Giappone: Hikikomori non denuncia la morte del padre

MEDICINA ONLINE GIAPPONE JAPAN HIKIKOMORI RECLUSO DENUNCIA MORTE PADRE CASA ROOM HOUSE ALONE.jpg

Welcome to the NHK, anime tratto dal romanzo scritto da Tatsuhiko Takimoto, che ha come protagonista un Hikikomori

Di solito, quando una persona a noi cara ci lascia, dobbiamo affrontare le responsabilità che questo comporta. Comunque, un uomo di Osaka è noto per aver lasciato il cadavere di suo padre in casa, continuando a viverci come se niente fosse per due settimane, senza denunciare l’accaduto alle autorità. L’uomo ha riferito alla polizia che non poteva contattare nessuno riguardo la morte di suo padre, perché è un hikikomori.

Il 12 dicembre la polizia ha ricevuto una chiamata dal distretto di Asahi ad Osaka. Il 34enne disoccupato che viveva nel monolocale ha detto “Mio padre è morto.” L’uomo e suo padre hanno vissuto assieme a causa della salute cagionevole dell’uomo. Secondo delle investigazioni, la polizia locale ha trovato il cadavere del padre 68enne (il signor Nakao) sdraiato su un futon. Il corpo del padre non mostrava alcun segno di ferite esterne. L’hikikomori ha spiegato che il primo dicembre, aveva notato che suo padre non si era ancora svegliato, e poi che aveva smesso di respirare. Ha spiegato “Non ho denunciato la cosa alla polizia perché sono un hikikomori.” Piuttosto che contattare il mondo esterno, l’uomo ha preferito continuare a vivere col corpo in decomposizione di suo padre in un monolocale per quasi due settimane. Le autorità stanno investigando sulla causa della morte e hanno dato il via a misure precauzionali nei confronti dell’uomo accusato di abbandono di cadavere.

Per chi non è al corrente di questa piaga sociale tipicamente giapponese (ma sempre più diffusa anche nel resto del mondo), gli hikikomori (引きこもり) sono individui che si ritirano dalla società e da qualsiasi interazione con il prossimo per lunghissimi periodi di tempo. In molti casi, questa gente smette di uscire di casa, di lavorare o di sentire qualsiasi amico. Spesso si tratta di uomini di ceto sociale medio sui trent’anni che si affidano al supporto dei genitori, anche perché senza il loro aiuto finanziario l’hikikomori non potrebbe sostenere il suo stile di vita, visto che l’impossibilità di uscire di casa gli preclude non solo i rapporti sociali reali, ma anche la maggioranza dei lavori. In italiano si potrebbe definire costoro degli eremiti o degli auto-reclusi, con la differenza che un eremita sceglie di isolarsi, mentre l’hikikomori – pur se apparentemente scelga di restare chiuso in casa – cronicamente arriva un punto in cui la fobia sociale gli impedisce di uscire.

In Giappone purtroppo c’è un’alta concentrazione di questa condizione, con migliaia di persone che non riescono a trovare un lavoro o a proseguire i durissimi studi universitari giapponesi e si chiudono in se stessi. Un rapporto del governo giapponese attestava nel 2010 cl’esistenza di 700.000 hikikomori in Giappone e 1,55 milioni di persone sulla soglia di diventare hikikomori. Sembra che tutto questo nasca da una società rigida e dalla pressione culturale tipica delle scuole e dell’industria giapponese. Ad esempio, essere bocciato ad un esame di ammissione potrebbe essere una delle cause scatenanti, dal momento che solo studiare in una università prestigiosa assicura un buon lavoro ed uno status sociale adeguato ed i genitori investono molto nei propri figli in tal senso: non riuscire ad entrare in una di queste università, fallendo il durissimo test di ingresso, rappresenta motivo di vergogna e spinge all’isolamento individui molto giovani.

Il delicato argomento di questa piaga sociale viene trattato nell’anime Welcome to the N.H.K. (da cui è tratta la foto in alto) con una chiave a tratti ironica e demenziale, mentre per altri versi terribile e drammatica.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Più sei ricco, più il tuo pene è piccolo. Gli italiani hanno un PIL basso perché hanno un pene più lungo della media

MEDICINA ONLINE TESTICULAR TESTICOLI PENE PROSTATA SEX SESSO GLANDE SEMEN SPERMA BIANCO GIALLO ROSSO MARRONE LIQUIDO TRASPARENTE EIACULAZIONE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VIAGPossono essere la lunghezza del pene ed il prodotto interno lordo due fattori strettamente collegati tra loro? Potrete non crederci ma è proprio così. A dimostrarlo, ci pensa lo studio condotto dal dott. Tatu Westling dell’Università di Helsinki e pubblicato dall’Atlantic Wire. E pensare che gli uomini si sono sempre lamentati delle misure “piccole”! Secondo la ricerca è tempo che ci si preoccupi del fattore opposto, specialmente se si desidera vivere in una certa stabilità economica. Gli stati che possono contare su una maggiore lunghezza media del membro maschile sono, a conti fatti, le nazioni che soffrono di più di un PIL (prodotto interno lordo) basso. Entrando nello specifico, i paesi i quali abitanti hanno un pene di lunghezza inferiore a quella media mondiale, sono cresciuti a livello economico più rapidamente , in un periodo compreso tra il 1960 ed il 1985.

1 cm vale fino a 7 punti

Uomini, prendete in mano il metro: ad ogni centimetro in più di lunghezza del vostro organo riproduttivo corrisponderebbe, secondo i calcoli dell’università, una riduzione della crescita economica compresa tra i 5 ed i 7 punti percentuali. Dati che in un periodo di crisi come questo si fanno sentire. Lo studio, spiega il dott. Westling, nasce per colmare la lacuna di tutti quegli studi economici, “concentrati sui fattori economici, sociali e politici si astenevano da considerazioni di carattere biologico e/o sessuale”. Connotati questi ultimi, a quanto pare, di una certa importanza.

Più sei ricco, più il tuo pene è piccolo

Per spiegare la sua teoria, il ricercatore scomoda dal suo trono niente meno che Sigmund Freud, il padre della psicanalisi moderna. Lo psicologo in questione focalizzava molto a livello sessuale le sue idee. Interpretando i dati sotto l’ottica freudiana, lo scienziato sostiene che sia la lunghezza del pene che gli introiti economici contribuiscono al crescere dell’autostima. E sono legati a stretto giro: in presenza di grandi misure, la persona sente meno necessità di accrescimento economico. Ciò significa anche che le persone più ambiziose, almeno in teoria, hanno un pene più piccolo.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Grandezza del seno: le donne del nord battono quelle del sud

MEDICINA ONLINE SEXY GIRL WOMAN PANTYHOSE LINGERIE BOOBS TITS SENO MAMMELLE CALZE AUTOREGGENTI DONNE DEL NORD SUD SESSO COSA PIACE AGLI UOMINICare lettrici siciliane e calabresi non saltate subito a conclusioni affrettate, e voi donne piemontesi e lombarde non esultate troppo presto: il nord ed il sud a cui mi riferisco non sono quelli della nostra Italia, sono il nord ed il sud… del mondo!

Le donne del Nord sembrano essere maggiormente dotate a livello di seno, come confermato da TargetMap. Per visualizzare la mappa mondiale della grandezza media del seno in tutti i Paesi del mondo creata da TargetMap, cliccate QUI.

TargetMap è lo stesso che ha creato la famosa mappa mondiale delle dimensioni del pene in ogni stato del mondo (cliccate qui se volete vederla).

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Masturbazione compulsiva e dipendenza da pornografia causano impotenza anche nei giovani: colpa dell’effetto Coolidge

MEDICINA ONLINE MASTURBAZIONE CRONICA COMPULSIVA OSSESSIVA VIDEO COOLIDGE PORNO WEB INTERNET ONLINE PORNOGRAFIA PORNOGRAFICO SEX SESSO SESSUALITA DISTURBO RIPETUTO EIACULAZIONE SPERMA TESTOSTERONE CERVELLO ORMONI UOMO DONNEMolti uomini, anche molto giovani, vengono nel mio studio con una scusa (“dottore mi fa male il ginocchio!” “dottore ho sempre mal di testa!”) e poi, verso la fine della visita, si avvicinano a me e sottovoce e mi confidano di avere un problema di erezione se non addirittura mancanza totale di erezione. Di solito a ciò si associa un diminuito desiderio sessuale che li porta a non soddisfare pienamente la propria ragazza o moglie o compagno. A quel punto si apre una nuova fase della visita in cui devo indagare sui comportamenti sessuali del soggetto e sempre più spesso scopro che in molti casi è presente un uso o un vero e proprio abuso della pratica masturbatoria con l’aiuto di video porno di fronte al monitor del pc o dello smartphone.

Leggi anche: Come capire se soffro di masturbazione compulsiva?

Problemi più frequenti anche a causa degli smartphone

Per la mia esperienza, fino a pochi anni fa, problemi sessuali come questi erano classici dai 50 anni in su ma non erano così frequenti nei ventenni, oggi invece si assiste a un aumento esponenziale di queste patologie tra i giovanissimi ed il principale imputato – escludendo specifiche patologie organiche – è la torrenziale abbondanza di videopornografia a disposizione dei ragazzi (e delle ragazze). L’avvento di smartphone sempre più potenti (e la loro diffusione tra i giovanissimi) unito a connessioni internet sempre più veloci e siti web sempre più estremi, ha determinato situazioni impensabili appena dieci anni fa. Una mia paziente l’altro giorno mi ha chiamato disperata perché il figlio di 15 anni è stato “beccato” dal professore mentre in classe, durante la lezione, guardava un filmato pornografico sullo smartphone. Fino a pochi anni fa, per vedere un porno sul web, si doveva essere di fronte al pc nella propria stanza, ora invece basta un cellulare e la pornografia può essere fruita ovunque.
Ma perché c’è così tanto porno su internet? L’estrema abbondanza di pornografia online è “causata” dall’effetto Coolidge.
Alcuni autori, ad esempio il Dr. Gary Wilson, dal cui articolo è stata tratta ispirazione per scrivere ciò che state leggendo, sostengono che se il cosiddetto effetto Coolidge non esistesse, non esisterebbe nemmeno la pornografia.

Leggi anche: Erezione debole o assente da cause psicologiche: cura e rimedi

Effetto Coolidge? Di cosa si tratta?

L’effetto Coolidge è un programma cerebrale molto antico, che può far scomparire l’esaurimento post-orgasmico in un batter d’occhio, se vi sono nei paraggi nuovi partner disponibili a essere fertilizzati. Senza di esso non esisterebbe pornografia. Tale automatismo biologico interpreta ogni nuova possibilità erotica – comprese quelle sullo schermo – come un’opportunità riproduttiva preziosa, attivando i comportamenti per mezzo di potenti agenti neurochimici. In parole povere: un uomo è portato a provare maggiore eccitazione all’aumentare del numero e della varietà di donne con cui ha rapporti sessuali.
Il fenomeno prende il nome da un aneddoto. Si narra che il presidente degli Stati Uniti Calvin Coolidge fosse stato condotto un giorno in uno stabilimento agricolo insieme alla moglie, e che i due avessero fatto tour separati. Quando la moglie del presidente giunse di fronte al recinto delle galline, chiese al suo ospite: “Ma il gallo monta le galline una sola volta al giorno?” Il proprietario rispose sorridendo: “Oh, no, Mrs. Coolidge, anche una dozzina di volte al giorno!” – “Eh, ditelo a mio marito!” esclamò la signora. Quando venne il turno del presidente di visitare il recinto, rivolse al proprietario la stessa domanda e poi un’altra: “Ma ogni volta con la stessa gallina?” – “No, ogni volta con una gallina diversa!” – “Eh, ditelo a mia moglie!” rispose il presidente.

Leggi anche: I vantaggi del non masturbarsi: le rivelazioni di un ex masturbatore cronico

Tante femmine diverse ed il maschio diventa instancabile

Cosa succede se lasciamo cadere un topolino maschio in una gabbia in cui c’è una femmina ricettiva? All’inizio si ha un turbine sessuale inconsulto, poi gradualmente il maschio si stanca e smette. Anche se la femmina fosse ancora disponibile, lui è ormai esausto e non mostra segni di interesse verso di lei. Tuttavia, lasciando cadere nella gabbietta una nuova (diversa) femmina ricettiva, il topolino “resuscita” e con galanteria si mette a fertilizzare anche lei. È possibile ripetere più volte questo processo, finché il povero topolino quasi muore per la stanchezza. Gli scienziati chiamano questo fenomeno “effetto Coolidge”, ed è stato osservato anche nelle femmine (Lester, Gorzalka, 1988).

Leggi anche: Dipendenza dal porno online: ecco perché è così facile cadere nel vortice della masturbazione compulsiva che porta all’impotenza. I pensieri di un mio paziente masturbatore cronico

Senza dopamina non avremmo voglia di far nulla

Il topo corre dietro a ogni femmina che riesce a trovare per via dell’aumento di dopamina nel cervello. Nessun’altra attività in natura riesce a far rilasciare tanta dopamina come il cimentarsi in un rapporto sessuale, perché la prima cosa che i nostri geni vogliono, sopra ogni altra, è farsi strada nelle generazioni future. La dopamina impone al topo di non lasciare nessuna nuova femmina senza essere fertilizzata. La dopamina è il neurotrasmettitore che sta dietro alla risposta: “Lo voglio!”, dietro qualunque motivazione. Senza di essa non c’importa di corteggiare, raggiungere il piacere, neanche di mangiare. Quando il livello di dopamina cade, altrettanto fa la motivazione. La dopamina è responsabile anche dei comportamenti di dipendenza e, quindi, del fatto paradossale che in questi casi il cervello diventa meno sensibile e più disperato perché ne vuole di più.

Leggi anche: Mi masturbo una volta al giorno: soffro di masturbazione compulsiva o no?

Nuova femmina, nuova dopamina

Tornando al topolino, dopo ogni copula con la stessa femmina il cervello secerne sempre meno dopamina. Dopo 5 volte gli ci vogliono 17 minuti per terminare. Il tempo necessario per arrivare all’eiaculazione aumenta, la quantità di dopamina rilasciata diminuisce. Ma se a ogni rapporto sostituiamo la femmina con un’altra nuova, riesce a compiere il suo dovere in 2 minuti o anche meno. La sua virilità viene rinnovata dal cervello come per magia, emettendo forti impulsi di dopamina in risposta a ogni nuova partner.

Leggi anche: Le confessioni di un mio paziente masturbatore cronico

La società ci impone di placare effetto Coolidge

Diversamente dai topi di laboratorio, negli esseri umani esiste il legame di coppia. Siamo programmati (ed anche influenzati dalla società) per crescere insieme i figli e trarre una buona quota di soddisfazione dall’unione di coppia. Ma l’effetto Coolidge è sempre in agguato anche dentro di noi e ci risveglia, quando il dovere della natura chiama. Wilson cita il caso di un suo conoscente: “Ho smesso di contare le mie amanti arrivato a quota 350”, confessa, “e credo ci debba essere qualcosa di profondamente sbagliato in me, perché perdo subito interesse sessuale verso le donne. Eppure alcune di loro erano davvero belle”. In quel momento l’uomo era appena stato lasciato dalla terza moglie, ed era scoraggiato.

Leggi anche: Un mese senza guardare porno, ecco com’è andata e cosa ho imparato

Pornografia su internet: effetto Coolidge con turbo

La videopornografia riesce a pungolare l’utente senza tregua, sbattendogli davanti “partner” sempre nuove che lo forzano a rilasciare dopamina. Il resoconto di un utente fa capire il meccanismo: “Mi misi a collezionare un sacco di materiale porno, pensavo che avrei ammassato un enorme database di piacere. Ma non riesco a ricordare di essere mai andato indietro per riguardare materiale vecchio. La parte avvincente era sempre costituita dalla nuova pornostar, dal nuovo video, dalla nuova scena”. In pratica la quantità di video porno necessaria a placare la sua voglia di nuovi video, non esiste, come non esiste una dose di droga necessaria a placare una astinenza nel tossicodipendente. Ciò porta il soggetto in un circolo vizioso da cui è difficile uscire. Come un eroinomane, il dipendente dal porno è succube di una costante voglia di dopamina, che gli viene procurata solo da nuovi video pornografici che internet offre in quantità illimitata e gratis. In effetti una dose di eroina tende a rilasciare nel cervello grandi quantità di dopamina, come avviene con la masturbazione. Interessante notare come un video visto molte volte e ritenuto “ormai poco eccitante” dal soggetto, può tornare ad essere nuovamente eccitante se passa un periodo di tempo sufficientemente lungo dall’ultima visione. Come se il video tornasse ad essere parzialmente “nuovo” per il cervello, che è come dire che se la vostra partner attuale vi appare come una “minestra riscaldata”, la stessa donna potrebbe diventare nuovamente appetibile se diventasse una ex e la rivedreste tra 5 anni: il cervello la interpreta come una donna “nuova” da fertilizzare e la libido si riaccende.

Leggi anche: Gli uomini sono per natura poligami e sono attratti da donne giovani: le verità che nessuno ha il coraggio di ammettere

Poco eccitanti le scene porno già viste tante volte

Prevedibilmente, numerosi studi sulla pornografia hanno rilevato che topi ed esseri umani non sono così differenti in materia di stimolazione sessuale. Ad esempio, quando Koukounas e Over (2000) hanno mostrato lo stesso video porno ripetutamente, il pene dei soggetti maschi e i loro resoconti sono andati incontro a diminuzione progressiva dell’eccitazione. Il video alla fine diventava noioso, ovvero si aveva abituazione, che faceva rilasciare sempre meno dopamina al cervello dei soggetti. Ma dopo 18 proiezioni, quando i partecipanti stavano quasi per addormentarsi, i ricercatori hanno aggiunto delle scene nuove alla 19a e 20a proiezione. Di colpo, i soggetti e i loro peni si risvegliarono (e le donne mostrano una risposta del tutto simile, vedi Meuwissen e Over, 1990). La dopamina aumenta molto a ogni novità, specialmente di tipo sessuale. Alla parte più primitiva del nostro cervello non interessa se ne abbiamo già avuto a sufficienza.

Leggi anche: Pornografia, masturbazione e dopamina: le droghe che distruggono il cervello

Linea piatta: perché si verifica?

È ovvio che il maschio ha bisogno di tempo per riprendere potenza e vigore. Ma cosa accade agli utenti della pornografia su internet? Quanti di loro indulgono in questo meccanismo perverso (è proprio il caso di dirlo) senza darsi delle pause di alcune settimane per recuperare? Dopotutto sul video c’è sempre l’equivalente di un nuovo “partner” che desidera essere fertilizzato. La risposta è che quando gli uomini con deficit erettile indotto dalla pornografia smettono di farne uso, sperimentano uno snervante periodo piatto, senza eccitazione o erezione. Appena tolto il piede dall’acceleratore, la libido si addormenta per un periodo che può durare settimane o addirittura mesi. Questo periodo prende il nome di flatline, ed avviene perché il cervello – abituato a dosi enormi di dopamina grazie a “grandiosi” stimoli sessuali virtuali – quando torna ad avere misere dosi di dopamina da stimoli sessuali reali (e quindi più scialbi rispetto al porno internet), non viene appagato da esse, perché era abituato a dosi più elevate. E’ lo stesso motivo per cui una sigaretta “light” è meno “saporita” se siamo abituati a sigarette “standard”: diminuisce la nicotina al di sotto della dose abituale ed il cervello la trova poco soddisfacente. Parimenti è il motivo per cui un eroinomane diventa apatico a stimoli che per persone normali sono piacevoli: gli procurano troppa poca dopamina rispetto alla dose – elevatissima – che la droga gli regala ed a cui il suo cervello si è assuefatto.

Leggi anche: Flatline e reboot nella masturbazione compulsiva

La continua novità può far sembrare il partner meno attraente

Ed ora veniamo finalmente al cuore del problema. La dopamina non è rilasciata solo in risposta alla novità. Quando una cosa è più eccitante del solito, il circuito cerebrale della ricompensa emette dopamina e funziona a pieno regime. Come il masturbatore compulsivo sa bene, la pornografia è sempre in grado di dare qualcosa d’insolito e più trasgressivo rispetto al giorno prima, colmando la richiesta sempre più elevata di dopamina del pornodipendente. Di contro, il sesso con la persona amata non sempre è migliore né più variato di quanto ci si possa aspettare (anzi spesso non lo è, specie dopo tanti anni insieme), anche se fornisce altri e più reali tipi di ricompensa. Purtroppo la parte primitiva del nostro cervello dà per scontato che la quantità di dopamina sia uguale al valore di uno stimolo, anche quando ciò non è vero.
Il risultato è che la stimolazione artificiale (masturbazione da pornografia su internet) fa rilasciare moltissima dopamina, mentre un rapporto con il proprio partner ne fa rilasciare ovviamente di meno e ciò fa sembrare il proprio partner come fosse una “minestra riscaldata”. Il nostro cervello vuole video sempre più estremi e più dopamina, mentre la realtà gli fornisce una donna vera sempre uguale, probabilmente meno bella rispetto alle attrici pornografiche e poca dopamina.
Secondo uno studio del 2007 (Mishra) la semplice esposizione a foto di donne sexy è in grado di far sì che un uomo svaluti la propria partner reale, attribuendole punteggi inferiori non solo riguardo all’attrattività fisica, ma anche per calore e intelligenza. Inoltre, uno studio del 2006 (Zillmann, Bryant) ha riportato meno soddisfazione dal rapporto con il partner in termini di minor affezione, apparenza, curiosità sessuale e performance dopo l’uso di pornografia. Fino a pochi decenni fa l’attività sessuale con un essere umano in carne e ossa forniva più gratificazione del masturbarsi di fronte al solito paginone centrale di Playboy che doveva “durare” un mese fino alla prossima uscita in edicola. Dopo che Miss Luglio era stata “fertilizzata” a dovere, veniva a noia e le sue curve non facevano più produrre tanta dopamina. Bisognava aspettare fino a Miss Agosto. Dopo sono arrivati i videonoleggi. Ma quante volte poteva essere interessante lo stesso video in VHS o – successivamente – in DVD o Bluray? Al contrario la videopornografia su internet regala sfracelli a un semplice click del mouse del computer o sullo schemro dello smartphone che portiamo sempre con noi. È possibile mettersi a caccia e scaricare (altre due attività capaci già da sole di produrre picchi di dopamina) per ore, sperimentando più nuovi “partner” in 10 minuti di quanti i nostri antenati cacciatori-raccoglitori potevano trovarne in una vita intera. Questa dose di dopamina – una vera e propria droga endogena – possiamo averla praticamente gratis, sempre più potente, in qualsiasi momento e ovunque, senza avere apparentemente alcun peggioramento della salute. Un colpo di dopamina dopo l’altro, è possibile raggiungere uno stato mentale alterato simile a quello dei drogati.

Leggi anche: Sperma e sesso orale sono antidepressivi naturali per le donne

Drogato di pornografia, drogato di dopamina

Un mio paziente mi ha scritto una mail dicendo: “Mi sono masturbato davanti alle immagini fotografiche (non video) da quando ero adolescente, ma non ho mai avuto problemi d’erezione fino a 6 anni fa. Il problema è cominciato con l’accesso ai video gratis in internet. Via via che la velocità di connessione andava aumentando, anche la disponibilità di materiale cresceva, fino a superare la mia capacità di starci dietro. Anche i miei smartphone hanno avuto via via schermi più grandi e definiti, rendendo i video sempre più coinvolgenti. Il mio cervello è finito per ricollegarsi in modo da eccitarsi solo di fronte al porno. Sto con una donna meravigliosa e attraente da 4 anni, eppure mi rendo conto di andare incontro a un declino progressivo della libido ed a un aumento del deficit erettile.”

Lo sentiamo spesso: “La pornografia c’è sempre stata e non ha mai fatto male a nessuno”. Ma l’affermazione perde del tutto significato una volta che si comprenda come funziona il sistema di ricompensa dopaminergico del cervello. Oggi le connessioni internet 24 ore su 24, 7 giorni su 7 non solo permettono di soddisfare qualunque appetito, ma di andare oltre tale appetito, con conseguenza anche molto spiacevoli, che possono arrivare anche ad atti illegali (pedopornografia, abusi sessuali…) che hanno l’obiettivo di avere sempre più dopamina che combatta i sintomi di craving e superi il livello di tolleranza raggiunto. Il problema non è quindi la pornografia in sé: il problema è la quantità sterminata di porno sempre nuovo e sempre più estremo/diversificato che internet offre che coinvolge lo spettatore in un circolo vizioso di masturbazione compulsiva.
Per molti masturbatori cronici la masturbazione usando video pornografici ottenuti grazie ad internet (siti, canali Telegram, eMule, Torrent…) è ormai da anni finita per diventare più eccitante del sesso reale: “Noi masturbatori cronici indulgiamo nella pratica di arrivare ripetutamente al limite dell’orgasmo senza raggiungerlo (edging). Sosteniamo livelli altissimi d’eccitazione (e quindi di dopamina) per ore. Io ad esempio partecipo in diversi gruppi di discussione sulla masturbazione e sono moderatore di uno di essi. Molti di noi arrivano a smettere di fare sesso con il partner, anche quando questi rimane disponibile e desideroso, preferendo la masturbazione ad un rapporto sessuale reale. Abbiamo anche coniato un termine, impotenza copulatoria, per il fenomeno di riuscire ad avere un’erezione facilmente con video pornografici internet, ma non con il partner”.

Leggi anche:

Quali sono i sintomi della dipendenza da internet?

Di base il porno dipendente mostra dei comportamenti ossessivi compulsivi. L’insoddisfazione indotta dall’uso smodato del porno spinge a cercare sempre nuovi video pornografici: se questo non è possibile, o se è impossibile la masturbazione, il soggetto diventa ansioso come un eroinomane senza la propria dose. Potrebbe arrivare a masturbarsi in luoghi particolari (come sul posto di lavoro, da solo in auto, in un parco…) per placare l’astinenza da dopamina, o in luoghi pubblici dove può essere scoperto, cosa che gli darebbe un picco di eccitazione (e quindi di dopamina) maggiore del solito.
Spesso il porno-dipendente non riesce ad avere un normale rapporto sessuale con la partner: non raggiunge l’erezione o la coinvolge in rapporti sessuali in posti particolari con l’obiettivo di tirar su un livello di dopamina accettabile per avvicinarsi un minimo al livello che ottiene con la masturbazione. Il porno-dipendente può arrivare a non poter fare a meno del porno per avere un’erezione o raggiungere il piacere, quindi a volte chiede alla partner di visionare materiale porno durante un rapporto sessuale. Anche se il paziente sente la situazione come intrusiva e fastidiosa, non riesce a cambiarla, anzi, in molti casi peggiora. Il porno-dipendente può arrivare a compiere dei veri e propri reati penali per riavere un picco di eccitazione e dopamina.
I segni classici sono quindi: irrequietezza, irritabilità, insoddisfazione, bisogno di sesso più piccante, trovare il partner reale meno attraente di internet, bisogno di materiale più estremo, il chiudersi in una stanza di fronte al computer per ore lontani da sguardi indiscreti.
Purtroppo la diagnosi di questo tipo di patologia spesso è ritardata nel tempo poiché, essendo la masturbazione ormai accettata dalla società, il porno-dipendente può non capire subito che sta “esagerando” con la masturbazione anche perché i suoi effetti non sono visibili all’esterno, come ad esempio avviene in un eroinomane.

Leggi anche: Quanto deve durare un rapporto sessuale prima che si parli di eiaculazione precoce?

Quindi cosa si deve fare nell’immediato?

È necessario smettere di fare uso di pornografia e di masturbarsi visionandola in maniera compulsiva. Esattamente come avviene per qualsiasi dipendenza, nei primi tempi sarà difficile stare lontano dai video pornografici online e c’è chi fallisce molte volte prima di riuscire a sbarazzarsene. Alcuni trovano migliore un allontanamento graduale dal porno, diminuendo i video ed il numero di masturbazioni giornaliere, altri preferiscono smettere di colpo: non c’è una maniera giusta o sbagliata per uscire dalla dipendenza. Quando riuscirete a non masturbarvi più in maniera compulsiva, dovrete accettare con pazienza il fatto che per qualche tempo la libido sarà come morta (la famosa “flatline” a cui facevo riferimento prima), confidando che, se non sono in corso patologie di altra natura, essa ritornerà. Questo periodo di pace vi permetterà di avere un picco di dopamina solamente nel momento giusto, cioè quando dopo qualche tempo di porno-internet-astinenza vi ritroverete desiderosi sotto le coperte con la vostra ragazza o moglie: vedrete che l’impotenza scomparirà!

Leggi anche: Esercizi di Kegel: allena il tuo muscolo pubococcigeo per aumentare la potenza sessuale e contrastare l’eiaculazione precoce

Può essere necessario l’aiuto specialistico?

Sì, per vari motivi. Per prima cosa perchè il medico deve capire se la disfunzione erettile (una volta chiamata “impotenza”) è causata da danni organici che devono essere curati con terapie mediche o chirurgiche specifiche. L’aiuto del medico è anche necessario quando, come avviene spessissimo, l’abitudine di masturbarsi con l’aiuto di videopornografia è radicata fino al punto da costituire una vera e propria dipendenza, diventando difficilissimo rinunciarvi. Ricordiamo che il meccanismo cerebrale implicato è lo stesso delle dipendenze da sostanze e, come tutti i comportamenti compulsivi basati sul piacere, può resistere energicamente prima di essere spezzato. Il medico specializzato e lo psicoterapeuta possono quindi insegnare delle strategie per superare l’ostacolo con più facilità ed aiutare a superare il periodo di flatline..
Durante il periodo di “disintossicazione” e recupero della normale funzionalità dell’erezione e del desiderio, vi sono numerosi fattori che possono contribuire al successo o al fallimento: il numero di orgasmi, la masturbazione (senza video porno), la qualità delle fantasie sessuali che si hanno, il tipo di relazione che si mantiene con il partner, il metterlo o meno al corrente del processo che si sta attraversando, le ricadute e così via. Per tutti questi motivi – e altri ancora – l’ausilio medico e psicoterapeutico può rivelarsi decisivo per il recupero di una sessualità piena e soddisfacente per sé e per il partner.

Leggi anche: Come smettere di masturbarsi e di guardare porno online

Se credi di avere un problema di dipendenza da porno online e masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine