Si chiama Propionibacterium acnes ed è considerato uno dei fattori scatenanti degli inestetismi cutanei che affliggono milioni di adolescenti, ma non solo. Si tratta di batteri che normalmente vivono sulla pelle di tutti noi eppure, se da un lato c’è chi per anni deve fronteggiare la comparsa di punti neri, brufoli, pus e cicatrici, dall’altro c’è chi ha la fortuna di avere a che fare solo sporadicamente con la comparsa di qualche foruncolo. Ricercatori dell’Università della California, della Washington University e del Los Angeles Biomedical Research Institute hanno scoperto perché non sempre i batteri dell’acne sono responsabili della malattia della pelle. Solo alcuni ceppi sono infatti “cattivi” e associati alla comparsa di brufoli e rossore. Altri invece sono “buoni” e hanno una funzione protettiva della nostra epidermide.
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Lo Staff di Medicina OnLine
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Spero che la domanda sia retorica: pur immaginando io stesso un futuro fatto di computer che sostituiranno i medici nel formulare diagnosi, ritengo che il cervello pensante di un essere umano riesca ancora a valutare le condizioni del paziente in maniera migliore rispetto ad un insieme di circuiti, seppur elaboratissimi. Il problema però si pone sempre più spesso, dal momento che la tecnologia ha invaso le nostre vite in maniera esponenziale. Nelle nostre tasche in alcuni casi possiamo trovare dei veri e propri gioielli di calcolo, gli smartphone, che possiedono delle applicazioni che, a vederla come il loro produttore, ci permettono di fare addirittura diagnosi di melanoma. Se notate un neo sospetto non affidatevi alle app per la diagnosi, ma andate da un medico. Il rischio è quello di essere spaventati, o peggio ancora rassicurati, a torto, dalla vostra applicazione sul vostro smartphone. Secondo uno studio americano, pubblicato su Jama Dermatology, le valutazioni fatte da queste applicazioni per smartphone sarebbero molto variabili e tre app su quattro classificherebbero erroneamente il melanoma in oltre il 30 per cento dei casi.
Spellare è normale dopo una scottatura causata dal sole, in quanto gli strati di pelle danneggiata vengono sostituiti e quindi cadono. È molto importante usare una crema solare protettiva quando si è all’esterno, anche nei giorni freschi, in modo da evitare che il sole danneggi la pelle. Ciò potrebbe portare alla formazione di rughe e potrebbe addirittura causare il cancro alla pelle.
Tutte le donne che hanno avuto almeno una gravidanza hanno sicuramente notato che la loro pelle in quei giorni era diventata più sensibile. Questo è dovuto allo stato ormonale tipico della dolce attesa. Anche questo fa parte di tutti quei cambiamenti a cui assistiamo durante i 9 mesi di gestazione. Non dobbiamo dimenticare però che questa maggior sensibilità va estesa anche all’esposizione solare. E per questo motivo dobbiamo sempre prendere delle precauzioni ogni volta che ci mettiamo al sole per abbronzarci un po’.
In genere l’obiettivo di tutti in questo periodo è conquistare una splendida abbronzatura. Certo, per realizzare questo desiderio non è necessario sdraiarsi sotto il sole come le lucertole per tutto il giorno, con il rischio di incorrere in qualche spiacevole scottatura, per non parlare dei danni permanenti che il sole provoca alla pelle ed alla salute. Come fare, allora, per guadagnare una tintarella uniforme senza incappare in rischi? Vediamolo insieme.
Il rapido trascorrere del tempo ed uno stile di vita sbagliato, comportano il progredire del fenomeno dell’invecchiamento cutaneo, che si manifesta con disidratazione, assottigliamento dell’epidermide dovuto a ridotta proliferazione cellulare, degradazione delle fibre di collagene e di elastina presenti nel derma, riduzione della secrezione sebacea e del tono muscolare. Questi fenomeni sono particolarmente evidenti e precoci in una zona fragile e sottile come quella del contorno occhi, maggiormente predisposta a sviluppare pigmentazioni, piccole rughe, occhiaie e borse. Nel derma del distretto peri-oculare sono presenti infatti quantità inferiori di fibre collagene ed elastiche rispetto alle altre parti del corpo, il tessuto adiposo è poco rappresentato e la zona è sottoposta a sollecitazioni di varia natura, tutti motivi per cui alcune condizioni come congestione, iperemia o altre alterazioni circolatorie, si riflettono facilmente e visibilmente sulla superficie cutanea.
Per evitare la formazione di cattivi odori corporei, sul mercato esistono svariati tipi di deodoranti, che possono essere classificati in:
La pelle si trova sempre in stretto contatto con l’ossigeno atmosferico tramite meccanismi di scambio chiamati traspirazione o sudorazione e perspiratioinsensibilis.