Vi siete mai chiesti chi sia l’uomo più grasso del mondo e quanto pesi? Visto che Paul Mason, l’uomo che fino a qualche mese fa era il più grasso del mondo coi suoi 440 kg, ora ha perso 300 kg, il nuovo non invidiabile record oggi appartiene a Keith Martin, quarantaduenne di nazionalità inglese. La sua “dieta” è veramente assurda, pensate che la sua colazione prevede minimo otto hot dog solo per colazione. Il suo peso è di 368 kg, e proprio per questo non può assolutamente muoversi dal letto.
Un primato che però disprezza Sua maestà, proprio perché grava diverse migliaia di sterline che vengono investite puntualmente ogni mese per prestargli assistenza. Infatti, quest’uomo ha bisogno di ben 18 persone intorno a sé, tra i quali troviamo infermieri, assistenti e personale dell’ambulanza per spostarlo da una parte all’altra dell’ospedale. La sua storia è veramente drammatica, pensate che da quando è morta sua madre e lui era ancora un adolescente, è iniziato il suo travaglio. Le sue foto sono state pubblicate in anteprima dal Daily Mail. Martin è residente ad Harlesden, a nord di Londra. Viene visitato almeno due volte al giorno da altri quattro assistenti, ed inoltre tre volte a settimana quattro infermiere lo vanno a lavare e a monitorare la sua salute, infatti il suo cuore ed altri organi sono messi a rischio dal suo incredibile peso.
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A tutti è capitato un singhiozzo durato tanto, ma quel che è successo a Daniel Clavin, è incredibile. Nel 2012 il 37enne originario di Roscommon, in Irlanda, ha preso parte all’addio al celibato di un amico e la mattina successiva si è alzato dal letto con un fastidioso singhiozzo, che 14 mesi dopo non è ancora passato. Ha provato qualsiasi rimedio, ma nulla: è ancora lì, con il classico “hic” che gli compare mediamente ogni sette secondi. Il singhiozzo a volte è talmente forte che a Daniel viene il vomito, farlo svenire o svegliarlo di notte mentre dorme. Anche la moglie Susan è esasperata da questa situazione, che però non ha alcuna cura medica specifica. Tutti i medici che lo hanno visitato, non hanno infatti trovato alcun sistema per eliminare il problema.
L’Europa è nel pieno di una bufera economica di cui parleranno i libri di scuola dei nostri nipoti e di cui siamo malvolentieri gli attori principali. Lungi dal cauto ottimismo che mostrano i nostri governanti negli ultimi giorni, io penso che purtroppo l’economia italiana non navigherà in buone acque per ancora molto tempo. Perdonate il pessimismo. L’Europa intera economicamente cresce poco ma, almeno dal punto di vista dell’altezza media dei maschi, la crescita è invece elevatissima.
Il signore che vedete qui sopra raffigurato si chiama Malcolm Myatt, è nato in Inghilterra 68 anni fa ed è camionista in pensione. Perchè sia diventato un caso medico famoso è presto detto: è sempre contento. E non è un modo di dire. Da quando lo ha colpito un ictus nel 2004, che ha compromesso la sensibilità della parte sinistra del suo corpo, il signor Malcolm non è più grado di provare il sentimento della tristezza. E non perché sia ottimista o stupido: semplicemente nel suo cervello, e in particolare nel lobo frontale che controlla le emozioni, lo choc della malattia ha “cancellato” la possibilità fisiologica di provare tristezza. Nella sfortuna, il signor Myatt – ribattezzato dai giornali Mr. Happy – è stato fortunato: pensate se avesse perso per sempre la possibilità di essere felice…

Erano i ruggenti anni ’20. Dimenticata la tragedia della prima guerra mondiale, il mondo viveva una parentesi di fascinazione per le nuove tecnologie del tempo: cinema, radio e automobile prendevano piede, la moda iniziava a dettare tendenze spregiudicate e tutti parevano poter vivere in una sorta di eterna giovinezza al ritmo del jazz, la musica che spopolava in quel periodo. Allora come oggi gioventù e modernità erano le parole d’ordine, allora come oggi c’era chi prometteva di poter fermare il tempo allontanando la vecchiaia e i suoi acciacchi. Negli anni ’20 la fontana della giovinezza era il Rejuvenator inventato da Otto Overbeck, chimico inglese nato nel 1852 che per gran parte della sua vita, dopo aver studiato all’University College di Londra, era stato direttore in una birreria di Grimsby, nello Yorkshire. In quei tempi era normale per un chimico lavorare nella produzione della birra e già in questo settore Overbeck mostrò la tempra dell’inventore: brevettò nuovi macchinari per la fermentazione, un metodo per rendere la birra analcolica e un estratto nutritivo a base di lievito simile alla Marmite, una crema densa e scura molto amata dagli anglosassoni.