Che cos’è e quanto dura il periodo refrattario dopo l’orgasmo?

MEDICINA ONLINE PENE EREZIONE SPERMA LIQUIDO SEMINALE ANATOMIA EIACULAZIONE PENETRAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSO UOMO RAPPORTO SESSUALE SEX Male Genital and Rectal Anatomy.jpgIl periodo refrattario post orgasmico (in inglese “refractory period” o “post orgasmic chill”) è un lasso fisiologico di tempo che interviene dopo l’orgasmo maschile, periodo in cui l’uomo non prova più piacere o, anche in presenza di un nuovo stimolo sessuale, non può raggiungere una erezione. A volte, un’ulteriore stimolazione del pene o del glande può provocare senso di fastidio o addirittura dolore.

Calo della libido

Il periodo refrattario è provocato dal fatto che, in occasione dell’orgasmo, nell’organismo avviene il rilascio di ossitocina e di prolattina, due ormoni regolati principalmente dall’ipotalamo. L’ossitocina è responsabile dell’abbassamento del livello di testosterone, mentre la prolattina inibisce temporaneamente il rilascio della dopamina. L’abbassamento dei livelli di testosterone e di dopamina ha come effetto collaterale il calo della libido, il che rende difficile un’ulteriore erezione in tempi brevi.

Periodo refrattario post orgasmico nelle donne

A differenza degli uomini, la maggior parte delle donne non ha un periodo refrattario subito dopo un orgasmo ed in molti casi è in grado di raggiungere immediatamente altri orgasmi mediante ulteriore stimolazione, subito dopo averne raggiunto uno. La risposta sessuale femminile è più varia rispetto a quella dei maschi e vi sono molte donne che provano ipersensibilità del clitoride dopo l’orgasmo, il che di fatto costituisce un periodo refrattario. Queste donne possono essere in grado di raggiungere altri orgasmi, ma il dolore relativo rende questa prospettiva poco desiderabile.

Due eiaculazioni consecutive

Sebbene sia difficile, non è impossibile per un uomo avere un orgasmo con eiaculazione e provarne un’altro entro pochi secondi, con una nuova erezione ed eiaculazione, specie se la prostata è fortemente stimolata (ad esempio mediante massaggio prostatico), a tal proposito leggi:

Quanto dura il periodo di rilassamento prima di una nuova erezione del pene?

Secondo alcuni studi, i maschi diciottenni hanno in media un periodo refrattario di circa 10/15 minuti, mentre i settantenni impiegano circa venti ore, con una media generale per i maschi adulti di mezz’ora all’incirca. Sebbene siano piuttosto rari, alcuni maschi non presentano un periodo refrattario o hanno un periodo refrattario minore di 10 secondi. Il periodo refrattario dipende ovviamente anche dalla potenza del nuovo stimolo sessuale: uno stimolo estremamente intenso può infatti accorciare di parecchio i tempi di recupero per raggiungere una nuova erezione.

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

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Come avviene l’eiaculazione maschile?

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Il termine “eiaculazione” (dal latino ejaculatio) designa l’espulsione dello sperma (anche chiamato liquido seminale) da parte dell’uomo. È il frutto della stimolazione ripetuta del pene – e quindi indirettamente della prostata – durante la masturbazione o il rapporto sessuale o altri tipi di stimolazioni (ad esempio massaggio prostatico). La prostata è una piccola ghiandola di forma tondeggiante, posizionata sotto la vescica e davanti al retto, che circonda completamente l’uretra, il condotto che porta l’urina (e lo sperma) dalla vescica all’esterno.

Nelle fasi immediatamente precedenti l’orgasmo, gli spermatozoi prodotti ed immagazzinati nei testicoli, imboccano il dotto deferente in direzione della prostata. Salvo malattie, il collo della vescica si chiude automaticamente per impedire che l’urina eventualmente presente in vescica, si mescoli accidentalmente allo sperma. A livello della prostata e delle vescicole seminali (poste lungo i dotti deferenti), gli spermatozoi si mescolano al plasma seminale, la parte liquida dello sperma prodotta da prostata e vescicole seminali. Il plasma seminale, unito agli spermatozoi, diventa liquido seminale (sperma) a tutti gli effetti e – durante l’orgasmo – raggiunge l’esterno tramite il meato uretrale posto all’apice del glande del pene, dopo aver percorso l’uretra. In alcune malattie, come l’ipospadia, lo sbocco dell’uretra non è sull’apice del glande, bensì in una posizione diversa (ad esempio lungo l’asta del pene).

L’eiaculazione dura, generalmente, alcuni secondi ed è influenzata da fattori fisici (durata delle contrazioni, numero e forza), quantitativi (produttività della ghiandola prostatica e delle vesciche spermatiche, giorni di astinenza) nonché psicologici e – in alcuni casi – patologici.

Durante una eiaculazione maschile, lo sperma viene espulso ritmicamente, con una potenza variabile, inizialmente con più forza e quantità di liquido e via via sempre più debolmente e con meno sperma. Se l’orgasmo è presente, viene provato dall’uomo durante queste contrazioni. Le contrazioni ritmiche sono causate principalmente dal muscolo pubococcigeo e si riflettono anche nelle contemporanee contrazioni ritmiche dell’ano, dell’uretra e dell’intero pene, che appare “pulsare” (si inturgidisce e si rilascia ad intervalli regolari). Durante l’eiaculazione, anche i muscoli lombari e quelli dei glutei partecipano alla propulsione dello sperma contraendosi e rilasciandosi, spingendo ritmicamente in avanti il bacino, fatto che aumenta la possibilità – durante un rapporto sessuale con penetrazione vaginale – di far arrivare gli spermatozoi nell’utero della partner e determinare il concepimento.

Il numero di contrazioni è variabile, solitamente l’uomo prova dalle 4 alle 8 contrazioni muscolari principali, associate ad altrettante emissioni di liquido seminale. In alcuni casi, specie in caso di forte eccitazione, le contrazioni possono essere anche molte di più. Le primissime contrazioni sono quelle più intense. Alcune lievi contrazioni automatiche possono essere avvertite anche al termine dell’eiaculazione vera e propria e perdurare perfino durante il rilassamento del pene. Al termine dell’eiaculazione il pene si rilascia e torna lentamente nella posizione di riposo, entrando nel periodo refrattario post orgasmico.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Sex toy rimane incastrato nell’ano durante il sesso anale

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Rimosso chirurgicamente

Emily si è, però, rifiutata: “Quella sera volevamo provare un giocattolo sessuale nuovo, non lo avevamo mai fatto prima – ha dichiarato la ragazza a Metro – Sono andata nel panico e gli ho detto di aver bisogno di andare in ospedale, dove il personale medico mi ha raccontato che era più frequente di quanto pensassi”. L’oggetto è stato rimosso chirurgicamente, senza nessuna complicazione per la ventenne. E’ necessario sempre stare attenti ad usare correttamente i sex toys, per evitare complicazioni anche molto pericolose per la salute.

Sesso anale in sicurezza

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Perché alcuni uomini sono feticisti dei piedi?

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Il motivo per cui noi donne indossiamo spavalde infradito e scarpe aperte anche se non abbiamo piedi perfetti da geisha quindi non è, come ha lamentato su il Fatto Quotidiano il giornalista e amante dei piedi Andrea Scanzi (elogiato su twitter da Giuseppe Cruciani, altro giornalista-foot-fetish confesso) “perché fa caldo e sono comode” e invece voi donne che avete i piedi brutti dovreste coprirli con un burqa. Ma perché secondo noi le scarpe aperte ci stanno bene. Perché i nostri piedi, ce l’hanno detto in tanti, sono belli. Perché se a uno gli piace baciarli, leccarli, annusarli e performare ogni declinazioni sessuale possibile con questa parte del corpo, insomma se a uno gli piace quella roba lì, allora mica va per il sottile.

IL PUNTO È: PERCHÉ IL FETICISMO DEI PIEDI È COSÌ DIFFUSO? COSA CI TROVANO GLI UOMINI?

Secondo una delle ricerche-pilastro sull’argomento (la prima che ha investigato i feticci nel sesso), pubblicata nel 2007 sull’International Journal of Impotence Research e condotta da Emmanuele A. Jannini su 381 gruppi di discussione di Yahoo su circa 5mila persone, i piedi sono il feticcio più frequente: riguarda il 47% delle persone che hanno dichiarato di avere un feticismo legato a una parte del corpo (26% del totale, il gruppo più ampio). Ma basta anche guardare i dati di Google trend per capire l’interesse: la keyword “piedi” batte di gran lunga quella “tette”, e la chiave di ricerca “foto piedi” è cresciuta del 40% su Google negli ultimi 30 giorni.

«Questa passione è così diffusa nei maschi etero perché secondo l’analisi freudiana è determinata da un momento presente nello sviluppo di ogni bambino: l’ansia da castrazione del pene», spiega la psicoterapeuta Adele Fabrizi dell’Istituto di sessuologia clinica di Roma. «Quando il bambino, verso i due anni, si rende conto che la sua figura di riferimento, cioè la madre, non ha il pene, cerca in modo irrazionale un sostituto penieno nel corpo di lei. È piccolo, basso di statura e quindi la prima cosa che vede sono i piedi. Ed ecco che si sente più tranquillo. Certo, questo meccanismo non dà origine in tutti gli uomini al feticismo del piede, ma è qui che c’è la prima scintilla. Poi in genere l’erotizzazione avviene durante la pubertà e l’adolescenza, quando può capitare ai ragazzi di provare pulsioni erotiche guardando i piedi, intorno ai 12-13 anni. Ma è inutile negare che l’amore per questa parte del corpo nasconde un desiderio inconfessabile di sottomissione».

Dunque se uno vuole leccarti i piedi: 1) poverino da piccolo ha avuto paura di perdere il pene, che tenerezza vuoi non farglielo fare? 2) desidera che lo comandi. Ecco, qui si apre un universo di dubbi: non so tu, ma a me tra i foot lover non è che siano mai capitati così tanti uomini desiderosi di essere sottomessi.

«Non è così semplice: mica tutti i “piedofili” hanno impulsi masochistici», aggiunge Emmanuele A. Jannini, docente di Endocrinologia e Sessuologia Medica all’università Tor Vergata di Roma. «Anche perché ci possono essere altri motivi legati a questa preferenza. Da un punto di vista biologico, l’odore animalesco dei piedi riporta a uno stato di natura selvatico e quindi ipersessuale. E poi non bisogna dimenticare che questa parte del corpo è sporca, e quindi eccitante, perché nella nostra testa spesso c’è l’associazione di questi due concetti. Ma c’è anche un altro fattore molto importante: i piedi (e le mani) sono tra le parti meno suscettibili di trucco, parrucco e bisturi ringiovanente. Spesso basta guardare i piedi di un’attrice per capire la sua età biologica. E se è vero come è vero che il maschio è programmato prima di tutto per cercare segnali veri o presunti di giovinezza, ecco spiegato perché i piedi piacciono tanto. Insomma, sono degli indicatori oggettivi e difficilmente falsificabili dell’età di una donna».

Ok, adesso sappiamo tutto. Ma io donna da uno che mi dice che gli piacciono i piedi, che cosa mi devo aspettare? 

«Intanto c’è una bella differenza fra feticismo vero e proprio, cioè preferire avere a che fare solo una parte del corpo rispetto al rapporto sessuale vero e proprio, e semplice passione per i piedi», dice Ayzad, autore di I love BDSM. Guida per principianti ai giochi erotici di bondage, dominazione e sottomissione (80144 Edizioni). «I piedi sono i protagonisti di numerosi giochi erotici. Si va da carezze leggere fino al classico footjob. E poi ci sono pratiche più intense come il calpestamento (il trampling), o decisamente estreme come il ballbusting,cioè prendere letteralmente a calci le palle del partner. Lo spettro è molto ampio, e i giochi di foot fetish attraggono anche per questo: fanno meno impressione e non sono complicati quanto altre pratiche più esplicitamente BDSM. Quindi permettono di esplorare il comune istinto per la dominazione e la sottomissione erotica, presente in molti di noi».

Quindi riassumendo, se uno ti dice che gli piacciono i piedi ci possono essere tanti motivi: forse emanano un odore selvaggio e lui ne va matto, forse vuole capire quanti anni hai (chiedertelo no?), forse è un po’ masochista. Magari tutte le cose messe insieme. Soluzione: fa’ quel che vuoi. Ma non scandalizzarti se ti chiede un footjob: con tutto quel che spendiamo noi donne in pedicure, come vergini dei piedi non siamo credibili.

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Le 12 inconfessabili fantasie sessuali più diffuse tra le donne

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1) Sesso a tre o di gruppo

Tra le più popolari fra le fantasie sessuali femminili c’è senza dubbio quella di avere un rapporto sessuale in tre: con altri due uomini contemporaneamente, oppure con un uomo ed una donna. Altra fantasia è quella di essere al centro di una vera e propria orgia, magari dove è l’unica donna a dover soddisfare molti uomini.

2) Vedere il proprio partner fare sesso con un altro partner

Una fantasia abbastanza diffusa è quella di vedere il proprio partner a letto con un’altra donna (o con un uomo) o di essere vista dal proprio partner mentre si è in intimità con un altro uomo. Queste fantasie rappresentano un ottimo modo per esplorare la sessualità e divertirsi, senza creare reali gelosie del partner.

3) Voyeurismo

Il termine voyeurismo (anche detto “scopofilia” o “scoptofilia”) è una parafilia che caratterizza chi ottiene l’eccitazione e il piacere sessuale esclusivamente guardando (soprattutto di nascosto) persone nude o mentre fanno sesso. L’idea di poter guardare di nascosto altre persone mentre sono intente in un atto sessuale è una delle fantasie sessuali non solo degli uomni, ma anche delle donne.

4) Massaggio erotico

L’idea di ricevere un massaggio erotico è una delle fantasie più diffuse tra le donne. Per approfondire, leggi:

5) Sesso all’aperto

Emozionante e… illegale, il sesso all’aperto è vietato dalla legge e forse per questo motivo si tratta di una fantasia sessuale molto ricorrente, sia per gli uomini che per le donne. E’ facile capire perché è una delle fantasie sessuali più popolari: la paura di essere scoperti rende l’idea del sesso all’aperto coinvolgente, piena di suspense ed in grado di intensificare i sensi.

6) Sesso violento

La fantasia di subire sesso violento da parte di un uomo bello, possente e che imponga gli atti sessuali con la forza, è poco riconosciuta in pubblico dalle donne, eppure è molto diffusa.

Leggi anche: Perversioni sessuali (parafilie): dagli insetti sulle parti intime fino ai pannolini sporchi e le mestruazioni

7) Sesso con uno sconosciuto

Una delle fantasie sessuali più comuni e coinvolgenti soprattutto per gli uomini appartiene anche alle donne: avere un rapporto sessuale con un totale sconosciuto.

8) Sesso anale

L’idea di praticare sesso anale è una delle fantasie più diffuse tra le donne. Per approfondire, leggi:

9) Dominio e sottomissione

Esplorare il ruolo di dominatore o di dominato, potrebbe dare una nuova dimensione alla sessualità “stanca” di una coppia. Molti esperti sessuologi incoraggiano le coppie a sperimentare tecniche BDSM (bondage, dominazione e sottomissione, sadomasochismo) spiegando loro che le persone sono desiderose di scoprire nuovi aspetti della loro personalità a letto e che a molte persone piace usare il proprio potere in una “modalità sessuale”.

10) Sesso con superdotato

Mentre si masturbano, alcune donne fantasticano sull’essere penetrate da un pene veramente enorme. Per approfondire: Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti

11) Esisbizionismo

L’esibizionismo è una parafilia in cui il soggetto prova piacere sessuale nel mostrare ad altre persone i propri genitali o il proprio corpo nudo. L’idea di mostrarsi parzialmente o totalmente nudi a perfetti ed ignari sconosciuti, è una fantasia sessuale estremamente diffusa non solo tra gli uomini, ma anche tra le donne.

12) Sesso omosessuale

Avere un rapporto con un’altra donna, che sappia esattamente dove e come toccare e muoversi per farle provare piacere, è una delle fantasie sessuali femminili più diffuse in assoluto.

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Rottura del frenulo del pene: cosa fare?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PENE UOMO RAGAZZO VERGINITA FILETTO FRENULO GLANDE ASTA RAPPORTO SESSUALE IMENE PENETRAZIONE VAGINA CORONA FIMOSI SOLCOCORONALE MEATO URETRALE SPERMADobbiamo tenere in considerazione che la rottura del frenulo corto è più frequente. In ogni caso la rottura del frenulo nell’uomo non si verifica sempre, ma avviene in seguito ad un rapporto sessuale piuttosto energico o nel caso in cui si abbia a che fare con una stimolazione troppo eccentrica.

Il frenulo, come tutti i tessuti, se particolarmente sollecitato, può andare incontro ad una lacerazione parziale o totale. Il risultato consiste in un dolore intenso e nel sanguinamento. La lacerazione del frenulo avviene soprattutto quando non ci siano le condizioni per una sufficiente lubrificazione.

Leggi anche: Frenulo del pene: cos’è e perché la sua lunghezza è importante?

Vedi anche: foto di un pene sottoposto a frenulotomia

Rottura del frenulo: cosa fare

Rottura del frenulo: cosa fare? Se si dovesse andare incontro ad un episodio di questo genere, la prima cosa da fare consiste nel tamponare la ferita per qualche minuto. In genere tutto ciò basta per risolvere il problema.

Se invece ci troviamo di fronte ad una lacerazione più estesa, è necessario recarsi al pronto soccorso. Ricevendo le giuste cure mediche, si verrà sottoposti ad un piccolo intervento ambulatoriale, che avviene in anestesia locale.

Subito dopo l’intervento che segue la rottura del frenulo, ci si dovrà astenere dai rapporti sessuali per circa 20 giorni. Se il frenulo si lacera, ma riusciamo comunque a tamponare la fuoriuscita di sangue, è opportuno evitare i rapporti sessuali per circa 10 giorni, disinfettando in maniera adeguata la ferita, in modo che si possa giungere ad una cicatrizzazione completa.

E’ però da specificare che il frenulo può essere sottoposto ad una nuova lacerazione in seguito ad un rapporto successivo. In casi come questo si deve scegliere: lasciare che la rottura avvenga in modo naturale oppure ricorrere alla frenuloplastica. Quest’ultima è un’operazione risolutiva, che determina il superamento del problema in maniera definitiva, magari abbinando l’intervento a qualche piccolo accorgimento, come l’uso del preservativo, nel momento in cui si riprende l’attività sessuale.

In effetti la rottura del frenulo con il preservativo è più rara, ma non è detto che non avvenga. La frenuloplastica è comunque un intervento da considerare, anche perché non va trascurato il legame fra eiaculazione precoce e frenulo corto, anche se non ci sono prove decisive per questo collegamento.

Al pari dell’intervento per la circoncisione maschile, la frenuloplastica rientra fra quei tipi di interventi chirurgici da non sottovalutare per una corretta salute sessuale dell’uomo.

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Andropausa (menopausa maschile): cos’è, a che età, sintomi e cura

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Nelle donne la caduta della produzione ormonale avviene in modo piuttosto brusco, solitamente nel giro di qualche mese od anno tra i 45 ed i 50 anni. Le ovaie riducono drasticamente la produzione di estrogeni, la regolarità del ciclo viene meno e successivamente si interrompe del tutto (menopausa), venendo meno la possibilità di gravidanza. Durante la menopausa le donne possono anche provare:

  • vampate di calore;
  • sudorazioni;
  • cambiamenti repentini dell’umore;
  • alterazioni nella risposta sessuale, come la secchezza delle mucose;
  • riduzione nell’interesse all’attività sessuale.

Età dell’andropausa

Negli uomini la caduta della produzione ormonale è molto più graduale rispetto alle donne, e si evolve nell’arco di vari decenni tanto che i cambiamenti fisici o mentali che avvengono sono talmente graduali che possono essere facilmente non notati, specie nelle fasi iniziali, anche perché l’uomo – al contrario della donna – ha la possibilità di concepire un bambino virtualmente fino alla morte, quindi non esiste un evento come nella donna è il cessare del ciclo mestruale, a “sancire” con precisione l’andropausa.
In ogni caso la produzione di testosterone nell’uomo diminuisce gradualmente e progressivamente dai 35/40 anni in poi e tende a diminuire più velocemente dai 50, periodo in cui possiamo teoricamente inserire l’avvento dell’andropausa. Anche altri ormoni sono coinvolti, incluso l’ormone della crescita, gli ormoni tiroidei, e quelli correlati alla stimolazione dei melanociti. Con l’avanzare dell’età possono verificarsi altri cambiamenti ormonali come l’ipotiroidismo (cioè la ridotta attività della tiroide) ed il diabete. C’è comunque da ricordare che una buona alimentazione povera di grassi, l’evitare il fumo e – soprattutto – una adeguata attività fisica, tende a mantenere i livelli di testosterone il più alti possibile più a lungo: un individuo ultracinquantenne in forma e con elevata massa muscolare ha probabilmente livelli ormonali migliori di un quarantenne obeso, fumatore e diabetico.

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Sintomi e segni dell’andropausa

I sintomi e segni da carenza ormonale tipici dell’andropausa sono numerosi anche se spesso sono sfumati e/o aspecifici, per questo motivo l’andropausa non è una condizione facile da individuare con certezza. I sintomi possono coinvolgere diversi aspetti della salute dell’uomo.

Sistema cardiocircolatorio ed il sistema nervoso:

  • vampate di calore;
  • sudorazione;
  • insonnia;
  • nervosismo.

Umore e funzioni cognitive:

  • irritabilità e stanchezza;
  • diminuzione del senso di benessere;
  • perdita della motivazione;
  • scarsa energia mentale;
  • difficoltà con la memoria a breve termine;
  • depressione;
  • ridotta autostima;
  • insicurezza e facilità a preoccuparsi o spaventarsi.

Virilità

  • energia, resistenza e vigore fisico ridotti;
  • riduzione del tono muscolare.

Sessualità

  • diminuzione della libido e dell’interesse sessuale;
  • attività sessuale ridotta;
  • erezioni “povere”;
  • piacere ridotto nell’orgasmo;
  • eiaculazione debole;
  • quantità di sperma ridotto;
  • ridotta quantità di vitalità degli spermatozoi.

Caratteristiche fisiche 

  • riduzione della massa muscolare;
  • perdita dei peli del corpo;
  • obesità addominale.

Molti altri effetti si possono notare nel metabolismo e nella chimica dell’organismo, quali:

  • riduzione del colesterolo HDL ed incremento del colesterolo LDL, condizione che aumenta il rischio di sviluppo di problemi coronarici;
  • aumento della percentuale di grasso corporeo (dovuta alla diminuzione di massa muscolare);
  • osteoporosi;
  • riduzione della quantità di globuli rossi.

L’andropausa comporta cambiamenti che possono essere dannosi, in vario modo, per la salute:

  • aumento del rischio di fratture dovute all’osteoporosi e problemi cardiovascolari;
  • riduzione del benessere generale;
  • depressione;
  • insufficienze cognitive (problemi con il pensiero, la concentrazione e la memoria);
  • riduzione della forza psicologica;
  • disfunzioni sessuali.

I sintomi, i segnali e le conseguenze metaboliche dell’andropausa sono nella maggioranza dei casi reversibili e possono essere corretti con una terapia ormonale.

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Come riconoscere l’andropausa e quali cure sono disponibili?

Un basso livello di testosterone nel sangue è insufficiente per una diagnosi, anche se per avere il sospetto che si tratti effettivamente di andropausa dovrebbero essere presenti diversi sintomi e segnali fisici, in concomitanza di bassi livelli di testosterone nel sangue. Il problema si presenta nel misurare i livelli di ormoni maschili nel sangue. Sarebbe confortante pensare che una semplice analisi del sangue possa aiutare ad individuare una deficienza ormonale tipica dell’andropausa. Sfortunatamente non è il nostro caso. Non esiste un accordo comune, attualmente, per definire quali siano i livelli normali di testosterone e quali, esattamente, dovrebbero essere gli esami che permettano di rivelare una situazione di deficit di ormoni maschili.

Questo è principalmente dovuto al fatto che il “range di normalità” dei valori nel sangue è stato calcolato in base ad statistiche di casi molto ampie, che includono anche uomini in andropausa. Quindi definendo un “normale livello di testosterone” non si intende un “salutare” livello dell’ormone, ma solo quello nella media. Il testosterone viene prodotto e rilasciato nel circolo sanguigno in modo discontinuo, di solito in maggiore quantità il mattino piuttosto che nelle tarde ore della serata. Il sangue da analizzare, dunque, dovrebbe essere prelevato tra le 8 e le 10 del mattino, almeno in due giornate distinte e bisognerebbe notare delle considerevoli anomalie per poter pensare che ci sia un problema nei livelli di testosterone.

Inoltre il 60-70% del testosterone è legato ad una proteina di trasporto plasmatica chiamata SHBG. Questo genere di proteina è un modo comune tramite il quale gli ormoni vengono trasportati nel sangue, ed è un effettivo “magazzino mobile” di testosterone. Il testosterone diventa attivo solo quando il legame con questa proteina viene rotto, ed avviene di continuo. Gli uomini più anziani producono relativamente più SHBG (come avviene anche nei forti bevitori e nelle persone con disordini tiroidei). Questo porta ad una riduzione di testosterone effettivamente libero nel circolo sanguigno.

Un altro 30-40% del testosterone è invece debolmente legato ad un altra proteina chiamata albumina e rimane inattivo, quindi probabilmente il testosterone effettivamente libero corrisponde a circa l’1-2% del totale. Di qui il problema principale: la misurazione del testosterone totale non è attendibile per quanto riguarda la presenza di testosterone effettivamente libero nel sangue. Individuare il testosterone libero, in più, comporta delle analisi piuttosto costose e può essere difficile trovare dei laboratori attrezzati.

Altri esami possono essere più attendibili (per esempio l’indice FAI calcolato secondo il rapporto ((testosterone totale)/SHBG)x100). Tutto ciò riesce a confondere anche i medici. Molti dottori non pensano che l’andropausa esista in realtò, e non offrono cure in merito. Altri invece credono nella sua esistenza e la vedono ovunque.

Al momento attuale, un approccio più pratico è probabilmente il più utile. Se molti dei sintomi dell’andropausa sono presenti, ed il rapporto FAI è al di sotto della norma, un tentativo terapeutico di integrazione di testosterone fino ad un massimo di tre mesi può essere utile. Se si notano dei miglioramenti dei sintomi, e si nota che l’integrazione ha una sua efficacia, si può mantenere la cura fino a quando il risultato permane. Un effetto placebo accentuato potrebbe verificarsi con alta probabilità, perciò il miglioramento deve essere monitorato nel tempo.

Chi assume integratori di testosterone dovrebbe fare dei controlli medici regolari ogni mesi per almeno tutti il primo anno di trattamento, i quali dovrebbero includere il controllo della prostata e analisi del sangue. Dopo questo periodo tali esami dovrebbero essere effettuati almeno una volta l’anno. Il testosterone può essere assunto tramite capsule, iniezioni, cerotti, gel ed iniettori. Le capsule non sempre aumentano prontamente il livello nel sangue. Il cerotto è probabilmente il metodo più comodo per assumere testosterone, anche se è ragionevolmente il più costoso.

Per tutte queste preparazioni è necessaria la prescrizione medica. Gli effetti collaterali possono essere veri. Mal di testa, aumento del peso, acne, aggressività verso le altre persone, calvizie androgenetica sono stati segnalati in tutti i casi di assunzione di testosterone, ma sono rari se il testosterone libero rimane nei livelli di normalità. Per quanto riguarda gli effetti sulla prostata, il testosterone non dovrebbe essere somministrato a pazienti che mostrano un ingrossamento della stessa. Non si pensa che il testosterone aumenti il rischio di cancro alla prostata, in ogni caso, se già presente, può favorirne la moltiplicazione delle cellule. In quasi l’80% dei maschi ultraottantenni americani, è stata diagnosticato, post mortem, un cancro alla prostata, perciò quanto possa influire l’integrazione di testosterone sulla mortalità non è quantificabile. Il livello di colesterolo e la produzione di globuli rossi, invece, vengono influenzati. Per tale motivo è necessario mantenerli monitorati in caso di cure.

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Lunghezza media pene a 15 anni: quando il pene raggiunge la massima lunghezza possibile?

MEDICINA ONLINE TESTICULAR TESTICOLI PENE PROSTATA SEX SESSO GLANDE SEMEN SPERMA BIANCO GIALLO ROSSO MARRONE LIQUIDO TRASPARENTE EIACULAZIONE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VIAGLa crescita fisica di un uomo dipende da persona a persona ed i caratteri sessuali secondari si sviluppano in base agli stimoli ormonali che si verificano durante la pubertà. I caratteri sessuali secondari sono tutte quelle caratteristiche che rendono maschi e femmine, diversi. Nei maschi tali segni comprendono: comparsa di peli sul pube, sotto le ascelle, sul petto e sul viso; timbro della voce più profondo; muscolatura più pronunciata; ingrandimento di pene, testicoli e scroto.

Quando il pene raggiunge le massime misure possibili?

Generalmente lo sviluppo del pene dura fino a 3 anni circa dopo l’inizio dello sviluppo. Lo sviluppo puberale inizia nel maschio sano generalmente tra gli 11 ed i 12 anni, quindi il pene terminerà il suo sviluppo intorno ai 14/15 anni ed è questa l’età in cui il pene in genere raggiunge le sue dimensioni massime, cioè quelle che rimarranno stabili anche nella fase adulta.

Quali sono le misure medie a 15 anni?

Le misure medie di un pene di un giovane di 15 anni sano, allo stadio terminale dello sviluppo puberale, sono:

  • 8-9 centimetri di lunghezza a riposo (flaccido);
  • 14-16 centimetri di lunghezza durante l’erezione;
  • 9-10 centimetri di circonferenza a riposo;
  • 11-12 centimetri di circonferenza in erezione.

Tali dati numerici sono tuttavia fortemente variabili in base a genetica, stato di salute, etnia ed altri parametri.

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