Pornografia e masturbazione compulsiva danneggiano il cervello: la sindrome frontale

MEDICINA ONLINE CERVELLO CORTECCIA VISIVA UDITIVA LOBO LOBI FRONTALE PRO FRONTALE PARIETALE OCCIPITALE TEMPORALE ENCEFALO SISTEMA NERVOSO ANATOMIA PRIMARIA SECONDARIAAl termine di questo articolo capirete che la massiccia presenza di pornografia su internet può danneggiare la nostra salute al pari di una sigaretta o dell’eroina. Vi anticipo che nessuno parla di ciò per il semplice fatto che il mercato della pornografia frutta miliardi di dollari a livello mondiale quindi c’è tutto l’interesse affinché se ne parli il meno possibile. Non voglio fare il solito complottista ma i fatti sono esattamente così.

In un articolo precedente ci siamo chiesti se la masturbazione faccia bene o faccia male alla salute, inoltre abbiamo visto come la masturbazione non sia un vizio, bensì una vera e propria tossicodipendenza, ed in un successivo articolo avevamo imparato il modo per capire se la propria masturbazione è “normale” o “compulsiva”. Vediamo oggi come potenzialmente la pornografia online e la masturbazione compulsiva, possono danneggiare in maniera irreversibile il tuo cervello. Lo chiarisce il dott. Norman Doidge – neurologo Continua a leggere

Cosa piace alle donne? Le 12 caratteristiche fisiche maschili che le fa impazzire

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COSA PIACE ALLE DONNE UOMO Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Ano GluteiOvviamente ogni donna ha un suo fisico maschile ideale, ad esempio c’è chi preferisce un uomo con un po’ di pancetta ad uno Continua a leggere

Le sei cose che le ragazze si chiedono sul tuo pene

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SEI COSE RAGAZZE PENE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei Presso.jpgIn Italia si parla ancora poco di educazione sessuale, sia a scuola che in famiglia e, quando se ne parla, si è troppo occupati di elencare malattie veneree e modi per prevenire l’HIV per affrontare alcune domande che invece ci si pone spesso sull’altro sesso. Ecco ad esempio una lista di cose che le ragazze più giovani si chiedono spessissimo sul sesso e più precisamente sul pene:

1) Perché alcuni ragazzi sono circoncisi ed altri no? Che differenza c’è?
Spesso per motivi religiosi, ad esempio nella cultura ebraica i neonati vengono circoncisi. Anche in America, per ragioni culturali (quasi l’80% della popolazione maschile) adottano questa pratica. La differenza sta nell’igiene (molto più facile da pulire) e nell’estetica del pene. Tutto qui!

2) Perché c’è bisogno di un’erezione completa per fare sesso?
Semplicemente perché, senza erezione, il pene non riuscirebbe a penetrare nella vagina e – ancora peggio – non riuscirebbe ad eiaculare in profondità verso l’utero, cosa importante per aumentare le possibilità di concepimento.

3) Qual è la misura media del pene dei ragazzi?
Per scoprirlo cliccate su questo link.

4) I preservativi riducono il piacere maschile durante il sesso?
Il preservativo, pur se in versione “sensibile”, determina sicuramente un a stimolazione sessuale minore nell’uomo, tuttavia rimane tra i contraccettivi più efficaci per impedire la trasmissione di malattie anche molto serie, quindi usatelo, specie se non conoscete a fondo il vostro partner.

5) Un pene può rompersi?
Certamente si. Vi invito a leggere questo articolo: Cosa accade e cosa si prova quando si frattura il pene?

6) Se un ragazzo non riesce ad avere un’erezione vuol dire che non gli piaccio?
Non necessariamente. I motivi per cui una erezione tarda ad arrivare possono essere molti. Paradossalmente è più probabile che non abbia una erezione perché… gli piaci troppo e soffre di ansia da prestazione!

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

Sedurre una donna o un uomo col gioco di sguardi: vantaggi, svantaggi, dove farlo

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Il miglior preliminare sessuale che conosca? Senza dubbio il gioco di sguardi.

Piacere ad una donna o ad un uomo è una cosa al tempo stesso facilissima e difficilissima. Fin dall’antichità l’essere umano ha cercato di sviluppare tecniche di seduzione sempre più sofisticate per avere successo con l’altro sesso (o col medesimo, in base all’orientamento sessuale), nella continua ricerca del valorizzare le proprie qualità individuali. Fermo restando che il primo e più importante fattore nel determinare il piacere o il non piacere a chi ci sta di fronte è la bellezza esteriore, in particolare quella del viso, esistono comunque alcuni sistemi per aumentare le possibilità di “approccio” con l’altro sesso (o con lo stesso se si è omosessuali). Uno strabiliante aiuto da accostare alle tecniche più raffinate di seduzione è sempre stato costituito da linguaggi non verbali più o meno innati in ognuno di noi, cioè tutti quei comportamenti che non includono il parlare, come muoversi o assumere una certa posizione, che il nostro corpo compie, consciamente o inconsciamente, quando siamo attirati da una persona. Riuscire a controllare questo tipo di comportamenti del nostro corpo e riuscire ad interpretarli negli altri, ci permetterà di essere più interessanti per chi vogliamo sedurre e ci aiuterà a capire se dall’altra parte c’è un ritorno positivo al nostro approccio e massimizzare le possibilità di conquista.

Cos’è il gioco di sguardi e perché è importante?

Una delle tecniche migliori di seduzione, nel linguaggio non verbale, è il “gioco di sguardi“, cioè quella situazione in cui due persone, poste in un ambiente che gli permette una certa vicinanza, si “rincorrono” più o meno timidamente con lo sguardo. E’ una tecnica di seduzione molto intrigante, sia per l’uomo che per la donna, e contemporaneamente è un utile segnale che ci permette in maniera relativamente semplice di capire se abbiamo qualche possibilità con l’altra persona ed evitare il rischio di brutte figure.

Leggi anche: Mappa delle zone erogene femminili: scopri i punti che la fanno impazzire

I vantaggi e gli svantaggi del gioco di sguardi

Come tutte le tecniche di seduzione, anche con il gioco di sguardo esistono vantaggi e svantaggi. I vantaggi nel giocare con lo sguardo sono molti:

  1. permette di godere la vista di una persona che esteticamente ci piace;
  2. determina un vero e proprio crescendo di desiderio ed emozioni (quando i vostri sguardi si incrociano vi sentite elettrici grazie alla dopamina che scorre a fiumi nel vostro cervello);
  3. permette di mettersi in gioco senza rischiare molto;
  4. ci regala autostima, ci fa sentire più belli;
  5. essendo a noi sconosciuta, la persona che abbiamo di fronte acquista il carattere che più ci piace (certo questo può diventare un potenziale grosso svantaggio, perché ce la fa idealizzare e se poi scopriamo che il suo carattere non è come immaginavamo… la delusione è doppiamente forte).

Infine non dimentichiamoci che un gioco di sguardi è estremamente utile per cogliere lati psicologici che gli occhi riescono a comunicare: se lo sguardo dell’altra persona sarà intraprendente, avremo di fronte una persona sicura di sé e predatrice; se lo sguardo sarà timido, avremo di fronte una persona più sensibile. Sapere questa informazione, porta a due vantaggi fondamentali:

  • ci fa capire in anticipo, ancor prima di aprire bocca, se la persona che abbiamo di fronte ha un carattere che può piacerci o no;
  • ci permette di usare una tattica di approccio diversa a seconda se la persona è più timida/riservata o più aggressiva.

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Gli svantaggi del gioco di sguardi

Il principale svantaggio di un gioco di sguardi – oltre alla possibilità di male interpretare le occhiate, cosa da mettere in conto –  è che, se il gioco di sguardi viene protratto per troppo tempo e nessuno dei due si fa avanti (magari per timidezza), non nasce nessun rapporto, tuttavia per alcuni il bello è proprio questo: avere l’emozione di un flirt (magari con diversi potenziali partner), senza alcune “complicazioni” legate ad un rapporto vero e proprio come ad esempio tradire “fisicamente” il proprio o la propria partner. Senza considerare che qualcuno può trarre piacere da un gioco di sguardi che non passa ad uno stadio successivo, perché è esso stesso fonte di autostima e gratificazione: “mi guarda, quindi sono bello/a”.

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Dove giocare con lo sguardo? Il gioco di sguardi “territoriale”

Una ricerca ha dimostrato che troviamo più interessanti, piacevoli e rassicuranti i volti che abbiamo visto più volte, in un ambiente che conosciamo bene, anche se non conosciamo realmente l’altra persona. Ambienti dove tipicamente si può svolgere un gioco di sguardi, sono:

  • una sala universitaria;
  • una classe di liceo;
  • un’aula di studio;
  • una biblioteca;
  • una palestra;
  • uno stadio;
  • un parco dove si va a correre;
  • un locale che frequenti spesso.

Tutti posti che tendono ad essere popolati più o meno sempre dalle stesse persone. Questo ti permetterà di giocare con lo sguardo più volte (anche in giorni diversi) con l’altra persona e, col tempo, ottenere questi vantaggi:

  • il vostro volto le piacerà sempre di più (un viso visto più volte è statisticamente considerato più attraente rispetto allo stesso viso visto meno volte);
  • darete più sicurezza all’altro (una persona vista più volte è statisticamente considerata meno “pericolosa” rispetto ad uno sconosciuto);
  • vi dà l’occasione di partire da un punto in comune (ad esempio il fitness, se vi vedete in palestra);
  • quando chi vi piace interagisce con altre persone, vi dà l’occasione di “carpire” come parla e di che parla, oltre a capire come si comporta: tali informazioni sono utili sia per capire se davvero chi vi piace esteticamente potrebbe piacervi anche caratterialmente, sia per capire quale tipo di approccio possa essere più efficace con lei/lui;
  • vi dà l’occasione di parlare con lei grazie ad eventuali amici in comune che frequentano lo stesso posto;
  • quando la giornata sarà finita potrete “darvi un sensuale appuntamento al giorno dopo”, magari con uno sguardo di commiato un po’ più lungo degli altri.

Considerate inoltre che chi frequenta questi posti, tenderà a tornarci con molta regolarità: ad esempio in una palestra un ragazzo o una ragazza che vi interessano potrebbe seguire un corso ogni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 18,30 alle 19,30 e voi, per avere la quasi certezza di incontrarlo/a, vi recherete in palestra proprio in quel momento. Un vantaggio di un gioco di sguardi ricorrente e “territoriale” è che può farvi apparire come più leggere ed entusiasmanti alcune situazioni altrimenti abbastanza noiose. Ad esempio ai tempi del liceo io ero felice di andare a scuola ogni mattina proprio per il gioco di sguardi intrapreso con una mia compagna di classe. Stesso discorso in palestra, dove una seduta di allenamento può diventare più piacevole se intervallata con un gioco di sguardi: fate solo in modo che tale bellissima attività non vi distragga dal compito che state svolgendo!

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Un punto in comune da cui partire

La cosa interessante dei posti elencati nel paragrafo precedente e del gioco di sguardo territoriale, è che vi permettono di avere subito un punto in comune con l’altra persona: un frequentatore abituale di una biblioteca avrà in comune con voi l’amore per la lettura; un frequentatore di una palestra condividerà con voi la passione per il fitness; un runner abituale in un dato parco, avrà in comune con voi la passione per la corsa, per la salute e – probabilmente – condividerà anche con voi il quartiere in cui vive: questo vi avvicina e vi permette anche di avere un punto di partenza per l’eventuale conversazione che seguirà il gioco di sguardi. Non stiamo quindi parlando di una persona totalmente sconosciuta, magari incontrata una sola volta per strada e di cui non abbiamo nessuna informazione: è invece una persona che abbiamo visto più volte (quindi “rassicurante”) di cui conosciamo almeno una passione e su questa possiamo costruire un approccio più efficace.
L’altro vantaggio di una osservazione continuata di un soggetto in un posto ristretto, vi permette spesso di capire quali sono i suoi gusti specifici e questo vi da una marcia in più per piacergli/le. Ad esempio se siete in biblioteca e vedete che legge spesso libri di Platone, sapete che potete iniziare una conversazione parlando di come il vostro mito fin da bambini sia stato Socrate! Oppure se vedete che il soggetto che vi interessa in palestra fa sempre lo stepper, potete farlo anche voi accanto a lei/lui iniziando la conversazione relativamente a quanto sia bello e/o utile per te fare quel particolare attrezzo. Oppure ad esempio se frequentate uno stadio di calcio dove i posti sono numerati e vedi che quella data persona tifa la tua stessa squadra, quale modo più semplice esiste nell’approcciare parlando della propria passione comune? O ancora, se ascoltate la persona che vi piace parlare spesso di cinema o di un dato gruppo musicale con altre persone, potreste approcciare dicendo per esempio “ah davvero anche tu ami quel particolare film/band musicale? Lo sai che anche io ci vado pazzo?”. Una mia amica tempo fa mi ha raccontato che, mentre si allenava in palestra, aveva messo sul suo smartphone una compilation del gruppo musicale Muse: un ragazzo, semplicemente guardando lo schermo del suo telefono, riconobbe la copertina di un album della suddetta band e la approcciò proprio dicendole “Anche a te piacciono i Muse”? 

Continua la lettura con la seconda parte di questo articolo, in cui ti spiegherò cosa può succedere quando si svolge il gioco di sgardi, quali sono i possibili passi successivi e soprattutto gli errori che devi assolutamente evitare. Trovi la seconda parte qui: Sedurre una donna o un uomo col gioco di sguardi: cosa può succedere, passo successivo, errori da evitare

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Come lasciare qualcuno: 5 consigli per non fare disastri

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma LASCIARE QUALCUNO CONSIGLI Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei Test.jpgChiudere un rapporto – senza fare disastri – è spesso una cosa estremamente difficile, anche perché la maggior parte delle volte uno dei due prova ancora interesse per l’altro. A volte alla base c’è una causa banale, o un periodo particolarmente negativo. Bisogna capirne le vere ragioni. E poi provare, insistere, e non arrendersi alle difficoltà. Ma poi, ovviamente, arriva quel momento in cui la rottura è inevitabile. E bisogna fare le cose in maniera delicata se non si vuole provocare un disastro, affettivo, sociale e relazionale. Ecco cinque consigli per una rottura soft e senza troppi strascichi:

1) Comincia con lo scrivere i motivi. E’ consigliabile appuntare su di un foglio, da tenere solo per noi, le ragioni che inducono a rompere il rapporto. E’ un modo questo che permette di focalizzare i propri pensieri, rifletterci e prendere la decisione giusta. Se si è dubbiosi e affiora qualche incertezza, è bene puntare ad una conversazione per ottenere la risposta adeguata ai propri interrogativi.

2) Trova ragioni serie. Occorre apportare buone ragioni e non solo dichiarare che non si nutre più sentimento. Ci sarà pur sempre qualcosa che fa scattare la voglia di chiudere una relazione. E ci sarà qualche altra cosa che vi fa dubitare. Trovate le vere ragioni. E stabilite se sono sufficienti.

3) Pensaci bene prima di voler restare amici. Non è il caso di restare amici a meno che non lo si voglia davvero. Sarebbe di certo una cosa buona, ma soltanto se non porta a compromettere le relazioni future con un futuro amore. Comunque è bene non chiedere amicizia solo per rendere meno amara la delusione. Soprattutto se quest’amicizia non interessa o non si può ottenere.

4) Evita il pubblico. E’ bene tener presente che i rapporti non si devono rompere in un luogo pubblico, soprattutto se si è suscettibili ed emotivi. Un posto privato è da preferire. Sono momenti in cui al dolore per la rottura, si aggiunge la sofferenza per la beffa. L’umiliazione, quindi, diventa troppo forte.

5) Rispetta l’altra persona. Qualsiasi siano i motivi che vi hanno portato a rompere con qualcuno, non si può comunicare la rottura con un semplice messaggio su WhatsApp. Se il rapporto vissuto è stato intimo, è doveroso avere il rispetto per l’altra persona ed il coraggio almeno di riferire guardandosi in faccia.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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Lui ama il sesso, lei no: quanto pesa la mancata intesa sessuale?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AMORE COPPIA SESSO FIDANZATI SOLE TRAMONTODieci anni fa, ad un cineforum estivo, un’amica mi ha presentato una ragazza. Mi ha colpito subito: molto carina, anche se un po’ timida e riservata. Tra noi è subito scattato un bel feeling e dopo la prima serata in gruppo abbiamo iniziato ad uscire da soli. Non ci abbiamo messo molto ad affezionarci e a metterci insieme, ma con calma. Con tanta calma. Anche dal punto di vista sessuale: lei non era proprio il tipo da andare a letto con uno la prima sera. Neanche la seconda né la terza, per la verità. Finché un giorno ho deciso di invitarla da me. In programma: a cena un piatto di pasta e un’insalata (non sapevo cucinare), nel dopocena baci ed effusioni fino a, speravo io, il dunque. La cena è filata liscia, il dopo cena pure anche se lei era un po’ rigida e nervosa, e nemmeno io riuscivo a rilassarmi molto.

Tutto perfetto…tranne il sesso

Tra un bacio e l’altro, non riuscivo a capire bene fino a dove potevo spingermi fino a che lei, di colpo, si è spogliata e sdraiata sul divano. Rifiutando però tutti i miei tentativi di preliminari, anche quelli più semplici come i baci sul collo. Nel rapporto si è sciolta un po’, anche se restava rigida a taciturna. Come se non riuscisse a godersi la nostra intimità e il momento che stavamo vivendo insieme. Le volte successive non è andata meglio, anche perché io ho iniziato a pensare di non essere capace, che fosse colpa mia. Un peccato, perché fuori dal letto invece andava tutto alla grande: ci piacevano le stesse cose, avevamo le stesse idee. Un giorno ho deciso di prendere in mano la questione, anche se l’ho fatto con tatto, ridendo e sdrammatizzando la nostra mancata intesa sessuale. Lei però è diventata subito seria e mi ha detto che odiava il sesso orale – sia farlo che riceverlo. E che anche il sesso in generale, a dirla tutta, per lei aveva un’importanza relativa in una relazione: stare bene con il partner non implicava per forza andarci a letto.

Quanto pesa l’intesa sessuale, se non c’è?

Questo discorso mi ha tranquillizzato molto, ho capito che non era colpa mia. L’ho accettato senza sforzi: per me è importante che nelle relazioni in generale e nel sesso in particolare ognuno faccia ciò che si sente. Inoltre il poco interesse per il sesso era coerente con la sua storia. All’epoca io avevo 34 anni, lei 29: sapevo che aveva fatto sesso per la prima volta a 25 anni, che veniva da una famiglia molto religiosa. In ogni caso, la nostra storia andò avanti senza particolari problemi e quando finì, circa un anno dopo, fu per altri motivi legati al fatto che avevo perso il lavoro e stavo passando un brutto momento. Certo, il fatto che tra noi non ci fosse intesa sessuale ha pesato: forse essere più affiatati a letto ci avrebbe unito di più anche nei momenti difficili. Oggi credo che va bene scendere a compromessi, ma che in una coppia debba esserci equilibrio: in un percorso di vita con un’altra persona il sesso non sarà fondamentale, ma di certo resta importante.

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I 14 difetti femminili che gli uomini odiano e che le donne sottovalutano spesso

MEDICINA ONLINE TROPPI PELI DONNA MENTO IRSUTISMO PELI TERMINALI SPESSI NERI VISIBILI IPERTRICOSI DIFFERENZE TESTOSTERONE ORMONI LABBRO BARBA PIZZETTO BAFFI ADDOME SCHIENA SPALLE CAPEZZOLO AREOLA FACCIA VISOLe donne spesso sopravvalutano alcuni loro difetti (sbagliando) ma altre volte fanno l’errore opposto (sbagliando ancor di più!). Ecco oggi Continua a leggere

Sciame di vespe assale e uccide un agricoltore veneziano

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SCIAME VESPE KILLER UCCIDE UOMO Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pressoterapia Linfodrenaggio Pene.jpgNon ce l’ha fatta Ermete Boscolo Papo, agricoltore settantunenne di Sottomarina (Venezia). Le punture su tutto il corpo gli hanno provocato probabilmente uno shock anafilattico e un conseguente arresto cardiaco che ha reso inutili i soccorsi. E’ successo alcuni giorni fa nel garage di casa dell’agricoltore dove evidentemente c’era un nido di vespe di cui l’uomo non era a conoscenza.
Lo sciame ha aggredito l’uomo che ha cercato inutilmente di scacciarle. Le urla strazianti sono state udite da un vicino che ha trovato Boscolo a terra e non ha potuto fare altro che chiamare il pronto soccorso. Quando l’ambulanza è arrivata il cuore aveva già cessato di battere e a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione.

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