Una nuova causa di disturbo sessuale si sta facendo strada tra giovani e meno giovani, uomini e donne: si tratta della dipendenza dal gioco d’azzardo. “Nel maschio si osserva spesso eiaculazione precoce e diminuzione del desiderio, nella donna mancanza del desiderio sessuale. Nel corso dell’ultimo anno abbiamo osservato 26 soggetti dediti al giuoco di azzardo che lamentavano disturbi sessuali: 18 maschi e 8 donne”. Lo annuncia Aldo Franco De Rose, urologo e andrologo della Clinica urologica di Genova e presidente dell’Assai (Associazione andrologi italiani), riunita a convegno a Camogli. L’età media dei maschi era 58 anni, mentre quella delle donne di 55. Tutti erano dediti al gioco da più di un anno e soffrivano di disturbi sessuali da oltre sei mesi. In particolare, 14 uomini soffrivano di eiaculazione precoce, 6 anche di deficit erettile e 4 di mancanza di desiderio, mentre tutte le donne lamentavano mancanza di desiderio e quindi diminuzione dei rapporti sessuali, ridotti a 1 ogni 40 giorni rispetto ai 2-3 a settimana prima dell’insorgenza del disturbo.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Orari precisi per la televisione, i pasti e la nanna sono nemici dell’obesità infantile. Sono infatti più magri della media i figli di genitori che tendono a ‘inquadrare’ le attività dei piccoli, secondo uno studio australiano pubblicato su ‘Pediatrics’. L’indagine è stata realizzata da ricercatori del Murdoch Children’s Research Institute di Melbourne che hanno passato in rassegna, per un lungo periodo, le abitudini quotidiane di più di 4.000 bambini e dei loro familiari. I risultati hanno dimostrato che, seguendo le regole quotidiane imposte dai genitori, i piccoli hanno un indice di massa corporea più bassa e hanno meno rischi di sovrappeso e obesità.
Un derivato del colesterolo può alimentare la crescita e la diffusione del cancro al seno, secondo un gruppo di ricercatori della Duke University (Usa), che aprono con i loro studi alla prospettiva di assumere farmaci come le statine per prevenire il tumore. Il lavoro, pubblicato sulla rivista ‘Science’, aiuta anche a spiegare perché l’obesità è un importante fattore di rischio di neoplasie. Studi precedenti avevano già ipotizzato che il grasso nelle persone in sovrappeso contribuisse a mandare in circolo ormoni come gli estrogeni, che guidano la crescita dei tumori. Il team americano dimostra ora che il colesterolo ha un effetto simile.
Se bevi caffè allontani il rischio di depressione e di suicidio. La singolare scoperta è stata fatta da
Piedi non proprio profumati? La soluzione è arrivata ed è nel caffè. I chicchi del pregiato alimento sono infatti stati usati, insieme a una comune bottiglia di plastica, per realizzare un paio di calzini davvero speciale, che non solo evitano il formarsi di odori sgraditi, ma non necessitano nemmeno di essere stirati. A inventare gli Atlas Socks, questo il nome, è stata la Ministry Of Supply, la compagnia di ingegneri, designer, scienziati lanciata nel 2012 da una costola del MIT di Boston. I calzini magici vengono realizzati con un particolare intreccio di fibre: cotone, poliestere riciclato e caffè recuperato dai bar e dalle torrefazioni e trattato secondo un processo farmaceutico che lo priva degli olii, così che né il calzino né la pelle ne presentino l’odore. Le molecole dei cattivi odori sono formate da carbonio, un atomo particolarmente attratto dal caffè: la puzza è catturata dalla fibra che la tiene finché i calzini sono al piede, liberandola soltanto al momento del lavaggio. Attraverso una serie di analisi è stato possibile ottenere una mappa completa di come i nostri piedi si muovono e respirano, in modo da realizzare un prodotto perfettamente customizzato, unico nel suo genere. Una vera e propria seconda pelle, e senza odori sgraditi.
Da dicembre a Genova una tazzina al bancone costerà 1,20 euro. Per un cappuccino, invece, il rincaro toccherà quota 1,60. Tutta colpa della crisi, hanno provato a spiegare i commercianti, aggravata dall’impennata delle tasse comunali, e degli affitti. E così, dopo cinque anni di blocco dei prezzi pure il caffè al bar diventa un lusso. Solo qualche settimana fa, quasi scusandosi con i clienti, in alcuni bar del centro di Gorizia campeggiavano cartelli che avvisavano degli imminenti aumenti: da 1 a 1,10 euro per una tazzina di caffè. E non solo gli unici casi. Stando alle cifre della Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi, elaborate dall’Osservatorio prezzi su dati Istat e relative al mese di luglio, il prezzo medio di una tazzina al bancone oscilla da 77 centesimi di Bari a 1,04 di Torino. Oltre al capoluogo piemontese, supera la soglia dell’euro anche Bologna dove il prezzo può arrivare, in alcuni casi, a 1,30 euro. Tra le città più convenienti si piazzano Catania (0,80), Roma (0,83 di media), e Cagliari (0,85). Prezzi in linea con quelli di Napoli (0,84), dove si va di norma dagli 80 ai 90 centesimi. Si sale invece a Milano dove una tazzina di caffè costa, a seconda degli esercizi, da 90 centesimi ad 1 euro.