Curare la disfunzione erettile (impotenza) con l’esercizio fisico e l’alimentazione

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO VERDURA CIBO VEGETALI DIETA DIMAGRIRE CUCINAAlcuni tipi di disfunzione erettile (quella che una volta veniva chiamata “impotenza”) possono essere curati con l’esercizio fisico e una buona alimentazione: lo hanno scoperto un gruppo di ricercatori della East Carolina University guidati dal dottor Christopher Wingard in uno studio pubblicato su American Journal of Physiology. L’esercizio aerobico sembra però poter curare solo la disfunzione erettile maschile che viene causata da una scorretta alimentazione: i dati emersi dallo studio su un modello animale hanno messo infatti in evidenza la stretta correlazione fra il cibo spazzatura, l’esercizio aerobico e la capacità erettile. I ricercatori infatti hanno sottoposto per 12 settimane un gruppo di topi a una dieta ricca occidentale con cibo spazzatura ricco di zuccheri e grassi. L’altro gruppo ha invece seguito una dieta sana e durante il periodo di osservazione metà degli animali sono stati sottoposti a esercizio fisico. I risultati hanno dimostrato che i topi che avevano seguito la dieta “occidentale” ricca di cibo spazzatura e che non avevano praticato l’esercizio fisico avevano sviluppato una disfunzione erettile presentando arterie coronarie poco elastiche. Al contrario i topi che pur avendo seguito la stessa dieta avevano praticato l’esercizio fisico non presentavano disfunzione erettile rifuggendo i problemi alle arterie.

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Migliora le tue prestazioni sessuali con zafferano, ginseng e banane

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMO (9)I ricercatori dell’Università di Guelph (Ontario, Canada) hanno messo a paragone centinaia di ricerche sulle sostanze afrodisiache per comprenderne l’effetto sulla funzionalità sessuale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Food Research, sostiene che tra i rimedi naturali per aumentare il desiderio, l’aggiunta di ginseng e zafferano (ma anche banane, asparagi e fichi) alla dieta è il più efficace perché agisce come un “turbo” sulla libido. Il ginseng contiene ginsenosidi che migliorano le performance fisiche, donano all’organismo energia e vitalità e sembrano essere direttamente responsabili dell’aumento del desiderio sessuale. Sembra inoltre avere effetto sull’asse ipotalamo-ipofisi-ghiandole surrenali, aumentando il livello di corticosteroidi nel circolo sanguigno. Lo zafferano è in grado di risvegliare i sensi: migliora la circolazione del sangue e favorisce il riscaldamento delle mucose aumentandone la sensibilità. Una ricerca condotta parallelamente da Ashleymadison.com, promuove altri dieci ingredienti afrodisiaci: asparagi, banane, fichi, ravanelli, vaniglia, tartufo, cioccolato, champagne, caviale e ostriche.

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Esercizi di Kegel: allena il muscolo pubococcigeo per aumentare potenza sessuale ed eiaculazione

Sono definiti esercizi di Kegel, dal nome del dr. Arnold Kegel, che li ha ideati, delle semplici contrazioni volontarie attuate per esercitare i muscoli del pavimento pelvico, più precisamente il muscolo pubococcigeo. Questi esercizi vengono utilmente prescritti da medici in caso di incontinenza urinaria, ma sono ottimi per contrastare la disfunzione erettile (quella che una volta veniva chiamata impotenza) e l’eiaculazione precoce. Imparare a governare il muscolo pubococcigeo ti permetterà di aumentare il piacere nel rapporto regalando addirittura erezioni ed eiaculazioni più potenti.

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Allenare il tuo muscolo pubococcigeo

1) Trova il tuo muscolo pubococcigeo

Il muscolo pubococcigeo forma il pavimento della cavità pelvica e si estende, formando una specie di amaca, dall’osso pubico all’osso sacro (vedi immagine).

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Gli uomini possono individuare grossolanamente la posizione del muscolo pubococcigeo mettendo due dita subito dietro ai testicoli (in pratica tra lo scroto e l’ano). Per individuarlo prova questo semplice esercizio che puoi effettuare anche subito, anche se sei a lavoro (nessuno se ne accorgerà!): prova a fare finta di urinare, poi cerca di fermare improvvisamente il flusso con una veloce contrazione muscolare. Quel muscolo che hai appena contratto per bloccare il flusso virtuale dalla vescica è il tuo muscolo pubococcigeo. Se non riesci ad individuarlo subito, non preoccuparti: la prossima volta che andrai in bagno ad urinare, prova ad interrompere il flusso di urina, poi ricomincia a urinare per poi riprovare a bloccare il flusso. Con questo sistema sono sicuro che riuscirai a localizzare il “misterioso” muscolo!

2) Tendi il muscolo pubococcigeo venti volte

Una volta che hai capito come contrarre volontariamente il muscolo in questione, procediamo con l’allenamento, che puoi praticare ovunque, anche quando sei seduto alla scrivania del tuo ufficio. Per prima cosa cerca di tenere i muscoli delle cosce e dello stomaco rilassati e concentrati solo sul muscolo pubococcigeo, cercando di visualizzare mentalmente la sua posizione all’interno del tuo corpo.  Inizia a contrarlo e cerca di mantenere tale contrazione per uno o due secondi, poi rilassalo. Procedi per dieci volte l’esercizio di contrazione/rilassamento. Ripeti l’intera sequenza tre volte al giorno. Respira normalmente mentre esegui questo esercizio e cerca di evitare di trattenere il respiro.

3) Aggiungi dieci contrazioni molto lente

Appena sarete diventati pratici con l’esercizio precedente – basato sul controllo e sulla reattività del muscolo – potete aggiungere anche questo secondo esercizio, basato sulla resistenza. Esegui delle contrazioni molto lente di cinque secondi e  in maniera graduale fino ad arrivare a contrarre il muscolo pubococcigeo il più possibile. Usa i successivi cinque secondi per rilassare gradualmente il muscolo tornando nella posizione di partenza.

Consigli e avvertenze

Fate attenzione a queti consigli:

  • Poiché gli esercizi del muscolo pubococcigeo coinvolgono movimenti solo interni e le contrazioni sono virtualmente invisibili alle persone intorno a te, puoi eseguirli praticamente ovunque: ad esempio, mentre sei seduto in macchina, in ufficio, all’università o mentre sei a letto.
  • Gli esercizi possono risultare un po’ difficili all’inizio. Sii perseverante e cerca infine di raggiungere, passo per passo, il numero massimo di ripetizioni. Potrebbero volerci alcuni giorni, o anche alcune settimane, per riuscirci.
  • Come ogni altro muscolo, il pubococcigeo può strapparsi o affaticarsi. Se senti dolore o avverti un crampo mentre esegui gli esercizi, fermati immediatamente.
  • L’esercizio del muscolo pubococcigeo è come l’esercizio di qualsiasi altro muscolo. Più ti eserciti e più veloci e di effetto saranno i risultati, ma il concetto più importante è la costanza.

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

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L’uomo costretto ad amputare il pene a causa di un’overdose di Viagra

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PENE SESSO UOMO SCROTO TESTICOLI DISFUNSIONE ERETTILE IMPOTENZAVoleva “impressionare” la sua nuova fidanzata, quindi prima di un rapporto ha ottimisticamente ingoiato una quantità molto elevata del famoso farmaco blu prodotto dall’americana Pfizer, nella speranza di avere un’erezione prodigiosa. Purtroppo non è andata come sperato: i medici sono stati costretti ad amputargli il pene per salvargli la vita. È successo a un colombiano di 66 anni, finito in ospedale dopo aver trascorso giorni terribili con un’erezione prolungata e molto dolorosa a causa del troppo Viagra ingerito.

Secondo quanto riportato dall’Huffington Post e da Colombia Records, i medici del piccolo ospedale di Gigante hanno subito disposto il trasferimento dell’uomo presso una struttura più grande a Neiva, dove gli è stata diagnosticata una “frattura” del pene (cioè la rottura della tonaca albuginea dei corpi cavernosi del pene) associata ai primi sintomi di gangrena. Per salvargli la vita, i medici non hanno potuto fare altro che amputargli il pene, la cui funzionalità era stata irrimediabilmente compromessa dal massiccio afflusso di sangue causato dalla famosa pillola contro la disfunzione erettile.

La triste storia di quest’uomo, che per ovvie ragioni ha chiesto di poter mantenere il proprio anonimato, mi offre l’occasione di ricordare che il “priapismo“, specie se causato dall’assunzione non controllata di medicinali, è una condizione che può portare a danni irreversibili: se non viene trattata entro 24 ore, il pene verrà irrimediabilmente danneggiato, rendendo difficoltose – o impossibili – le future erezioni.

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Priapismo: quando l’erezione dura più di quattro ore

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PENE SESSO UOMO SCROTO TESTICOLI DISFUNSIONE ERETTILE IMPOTENZAIl priapismo è un’erezione patologica del pene, non spontaneamente riducibile, spesso dolorosa, prolungata oltre le 4 ore, persistente anche dopo l’eventuale orgasmo e comunque non necessariamente correlata a stimoli sessuali. Se non viene trattato in tempi utili, il priapismo – oltre a risultare piuttosto fastidioso ed imbarazzante – determina lesioni permanenti ai tessuti del pene, esitando in disfunzione erettile (impotenza). E’ quindi importante che ogni uomo sappia riconoscere quest’emergenza urologica, soprattutto alla luce del sempre più diffuso ed indiscriminato utilizzo, a scopo ricreativo, di farmaci contro la disfunzione erettile (viagra, levitra, cialis, papaverina, alprostadil ecc.). Per il nostro quotidiano angolo culturale vi ricordo che il termine priapismo deriva da Priapo, dio greco della fertilità, figlio di Afrodite, dotato di un membro mostruosamente pronunciato in lunghezza e rigidità. Le varie forme di priapismo vengono suddivise in due grandi categorie: quelle ischemiche o a basso flusso (priapismo venoso) e quelle non ischemiche o ad alto flusso (priapismo arterioso).

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Risveglia il desiderio sessuale con uno dei più potenti afrodisiaci esistenti al mondo: il cioccolato

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO COPPIA AMORE SESSO RAPPORTO INNAMORATIOstriche, aglio, mandorle, peperoncino, anice… Tutti ottimi cibi dagli effetti afrodisiaci (e non dimentichiamoci di fare anche un salto dall’erborista!) tuttavia ognuno di essi ha un sapore particolare che non piace sicuramente a tutti, senza considerare spiacevoli effetti secondari: immaginate di fare l’amore con le labbra gonfie da peperoncino o con l’alito dal retrogusto all’aglio! Invece a mettere d’accordo tutti ci pensa il nostro amato cioccolato: difficile trovare gente a cui non piaccia il suo sapore o che non trovi interessanti i mille giochi in cui lui può diventare co-protagonista sotto le coperte (provate a fare lo stesso con le ostriche)! Come potete vedere dai miei moltissimi articoli che trattano di cioccolato, esso è uno dei miei alimenti preferiti e mi piace consigliarlo a chiunque stia iniziando una dieta. Usandolo nel modo giusto, il cioccolato diventa non soltanto il lato allegro della dieta, ma anche addirittura un nostro potente alleato per dimagrire, specialmente se è fondente. Ma torniamo sul lato “afrodisiaco” della questione.

Iniziamo dal lato più romantico e psicologico: il cioccolato è tradizionalmente un dono di amore, assieme alle rose è considerato come il più importante dono romantico. Vi siete mai chiesti perché a San Valentino ci si regala il cioccolato e non una busta di peperoncino calabrese? I cioccolatini hanno il grande pregio di essere piccoli e potete facilmente porgerli al vostro partner, direttamente nella sua bocca in maniera molto sensuale. Una volta mangiati non è più una questione psicologica: diventa tutto molto chimico: il cioccolato contiene alcune sostanze che potrebbero giustificare l’effetto afrodisiaco come la caffeina, la teobromina e la feniletilamina.

La caffeina non ha bisogno di eccessive presentazioni, agisce come uno stimolante. Se volete saperne di più leggete questo articolo.

La teobromina dal punto di vista chimico è una xantina e come tale svolge azione stimolante del sistema nervoso centrale intervenendo sulle sinapsi. Stimola il muscolo cardiaco e ha effetto vasodilatatore quindi tende a contrastare l’impotenza. Piccola curiosità: la teobromina è il motivo per cui alcuni animali non possono mangiare cioccolata. Essa è infatti un composto tossico ma negli uomini ha una tossicità trascurabile dovuta al fatto che essa viene metabolizzata molto velocemente, invece è altamente tossica per i cani ed i gatti perché tali animali la metabolizzano molto lentamente. Un cane di piccole dimensioni potrebbe intossicarsi letalmente con 50 grammi di cioccolato fondente, un gatto con molto meno.

La feniletilamina è considerata (anche se non esistono delle prove assolutamente certe) una sostanza che migliora lo stato d’animo e che funge anche da anti-depressivo.  Essa è un ormone della classe delle anfetamine che rilascia dopamina nei centri del piacere del cervello: sembra che stimoli sentimenti di eccitazione, attrazione ed euforia.

C’è poi l’anandamide, esso è un neurotrasmettitore che mima gli effetti dei composti psicoattivi presenti nella cannabis, noti come cannabinoidi. Il nome di questo composto deriva dal sanscrito “ananda” e significa “beatitudine interiore”: un ottimo biglietto da visita!

Inoltre il cioccolato contiene triptofano, un amminoacido chiave nell’aumento del livello di serotonina dell’organismo. E come sappiamo bene, la serotonina è il principale neurotrasmettitore per la produzione di piacere e relax. La combinazione di queste sostanze fornisce più energia, accelera il battito cardiaco e rende la persona più predisposta alle relazioni sociali ed al sesso. Il re azteco Montezuma lo aveva capito molto prima degli scienziati: usava bere una bevanda di cioccolata spumosa prima di andare ad incontrare una delle sue mogli. Comunque, ricorda che queste sostanze esplicano i loro effetti quando vengono consumate in piccole quantità: mangiare un kg di cioccolato non ti farà diventare un toro a letto, ma al massimo una pecorella col mal di pancia!

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Meno lavori e più rischi la disfunzione erettile

MEDICINA ONLINE PC COMPUTER WORK TECNOPATOLOGIE DIPENDENZA DA INTERNET WEB SHOPPING ONLINE MASTURBAZIONE PORNOGRAFIA GIOCO D'AZZARDO UFFICIO LAVORO LAVORARE PROGRAMMARE LINGUAGGIO PROGRAMMAZIONE SEX ADDICTMai come in questo momento la canzone “Chi non lavora non fa l’amore” esprime un concetto veritiero: da una ricerca, condotta su maschi di cinque grandi Paesi europei (Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Germania) e’ infatti emerso che chi sta a casa dal lavoro, o lavora senza impegno, ha un più alto rischio di soffrire di disfunzione erettile, cioè quella che una volta veniva chiamata “impotenza sessuale”.

Lo studio, presentato a Riga durante un meeting internazionale che ha visto riunirsi i massimi esperti in Urologia e Andrologia, evidenzia che gli impotenti hanno un tasso di assenteismo del 29%, mentre l’assenteismo di chi e’ sessualmente attivo non supera il 18%.

Emmanuele A. Jannini, professore di endocrinologia e sessuologia all’Universita’ dell’Aquila ci spiega che gli uomini che soffrono di disfunzione erettile mostrano a livello lavorativo una minore produttivita’ rispetto agli uomini senza questo problema. Per questo studio e’ stato utilizzato il Work Productivity and Activity Impairment Questionnaire (WPAI), uno strumento validato, grazie al quale adesso abbiamo uno spaccato “sociale” di questa condizione cosi’ diffusa”. Quindi, piu’ sei forte in amore meno lavori. Ma un elemento accomuna tutti i lavoratori: la crisi. Infatti le difficolta’ economiche e lavorativo producono ansia, depressione e disagio sessuale.

“Il consiglio che devo dare e’ quello di andare dal medico e raccontare la propria disfunzione – precisa Jannini – per ricevere la corretta diagnosi e il giusto aiuto, anche farmacologico. E siccome siamo in tempo di crisi, magari con particolare attenzione anche i costi della terapia”. Lo studio dimostra infine che l’effetto della disfunzione erettile non riguarda solo chi e’ prossimo alla pensione. Sotto i cinquant’anni la percentuale di “tempo lavorativo” perduto e’ prossima al 10%, esattamente il doppio di quanto accade tra chi riesce a far l’amore senza problemi.

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Alcol, testosterone e sessualità: bere troppo può portare a disfunzione erettile

alcol impotenza 2L’alcol è un afrodisiaco?
Molto spesso, dopo aver bevuto una bevanda alcolica, gli uomini (ma anche le donne) sentono un desiderio crescente, insieme ad un’aumentata capacità di soddisfare la propria partner.
Il fatto è che, a volte, piccole dosi di alcol possono avere un effetto disinibente e migliorare le prestazioni sessuali, ma in realtà l’alcol, se viene assunto per lunghi periodi ed in quantità elevate, cronicamente diminuisce il livello di testosterone nel sangue provocando riduzione del desiderio sessuale, difficoltà di erezione, disfunzione erettile (impotenza), calo nella libido, anorgasmia e frigidità, quindi in generale un’inibizione della funzione sessuale.

Poco alcol disinibisce

L’alcol (vino, birra, cocktail, superalcolici…) è un’arma a doppio taglio: dal punto di vista neurochimico l’alcol riduce temporaneamente il controllo che il lobo frontale esercita sui nostri comportamenti istintivi, tra cui quelli sessuali. Questa parte del cervello è fondamentale perché lì “abita”, il controllore dei nostri comportamenti, colui che ci blocca quando vorremmo fare qualcosa che non è d’accordo con la nostra educazione, la nostra cultura, le nostre leggi. L’alcol è come se narcotizzasse lievemente questo censore interno, ed ecco che il comportamento diventa più disinibito: a piccole dosi, l’alcol è considerato un “facilitatore” sociale. Proprio perché, disinibendoci un po’, aumenta la capacità di interagire con il partner, ci rende meno (auto)critici e meno severi, più allegri e più divertenti con tutti. Il problema si presenta quando la quantità di alcol aumenta e tale abuso viene portato avanti per lunghi periodi: in questo caso, infatti, non solo sul momento mettiamo più facilmente in atto comportamenti pericolosi o addirittura antisociali (guida in stato di ebrezza, risse, violenze…), ma anche il nostro desiderio sessuale sul lungo periodo viene frenato e viene inibita la produzione di testosterone, riducendo la funzione sessuale globale. Ciò vale sia per l’uomo che per la donna).

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In che modo l’alcol riduce la funzione sessuale?

Il comando per produrre testosterone è impartito da una ghiandola situata alla base del cervello, detta ipofisi, che utilizza due “aiutanti” per trasmettere gli ordini: l’FSH (ormone follicolo stimolante) e l’LH (ormone luteinizzante). Quando il loro messaggio stimolatorio giunge ai testicoli, dove viene prodotto il testosterone.
L’alcol agisce sia sui testicoli, interagendo negativamente con le Cellule di Leydig; sia a livello dell’ipofisi, inibendo la capacità di produrre l’ormone LH. A livello testicolare, l’alcol interagisce con la membrana esterna delle cellule, ricca di acidi grassi; l’alcol ossida questi grassi, causando la rottura della membrana, e la conseguente morte cellulare; senza cellule di Leydig, il testosterone non può più essere prodotto.
Ma l’alcol agisce anche in un secondo modo: i ricercatori hanno dimostrato che esso inibisce la funzione della proteina Chinasi C, fondamentale per la produzione di LH; l’alcol, inoltre, può legarsi anche con le stesse molecole di LH, riducendo la loro capacità di stimolare la produzione di testosterone.

Leggi anche: Dipendenza da alcol: come fare per smettere di bere alcolici e superalcolici

Meno drink, più ormoni

Non c’è da stupirsi, dunque, dei risultati ottenuti al termine di uno studio condotto nel 2006 dal dott. Marc Walter, che ha dimostrato come il livello di testosterone presente nel sangue di alcuni pazienti in fase di disintossicazione da alcol cresca man mano che aumenta il periodo di astensione dalle bevande alcoliche. In un altro studio, condotto con dose giornaliera di alcol calibrata per il peso (3 grammi di alcol per chilo) è stato osservato un calo del livello di testosterone nel sangue nel giro di pochi giorni. L’assunzione continua di alcol, dunque, causa un’interruzione della produzione di testosterone, riducendo il desiderio sessuale e aumentando, contemporaneamente, il rischio di infertilità e di ipogonadismo. Sia l’esposizione acuta che cronica all’alcol provoca impotenza nell’uomo. Circa il 50% degli etilisti cronici di sesso maschile hanno disfunzione erettile e mostrano segni di femminilizzazione testicolare e ginecomastia (formazione di seno negli uomini).

E se al bere associate il fumo di sigaretta la situazione peggiora! seguite il link.

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