Arriva dalla European Respiratory Society un allarme che potrebbe far barcollare tutte le nostre certezze sullo yogurt, un alimento sempre più consumato e consigliato.
E non parliamo del suo consumo nelle diete dimagranti, ma durante la gravidanza, quando l’alimentazione diventa fondamentale anche per il nascituro, così come un aumento proporzionato del peso.
I benefici dello yogurt in gravidanza sono davvero molti, ma durante il congresso annuale dell’European Respiratory Society, tenutosi ad Amsterdam, è stata messa sotto accusa una particolare tipologia di yogurt, quello magro, il light, perché secondo uno studio di Harvard potrebbe accrescere il rischio che il bebè soffra di allergie e asma.
Dopo aver analizzato prima il regime alimentare di 62mila future mamme olandesi, e poi la salute dei loro figli giunti al settimo anno di età, i ricercatori hanno scoperto che se una donna in gravidanza eccede nel consumo di yogurt light, il rischio che il nascituro sviluppi fenomeni allergici aumenta di circa l’1,6%.
Anche se gli scienziati ipotizzano che siano i nutrienti non grassi a essere coinvolti nella sensibilizzazione del nascituro allo sviluppo di allergie, si tratta, tuttavia, di una teoria ancora in fase sperimentale che dovrà essere approfondita con ulteriori studi.
“Questo – spiega Ekaterina Maslova, a capo della ricerca – è il primo studio su questo tipo di collegamento tra l’assunzione di yogurt magro durante la gravidanza con un aumento del rischio di asma e rinite nei bambini. Ciò potrebbe essere dovuto a una serie di ragioni e continueremo a verificare se è legato a determinate sostanze nutritive o se le persone che avevano mangiato yogurt regolarmente abbiano uno stile di vita simile e abitudini alimentari che potrebbero spiegare l’aumento del rischio di asma“.
Intanto restano molti i benefici che derivano da un regolare consumo di yogurt in gravidanza: meno gonfiore addominale, aiuto contro la stipsi, meno accumulo di chili, presenza delle vitamine k e B e di calcio.
Allora che fare? L’impatto della dieta di una donna incinta sulla salute del suo bambino continua a essere ancora dibattuto, ma resta difficile valutare come particolari aspetti della dieta della donna durante la gravidanza incidano sul rischio di sviluppare allergie e asma.
Certamente è importante seguire una sana dieta equilibrata, soprattutto durante la gravidanza, quando è consigliabile discutere preventivamente eventuali cambiamenti drastici nella dieta con il ginecologo di fiducia.
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Il riso non è vietato in modo assoluta ai diabetici, tuttavia è un alimento ad alto indice glicemico, quindi – come avviene con tanti altri cibi – il paziente diabetico deve stare attento alle quantità di assunzione e a non consumare nello stesso pasto altri cibi a contenuto di carboidrati; preferibile il riso integrale.
Il linfoma non Hodgkin è un tumore che nasce nel sistema linfatico e si sviluppa dai linfociti, cellule presenti nel sangue e nel tessuto linfatico di linfonodi, milza, timo, midollo osseo, tonsille e altre piccole aree dell’organismo. Invece di combattere le malattie, i linfociti (linfociti B o linfociti T) si accumulano nei linfonodi e in altri organi. Il linfoma non Hodgkin ha un’incidenza di 5 volte maggiore rispetto al linfoma di Hodgkin, e il 95% dei pazienti colpiti da questa malattia sono adulti. Sono state identificate almeno 30 forme diverse di questo tipo di tumore.
Il linfoma di Hodgkin può colpire tutte queste parti del corpo e poi diffondersi ad altri organi. Nel linfoma di Hodgkin, le cellule del sistema linfatico (chiamate linfociti B) crescono in modo anormale e possono accumularsi sia nel sistema linfatico stesso che in altri organi. Con il progredire della malattia, viene compromessa la capacità dell’organismo di combattere le infezioni.
Il linfoma è una malattia del sistema linfatico, cioè dell’insieme di tessuti che hanno la funzione di difendere l’organismo dagli agenti esterni e dalle malattie. Questo sistema comprende i linfonodi, la milza, il timo, il midollo osseo e altre piccole aree dell’organismo. I linfomi fanno parte del più ampio gruppo di neoplasie dei tessuti linfoidi (linfociti T e B e loro precursori). A livello mondiale si stima che attualmente vi siano circa 600.000 linfomi all’anno con circa 300.000 decessi. I linfomi costituiscono il 4% di tutti i tumori e ciò li rende la settima forma più comune tra gli adulti, nei bambini sono il terzo tumore più comune.
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E’ difficile trovare un uomo del tutto soddisfatto delle dimensioni del proprio pene; ed anche a chi è sicuro di avere delle buone misure – se fosse possibile – farebbe comodo avere “quel centimetro in più”. Per tale motivo una domanda che mi sento rivolgere da molti pazienti maschi è:
Tutti noi abbiamo bisogno di mandare il cervello in vacanza. Una recente ricerca commissionata da Expedia sostiene che l’80% dei lavoratori si sente stressato sul posto di lavoro e dimostra che sia la mente che il corpo hanno bisogno di staccare di tanto in tanto. Una pausa consente, infatti, di tornare in pista più carichi, lavorare più proficuamente, vivere in armonia con coloro che ci circondano, potenziare le attività cerebrali ed abbassare il livello di stress. Vediamo le 12 principali ragioni, provate scientificamente, per mandare il cervello in vacanza.