componenti del sottocutaneo (collagene, acido ialuronico), ripristinando un assetto dermico accettabile.

Leggi anche: Quali sono le differenze tra la cavitazione fatta dal medico e quella fatta dall’estetista?

 Sostanze vasotoniche ed antiedemigene

Per quanto riguarda i derivati vegetali ad attività vasotonica ed antiedemigena, troviamo le saponine triterpeniche, come escina ed ederina, principi attivi presenti rispettivamente nei semi di ippocastano (Aesculus hippocastanum) e nelle foglie di edera (Hedera helix). Tali sostanze svolgono una marcata attività antiedema ed hanno un positivo effetto sulla fragilità e sulla permeabilità capillare. La loro azione si svolge su tre fronti:

1) aumento della resistenza vasale e miglioramento della circolazione;
2) aumento della rimozione ed eliminazione dei liquidi ristagnanti nei tessuti;
3) effetto antinfiammatorio ed anticongestizio.

Tra gli altri estratti di origine vegetale ad azione simile troviamo: il rusco (Ruscus aculeatus), i cui rizomi contengono saponine steroliche, come la ruscogenina, in grado di stimolare la contrazione della muscolatura vasale con aumento del ritorno venoso; la centella (Centella asiatica), la cui frazione triterpenica si è dimostrata efficace nei trattamenti anticellulite, poiché è in grado di stimolare una particolare proteina adesiva, la fibronectina, che contribuisce a mantenere l’integrità dell’endotelio dei vasi; l’amamelide (Hamamelis Virginiana), ad azione vasocostrittrice venosa; il Ginkgo biloba, dalle cui foglie viene estratto un fitocomplesso ricchissimo in bioflavonoidi con proprietà benefiche sul sistema circolatorio. Gli effetti del ginkgo sulla circolazione si manifestano con la protezione dell’endotelio vasale e la stabilizzazione della permeabilità capillare; la vite rossa (Vitis vinifera), il cui estratto, ricco in antocianosidi, risulta molto utile nel trattamento dell’insufficienza venosa degli arti inferiori e delle sue complicanze; la betulla (Betulla alba), il cui estratto possiede attività diuretica.
Ci sono infine le sostanze che inducono vasodilatazione e vasocostrizione locale, con effetto tonificante sulle pareti dei vasi, come il mentolo e i derivati, e i nicotinati.

Leggi anche: La cavitazione medica combatte cellulite, adiposità localizzate e rilassamento cutaneo

Sostanze lipolitiche

Tra le molecole utilizzate per l’azione lipolitica troviamo le metilxantine, in particolare la caffeina, e gli estratti vegetali che la contengono: noce di cola, semi e foglie di caffè, foglie di tè, semi di cacao (Cola acuminata, Coffea arabica, Camelia sinensis, Theobroma cacao). Questi estratti provocano un aumento della lipolisi, con positivi effetti sulla riduzione adipocitaria. La caffeina, per la scarsa solubilità in acqua, viene preferibilmente pre-solubilizzata in alcol, prima di essere introdotta nella fase acquosa di preparazioni cosmetiche. Per l’attività lipolitica vengono utilizzati anche gli estratti di alcune alghe, come la quercia marina (Fucus vesiculosus), poiché contengono iodio sia in forma inorganica che legato a proteine; lo iodio va a concentrarsi nella tiroide, dove viene incorporato negli ormoni tiroidei, che a loro volta stimolano il metabolismo basale inducendo l’organismo ad eliminare i grassi in eccesso. Grazie alle loro caratteristiche intrinseche, le alghe sono anche agenti osmo-idro regolatori: migliorano la vitalità ed il rassodamento della pelle, la rivestono di un film protettivo naturale e partecipano al suo drenaggio, contribuendo ad eliminare le tossine e le scorie metaboliche. Sempre con meccanismo lipolitico agiscono altri derivati vegetali, come il Coleus forskohlii, dalle cui radici si ottiene la forskolina, o la glaucina, alcaloide in grado di inibire la trasformazione dei pre-adipociti in adipociti.

 Sostanze riepitelizzanti

Tra le sostanze riepitelizzanti troviamo invece l’equiseto (Equisetum arvense), pianta appartenente alla famiglia delle Esquisetacee, da cui si ricava un estratto ricco di sostanze quali l’acido malico, che stimola la produzione di collagene ed elastina, con conseguente miglioramento dell’elasticità cutanea.
All’interno di una formulazione anticellulite, vengono generalmente inclusi anche ingredienti ad attività idratante, come il pantenolo o l’acido ialuronico, antiossidanti (flavonoidi) e molecole ad azione levigante superficiale, come gli alfa-idrossiacidi, la cui azione rende la superficie cutanea maggiormente liscia e la trama cutanea più omogenea.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Cosa sono le occhiaie, perché vengono e come le curo?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA BELLA OCCHI VERDI TRUCCO COSMETICA CAPELLI BELLEZZA ESTETICA GIOCO DI SGUARDIIl rapido trascorrere del tempo ed uno stile di vita sbagliato, comportano il progredire del fenomeno dell’invecchiamento cutaneo, che si manifesta con disidratazione, assottigliamento dell’epidermide dovuto a ridotta proliferazione cellulare, degradazione delle fibre di collagene e di elastina presenti nel derma, riduzione della secrezione sebacea e del tono muscolare. Questi fenomeni sono particolarmente evidenti e precoci in una zona fragile e sottile come quella del contorno occhi, maggiormente predisposta a sviluppare pigmentazioni, piccole rughe, occhiaie e borse. Nel derma del distretto peri-oculare sono presenti infatti quantità inferiori di fibre collagene ed elastiche rispetto alle altre parti del corpo, il tessuto adiposo è poco rappresentato e la zona è sottoposta a sollecitazioni di varia natura, tutti motivi per cui alcune condizioni come congestione, iperemia o altre alterazioni circolatorie, si riflettono facilmente e visibilmente sulla superficie cutanea.

Continua la lettura su https://www.prezzisalute.com/Bellezza/Occhiaie.html

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Differenze e vantaggi delle tinture per capelli temporanee, semi permanenti e permanenti

MEDICINA ONLINE DONNA CAPELLI BELLEZZATinture permanenti

Queste tinture sono molto particolari, quindi bisogna capirne bene il meccanismo di funzionamento. Innanzitutto dobbiamo tener presente che per conferire la colorazione desiderata devono reagire chimicamente con altre sostanze.

Le tinture permanenti contengono vari composti in grado di reagire tra loro per dare polimeri colorati. Di per sé, quindi, questi composti non sono colorati ma acquisiscono tale caratteristica soltanto dopo una reazione chimica in situ, quindi all’interno del capello.

Le tinture permanenti presentano dei vantaggi e degli svantaggi. Gli aspetti positivi sono:
Ampio range di colorazioni e sfumature;
Coprono perfettamente i capelli bianchi;
Sono prodotti economici;
Sono molto facili da utilizzare.

L’unico svantaggio è che possono causare allergie o irritazioni. Non a caso, le tinture permanenti non devono essere utilizzate attorno agli occhi, quindi per scurire ciglia o sopracciglia.
La concentrazione delle sostanze coloranti si aggira attorno al 6%; tale percentuale dev’essere abbastanza costante, proprio per il pericolo di tossicità.

Le tinture permanenti hanno come struttura molecolare di partenza il benzene, che presenta dei sostituenti in posizione para e in posizione meta, con gruppi elettrondonatori come ad esempio gruppi ammidici od ossidrili. Dobbiamo tenere in considerazione che le tinture permanenti sono sempre formate da una coppia di reagenti, un colorante intermedio primario ed un colorante detto copulante. I coloranti intermedi primari sono la p-fenildiammina e il p-amminofenolo, mentre i copulanti o coloranti intermedi secondari sono gli 1-naftoli, le m-diammine, gli m-amminofenoli, i resorcinoli ed i pirazoloni.
Le formulazioni delle tinture permanenti che si trovano in commercio sono, in linea di massima, così composte: una parte in cui si trovano i coloranti primari (che sono sempre para), i copulanti (che sono sempre meta), l’ammoniaca, delle sostanze tampone per mantenere un pH basico, e un antiossidante per evitare l’ossidazione dei coloranti; la seconda parte è invece composta da agenti ossidanti come l’acqua ossigenata pura o addizionata con urea (la preferita).

Come si fa a formare e ad applicare il colore sul capello?

Prima di tutto si devono miscelare le due parti del kit. A questo punto avviene una reazione di ossidazione a carico dell’intermedio primario, che produce una specie molecolare molto reattiva. Questa specie reattiva è in grado di legare l’intermedio secondario o copulante. Si genera una molecola formata da due benzeni legati tra di loro da un gruppo – NH. Dopodiché avviene un’altra ossidazione, perché abbiamo nella miscela l’acqua ossigenata, da cui origina una molecola colorante ad alto peso molecolare (indo-colorante). Quest’ultima può ulteriormente reagire con altri copulanti, generando composti complessi. Si ricorda che tutta questa reazione avviene sul capello (in situ). I due intermedi, essendo a basso PM, riescono a penetrare nel capello e, ossidandosi, originano una molecola colorata ad alto PM, la quale rimane intrappolata nella struttura del capello conferendogli la colorazione voluta.

Una volta formata la pasta colorante, la si applica sul capello lasciandola agire per un tempo che varia dai 20 ai 30 minuti, in modo da consentire la penetrazione degli intermedi nella struttura del capello. L’assorbimento delle sostanze è facilitato dal mantenimento di un pH basico elevato, il quale aumenta la permeabilità del capello stesso. Al termine del tempo di applicazione si procede con un lavaggio del capello con tensioattivi, per eliminare i vari precursori che non hanno reagito; dopodiché si procede con asciugatura ed acconciatura.

Tinture semi-permanenti

Queste tinture conferiscono una colorazione resistente per circa 4 – 5 lavaggi. I coloranti maggiormente impiegati sono di tipo organico, poco solubili e a basso peso molecolare, in grado di diffondere moderatamente nel capello. I coloranti impiegati nelle tinture semi-permanenti sono dispersi in emulsioni O/A con dei tensioattivi non ionici e delle sostanze che portano il pH attorno ad 8 – 9. Le tinture semi-permanenti si possono trovare in commercio sottoforma di lozioni, aerosol o schiume pronte all’uso.
I vantaggi di queste tinture sono:

Non è necessaria una reazione chimica per sviluppare la colorazione;
Semplicità d’uso;
Coprono fino al 30 – 40% dei capelli;
Possono offrire delle sfumature di colore;
Possono essere applicate direttamente sui capelli bagnati.

L’unico difetto è che le tinture semi-permanenti possono dare delle interazioni deboli tra coloranti e capelli.

Tinture temporanee

Il colore conferito da queste tinture dura solamente un lavaggio. Le formulazioni che si possono trovare in commercio sono dei gel, delle lozioni o delle schiume spray. Affinché la formulazione conferisca il colore desiderato, dev’essere lasciata agire per circa 20 minuti a temperatura ambiente.

I coloranti impiegati in queste tinture sono coloranti tessili o degli acidi. La loro caratteristica è di essere solubili in acqua e di avere un elevato peso molecolare. Grazie all’elevato peso molecolare non diffondono nel capello; pertanto, la colorazione risulta rimovibile con un solo lavaggio.

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

La pressoterapia per combattere cellulite e gambe pesanti

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA NUDA BELLA CORPO ESTETICA BELLEZZA FISICO MAGRAMolte persone, in particolare le donne, soffrono di pesantezza e dolorosi gonfiori a gambe e caviglie, a volte sono anche interessati gli arti superiori. Le cause principali di tali spiacevoli sensazioni sono i disturbi della circolazione venosa e linfatica: in parte dovuti a edemi/linfedemi (accumulo di liquido interstiziale e ostacolata circolazione linfatica), in parte a lipoedemi (anormale accumulo sottocutaneo di cellule adipose) che aggravano il dolore muscolare, in particolare a chi sta a lungo in piedi o cammina molto.
Per combattere queste patologie ci è venuta in aiuto la pressoterapia (anche chiamata pressomassaggio), comparsa nel mondo della medicina estetica circa 20 anni fa e considerata ancor oggi una delle terapie non invasive più efficaci per combattere patologie e inestetismi specie degli arti inferiori. L’apparecchiatura di pressoterapia si è evoluta negli anni, nella sua versione più moderna è dotata di regolazione della pressione e di programmi di pressomassaggio computerizzato adattabili alle esigenze del soggetto in trattamento. Tale tecnica ha riscosso molto successo e suscitato un interesse che è andato sempre più aumentando negli anni, dal momento che procura realmente una sensazione di benessere e leggerezza degli arti inferiori, già dalle prime applicazioni.

Leggi anche:

La pressione facilita il drenaggio
Il massaggio, attraverso pressioni sequenziali dalla periferia degli arti verso i linfonodi, facilita enormemente il drenaggio del liquido interstiziale che “ristagna” e rende più efficienti circolazione venosa e linfatica, riducendo di conseguenza gli inestetismi che si riscontrano più frequentemente: il gonfiore determina ritenzione idrica, ipotonia dei tessuti e cellulite.
La pressoterapia può ancora essere ottimizzata dall’impiego aggiuntivo di soluzioni saline, alghe, gel o oli specifici ad azione drenante applicati sia manualmente, sia con l’ausilio di specifici bendaggi; inoltre può essere abbinata ad altri trattamenti di medicina estetica, impiegati per prevenire o attenuare le disfunzioni e gli inestetismi descritti sopra.
La pressoterapia si utilizza soprattutto per il trattamento degli arti inferiori, delle braccia e della zona addominale, parti del corpo che presentano maggiormente problemi di tipo circolatorio venoso/linfatico, in alcuni casi è opportuno abbinare alla pressoterapia anche un ciclo di massaggi specifici per migliorare la circolazione e l’ossigenazione dei tessuti, inoltre è una tecnica che viene effettuata spesso subito dopo la cavitazione medica (in modo che i grassi vengano messi nelle condizioni di essere espulsi dall’organismo dopo che la cavitazione li ha mobilitati), ricordiamo però che dopo la cavitazione, in sostituzione della pressoterapia, si può effettuare anche un massaggio linfodrenante.

Come si svolge una seduta di pressoterapia medica?
Dopo aver effettuato una visita medica generale, importante per escludere eventuali controindicazioni, faccio stendere comodamente il soggetto su un apposito lettino e gli applico l’apparecchiatura. Prima di sottoporre il paziente all’azione della macchina, io effettuo dei massaggi specifici per riattivare il suo sistema linfatico. E’ infatti molto importante che ogni seduta di pressoterapia avvenga solo dopo aver sbloccato manualmente i centri di raccolta del sistema linfatico (svuotamento delle stazioni linfonodali, partendo da quelle sopraclaveari, passando poi a quelle inguinali e terminando con quelle poplitee). Una volta eseguito tale massaggio, che ha anche una funzione “rilassante”, metto in funzione il macchinario.
Il dispositivo dispone di varie “camere” separate, che sono posizionate intorno agli arti: questi applicatori speciali a forma anatomica (gambe, stivali, brevi gambe, braccia, addominali) vengono fatti indossare al paziente a seconda degli arti da trattare e sono tenuti in parallelo e in parte sovrapposti al fine di assicurare un gradiente di pressione per evitare la stasi o i ritorni dei flussi. Le camere possono essere anche applicate sull’addome come illustrato nella foto in alto nell’articolo.
Appena il macchinario è azionato, le varie camere si gonfiano di aria in sequenza, partendo da quella più periferica fino ad arrivare alle zone centrali. Ad esempio, se sottoponiamo una gamba alla pressoterapia, la prima camera d’aria che si gonfierà sarà quella vicina al piede, la seconda sarà al polpaccio e la terza sulla coscia. Queste sequenza è specificatamente studiata sul movimento del flusso venoso e linfatico. Una volta gonfiati tutti gli applicatori il trattamento finisce svuotandole tutte allo stesso tempo, la sequenza riparte di nuovo e così via, in “rotazione”, per tutta la durata dell’applicazione. La sequenza appena citata è quella “di base”: possono esserci delle variazioni in base alle necessità del paziente.

Leggi anche:

Durata del trattamento e prezzi
Ogni seduta dura dai 15 ai 30 minuti, a volte anche di più, a seconda delle esigenze del paziente. I benefici si apprezzano fin dalla prima seduta, tuttavia solitamente i risultati migliori si ottengono portando a termine un ciclo completo che ha durata variabile in base al paziente, solitamente il ciclo è composto da dieci o dodici sedute. Ovviamente la durata totale del trattamento dipende molto dal bisogno del paziente e dalla sua situazione di partenza. In generale, in questa sede, non posso davvero definire una durata standard della terapia, perché applico uno schema diverso basandomi sulla condizione clinica di ogni singolo soggetto. In generale una seduta singola può costare circa 30-60 euro a seconda della zona da trattare ed a seconda del professionista. Considerando che un ciclo di trattamenti è composto da circa 10 sedute, la pressoterapia non è propriamente una terapia economica, ma i risultati ci sono e non solo a livello estetico: la salute della vostra circolazione vi ringrazierà e sentirete le vostre gambe leggere e belle come non le sentivate da tempo!

Quali sono i benefici?
Progettata per migliorare la circolazione sanguigna e linfatica, la pressoterapia riduce l’edema linfatico agli arti e il gonfiore addominale, ed è indicata in caso di cattiva circolazione o per insufficienza venosa, migliorando il flusso di ossigeno lungo il corpo e alleviando il senso di dolore e di fatica alle gambe. Come già detto all’inizio di questo articolo, la pressoterapia può anche essere utilizzata in combinazione con impacchi di alghe per disintossicare, tonificare, migliorare la circolazione e aumentare il drenaggio linfatico: non è in grado però di riparare i danni strutturali (degenerazione di pareti delle vene, flebotrombosi, ecc).

Terapia linfodrenante casalinga
Vi riportiamo una lista di prodotti per una terapia linfodrenante che potete usare comodamente a casa. Se soffrite di gambe pesanti, gonfiori, cellulite e dolori agli arti inferiori, potrebbero essere un ottimo investimento per la vostra salute e la vostra bellezza:

Possibili controindicazioni
La pressoterapia è assolutamente controindicata in gravidanza, in caso di trombosi venosa profonda, di insufficienza arteriosa periferica grave, di neoplasie e di insufficienza cardiaca. Oltre alle controindicazioni assolute appena elencate ci sono una serie di controindicazioni relative a condizioni infettive locali e generali (possibili infezioni della gamba, tromboflebiti, dermatiti). Proprio per escludere eventuali controindicazioni, io effettuo una accurata visita medica di controllo prima di iniziare il trattamento, visita che può arrivare a comprendere – in alcuni casi specifici – anche una ecografia ecocolordoppler vascolare degli arti inferiori. La pressoterapia, soprattutto se condotta con parametri massimali, può avere degli effetti collaterali anche gravi: è quindi consigliabile non esagerare con i valori pressori e con la frequenza delle sedute (massimo 3 volte a settimana) e, se possibile, abbinare il massaggio linfodrenante e attività sportiva, specie se condotta in acqua. Come abbiamo visto, la pressoterapia – pur sembrando un trattamento innocuo – ha importanti controindicazioni e procedere con una seduta in presenza di esse può arrecare danni anche gravi alla vostra salute: per questo motivo deve essere sempre eseguita da personale altamente qualificato e con macchinari a norma.

Associare la pressoterapia ad altri trattamenti di medicina estetica
Il trattamento della pressoterapia può essere associato ad altri trattamenti medici estetici che vengono applicati al fine di prevenire o ridurre la cellulite e gli accumuli di cellule adipose, come ad esempio i massaggi o trattamenti con fanghi. Personalmente ritengo l’associazione “cavitazione medica più pressoterapia” uno strumento veramente eccezionale: le pazienti ne sono davvero soddisfatte!

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Tutti i trattamenti con sostanze schiarenti per curare lo sguardo stanco e le occhiaie

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA BELLA ESTETICA CAPELLI OCCHI ELLEZZA COSMETICI PELLE RUGHE TRUCCO MAKE UP FIORI NATURASpesso i segni dell’invecchiamento sono più evidenti nella zona periorbitale, includendo rughe ed occhiaie che determinano un tipico ed antiestetico “look stanco”.
Focalizzandoci nell’inestetismo “occhiaie”, molte terapie sono disponibili per risolvere o perlomeno attenuare tale condizione: considerando, però, che le cause alla base delle occhiaie sono molteplici, la risoluzione effettiva e completa non sempre è possibile.In generale, trattamenti con agenti depigmentanti (sostanze schiarenti) devono essere effettuati per molti mesi prima di ottenere benefici cosmetici, e spesso questi prodotti sono gravati da pesanti effetti collaterali, che ne rendono controindicato l’utilizzo, soprattutto in una zona così delicata come il contorno occhi.

Continua la lettura su https://www.my-personaltrainer.it/benessere/occhiaie-depigmentanti.html#:~:text=Gi%C3%A0%20nel%201975%20due%20scienziati,mesi%20fino%20ad%20un%20anno.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

L’età si vede dal collo: come ringiovanirlo con la medicina estetica

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA BELLA ESTETICA CAPELLI OCCHI ELLEZZA COSMETICI PELLE RUGHE TRUCCO MAKE UP CORNA FIORI NATURAIn una donna, ed anche in un uomo, l’età si vede dal collo. Per fortuna oggi ci sono molte possibilità per “barare”, almeno un po’. Il collo inizia a registrare i segni del tempo già a partire dai 35 anni anche se con modalità e tempi diversi caso per caso”. In alcune donne, ad esempio, con gli anni il collo diventa “grasso”. I cosiddetti anelli di Venere, cioè le rughe orizzontali che appaiono in alcuni casi già verso i 25 anni, con il passare degli anni diventano più profonde e talvolta disegnano un vero e proprio avvallamento tra un “rotolino” e un altro. Come sempre, è la genetica a farla da padrona, per cui capita che l’inestetismo sia presente anche in donne magre. Insomma, perdere qualche chilo non è la soluzione. Meglio ricorrere alla lipoplasma una piccola lipoaspirazione in cui si utilizza un ago molto sottile, sulla cui estremità è montata una luce al plasma. Mentre l’ago aspira il grasso in eccesso, la luce riscalda i tessuti, favorendone la retrazione. Dopo questo mini-intervento, i tessuti si “attaccano” meglio e in modo più saldo ai piani sottostanti, dando come risultato un collo più tonico e più giovane.

L’aiuto della medicina estetica

Uno dei trattamenti più utilizzati è l’acido ialuronico bio-riassorbibile e bio-compatibile che viene impiantato nelle rughe del collo attraverso dei filler. In questo modo le cosiddette “collane di Venere” vengono attenuate e il collo ritrova tonicità e freschezza. Il risultato dura in media 6-8 mesi.
Esiste anche un lifting denominato Fechado che, in versione più leggera, pemette di risollevare i tessuti del collo e del viso inserendo un filo nel tessuto sottocutaneo. Con una sola seduta di un’ora in day hospital, il risultato è immediato.
Per combattere i tessuti molli viene impiegato anche un trattamento non invasivo che è il Thermage che serve a distendere la pelle del viso. Il calore emesso dalla radiofrequenza raggiunge il derma senza intaccare i tessuti circostanti e stira i tessuti. Basta una seduta per avere dei buoni risultati.
Tra le tecniche per intervenire sul rilassamento del tessuto cutaneo c’è l’Infrarosso. Usando una macchina che sfrutta la tecnologia della luce infrarossa frazionata si creano delle aree di ipertermia e denaturazione termica (frazionata nel derma), con contemporaneo raffreddamento della superficie della pelle. Si ottiene così la massima luminosità e il massimo conforto. In tal modo si contraggono le molecole di collagene con un’evidente tensione della superficie cutanea, si va a produrre nuovo collagene e si attiva la funzione microcircolatoria. Con 5-6 trattamenti a distanza di 20-30 giorni si noterà subito una maggiore compattezza dell’epidermide.

Il minilifting anteriore del collo

A volte il problema è rappresentato dai “cordoni”, cioè dalle due bande verticali, poste ai lati del collo, che diventano troppo visibili. La soluzione può essere il minilifting anteriore del collo: si pratica una piccola incisione sotto il mento, che per la sua posizione è ovviamente poco visibile. Da questo accesso si riaccostano con punti di sutura interni le fasce muscolari sottostanti, quelle che tendono a distanziarsi. Sia la lipoplasma, sia il minilifting avvengono in anestesia locale e non richiedono ricovero. Anzi, di solito si lascia la clinica o l’ospedale dopo poche ore. Assolutamente soft anche la convalescenza che non richiede particolari cautele. Per il minilifting anteriore del collo si utilizzano punti esterni riassorbibili, che quindi non è neanche necessario rimuovere.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

I deodoranti non sono tutti uguali: ecco tutti i tipi di deodorante

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO ASCELLA UOMO PUZZA SUDORE SEBO SPRAY COSMETICI PROFUMOPer evitare la formazione di cattivi odori corporei, sul mercato esistono svariati tipi di deodoranti, che possono essere classificati in:

  • deodoranti antimicrobici (batteriostatici e/o battericidi);
  • deodoranti antisudorali o antitraspiranti;
  • deodoranti antienzimatici;
  • deodoranti antiossidanti;
  • deodoranti adsorbenti;
  • deodoranti coprenti.

Tutti i deodoranti devono presentare delle caratteristiche ben precise come:

  • mascherare o prevenire la formazione di odori sgradevoli;
  • operare con sinergismo d’azione. I vari ingredienti devono agire con sinergia per contrastare e non per favorire la formazione di odori sgradevoli;
  • rispettare la flora batterica.

Continua la lettura su https://www.prezzisalute.com/Bellezza/Deodoranti.html

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Filler a base di acido ialuronico per le rughe del contorno occhi e le zampe di gallina

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA BELLA ESTETICA CAPELLI OCCHI ELLEZZA COSMETICI PELLE RUGHE TRUCCO MAKE UP FIORI NATURACon l’invecchiamento sulla zona del contorno occhi tendono a concentrarsi alcuni fastidiosi inestetismi:

  • le cosiddette le zampe di gallina (rughe sul contorno occhi);
  • le occhiaie (solchi delle lacrime) ossia dei solchi delle palpebre inferiori.

Esistono tuttavia casi di invecchiamento e di inestetismi del contorno occhi di modesta entità, non ancora meritevoli di intervento chirurgico, oppure ci sono pazienti che non desiderano sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica (paura del ricovero, difficoltà ad assentarsi dal lavoro), in questi casi è possibile utilizzare un filler a base di acido ialuronico per il contorno occhi, per trattare:

  • le rughe periorbitarie laterali (zampe di gallina) vengono trattate con l’acido ialuronico che distende la cute del contorno occhi (al trattamento si aggiunge anche del botulino per ridurre le rughe di espressione);
  • il solco delle lacrime trattato con acido ialuronico viene riempito fino ad ottenere un volume simile a quello dell’età giovane ed un’attenuazione della colorazione scura delle occhiaie.

Il filler per il contorno occhi contiene acido ialuronico a minore viscosità, iniettabile con aghi molto sottili che consentono di ridurre il gonfiore post-trattamento.

Il filler all’acido ialuronico per il contorno occhi deve garantire:

  • una buona diffusività nella zona intorno all’impianto (requisito indispensabile per distendere le zampe di gallina);
     un’ottima capacità di idratazione poiché il richiamo di acqua dona un effetto naturale di tessuto tonico e turgido nella zona di confine tra palpebra inferiore-guancia-zigomo.

Il trattamento con filler a base di acido ialuronico per il contorno occhi si effettua in ambulatorio, ha una durata di qualche mese ed è ripetibile ed ha costi decisamente inferiori rispetto a quelli di un trattamento chirurgico. Il trattamento con filler a base di acido ialuronico per il contorno occhi è un tipico trattamento da pausa pranzo, ovvero una procedura di medicina estetica poco invasiva e che si svolge in tempi ridotti, permettendo un’assenza dal lavoro limitata.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!