13 ragioni per cui ogni donna dovrebbe masturbarsi regolarmente

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA BELLA SESSO SESSUALITA LETTO INTIMO VAGINA SLIP TANGA PERIZOMA ATTRAENTELa masturbazione ancora oggi è un tabù per molti, soprattutto se si parla di masturbazione femminile, eppure masturbarsi – saltuariamente e senza praticarla in modo ossessivo – ha anche dei lati molto positivi. Secondo la dottoressa Lauren Streicher, professoressa associata di Ostetricia e Ginecologia presso la Northwestern University, ad esempio, la masturbazione femminile può aiutare a a dormire, a rilassarsi, ad alleviare lo stress ed a sentirsi più a proprio agio con il corpo. Oggi elenchiamo ben 13 motivi per cui una donna dovrebbe masturbarsi, in base ai consigli della dottoressa Streicher.

  1. Gli orgasmi rilasciano i neurotrasmettitori dopamina ed ossitocina, che possono migliorare il vostro umore, donandovi felicità ed euforia.
  2. Ci si sente più a proprio agio con il corpo: è molto importante che le donne apprezzino la propria anatomia e amino procurarsi piacere”.
  3. La masturbazione permette di esplorare il corpo e scoprire che cosa ci piace: ciò senza dubbio può migliorare la vostra vita sessuale e renderci più sicuri a letto col partner: una volta che capiamo cosa ci piace, possiamo dire a lui o a lei come e dove toccarci.
  4. Mai più insonnia: l’orgasmo rilassa e permette di addormentarsi più velocemente. 
  5. Se avete scelto di non avere rapporti sessuali o state semplicemente attraversando un periodo senza partner, masturbarsi è un ottimo modo per soddisfare la vostra libido e scaricare tutta la tensione sessuale che accumulate.
  6. Masturbarsi può alleviare i dolori muscolari e i dolori mestruali. perché aiuta il sangue mestruale ad uscire più velocemente.
  7. Allevia lo stress accumulato durante la giornata: un orgasmo ci fa dimenticare tutti i pensieri negativi.
  8. La masturbazione aiuta il corpo a rimanere attivi sessualmente, anche se non fai sesso: in pratica è come un allenamento per il sesso che ti fa essere subito pronta se arriva un nuovo rapporto reale.
  9. Con i gadget, solo la fantasia è il limite: dai vibratori, alle bottiglie, dalle bambole sessuali maschili, ai dildi di varie dimensioni, tra i sex toys c’è solo l’imbarazzo della scelta.
  10. Ti tiene in forma: masturbarti fa contrarre alcuni muscoli del tuo corpo e ciò – fatto periodicamente – è praticamente una forma di leggero allenamento giornaliero.
  11. La masturbazione stimola la parte del cervello che aiuta a mantenere attiva la vostra libido: non c’è niente di peggio che stare mesi o anni senza un orgasmo, perché si rischia di perdere completamente la voglia di avere un vero rapporto.
  12. Capire come funziona il vostro corpo aiuta a sapere esattamente come avere piacere: ciò ti permette di imparare ad avere orgasmi multipli e più appaganti.
  13. A patto di non diventarne ossessionati, la masturbazione non ha effetti negativi per la salute o imprevisti, visto che – nel farlo – non si contraggono malattie e non si rimane incinte.

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Le posizioni sessuali che causano frattura del pene

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma Ecografia Spalla Ginocchio Traumatologia Gambe Sangue Articolare POSIZIONE FRATTURA PENE Medicina Estetica Luce Pulsata Depilazione Macchie Capillari Rughe Dietologo Radiofrequenza Cavitazione GrassoDi frattura del pene avevo già parlato in questo articolo che vi consiglio di rileggere per capire di cosa stiamo parlando; ma qual è la posizione che più frequentemente determina la terribile frattura peniena? Questa è una domanda che mi fanno spesso i miei pazienti maschi, a cui oggi uno studio pubblicato su “Advances in Urology” ha dato risposta. La risposta alla domanda in questione è la posizione dell’Amazzone, ovvero quella particolare posizione in cui il corpo della donna si muove sopra a quello del maschio. Secondo gli scienziati, questa ‘figura’ è responsabile di circa il 50% di tutte le fratture al pene che avvengono in camera da letto. Lo studio ha anche evidenziato che la seconda posizione che per frequenza determina frattura del pene è quella con la donna a carponi, responsabile del 29% di questi incidenti.

Lo studio

I ricercatori – riporta il ‘Telegraph’ – hanno analizzato, in un periodo di 13 anni, i pazienti che hanno chiesto assistenza in tre pronto soccorso di Campinas (Brasile) con una sospetta frattura al pene. Sono stati esaminati in totale 44 casi, di alcuni anche tra omosessuali. L’età media di questi sfortunati amanti era di 34 anni e alcuni avevano aspettato fino a 6 ore prima di chiedere aiuto ai medici. Nelle conclusioni del lavoro si sottolinea che “quando la donna è sopra, controlla il movimento dell’atto sessuale con tutto il suo peso. Se però – avvertono i ricercatori – la penetrazione avviene in modo sbagliato la donna difficilmente se ne rende conto e questo può portare alla rottura dell’organo maschile. Al contrario quando è l’uomo a controllare il movimento, come avviene in tante altre posizioni, ha la possibilità di fermarsi durante la penetrazione quando avverte dolore”.

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Come raggiungere un orgasmo femminile lungo ed intenso

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma 7 COSE TI SUCCEDONO ECCITATO SESSO REND Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneCi sono esperienze che ci travolgono e ci stupiscono. Altre ci disgustano. Altre ancora ci lasciano totalmente indifferenti. Il sesso non dovrebbe mai, ma proprio mai, rientrare in quest’ultima categoria. Purtroppo, invece, accade. Capita che una donna viva la prestazione sessuale con lo stesso entusiasmo che prova a compilare la dichiarazione dei redditi. Invece, avere un Orgasmo, di quelli con la “O” maiuscola, quelli che rilassano e distendono, quelli che ti fanno sentire appagata e contenta è una delle avventure migliori che possano capitare ad una donna.

Non è così facile

Per inesperienza dei compagni, per poca accortezza, per mancanza di disinibizione e della capacità di dire con schiettezza: “amore, quello è il ginocchio, il clitoride è un filo più su”, spesso e volentieri il rapporto è non solo privo della necessaria complicità ma anche del suo giusto e sacrosanto finale. Così, far l’amore diventa l’ennesimo impegno, frustrante e poco divertente. Ma godere molto si può, è un diritto per ogni donna e uno splendido dono da ricevere. Anche da offrire, perché abbandonarsi completamente al partner, concedendogli di ammirare l’estasi da lui provocata è un viatico miracoloso per qualsiasi autostima. Esiste, addirittura, la possibilità di avere orgasmi lunghi, prolungati e profondi, intensi, decisamente incredibili, talmente lunghi da portare ad un passo dal paradiso e dall’infarto (in caso, scegliete il paradiso). Si verifica quando le sensazioni forti iniziano molto prima dell’orgasmo e coinvolgono, a poco a poco, tutto il corpo femminile, provocando un vero e autentico sconquasso emotivo, ormonale e fisico.

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Come fare per arrivare all’apice del piacere?

Come avere un orgasmo talmente bello da farvi sperimentare stati di comunione con il tutto e di fiducia nella vita? La ricetta è semplice e facile da eseguire. Prima di tutto, occorrono gli ingredienti fondamentali. Che siano di qualità ottima, perché è indispensabile per la buona riuscita dell’intera operazione:

1. Procuratevi un uomo fantastico

Che sia il più bello possibile per voi, che vi piaccia in modo selvaggio. Deve ispirarvi pensieri peccaminosi, piccanti, non protezione e affetto. Cioè, anche protezione e affetto, se possibile. Ma se dovete scegliere, optate per il lato animale. Più vi piace, meglio è. Se siete innamorate è ancora meglio, perché non esiste nessun afrodisiaco più potente del sentimento. Se, oltre a ciò, avete aspettato un po’ di tempo o addirittura mesi prima di togliervi i vestiti reciprocamente, la pratica può diventare davvero esplosiva. Oltre ad essere fantastico e a smuovervi gli ormoni con una sola occhiata, l’uomo in questione deve essere dotato di generosità e capacità di ascolto. Non fingete, non soprassedete e non raccontatevi pietose bugie. Se improvvisamente doveste scoprire che la generosità non è uno dei suoi lati forti, fatevi due sinceri ed onestissimi conti. Quanto ci metterà, anche se adesso vi sembra il principe azzurro, a deludervi in modo cocente? Meglio sorridere, raccogliere gli abiti, tornare a casa e rimettersi garbatamente a cercare qualcosa di diverso. Ma attenzione, la generosità è una dote caratteriale, non una semplice sfumatura del menù erotico. Se un uomo vi sembra attento al vostro piacere, cercate di studiarlo bene in altre situazioni, perché preoccuparsi dell’orgasmo femminile, all’inizio, è facile e può essere sintomo anche e solo di una gran dose di narcisismo. Nel quotidiano vi chiama? Vi vuole vedere? Vi chiede come state, come affrontate le vostre giornate, in quali compiti siete impegnate e come procede quella faccenda che vi fa sentire tanto tristi? Cerca di vedere se state bene quando uscite insieme in pubblico (perché ci uscite, vero?) e non perde occasione per dimostrarvi la sua stima, per riempirvi di complimenti e per elogiarvi davanti agli altri?
No? Molto male. Gli uomini vanno educati alla tenerezza, questo è vero. Ma un uomo che non cerca di capire se siete felici davvero o se siete sull’orlo della disperazione è un narciso che non merita il vostro tempo. Quindi, una volta che vi siete procurate un uomo con tutte queste caratteristiche, la metà della fatica è già fatta. Restano solo da trovare una situazione particolarmente stimolante e da usare pochi, semplici accorgimenti.

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2. Fatevi baciare

Poi ribaciare, baciare ancora e, infine, ribaciare di nuovo. Più a lungo possibile. Il bacio è il vero termometro dell’attrazione fra due persone. È molto più intimo di un rapporto sessuale e non mente mai. Se vi piace come vi bacia, se vi piace il suo sapore, il modo in cui le vostre labbra si uniscono e tutti quei gesti che fanno da corollario ad un bacio, il feeling è garantito. Se impazzite per come vi accarezza, durante il bacio, per come vi fa sentire e per come vi passa le mani sulla pelle, potete star sicure che il resto sarà meraviglioso. Non è una questione di tecnica, anche se spesso viene spontaneo pensarlo. Il bacio, così come il sesso, è un incontro. Se l’incontro è quello giusto, il bacio sarà splendido. Altrimenti, sarà solo un preludio al rapporto fisico. Se riuscite a prolungare la fase bacio appassionato per più di mezz’ora – per questo ci vuole un uomo speciale – siete pronte al passo successivo.

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3. Ora siete ad un bivio

O siete molto fortunate e avete trovato un uomo che indovini al primo colpo ciò che deve fare (in caso, ringraziate il divino e beatificatelo) o fate in modo di suggerirglielo, il più discretamente possibile. L’indicazione migliore è sempre quella di guidarlo con i vostri mugolii. Dovrebbe capire e adeguarsi. Se non basta, potete provare con i disegnini, gli articoli, i libri, le mezze frasi o le dichiarazioni spudorate. Una volta che siete, dunque, molto eccitate, lubrificate e pronte, chiedetegli di aprire le vostre labbra (nel senso più basso del termine, cioè quelle che non si trovano sul viso) e di spingere il cappuccio del clitoride verso l’alto, con la massima delicatezza possibile. Poi di appoggiare il pollice della mano destra sul clitoride stesso. Con la sinistra, se è coordinato e sveglio, potrebbe accarezzarvi i glutei e sostenervi mettendo il pollice alla base, non dentro, all’entrata della vagina. Tenendo come riferimento il pollice sul clitoride come se fosse alle ore 12, suggeritegli di cercare la zona dell’una, lì vicino, con l’indice della mano destra. Il tocco deve essere delicatissimo, eseguito con la punta del dito. Deve andare dalle dodici all’una, con l’indice, in modo ritmico e leggero. Se riesce a mantenere lo stesso ritmo, come se fosse o se stesse usando un metronomo, per periodi di due o tre minuti, mutando la velocità fra l’uno e l’altro periodo, comincerete a scalare la gradinata del paradiso. In caso l’uomo sia in vena di meraviglie, chiedetegli di passare alla fase orale. Se lui usa la punta della lingua in modo delicatissimo, passandola dolcemente sul vostro clitoride già così predisposto, potrete cominciare a sentire fenomeni paranormali. Un tocco così lieve, infatti, vi permette di aumentare molto la sensibilità dell’area e di provare una gamma di sensazioni uniche. Se l’esperienza è davvero intensa, potreste cominciare a sentire un leggero e piacevole tremito in tutto il corpo. Più le sensazioni sono forti e devastanti, più il tremito è potente, lungo e incontrollato. Non abbiate paura. È una sensazione meravigliosa, perché è la corrente della vita che scorre, libera da ogni costrizione, per tutto il vostro corpo. Dopo qualche minuto di questo trattamento, comincerete a chiedervi cosa sta accadendo al vostro corpo, se siete ancora sulla terra e come è possibile che fino ad ora abbiate ignorato questa pratica. L’orgasmo profondo, intenso e prolungato, vi farà dimenticare i mali del mondo. Ricordate sempre di respirare bene. La respirazione giusta, quella diaframmatica che usano i cantanti, aumenta le sensazioni sessuali e vi permette di assaporare ogni dettaglio con molta più consapevolezza e gusto. Dopo un’esperienza del genere potete star sicure di una cosa: il sorriso con cui affronterete la giornata successiva sarà talmente raggiante da costringere gli altri ad indossare gli occhiali da sole. Ma a voi, del resto del mondo, importerà ben poco.

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Fimosi serrata, non serrata, congenita ed acquisita: cause, conseguenze e cure

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Ecografia Vascolare Articolare Reumatologo FIMOSI SERRATA NON CONGENITA Medicina Estetica Luce Pulsata Depilazione Macchie Capillari Mappatura Nei Dietologo Roma  Radiofrequenza Cavitazione Cellulite PelleDi fimosi avevo già parlato in questo articolo, tuttavia, essendo questo un argomento che desta molto interesse soprattutto tra i lettori di sesso maschile ed Continua a leggere

Come avere un orgasmo vaginale

MEDICINA ONLINE VULVA LABBRA GRANDI PICCOLE LABIA MINORA MAJOR VAGINA SEX SESSO DONNA APPARATO SESSUALE FEMMINILE CLITORIDE MEATRO URETRALE OPENING IMENE VERGINITA WALLPAPER PICS PICTUREC’è chi crede che sia frutto di una totale invenzione e chi, invece, lo ritiene il modo più bello e appagante di provare piacere. Stiamo parlando dell’orgasmo vaginale, argomento spesso al centro di dibattiti e ricerche e sul quale ancora non è stata fatta molta chiarezza. Oggi, vogliamo mettere da parte la teoria che sostiene che l’orgasmo sia riconducibile solo e soltanto alla stimolazione del clitoride e vogliamo spiegarvi cosa dicono gli studiosi sull’orgasmo vaginale. Secondo vari studi, infatti, anche la stimolazione vaginale profonda può portare le donne all’orgasmo, ma cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su cos’è e su come si può raggiungere il tanto dibattuto orgasmo vaginale.

Cos’è l’orgasmo vaginale

L’orgasmo vaginale è quel tipo di orgasmo che non si raggiunge nella vulva, dunque nella parte esterna dell’organo genitale femminile, attraverso la stimolazione clitoridea, ma all’interno della vagina, attraverso la stimolazione del cosiddetto punto G. L’orgasmo vaginale, dunque, è raggiungibile, secondo gli esperti, solo attraverso la penetrazione durante un rapporto, con la pressione del pene, delle dita o di qualche sex toy. Il piacere sarebbe dato, in pratica, dalla frizione sul cosiddetto punto G.

Cos’è il punto G?

Per capire come raggiungere l’orgasmo vaginale, è importante capire prima cosa sia il punto G. Si tratta di una piccola protuberanza all’interno della vagina, più precisamente nella sua parte anteriore, a circa 5 centimetri dalle labbra, ed è un punto presente in tutte le donne.

Come trovare il punto G

Individuare il punto G non è sempre semplice. Per riuscirci, da sole o con il partner, è fondamentale rilassarsi e sdraiarsi a pancia in su. Con il palmo rivolto verso l’alto, inserire una o due dita nella vagina, a questo punto piegare le dita da un lato e dall’altro andando a toccare le pareti interne, fino a percepire una zona rugosa e tondeggiante: ecco il punto G. Individuarlo non significa solo imparare a conoscere meglio il proprio corpo, ma scovare quel punto che, secondo molti esperti, sarebbe in grado di far provare un piacere intenso e molto profondo. Le prime volte, durante la ricerca del punto G, potrebbe capitare di avvertire qualche fastidio, per questo è preferibile interrompere e riprovare a distanza di un po’ di tempo.

Come avere un orgasmo vaginale

A differenza dell’orgasmo clitorideo, quello vaginale – ammesso che esista – è più difficile da raggiungere e molto dipende dalla sensibilità delle donne. Numerose ragazze, infatti, sono clitoridee e dunque riescono a raggiungere l’apice del piacere soltanto attraverso la stimolazione del cosiddetto pene femminile. Bisogna dire, però, che sempre secondo alcune teorie, il raggiungimento dell’orgasmo vaginale richiede pazienza ed esperienza: che lo si provi a raggiungere attraverso la masturbazione o durante un rapporto con il partner, infatti, sarà necessario rilassarsi e perdere un po’ di tempo alla ricerca del famigerato punto G. Poche sono le donne che dicono di aver raggiunto questo tipo di orgasmo, anche se, stando ad alcune ricerche, l’orgasmo avuto all’interno della vagina sarebbe molto più appagante di quello raggiunto nella vulva.

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L’orgasmo vaginale esiste?

Ora che abbiamo capito cos’è l’orgasmo vaginale e abbiamo provato a darvi qualche spunto per provare a raggiungerlo, è bene sottolineare perché sull’orgasmo vaginale ci sono ancora tanti dubbi. A differenza dell’orgasmo clitorideo, raggiunto da tutte (salvo problematiche particolari), in poche possono dire di aver vissuto l’orgasmo vaginale che, secondo alcuni, sarebbe sempre un orgasmo clitorideo. Sempre più scienziati e medici, infatti, sono dell’idea che l’orgasmo vaginale sia una pura invenzione da far risalire, addirittura a Sigmund Freud. Il noto psicolanalista, infatti, riteneva che l’orgasmo vaginale fosse quello della maturità sessuale, a differenza di quello clitorideo, appartenente alle donne ancora sessualmente immature. Da allora si è acceso il dibattito che, ancora oggi, non è giunto ad una conclusione.

Orgasmo vaginale: teorie

Tra i più alti esponenti della corrente di pensiero che non crede all’esistenza dell’orgasmo vaginale, troviamo il dottor Vincenzo Puppo del Centro italiano di Sessuologia di Bologna e Giulia Puppo del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze, i quali, sulla rivista Clinical Anatomy hanno chiaramente espresso il loro punto di vista: non avendo la vagina alcun rapporto diretto con il clitoride ed essendo quest’ultimo l’organo che scatena l’orgasmo, l’orgasmo vaginale non esiste. Eppure, nel 1950, Ernst Grafenberg, con un trattato dettagliato, parlava di quel punto – che dall’iniziale del suo cognome ha preso la denominazione di punto G – in cui avrebbe avuto origine l’orgasmo femminile. Ad oggi molti ancora seguono la teoria di Grafenberg, sostenendo che a raggiungere l’orgasmo vaginale sia circa il 20-30 per cento delle donne. Ma quindi l’orgasmo vaginale esiste o non esiste? Nel dubbio vi abbiamo dato un po’ di nozioni. Hai visto mai vi capitasse di raggiungere, inaspettatamente, un orgasmo vaginale?

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I benefici dell’abbraccio: dieci buoni motivi per abbracciarsi più spesso

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMO (6)In questo articolo ci eravamo occupati dei benefici che ci regala il bacio, vediamo oggi insieme dieci buoni motivi scientifici per abbracciarsi più spesso. Che sia materno, del compagno o di un vecchio amico, l’abbraccio è un atto che è rimasto immutato fin dall’uomo preistorico, quando abbracciarsi poteva significare sopravvivere ad una fredda notte invernale. Ci si abbraccia quando si ha paura, ci si abbraccia per allentare la tensione dopo uno scampato pericolo, ci si abbraccia quando si ha piena fiducia nell’offrire il nostro corpo inerme ad un’altra persona, ci si abbraccia quando si ama… ci si abbraccia insomma per manifestare una variegata lista di sentimenti, tutti estremamente potenti e significativi nella nostra esistenza. Abbracciarsi è importante, ma nella nostra vita, sempre di corsa, ci abbracciamo sempre meno. Allora di seguito vi voglio regalare dieci buoni motivi per abbracciarvi più spesso (e non solo tra persone: valgono anche per voi e… il vostro cane!).

1. L’abbraccio stimola la secrezione dell’ossitocina, il neuro-ormone dell’intimità e dell’affettività che procura un senso di appagamento;

2. Varie ricerche sembrano confermare il fatto che i bambini che non ricevono sufficienti abbracci subiscono ritardi nel camminare, nel parlare e nel leggere;

3. L’abbraccio ha un potente effetto anti-stress: diminuisce le manifestazioni di ansia e calma gli attacchi di rabbia;

4. Abbracciarsi abbassa la pressione e rallenta i battiti cardiaci;

5. Un abbraccio stimola la pazienza, consentendo di prendersi il tempo necessario per conoscere l’altro;

6. Stringersi l’uno all’altro rafforza il sistema immunitario poiché stimola la ghiandola del timo localizzata all’altezza del diaframma;

7. Aumenta l’autostima in special modo nei bambini perché li fa sentire accolti, protetti, riconosciuti e amati;

8. Stimola la secrezione della serotonina e della dopamina, neurotrasmettitori connessi al buon umore ed alla motivazione;

9. È il modo più diretto per esprimere quello che stiamo proviamo;

10. Secondo un recente studio il 75% delle persone dichiara di voler essere abbracciato ma di ricever troppo pochi abbracci, quindi… forza, stringiamoci tutti insieme!

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Disfunzione erettile: terapia orale, mininvasiva e chirurgica

MEDICINA ONLINE TESTICOLI ANATOMIA ANSIA DA PRESTAZIONE SESSO TRISTE SESSUALE PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE COPPIA PSICOLOGIA LETTO PENETRAZIONE UOMO DONNA LIBIDO SPERMA PIACERE MALE GENITALIA SEX.jpgLa disfunzione erettile, chiamata in passato impotenza è definita come “l’incapacità del soggetto di sesso maschile a raggiungere e/o mantenere una erezione sufficiente a condurre un rapporto soddisfacente”. Oggi non ci focalizzeremo sulle cause della disfunzione erettile, faremo invece chiarezza su tutte le terapie disponibili per questa patologia. Se volete sapere cause e prevenzione della disfunzione erettile, leggete invece: La disfunzione erettile (o impotenza): quali sono le cause e come prevenirla

Le terapie per la disfunzione erettile sono classificabili in tre grandi gruppi: la terapia orale (non invasiva), quella mininvasiva, quella chirurgica (invasiva).

1) TERAPIA ORALE (la terapia di prima scelta)

    • TADALAFIL, SILDENAFIL, VARDENAFIL (CIALIS, LEVITRA, VIAGRA)
      Farmaci messi a punto inizialmente per il trattamento dell’angina pectoris, nel corso degli studi clinici mostrarono di aumentare il numero delle erezioni nei pazienti trattati. Devono essere assunti da 30 a 60 minuti prima della prevista attività sessuale, possibilmente a digiuno. La loro azione ha una durata variabile che può arrivare anche alle 36 ore. Non provocano erezione direttamente ma potenziano il rilasciamento protratto della muscolatura liscia dei corpi cavernosi migliorando la qualità dell’erezione. Sono controindicati negli uomini che assumono farmaci a base di nitrati (compresse sub-linguali o cerotti adesivi che producono vasodilatazione delle coronarie) per il rischio di eccessivo abbassamento della pressione arteriosa anche in maniera grave. È efficace nel 50-80% degli uomini. Gli effetti collaterali possono essere: cefalea (16%), flushing (vampate di calore) nel 10%, dispepsia (7%), alterata percezione dei colori, maggiore sensibilità alla luce o visione sfocata (3%). Si consiglia utilizzarli con cautela nei pazienti cardiopatici in terapie complesse con più farmaci (antipertensivi ed antiaritmici) ed in pazienti con crisi lipotimiche (crisi di abbassamento della pressione arteriosa con perdita della coscienza). A tale proposito vi consiglio di leggere anche: Meglio Viagra, Cialis, o Levitra per trattare la disfunzione erettile? Un utile confronto tra i tre farmaci
    • Terapia sostitutiva ormonale
      Il desiderio sessuale è legato ad un buono stato di salute generale, più in particolare al giusto livello di androgeni (ormoni maschili) che regolano anche il tono muscolare, la funzione cardiaca, il tono dell’umore e della concentrazione. Anche se meno nota della menopausa, l’andropausa è quella condizione che inizia nell’uomo che ha superato i 50 anni di età e che si manifesta con una diminuita produzione di testosterone. La somministrazione di testosterone oltre a migliorare la libido e l’induzione dell’erezione, migliora il tono muscolare, riduce
      la stancabilità fisica, aiuta a mantenere il giusto peso forma, migliora la sensazione di benessere. La somministrazione di androgeni va sempre effettuata sotto controllo
      medico-specialistico, in particolar modo per gli effetti collaterali che può avere sulla prostata.
    • Yohimbina
      È un alcaloide estratto dalla corteccia dello Yohimbe (albero del Sud Africa).
      Dai primi del ‘900 è utilizzato come afrodisiaco. Possiede debole attività bloccante alfa adrenergica, cioè bloccherebbe gli stimoli nervosi che determinano spasmo dei vasi sanguigni e mancato rilasciamento della muscolatura dei corpi cavernosi e quindi favorirebbe l’afflusso di sangue al pene. Gli studi clinici non hanno dimostrato però molta efficacia per cui il farmaco non possiede vera e propria validazione scientifica.

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2) TERAPIA MINIVASIVA (FIC e Vacuum Device)

Farmacoprotesi (FIC)

Consiste nell’introduzione, mediante una siringa dotata di un sottilissimo ago, all’interno dei corpi cavernosi, di un farmaco che induce erezione. La FIC consente di ottenere una valida erezione ed esercita un effetto elasticizzante sul tessuto erettile “ginnastica vasoattiva”.
È oggi considerata una terapia di seconda scelta laddove hanno fallito le terapie orali.
Il dosaggio del farmaco scelto è strettamente individuale e va accuratamente determinato
per evitare effetti dannosi secondari quali il priapismo. È sempre raccomandabile avere la reperibilità dello specialista urologo quando si utilizzano tali terapie per far fronte ad eventuali imprevisti, è inoltre indispensabile controllare ogni 6-12 mesi lo stato di salute dei corpi cavernosi con un’ecografia. Per facilitare l’utilizzo di tali terapie in soggetti con scarsa manualità sono stati posti in commercio dispositivi automatici di autoiniezione. L’erezione indotta da farmacoprotesi è generalmente pronta (si manifesta in genere dopo10-20 minuti)
e duratura, migliora con la stimolazione sessuale.
I farmaci utilizzati sono: Prostaglandina E (PGE1 – alprostadil): il farmaco oggi più utilizzato per efficacia, maneggevolezza e sicurezza. È efficace nel 70-80% dei casi.
L’incidenza degli effetti collaterali è molto bassa. La dose varia da 5 a 20 microgrammi.
Casi di erezione prolungata sono segnalati nell’1%. È disponibile nelle farmacie italiane
a pagamento, mentre è gratis per i pazienti medullolesi.
Fenossibenzamina: ottimo e pronto effetto protesico ma scarsamente maneggevole per la sua lunga emivita (24 h) e per la facilità con cui induce priapismo.
Associazioni di farmaci: in caso di scarsa risposta ai farmaci standard (prostaglandine
e papaverina).
Papaverina + fentolamina: utilizzata a motivo della sua efficacia e di un costo relativamente modesto; è più efficace della sola papaverina.
Trimix (papaverina + prostaglandina + fentolamina): viene dosata e preparata sotto stretto controllo specialistico.

Dispositivi a vuoto (vacuum device)

Questi dispositivi creano “vuoto” attorno al pene in modo che il sangue viene costretto ad affluire all’interno degli spazi cavernosi. Sono costituiti da un cilindro di materiale plastico trasparente che viene posto intorno al pene e fatto aderire al pube utilizzando una crema lubrificante per un’adeguata tenuta d’aria. Collegato al cilindro c’è un meccanismo per pompare all’esterno l’aria e produrre il vuoto all’interno che faciliterà l’afflusso di sangue al pene. A tal punto, un elastico verrà Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma DISFUNZIONE ERETTILE IMPOTENZA TERAPIA VUOTO PENE Macchie Tatuaggi Capillari PELI RUGHE Radiofrequenza Cavitazione Cellulite Peeling Pressoterapia Linfodrenante Pelle HD 01fatto scivolare dall’esterno del cilindro alla base del pene occludendo il deflusso venoso e favorendo la rimozione del cilindro. La pressione all’interno dei corpi cavernosi aumenta sino a valori simili a quelli ottenibili con la papaverina.
L’effetto compressivo dell’anello elastico riduce sia l’afflusso arterioso che il deflusso venoso causando un aspetto cianotico e l’abbassamento della temperatura del pene. L’anello costrittivo va rimosso al massimo dopo 30 minuti. Il maggior problema di questo sistema
è rappresentato dalla mancanza di spontaneità del rapporto sessuale. Per tale motivo è raccomandato nelle coppie stabilizzate. Necessita inoltre di una certa abilità manuale.
Questi dispositivi sono particolarmente indicati negli uomini anziani con relazioni stabili
e nel caso in cui altri trattamenti risultino inefficaci.

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3) TERAPIA INVASIVA (chirurgica correttiva, vascolare e protesica)

Chirurgia correttiva delle malformazioni:

1) incurvamento del pene congenito o secondario a trauma. Le tecniche chirurgiche di raddrizzamento consistono essenzialmente nel confezionamento di aree di controtrazione controlaterali alla curvatura, mediante plicature o riduzioni della guaina di rivestimento dei corpi cavernosi (albuginea)
in caso di curvature con angolo inferiore ai 90°. Quando l’incurvamento supera i 90° si procede alla correzione dell’angolo di curvatura mediante l’innesto di patch di derma autologo o liofilizzato (patch di allungamento).

2) pene nascosto e micropene: un eccessivo cuscinetto di grasso sovrapubico o un’eccessiva riduzione della cute che riveste
i corpi cavernosi possono nascondere parte del pene.tali difetti possono essere corretti con interventi di liposcultura o utilizzando la pelle prepuziale per aumentare la visibilità del pene.                                        

3) ipospadia: anomalia di sviluppo dell’uretra con sede anomala del meato uretrale esterno.

 4) induratio penis plastica: una volta stabilizzata farmacologicamente la malattia si può procedere ad escissione della placca ed a sostituzione della lesione con patch di derma autologo o liofilizzato con recupero del normale allineamento ed elasticità del pene. Nei casi estremi della malattia con estesa compromissione dei corpi cavernosi (albuginea e tessuto spongioso) è consigliato l’impianto di protesi malleabili.

5) traumi dei corpi cavernosi:

trauma Trauma del pene con frattura del corpo cavernoso

A) ematoma peniero da stravaso per frattura
del corpo cavernoso preparazione     chirurgica del corpo

B) soffusione emorragica sovrapubica     cavernoso ed evidenza della rottura

C) versamento emorragico scrotale

trauma trauma
Preparazione chirurgica del corpo cavernoso ed evidenza della rottura Sutura del corpo cavernoso fratturato

Quando non immediatamente risolti i traumi dei corpi cavernosi danno come esito delle lesioni molto simili a quelle indurative. Il trattamento è analogo a quello della induratio penis plastica e degli incurvamenti.

Chirurgia vascolare del deficit erettile

Le cause più frequenti di disfunzione erettile organica sono quelle vascolari
che possono essere di due tipi:

1) Insufficienza arteriosa (ipoafflusso): erezione incompleta
2) Insufficienza venosa (iperdeflusso): erezione breve (difficoltà di mantenimento)
Dal perfetto bilanciamento del flusso sanguigno arterioso e venoso all’interno dei corpi cavernosi dipende infatti, oltre che l’integrità, anche la durata dell’ erezione. A seconda del tipo di defici (arterioso o venoso) si procede con:

1) Chirurgia del deficit erettile da insufficienza arteriosa: sono stati ideati numerosi interventi chirurgici volti ad aumentare il flusso sanguigno dei corpi cavernosi quando la portata delle arterie dorsali del pene o delle arterie cavernose si mostra insufficiente. Con tecniche diverse si è attuata una deviazione della circolazione ematica da altri distretti a quello penieno mediante by-pass arteriosi (epigastro-cavernoso, epigastro-dorsale termino/laterale o termino/terminale). Tali interventi sono stati ormai abbandonati sia per la loro complessit à che per l’alta incidenza di trombosi e quindi di chiusura dell’anastomosi che di fatto ne vanifica gli effetti positivi.

2) Chirurgia del deficit erettile da disfunzione veno-occlusiva (dvo o fuga venosa):
è una condizione che viene a verificarsi quando esiste un difetto dei meccanismi preposti al mantenimento del sangue all’interno dei corpi cavernosi (sistema corporo-occlusivo) con conseguente impossibilità per i corpi cavernosi di raggiungere e mantenere una pressione adeguata al raggiungimento di una valida erezione. Il sangue defluisce dai corpi cavernosi attraverso 3 sistemi di drenaggio venoso: il superficiale (v. Dorsale superficiale), l’ intermedio (v. Dorsale profonda) ed il profondo (v. Cavernose e crurali). L’intervento consiste nel ridurre il deflusso del sangue dai corpi cavernosi, legando, sezionando ed asportando una delle principali vie di scarico venoso: la vena dorsale profonda con le sue emissarie (vene Circonflesse). Nei casi più complessi si può agire anche sul sistema delle vene cavernose e crurali.

Chirurgia protesica

Obiettivo della chirurgia protesica è quello di sostituire i corpi cavernosi difettosi con degli analoghi artificiali che consentano al pene di mantenere un adeguato livello di rigidità tale da consentire la penetrazione.
È quindi indicata solo su quei soggetti che hanno subito un danno fisico ed irreversibile della struttura erettile dei corpi cavernosi e che quindi non si giovano dei trattamenti farmacologici non invasivi. Va considerata come ultima scelta terapeutica.
Va consigliata solo a pazienti “motivati” con un buon equilibrio e con una buona vita relazionale ed affettiva che hanno ben compreso che la protesi rappresenta l’unico mezzo meccanico che consente di avere un rapporto.
L’impianto di protesi peniene consiste nell’inserire all’interno dei corpi cavernosi dei cilindri di materiale plastico inerte che li sostituiscono nella funzione erettile. I cilindri vengono posizionati nel tessuto spongioso dei corpi cavernosi all’interno della guaina albuginea. L’indicazione all’impianto delle protesi viene oggi limitata alle fibrosi estese dei corpi carnosi, ai casi estremi di induratio penis plastica, a ben definite forme di deficit erettile di origine psicogena in pazienti che rifiutano o non si giovano di terapie farmacologiche alternative non invasive.Indicazioni all’inserimento di protesi peniene

Fibrosi dei corpi cavernosi Fibrosi post-iniettiva (farmacoprotesi)
Fibrosi post-chirurgica
Esiti di priapismo
Induratio Penis Plastica avanzata
Insuccesso di altri trattamenti Deficit erettile vasculogenico
Deficit erettile psicogeno
Rifiuto del paziente di trattamenti alternativi

Le protesi si dividono in due grosse categorie: le semirigide e le gonfiabili.
Entrambe presentano vantaggi e criticità che possono essere così riassunti:

1) semirigide: basso costo, semplicità di impianto, semplicità di utilizzo, elevata affidabilità
nel tempo. Il pene mantiene costantemente una erezione che può indurre imbarazzo.

2) gonfiabili: alto costo, impianto complesso, utilizzo a volte difficoltoso, ridotta affidabilità
nel tempo per rottura di un componente. Ottimo effetto estetico.
Il pene riesce a simulare un’erezione normale.
A volte non garantiscono la rigidità necessaria per un’agevole penetrazione.

All’interno di entrambe le categorie esiste una serie di sottogruppi con caratteristiche specifiche per ogni indicazione. La decisione sulla scelta del tipo di protesi da impiantare varia da caso a caso e deve essere presa insieme al paziente ed alla partner.
Le protesi semirigide debbono conciliare la necessità di una adeguata rigidità con un certo grado di flessibilità, così da essere esteticamente accettabili quando non sono in uso. Sono costituite da un cilindro di materiale plastico inerte che contiene al suo interno un’armatura metallica malleabile che, aumentandone la rigidità, favorisce la penetrazione. Le protesi gonfiabili sono costituite da una coppia di cilindri di materiale plastico inerte che raggiungono la rigidità desiderata grazie ad un liquido che viene fatto circolare a pressione al loro interno. Si dividono in:

1) protesi tricomponenti: coppia di cilindri da inserire nei corpi cavernosi + serbatoio da inserire nello spazio prevescicale + pompa di attivazione da inserire nello scroto. I tre componenti vengono collegati da tubi che permettono il flusso del liquido dal serbatoio ai cilindri per l’erezione ed in senso inverso per la detumescenza.

2) protesi bicomponenti: coppia di cilindri da inserire nei corpi cavernosi + serbatoio e pompa di attivazione associati e posti nello scroto. I due componenti sono collegati da tubi che consentono il flusso del liquido nelle due direzioni.

3) protesi monocomponenti: cilindro con pompa e serbatoio integrati. I cilindri inseriti nei corpi cavernosi contengono nell’estremità distale il complesso pompa/serbatoio che viene attivato con una pressione sul glande. Una seconda pressione attiva la valvola per sgonfiare la protesi consentendone la detumescenza.

Protesi idraulica bicomponente Protesi idraulica monocomponente
Protesi idraulica tricomponente Protesi semirigida

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Amore senza sesso o sesso senza amore?

La sessualità è uno degli argomenti su cui elaboriamo sempre mille ipotesi, congetture e supposizioni. Si tratta di un tema complesso, che è stato trattato dalle discipline più diverse. Alcuni cercano di comprenderlo a partire dall’enigmatico mondo dei neurotrasmettitori. Altri vogliono decifrarlo dal punto di vista culturale, oppure semplificarlo appellandosi alla semplice questione istintiva. La cosa certa è che sul tema della sessualità non esiste l’ultima parola. I modi diversi di godere della sessualità oppure di soffrirla sono innumerevoli, tanti quanti gli esseri umani che abitano il nostro pianeta. Una delle maggiori fonti di inquietudini è la relazione tra sesso e amore. Fino a che punto può esistere l’amore in una coppia senza che ci sia del sesso nella relazione? E fino a che punto può esistere una relazione sessuale senza che intervenga l’amore?

Amore senza sesso

È stato chiamato in mille modi diversi: “amore platonico”, “amore cortese” o, a volte, “amore bugiardo“. La domanda è: può esserci davvero amore in una coppia senza incontro a livello sessuale? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo prima specificare un dettaglio che a volte dimentichiamo: la sessualità non si limita soltanto ai nostri genitali. Quest’affermazione potrebbe risultare incomprensibile ad alcuni, in particolare alle persone che non concepiscono una sessualità che vada al di là dell’atto sessuale in quanto tale. La sessualità coinvolge anche un vasto insieme di esperienze sensoriali diverse. Un bacio o una carezza sono un’espressione della sessualità, e non soltanto un suo “preambolo”. Le mani, la voce, le carezze sono uno modo di creare vicinanza sessuale nella coppia. Ma torniamo alla domanda centrale: può esistere amore senza sesso? La risposta è senz’altro un bel SÌ. In materia di sessualità non esiste nulla di fisso e irremovibile. Al contrario: non dovremmo mai imporre delle regole. Uno studio condotto dal professor Anthony Bogaer dell’Università di Ottawa ha scoperto che alcune coppie, dopo diversi anni di convivenza, continuano a sentirsi innamorate, ma non hanno rapporti sessuali. Non vogliono lasciare il loro partner perché hanno una relazione stabile e gratificante, ma allo stesso tempo non provano più nessuna attrazione sessuale. D’altra parte, anche lo psicanalista Oscar Menassa ha indicato che in realtà è molto raro che l’amore e il desiderio sessuale coincidano. Quando ciò accade, inoltre, spesso è soltanto per un breve periodo. Infine, ha aggiunto che non dobbiamo dimenticare le persone che si definiscono “asessuali”.

Sesso senza amore

Al giorno d’oggi, il “sesso senza amore” è diventato per qualcuno quasi la norma. Per molte persone affermare che ci sia bisogno di amore per avere un rapporto sessuale è un’idea romantica e ormai sepolta. Si è fatta strada l’idea che il sesso corrisponda al piacere, mentre l’amore all’impegno e, per tanto, ai problemi. Molte coppie mettono subito in chiaro che un rapporto sessuale “non significa niente” a livello affettivo. In modo che nessuno si faccia idee sbagliate. E molti vedono di cattivo occhio che uno dei due voglia “qualcosa di più” o inizi a provare sentimenti dopo un rapporto sessuale apparentemente senza impegno. Si presuppone che il rapporto sessuale sia una sorta di “test di qualità”. Se il risultato è soddisfacente, potrebbe dar luogo ad una relazione un po’ più lunga; altrimenti, che ognuno prosegua per la sua strada. Ma quindi, può esistere il sesso senza amore? Anche in questo caso dobbiamo tornare alla definizione di sessualità. Se concepiamo il sesso come il puro atto sessuale, la risposta è senz’altro SÌ. Ma se estendiamo il concetto come abbiamo spiegato poco fa, la risposta è NO.

Amore: molteplici realtà

A questo punto vale la pena anche chiarire che la parola “amore” può definire molteplici realtà. La portata di questo sentimento dipende dalle caratteristiche di chi lo prova. Per alcuni si tratta di un lago di acqua gelida, in cui riescono a mala pena a immergere la punta delle dita. Altri invece si tuffano e nuotano in profondità, senza curarsi della temperatura. Se parliamo dal punto di vista della salute mentale, senz’altro è molto più sano e gratificante il sesso con amore. Ma questo non significa affatto che il sesso senza amore sia un’esperienza negativa! Al contrario: in alcuni casi è un modo totalmente legittimo di godere appieno dei piaceri della vita. In ogni caso, ogni persona deve trovare il suo personale modo di godere della sua sessualità. Non esiste la norma, la “normalità” è un semplice dato statistico. Soltanto noi possiamo sapere se il modo in cui stiamo vivendo la nostra sessualità ci gratifica o ci fa stare male. Se ci gratifica, ciò che facciamo non importa: lo stiamo facendo nel modo giusto. Se invece ci fa stare male, vale la pena prendersi del tempo per riflettere e capire che cosa c’è che non va.

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