Gli uomini sono per natura poligami e sono attratti da donne giovani e con seno grande: le verità scomode

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONELeggendo articoli e ricerche in campo psicologico, ho trovato un post che risale addirittura al 2007 ma di cui ho deciso di riportare una traduzione perché racchiude alcuni spunti interessanti e controversi che, sono sicuro, sono destinati a far discutere! Per molti fautori della redpill, quanto scritto in questo articolo non apparirà per Continua a leggere

Donne nate senza vagina: è la sindrome di Rokitansky-Kuster-Hauser

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DONNA TRISTE STANCA STRESS SONNO TRISTEZZA DEPRESSIONELa  sindrome di Rokitansky-Kuster-Hauser (anche chiamta agenesia mülleriana o aplasia utero vaginale o semplicemente sindrome di Rokitansky; in inglese müllerian agenesis o müllerian aplasia o vaginal agenesis o Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser syndrome o MRKH syndrome), è una condizione congenita (cioè presente già alla nascita) che è caratterizzata dall’assenza dell’utero e – in parte o totalmente – della vagina, mentre le ovaie sono presenti e anche i genitali esterni sono normali. E’ causata da un alterato sviluppo dei dotti di Müller, cui consegue l’agenesia dell’utero e variabili malformazioni della porzione prossimale della vagina. A ciò consegue amenorrea primaria, infertilità e l’impossibilità dei rapporti sessuali.

Cenni storici

Questa sindrome prende il nome dal suo più famoso scopritore il barone Karl Von Rokitansky (Cecoslovacchia, 1804-1878), medico e professore all’università di Vienna. Esistono evidenze di malformazioni vaginali sin dai tempi antichi. Già Ippocrate nel libro “Natura della donna” descrive la presenza di un’ostruzione membranosa del canale vaginale. Nel 1829 Mayer e nel 1838 Rokitansky descrivono una sindrome che include l’agenesia dell’utero e della vagina, mentre successivamente sarà Kuster ad osservare una correlazione con difetti urologici. Per questo motivo questa condizione viene anche chiamata sindrome di Mayer-Rokitansky-Kuster-Hauser.

Diffusione

Si stima che la prevalenza della sindrome sia di 1-5 neonate su 10.000.

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Cause

Normalmente durante l’embriogenesi umana, insieme ai vari apparati e sistemi, avviene lo sviluppo del apparato riproduttivo; nei pazienti affetti da questa malattia lo sviluppo inizia ma non riesce a concludersi. La  sindrome di Rokitansky è causata da un alterato sviluppo dei dotti di Müller, cui consegue l’agenesia dell’utero e malformazioni della porzione prossimale della vagina. La causa a monte che determina tale alterato sviluppo è attualmente ancora non del tutto compreso. Sono stati studiati numerosi geni al fine di identificare una causa genetica. Le forme tipiche e atipiche del disturbo sono presumibilmente causate da mutazioni in diversi geni. Il gene WNT4 (braccio  corto del cromosoma 1) è stato implicato nella versione atipica di questo disturbo. Una mutazione genetica causa la sostituzione di un residuo di leucina in prolina nella posizione dell’amminoacido 12. Questo evento riduce i livelli intranucleari di β catenina, inoltre rimuove l’inibizione degli enzimi steroidogenici come la 3β-idrossisteriod deidrogenasi e la 17α-idrossilasi. I pazienti hanno quindi un eccesso di androgeni. Inoltre, senza WNT4, il dotto mulleriano è deformato o assente. Gli organi riproduttivi femminili, come la cervice, le tube di Falloppio e gran parte della vagina, sono quindi colpiti. È stata segnalata un’associazione con la sindrome da microdelezione 17q12, una mutazione per delezione nel braccio lungo del cromosoma 17. Il gene LHX1 può essere la causa di un certo numero di casi.

Sintomi e segni

Dal punto di vista clinico la sindrome di Rokitansky si manifesta con l’assenza di utero e vagina, con ovaie e genitali esterni nella norma e normale cariotipo femminile. In alcuni casi possono essere associate anomalie a carico di altri organi e apparati come reni e vie urinarie, cuore e scheletro (vedi il prossimo paragrafo). La maggior parte delle pazienti con la sindrome di Rokitansky se ne accorge durante la pubertà, dato che, nonostante le modificazioni normali legate alla pubertà (sviluppo dei caratteri sessuali secondari con pubarca, cioè formazione di peli pubici, e telarca, sviluppo delle mammelle), si ha amenorrea (cioè le mestruazioni sono assenti): è opportuno ricordare che attualmente tale sindrome rappresenta la seconda causa di amenorrea primaria dopo la sindrome di Turner. Le ovaie – normalmente presenti – infatti inducono la caratterizzazione femminile tipica della pubertà, ma le mestruazioni non compaiono in virtù dell’assenza dell’utero. La conseguenza più importante – e più drammatica per la donna – di questa malattia è l’impossibilità totale di avere una gravidanza data la mancanza dell’utero. Inoltre, finchè non si interviene chirurgicamente a creare un’apertura ed uno spazio vaginale, per la donna sarà impossibile la normale penetrazione vaginale durante i rapporti.Esternamente i genitali appaiono normali.

Tipologie

Esistono due tipologie di sindrome di Rokitansky:

  • sindrome di Rokitansky di primo tipo (MRKH di tipo I): si riscontra l’assenza solo di utero e vagina;
  • sindrome di Rokitansky di secondo tipo (MRKH di tipo II o MURCS -Müllerian aplasia, Renal aplasia and Cervico-thoracic Somite dysplasia):  si riscontra l’assenza di utero e vagina ma sono anche associate malformazioni di altri organi, tra cui reni, cuore e scheletro. In particolare il 40% delle donne malate presenta anomalie renali (il 15% nasce con un solo rene), il 10% presenta difficoltà uditive e il 10-12% anomalie scheletriche.

Il secondo tipo è generalmente considerato quello più grave e potenzialmente caratterizzato da sintomi e segni in quantità maggiore rispetto al primo tipo.

Un’altro tipo di classificazione, prevede tre gruppi:

  • Tipica agenesia mulleriana – Aplasia/ipoplasia uterovaginale isolata (prevalenza 64%);
  • Agenesia mulleriana atipica – Aplasia/ipoplasia uterovaginale con malformazione renale o aplasia/ipoplasia uterovaginale con disfunzione ovarica (prevalenza 24%);
  • Sindrome MURCS – Aplasia/ipoplasia uterovaginale con malformazione renale, malformazione scheletrica e malformazione cardiaca (prevalenza 12%).

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Diagnosi

La diagnosi di sindrome di Rokitansky è essenzialmente clinica. Tuttavia la normale visita medica va integrata con esami genetici per il controllo del cariotipo, un’ecografia pelvica e una risonanza magnetica per il controllo dell’anatomia interna. Importante anche una ecografia renale, visto che, come dicevo all’inizio dell’articolo, spesso tale patologia è associata e anomalie a carico di altri organi ed il rene è statisticamente quello più colpito.

Trattamento

Per quanto riguarda il trattamento è possibile ricostituire la vagina mediante intervento chirurgico di vaginoplastica: la costruzione di una neovagina è necessario per permettere alla paziente di avere una normale vita sessuale. Questo ovviamente non risolve il problema dell’assenza dell’utero (per cui permangono per tutta la vita l’infertilità e l’amenorrea), anche se in futuro si prevede che sarà possibile ricorrere al trapianto di utero. Già adesso presso la Clinica Ginecologica dell’ospedale Umberto I di Roma si stanno sperimentando nuove terapie a base di cellule staminali autogene, cioè prelevate dalla stessa paziente. Il trattamento con utero artificiale è ancora in fase di studio. Ritornando all’impossibilità di avere figli, una ulteriore brutta notizia è che l’assenza dell’utero rende impossibile anche il ricorso a tecniche di fecondazione in vitro. Rimane la possibilità della maternità surrogata (vietata in Italia) oppure ovviamente dell’adozione. I trattamenti effettuati sono finalizzati a migliorare il rapporto sessuale ed a migliorare la qualità della vita della paziente, soprattutto dal punto di vista psicologico. Per migliorare il rapporto sessuale sono utilizzati sia dilatatori vaginali, sia la chirurgia, che presenta numerosi approcci, tra i quali:

  1. il metodo McIndoe: prevede l’utilizzo di cute del paziente al fine di confezionare una vagina artificiale; dopo l’intervento l’uso di dilatatori vaginali può rendersi necessario in caso di stenosi.
  2. il metodo Vecchietti: consiste nell’inserimento, a livello del fondo cieco della vagina, di una dispositivo di forma ovalare che viene successivamente messo in trazione dall’interno dell’addome tramite un intervento laparoscopico; l’intervento dura in tutto 45 minuti. In tal modo la vagina può crescere in dimensione di 1 cm al giorno, creando una vagina normale in circa una settimana o più.

Il trapianto uterino è stato eseguito in un certo numero di persone con agenesia mulleriana, ma l’intervento è ancora in fase sperimentale. Poiché le ovaie sono presenti, le persone con questa condizione possono avere figli genetici attraverso la fecondazione in vitro con trasferimento dell’embrione a un portatore gestazionale. Nell’ottobre 2014, è stato riferito che un mese prima una donna svedese di 36 anni era diventata la prima donna con un utero trapiantato a dare alla luce un bambino sano. È nata senza utero, ma aveva ovaie funzionanti. Lei e il padre sono passati alla fecondazione in vitro per produrre 11 embrioni, che sono stati poi congelati. I medici dell’Università di Göteborg hanno quindi eseguito il trapianto di utero, essendo il donatore un amico di famiglia di 61 anni. Uno degli embrioni congelati è stato impiantato un anno dopo il trapianto e il bambino è nato prematuro a 31 settimane dopo che la madre aveva sviluppato la preeclampsia. La ricerca promettente include l’uso di strutture coltivate in laboratorio, che sono meno soggette alle complicazioni del tessuto non vaginale, e possono essere coltivate utilizzando le cellule della donna stessa come fonte di coltura. Il recente sviluppo di vagine ingegnerizzate utilizzando le cellule del paziente stesso ha portato a vagine perfettamente funzionanti capaci di mestruazioni e orgasmo in un certo numero di pazienti.

Supporto psicologico

Scoprire di essere affette dalla sindrome di Rokitansky è ovviamente uno shock molto forte per la donna, che avrà la certezza di non poter mai rimanere incinta oltre alla percezione di essere “meno donna” del normale. La diagnosi avviene spesso in giovane età, durante le prime fasi post-puberali e ciò rende ancora più traumatica la notizia: in questo senso è assai importante avere un supporto psicologico e psichiatrico, che aiuti la paziente ad accettare la malattia. Alcune pazienti potrebbero avere un forte contraccolpo psicologico e ricadere nella depressione, nell’isolamento sociale e perfino in idee suicidarie: in questi casi farmaci antidepressivi e psicoterapia possono essere di grande aiuto.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Impianto di protesi testicolare: quando, come e perché si effettua

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Quando e perché viene istallata una protesi testicolare?
Una protesi testicolare viene istallata nello scroto quando il testicolo originale non è più presente in sede per vari motivi:
1) orchiectomia: intervento chirurgico di asportazione di uno od entrambi i testicoli;
2) criptorchidismo: la mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli nel sacco scrotale;
3) testicolo atrofico;
4) testicolo non presente alla nascita;
5) orchidopessi (il principale trattamento del criptorchidismo, ha come obiettivo di riportare il testicolo o testicoli nello scroto).

Come viene impiantata una protesi testicolare?
L’impianto, effettuato in regime di Day Surgery, tranne che nelle condizioni che impongono un ricovero ordinario  può essere o contestuale alla asportazione del testicolo o in un tempo successivo, attraverso una incisione inguinale.
La procedura richiede una anestesia locale o locogenerale ed una durata di solito non superiore ai 20-30 minuti, preceduta da una profilassi antibiotica un’ora prima e proseguita alla dimissione per almeno 4 giorni insieme ad una terapia antidolorifica da impiegare più che altro al bisogno. L’intervento può essere realizzato in regime di Day Surgery

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Come è fatta una protesi testicolare?
La dimensione della protesi è ovviamente correlata alle dimensioni del controlaterale. La protesi è costituita da un involucro ovoidale in silicone preriempito, e ne esistono di diverse misure: la scelta della dimensione della protesi è ovviamente correlata alle dimensioni del controlaterale (cioè viene fatta in base alla dimensione del testicolo superstite).

Perché le dimensioni sono correlate al testicolo superstite?
Come facilmente intuibile l’impianto di protesi testicolari viene effettuato per motivi estetici e psicologici.

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Complicanze dell’intervento
La complicanza più frequente, come accade per tutte le protesi, è  l’infezione. Questo evento può richiedere la sua rimozione, così come la possibile comparsa di una necrosi dei lembi cutanei al di sopra della protesi. È rara la comparsa di un ematoma (una raccolta di sangue) all’interno dello scroto.

Risultati dell’intervento
Il risultato estetico è subito visibile, alla vista il testicolo è naturale e soffice al tatto, della stessa consistenza dei testicoli naturali. La cicatrice è minima.

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Dormire poco ci rende più audaci e disinibiti

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONEI risultati di un nuovissimo studio mostrano che gli uomini che dormono poco diventano molto più audaci. I motivi? Gli uomini che dormono un numero minore di ore percepiscono come più disponibile sessualmente la propria partner. Le autrici di questo studio hanno notato che gli uomini privati di una notte di sonno hanno infatti percepito i segnali sessuali della propria compagna come più forti rispetto a quando erano riposati. Questo sarebbe avvenuto perché la mancanza di sonno influenzerebbe le funzioni del lobo frontale, che ha un ruolo anche sul processo decisionale nella valutazione dei rischi, della morale, dei freni inibitori e della sensibilità. Quindi l’assenza di riposo in alcuni individui avrebbe più o meno gli stessi effetti di una sbronza molto forte.

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La pillola anticoncezionale aumenta o diminuisce il desiderio sessuale femminile?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SESSO SESSUALITA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONE DONNA UOMO ORGASMO ECCITAZIONE AMORE COPPIAVorrei darvi una risposta netta e definitiva, ed invece la risposta che vi darò è: forse l’aumenta, o forse la diminuisce, o forse non cambia nulla!

La questione è tuttora piuttosto controversa visto che, statistiche alla mano, circa l’ 80% delle donne che assumono regolarmente la pillola afferma di non notare alcun calo di desiderio, il 10% pensa di aver ottenuto un miglioramento della vita sessuale, mentre il rimanente 10% sostiene di aver perso interesse per il sesso. Gli specialisti ritengono che un eventuale calo del desiderio sessuale conseguente all’assunzione della pillola sia dovuto agli estrogeni che essa contiene, sia pure in minima quantità. Gli estrogeni hanno infatti la caratteristica di agire direttamente sulla libido attenuandola. D’altra parte, è un dato di fatto che il numero di estrogeni contenuto è talmente basso da risultare pressoché ininfluente.

Pare quindi che i problemi sessuali legati all’uso della pillola siano più che altro di natura psicologica: alcune donne infatti hanno così paura degli effetti di questo contraccettivo sulla sessualità da concretizzarli; altre invece, pur assumendo la pillola per propria scelta, paradossalmente non riescono più a provare piacere vivendo un rapporto sessuale non più a rischio di gravidanza. Si pensa infatti che , nella maggior parte dei casi, la pillola abbia un’influenza negativa sulla sessualità nel momento in cui nasce nella donna il conflitto tra la volontà, tradotta in pratica, di usare la pillola e il desiderio inconscio di concepire un bambino. Viceversa, per molte altre donne il fatto di non dover più preoccuparsi di una gravidanza indesiderata aumenta il desiderio e la risposta sessuale. A questo proposito pare anche che alcune donne siano riuscite a raggiungere l’orgasmo per la prima volta solo dopo aver iniziato a fare uso della pillola.

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La pillola contraccettiva già qualche anno fa venne salutata come il primo contraccettivo orale che non faceva ingrassare, se non addirittura dimagrire. In occasione del congresso mondiale di ginecologia psicosomatica (Venezia, ottobre 2010) giornali, blog e siti web l’hanno ulteriormente celebrata come la pillola che “riaccende il desiderio” e stimola la libido femminile. Il segreto? Una molecola sintetica, il drospirenone, interessata dal travagliato brevetto di un colosso dell’industria farmaceutica. Ora, a smorzare gli entusiasmi, ci pensa una ricerca italiana pubblicata da The Journal of Sexual Medicine, che mette in discussione le proprietà “afrodisiache” della super-pillola.

Il drospirenone è pur sempre un anti-androgeno e, anche nella donna, gli ormoni androgeni sono associati alla regolazione del desiderio sessuale. I ricercatori hanno sottoposto le donne ad un questionario su comportamento e soddisfazione sessuale, e hanno analizzato per la prima volta gli effetti della pillola sulla morfologia e la funzionalità dei genitali femminili.
I risultati sono apparsi chiari. Dopo tre mesi di assunzione della pillola la frequenza dei rapporti sessuali si è ridotta del 42 per cento, la frequenza dell’orgasmo del 26 per cento, la comparsa di dolore durante i rapporti è aumentata di oltre il 50 per cento, mentre lo spessore delle piccole labbra della vulva e l’ampiezza dell’apertura vaginale, due aspetti legati, secondo gli studiosi, alla “risposta sessuale”, sono diminuiti rispettivamente del 13 e 22 per cento.

A cosa si deve quindi la fama di stimolante del desiderio sessuale della pillola al drospirenone? La risposta è un precedente studio dell’Università di Catania, che aveva prodotto risultati opposti a quelli di Bologna. La ricerca siciliana si era però limitata a sottoporre le donne ad un questionario, senza analizzare i cambiamenti ormonali, e quelli morfologici e funzionali a livello genitale. L’ultimo studio, d’altro canto, sebbene più approfondito, è stato completato su un minor numero di donne: 21, contro le 67 di Catania.
Nonostante i dubbi sulle virtù afrodisiache della nuova pillola, sembrano invece fuori discussione le proprietà contraccettive e i beneficî per la linea, di cui pure Battaglia si mostra persuaso. Pur con i suoi limiti la pillola contraccettiva al drospirenone resta una delle migliori opzioni per il controllo delle nascite tra le giovani donne.

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Tradiscono di più gli uomini o le donne?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO COPPIA AMORE SESSO RAPPORTO INNAMORATINella più classica filmografia italiana vi sono moltissime commedie incentrate sull’uomo farfallone che “fa fessa” la moglie ignara, mentre invece sono molto meno i film in cui è la donna a tradire. Eppure questa epoca sembra essere ormai finita! Secondo una nuova tendenza, le donne tradiscono di più rispetto agli uomini. E’ quanto rileva un sondaggio effettuato in Gran Bretagna dalla UK Survey su 4.000 casi di tradimento. Il risultato del sondaggio vede sorprendentemente le donne battere gli uomini con una media di 2,3 amanti a testa contro solo 1,8 degli uomini. Tutto ciò spiazza se si pensa che a tutt’oggi si tende ancora a credere che sia l’uomo quello più propenso al tradimento e che la donna vive ancora sotto l’insegna accesa della perfetta madre di famiglia e moglie fedele.

Le donne hanno più possibilità di tradire rispetto agli uomini

Dal sondaggio appare chiaro che una volta che hanno preso la decisione di compiere un tradimento, le donne hanno molte più opportunità di tradire il partner rispetto agli uomini e tendono ad avere un maggiore controllo della situazione. Dai dati raccolti emerge anche che le donne che tradiscono di più sono quelle più giovani (con un età media di 37 anni contro i 42 degli uomini).

Leggi anche: Perché un uomo sposato tradisce la moglie con un’altra donna o una prostituta?

La donna moderna ha più autonomia del passato

A quanto pare la donna moderna, che ha la possibilità di far carriera, viaggiare da sola, vivere in piena autonomia la propria vita senza dover necessariamente contare sull’appoggio di un marito (come accadeva fino a non troppi anni fa) si è presa anche la libertà di concedersi qualche scappatella ogni tanto, senza per questo smettere di essere una buona moglie o una madre eccellente. L’aumento dell’indipendenza economica ha contribuito a rendere più sicura la donna che vive il tradimento con maggiore disinvoltura rispetto al passato. In pratica la donna di alcuni anni fa evitava di tradire non tanto per fedeltà al partner, ma solo perché aveva paura, se scoperta, di essere abbandonata ad un destino di incertezza economica e sociale. Sia chiaro che ciò è una generalizzazione, non sto dicendo che tutte le donne del passato erano fedifraghe: sto solo dicendo che alcune di loro magari lo sarebbero state se solo avessero goduto dell’indipendenza di cui godono oggi!

Leggi anche: Perché la donna tradisce l’uomo? Nove donne raccontano senza censure il loro tradimento

I motivi del tradimento sono diversi tra donna e uomo

Alcune cause di tradimento valgono sia per l’uomo che per la donna. Si tradisce perché aumenta la voglia di trasgredire alle regole, perché non si ama più, per la stanchezza di un lungo rapporto, per i tanti problemi di coppia rimasti irrisolti. Tuttavia ci sono delle cause di tradimento che sono statisticamento legate all’uno o l’altro sesso.

I motivi per cui tradiscono gli uomini

Il movente per gli uomini è quasi sempre una forte attrazione sessuale nei confronti di una donna diversa dalla propria, la noia che provano all’interno del proprio matrimonio o la voglia di alimentare la grandezza del proprio ego.

Leggi anche: Consigli per smascherare un tradimento

I motivi per cui tradiscono le donne

Le donne, invece, sono costantemente alla ricerca di stimoli emozionanti, relazioni sentimentali, voglia di alzare il livello della propria autostima e di ricevere delle conferme. Una donna inoltre tradisce molto di più per vendetta. Il tradimento di una donna infatti è spesso una risposta all’infedeltà del compagno. È un modo molto diretto per punirlo, per far capire quanto si soffra alla scoperta di un’infedeltà. Questo perché le donne quando sono tradite sconvolgono tutte le regole del rapporto. Una donna tradisce anche per solitudine: quando in un rapporto manca la complicità ed il confronto, la donna tende a trovare queste affinità in un altro uomo che magari può essere il suo migliore amico o confidente. Il tradimento di una donna è causato anche dall’arrivo improvviso di un ex molto importante. Il ricordo un periodo felice di vita, di vecchie emozioni porta di conseguenza a vivere un rapporto extraconiugale per tentare di rivivere ciò che in passato era stato bello.

Ipocrisia

Ultimo dato interessante: dal sondaggio emerge una certa ipocrisia dilagante tra coloro che tradiscono: il 41% delle donne e il 29% degli uomini ha, infatti, dichiarato che chiederebbe il divorzio se scoprisse il tradimento del partner.

Se sei stato tradito o tradita dalla tua partner o dal tuo partner ed hai bisogno di supporto, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a superare questo brutto momento.
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Gli ormoni “controllano” la tua storia d’amore: le tre fasi ormonali di un rapporto

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO COPPIA AMORE SESSO RAPPORTO INNAMORATIGli ormoni regolano quasi tutto nella nostra vita: fame, sonno, metabolismo, crescita, mestruazioni… La lista è infinita ed oggi, dopo studi approfonditi, ormai possiamo affermare che “gestiscono” non solo la nostra attività sessuale, ma addirittura dirigono le tre fasi delle nostre storie d’amore. La reazione amorosa può essere infatti divisa in tre fasi: quella iniziale del desiderio, che potremmo dire dell’amore lussurioso, quella seguente della costruzione di un legame profondo di attrazione, che potremmo definire dell’amore romantico, e una finale in cui sono presenti calore e attaccamento, che potremmo definire dell’amore maturo.

L’ormone giusto nella fase giusta

Ognuna delle fasi che ho prima citato è caratterizzata dall’attività prevalente di un diverso ormone:

  • Per la prima fase, quella dell’amore lussurioso, dobbiamo ringraziare il grande attivatore sessuale detto testosterone insieme agli estrogeni. L’orgasmo ed il sesso sono dominati dalla dopamina. La dopamina attiva il sistema di ricompensa del cervello rendendo l’amore simile ad una droga, e caratterizza questa fase con la presenza di forte desiderio della persona amata e permette di focalizzare l’attenzione su di una unica persona.
  • L’approfondimento del legame amoroso è invece mediato da livelli crescenti di serotonina, dopamina e norepinefrina che ci permettono di sentirci calmi e riducono l’ansia.
  • Infine nella fase di profondo attaccamento dell’amore maturo troviamo la presenza di ossitocina, l’ormone dell’affetto, e di vasopressina i quali sembrano avere un ruolo importante nell’aumento dei livelli di fiducia e di legame che si hanno con un partner di lunga data.

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Le donne preferiscono il sesso o la cioccolata? La risposta meraviglierà gli uomini ma non le donne!

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SESSO AMORE COPPIA SESSUALITA ATTRAZIONE PENETRAZIONE LETTOE’ opinione comune che il sesso sia uno dei piaceri più alti che un essere umano possa provare, ciò è assolutamente comprensibile visto che il sesso è una attività pesante dal punto di vista del dispendio energetico quindi la natura, prevedendo la nostra pigrizia, ha “deciso” che doveva necessariamente “corredarla” di grandissima ricompensa (il piacere) altrimenti addio prosieguo della specie!

La domanda se si preferisce il sesso o il cioccolato, potendo scegliere solo uno dei due, posta ad uomo otterrebbe una risposta scontata. Per questo i ricercatori della Società italiana di ginecologia e ostetricia l’hanno posta alle donne, e i risultati sono stati sorprendenti: le donne preferiscono mangiare cioccolata al fare sesso! 

Ben il 60% delle 506 donne intervistate ha ammesso di preferire il cioccolato ad una notte di passione sotto le lenzuola. Addirittura la percentuale sale fino al 68% nella fase premestruale e all’83% (per ovvie ragioni) durante il ciclo. Il motivo è presto spiegato. Il cioccolato migliora l’umore e regala una scarica di dopamina. Altre motivazioni sono che favorisce l’eccitazione ed allevia alcuni fastidi nel periodo premestruale.

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