La cataratta è una patologia diffusa causata da una perdita progressiva di trasparenza del cristallino di uno o entrambi gli occhi che Continua a leggere
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Cataratta: complicanze, cosa fare e cosa non fare dopo l’intervento
La cataratta è una patologia molto diffusa che comporta una perdita progressiva di trasparenza del cristallino dell’occhio e quindi una graduale diminuzione della vista. E’ tipica dell’invecchiamento ma può insorgere anche in seguito a traumi, infiammazioni, o esposizione cronica a infrarossi o ultravioletti. Può interessare uno o entrambi gli occhi e si classifica in cataratta senile, giovanile o congenita. Spesso si sviluppa lentamente e si verifica soprattutto con l’aumentare dell’età. I sintomi possono includere colori percepiti sbiaditi, visione offuscata, aloni intorno alle luci, problemi con luci e difficoltà a vedere di notte. La cataratta è la causa di metà dei casi di cecità e del 33% delle disabilità visive in tutto il mondo. Proprio per evitare la cecità è opportuno inizialmente il trattamento farmacologico (per rallentare il progressivo peggioramento della patologia) e successivamente il trattamento chirurgico che sostituisce il cristallino opacizzato con una lente artificiale intra-oculare, posizionata dietro all’iride, tramite apparecchiature al laser.
Cosa fare dopo l’intervento ?
- Il paziente appena dimesso può camminare, chinarsi con una certa prudenza, sollevare pesi molto leggeri, usare scale, vedere la televisione, lavarsi i denti, pettinarsi, radersi (facendo attenzione che i peli tagliati non entrino nell’occhio).
- La prima visita di controllo sarà effettuata il giorno successivo all’intervento.
- Il paziente a casa da solo o aiutato dai suoi familiari, dovrà istillare 4 volte al dì delle gocce di collirio antibiotico nell’occhio operato per 2/4 settimane.
- Dopo le medicazioni si potranno indossare degli occhiali preferibilmente scuri per una settimana a scopo protettivo.
- Durante il sonno, notturno o diurno, e per una settimana dovrà essere applicata un’apposita protezione in plastica.
- Il paziente può fare il bagno (NON la doccia!) già il giorno dell’intervento, ma senza lavarsi i capelli.
- Dopo una settimana il paziente potrà andare dal parrucchiere o dal barbiere, informandolo adeguatamente per evitare che entrino nell’occhio capelli, acqua od altri liquidi.
Cosa NON FARE dopo l’intervento?
- Il paziente appena dimesso deve evitare di correre, di eseguire movimenti rapidi, di sollevare grossi pesi: in poche parole deve evitare gli sforzi eccessivi.
- L’occhio non deve essere compresso né lavato.
- E’ importante non stropicciarsi gli occhi.
- Evitare fonti di luce intense.
- Nel lavare il viso evitare di toccare e comprimere la regione oculare.
- Attendere alcuni giorni prima di farsi una doccia con lavaggio dei capelli.
- Cosmetici e trucchi attorno agli occhi devono essere evitati per almeno 2 settimane.
- Evitare parrucchiere e barbiere per almeno una settimana.
- E’ bene evitare lavori manuali pesanti. I pazienti che svolgono un lavoro sedentario possono riprenderlo dopo qualche giorno, non appena se la sentono. Chi deve eseguire un lavoro manuale pesante può riprenderlo dopo due settimane.
- Astenersi per i primi giorni da letture prolungate.
- Non guidare l’automobile per circa una settimana (molto pericolosa è la possibile apertura violenta dell’airbag).
Sintomi normali
Il paziente potrà avvertire per 1 o 2 settimane diversi sintomi del tutto normali che gradualmente spariranno:
- un lieve fastidio in zona oculare;
- un certo grado di arrossamento e lacrimazione;
- comparsa di sensazioni visive di corpuscoli scuri vaganti;
- la tonalità della luce può apparire sull’azzurro/verde;
- le luci possono sembrare allungate con degli aloni intorno;
- lievi fluttuazioni giornaliere a causa di un lieve astigmatismo fisiologico che diminuirà progressivamente permettendo di raggiungere il massimo della capacità visiva.
Complicazioni dopo l’intervento
L’intervento di cataratta non sempre dà risultati positivi, ed esistono pazienti che non hanno recuperato più la vista, ma presenta una percentuale di successi superiore al 95%. Alcuni farmaci assunti per via sistemica possono rendere particolarmente difficile l’intervento di cataratta, così come vi sono condizioni dell’occhio che aumentano sensibilmente la percentuale di complicanze. Il recupero visivo dopo l’intervento di cataratta ovviamente dipende anche dalla situazione dell’occhio precedente all’intervento, in particolare retina e nervo ottico. Per tale motivo l’indicazione all’intervento di cataratta deve essere data solo dal medico e solo dopo un completo esame dell’occhio.
Le complicanze più diffuse sono:
- Cataratta secondaria. Una complicanza che talvolta si verifica è l’opacizzazione della capsula posteriore del cristallino operato. Tale fenomeno, detto cataratta secondaria, può essere spiegato come una reazione da corpo estraneo (il cristallino artificiale) e può generalmente essere eliminato con una applicazione di YAG laser.
- Rottura o distacco di retina. La sostituzione del cristallino naturale, che ha una curvatura fisiologica, con una lente piatta, determina uno spostamento in avanti del vitreo e una conseguente trazione della retina che può dare origine a rotture o distacchi di retina, tanto più frequenti quanto più il soggetto è miope.
- Infezioni. Più gravi, anche se più rare, sono le complicanze infettive, che rappresentano generalmente un’indicazione al reintervento immediato e/o all’iniezione intravitreale (ovvero all’interno dell’occhio) di antibiotici.
Per approfondire: Cataratta primaria, secondaria, congenita: sintomi, terapie, chirurgia
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Dottore ho un neo nell’occhio: sintomi e cure del melanoma oculare

Un tipico melanoma dell’iride
Cos’è il melanoma oculare?
Il melanoma è un tumore che si sviluppa a partire dalle cellule che producono melanina, cioè è il pigmento che da colore alla vostra pelle. Anche gli occhi hanno anche cellule che producono melanina ed esse possono sviluppare un melanoma, che viene chiamato melanoma oculare.
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Quali sono i sintomi del melanoma oculare?
Il melanoma oculare in genere non provoca segni e sintomi nelle fasi iniziali di progressione, tale fatto, unito alla sfortuna che la maggior parte dei melanomi oculari si forma in una parte dell’occhio non visibile, rende il melanoma oculare di difficile individuazione nella fase iniziale. I segni, quando appaiono, sonodi solito:
1) Una macchia scura sull’iride;
2) Una sensazione di luci lampeggianti;
3) Un cambiamento evidente nel contorno dell’iride;
4) Scarsa visione spesso sfocata;
5) Perdita della vista nell’occhio colpito.
Quali sono le cause melanoma oculare?
Non è chiaro cosa causi il melanoma oculare . I medici sanno che il melanoma oculare si verifica quando nel DNA si sviluppano errori che portano alla formazione di tale problema. Gli errori del DNA permettono alle cellule di crescere e moltiplicarsi senza controllo, per cui le cellule mutate continuano a vivere normalmente quando dovrebbero già essere sparite e rimpiazzate. Le cellule mutate si accumulano negli occhi e formano il melanoma dell’occhio.
Dove si forma melanoma oculare?
Il melanoma oculare più frequentemente si sviluppa nelle cellule dell’uvea, lo strato vascolare dell’occhio interposto tra la retina, il sottile strato di tessuto che riveste la parete posteriore del bulbo oculare, e la sclera. Nella foto a sinistra è indicata la coroide, che – assieme a iride e corpo ciliare – forma appunto l’uvea. Il melanoma oculare si può anche verificare nella parte anteriore del uvea o nella parte posteriore dell’uvea detto strato coroide . Il melanoma oculare può verificarsi anche sullo strato più esterno sulla parte anteriore dell’occhio ovvero nella congiuntiva, anche se questi tipi di melanoma oculari sono molto rari.
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Quali sono i fattori di rischio per il melanoma oculare?
I fattori di rischio per il melanoma dell’occhio sono:
- il colore degli occhi . Le persone con gli occhi azzurri o gli occhi verdi hanno un rischio maggiore di melanoma dell’occhio.
- Essere di carnagione bianca. I bianchi hanno un rischio maggiore di melanoma oculare di quanto non facciano le persone di altre razze.
- L’aumentare dell’età. Il rischio di melanoma aumenta con l’età .
- Alcune malattie della pelle ereditarie. Una condizione denominata sindrome del nevo displastico, può aumentare il rischio di melanoma .
- Esposizione al sole. Alcune ricerche suggeriscono che le persone che ripetutamente passano lunghe ore sotto il sole possono avere un rischio aumentato di melanoma dell’occhio rispetto a quelli che limitano la loro esposizione al sole. Ma alcuni studi non hanno trovato un legame tra esposizione al sole e melanoma dell’occhio.
Quali sono le possibili complicazioni del melanoma oculare?
- L’aumento della pressione all’interno dell’occhio . Un melanoma oculare crescendo può causare un glaucoma. Segni e sintomi di glaucoma possono comprendere il dolore e l’arrossamento degli occhi, così come la visione sfocata.
- Melanoma oculare che si estende al di là dell’occhio. Un melanoma oculare può diffondersi al di fuori degli occhi e alle aree distanti del corpo, tra cui i polmoni fegato e ossa.
Può il melanoma oculare causare perdita della vista parziale o totale?
Purtroppo si. I melanomi grandi spesso causano perdita della vista nell’occhio colpito e possono causare complicazioni, come il distacco della retina. I melanomi dell’occhio di piccole dimensioni possono comportare alterazioni ma anche perdita della vista, se si verificano in parti critiche degli occhi.
Diagnosi di melanoma oculare
Per la diagnosi di melanoma dell’occhio, il medico può raccomandare:
- Esame oculistico. Il medico valuterà l’esterno dell’occhio, alla ricerca di vasi sanguigni dilatati che possono indicare un tumore all’interno dell’occhio.
- Ecografia. Un’ecografia dell’occhio utilizza gli ultrasuoni per misurare lo spessore e l’estensione del tumore per determinare il trattamento più appropriato.
- Angiogramma. Durante un angiogramma , un colorante viene iniettato in una vena del braccio. Il colorante viaggia dai vasi sanguigni fino all’occhio.
- Rimozione di un campione di tessuto sospetto per le prove. In alcuni casi, il medico può raccomandare una procedura per rimuovere un campione di tessuto.
Per approfondire:
- esame dell’acuità visiva (esame della vista);
- esame del campo visivo;
- esame del fondo oculare;
- tomografia ottica computerizzata (OCT);
- esame alla lampada a fessura (o biomicroscopia);
- retinografia tradizionale e a fluorescenza;
- autorefrattometria;
- fluorangiografia retinica;
- potenziali evocati visivi;
- elettrooculografia (EOG);
- elettroretinografia (ERG);
- ecografia oculare;
- tavole di Ishihara;
- tonometria.
Determinare se il cancro si è diffuso
Il medico può anche raccomandare ulteriori test e procedure per determinare se il melanoma si è diffuso ad altre parti del corpo. I test possono includere:
- Esami del sangue per misurare la funzionalità epatica
- La radiografia del torace
- Tomografia computerizzata
- La risonanza magnetica
- Ecografia addominale
Quali sono le terapie del melanoma oculare?
La terapia dipende ovviamente da molti fattori. Un piccolo melanoma dell’occhio che colpisce la parte colorata dell’occhio (iride), non richiede un trattamento immediato. Se il melanoma è piccolo e non è in crescita, il medico può scegliere di attendere e vedere se inizia ad espandersi o meno. La crioterapia può essere usata per distruggere le cellule del melanoma in alcuni melanomi piccoli, ma questo trattamento non è di uso comune. Se il melanoma si sviluppa, si può scegliere in quel momento il trattamento più opportuno, tra quelli elencati di seguito.
1) Chirurgia melanoma oculare
Le operazioni usate per il trattamento del melanoma oculare comprendono le procedure per rimuovere parte dell’occhio o l’intero occhio. Le opzioni possono includere:
- Iridectomia. Questa procedura rimuove solo una parte dell’iride. E ‘utilizzata per piccoli melanomi dell’iride che non hanno invaso le altre strutture dell’occhio.
- Iridotrabeculectomia. Questa procedura rimuove le parti dell’iride e i tessuti di sostegno intorno alla cornea alla base dell’iride, per i piccoli melanomi dell’iride che hanno invaso i tessuti.
- Iridocyclectomia. Questo è un altro trattamento per melanomi dell’iride e del corpo ciliare. Essa implica la rimozione di una parte dell’iride e del corpo ciliare.
- Choroidectomia. Parte della coroide è viene rimossa nel corso di questo intervento chirurgico, con o senza la rimozione di parte della parete dell’occhio . Questa complessa procedura può essere seguita da radiazioni supplementari.
- Intervento chirurgico per rimuovere l’intero occhio . L’enucleazione è spesso usata per i tumori grandi dell’occhio. Essa può essere utilizzato anche se il tumore causa dolore agli occhi.
2) Radioterapia nel melanoma oculare
La radioterapia è di solito usata direttamente sopra il tumore in una procedura chiamata brachiterapia. La radiazione può provenire anche da una macchina che dirige le particelle radioattive e in questo caso parliamo di radioterapia esterna o teleterapia. Questo tipo di radioterapia è spesso somministrata per diversi giorni.
3) Trattamento laser nel melanoma oculare
Il trattamento che utilizza un laser per eliminare le cellule di un melanoma può essere una buona opzione in certe situazioni, ma questo trattamento non è ampiamente utilizzato. Un tipo di trattamento laser, chiamato termoterapia, usa un laser infrarosso a volte utilizzato in combinazione con radioterapia.
Per approfondire: Tumore dell’occhio in bambini e adulti: sopravvivenza, immagini, si muore
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Gli occhi più incredibili che abbiate mai visto, grazie alla eterocromia
Il colore degli occhi è un tratto poligenico (cioè determinato da più geni) definito principalmente dalla quantità di melanina e dal tipo di pigmento dell’iride. Solitamente il colore di un occhio equivale all’altro occhio e solitamente il colore dell’iride tende ad essere omogeneo in una stessa iride. Ma non sempre è così: a volte si verifica una eterocromia.

Iride bicolore
Cos’è l’eterocromia dell’iride?
L’eterocromia dell’iride (dal greco “colore diverso”) è la condizione oculare che si ha in due casi:
1) Eterocromia completa: uno dei due iridi ha un colore diverso dall’altro.
2) Eterocromia parziale o settoriale: una parte dell’iride ha un colore diverso dal rimanente in particolari settori ben definiti dell’occhio (da non confondersi con l’iride bicolore che è piuttosto diffuso, in cui due o più colori sono sfumati, vedi immagine a lato).
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Da cosa è causata l’eterocromia dell’iride?
L’eterocromia è il risultato di un relativo eccesso o mancanza di pigmento nell’iride o in un suo settore e può essere ereditata biologicamente o acquisita in seguito a una malattia o a una lesione di fragilità assolutistica. L’effetto risultante è una distribuzione non omogenea del contenuto di melanina. Le cause possono essere di tipo genetico come il chimerismo, la sindrome di Bernard-Horner e la sindrome di Waardenburg. Nel chimerismo si possono avere occhi di colori totalmente diversi, come può accadere in due fratelli, in quanto ogni cellula ha geni diversi responsabili del colore degli occhi. Si può anche avere una colorazione a mosaico se le differenze nel DNA avvengono a livello del gene legato al colore.
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Ed ora eccovi una serie di immagini di occhi davvero incredibili!
- Sectoral Heterochromia
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Come difendere la salute dei nostri occhi al mare e cosa fare se si irritano?
L’occhio è un organo davvero molto delicato ed è importante proteggerlo sempre, specie ora che il sole è così intenso e specialmente quando si va al mare o in piscina. Le palpebre e le lacrime sulla superficie oculare (film lacrimale) offrono una prima difesa nei confronti dell’ambiente esterno, tuttavia, quando apriamo gli occhi in presenza di una forte luce, il film lacrimale non riesce a schermare l’occhio dalle radiazioni solari e, in particolare, dall’azione dei raggi ultravioletti (UV). E’ per questo motivo che il sole può nuocere alla vista. Ma allora come proteggere gli occhi al mare? Ecco alcuni rapidi consigli:
1) Occhiali da sole
2) Usare lacrime artificiali
3) Alimentazione adeguata
4) Bere molta acqua
5) Non usare le lenti a contatto a mare
Perché gli occhi al mare si arrossano con facilità? Per diverse ragioni: l’azione del vento e il caldo aumentano l’evaporazione del film lacrimale, rendendo l’occhio meno protetto e creando, quindi, una condizione simile a quella dell’occhio secco. Il vento stesso può provocare dei disturbi. L’azione dei raggi ultravioletti può provocare una congiuntivite. Se gli occhi si arrossano cosa bisogna fare? È bene, in prima battuta, sciacquare abbondantemente l’occhio con acqua dolce (se si indossano lenti a contatto bisogna prima toglierle) e usare le lacrime artificiali per mantenere un’adeguata stabilità del film lacrimale. Cosa devo fare se mi è finita la sabbia negli occhi? Risciacquare con acqua dolce in abbondanza.
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Cartoline dalla mia città: Ponte Sant’Angelo
Ecco cosa potete vedere ogni sera se andate sul Ponte Sant’Angelo di Roma e volgete lo sguardo ad Ovest! E se avete la pazienza di aspettare – ed un po’ di fortuna – magari vi capita anche di vedere una stella cadente come è capitato a me ormai più di cinque anni fa! Buona serata a tutti i lettori del blog!
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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La miopia aumenta per l’uso scorretto della tecnologia
La miopia è decisamente aumentata negli ultimi anni. Una malattia che colpisce una vasta parte della popolazione. Le cause sono diverse, da quella che è una predisposizione genetica a quelle che sono abitudini non indicate per la nostra vista. Negli ultimi anni, l’avvento dell’elettronica ha chiaramente fatto la sua parte. Un uso poco adeguato e decisamente non corretto di apparecchiature elettroniche come Tv digitali, smartphone, tablet e pc può portare alla miopia o comunque a diversi disturbi della vista. La vita di oggi ci porta decisamente a sfruttare molto questi mezzi ma è anche vero che bisogna farlo con determinate accortezze.
Continua la lettura su https://www.mondobenessereblog.com/2013/11/28/tablet-e-smartphone-rendono-miopi/
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Il freddo aggredisce i tuoi occhi, i consigli per prendersi cura di loro
Forse molti di voi non lo sanno, ma con l’arrivo in Italia del freddo rigido di questi ultimi giorni, si fa ancora più importante la cura dei nostri occhi. Il motivo? Gli occhi soffrono con temperature così basse.
Una ricerca realizzata dall’Istituto YouGov con il contributo del Gruppo Carl Zeiss (leader mondiale nel settore ottico e optoelettronico), conferma che ben il 32% degli italiani considera la propria capacità visiva al pc “discreta” o addirittura “meno che soddisfacente”. Da questa consapevolezza dovrebbe nascere anche l’esigenza di sottoporsi annualmente a dei controlli della vista, ma purtroppo sono in pochi a farli anche se necessari. La stessa Commissione Difesa Vista ne sottolinea l’importanza per capire lo stato della propria vista e, nel caso, fare in modo di migliorarla.
Gli esperti della Carl Zeiss Vision hanno steso un “decalogo per proteggere la vista”, contenente dei preziosi consigli, che tutti noi dovremmo seguire per il benessere dei nostri occhi.
1. Sottoporsi regolarmente a una visita medica specialistica di controllo, che comprenda anche l’esame del fondo oculare. Nel caso si sia affetti dal diabete, da malattie del sistema immunitario, da ipertensione o da altre patologie vascolari è necessario recarsi da un medico oculista di fiducia almeno una volta ogni sei mesi.
2. Non trascurare alterazioni della vista, come i lampi luminosi (fosfeni) o l’annebbiamento. Se si presentano è sempre meglio fare un check-up presso uno specialista.
3. Utilizzare solo occhiali da sole con filtri a norma di legge, soprattutto nelle giornate più assolate e quando vi recate al mare o in montagna.
4. Ogni tanto provate a leggere e a guardare lontano chiudendo un occhio alla volta. Se notate che con un occhio vedete peggio dell’altro e magari vedete anche le righe storte, recatevi da uno specialista per una visita, sottoponendovi ad un esame del fondo oculare.
5. Se avete gli occhi rossi non mettete colliri senza aver prima consultato uno specialista, a meno che non si tratti di lacrime artificiali.
6. Quando siete alla guida o state di fronte allo schermo del computer usate sempre gli occhiali, se vi sono stati prescritti dall’oculista.
7. Mangiate tutti i giorni frutta e verdura fresca: dovete infatti sapere che l’apporto vitaminico è importante per prevenire gravi malattie come la degenerazione maculare legata all’età (AMD). È importante poi bere, almeno un litro di acqua al giorno, perchè anche l’occhio vuole la sua parte e si può prevenire la comparsa di corpi mobili vitreali (anche note come “mosche volanti”).
8. Attenzione a cosa entra negli occhi: polveri, trucco e detersivi sono infatti agenti che determinano infiammazione ed arrossamento e persino abrasioni e ustioni della cornea (la superficie oculare trasparente). Quindi, caso in cui avvenga il contatto con una di queste sostanze e si manifesti irritazione degli occhi, recatevi da uno specialista prima di iniziare una qualsiasi terapia.
9. Le lenti a contatto non vanno portate di solito per più di 6-8 ore al giorno, ma la loro tollerabilità varia a seconda dell’occhio. Per pulire e disinfettare le lenti vanno sempre utilizzati dei liquidi specifici. In presenza di arrossamento oculare, dolore e/o secrezione dovete sospenderne l’uso fino a nuova indicazione dello specialista, altrimenti rischiate di avere delle complicazioni, come per esempio le cheratiti.
10. Non fate mai uso dei cosiddetti rimedi “fai-da-te” o “della nonna”, come per esempio gli impacchi caldi: potrebbero, infatti, contribuire a peggiorare i disturbi oculari.
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