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L’obesità dilaga e diventa una delle minacce emergenti nel Regno Unito anche sul fronte della lotta al cancro: lo rivela uno studio aggiornato del Cancer Research UK, ripreso oggi con evidenza dai media britannici, stando al quale il sovrappeso è indicato oggi come causa di un Continua a leggere
Tossicodipendenza, disagio giovanile e nuove droghe
Non è raro sentir dire, da parte di esperti e della gente comune, che il disagio degli adolescenti e dei giovani è un’invenzione, uno psicologismo di moda, una costruzione teorica. Qualcuno banalizza tutto, asserendo che di problemi gli adolescenti ne hanno sempre avuti, e non sono certo quelli di oggi Continua a leggere
Suicidio: i segnali per capire chi si vuole suicidare
Vi anticipo che – purtroppo – non esiste nessun segnale “certo” che una persona abbia intenzione o si stia per suicidarsi. Persone sorridenti ed all’apparenza felici, possono in realtà nascondere all’interno ansia e dolori molto intensi. Il suicidio è inoltre spesso un atto impulsivo, scatenato da un aumento improvviso dell’ansia e della disperazione, causato da particolari situazioni e circostanze. Può capitare ad esempio che una donna che non abbia mai avuto nessun problema di interesse psichiatrico (ad esempio depressione) né che abbia mai avuto in tutta la sua vita nessun idea suicidaria, tenti o realizzi il suicidio nell’apprendere una notizia tragica ed improvvisa, come la morte di un figlio, specialmente se tale notizia viene appresa in certe circostanze, ad esempio mentre è da sola a casa e non c’è nessuno a confortarla, oppure si trova in circostanze che possono indirettamente favorire l’idea suicidaria, ad esempio l’abitare in un piano alto di un palazzo può suggerire alla donna di lanciarsi nel vuoto per evitare di sentire un dolore insopportabile.
Non tutti i suicidi sono imprevedibili
Non tutti i suicidi sono tuttavia del tutto imprevedibili. Un soggetto che ha intenzioni suicidarie – reali o che si limitano alla fantasia – a causa di disagi cronici come ad esempio il subire atti di bullismo nell’ambiente scolastico – lascia spesso trapelare nel tempo dei segnali che, se ben interpretati, possono permettere a genitori, parenti ed amici di intuire le intenzioni del soggetto e mettere in pratica delle misure che possano impedire l’insano gesto ed eventualmente aiutarlo a superare il momento di difficoltà.
I segnali dell’intenzione suicidaria
Quali possono essere i segnali d’allarme che fanno capire che una persona cara sta pensando al suicidio?
- tende a parlare di suicidio o della morte in generale;
- dice di non avere più obiettivi nella vita o che nulla gli interessa più;
- tende all’apatia o a “lasciarsi andare”;
- ha poca reattività agli eventi piacevoli o spiacevoli;
- parla di “andarsene”, di “fare un viaggio lungo” in posti non ben precisati;
- regala improvvisamente quello che possiede agli altri (soldi, oggetti…);
- manifesta sentimenti quali disperazione o senso di colpa;
- subisce spesso umiliazioni in pubblico;
- la mattina preferisce rimanere a letto e non ha voglia di far nulla;
- ha da poco avuto notizie spiacevoli o tragiche, come un lutto, un licenziamento o uno sfratto;
- non ha voglia di uscire né di avere a che fare con familiari o amici;
- smette improvvisamente di partecipare alle sue normali attività o di dedicarsi ai suoi hobby;
- cambia rapidamente abitudini alimentari;
- ha ritmi sonno-veglia alterati, ad esempio insonnia e inversione dei ritmi circadiani (sta sveglia di notte e dorme di giorno);
- manifesta comportamenti autodistruttivi (ad esempio usa droghe o beve alcolici);
- ha comportamenti autolesionistici (ad esempio compie atti dove la sua vita è in pericolo o si è procurato volontariamente delle lesioni fisiche).
Ovviamente l’avere uno o più di tali comportamenti non significa necessariamente che una persona stia pensando al suicidio: queste sono solo indicazioni generali.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Uomo in crisi per la tecnologia: pene più corto e maggior numero di suicidi
L’uomo del terzo millennio è in crisi in tutte le fasce di età, giovani compresi, un disagio che coinvolge aspetti comportamentali, sociali e relazionali. Lo sostiene, nella Giornata internazionale dell’uomo, il prof.Carlo Foresta che con la sua equipe padovana studia da anni i problemi legati alla sessualità maschile. Dalla ricerca, presentata oggi, emerge che i giovani, figli di una civiltà che ha modificato negativamente l’ambiente, hanno subito modificazioni del sistema endocrino riproduttivo e sessuale. La stessa chiave di lettura può essere utilizzata, secondo Foresta, per valutare l’impercettibile ma significativa riduzione della lunghezza del pene dei giovani ventenni e la riduzione della distanza ano-genitale che si determina quando gli ormoni testicolare sono più bassi o funzionano meno. I giovani sono inoltre figli di una società profondamente cambiata nella sua strutturazione: sono di frequente figli unici, figli di genitori anziani, figli di genitori separati. La conseguenza di queste modificazioni è alla base di un isolamento familiare sostituito da internet.
Poco interessati al sesso reale
Persino le prime esperienze sessuali e in molti casi la continuità di queste esperienze si realizza e si consuma attraverso la multimedialità delle proposte. Dal raffronto tra la frequenza dei disturbi sessuali dichiarata nel 2016 da 1000 ventenni rispetto allo stesso numero di coetanei intervistati nel 2005, affiora una elevata percentuale di ragazzi che si ritengono scarsamente interessati alla sessualità reale e la frequentazione della pornografia in internet può essere uno dei motivi determinanti, a giudizio dell’equipe di ricercatori, per spiegare questo fenomeno. L’idea-simbolo di uomo forte, invulnerabile, privo di debolezza, sembra essere uno dei maggiori responsabili, per Foresta, della pesante differenza di genere nei tassi di suicidi. Il numero dei maschi che si tolgono la vita è circa 3-4 volte più elevato rispetto a quello delle donne. Questa analisi ha indotto la Fondazione Foresta, in collaborazione con alcuni psicoterapeuti, a creare dei punti di ascolto.
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Il medico dei giovani si chiama internet
La salute è un tema che sta a cuore a tutti, ma l’età incide in modo particolare su come viene affrontato. Il 77% degli adolescenti preferisce affidarsi a Internet per avere risposte che riguardano il benessere e la buona salute e solo il 45% sente il bisogno di confrontarsi con i genitori dopo aver navigato sul web.
Lo rivela la ricerca Diagno/click, la prima in Europa che analizza il rapporto tra i giovani, la salute e il web. Lo studio, patrocinato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e promosso dall’associazione Family Smile, ha coinvolto un campione di 1.713 adolescenti scelti su gran parte del territorio italiano. I giovani quindi preferiscono il web, che consente loro, soprattutto in questa delicata fase della vita, di non mostrare agli altri di non sapere o di voler conoscere più a fondo alcune tematiche. “Il desiderio di comprendere – spiega Andrea Catizone, avvocato e presidente di Family Smile – diventa in fase adolescenziale un senso di controllo sulla propria vita attraverso la consapevolezza, più o meno fondata, di sapersi e potersi curare di sé”.
Alla domanda diretta, il 92% degli intervistati ha risposto che preferisce il web, rispetto ad un confronto con gli esperti o con i genitori, perché è sempre accessibile e la risposta arriva velocemente. “Ciò dimostra – spiega Filomena Albano dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza – come il percorso di autonomia e di auto affermazione dei ragazzi in verità presenta aspetti di fragilità che non possono essere ignorati e che talvolta costituiscono un humus fertile nel quale affondano le radici successive patologie di natura psicologica difficili da controllare”.
Cos’è la salute per gli adolescenti
II concetto di salute per gli adolescenti è molto diverso da quello strettamente legato agli aspetti sanitari. Per la maggioranza essere in salute significa avere un corpo in forma, quindi non è altro che la rappresentazione ideale di ciò che i giovani vogliono essere o tendono a divenire.
Cosa cercano sul web
Le notizie più cliccate sono quelle legate ai temi che riguardano la forma fisica, l’alimentazione, l’utilizzo di alcool e droghe, la sessualità, le malattie trasmissibili sessualmente e le medicine e i farmaci. Qualche differenza c’è tra le ricerche delle ragazze e quelle dei ragazzi. Ad esempio il 26% delle femmine adolescenti cerca informazioni sull’alimentazione, mentre lo fa solo il 17% dei maschi. Questi ultimi sono più interessati alla sessualità e all’uso di alcol.
Le differenze in base all’età
Se a 14 anni le ragazze sono molto concentrate sulla forma fisica (le ricerche su questo argomento – sempre in base allo studio Family Smile – riguardano il 74% delle femmine) l’interesse va scemando man mano che l’età aumenta. A 20 anni solo il 31% cerca informazioni di questo tipo sul web, a differenza dei ragazzi che diventano il 69% alla stessa età, mentre a 14 anni sono solo il 26%. L’interesse degli adolescenti di entrambi i sessi si mantiene alto e costante, invece, per quanto riguarda le informazioni su alcol e droghe. Anche se i maschietti sono tendenzialmente più interessati all’argomento: lo cerca il 66% dei 17enni, il 65% dei 18enni e il 79% dei 19enni.
Una marcata differenza tra i sessi c’è invece per quanto riguarda le informazioni sulla sessualità. Per i maschi l’argomento è tra i più interessanti e quindi ricercati in rete. Le percentuali di ricerca tra i 14 e i 20 anni superano sempre il 50%, mentre sono più basse quelle delle ragazze. Inoltre il 33% dei maschi e il 34% delle femmine naviga in siti di tutti i tipi per cercare informazioni sulle malattie, soprattutto per identificarle partendo dai sintomi. Questa percentuale cresce con l’età.
Come si sentono i giovani dopo la ricerca sul web
- Il 91% è ansioso perché non sa come gestire queste informazioni;
- L’88% si sente rassicurato perché comunque ha ottenuto una risposta;
- L’82% è confuso perché non è riuscito a comprendere tutte le informazioni ricevute;
- Solo il 10% è incuriosito e va a ricercare altre malattie.
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