Per avere una pelle sempre giovane si può provare con un bagno nella candeggina diluita allo 0.005 %, corrispondente ad un quarto di una mezza tazza di ipoclorito di sodio in una vasca da bagno piena d’acqua. Altro che creme costose e cure invasive. Lo dimostrano i ricercatori della Stanford University School of Medicine, con una indagine condotta sui topolini di laboratorio e pubblicata oggi sul Journal of Clinical Investigation. Il dermatologo Thomas Leung che ha condotto la ricerca, ha affermato: “La varechina è un modo efficace ed economico per combattere le forme di eczema, da moderata a grave e ha dimostrato inoltre effetti antinfiammatori e protettivi sulla pelle danneggiata dalla radioterapia, dall’eccessiva esposizione al sole e dall’invecchiamento. Sono note le azioni antimicrobiche della candeggina, noi abbiamo scoperto come il composto agisce a livello molecolare, anche quando molto diluito”.
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Nonostante le leggi europee garantiscano che i cosmetici profumati non contengono allergeni, se non in quantità infinitesimali, inferiori a 100 ppm (parti per milione) per quelli che si risciacquano e inferiori a 10 ppm per gli altri, le allergie potrebbero comunque svilupparsi perché alcune parti delle fragranze sono sensibili all’aria. Alcune sostanze dei profumi, esposte all’aria, si trasformerebbero quindi in allergeni, una volta aperte le boccette e spruzzate sul corpo. Lo sostiene Johanna Rudback del dipartimento di chimica e biologia molecolare dell’università di Gothenburg, che ha messo a punto un nuovo metodo per scovare i composti responsabili di tali fastidi e di saggiarne la reattività. La scoperta è stata recentemente pubblicata sul Journal of separation science. Il metodo si basa su una particolare ed innovativa tecnica di spettrofotometria di massa. “Per la prima volta – sottolinea la ricercatrice – si può identificare quali composti delle fragranze, in particolare gli oli essenziali, diventano potenziali allergeni anche in piccolissima quantità, appena aperte le bottigliette di profumo e a contatto con l’aria”.
Le alghe marine e i salmoni hanno in comune alcuni acidi grassi che sembrano essere efficaci contro un batterio responsabile di molte forme di acne e disturbi della pelle. Lo sostengono gli scienziati marini della University of Stirling, Scozia, con una ricerca pubblicata su Marine Drugs. Gli autori hanno studiato le proprietà di alcune alghe marine e di altre alghe, questa volta brune e accumulate attraverso la catena del cibo in pesci come i salmoni. Contengono rispettivamente l’acido Epa omega 3 e l’acido Dgla omega 6, entrambi con proprietà antinfiammatorie, in particolare contro il batterio Propionibacterum acnes. Gli acidi grassi possono inibire o eliminare i batteri, sono presenti naturalmente sulla pelle ma si possono anche implementare. Si possono assumere mangiando alghe e salmone, oppure spalmando sul viso creme che li contengano. Questa è la conclusione a cui sono arrivati gli studiosi che stanno sviluppando farmaci topici contenenti questi composti antibatterici contro l’acne e altre patologie della pelle.
Le creme antirughe alla vitamina A (retinolo), hanno una azione biologica riconosciuta e non mancano le prove cliniche di efficacia, ma sono necessari più studi di valutazione sui possibili effetti collaterali, soprattutto irritazioni della pelle. Lo sostiene il Norwegian scientific committee for food safety della Norwegian food safety authority in un dossier di valutazione del rischio sulla vitamina A e i suoi derivati usati in ambito dermatologico, pubblicato i giorni scorsi. “I retinoidi possono agire contro alcuni disturbi della pelle, come psoriasi, ipercheratosi, acne, rughe e fotoinvecchiamento – si legge nella review. – Applicati per via topica possono bloccare la degradazione del collagene del derma e migliorare lo stato della pelle, lasciandola più liscia”.
I dermatologi francesi della University hospital di Besancon, a Besancon, hanno dimostrato come alcuni nutrienti, in particolare le vitamine, assunti per via orale difendono efficacemente la pelle dagli sbalzi termici tipici dell’inverno e aiutano a prevenirne l’invecchiamento. Gli specialisti hanno svolto una ricerca, pubblicata su Clinical interventions in aging e condotta su su 80 donne, dai 35 ai 55 anni di età, durante i mesi invernali, cioè da ottobre ad aprile con un’escursione termica complessiva da -4 a + 19 C. Le volontarie hanno assunto una volta al giorno, per 4 mesi consecutivi, alcuni integratori contenenti micronutrienti come vitamina A, C, retinaldeide o B-carotene e derivati e sono state confrontate con un altro gruppo di donne che invece non assumeva nulla. Sono stati valutati sia lo stato della pelle, con indagini strumentali, che la salute e lo stile di vita: i risultati hanno mostrato che gli integratori orali nutrienti sono sicuri e prevengono o eliminano gli effetti negativi dei mesi invernali sulla pelle. Il miglior integratore completo di tutte le vitamine ed i sali minerali di cui avete bisogno, selezionato ed usato dal nostro Staff di esperti, lo potete trovare qui:
Piedi non proprio profumati? La soluzione è arrivata ed è nel caffè. I chicchi del pregiato alimento sono infatti stati usati, insieme a una comune bottiglia di plastica, per realizzare un paio di calzini davvero speciale, che non solo evitano il formarsi di odori sgraditi, ma non necessitano nemmeno di essere stirati. A inventare gli Atlas Socks, questo il nome, è stata la Ministry Of Supply, la compagnia di ingegneri, designer, scienziati lanciata nel 2012 da una costola del MIT di Boston. I calzini magici vengono realizzati con un particolare intreccio di fibre: cotone, poliestere riciclato e caffè recuperato dai bar e dalle torrefazioni e trattato secondo un processo farmaceutico che lo priva degli olii, così che né il calzino né la pelle ne presentino l’odore. Le molecole dei cattivi odori sono formate da carbonio, un atomo particolarmente attratto dal caffè: la puzza è catturata dalla fibra che la tiene finché i calzini sono al piede, liberandola soltanto al momento del lavaggio. Attraverso una serie di analisi è stato possibile ottenere una mappa completa di come i nostri piedi si muovono e respirano, in modo da realizzare un prodotto perfettamente customizzato, unico nel suo genere. Una vera e propria seconda pelle, e senza odori sgraditi.
Il
Malgrado sia baciata dal sole naturale come poche altre nazioni al mondo, fra la fine degli anni Novanta e gli inizi del Duemila l’Australia ha conosciuto un’inattesa diffusione di centri specializzati nell’abbronzatura artificiale, presi d’assalto soprattutto da una clientela under 30. Ma il boom dei lettini solari si è anche accompagnato ad un aumento di casi di cancro alla pelle, che oggi sono l’80% di tutti i tumori del paese.