Differenza tra criminalità, devianza e delinquenza

MEDICINA ONLINE STUDIARE LIBRI BIBLIOTECA STUDENTE ESAME STRESS GIUSTIZIA LEGGE CODICE PENALE CIVILE AVVOCATO LEGISLAZIONE ASSASSINIO MURDER OMICIDIO REATO VOLONTARIO PREMEDITATO COLPOSO DOLOSO GIUDICE GIURISPRUDENZA LEGALEIn sociologia si usa il termine “criminalità” per indicare gli atti contrari alle leggi, seguendo le orme del sociologo francese Émile Durkheim (Épinal, 15 aprile 1858 – Parigi, 15 novembre 1917). La letteratura sociologica, negli ultimi decenni, tuttavia, tende ad adoperare un termine più astratto: la devianza. Mentre devianza è un qualsiasi atteggiamento che contrasta le norme esistenti, si tratti di atti criminali, di malcomportamento o di azioni insensate, il concetto di criminalità include soltanto le azioni dirette contro le norme del codice penale. In realtà, anche quest’ultimo termine non è univoco. Spesso esitiamo a chiamare criminale, anche se in teoria dovrebbe essere punito dalla legge, il ragazzo che distrugge, per esempio, l’insegna della fermata del tram, mentre invece chiamiamo criminale chi rapina una banca o uccide una persona.
Il termine devianza si applicherebbe sia a delitti veri e propri che ad atti di vandalismo, ma include anche innumerevoli altri atti, per esempio una performance artistica che al momento sembra scioccante.
Diversi teorici distinguono infatti tra devianza produttiva (innovativa) come quella con scopo artistici o di protesta dalla devianza distruttiva che, sebbene possa essere interpretata come ribellione contro l’ordine esistente, non è articolata in modo da modificare la situazione attuale o da muovere l’opinione pubblica nel senso desiderato. Anche questa distinzione, tuttavia, è tutt’altro che univoca. Come interpretiamo, per esempio, le azioni di un gruppo di ragazzi, figli di immigrati e abitanti delle periferie, che cominciano a incendiare delle macchine parcheggiate? Non è questo il modo per esprimere la propria protesta, certo, ma nel contempo è difficile asserire che si tratti di devianza distruttiva, ovvero di semplici criminali. Probabilmente, qualche anno dopo tali eventi, tutti parleranno di devianza costruttiva se, davvero, la protesta sarà stata
percepita come tale, influenzando il mondo politico e la rappresentazione mediale dei problemi esistenti.
L’imbarazzo nella selezione del termine adatto, più neutro moralmente di quanto non lo sia la parola “criminalità”, nasce anche dalla ricerca di una traduzione adeguata dell’inglese delinquency. Infine in italiano, parlare di delinquenza evoca la figura del delinquente, ovvero di un soggetto tendenzialmente malvagio, mentre il concetto inglese si riferisce in prima linea a una certa categoria di azioni.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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