Mitosi: spiegazione delle quattro fasi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MITOSI SPIEGAZIONE QUATTRO TAPPE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpg

Con “mitosi” in medicina si indica il processo di riproduzione asessuata degli organismi eucarioti grazie al quale da una singola cellula diploide si formano due cellule figlie diploidi che – se tutto il processo è stato eseguito senza errori – sono geneticamente identiche alla cellula madre. La mitosi riguarda le cellule somatiche dell’organismo e le cellule germinali ancora indifferenziate e forma due cellule figlie con lo stesso numero di cromosomi della cellula madre (corredo diploide): in ciò la mitosi si distingue dalla meiosi, in cui da una cellula diploide dà origine a quattro cellule figlie con corredo aploide (cioè dimezzato rispetto alla diploide) destinate ad entrare nella riproduzione sessuata (spermatozoo ed oocita).

Le fasi della mitosi

Nelle cellule che hanno un nucleo evidente (cellule eucariote), come le cellule umane, la riproduzione cellulare inizia con la divisione del nucleo. La serie di trasformazioni che portano alla divisione del nucleo viene definita appunto “mitosi” (o “cariocinesi“). La divisione della cellula madre in due cellule figlie si completa con la separazione del citoplasma, definita “citodieresi“. Le cellule figlie sono identiche alla cellula madre perché contengono lo stesso numero di cromosomi e il DNA che costituisce questi cromosomi è esattamente identico a quello dei cromosomi della cellula madre. Perché ciò sia possibile, prima della divisione del nucleo, prima della mitosi, la cellula madre duplica i suoi cromosomi, il suo DNA. La mitosi comprende quattro fasi:

  1. profase;
  2. metafase;
  3. anafase;
  4. telofase.

1) Profase

Nella prima fase o profase, i filamenti di DNA, già duplicati, si arrotolano a spirale e diventano visibili al microscopio ottico come cromosomi. Ogni cromosoma è già duplicato e appena costituito da due filamenti detti cromatidi uniti in un solo punto, chiamato centromero. In questa fase scompare la membrana nucleare (e anche il nucleolo). Per la successiva separazione dei cromosomi ha molta importanza la formazione del fuso mitotico: due organelli chiamati centrioli e situati vicino al nucleo, dopo essersi duplicati, cominciano a separarsi, dirigendosi verso i poli opposti della cellula. Essi restano, tuttavia, collegati da sottili fibre proteiche, che, come i fili di una ragnatela, si allungano man mano che i centrioli si allontanano. Quando i centrioli hanno raggiunto i poli opposti della cellula, sono ancora collegati da questi filamenti, che formano il fuso mitotico, la cui forma ricorda un pallone da rugby, largo al centro e sottile alle estremità.

2) Metafase

Nella seconda fase o metafase i cromosomi si allineano al centro della cellula (chiamato “equatore”, perché i centrioli si trovano invece ai due “poli” opposti: la serie di cromosomi allineati all’equatore è detta piastra metafasica) e le fibre del fuso si collegano al centromero di ogni cromosoma. Ogni cromosoma (già duplicato) è collegato a due fibre del fuso: una che proviene da un polo e una dal polo opposto della cellula.

3) Anafase

Nella terza fase o anafase le fibre del fuso tirano verso i due poli i cromosomi e i due cromatidi di cui è composto ogni cromosoma si separano e si allontanano tra loro dirigendosi verso i poli opposti.

4) Telofase

Nell’ultima fase o telofase, scompare il fuso mitotico e compaiono le due membrane nucleari, che separano i due nuovi nuclei. I cromosomi si “srotolano” e non sono più visibili (il materiale nucleare riprende l’aspetto caratteristico della cromatina, a granuli sparsi). La mitosi è terminata e la riproduzione cellulare si completa con la separazione del citoplasma (citodieresi) nelle due cellule figlie.

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Riproduzione cellulare e ciclo cellulare

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma RIPRODUZIONE CELLULARE CICLO CELLULARE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgLa maggior parte delle cellule è in grado di duplicarsi: da una cellula madre possono originarsi due cellule figlie, identiche alla cellula madre. Se l’organismo è unicellulare, la duplicazione della cellula corrisponde alla riproduzione dell’intero organismo. Negli organismi pluricellulari la riproduzione cellulare consente l’accrescimento dell’organismo e la sostituzione di cellule invecchiate, danneggiate o morte. La riproduzione cellulare è detta anche divisione cellulare, perché la cellula madre, per dare origine alle cellule figlie, si divide in due parti più o meno uguali.

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Il ciclo cellulare

La vita di una cellula va dalla sua “nascita”, per effetto della mitosi, alla sua morte o, se la cellula è in grado di riprodursi, fino alla sua successiva divisione, per effetto di un’altra mitosi, che darà origine a due nuove cellule figlie, uguali alla cellula madre. Se trascuriamo l’evento morte, il ciclo vitale della cellula va da una mitosi all’altra.

La mitosi si svolge in un periodo relativamente breve e gran parte del ciclo cellulare è occupato da una fase di relativo riposo, detta interfase. In realtà, durante l’interfase si verificano una serie di processi preparatori, senza i quali la mitosi non potrebbe attuarsi. In una fase chiamata periodo S (periodo di Sintesi) si verifi ca l’autoduplicazione del DNA; questa fase è preceduta dalla fase G1 (G da Gap = intervallo) e seguita dalla fase G2; durante queste due fasi non si ha sintesi di DNA. Nella fase G1 vengono sintetizzati RNA transfer, ribosomi, RNA messaggeri e numerosi enzimi, importanti per la successiva duplicazione del DNA (tra questi enzimi la DNA polimerasi, che ha il compito di ricostruire le nuove catene di DNA). Nella fase G2, che segue la sintesi del DNA (periodo S), vengono prodotte importanti proteine strutturali, come quelle dei microtubuli che formano il fuso mitotico, struttura responsabile della separazione dei cromosomi durante la mitosi (cariocinesi). Il ciclo cellulare comprende perciò: l’interfase (con la fase G1, poi la fase S e la fase G2) la mitosi (o cariocinesi) e la citodieresi (divisione del citoplasma). In una cellula di mammifero in coltura il ciclo cellulare si completa in 18-24 ore.

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Differenza tra cellula aploide e diploide con esempi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA CELLULA APLOIDE DIPLOIDE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpg

Cellula diploide (a sinistra) e aploide (a destra)

Il materiale genetico presente nelle cellule eucariotiche è organizzato in cromosomi, strutture a forma di bastoncino in cui il DNA è associato a proteine. Nelle cellule diploidi, ogni cromosoma è presente in due copie aventi la stessa forma e le stesse dimensioni; ciascuna copia proviene da uno dei genitori. Le cellule aploidi, invece, possiedono soltanto una copia di ogni cromosoma.

Nella specie umana, la maggior parte delle cellule è diploide e possiede un corredo cromosomico pari a 46 cromosomi, corrispondente a due serie complete di 23 cromosomi (23 x 2= 46). Le uniche cellule aploidi del tuo corpo sono i gameti (gli spermatozoi nel maschio e le cellule uovo nella femmina), cellule speciali deputate alle riproduzione
sessuata. Le cellule destinate a diventare gameti subiscono un processo chiamato meiosi in seguito al quale il numero dei cromosomi viene ridotto a metà (nel caso della specie umana, 23). Il fenomeno della meiosi è sempre legato alla riproduzione sessuata. Il numero di cromosomi tipico della specie si ripristina con la fecondazione,
che dà origine a una nuova cellula diploide, chiamata zigote, dalla quale si svilupperà il nuovo individuo. Nella specie umana, quindi, lo stadio diploide (l’intero organismo) prevale su quello aploide (rappresentato dai gameti). In altri casi, come per esempio nelle piante, all’interno dello stesso ciclo vitale possono esistere sia individui aploidi sia
diploidi.

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Virus e virioni: cosa sono, come sono fatti, come funzionano e come si riproducono

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Un virus batteriofago

I virus sono entità biologiche elementari con caratteristiche di parassita obbligato cioè sono capaci di moltiplicarsi soltanto all’interno di una cellula ospite da loro infettata; non sono vere cellule, sono particelle subcellulari, prive cioè di una struttura cellulare, Per le loro ridotte dimensioni, che variano dai 17 ai 3000 nanometri, i virus possono essere osservati soltanto al microscopio elettronico. Uno dei più noti RNA virus è il retrovirus HIV, responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita, o AIDS.

Leggi anche: Sesso e AIDS: l’HIV si trasmette anche tramite il rapporto orale

Come sono fatti i virus?

Tutti i virus sono costituiti da un involucro proteico (capside) formato da tante subunità (capsomeri) di una stessa proteina. Alcuni virus possiedono all’esterno del capside uno strato di protezione lipidico che il virus asporta dalla membrana della cellula infettata, quando, alla fine del ciclo infettivo, la cellula si rompe e libera le nuove unità di virus replicatesi. All’interno dell’involucro vi è un acido nucleico, che può essere DNA o RNA. I virus sono classificati, secondo il tipo di acido nucleico presente, in DNA virus o RNA virus. In base agli organismi che vanno a infettare, si possono dividere in virus veri e propri, che possono infettare cellule eucarioti, e in virus batteriofagi o fagi, che infettano cellule procarioti batteriche. I virus veri e propri hanno generalmente forma di icosaedro (un poliedro a venti facce) e includono i virus del raffreddore, delle verruche, della poliomielite. I virus parassiti di cellule vegetali hanno invece per lo più forma allungata o sferica. I fagi hanno una struttura più complessa, in cui si possono riconoscere cinque parti, costituite da altrettante proteine: testa, stilo, guaina contrattile, piastra basale, fibre della coda.

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Cosa sono i virioni?

Quando non si trovano all’interno di una cellula infetta o nella fase di infettarne una, i virus esistono in forma di particelle indipendenti. Queste particelle virali, note anche come virioni, sono costituite da due o tre parti:

  1. il materiale genetico costituito da DNA o RNA, lunghe molecole che trasportano le informazioni genetiche;
  2. un rivestimento proteico, chiamato capside, che circonda e protegge il materiale genetico;
  3. una sacca di lipidi che circonda il rivestimento proteico quando sono fuori dalla cellula.

Le forme di queste particelle di virus vanno da semplici forme elicoidali e icosaedriche per alcune specie di virus, fino a strutture più complesse per altre. La maggior parte delle specie di virus possiedono virioni che sono troppo piccoli per essere visti con un microscopio ottico. In media il virione ha una dimensione di circa un centesimo della dimensione media di un batterio.

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Cicli infettivi

I virus si riproducono solo all’interno di una cellula ospite: l’involucro proteico è specializzato per legarsi a un dato gruppo molecolare sulla superficie di una specifica cellula ospite. Alcuni virus ­ per esempio i fagi ­ iniettano nella cellula ospite solo l’acido nucleico virale; in altri casi, il virus penetra interamente nella cellula e successivamente si libera dell’involucro, che può essere digerito dagli enzimi dell’ospite. Il materiale genetico del virus si integra con quello dell’ospite, che è costretto in questo modo a “leggere” anche le informazioni genetiche virali e a produrre quindi i diversi componenti virali che verranno poi assemblati rapidamente; i nuovi virus fuoriescono dalla cellula, distruggendola, e invadono le cellule vicine. In alcuni DNA virus, il doppio filamento di DNA iniettato nella cellula viene duplicato immediatamente e il processo si conclude con la disgregazione, o lisi, della cellula e la formazione dei nuovi virus (ciclo litico). In altri virus, il DNA integrato in quello dell’ospite rimane quiescente per un certo tempo, partecipando inattivamente alla crescita e alla divisione della cellula (ciclo lisogenico); solo successivamente avvia un ciclo litico con la distruzione della cellula. Negli RNA virus il materiale genetico, prima di poter essere introdotto nella cellula ospite, deve essere copiato in una molecola di DNA: questo avviene mediante un enzima, detto trascrittasi inversa.

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Differenza tra cellule eucariote e procariote

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZE CELLULE EUCARIOTE PROCARIOTE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgLe cellule possono essere distinte in due grandi categorie:

  • procariote, come ad esempio i batteri;
  • eucariote, come le cellule umane.

La principale differenza tra queste due cellule sta nel fatto che i procarioti presentano il materiale genetico libero nel citoplasma, mentre negli eucarioti il materiale genetico si trova segregato all’interno di un nucleo circondato da membrana. Questa differenza strutturale comporta anche piccole variazioni nei processi di trascrizione e traduzione del materiale genetico. Negli eucarioti la trascrizione del DNA in mRNA avviene nel nucleo; poi le molecole di mRNA vengono traslocate nel citoplasma, dove ha luogo la sintesi delle proteine.

Le cellule procariote, oltre ad essere normalmente assai più piccole di quelle eucariote (con un diametro generalmente compreso fra 1 e 5 µm), hanno una struttura interna molto più semplice rispetto alle eucariote. Come prima accennato il loro DNA si trova concentrato in una regione del citoplasma, senza essere delimitato da alcuna membrana. Sono prive di organuli, ad eccezione dei ribosomi, preposti alla sintesi delle proteine. Le funzioni cellulari sono comunque effettuate da complessi enzimatici analoghi a quelli delle cellule eucariote.

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Gli organuli cellulari

Le cellule eucariote presentano un’organizzazione più complessa e sono molto più grandi (solitamente il loro asse maggiore è compreso fra i 10 e i 50 µm). Le cellule eucariote si distinguono nettamente da quelle procariote per la presenza di organuli cellulari, cioè di corpuscoli ben differenziati e provvisti di una loro membrana di separazione dal citoplasma. Gli organuli hanno la funzione di separare fisicamente complessi di reazioni specifiche, in modo che esse si svolgano indipendentemente le une dalle altre. Ciò conferisce alle cellule eucariote la possibilità di svolgere, contemporaneamente, più funzioni, anche se incompatibili tra di loro.

Vediamo ora una lista di strutture ed organelli contenuti nella cellula eucariote (clicca su ogni titolo per raggiungere l’articolo corrispondente).

  1. Mitocondri: definizione, dimensioni e funzioni
  2. Citoscheletro: funzioni e struttura
  3. Ribosomi e reticolo endoplasmatico: cosa sono e che funzioni svolgono?
  4. Nucleo cellulare: funzioni, dimensioni e membrane nucleari
  5. Lisosomi: cosa sono? Significato e dimensioni
  6. Perossisomi: definizione e funzioni
  7. Membrana plasmatica: definizione e funzioni
  8. Apparato del Golgi: spiegazione semplice e funzioni
  9. Citosol: definizione e funzioni

Ed i virus?

I virus non sono né eucarioti né procarioti, sono invece particelle subcellulari, prive cioè di una struttura cellulare, capaci di moltiplicarsi soltanto all’interno di una cellula ospite da loro infettata. In base agli organismi che vanno a infettare, si possono dividere in virus veri e propri, che possono infettare cellule eucarioti, ed in virus batteriofagi o fagi, che infettano cellule procarioti batteriche. Per approfondire leggi anche: Virus e virioni: cosa sono, come sono fatti, come funzionano e come si riproducono

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Cos’è un gene ed a che serve?

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Peso Dietologo Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaSmettere fumare Obesità Cancerogeni Cancerogenesi e CancroI geni sono sequenze nucleotidiche situate in posizioni fisse e specifiche del cromosoma. Non sono altro che una serie di nucleotidi con una specifica sequenza che ha la funzione, mediante il successivo processo di TRASCRIZIONE E TRADUZIONE, a generare una proteina (e non solo, in realtà il prodotto può essere anche un tRNA o rRNa ad esempio).

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Differenza tra ciglia e stereociglia: movimento, struttura e funzioni

MEDICINA ONLINE CELLULA CIGLIA MICROVILLI FLAGELLI STEREOCIGLIA RIPRODUZIONE GAMETI CELL WALLPAPER PICS IMAGE PICTURE PIC HI RESOLITION HI RES TESSUTO LINFOCITI T B MACROFAGI IMMUNITA AUIn biologia, le ciglia sono degli organelli lunghi e sottili che si estendono dalla superficie di molte cellule eucariotiche. Queste sono per lo più corte e numerose. Le ciglia si originano, insieme ai flagelli, dal corpo basale, anche questo costituito da microtubuli, il cui numero e disposizione mostrano qualche differenza. La struttura delle ciglia è detta “9+2” poiché presenta un anello di nove doppiette di microtubuli tenute unite tra loro dalla nexina. Le ciglia mobili (vibratili) caratterizzano la superficie apicale delle cellule epiteliali che tappezzano le vie respiratorie e le vie genitali femminili: nel primo caso esse sono incaricate di spingere continuamente verso l’esterno lo strato di muco che ricopre l’epitelio e che contiene eventuali particelle solide penetrate accidentalmente con l’aria inspirata; nel secondo caso le ciglia vibratili con il loro movimento facilitano la progressione della cellula uovo dalla tuba verso l’utero. Tali strutture sono presenti anche in alcuni protozoi dove con il loro battito sincrono permettono la mobilità e il convogliamento di particelle alimentari verso l’apparato buccale.

Lo stereociglio è un’estroflessione della membrana plasmatica consistente in un grosso microvillo rigido. Serie di stereociglia, con la tipica disposizione in serie di canne d’organo, si ritrovano sulla superficie apicale delle cellule ciliate uditive dell’organo di Corti, situato nell’orecchio. Il loro scopo è la conversione di stimoli meccanici, causati dalle onde sonore, in segnali elettrici. Lo stereociglio inoltre è presente anche nell’epididimo, il dotto di piccolo diametro e strettamente avvolto che collega i dotti efferenti dal retro di ogni testicolo al suo dotto deferente. Nel didimo la sua funzione è sembrerebbe essere quella di agire in uno speciale processo di riassorbimento e di secrezione che porta alla formazione del mezzo liquido nel quale sono sospesi gli spermatozoi e che probabilmente svolge un ruolo fondamentale nella loro maturazione.

Differenze

La differenza essenziale tra ciglia e stereociglia è nella capacità di movimento delle due strutture. Le ciglia sono attivamente mobili, hanno un tipico movimento a frusta, mentre invece le stereociglia sono immobili e si muovono in base alla sostanza in cui sono immerse.
Ciò che varia è anche la struttura: le stererociglia sono estroflessioni citoplasmatiche come una sorte di microvillo, ma di più lunghe dimensioni, il cui asse è costituito da microfilamenti del citoscheletro. Le ciglia hanno una struttura peculiare, sono costritute da nove coppie di microtubuli periferiche più una coppia di microtubuli centrali, che originano da un corpo basale costituito anche questo da nove coppie di microtubuli periferiche più due microtubuli centrali..
Per distinguerle al microscopio devi tener conto del fatto che le stereociglia sono come microvilli molto lunghi; le ciglia sono facilmente distinguibili, per la presenza, alla loro base, dei corpuscoli basali, che appaiono costituire una linea intensamente colorata. Inoltre le ciglia sono generalmente più numerose delle stereociglia e leggermente più corte.

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Differenza tra atrofia, distrofia ed aplasia con esempi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA ATROFIA DISTROFIA APLASIA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIl termine atrofia (atrophy in inglese) in medicina si indica una riduzione della massa dei tessuti od organi causata dalla diminuzione del numero di cellule che li compongono o delle loro dimensioni. Atrofia è quindi il contrario di ipertrofia (aumento di volume del tessuto o organo da aumento delle dimensioni delle cellule che lo compongono) e di iperplasia (aumento del tessuto o organo da aumento del numero di cellule).
A livello cellulare l’atrofia si caratterizza per la riduzione degli organelli cellulari alle dimensioni minime compatibili con la sopravvivenza; le cellule atrofiche possono attivare l’apoptosi (la morte cellulare programmata).
Viene utilizzato anche il termine ipotrofia che indica un processo di regressione di un organo o di un tessuto, dovuto alla diminuzione di volume dei suoi elementi costitutivi.
Con distrofia si intende invece una forma di atrofia parziale di un organo o tessuto.

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Parimenti a quanto avviene nell’ipertrofia e nell’iperplasia, anche l’atrofia può essere fisiologica o patologica e verificarsi per vari motivi, tra i quali i principali sono:

  • atrofia da disuso, tipico da ridotto utilizzo di un arto per un certo periodo, quando viene ingessato;
  • perdita di innervazione, per lesione di un nervo periferico o di segmenti del midollo spinale;
  • insufficiente apporto di sangue (ischemia cronica);
  • invecchiamento (ad esempio da diminuzione di estrogeni durante la menopausa).

Con “aplasia” si indica invece il mancato sviluppo di un tessuto o di un organo (al contrario dell’atrofia dove invece prima si è correttamente sviluppato e solo successivamente si è ridotto nella sua massa. Talvolta il termine viene usato in maniera erronea per indicare la completa assenza di un organo, ma in questo caso è più corretto parlare di agenesia.

Esempi di aplasie tipiche sono quelle ematologiche (come l’aplasia pura delle emazie, midollare, della serie bianca e della serie rossa). Altro esempio è l’aplasia cutis congenita, una forma particolare di aplasia dove si mostra l’assenza di un’area della pelle (si verifica soprattutto nel cuoio capelluto), di carattere genetico risulta un elemento diagnostico della sindrome Adams-Oliver.

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