Sono incinta: da quando si percepiscono i movimenti fetali?

MEDICINA ONLINE VAGINA DONNA BACIO SESSULITA GRAVIDANZA INCINTA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY OMOSESSUAANSIA DA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE FRIGIDA PAURA FOBIA TRADIMENTOQuando vengono percepiti i movimenti del feto durante la gravidanza? Generalmente la percezione dei movimenti del bambino nel grembo materno iniziano ad essere percepiti dalla madre a partire dalla ventesima settimana (cioè dal quinto mese) anche se il realtà il feto si muove già precedentemente ma i suoi movimenti sono difficili da individuare, specie se la madre è alla prima gravidanza: le donne che si trovano alla seconda gravidanza tendono infatti a percepire i movimenti del bambino in anticipo rispetto alla prima gravidanza, poiché riconoscono già la sensazione.

Indicativamente si individua la ventesima settimana come punto di riferimento per l’inizio della percezione materna dei movimenti fetali, quando il bambino comincia a spingersi con i piedi contro la parete uterina.
Talvolta la percezione di quello che può essere un movimento è invece confusa con il singhiozzo, momento che la madre avverte come un sussulto ritmico, senza però sentire altri movimenti degli arti.

Alla fine del quinto mese la madre comincerà a sentire il bambino che si muove, e i movimenti saranno poi ben più chiari e definiti a partire dall’ultimo trimestre; naturalmente ogni bambino ha il suo modo di spostarsi, sarà dunque più o meno attivo e il movimento potrà essere concentrato in determinati momenti della giornata. La presenza dei movimenti è importante poiché denota benessere, al contrario se il bambino sta fermo può voler dire che può è in difficoltà. In ogni caso è da tener presente che il feto alterna sonno e veglia ogni 20 minuti.

La percezione dei primi movimenti è data anche dal ritmo di vita della donna, dalla capacità di saper ascoltare il suo corpo. Chi ha una vita estremamente attiva ha meno tempo a disposizione per il relax e lo stress può portare ad una contrazione del muscolo uterino, rendendo difficile la percezione del feto.

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Pubalgia acuta e cronica: cause, gravità, sintomi, esercizi e rimedi

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Con il termine “pubalgia”, nell’uso comune, si intende una sindrome dolorosa generica che può interessare la regione del basso addome, l’inguine e la zona interna delle cosce. Le cause di una pubalgia possono essere molto diverse e spaziano da patologie tendinee o muscolari, ossee o articolari fino a quelle di tipo infettivo e tumorale; tuttavia con Continua a leggere

SSRI: uso di antidepressivi in gravidanza ed allattamento

MEDICINA ONLINE VAGINA DONNA BACIO SESSULITA GRAVIDANZA INCINTA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY OMOSESSUAANSIA DA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE FRIGIDA PAURA FOBIA TRADIMENTOGli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (noti anche con la sigla abbreviata SSRI, dall’inglese selective serotonin reuptake inhibitors) sono una classe di psicofarmaci che rientrano nell’ambito degli antidepressivi.

Gravidanza ed allattamento

L’uso di SSRI in gravidanza è associato ad un aumento del tasso di aborti spontanei del 70% ed un generale aumento della possibilità di parto pre termine. Una analisi sistematica di studi ha evidenziato come l’assunzione di SSRI in gravidanza porti ad un amento del rischio di malformazioni del feto comprese tra il 3% ed il 24% mentre non ha trovato evidenze di un aumento del rischio di difetti cardiovascolari. Raramente i neonati la cui madre ha assunto un SSRI specie negli utlmi mesi di gravidanza, possono soffrire di Ipertensione Polmonare Persistente, una sindrome che causa un anomalo aumento della pressione sanguigna nei vasi polmonari del neonato con conseguente diminuzione dell’efficienza di ossigenazione. Questa condizione è associata con un aumento del 25% dei casi di deficit neurologico a lungo termine.

I neonati di madri che assumevano SSRI nel corso della gravidanza possono soffrire di una forma di sindrome di astinenza che consiste in una serie di sintomi neurologici, gastrointestinali, respiratori ed endocrini che tendono a risolversi autonomamente nel giro di qualche giorno.

Secondo una review di studi del 2015 ci sono indicazioni di come l’esposizione del feto ad un SSRI possa portare ad un aumentato rischio di autismo mentre uno studio del 2016 indica come ci sia un aumento dei casi di depressione negli adolescenti. Studi su animali hanno trovato che l’esposizione prenatale ad un SSRI altera il comportamento sessuale nella prole, tuttavia non è noto se tali risultati possono essere traslati all’uomo. L’attuale letteratura medica considera alcuni SSRI, come Sertralina e Paroxetina, sicuri durante allattamento.

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Differenza tra placenta anteriore, posteriore e laterale: cosa cambia

MEDICINA ONLINE DONNA GRAVIDANZA INCINTA PANCIA ANATOMIA IMMAGINI FETO BAMBINO BIMBO POSIZIONE PODALICO ESERCIZI MANIPOLAZIONE GINECOLOGO OSTETRICOLa placenta è la barriera di protezione che la natura ha ideato per il feto, è un organo che cresce insieme al piccolo durante i nove mesi di gravidanza. Quest’involucro ha molte funzioni: porta ossigeno ed elimina anidride carbonica, nutre la creatura per tutto il tempo di gestazione, fa passare gli anticorpi della madre, si prende cura di lui fornendo tutto quello di cui ha bisogno. Spesso le future mamme hanno dubbi in merito alla posizione di questa sacca, soprattutto sulla differenza tra placenta posteriore e placenta anteriore

Durante le visite mediche di controllo il ginecologo verifica questa diversità, che dipende principalmente dalla posizione dell’organo, infatti si parla di placenta posteriore quando si trova tra la schiena della madre e il feto, mentre la placenta anteriore è tra la pancia e il bambino. Entrambe le situazioni non provocano alcun problema né durante la crescita del piccolo né al momento del parto e non influiscono sulla salute della gestante e della sua creatura. La placenta può inserirsi in vari punti dell’utero: può trovarsi adesa sul fondo (che, contrariamente a quel che sembrerebbe, è la parte dell’utero posta in alto), inserirsi sulla parete uterina posteriore – che è la parte più vicina alla colonna vertebrale – o su quella laterale, sul lato destro o sinistro; oppure può assumere posizioni intermedie, ad esempio l’impianto può essere localizzato in parte anteriormente o posteriormente e poi estendersi su uno dei due lati, dando origine a definizioni tipo placenta antero-laterale destra o postero laterale sinistra.

La crescita della placenta anteriore o della placenta posteriore dipende da dove viene impiantato l’embrione e le differenze, oltre alla posizione, si possono trovare in piccoli dettagli, ma non c’è una situazione migliore dell’altra. Molte mamme confermano che se si trova vicino alla schiena i movimenti del bambino si percepiscono prima oppure, in caso di cesareo, è meglio che la placenta sia posteriore perché è più comodo peri medici effettuare l’operazione.

In generale anche se tale questione non suscita alcuna preoccupazione è importante conoscere la posizione di questo involucro, soprattutto se la mamma si sottopone all’esame dell’amniocentesi, in modo tale da continuare a proteggere il bambino durante tutta la gravidanza fino alla fase finale, quando avverrà l’espulsione della placenta.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Posso mettere incinta una donna dopo una vasectomia?

MEDICINA ONLINE VAGINA DONNA BACIO SESSULITA GRAVIDANZA INCINTA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY OMOSESSUAANSIA DA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE FRIGIDA PAURA FOBIA TRADIMENTOLa vasectomia è un intervento chirurgico che rende l’uomo sterile, cioè non in grado di mettere incinta una donna. Solitamente è considerata efficace come la sterilizzazione femminile, ma più semplice, più sicura e meno costosa.

Come si pratica?
La vasectomia blocca chirurgicamente i piccoli condotti, chiamati dotti deferenti, attraverso i quali in condizioni normali passano gli spermatozoi prodotti dai testicoli, che, unendosi al plasma seminale prodotto da prostata e vescicole seminali, forma il liquido seminale (lo sperma). La vasectomia ha quindi l’effetto di rendere lo sperma virtualmente libero dagli spermatozoi.
Dopo aver anestetizzato lo scroto ed aver praticato una o due piccole aperture sulla sua superficie, il chirurgo recide i due dotti deferenti e ne asporta una piccola sezione; vengono poi chiusi uno od entrambi i margini del taglio con punti di sutura o con altre tecniche e, se necessario, viene suturata anche l’apertura (o le aperture) nello scroto. Esiste un’altra tecnica, detta vasectomia senza bisturi, che si basa su piccoli fori nello scroto e non necessita di punti di sutura. L’intervento chirurgico di solito dura meno di mezz’ora e nella quasi totalità dei pazienti non richiede degenza postoperatoria. Nella maggior parte dei casi si ha una completa guarigione in meno di una settimana.

E’ possibile mettere incinta lo stesso una donna?
La vasectomia è molto efficace come metodo contraccettivo, tuttavia la gravidanza è possibile anche dopo l’intervento, pur se perfettamente riuscito, ed anche a distanza di molti anni. Si stima che 15 coppie su 10.000 abbiano un figlio durante il primo anno successivo alla vasectomia. La possibilità di gravidanza è più probabile negli anni immediatamente successivi all’intervento e diminuisce col tempo.

Come è possibile?
Una vasectomia può fallire se i dotti deferenti non sono stati bloccati completamente durante l’intervento. Alcune volte le estremità tagliate del dotto si uniscono da sole, o un’apertura si allarga in modo tale da far passare lo sperma. Una gravidanza può anche accadere se una coppia non usa qualche altro genere di limitazione delle nascite subito dopo l’intervento, fin quando un controllo dello sperma non dimostri che l’uomo è davvero diventato sterile grazie alla vasectomia.

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Differenza tra parto naturale, indotto e pilotato

MEDICINA ONLINE PARTO GRAVIDANZA NATURALE CESAREO DIFFERENZE CHIRURGIA FOTO WALLPAPER PICTURE UTERO CHIRURGO OPERAZIONE RISCHI VANTAGGI VANTAGGI ALLATTAMENTO MADRE FIGLIO NEONATO MORTAìIl parto naturale è quello che avviene spontaneamente: inizia in modo del tutto naturale, senza dover ricorrere a farmaci, tuttavia ciò non si verifica sempre. Ci sono delle condizioni in cui l’induzione al travaglio è inevitabile, cioè in tutti quei casi in cui ci sia un pericolo per la salute della madre o del bambino, risolvibile con l’espletamento del parto.

Parto indotto
Il parto indotto si verifica quando il medico somministrano dei farmaci specifici per avviare il travaglio: questi farmaci stimolano in modo artificiale le contrazioni. Se si ricorre al parto indotto la mamma e il bambino vanno monitorate in modo costante, anche la somministrazione dei farmaci verrà fatto sotto stretto controllo da parte dei medici. In caso di parto indotto si usa farmaci a base di prostaglandine, che sono delle sostanze naturali prodotte dall’organismo, ma che la donna non riesce a produrre e quindi il travaglio non parte, la prostaglandine si somministra sotto forma di gel o candelette che si introducono nella vagina ogni 6 o 12 ore circa 2/3 volte. Il loro compito è ammorbidire il collo dell’utero in modo che si dilati dando il via alle contrazioni.

Parto pilotato
Si parla di parto pilotato quando il travaglio è già iniziato ma le contrazioni sono deboli e non costanti e di conseguenza non vi è un’adatta dilatazione della cervice uterina, in questo caso il ginecologo può prendere la decisione di pilotare il parto somministrando dei farmaci specifici che permettono di regolare le contrazioni e il travaglio. Si ricorre al parto pilotato solo se il travaglio è già iniziato naturalmente ma essendo le contrazioni deboli c’è bisogno di un aiuto per diminuire i tempi. In caso di parto pilotato si utilizza l’ossitocina, un ormone prodotto dall’ipofisi che serve per provocare le contrazioni. Viene somministrata per via endovenosa con delle flebo. In entrambi i casi è importante che la mamma e il bambino siano tenuti sotto stretta osservazione, monitorando la pressione e la frequenza cardiaca, viene tenuto sotto controllo anche il liquido amniotico in caso abbia tracce di sangue o di meconio.

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E’ possibile rimanere incinta in menopausa?

MEDICINA ONLINE DONNA GRAVIDANZA INCINTA PANCIA ANATOMIA IMMAGINI FETO BAMBINO BIMBO POSIZIONE PODALICO ESERCIZI MANIPOLAZIONE GINECOLOGO OSTETRICOLa menopausa è l’evento fisiologico che corrisponde al termine del ciclo mestruale e quindi dell’età fertile della donna: le ovaie non producono più follicoli ed ormoni estrogeni.

Quando si verifica la menopausa?
La menopausa spontanea, o fisiologica, si verifica normalmente in un periodo che oscilla tra i 45 ed i 50 anni.

E’ possibile rimanere incinta in menopausa?
Non è possibile se si tratta di vera menopausa; nel dubbio – prima di avere rapporti non protetti – chiedete consiglio al vostro medico. E’ invece possibile una gravidanza durante la premenopausa.

Premenopausa, postmenopausa o perimenopausa
Il termine premenopausa indica il periodo precedente l’ultima mestruazione; postmenopausa indica il tempo successivo l’ultima mestruazione. Per perimenopausa intendiamo un periodo più esteso rispetto alla premenopausa, che si esaurisce dopo un anno all’atto della menopausa.

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Gravidanza: è possibile viaggiare e prendere l’aereo o fa male al bimbo?

MEDICINA ONLINE GRAVIDANZA INCINTA PRENDERE AEREO AEROPLANO VIAGGIARE VACANZE ESTATE VIAGGIO MALE BIMBO BAMBINO FETO PRESSIONE LIQUIDO AMNIOTICO AMNIOS.jpgLa gravidanza non è una malattia. Se la futura mamma se la sente, quindi, nulla che vieta che possa viaggiare e muoversi durante i nove mesi limitandosi a prendere solo qualche precauzione:

  • evitare i paesi in cui siano richieste particolari vaccinazioni;
  • evitare di stancarsi eccessivamente durante i viaggi sottoponendo il fisico a uno stress eccessivo:
  • in caso di viaggi in paesi esotici o, comunque, con condizioni igieniche diverse dalle nostre, porre molta attenzione ai cibi e bere solo acqua imbottigliata o bibite industriali;
  • fare attenzione agli sbalzi di temperatura, utilizzare sempre un cappellino per evitare colpi di calore ed evitare le attività estreme e le località eccessivamente isolate (campeggiare nella giungla con il pancione non è necessario!);
  • durante i lunghi spostamenti in macchina, effettuare diverse pause durante il tragitto per sgranchire le gambe e rimettere in moto la circolazione.

Posso viaggiare in aeroplano o fa male al bambino?
Al contrario di quello che dicono molte leggende metropolitane, l’aereo è uno dei mezzi di trasporto più indicati durante i nove mesi. Nessuna controindicazione, quindi, a volare a meno che ci siano chiare indicazioni mediche (per esempio, per chi soffre di trombosi, problemi di circolazione e problemi cardiaci). In linea di massima, le compagnie aeree accolgono donne in gravidanza fino alla 36° settimana di gestazione. Ma è bene sempre informarsi, prima di partire, per conoscere in merito le indicazione del vettore con cui si dovrebbe volare. A ogni modo, per evitare problemi, si consiglia, soprattutto dal sesto mese in poi, di portare sempre con sé il certificato medico firmato dal proprio ginecologo che attesti il buono stato di salute e il nulla osta a volare.

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