La tazzina di caffè che ti salva dal suicidio

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CAFFE CAFFEINA TAZZINA COLAZIONE BEVANDA CALDA FREDDO AUTUNNO INVERNOSe bevi caffè allontani il rischio di depressione e di suicidio. La singolare scoperta è stata fatta da uno studio condotto dalla Harvard School of Public Health. Secondo i ricercatori dell’ateneo americano, le persone che consumano dalle 2 alle 4 tazzine di caffè al giorno hanno il 50% di possibilità in meno di togliersi la vita rispetto alle altre. La ragione? La caffeina ha gli stessi effetti di un antidepressivo.

Caffè contro la depressione

Secondo quanto ha affermato lo studio il consumo di bevande contenenti caffeina ha un effetto protettivo. Già in passato la sostanza è stata considerata un ottimo antidoto contro la depressione: da una ricerca del 2011, sempre degli esperti di Harvard, era emerso infatti che le donne che bevono caffè hanno il 15% di possibilità in meno di ammalarsi di depressione.

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Caffè amaro: con la crisi scattano i rincari

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CAFFE CAFFEINA TAZZINA COLAZIONEDa dicembre a Genova una tazzina al bancone costerà 1,20 euro. Per un cappuccino, invece, il rincaro toccherà quota 1,60. Tutta colpa della crisi, hanno provato a spiegare i commercianti, aggravata dall’impennata delle tasse comunali, e degli affitti. E così, dopo cinque anni di blocco dei prezzi pure il caffè al bar diventa un lusso. Solo qualche settimana fa, quasi scusandosi con i clienti, in alcuni bar del centro di Gorizia campeggiavano cartelli che avvisavano degli imminenti aumenti: da 1 a 1,10 euro per una tazzina di caffè. E non solo gli unici casi. Stando alle cifre della Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi, elaborate dall’Osservatorio prezzi su dati Istat e relative al mese di luglio, il prezzo medio di una tazzina al bancone oscilla da 77 centesimi di Bari a 1,04 di Torino. Oltre al capoluogo piemontese, supera la soglia dell’euro anche Bologna dove il prezzo può arrivare, in alcuni casi, a 1,30 euro. Tra le città più convenienti si piazzano Catania (0,80), Roma (0,83 di media), e Cagliari (0,85). Prezzi in linea con quelli di Napoli (0,84), dove si va di norma dagli 80 ai 90 centesimi. Si sale invece a Milano dove una tazzina di caffè costa, a seconda degli esercizi, da 90 centesimi ad 1 euro.

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Le meravigliose mandorle: bloccano la tua fame senza farti ingrassare

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO MANDORLE NOCCIOLINE FRUTTA SECCA SEMI SEMINICi hanno sempre detto che per tenere a bada l’appetito ed evitare le abbuffate bisogna fare almeno due spuntini tra i pasti principali? Giusto. Ci hanno detto che doveva trattarsi di un frutto o di uno yogurt, o insomma di qualcosa di poco calorico che servisse solo a ingannare lo stomaco senza aggiungere troppe calorie? Forse non è poi così giusto, o meglio, questa potrebbe non essere l’unica via.

Vitamine E, grassi e fame

Uno studio pubblicato sullo European Journal of Clinical Nutrition ha stabilito che consumare 1,5 once ovvero circa 40 grammi di mandorle tostate e leggermente salate al giorno riduce la fame e costituisce una buona fonte di vitamina E e di grassi monoinsaturi, considerati “buoni” per la salute, senza causare un aumento di peso. I ricercatori della Purdue University hanno verificato l’effetto di un modesto consumo di mandorle su 137 adulti a rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Li hanno divisi in 5 gruppi: niente mandorle, mandorle a colazione, mandorle a pranzo, mandorle come snack di metà mattina e come spuntino di metà pomeriggio, sempre nella dose di circa 40 grammi. Entrambi gli spuntini dovevano avvenire a circa due ore di distanza sia dal pasto precedente sia dal successivo. Ai partecipanti allo studio non era richiesto nessun altro cambiamento della dieta né dello stile di vita, in termini per esempio di attività fisica da svolgere. Nonostante assumessero circa 250 calorie in più al giorno a causa delle mandorle, l’assunzione totale giornaliera di calorie non aumentava nei 4 gruppi attivi, né il peso dei partecipanti è aumentato nel corso delle 4 settimane di durata dello studio. Spiega Richard Mattes, autore principale della ricerca: “I partecipanti compensavano le calorie aggiuntive fornite dalle mandorle e hanno dichiarato di avere meno fame e un minore desiderio di mangiare al pasto successivo, specialmente quando le mandorle erano consumate come spuntino”.

Grassi che ti rendono sazi

L’aumento del senso di sazietà, sia nelle persone in sovrappeso che in quelle normopeso, è probabilmente dovuto alla presenza di grassi monoinsaturi, proteine e fibre. Inoltre pare che, a causa della loro rigida struttura cellulare, non tutte le calorie fornite dalle mandorle siano realmente disponibili per l’assorbimento, quindi questo snack potrebbe fornire il 20% delle calorie in meno rispetto a quelle calcolate dalle attuali tabelle nutrizionali.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Il rischio di artrite reumatoide diminuisce con l’assunzione di Omega-3

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PESCE MARE ABISSO PROFONDITA NUOTARE PESCA PESCARE CUCINA DIETA CIBO CARNE PROTEINE GRASSI OMEGA 3Un nuovo studio ha dimostrato che una dieta nella quale abbondi pesce ricco di acidi grassi protegge dall’artrite reumatoide. Una regolare assunzione di acidi grassi Omega-3 all’interno della propria dieta si associa ad un 35% di probabilità in meno di contrarre l’artrite reumatoide nel breve termine, arrivando fino ad una diminuzione del rischio di oltre il 50% in caso di consumo prolungato di Omega 3, che si trovano in grande quantità in pesci grassi quali il salmone e lo sgombro.

“L’analisi indica un ruolo potenzialmente importante degli acidi grassi polinsaturi a catena lunga Omega-3 nell’eziologia dell’artrite reumatoide e suggerisce che l’osservanza di alcune regole alimentari relative all’assunzione di pesce possono generare benefici rispetto al rischio di artrite reumatoide” hanno concluso gli autori. I risultati si allineano a quelli di un altro studio nel quale si evidenziava una riduzione del 20% del rischio di artrite reumatoide tra gli uomini e le donne che dichiaravano di mangiare almeno una porzione di pesce grasso al mese.

Fino ad ora però gli integratori a base di olio di pesce erano considerati l’unica fonte di omega 3 chiaramente associata ad un ridotto rischio di artrite reumatoide mentre gli studi sulle fonti alimentari di omega 3 avevano prodotto risultati variabili. Ora questo studio indica che un’elevata assunzione, superiore a 0,21 grammi al giorno di omega-3 direttamente dal pesce, è associata ad una riduzione statisticamente significativa del rischio di artrite reumatoide. Lo studio è stato supportato dal Swedish Research Council e dal Karolinska Institute http://ard.bmj.com/content/early/2013/07/25/annrheumdis-2013-203338.short

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Bambini: meno dormono e più mangiano

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SUPERMERCATO MARKET CIBO SPESA CIBO CARRELLO COMPRARE ETICHETTA ALIMENTI DIETA FAMIGLIA FIGLI GENITORI BAMBINIAltro che cibi fast food, super-porzioni a tavola e troppe bibite dolci. Questa volta a finire sul banco degli imputati per l’obesità infantile c’è la mancanza di sonno. Chi dorme meno mangia di più, e viceversa. Uno studio condotto da Chantelle Hart, del Centro di ricerca sull’obesità della Temple University di Philadelphia, pubblicato su ‘Pediatrics’, ha esaminato l’impatto del sonno sui comportamenti alimentari dei bambini.

Lo studio ha coinvolto 37 bambini di 8-11 anni. Per la prima settimana i bambini sono stati invitati a dormire come al solito, poi, durante la seconda settimana alcuni hanno ridotto e altri allungato il sonno rispetto alle loro abitudini, mentre nella terza e ultima settimana di studio si sono invertite le parti. Durante la settimana in cui i bambini hanno aumentato il loro sonno, hanno anche finito per consumare una media di 134 calorie in meno al giorno, pesavano circa 250 grammi in meno e avevano a digiuno livelli più bassi di leptina (l’ormone responsabile del senso di fame) rispetto alla settimana di sonno ridotto.

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Arriva il week end: il momento della settimana in cui assumiamo più calorie

MEDICINA ONLINE GELATI DOLCI CALORIE GRASSO DIETAIl week end si avvicina e milioni di italiani alle prese con la dieta “post-ferie”, grazie alla quale sperano di buttare giù i chili acquistati durante le vacanze, si lasceranno tentare dalle ritrovate cene del sabato sera in città e i classici pranzi della domenica, interrotti d’estate, ma un “must” appena si torna alla routine. Risultato: gli sforzi fatti dal lunedì al venerdì per perdere peso verranno vanificati. Già, perchè un sondaggio inglese ha scoperto che durante il fine settimana si può arrivare ad assumere l’incredibile cifra di 10 mila calorie. La metà di quello che dovrebbe essere l’intero introito energetico settimanale. Concentrato in soli due giorni.

E non sono poche le persone che, almeno Oltremanica ma certamente anche in Italia, confessano di farsi tentare dalle abbuffate del sabato e della domenica, evidenzia il Daily Mail on line: dal sondaggio commissionato da una marca di integratori alimentari risultano i tre quarti degli intervistati. Se normalmente un uomo dovrebbe assumere 2.500 calorie e una donna 2.000, nel week end, il 57% dei maschi consuma regolarmente 10.000 calorie, distribuite in questo modo: 3.500 calorie nella notte di venerdì e di sabato (per un totale di 7.000) fra cene e drink, e 3.000 calorie di domenica.

Lo stesso fanno le donne: il 46% arriva al record delle 8.000 calorie in un fine settimana. La distribuzione è però diversa: 2.500 calorie la notte del venerdì, 3.500 calorie di sabato e ‘solo’ 2.000 calorie di domenica, perché fra le rappresentanti del gentil sesso entra in gioco il fattore ‘senso di colpa’. Il più grande pericolo nel fine settimana sembrano essere però gli spuntini tra i pasti: l’indagine ha rilevato che molti trascorrono il sabato sera davanti alla tv con le loro famiglie, cosa che unisce la sedentarietà al consumo di patatine e biscotti. Insomma, la dieta ‘5:2’ sta diventando sempre più popolare: limitiamo il consumo di cibo per 5 giorni e poi ci lasciamo andare gli altri due.

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I giovani italiani sono più in forma dei loro genitori

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO BAMBINI SPORT CALCIO ATTIVITA FISICA GINNASTICAMentre il luogo comune vuole che i giovani mangino male, e non conoscano i principi di una sana alimentazione, sono invece molto più in forma dei loro padri e delle loro madri Secondo un’indagine dell’Osservatorio Nestlè-Fondazione ADI, infatti, il 66 per cento dei ragazzi italiani tra i 16 e i 34 anni è normopeso, contro il 44,6 per cento delle persone tra i 45 e i 65 anni. I dati sono stati presentati oggi a Lecce in occasione del XV Corso Nazionale ADI (Associazione di Dietetica e Nutrizione clinica).

Lo studio, spiegano i suoi responsabili, ”rappresenta una delle più complete analisi sulle abitudini alimentari e sullo stato di forma fisica della popolazione italiana: in questa edizione ha raggiunto oltre 8 mila partecipanti, per un totale di oltre 43 mila interviste in 5 anni”. Secondo l’Osservatorio ”continua il trend positivo iniziato lo scorso anno, con una percentuale stabile al 54% di coloro che risultano normopeso. Ancora alta, invece, la percentuale delle persone in sovrappeso (30%) mentre risulta leggermente in calo rispetto al passato la percentuale degli obesi, che è del 13%: erano il 16% nel 2010”.

“Abbiamo l’impressione – commenta Giuseppe Fatati, presidente Fondazione ADI e coordinatore scientifico dello studio – che le tante iniziative di sensibilizzazione ai corretti stili di vita comincino ad avere qualche successo. Purtroppo le buone abitudini sembrano limitate ai più giovani e non coinvolgono proprio le persone più a rischio, in relazione all’età, di malattie metaboliche e patologie cardiovascolari. I giovani cominciano a dare il buon esempio; la speranza è che questo trend possa in tempi brevi coinvolgere anche i meno giovani”. Un altro dato ”incoraggiante” dello studio è la diminuzione degli italiani sedentari (31% rispetto al 35% dello scorso anno); sono in aumento invece le persone che saltano i pasti (29%, contro il 26% del 2012), e in diminuzione le persone che fanno un pasto completo: ”Quest’anno sono il 15% del campione, contro il 23% dello scorso anno”. La cena, comunque, è vista quasi da tutti come un momento casalingo (93%), e da trascorrere con la famiglia e gli amici (86%).

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Cosa c’è nel tuo hot dog?

Vi siete mai chiesti cosa c’è nel vostro hot dog e come è stato creato? Vi invito a guardare questo video, è in inglese ma non serve essere laureati in lingue per capirlo: le immagini valgono più di mille parole!

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