Medicina del sonno: glossario dei termini dalla R alla Z

MEDICINA ONLINE SONNO tracciato alternante ciclico cyclic alternating pattern o CAP NCAP

Tracciato alternante ciclico (cyclic alternating pattern o CAP)

Respiro periodico: respiro che alterna l’iperpnea con l’apnea; la fase iperpnoica ha un andamento di graduale crescendo e decrescendo e dura più a lungo della fase apnoica.

Rimbalzo di sonno REM: allungamento e incremento in frequenza e densità degli episodi di sonno REM che determinano un aumento percentuale di questo stadio rispetto ai valori basali. Il rimbalzo di sonno REM si verifica a seguito di una privazione spontanea o provocata di sonno REM.

Risveglio: interruzione del sonno con passaggio allo stato di veglia riconoscibile sia sul piano comportamentale che poligrafico (artefatti da movimento, attività EMG tonica ben rappresentata, movimenti oculari); la durata di questi risvegli nel corso della notte caratterizza il periodo di veglia compreso fra l’inizio del sonno e il risveglio finale (WASO, wake after sleep anset).

Risveglio finale: si intende l’ultimo risveglio prima di alzarsi dal letto.

Risveglio mattutino precoce: precoce e definitiva interruzione del sonno al mattino con incapacità di riaddormentarsi.

Ritmo: evento che si ripete ad intervalli approssimativamente costanti.

Ritmo alfa: ritmo a 8-12 Hz che si registra in veglia sulle regioni posteriori dello scalpo, in genere con più alto voltaggio sulle aree occipitali. L’ampiezza è variabile, ma il più delle volte è >50 microvolt nel soggetto adulto. Si osserva più facilmente ad occhi chiusi e in condizioni di rilassamento o di relativa inattività mentale, mentre è bloccato o attenuato dall’attenzione e dallo sforzo mentale. La frequenza varia anche con l’età, essendo più lento nel bambino e nel vecchio rispetto agli adulti.

Ritmo beta: ritmo a 13-35 Hz che si registra prevalentemente sulle regioni fronto-centrali con un’ampiezza variabile, ma per lo più inferiore a 30 microvolt.

Ritmo circadiano: fluttuazione di funzioni biologiche e di comportamenti, compreso il ritmo sonno-veglia, basata sul ciclo buio-luce giornaliero di 24 ore: se la durata è superiore o inferiore alle 24 ore si parla rispettivamente di ritmo infradiano e ultradiano.

Ritmo delta: ritmo con una frequenza inferiore a 4 Hz.

Ritmo teta: ritmo con una frequenza compresa fra 4 e 8 Hz.

Sonnellino (NAP): breve periodo di sonno, intenzionale o non, durante le ore diurne; più frequente nelle ore di maggior vulnerabilità al sonno.

Sonnolenza: stato di veglia calma che precede la comparsa del sonno: ad occhi chiusi è presente un ritmo alfa seppure lievemente rallentato rispetto alla condizione
basale che lentamente lascia il posto allo stadio l NREM.

Sonnolenza diurna: riscontro soggettivo di difficoltà a mantenere durante le ore diurne uno stato di veglia attiva e di ridotte prestazioni di performance. Il livello di vigilanza può essere valutato obiettivamente mediante multiple sleep latency test (MSLT).

Sonno a onde lente: sinonimo di sonno NREM.

Sonno alfa: sonno caratterizzato dalla presenza di un’attività alfa nella maggior parte degli stadi.

Sonno ambiguo: termine usato in letteratura onto- e filogenetica per indicare quelle fasi di sonno, in genere di transizione da una fase di sonno quieto (QS) ad una di sonno attivo (AS) o viceversa, che non possono essere attribuite a nessuna di queste due fasi, non essendo stati soddisfatti tutti i criteri necessari polisonnografici. Sinonimi di sonno ambiguo, sono “sonno indeterminato” e “sonno transizionale”.

Sonno attivo (AS): nel neonato a termine e per tutto il primo anno di vita questo stato è considerato l’equivalente del sonno REM. Questa definizione è data sulla base di due rilievi poligrafici quali la motilità oculare e i movimenti corporei, presenti nel sonno attivo e assenti nel sonno quieto.

Sonno diurno: sonno che si verifica nelle ore diurne.

Sonno leggero: definizione comune per lo stadio 1 e talvolta per lo stadio 2 del sonno NREM.

Sonno notturno: sonno che si verifica durante la notte nelle convenzionali o abituali ore di sonno.

Sonno NREM: comprende 4 fasi o stadi che nella loro successione esprimono il progressivo approfondimento del sonno. La fase I è la fase di transizione fra la veglia e il sonno vero e proprio: il ritmo alfa si rallenta e lentamente viene sostituito da un ritmo teta diffuso, mentre sulle regioni del vertice compaiono le punte al vertice. Lo stadio 2 è riconoscibile oltre che da un ulteriore rallentamento dell’attività EEG, dalla presenza di grafoelementi peculiari come i fusi del sonno e i complessi K. Nello stadio 3 i fusi diventano sporadici, mentre le onde delta occupano dal 20 al 50 del tracciato. Lo stadio 4 viene raggiuntoquando la percentuale delle onde delta è superiore al 50.

Sonno ortodosso: sinonimo di sonno NREM.

Sonno paradosso: sinonimo di sonno REM.

Sonno profondo: definizione comune agli stadi 3 e 4 del sonno NREM.

Sonno REM: assai simile allo stadio 1 NREM per l’aspetto EEG. Se ne differenzia per l’assenza delle punte al vertice e per la comparsa, fra l’altro non costante, di onde a dente di sega sulle regioni occipitali. Sul piano poligrafico si rilevano atonia muscolare e scariche più o meno prolungate di movimenti oculari rapidi.

Sussulti: consistono in un violento sobbalzo di tutto il corpo, che spesso provoca il risveglio e possono associarsi alla sensazione di precipitazione nel vuoto, di uno scoppio nella testa, di una luce abbagliante (shock sensoriali); sono particolarmente frequenti nelle fasi di sonno leggero.

Tempo in letto: viene calcolato come il periodo di tempo compreso fra lo spegnimento della luce, che indica il momento in cui il soggetto ha deciso di dormire, sino a quando non si alza dal letto al mattino.

Tempo totale di sonno: la somma del tempo di sonno NREM e REM compreso fra l’inizio del sonno e il risveglio finale, con l’esclusione ovviamente del tempo di veglia intrasonno.

Test della latenza multipla del sonno (multiple sleep latency test): quantifica la tendenza ad addormentarsi durante il giorno. Il soggetto preparato per l’esame poli- sonnografico viene invitato ad addormentarsi ad ore fisse nel corso della giornata (ore 10-12- 14-16-18): si calcola la media del- le latenze di sonno nelle 5 prove che durano al massimo 20 minuti ciascuna.

Test di valutazione soggettiva della sonnolenza: test di autovalutazione della sonnolenza diurna messo a punto dalla scuola di Stanford (Stanford sleepiness scale o “SSS”), secondo un punteggio che va da 1 (completamentesveglio) a 7 (sonno irresistibile).

Tracciato ciclico alternante (cyclic alternating pattern, CAP): organizzazione in sequenze periodiche prolungate della durata di alcuni minuti degli eventi fasici. Il CAP in termini morfofunzionali è composto da una fase A (breve alleggerimento del sonno) e da una fase B (ripristino dell’attività EEG tipica di quella fase di sonno).

Ugolo-palato-faringo-plastica: intervento chirurgico correttivo per ottenere un allargamento dell’adito verso l’orofaringe in pazienti con SAOS, accuratamente selezionati.

Veglia finale: periodo di tempo compreso fra il risveglio finale e l’abbandono del letto (“luce accesa”).

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