Come resistere alla tentazione di un tradimento

MEDICINA ONLINE COME RICONQUISTARE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE COUPLE WALLPAPER PHOTO HDResistere all’infedeltà coniugale è sicuramente un’impresa abbastanza difficile se le condizioni che favoriscono essa sono numerose ed il rapporto di coppia è arrivato a livelli di contenuto rendimento affettivo. Tuttavia, esistono anche delle situazioni in cui è la tentazione, a dispetto dell’elevato tenore della coppia, ad essere estremamente forte da spezzarla. Nella seguente breve ed esaustiva guida che vi andrò ad enunciare successivamente, vi spiegherò dettagliatamente cosa significa tradire, quali sono le sue cause e come bisogna opporre resistenza alla tentazione di un qualsiasi tradimento fisico.

Assicurati per prima cosa di avere a portata di mano tanta pazienza, forza di volontà, lealtà e maturità. A parole è facile, ma ovviamente nella realtà è tutto più complesso. Dovrete porvi la domanda preliminare “Perché tradiamo?” e la risposta potrebbe essere semplice: per mancanza d’amore, una forte attrazione nei confronti di un’altra persone, la distanza, ripicca oppure un momento di follia. Ciascuna di queste situazioni presuppone una mancanza di forza di volontà, ovvero una specie d’attimo di debolezza: si deve logorare quella vostra parete di fermezza che vi divide dai vostri desideri nascosti prima che essi esplodano. Sebbene molti lo respingano con tutte le loro forze, ciò ad un determinato punto accade: dopodiché, vi ritroverete come travolti da un flusso di desiderio e perderete i punti di riferimento, per cui il tradimento sarà fatto.

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Se desiderate resistere alla tentazione e non essere dei pesci in un mare burrascoso, partite dal presupposto che non esiste modo migliore che tenersi lontani dai social network (soprattutto se l’amore è a distanza), poiché essi potrebbero essere fonte di nuove conoscenze: infatti, se vi sentite in un attimo di debolezza affettiva o forte desiderio extraconiugale, vi conviene limitare i vostri contatti online e lasciare più spazio agli hobby (come la lettura, la scrittura, il canto e/o la pittura), altrimenti è davvero rischioso. Posta questa prima condizione, sarebbe il caso di chiedervi cosa provate veramente per la persona con cui state insieme: sarà molto più saggio interrompere la relazione e non continuarla nonostante l’infedeltà coniugale.

Interrompere una relazione non è facile e probabilmente la principale causa dei tradimenti è quella di essere incapaci di lasciare una persona: infatti, molti tradiscono perché gli risulta più semplice l’atto di tradire piuttosto che l’assunzione della responsabilità che comporta l’atto di porre fine al rapporto coniugale. L’essere umano è decisamente intimorito e schiacciato dal senso di colpa, ma esistono delle colpe segrete digeribili e che consentono alla persona di sentirsi leggera: pertanto, un tradimento nascosto è più leggero di un clamoroso abbandono oppure una tormentosa rottura. Potrà anche sembrare strano, ma un metodo efficacie per non tradire è proprio quello di chiudere la propria relazione mantenendo dei buoni rapporti con l’altro.

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Interrompere una relazione non è facile e probabilmente la principale causa dei tradimenti è quella di essere incapaci di lasciare una persona: infatti, molti tradiscono perché gli risulta più semplice l’atto di tradire piuttosto che l’assunzione della responsabilità che comporta l’atto di porre fine al rapporto coniugale. L’essere umano è decisamente intimorito e schiacciato dal senso di colpa, ma esistono delle colpe segrete digeribili e che consentono alla persona di sentirsi leggera: pertanto, un tradimento nascosto è più leggero di un clamoroso abbandono oppure una tormentosa rottura. Potrà anche sembrare strano, ma un metodo efficacie per non tradire è proprio quello di chiudere la propria relazione mantenendo dei buoni rapporti con l’altro.

Pertanto, se amate e sentite la voglia di tradire, forse sarà il caso chiedervi cosa manca al vostro rapporto coniugale e spendere le vostre forze per portare al proprio interno quanto più di positivo riuscite a trovare. Non è assolutamente facile, ma tradire è un atto che potrebbe farvi peggiorare e portarvi maggiore tristezza di quanta ce n’era prima. Le cose semplici sono quelle che vanno maggiormente apprezzate, per cui non rendete una storia complicata con dei tradimenti, ma lasciatela piuttosto perdere oppure cambiatela in meglio. Ogni istante speso a pensare al tradimento è un momento perso che nessuno vi potrà restituire e, se sarà amore vero quello che provate, onorate quel sentimento senza alcuna riserva. Ciò che rappresenta un valore costituisce una virtù per l’uomo ed è prezioso: pertanto, se avete la fortuna di possedere tale tesoro, lottate per preservarlo anche se i vostri sensi vi mandano verso strade differenti. Se non volete interrompere la relazione, pensateci bene prima di tradire ed ottenere in cambio di giorni, mesi od anni di non totale felicità.

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Come affrontare e superare un tradimento

MEDICINA ONLINE TRADIMENTO 10 UOMINI DA EVITARE RELAZIONE GELOSIA PATOLOGICA NORMALE DIFFERENZE GEALOUS GIRL BOY MAN WOMAN LOVE WALLPAPER AMICIZIA RAPPORTO SESSO TRADIRE FIDANZATI MATRIMONIO MARITO MOGLIE SCOPRIRE HDQuando scopriamo di essere stati traditi dal nostro partner, ci arrabbiamo, soffriamo, ci sentiamo umiliati e ciò che proviamo ci fa perdere lucidità. Queste emozioni non ci permettono di ragionare, di capire i veri motivi che hanno causato il fatto, perché nella maggior parte dei casi il tradimento è il risultato di un’equazione in cui entrambi i componenti della coppia hanno delle responsabilità sia che stiano insieme da tanto tempo che da pochi mesi. Il tradimento è il risultato dell’equazione, non uno dei numeri che la compongono. Come a dire che se un uomo o una donna tradisce il proprio partner c’è sempre un motivo ben preciso e sarebbe ipocrita additare solo il traditore come colpevole. Inoltre, molti decidono di spostare i loro sentimenti di aggressività verso l’altra persona, il terzo incomodo, ma la verità è che molto spesso la colpa principale non è sua, ma di chi vi ha tradito. Le donne in particolare odiano l’amante del compagno, per perdonare lui, bisogna odiare lei. Il motivo è comprensibile, ma di certo vi porterà a non affrontare i reali motivi della vostra crisi e del tradimento. Nei passi a seguire sarà illustrato come superare un tradimento; il punto di vista è femminile, ma le stesse considerazioni e consigli sono validi anche se siete uomini.

In una coppia il tradimento è sinonimo di evasione e rottura di quell’equilibrio che è stato creato quando si è fondato il patto monogamico. Stare con una persona nella cultura occidentale significa avere rapporti fisici e mentali con lei soltanto, non sono previste poligamie e tradimenti. Molti affermano che non è nella natura del maschio avere rapporti con una donna soltanto, ma non si rendono conto che invece fa parte della cultura nella quale sono vissuti, dove la soddisfazione del desiderio deve fare posto alla realtà e quindi sia uomini che donne, se scelgono di stare all’interno di una coppia, devono imparare a dire quei no fondamentali per il rispetto dell’altro e per la salvaguardia del loro rapporto.

Leggi anche: Perché l’uomo tradisce la donna? Dieci uomini raccontano senza censure il loro tradimento

La natura del tradimento porta la coppia ad additare come colpevole chi mette in atto il gesto, ma non tiene conto che l’evasione sessuale è data da un costante senso di insoddisfazione nel rapporto o una costante ricerca narcisistica di piacere agli altri per bisogno di conferme o una ricerca compulsiva di piacere a più persone diverse.
Esistono infatti più tipologie di tradimenti anche se la più superficialmente conosciuta è causata dalla costante insoddisfazione sessuale fra i due partner.

Chi è stato tradito sa bene che spesso è impossibile tollerare un gesto come questo, ma dall’altra parte deve essere consapevole che per superarlo deve rimanere in contatto con se stesso, ma soprattutto con la realtà.
La lucidità paga sempre, la capacità di vivere le proprie emozioni di rabbia, dolore, tristezza e delusione è fondamentale, ma se si vuole superare bisogna capire che il tradimento è nella maggior parte dei casi una disfunzione della coppia. È quindi utile valutare di seguire i passi che vi indicheremo successivamente: vivete le vostre emozioni, soffocare dolore e rabbia non porta da nessuna parte, anzi. Fare finta che nulla sia successo vi porterebbe a esacerbare il vostro risentimento. Evitate di decidere subito: siate capaci di prendervi il vostro tempo per ragionare con calma su quello che volete fare. Evitate la vendetta nei confronti dell’amante, in molti credono di stare meglio, in verità lascia solamente in mano un pugno di mosche e di certo non aiuta il rapporto.

Leggi anche: Tradiscono di più gli uomini o le donne?

Pensate a qualcosa che possa farvi staccare la mente: concedetevi qualche piccola coccola, una giornata di ferie, un massaggio, un regalo. Questo non potrà di certo sostituire il dolore che provate, ma vi darà la possibilità di capire che qualunque decisione vogliate prendere voi valete e vi meritate di stare bene. Uscite con gli amici, non quelli della coppia, proprio i vostri amici e non chiudetevi in casa a pensare a quanto state male, dovete comunque vivere senza rifugiarvi nei vostri pensieri tristi. Evitate di vergognarvi per ciò che è accaduto, non siete voi ad aver sbagliato, ma lui.

Cercate di capire quali sono le problematiche del vostro rapporto e di comprendere quali sono le vostre responsabilità, perché l’altro è sicuramente un fedifrago e ha la maggior colpa, ma il problema vero è nella coppia e nelle sue basi. Il tradimento è il risultato di questo problema. Se avete deciso di affrontare il problema, ma volete aiuto affidatevi a persone competenti quali psicologi o psicoterapeuti esperti nella gestione della coppia. Ogni coppia se vuole può superare una crisi ed anche un tradimento, ma i presupposti dovranno essere buoni, devono essere presenti condivisione di obiettivi, sentimenti e valori morali, perché con questi si può superare tutto, anche un tradimento.

Se sei stato tradito o tradita dalla tua partner o dal tuo partner ed hai bisogno di supporto, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a gestire ed a superare questo brutto momento.

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A che serve l’imene?

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La funzione dell’imene è ancora oggi, non esattamente chiarita; probabilmente è legata alla necessità, per l’uomo preistorico, di essere certi che la prole sia davvero propria e non di un altro uomo.

Dire a cosa serve l’imene ci costringe a parlare dell’evoluzione sessuale della nostra specie. Le strategie sessuali che oggi utilizziamo sono il frutto delle pressioni della selezione naturale anche se le nostre condizioni attuali sono molto differenti da quelle in Continua a leggere

Consigli per smascherare un tradimento

MEDICINA ONLINE CHEATING TRADIMENTO AUMENTARE QUANTITA SPERMA EIACULAZIONE FORZA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA AMORE ANSIA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE PAURA FOBIA.jpgIl tradimento è uno dei principali motivi che possono causare la fine di una relazione sentimentale. Benché possa essere perdonato, molto spesso può creare una rottura insanabile all’interno della coppia perché rende difficile potersi fidare nuovamente del partner. Un tradimento può essere confessato, scoperto oppure rimanere segreto per anni, ma quello che è certo è che costituisce un chiaro sintomo dell’instabilità di una coppia. Se abbiamo qualche dubbio riguardo la fedeltà del nostro partner possiamo provare a seguire questi utili consigli per smascherare un tradimento.

Osservare attentamente il comportamento del partner
Nella maggior parte delle relazioni sentimentali, ma in particolare in quelle di lunga durata, non si presta abbastanza attenzione alle piccole cose, ai gesti quotidiani. Se cominciamo a nutrire dei dubbi riguardo la fedeltà del/la nostro/a compagno/a dovremmo invece imparare ad osservare ogni suo comportamento perché anche la minima variazione di un’abitudine ormai consolidata potrebbe essere sintomo di tradimento. Ad esempio, se il partner comincia inspiegabilmente a riempirci di attenzioni che prima ci riservava solo in occasioni speciali, come regali o gesti particolarmente romantici, ciò potrebbe essere un primo segnale. Così come se di punto in bianco si dimostra particolarmente affabile con i nostri amici o parenti, che prima magari sopportava a malapena. Attenzione però a non esagerare: un ritardo può essere dovuto a mille motivi diversi, non necessariamente ad un tradimento! Meglio indagare bene prima di accusare.

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Controllare le spese
Un altro consiglio per cercare conferma dei nostri dubbi o per metterli a tacere è quello di controllare le spese del nostro partner. Non è un’operazione semplicissima perché dovremmo disporre delle credenziali di accesso per il conto corrente online, da cui naturalmente potremmo vedere tutti i movimenti bancari, comprese le spese con bancomat o carta di credito. Naturalmente se il nostro partner sa che abbiamo libero accesso alle sue operazioni finanziare preferirà certamente usare i contanti, in particolare se ha qualcosa da nasconderci. Dovremmo quindi controllare anche il suo portafogli per tenere monitorato il flusso di banconote, le cui variazioni non giustificate potrebbero costituire un possibile segnale di tradimento. Cerchiamo naturalmente di non trarre conclusioni affrettate ma di tenere monitorata la situazione per un po’.

Spiare telefono e computer
Potrà sembrare una strategia meschina e poco rispettosa, ma controllare i movimenti online del nostro partner è probabilmente il primo passo da fare se pensiamo che ci stia tradendo. Essendo a tutti gli effetti una violazione della privacy andrebbe fatta solo e soltanto quando siamo realmente in dubbio sulla fedeltà del nostro partner. Potremmo approfittare di una sua momentanea assenza per controllare il registro delle chiamate, gli sms e le chat telefoniche. Oppure possiamo sbirciare sul suo pc, andando alla ricerca di e-mail, movimenti sui social network e la cronologia di internet. Non sempre però troveremo informazioni utili: un partner infedele sarà sicuramente anche molto attento a cancellare ogni suo movimento compromettente e proteggerà tutti i suoi dati con password difficili da scoprire.

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Parlare con i suoi amici
Gli amici del nostro partner possono diventare la migliore fonte di informazioni per scoprire un eventuale tradimento, soprattutto se abbiamo con loro un rapporto di confidenza. Dovremmo però stare molto attenti a non porgere loro domande dirette altrimenti capiranno che stiamo nutrendo qualche dubbio circa il nostro partner e si troveranno nella difficile situazione di dover scegliere da che parte stare. In particolare, le donne dovranno tenere a mente che gli uomini tradiranno un loro amico con maggiore difficoltà. Cerchiamo quindi di carpire eventuali incongruenze in modo indiretto, ad esempio riferendoci ad un avvenimento cui il nostro partner ci ha detto di aver partecipato insieme agli amici. Se questo fatto non è mai accaduto non sarà difficile notare un certo imbarazzo tra i presenti.

Cogliere il partner sul fatto
Questo consiglio è stato volutamente lasciato per ultimo perché si tratta del passo finale, che dovrebbe arrivare solo dopo un’attenta riflessione. Cogliere in flagrante il partner infedele è l’unico modo per smascherarlo senza dargli possibilità di negazione, ma si tratta di un’operazione difficile da attuare se non abbiamo la certezza (o quasi) della sua infedeltà. Per coglierlo sul fatto dovremmo sapere esattamente dove, come e quando organizza gli incontri con l’altro/a e per avere tutte queste informazioni sarà stato necessario del tempo. Non possiamo pensare di pedinare il nostro partner al primo dubbio perché rischieremmo di farci scoprire e passare dalla parte del torto, soprattutto se il nostro partner non è colpevole. Può capitare naturalmente che questo capiti per caso, ma si tratta di una situazione molto fortuita ed imprevedibile pertanto non possiamo sperarci troppo.

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“Se tu non mi ami è colpa mia”: i pensieri di una donna che ama un uomo anaffettivo (seconda parte)

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Flebologo Ecografia Vascolare Articolare Medicina Estetica Mappatura Nei Posturale Dietologo Roma  Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Pressoterapia DIECI MOTIVI LITIGARE IN VACANZA COPPIAQuesta è la seconda parte dell’articolo: “Se tu non mi ami è colpa mia”: i pensieri di una donna che ama un uomo anaffettivo

Se sono abbastanza brava, lui mi amerà

La maggior parte di queste storie parte da un presupposto fallace che è la speranza di tantissime donne: quello di poter far innamorare l’altro grazie al proprio amore incondizionato. La donna che vive un amore non corrisposto è convinta che se sarà abbastanza brava, lui supererà la sua fobia dell’impegno e le proporrà  un rapporto duraturo.
Per ottenere questo intento lei giocherà la carta della seduzione presentandosi come la fidanzata ideale (sarà sexy, dolce al punto giusto, materna ma non troppo, allegra e di buon umore poi forte e indipendente per non spaventarlo con le sue richieste).
Per tenerselo ad ogni costo, lei subordinerà i suoi bisogni e desideri a quelli di lui: se per esempio, è arrabbiata per un ottimo motivo (lui non si fa sentire da due settimane) cercherà di mostrarsi tranquilla per  non sembrare possessiva, non correre il rischio di  irritarlo con le sue domande e di farlo scappare. Molto difficilmente un atteggiamento cosi compiacente farà innamorare un uomo, senza contare che ciò non è la base per un rapporto sano, dal momento che la donna sarà costretta a comportamenti che non le appartengono realmente e che porteranno l’uomo a comportarsi sempre peggio: portando la storia in un circolo vizioso che può generare solo distruzione. La donna si terrà dentro tutto il disagio senza parlarne al partner, cioè l’opposto di quello che avviene in una relazione sana: l’amore si basa  sull’autenticità, sul mostrarsi per quello che si è, con i propri pregi e le proprie  debolezze. Invece nei rapporti basati sulla seduzione, lei indossa la maschera della donna perfetta e non può sperimentare la gioia di essere amata nella totalità del suo essere  e di essere apprezzata anche con le sue piccole fragilità ed imperfezioni. Se anche un giorno la donna dovesse iniziare ad essere “onesta”, l’uomo potrebbe comunque “scappare via” dal momento che lei “non è più quella di un tempo”: in questo caso la donna potrebbe addirittura sentirsi colpevole!

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Lo amo per quello che potrebbe essere

La motivazione che spinge una donna a tollerare il disamore del proprio compagno è la fantasia segreta che lui possa cambiare grazie a lei ed alle sue grandi capacità (e qui torna il discorso sulla poca autostima che deve colmata grazie alla “vittoria” di essere riuscite a cambiare il partner). “Non lo amo per come è veramente ma per quello che potrebbe essere”. La caratteristica  principale di molti rapporti  di questo tipo è  che si vivono più nella fantasia che nella realtà. Lei dà molto e in cambio riceve pochissimo ma lo accetta perché considera la relazione come un investimento per il futuro perfetto che l’attende: non valuta il rapporto in base a quello che effettivamente è (cioè inappagante) ma in base a come potrebbe essere se lui si innamorasse.
Sono le fantasie sulla futura disponibilità del partner a tenere le donne legate per anni ad un rapporto umiliante ed insoddisfacente. In genere queste donne si innamorano più del potenziale di un uomo che dell’uomo vero che hanno davanti, ed il rapporto continua anche se questo potenziale non si sviluppa mai.
Il partner viene idealizzato: di lui si vedono solo gli aspetti migliori (ci si concentra sui rari momenti in cui lui è disponibile e affettuoso) e si ignorano i momenti – più frequenti – in cui lui è freddo, insensibile, egoista. Una donna coinvolta in una relazione unilaterale rimane nel rapporto perché spera che lui cambi, si innamori e diventi  un compagno fedele, presente e premuroso. Inutile dire che questo desiderio di cambiare il proprio uomo  chiedendo al partner quello che non può e/o non vuole dare non è amore.
L’amore implica un enorme rispetto per la natura delle persone, invece se io  inizio una storia con l’intento di cambiare l’altro, di farlo diventare più simile a come io lo desiderio significa che non mi va bene cosi come è e di fatto non lo sto amando: in questo tipo di rapporti spesso la donna NON ama.

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Se lui non mi ama, è colpa mia

Una caratteristica comune di questi rapporti è che le donne che ne sono coinvolte tendono ad ignorare a minimizzare a a giustificare i maltrattamenti del partner. Sono incapaci di arrabbiarsi seriamente con il loro uomo: basta che lui sia un po’ gentile con loro che torti plateali vengano subito dimenticati e perdonati. Basta una carezza per annullare decine di schiaffi. Le fughe, i tradimenti, le bugie e gli egoismi dell’amato  vengono  facilmente giustificati perché “lui non è innamorato di quella, è innamorato solo di me, con lei è stata solo l’errore di una notte”.
Dietro a questo amore apparentemente cosi oblativo, si nasconde – ancora una volta – una scarsa stima di sé: le donne con queste  problematiche si colpevolizzano inconsciamente per il cattivo comportamento del partner. Tendono a pensare che se lui le trascura o le tradisce sia perché loro non sono abbastanza attraenti, interessanti e  intriganti per  farlo innamorare.
Non riescono a capire che non sono loro il problema (o comunque non lo sono del tutto): se lui si comporta cosi non è poiché non è innamorato ma perché non è capace di amare e che avrebbe questa difficoltà con qualsiasi donna e in qualsiasi relazione.
Lei legge l’impossibilità  di lui ad amare pienamente come una difficoltà momentanea e superabile, come una temporanea difesa dalla paura di soffrire magari a seguito di altre esperienze sentimentali che non sono andate bene, quando invece  si tratta di una seria difficoltà caratteriale.
Gli uomini che non riescono ad impegnarsi in una relazione hanno spesso marcati tratti narcisistici o problematiche affettive di una certa entità che rendono loro difficile un coinvolgimento amoroso duraturo. Per uscire dal labirinto di questi amori sbagliati, è di fondamentale importanza imparare a spezzare l’equazione:

lui non mi ama perché io non sono amabile

e considerare invece la situazione da una prospettiva più obiettiva:

lui non mi ama perché non può amare a causa delle sue problematiche psicologiche

Ovviamente ciò non deve significare che qualsiasi problema di un rapporto dipendano dall’uomo: in alcuni casi è importante capire se sia stata realmente la donna a portare l’uomo ad allontanarsi, con alcuni comportamenti sbagliati.

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Non è solo lui ad avere paura di amare

Le donne che si legano ad uomini sfuggenti tendono ad avere loro stesse un profondo conflitto verso l’intimità di cui non sono consapevoli. Malgrado desiderino ardentemente un rapporto di coppia stabile e duraturo, si innamorano solo di uomini anaffettivi o che non vogliono impegnarsi e con cui di fatto è impossibile costruire qualcosa mentre scartano partner più disponibili e potenzialmente più adeguati.
Infatti sebbene siano convinte di volere stabilità, una parte di loro teme l’amore.
La maggior parte delle donne  con queste problematiche desidera e teme al tempo stesso una relazione profonda con un uomo perché l’intimità genera in loro aspettative di rifiuto. Inoltre hanno molte paure verso il rapporto di coppia come per esempio la convinzione inconscia che per avere una relazione stabile occorra sacrificare le proprie ambizioni e la propria individualità come ha fatto la propria madre. Queste donne, nei meandri della loro mente, hanno una immagine negativa degli uomini percepiti inconsciamente come egoisti, inaffidabili, interessati solo al sesso e quindi scelgono uomini che indirettamente confermino le loro testarde idee..
In genere una donna che si innamora solo di uomini non disponibili non è consapevole della propria ansia verso i rapporti che proietta sul partner che viene percepito come quello che non si vuole impegnare mentre lei è quella che desidera a tutti i costi un unione stabile. Invece se  lei riesce a diventare consapevole e a contenere le sue ansie relative alla coppia e all’amore, non avrà più bisogno di agirle scegliendo un uomo inafferrabile e /o non disponibile e sarà attratta da una tipologia diversa di uomo.

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Amori infelici : come comportarsi e come superarli?

A tale proposito ti consiglio di leggere questo mio articolo: Uomo anaffettivo: cosa fare e come comportarsi con lui?

Se credi che il tuo partner sia un uomo anaffettivo ed hai bisogno di supporto, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questa situazione difficile.

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Quanto è alto l’uomo più alto del mondo?

MEDICINA ONLINE UOMO PIU ALTO PIU BASSO AL MONDO PHOTO Turkey's Sultan Kosen, who stands 2.51 metres tall, met with Chandra Bahadur Dangi from Nepal, who measures up at 55 centimetres tall.jpgAl momento l’uomo più alto del mondo riconosciuto dal Guinness World Record è Sultan Kösen, alto ben 251 cm, nato a Mardin (Turchia) il 10 dicembre 1982. Sultan Kösen (che vedete in foto accanto a quello che è stato l’uomo più basso del mondo: Chandra Bahadur Dangi) è nato e cresciuto in un piccolo borgo della Turchia formato da Continua a leggere

Gli piaccio, ma lui non non si fa avanti: perché?

MEDICINA ONLINE TRISTE COME RICONQUISTARE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE COUPLE WALLPAPERTi piace e probabilmente tu piaci a lui, ma non si fa avanti. Non capisci perché, ti provoca fastidio la cosa, pensi che gli uomini siano cambiati. Ah, i bei tempi andati eh? Non poche ragazze si lamentano di questo fatto. Ma perché oggi l’uomo non si fa avanti? Cerchiamo di ragionarci su con questo articolo “semiserio”, che speriamo vi fornisca qualche spunto di riflessione. Per iniziare, magari, è bene farsi un esame di coscienza. Se hai la pettinatura di uno Wookiee e sei vestita come la loro nonna, forse tutti i torti non li hanno. Ma, passata questa fase preliminare, anche alla ragazze più belle capita che l’uomo che vorrebbero conoscere non si fa faccia avanti.

Perché?

Magari si fanno avanti sempre i soliti: maschi arroganti, altri per te insignificanti o quelli che si accontentano di una che “basta che respiri” sperando nei grandi numeri. Magari si fanno avanti sempre questi soggetti perché tutti i “bravi ragazzi” li avete già scartati prima perché (sbagliando) non li reputavate alla vostra altezza. Chissà… Cominciamo con il dire che i motivi sono i più svariati, difficile quindi ricondurli a un caso specifico. Una cosa è certa: se ti interessa davvero fai tu la prima mossa, no? Non è scritto da nessuna parte che debba farla necessariamente l’uomo. Soprattutto di questi tempi, dove i ruoli classici (preda e cacciatore) sembrano aver perso di significato e in molti casi si vede addirittura un’inversione dei ruoli. Ormai sono completamente saltati i ruoli classici, quindi non si può più pretendere che l’uomo cerchi e la donna si faccia sedurre: anche la donna può in prima persona darsi da fare, se nessuno che le piace si fa avanti.  Le donne sono molto diverse da quelle della generazione precedente. Più sicure di sé, più emancipate e sanno ottenere quello che vogliono: questo è sicuramente un bene. Esigono giustamente parità con l’uomo, quindi ci può stare che siano loro a fare il primo passo, senza aspettare necessariamente il maschio. L’emancipazione femminile ha portato alcuni uomini ad avere quasi il terrore dell’approccio, visto l’alto livello di pretensiosità femminile raggiunto negli ultimi anni, limitandolo solo a quando ci sono buone probabilità che vada a buon fine. Quante volte siete state più acide dell’acido solforico? O avete trattato male chi vi faceva la corte, pensando all’uomo bello e impossibile? Un po’ di autocritica non fa mai male: dovete anche saper “volare basso” e apprezzare le persone normali, senza cercare il principe azzurro stra-bellissimo protagonista della vostra serie tv preferita.

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La donna cacciatrice

L’uomo è ancestralmente un cacciatore che compete con gli altri maschi per la preda “dolce e indifesa”, come era l’immaginario collettivo fino al secolo scorso. Ora, però, assistiamo a scene con donne che cacciano in prima persona, con spregiudicatezza: il vedere donne così forti, tanto da poter mettere i maschi in ridicolo o distruggere la loro virilità e autostima, crea in questi confusione, se non addirittura terrore. Forse per questo cercano rifugio in ciò che non potrà ferirli, come l’interfacciarsi con rapporti virtuali, inesistenti, o con filmini vari… Per questo limitano gli approcci, evitando magari donne troppo spregiudicate. Ormai è diventato sempre più comune che sia la donna a inseguire, a cacciare, a snervarsi per farsi notare e non viceversa. Li avete abituati male, i maschietti: abituati alla pappa pronta, al fatto che che tanto ci sarà sempre una (ma anche molte più di una) che li cercherà e si farà in 10 per loro pur di farsi notare… perché dovrebbero darsi una mossa?

Cominciate a farvi desiderare anche voi, senza inseguire maschi sfuggevoli come Arsenio Lupin. Solo così i maschi, per forza di cose, saranno costretti a uscire allo scoperto e tornare a corteggiare. Ora come ora, con tutte le donne che si buttano per prime, non ne hanno quasi più motivo. Lanciate segnali, ma sempre equivocabili. Fate capire interesse, ma senza fare il tappetino persiano pronto all’uso. Bastano un sorriso o uno sguardo per infondere coraggio. Se l’altro non si fa avanti, può darsi semplicemente che non gli interessiate (eh capita), o che sia sveglio come un pollo arrosto (che notoriamente fa i salti mortali una volta a tavola).

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Come capire se è interessato?

Come capire allora se quel ragazzo è interessato senza saltargli addosso come un gatto sul topo? Anche lui, che, come abbiamo spiegato prima, probabilmente si farà avanti solo se ha molte chances, cercherà di capire se vi interessa guardandovi, sorridendo, parlandovi con qualche scusa, anche la più banale. Non importa se dice “ciao, come stai?” o “Lo sapevi che i pinguini imperatori vivono anche in Sudamerica?”, se vi parla, vuol dire che comunque vi reputa interessanti: incalzate il discorso, mostrandovi sorridenti e interessate, loquaci (sebbene gli uomini preferiscano più parlare che ascoltare), e avrete modo di conoscervi sempre meglio. Se invece lui vi risponde a malapena se ci parlate, gli lanciate uno sguardo e lui piuttosto preferisce contare le crepe nel muro…beh…allora sareste proprio masochiste a proseguire: non gli piacete abbastanza.

E se siete timidissime?

Dovete cercare sicurezza in voi stesse, avete solo da perderci restando timide: vedrete sfuggire occasioni delle quali vi pentirete dopo anni. Le paure sono infondate generalmente, davvero vi interessa il giudizio di una persona che, se va male, domani neanche si ricorderà di voi? Non avete nulla da perderci, buttatevi. Spostate l’attenzioni su argomenti in cui vi trovate a vostro agio, sfoggiate sempre un bel sorriso, perché gli uomini amano le donne sorridenti, anche se un po’ chiuse, piuttosto che quelle acide e musone.

In conclusione c’è da dire che mentre le donne hanno acquisito via via la conoscenza e l’interpretazione del mondo, dei rapporti sociali, una maturità sociale in età molto giovane, i maschi hanno cominciato una lunga e grossa opera di infantilizzazione. L’egoismo e il materialismo li hanno portati a chiudersi in se stessi e a non affrontare mai il mondo esterno, tanto da essere impreparati quando sono costretti a farlo.

Si preferisce stare da soli con le proprie cose che avere rapporti sociali. Per non parlare del fatto che questa infantilizzazione ha portato a non comprendere le basilari regole dei rapporti sociali: il corteggiamento, l’importanza del mantenere i rapporti e l’importanza del dialogo. Non è raro trovare gli uomini con gli amici a giocare di continuo, aspettando che la donna cada dal cielo, perché né sanno come fare né hanno le capacità per corteggiare. Così non è raro che le cose nella coppia non funzionino, proprio perché l’uomo tende a essere molto più infantile della donna, più immaturo nel costruire un rapporto.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Differenza tra animale ed uomo

MEDICINA ONLINE UOMO VITRUVIANO DI LEONARDO ARTE ANIMALE UOMO DIFFERENZA FILOSOFIA RELIGIONE SCIENZA.jpgTra l’uomo e gli animali la differenza è qualitativa e fondamentale. Sta nella ragione teoretica e nella volontà, che è libera e capace di amare. E che è solo dell’uomo. Secondo i sostenitori dell’animalismo riduzionista, tra l’uomo e l’animale non c’è una differenza qualitativa bensì solo quantitativa, dovuta ad uno sviluppo più avanzato dell’uomo.
In realtà, però, tra l’uomo e l’animale sussistono molte differenze qualitative. Ne focalizziamo solo due, che tuttavia sono cruciali: la ragione teoretica e la volontà libera.

La ragione teoretica
L’animalismo afferma che l’intelligenza non è una prerogativa esclusiva dell’uomo, bensì è una caratteristica anche degli animali superiori. Tuttavia, bisogna replicare – già con Aristotele (Politica, I, 1253 a 10-18) – che la «conoscenza » degli animali superiori è qualitativamente inferiore a quella dell’uomo. Infatti, l’animale:
1. si accorge solo di alcune cose, cioè si accorge solo delle cose utili/dannose, piacevoli/dolorose, pericolose/vantaggiose e le altre cose del mondo non le percepisce nemmeno (al riguardo cfr. anche altri pensatori come Plessner, Gehlen, Scheler e Cassirer);
2. in merito a queste cose di cui si accorge, si interroga solo sull’utilità/dannosità, piacevolezza/ dolorosità, si domanda soltanto: «mi serve/non mi serve?», «è utile/disutile? », «è piacevole/doloroso?», «è pericoloso/ vantaggioso?». Dunque, la conoscenza animale è esclusivamente pragmatica-utilitarista. Invece l’uomo:
1. si accorge di tutte le cose e non solo di quelle che gli possono essere utili/nocive;
2. si interroga non solo sull’utilità/nocività, ecc. delle cose, ma anche sulla loro natura, cioè si chiede: «che cos’è questa cosa?», perché vuole conoscerla anche a prescindere dalla sua eventuale utilità/dannosità, vuole conoscere anche la verità sulle cose, il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, vuole distinguere il bello e il brutto.

Dunque, la conoscenza umana non è solo pragmatica-utilitarista, bensì anche teoretica. Questa differenza si manifesta nella comunicazione: mentre la comunicazione animale si esprime mediante i versi ed è esclusivamente pragmatica (segnala un pericolo, richiede cibo, richiama l’attenzione, ecc.) o espressiva delle proprie sensazioni piacevoli/spiacevoli, viceversa la comunicazione umana si esprime attraverso la parola, non è solo pragmatica, bensì anche teoretica, cioè comunica la verità, la bellezza, il bene, ecc.

Da notare che la connessione tra ragione umana e linguaggio umano è già indicata dalla duplice accezione del temine greco logos, che vuol dire sia ragione, sia parola: solo chi ha logos = ragione (teoretica) può comunicare attraverso il logos = parola.

Tale dimensione teoretico-concettuale della ragione umana differenzia anche la stessa conoscenza pragmatica dell’uomo rispetto a quella animale. Come scrive Paolo Pagani (in un eccellente articolo, pubblicato all’interno di un prezioso volume collettaneo, cfr. bibliografia), una cosa è usare oppure adattare qualcosa per farne uno strumento, come fanno sia l’uomo sia gli animali; un’altra è fabbricare strumenti, come fa solo l’uomo. Il Professor Washburn (Berkeley) ha approntato negli anni ’60 degli esperimenti per far capire ai suoi studenti quale notevole abilità e competenza siano state necessarie ai nostri lontani antenati del Paleolitico per produrre anche i più elementari manufatti.

Ad esempio, diede agli studenti un semestre di tempo per produrre un utensile come quelli usati nel paleolitico: essi dovevano adoperare solo i materiali di cui gli uomini di quell’epoca disponevano in natura. Questi studenti sapevano quali strumenti sono stati prodotti dagli antenati in quell’epoca, perciò avevano un notevole vantaggio rispetto ad essi, perché sapevano già che cosa cercare di realizzare, cioè non avevano bisogno di ideare quale strumento fosse necessario per ottenere certi scopi. Eppure, nessuno degli studenti ci riuscì e ciò vuol dire che la capacità critica e l’abilità tecnica degli antenati sono stati «frutto di parecchi tentativi, i cui esiti dovevano essere tramandati di generazione in generazione attraverso il linguaggio simbolico (quindi concettuale)» (Pagani, p. 154).

È vero che nel 2000 una scimmia è stata indotta, dopo un lungo addestramento, a scheggiare delle pietre, ma ciò non smentisce la differenza qualitativa dell’uomo, bensì è solo un esempio di comportamento imitativo, simile a quello del pappagallo, la cui abilità di riprodurre articolazioni fonetiche degli esseri umani e di combinare alcuni fonemi non è prova né di una sua capacità di ragionamento nè di un linguaggio simbolico- concettuale-teoretico (ibidem).

Anche i tentativi recenti di addestrare le scimmie all’uso del linguaggio concettuale sono falliti. Gli sperimentatori sono riusciti a indurre una qualche capacità di associare dei fonemi ad oggetti, ma non ad insegnare strutture sintattiche: per riuscire a compiere l’associazione di fonemi a cose è sufficiente la memoria associativa, ma per usare regole sintattiche bisogna disporre della capacità di riconoscere appunto delle regole e di questo gli animali non sono capaci, come dimostra un esperimento: nascondiamo del cioccolato dentro alcuni cassetti, mettendolo la prima volta nel primo cassetto, la seconda volta nel secondo cassetto e così via, cioè applichiamo la regola per cui  ogni volta il cioccolato viene nascosto nel cassetto successivo rispetto a quello precedente. Gli esseri umani già a quattro anni scoprono ben presto questa regola; invece le scimmie, anche se le sottoponiamo ad un numero enorme di tentativi, non capiscono la regola e, alla luce della memoria associativa, si slanciano sempre verso il cassetto della volta precedente (ibid., p. 156).

La volontà libera e l’amore 
Inoltre, l’animale si comporta secondo il meccanismo stimolo-risposta, reagisce agli stimoli assecondando necessariamente i propri istinti, è come una tessera di un domino che riceve uno stimolo e, talvolta, lo ritrasmette.

Viceversa, l’uomo non risponde agli stimoli in modo necessario, bensì è in grado di scegliere un’azione (o un omissione) al posto di un’altra, è capace di non assecondare i suoi istinti, è capace di iniziare nuove sequenze di azioni invece che reagire necessariamente agli stimoli. Come dice Hannah Arendt, «Agire […] significa prendere un’iniziativa, incominciare» e «perché ci fosse un inizio fu creato l’uomo […]. Questo inizio non è come l’inizio del mondo, non è l’inizio di qualcosa ma di qualcuno, che è a sua volta un iniziatore. Con la creazione dell’uomo, il principio del cominciamento entrò nel mondo stesso, e questo, naturalmente, è solo un altro modo di dire che il principio della libertà fu creato quando fu creato l’uomo, ma non prima. […] Il fatto che l’uomo sia capace d’azione significa che da lui ci si può aspettare l’inaspettato», (Vita activa, Bompiani, 1958, pp. 187-188).

E attraverso l’azione l’uomo può «rovesciare […] la logica entropica», cioè la tendenza della natura all’aumento necessario del disordine, che è affermata dal secondo principio della termodinamica (L. Alici, Azione e persona: le radici della prassi, Vita e Pensiero, 2002, p. 26).
Inoltre, dato che (come abbiamo detto) gli animali sono sempre pragmatici-utilitaristi, ne segue che essi non sono capaci di amore gratuito, reagiscono alle cose solo in relazione alla convenienza/mancanza di convenienza con le loro esigenze vitali, con i loro istinti. Invece, l’uomo, in quanto è capace di non essere utilitarista-autointeressato, è capace di amare l’altro volendo il suo bene e cercando di realizzarlo.

L’animalismo ribatte in proposito: ci sono alcuni animali che sacrificano per amore la propria vita per altri animali, dunque essi non sono autointeressati, non sono pragmatici- utilitaristi. In realtà, però, questi loro comportamenti non sono realmente espressioni di amore gratuito e sono pur sempre autointeressati. Infatti:
1. il loro comportamento non è frutto di una scelta, bensì dettato dall’istinto, mentre l’amore è un atto libero;
2. gli animali che sacrificano la propria vita per i cuccioli considerano il cucciolo come un prolungamento di sé, lo percepiscono come una parte di sé, mentre l’amore materno-paterno vede nel figlio un soggetto autonomo (ovviamente se tale amore è “sano”, perché ci sono genitori umani che vogliono che i figli siano una loro continuazione).
2.1. La riprova di questo modo di considerare i cuccioli da parte degli animali si vede nel fatto che la cura animale si esaurisce nel momento del distacco del cucciolo dai genitori, mentre l’amore umano è sollecito verso i figli anche quando sono adulti, anche quando sono completamente autonomi e magari distanti migliaia di chilometri.

Ora, è gratuito ciò che si fa non a proprio vantaggio, bensì degli altri. Così, se il cucciolo è sentito istintivamente dall’animale come un prolungamento di sé, vuol dire che ciò che l’animale fa per il cucciolo lo fa in modo autointeressato per sé.

Per saperne di più…

Paolo Pagani, Appunti sulla specificità dell’essere umano, in Luca Grion (a cura di), La differenza umana. Riduzionismo e antiumanesimo, La Scuola, 2009, pp. 147-161.

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