Synthol per gonfiare i muscoli: cos’è e quali pericoli nasconde

MEDICINA ONLINE SYNTHOL BICIPITI GONFIARE OLIO BODYBUILDER APUTAZIONE BRACCIA PALESTRA MUSCOLI INIEZIONI RISCHI DANNO AUMENTARE IPERTROFIA Romario Dos Santos Alves.jpgIl Synthol (anche chiamato Site enhancement oil) è una sostanza inserita all’interno della categoria sostanze dopanti, ma a differenza di tutte le altre non apporta un reale beneficio all’organismo, né aumenta le prestazioni, quindi il soggetto che la usa non ha un aumento di potenza, né di resistenza. La sua funzione, in campo sportivo, è quella di gonfiare i muscoli venendo iniettata direttamente in loco, dando l’illusione di una grande quantità di massa magra, che in realtà non esiste.

Il Synthol, che fu preparato per la prima volta dal tedesco Chris Clark, è una sostanza oleosa composta al 95% da acidi grassi a media catena che il corpo umano non è in grado di assimilare e quindi permane nei muscoli per molto tempo facendoli sembrare più “grossi” per lunghi periodi, anche mesi. L’effetto non è immediato, ma richiede di essere iniettato più volte fino al raggiungimento di un livello soddisfacente di grandezza ed apparente ispessimento del muscolo. Il Synthol non contiene steroidi.

Rischi dell’uso di Synthol per l’estetica e la mente

Il Synthol ha riscosso molto successo tra alcuni body builder proprio perché – se usato in modo adeguato – permette di fare da “riempitivo” e risolvere problemi di simmetria o gonfiare parti del corpo non adeguatamente sviluppate rispetto al resto del corpo (esempio tipico: i polpacci sottodimensionati rispetto al resto della gamba). Il principale rischio estetico è quello di esagerare, con il rischio di gonfiare troppo alcune parti del corpo andando a minare la bellezza e l’armonia della figura generale, come l’esempio grottesco ed innaturale che vedete nella foto in alto, che appare finto anche ai non addetti ai lavori. Il rischio “psicologico” principale è invece quello di allenarsi con poca convinzione, sapendo che, in caso di deficit di un certo muscolo, il Synthol può risolvere il problema. Altro rischio è la dipendenza psicologica: quando l’effetto svanisce e non ci si vede più “grossi” il primo pensiero è quello di “riempirsi” di nuovo, più e più volte.

Rischi dell’uso di Synthol per la salute

Essendo un metodo molto invasivo crea un muscolo flaccido e molle, inoltre appare senza vita e perennemente contratto, creando gravi danni alle articolazioni. Gli effetti collaterali sono infezioni, cisti, trombi, paralisi delle fibre muscolari ed ascessi e se la sostanza viene iniettata in vena o in arteria crea emboli che portano all’infarto. Il caso più sconvolgente è quello del culturista statunitense Gregg Valentino, il quale ha raggiunto il record dei bicipiti più sviluppati al mondo facendo uso di questa sostanza. Tuttavia, dopo un’infezione al muscolo bicipite destro e un suo maldestro tentativo di salvare la situazione, ha dovuto subire un’operazione chirurgica per evitargli l’amputazione delle braccia.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Formistin (cetirizina) 10mg/ml gocce orali, foglietto illustrativo

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FORMISTIN 10 MG/ML GOCCE ORALI, SOLUZIONE

Categoria Farmacoterapeutica

Antistaminici per uso sistemico.

Principi Attivi

Cetirizina dicloridrato.

Eccipienti

Glicerolo; glicole propilenico; saccarina sodica; metile paraidrossibenzoato (E 218); propile paraidrossibenzoato (E 216); sodio acetato; acido acetico glaciale; acqua depurata.

Indicazioni

In adulti e pazienti pediatrici, a partire da 2 anni di eta’: trattamento dei sintomi nasali e oculari della rinite allergica stagionale e perenne; trattamento sintomatico dell’orticaria cronica idiopatica.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo, ad uno qualsiasi degli eccipienti, all’idrossizina o a qualunque derivato della piperazina; pazienti con grave insufficienza renale con clearance della creatinina inferiorea 10 ml/min.

Posologia

Bambini di eta’ compresa tra 2 e 6 anni: 2,5 mg due volte al giorno (5gocce due volte al giorno). Bambini di eta’ compresa tra 6 e 12 anni:5 mg due volte al giorno (10 gocce due volte al giorno). Adulti e ragazzi di eta’ superiore ai 12 anni: 10 mg una volta al giorno (20 gocce). Le gocce devono essere depositate su un cucchiaio o diluite in acqua e assunte per via orale. Se si utilizza la diluizione, si deve considerare che il volume di acqua aggiunto alle gocce deve essere in quantita’ tale da poter essere assunto dal paziente, specialmente per la somministrazione pediatrica. La soluzione diluita deve essere somministrata immediatamente. Pazienti anziani: sulla base dei dati disponibili,nei soggetti anziani con funzionalita’ renale normale non risulta necessaria alcuna riduzione della dose. Pazienti con insufficienza renaledi grado da moderato a grave : non sono disponibili dati che documentino il rapporto efficacia/sicurezza nei pazienti con insufficienza renale. Poiche’ la cetirizina e’ prevalentemente escreta per via renale,nei casi in cui non possono essere utilizzati trattamenti alternativi,gli intervalli tra le dosi devono essere personalizzati in base allafunzionalita’ renale. Per utilizzare tale posologia, e’ necessario avere una stima della clearance della creatinina (CL cr ) del paziente espressa in ml/min. La CL cr (ml/min) puo’ essere ricavata partendo dalvalore della creatinina sierica (mg/dl) usando la seguente formula: clcr uguale [140- eta’ (anni)] x peso (kg) diviso 72 x creatinina sierica (mg/dl) (x 0,85 per le donne). Clcr >= 80 ml/min normale: 10 mg unavolta al giorno; clcr 50-79 ml/min lieve: 10 mg una volta al giorno; clcr 30-49 ml/min moderata: 5 mg una volta al giorno; clcr < 30 ml/mingrave: 5 mg una volta ogni 2 giorni; clcr < 10 malattia renale all’ultimo stadio – pazienti in dialisi: controindicata. Nei pazienti pediatrici affetti da insufficienza renale, la dose dovra’ essere adattata individualmente, tenendo in considerazione la clearance renale, eta’ e il peso corporeo del paziente. Pazienti con insufficienza epatica: i pazienti affetti solo da insufficienza epatica non necessitano di alcunadattamento della posologia. Pazienti con insufficienza epatica e renale: si raccomanda un adattamento della posologia.

Conservazione

Conservare a temperatura non superiore a 25 gradi C.

Avvertenze

Alle dosi terapeutiche, non sono state evidenziate interazioni clinicamente significative con alcool (per livelli ematici di alcool di 0,5 g/l). Tuttavia, si raccomanda cautela in caso di assunzione concomitante di alcool. Si raccomanda cautela nei pazienti epilettici e nei pazienti a rischio di convulsioni. Il metilparaidrossibenzoato e il propilparaidrossibenzoato contenuti nelle gocce orali 10 mg/ml possono causare reazioni allergiche (talora ritardate). A causa della quantita’ di alcuni eccipienti nella formulazione, la soluzione orale non e’ raccomandata nei bambini di eta’ inferiore a 2 anni. I test cutanei per l’allergia sono inibiti dagli antistaminici ed e’ richiesto un periodo di wash-out (di 3 giorni) prima di effettuarli.

Interazioni

Per il profilo farmacocinetico, farmacodinamico e di tollerabilita’ della cetirizina, non sono previste interazioni con questo antistaminico. Negli studi di interazione farmaco-farmaco, in effetti, non sono state riportate ne’ interazioni farmacodinamiche ne’ interazioni farmacocinetiche significative, in particolare con pseudoefedrina o teofillina(400 mg/die). Il grado di assorbimento della cetirizina non viene ridotto dall’assunzione di cibo, sebbene la percentuale di assorbimento sia diminuita.

Effetti Indesiderati

Studi clinici hanno mostrato che la cetirizina al dosaggio raccomandato ha effetti indesiderati minori a livello del SNC, che includono sonnolenza, affaticamento, capogiri e cefalea. In qualche caso, e’ stata riportata stimolazione paradossa del SNC. Benche’ la cetirizina sia uninibitore selettivo dei recettori H 1 periferici e sia relativamente priva di attivita’ anticolinergica, sono stati segnalati rari casi di difficolta’ nella minzione, disturbi dell’accomodazione dell’occhio e secchezza delle fauci. Sono stati segnalati rari casi di funzionalita’epatica anomala con innalzamento degli enzimi epatici accompagnato dabilirubina elevata, nella maggior parte dei quali risolti a seguito diinterruzione del trattamento di cetirizina dicloridrato. Nell’ambitodi sperimentazioni cliniche controllate in doppio cieco o di studi difarmacologia clinica, nei quali sono stati confrontati gli effetti dicetirizina verso placebo o altri antistaminici al dosaggio raccomandato (10 mg al giorno per la cetirizina) per le quali sono disponibili dati quantitativi di sicurezza. In base a questi dati, nell’ambito di sperimentazioni controllate verso placebo sono stati segnalati i seguenti eventi avversi con una incidenza pari o superiore all’1,0 % con cetirizina 10 mg. Organismo nel suo insieme – patologie generali: affaticamento. Patologie del sistema nervoso centrale e periferico: capogiri,cefalea. Patologie del sistema gastro-intestinale: dolore addominale,secchezza delle fauci, nausea. Disturbi psichiatrici: sonnolenza. Patologie del sistema respiratorio: faringite. Sebbene statisticamente l’incidenza della sonnolenza con la cetirizina fosse piu’ comune che conil placebo, tale evento e’ risultato di entita’ da lieve a moderata nella maggioranza dei casi. Ulteriori studi in cui sono state effettuateprove obiettive hanno dimostrato che le usuali attivita’ quotidiane non vengono compromesse alla dose giornaliera raccomandata, nei volontari sani giovani. Reazioni avverse con una incidenza pari o superiore all’1 % nei bambini di eta’ compresa tra 6 mesi e 12 anni, in studi clinici controllati verso placebo o studi di farmacologia clinica. Patologie del sistema gastro-intestinale: diarrea. Disturbi psichiatrici: sonnolenza. Patologie del sistema respiratorio: rinite. Organismo nel suo insieme – patologie generali: affaticamento. >>Esperienza post-marketing. Gli effetti indesiderati sono descritti secondo la classificazione MedDRA per sistemi e organi e in accordo con la frequenza definitasulla base dell’esperienza post-marketing. Le frequenze sono definitecome segue: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune(>=1/1.000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto raro: trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Raro: ipersensibilita’; molto raro: shock anafilattico. Disturbi psichiatrici. Non comune: agitazione; rari: aggressivita’, confusione, depressione, allucinazione, insonnia; molto raro: tic. Patologie del sistema nervoso. Non comune: parestesia; rari: convulsioni, disordini dei movimenti; molto rari:disgeusia, sincope, tremore, distonia, discinesia; non nota: amnesia,compromissione della memoria. Patologie dell’occhio. Molto rari: disturbo dell’accomodazione, visione offuscata, oculorotazione. Patologie cardiache. Raro: tachicardia. Patologie gastrointestinali. Non comune:diarrea. Patologie epatobiliari. Raro: funzionalita’ epatica alterata(innalzamento delle transaminasi, della fosfatasi alcalina, della gamma-GT e della bilirubina). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comuni: prurito, rash; raro: orticaria; molto rari: edema angioneurotico, eruzione fissa da farmaci. Patologie renali e urinarie. Molto rari: disuria, enuresi. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comuni: astenia, malessere; raro:edema. Esami diagnostici. Raro: aumento di peso.

Gravidanza E Allattamento

Per cetirizina sono disponibili pochissimi dati clinici su gravidanzeesposte al trattamento. Studi sugli animali non mostrano effetti dannosi diretti o indiretti per quanto riguarda la gravidanza, lo sviluppoembrionale/fetale, il parto o lo sviluppo post-natale. La prescrizionea donne in gravidanza o che allattano deve essere effettuata con cautela. Cetirizina e’ escreta nel latte materno a concentrazioni che rappresentano dal 25% al 90% di quelle misurate nel plasma, a seconda deltempo di campionamento dopo la somministrazione. Pertanto la prescrizione a donne che allattano deve essere effettuata con cautela.

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Cetirizina 10mg compresse e gocce, foglietto illustrativo

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CETIRIZINA PENSA

Categoria Farmacoterapeutica

Antistaminici.

Principi Attivi

Cetirizina dicloridrato.

Eccipienti

Compresse da 10 mg: lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, silice colloidale anidra, magnesio stearato, sodio amido glicolato.

Gocce orali, soluzione da 10 mg/ml: glicerolo 85%, glicole propilenico, saccarina sodica, metile paraidrossibenzoato, propile paraidrossibenzoato, sodio acetato triidrato, acido acetico glaciale, acqua depurata.

Indicazioni

Trattamento sintomatico delle riniti e delle congiuntiviti stagionali,della rinite cronica allergica e dell’orticaria di origine allergica.La forma farmaceutica Gocce orali, soluzione puo’ essere utilizzata anche nei bambini a partire da 1 anno di eta’.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo, all’idrossizina o ai derivati della piperazina, o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Pazienti con grave compromissione della funzionalita’ renale (clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min).

Posologia compresse

Adulti e bambini al di sopra dei 12 anni: generalmente 10 mg una volta al giorno. Le compresse devono essere inghiottite con un bicchiere d’acqua.

Posologia gocce orali, soluzione

Adulti e bambini al di sopradei 12 anni: generalmente 10 mg (20 gocce) una volta al giorno. Bambini di eta’ compresa tra 6 e 12 anni: per un peso uguale o inferiore a30 Kg, 5 mg/die (10 gocce) in un’unica somministrazione. Per un peso superiore a 30 Kg, 10 mg/die (20 gocce) in una o due somministrazioni.Bambini di eta’ compresa tra 2 e 6 anni: 2,5 mg (5 gocce) due volte algiorno o 5 mg (10 gocce) in un’unica somministrazione. Bambini di eta’ compresa tra 1 e 2 anni: 2,5 mg (5 gocce) due volte al giorno. Pazienti anziani: sulla base dei dati disponibili, nei soggetti anziani confunzionalita’ renale normale non risulta necessaria alcuna riduzionedella dose. Pazienti con insufficienza renale di grado da moderato a grave: nei pazienti adulti la posologia deve essere adattata in base alla funzionalita’ renale: moderato: CL cr = 30-49 ml/min 5 mg una voltaal giorno; grave: CL cr < 30 ml/min 5 mg una volta ogni due giorni. Nei pazienti pediatrici affetti da insufficienza renale, la dose dovra’essere adattata individualmente, tenendo in considerazione la clearance renale e il peso corporeo del paziente. Pazienti con insufficienzaepatica: i pazienti affetti solo da insufficienza epatica lieve non necessitano di alcun adattamento della posologia. La dose deve essere dimezzata nei pazienti con insufficienza di grado moderato e grave. Pazienti con insufficienza epatica e renale: si raccomanda un adattamentodella posologia.

 

Avvertenze

Alle dosi terapeutiche, non sono state evidenziate interazioni clinicamente significative con alcool (per livelli ematici di alcool di 0,5 g/l). Tuttavia, si raccomanda cautela in caso di assunzione concomitante di alcool. Le compresse da 10 mg contengono lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, nondevono assumere questo medicinale.

Interazioni

Nessuna interazione farmacocinetica e’ stata osservata nel corso deglistudi condotti con cetirizina e pseudoefedrina, cimetidina, ketoconazolo, eritromicina ed azitromicina. In uno studio a dosi ripetute con teofillina (400 mg una volta al giorno) e’ stata osservata una lieve diminuzione (16%) nella clearance della cetirizina, mentre la distribuzione della teofillina non e’ risultata modificata dalla contemporanea somministrazione di cetirizina. Nessuna evidenza di interazioni avversedi tipo farmacodinamico e’ stata rilevata in studi con cetirizina e cimetidina, glipizide, diazepam e pseudoefedrina. Gli studi effettuatinon evidenziano interazioni avverse, rilevanti dal punto di vista clinico, con azitromicina, eritromicina, ketoconazolo, teofillina e pseudoefedrina. In particolare, la somministrazione concomitante di cetirizina con macrolidi o ketoconazolo non ha mai dato luogo a variazioni clinicamente rilevanti dell’ECG. L’assunzione di cibo non riduce l’entita’ dell’assorbimento di cetirizina benche’ ne sia diminuita la velocita’ di assorbimento.

Effetti Indesiderati

A differenza degli antistaminici di prima generazione, l’entita’ del passaggio di cetirizina nel sistema nervoso centrale e’ ridotta e causasedazione di grado marcatamente minore. In taluni casi e’ stata riferita stimolazione paradossa del sistema nervoso centrale. Sono stati segnalati rari casi di epatite e di alterazione della funzione epatica con innalzamento degli enzimi epatici accompagnato da un aumento dellabilirubinemia, nella maggior parte dei casi risolti a seguito di interruzione del trattamento. Sperimentazioni cliniche Nell’ambito di sperimentazioni cliniche controllate in doppio cieco o di studi di farmacologia clinica, nei quali sono stati confrontati gli effetti di cetirizina con placebo o altri antistaminici alle dosi consigliate (10 mg al giorno per la cetirizina) e per cui sono disponibili dati quantitatividi sicurezza, sono stati trattati con cetirizina piu’ di 3200 soggetti. In base a questi dati, nell’ambito di sperimentazioni controllate contro placebo sono stati segnalati i seguenti eventi avversi con una incidenza >=1,0% nel corso di trattamento con cetirizina 10 mg: affaticamento, capogiri, cefalea, dolori addominali, secchezza delle fauci, nausea, sonnolenza, faringite. Sebbene l’incidenza della sonnolenza fosse statisticamente piu’ comune che con il placebo, tale evento risultava di entita’ da lieve a moderata nella maggioranza dei casi. Ulterioristudi in cui sono state effettuate prove obiettive hanno dimostrato che le usuali attivita’ quotidiane non vengono compromesse alla dose giornaliera consigliata, nei volontari sani giovani. Reazioni avverse con una incidenza >=1,0% nei bambini di eta’ compresa tra 6 mesi e 12 anni, in studi clinici controllati verso placebo o studi di farmacologiaclinica, sono le seguenti: diarrea, sonnolenza, rinite, affaticamento. Esperienza post-marketing In aggiunta agli eventi avversi riscontrati nel corso degli studi clinici, elencati nel paragrafo precedente, dopo l’introduzione in commercio del prodotto sono stati riferiti casi isolati delle reazioni avverse di seguito riportate: trombocitopenia, tachicardia, disturbo dell’accomodamento, visione offuscata, diarrea, astenia, malessere, edema, shock anafilattico, ipersensibilita’, funzionalita’ epatica anormale (innalzamento delle transaminasi, della fosfatasi alcalina, delle gamma-GT e della bilirubina), aumento ponderale,convulsioni, disgeusia, parestesia, sincope, aggressivita’, agitazione, confusione, depressione, insonnia, difficolta’ di minzione, edema angioneurotico, prurito, rash, orticaria. I dati disponibili non sono sufficienti per stimarne l’incidenza nella popolazione da trattare.

Gravidanza E Allattamento

Nessun effetto dannoso e’ stato osservato nel corso degli studi sugli animali. Le conoscenze sull’uso di cetirizina durante la gravidanza sono limitate. Come per altri farmaci, la sua somministrazione nella donna in stato di gravidanza deve essere evitata. Qualora il farmaco venga inavvertitamente assunto durante la gravidanza non sono attesi effetti dannosi, ma il trattamento deve essere sospeso immediatamente. L’assunzione di cetirizina e’ controindicata durante l’allattamento, in quanto viene escreta nel latte materno.

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Fexofenadina 180mg compresse, foglietto illustrativo

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FEXOFENADINA MYLAN GENERICS 180 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Categoria Farmacoterapeutica

Antistaminici per uso sistemico.

Principi Attivi

Ogni compressa rivestita con film contiene 180 mg di fexofenadina cloridrato, equivalenti a 168 mg di fexofenadina.

Eccipienti

Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, amido di mais, povidone, magnesio stearato. Rivestimento: ipromellosa (E 464), titanio diossido (E 171), macrogol 400, macrogol 4000, ferro ossido, giallo (E 172).

Indicazioni

Trattamento sintomatico dell’orticaria cronica idiopatica

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Posologia

Adulti e bambini oltre i 12 anni: 180 mg una volta al giorno. La compressa deve essere ingerita con una sufficiente quantita’ d’acqua. Bambini sotto i 12 anni: l’uso della fexofenadina cloridrato non e’ raccomandato a causa della mancanza di dati sulla sicurezza ed efficacia. Gruppi di pazienti a rischio: i dati sull’uso della fexofenadina cloridrato in soggetti anziani ed in pazienti con compromissione della funzionalita’ renale o epatica sono limitati. Non e’ necessario aggiustare ladose di fexofenadina cloridrato in questi gruppi di pazienti, tuttavia in questi casi deve essere usata con cautela.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Avvertenze

I pazienti con storia di malattia cardiovascolare in corso devono essere avvertiti che gli antistaminici appartengono ad una categoria di farmaci che sono stati associati con effetti indesiderati quali la tachicardia e palpitazioni. I dati relativi alla somministrazione in soggetti anziani ed in pazienti con compromissione della funzionalita’ renale o epatica sono limitati. La fexofenadina cloridrato deve essere usata con attenzione in tali gruppi di pazienti.

Interazioni

La fexofenadina e’ metabolizzata solo parzialmente (a livello epaticoo non epatico), e su questa base non e’ probabile alcuna interazione con medicinali metabolizzati con meccanismi epatici. La fexofenadina e’un substrato di P-gp (P-glycoprotein) ed OATP (proteine di trasporto): e’ stato riscontrato che la somministrazione contemporanea della fexofenadina cloridrato con l’eritromicina o il ketoconazolo aumenta di 2-3 volte i livelli plasmatici della fexofenadina. Queste variazioni non sono state accompagnate da alcun effetto sull’intervallo QT e non sono state associate ad alcun incremento degli effetti indesiderati a confronto con i prodotti medicinali somministrati singolarmente. Studi sugli animali hanno dimostrato che questo aumento sembra essere dovutoad un aumento di assorbimento gastrointestinale ed a una diminuzione della secrezione biliare o secrezione gastrointestinale, rispettivamente. E’ stato riscontrato che una singola dose di un’associazione di lopinavir-ritonavir (400 mg/100 mg) causa un aumento di 4 volte dell’areasotto la curva della fexofenadina, mentre allo stato stazionario il lopinavir/ritonavir aumenta l’area sotto la curva della fexofenadina di2,9 volte. In questi casi gli effetti indesiderati della fexofenadinapotrebbero aumentare. Non e’ nota alcuna interazione farmacodinamica.Non sono state osservate interazioni tra la fexofenadina e l’omeprazolo. La somministrazione di antiacidi contenenti alluminio e magnesio idrossido 15 minuti prima della somministrazione della fexofenadina haprovocato una riduzione della biodisponibilita’ della fexofenadina, molto probabilmente dovuta a legami nel tratto gastrointestinale. E’ consigliabile attendere 2 ore tra l’assunzione di antiacidi contenenti alluminio e magnesio idrossido e la somministrazione della fexofenadina.Esami allergologici: l’uso della fexofenadina cloridrato deve essereinterrotto tre giorni prima dei test allergologici (Prick test).

Effetti Indesiderati

Negli adulti, i seguenti effetti indesiderati sono stati riportati negli studi clinici, con un’incidenza simile a quella osservata con il placebo. Patologgie del sistema nervoso Comune (>=1/100 a <1/10): cefalea, sonnolenza, capogiri. Patologie gastrointestinali. Comune (>=1/100a <1/10): nausea, bocca secca. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune (>=1/1000, <1/100): affaticamento. Negli adulti, i seguenti effetti indesiderati sono stati riportati nel corso del monitoraggio post-marketing. La frequenza con cui si presentano non e’ nota (non puo’ essere stimata dai dati disponibili). Disturbi del sistema immunitario: reazioni di ipersensibilita’ con manifestazioni di angioedema, oppressione al petto, di spnea, rossore ed anafilassi sistemica. Disturbi psichiatrici: insonnia, nervosismo, disturbi del sonno o incubi/sogni alterati (paroniria). Patologie cardiache: tachicardia, palpitazioni. Patologie gastrointestinali: diarrea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: eruzioni cutanee, orticaria, prurito.

Gravidanza E Allattamento

Non c’e’ esperienza d’uso della fexofenadina nelle donne in gravidanza. Studi limitati su animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale/fetale, sul parto osullo sviluppo post-natale. La fexofenadina non deve essere usato durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessita’. Non vi sonodati sulla concentrazione nel latte materno dopo la somministrazionedella fexofenadina. Tuttavia, quando la terfenadina e’ stata somministrata a madri in allattamento, e’ stato rilevato che la fexofenadina passa nel latte materno. Pertanto, l’uso della fexofenadina non e’ raccomandato durante l’allattamento.

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Kestine (ebastina) 20mg compresse, foglietto illustrativo

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KESTINE COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Categoria Farmacoterapeutica

Antistaminici per uso sistemico.

Principi Attivi

Ebastina.

Eccipienti

Nucleo: cellulosa microcristallina, lattosio, amido di mais pregelatinizzato, croscarmellosa sodica, magnesio stearato. Rivestimento: ipromellosa, macrogol 6000, titanio biossido.

Indicazioni

Trattamento sintomatico di riniti allergiche (stagionali o perenni) associate o meno a congiuntiviti allergiche; orticaria.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; insufficienza epatica grave; bambini di eta’ inferiore a 12 anni;gravidanza e l’allattamento.

Posologia

>>Compresse 10 mg. Riniti allergiche: A dosi di 10 mg 1 volta al giorno, ebastina e’ efficace nell’alleviare i sintomi delle riniti allergiche; nei pazienti con sintomi piu’ gravi, comprese le riniti allergicheperenni, 1 dose unica di 20 mg 1 volta al giorno, puo’ essere di maggiore beneficio. Orticaria: la dose per gli adulti e’ di 10 mg 1 voltaal giorno. Nei pazienti con insufficienza epatica di grado lieve o moderato si consiglia di non superare il dosaggio giornaliero di 10 mg. La sicurezza e l’efficacia nei bambini di eta’ inferiore a 12 anni none’ stata studiata. >>Compresse 20 mg. Riniti allergiche: A dosi di 20mg 1 volta al giorno, ebastina e’ efficace nell’alleviare i sintomi delle riniti allergiche gravi. Nei pazienti con sintomi meno gravi e’ raccomandata una dose unica di 10 mg 1 volta al giorno. Nei pazienti coninsufficienza epatica di grado lieve o moderato si consiglia di non superare il dosaggio giornaliero di 10 mg. L’utilizzo e’ riservato agliadulti e bambini di eta’ superiore a 12 anni. Modo di somministrazione: ebastina puo’ essere assunta durante o lontano dai pasti.

Conservazione

Proteggere dalla luce. Conservare a una temperatura non superiore ai 30 gradi C.

Avvertenze

Usare cautela nell’utilizzo di ebastina nei pazienti in cui sia noto un rischio cardiaco, come quelli con sindrome dell’intervallo QT prolungato, ipopotassiemia, in trattamento con farmaci che inducono un incremento dell’intervallo QT o che inibiscono il sistema enzimatico CYP3A4, come gli antimicotici azolici e gli antibiotici macrolidi. Ebastinadeve essere utilizzata con cautela nei pazienti con insufficienza renale o con insufficienza epatica di grado lieve o moderato. Questo medicinale contiene lattosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditaridi intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp Lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Sono state valutate le interazioni di ebastina in associazione con ketoconazolo o eritromicina (entrambi noti per l’effetto di prolungamentodell’intervallo QTc). Con queste associazioni, sono state osservate delle interazioni risultanti in un aumento dei livelli plasmatici di ebastina ma in un prolungamento di soli 10 msec circa dell’intervallo QTc maggiore di quello che si riscontra con ketoconazolo o eritromicinada soli. Non sono state riportate interazioni di ebastina con teofillina, warfarin, cimetidina, diazepam o alcool. Quando si somministra ebastina con il cibo, si osserva un aumento dei livelli plasmatici e dell’AUC del principale metabolita acido attivo dell’ebastina da 1,5 a 2 volte. Questo aumento non altera il valore di Tmax. L’assunzione di ebastina con il cibo non interferisce con il suo effetto clinico.

Effetti Indesiderati

Di seguito sono riportate le reazioni avverse segnalate durante l’usodi ebastina raggruppate secondo la classificazione sistemica e d’organo (SOC) e per frequenza. Molto rare (<1/1000). Patologie cardiache: palpitazioni, tachicardia; patologie gastrointestinali: bocca secca, dispepsia, dolore addominale, nausea, vomito generali; patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: astenia, edemaepatobiliari; esami diagnostici: anormalita’ nei test di funzionalita’ epatica; patologie del sistema nervoso centrale: sonnolenza, mal ditesta, vertigini, disestesia; disturbi psichiatrici: insonnia, nervosismo; patologie dell’apparto riproduttivo e della mammella: disturbi mestruali; patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: rash, orticaria, dermatite.

Gravidanza E Allattamento

La sicurezza di ebastina in gravidanza non e’ stata studiata nella donna. Studi sul ratto e sul coniglio non hanno mostrato effetti dannosi diretti o indiretti sullo sviluppo embrio-fetale, ne’ sul corso dellagestazione o sullo sviluppo peri e post-natale. Nell’animale non sonostati evidenziati effetti teratogeni. Tuttavia, non ci sono studi controllati sulla donna gravida e gli studi sulla riproduzione non sono sempre predittivi della risposta nell’uomo. Per questo motivo, ebastinadeve essere somministrata alle donne in gravidanza solo in caso di assoluta necessita’ e sotto il controllo del medico. L’uso di ebastina e’sconsigliato durante l’allattamento, poiche’ non e’ noto se nella donna ebastina viene escreta nel latte.

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Schizofrenia: cause familiari, genetica, ambiente, stupefacenti

MEDICINA ONLINE CERVELLO TELENCEFALO MEMORIA EMOZIONI CARATTERE ORMONI EPILESSIA STRESS RABBIA PAURA FOBIA SONNAMBULO ATTACCHI PANICO ANSIA VERTIGINE LIPOTIMIA IPOCONDRIA PSICOLOGIA DEPRESSIONE TRISTE STANCHEZZA PSICOSOMALa schizofrenia è una psicosi cronica caratterizzata dalla persistenza di sintomi di alterazione del pensiero, del comportamento e dell’affettività, da un decorso superiore ai sei mesi, con forte disadattamento della persona ovvero una gravità tale da limitare le normali attività di vita della persona.

Quali sono le cause della schizofrenia?

Una combinazione di fattori genetici e ambientali gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo della schizofrenia. Le persone con una storia familiare di schizofrenia e che soffrono di una psicositransitoria hanno una probabilità che va dal 20 al 40% di ricevere una diagnosi entro un anno.

Familiarità e genetica

Le stime di ereditarietà variano a causa della difficoltà a separare gli effetti della genetica da quelli dell’ambiente. Il rischio maggiore di sviluppare la schizofrenia si ha in presenza di un parente di primo grado con la malattia (6,5% di probabilità). Più del 40% dei gemelli omozigoti di pazienti con schizofrenia sono anch’essi colpiti. È probabile che molti geni siano coinvolti, ciascuno con piccoli effetti e con meccanismi di trasmissione e di espressione sconosciuti. Molte possibili cause genetiche sono state proposte, tra cui :

  • specifiche variazioni del numero di copie come per il gene NOTCH4 e loci delle proteine istoniche. Sembra che ci sia una significativa sovrapposizione tra la genetica della schizofrenia e quella del disturbo bipolare;
  • microdelezioni nella regione 22q11 sono associate a un rischio 30 volte superiore al normale di sviluppare la schizofrenia;
  • alcuni studi GWAS hanno trovato un legame tra la proteina 804A zinc finger e la schizofrenia.

Assumendo una base ereditaria, una domanda dalla psicologia evoluzionista è il motivo per cui geni che aumentano il rischio di psicosi si è evoluta, assumendo che la condizione sarebbe stata disadattiva da un punto di vista evolutivo. Un’idea è che tali geni siano coinvolti nell’evoluzione del linguaggio e della natura umana, ma a oggi queste idee rimangono poco più che di natura ipotetica.

Leggi anche: Cause della schizofrenia: fattori psicologici e neurologici

Cause ambientali

I fattori ambientali spesso agiscono come coadiuvanti e mai come principale causa di insorgenza della schizofrenia. Gli studi hanno dimostrato che vivere in un ambiente urbanizzato, durante l’infanzia o in età adulta, è correlato a un rischio doppio di sviluppare schizofrenia, anche prendendo in considerazione l’uso di droghe, il gruppo etnico e la dimensione del gruppo sociale. Altri fattori che giocano un ruolo molto importante sono l’isolamento sociale e le avversità sociali dovute all’immigrazione, la discriminazione razziale, problematiche familiari, la disoccupazione e condizioni abitative precarie. Una ricerca del 2010 ha stabilito che circa due terzi dei pazienti con schizofrenia avevano sperimentato eventi di violenza fisica e/o sessuale durante la loro infanzia.

Leggi anche: Schizofrenia: sintomi iniziali, violenza, test, cause e terapie

Abuso di sostanze stupefacenti

L’assunzione di un certo numero di farmaci è stato associato allo sviluppo della schizofrenia, compresi la cannabis, la cocaina e le anfetamine. Circa la metà di coloro che presentano una diagnosi di schizofrenia fa un uso eccessivo di droghe o alcol. Il ruolo della cannabis potrebbe essere causale, ma altri farmaci possono essere utilizzati dai pazienti schizofrenici come meccanismi di adattamento per affrontare la depressione, l’ansia, la noia, la solitudine. La cannabis è associata a un aumento, dose-dipendente, del rischio di sviluppare un disturbo psicotico. L’utilizzo frequente è correlato a un rischio doppio di sviluppare psicosi e schizofrenia. Mentre la cannabis viene accettata come concausa di schizofrenia da molti, il suo ruolo rimane, tuttavia, controverso. Le anfetamine, la cocaina e, in  misura minore, l’alcol possono portare allo sviluppo di una psicosi che si presenta in modo molto simile alla schizofrenia. Nonostante non si ritenga che possa essere causa della malattia, molte persone con schizofrenia fanno un uso di nicotina molto maggiore rispetto alla popolazione in generale.

Leggi anche: Come riconoscere uno schizofrenico: primi sintomi di schizofrenia

Fattori relativi allo sviluppo

La presenza nella madre di problematiche quali infezioni, ipossia, stress e malnutrizione durante lo sviluppo fetale possono causare un leggero aumento del rischio di sviluppare schizofrenia nel nascituro nel corso della sua vita. Le persone nate in inverno nell’emisfero settentrionale hanno più probabilità di ricevere una diagnosi di schizofrenia; ciò può essere spiegato con l’aumento dei tassi di esposizioni virali in utero. La differenza varia tra circa il 5 e l’8%.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Prontinal (beclometasone) 0,8mg/2ml aerosol, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA AEROSOL ASMA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS INTRAMUSCOLO PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTROINDICAZIONIDenominazione

PRONTINAL 0,8 MG/2 ML SOSPENSIONE PER NEBULIZZATORE

Categoria Farmacoterapeutica

Glicocorticoidi.

Principi Attivi

100 ml di sospensione per nebulizzatore contengono: beclometasone dipropionato 0,040 g.

Eccipienti

Sodio cloruro, polisorbato 20, sorbitan monolaurato, acqua per preparazioni iniettabili.

Indicazioni

Controllo dell’evoluzione della malattia asmatica e delle condizioni di broncostenosi. Riniti allergiche e vasomotorie, affezioni infiammatorie ed allergiche delle cavita’ nasali e del tratto rino-faringeo.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Infezioni virali e tubercolari attive o quiescenti locali. Generalmente controindicato in gravidanza e allattamento.

Posologia

Adulti: un contenitore monodose per seduta 1-2 volte al giorno. Bambini: meta’ contenuto di un contenitore monodose per seduta 1-2 volte algiorno. Il contenitore reca una graduazione corrispondente a meta’ dose. Agitare energicamente prima dell’uso. Per l’utilizzo eseguire le seguenti operazioni: flettere il contenitore monodose nelle due direzioni; staccare il contenitore monodose dalla striscia prima sopra e poi al centro; agitare energicamente scuotendo e rovesciando il contenitoreper rendere omogenea la sospensione. Ripetere questa operazione, finche’ l’intero contenuto non sia completamente ridisperso e mescolato; aprire il contenitore monodose ruotando l’aletta nel senso indicato dalla freccia; esercitando una moderata pressione sulle pareti del contenitore monodose far uscire il medicamento nella quantita’ prescritta edimmetterlo nell’ampolla del nebulizzatore; in caso di utilizzo di meta’ dose, il contenitore puo’ essere richiuso capovolgendo e premendo il tappo. Il contenitore richiuso deve essere conservato a temperaturacompresa fra 2 gradi C e 8 gradi C (in frigorifero) e la quantita’ rimasta deve essere utilizzata entro 12 ore dalla prima apertura.

Conservazione

Conservare il prodotto in posizione verticale, come riportato sulla confezione. I contenitori monodose fuori dalla busta di protezione si conservano fino a 3 mesi. In caso di utilizzo di meta’ dose, il contenitore richiuso va conservato a temperatura compresa fra 2 gradi C e 8 gradi C (in frigorifero) ed utilizzato entro 12 ore.

Avvertenze

Si possono presentare effetti sistemici con i corticosteroidi inalatori. Tali effetti si verificano con meno probabilita’ rispetto al trattamento con corticosteroidi orali. I possibili effetti sistemici includono la sindrome di Cushing, aspetto Cushingoide, soppressione surrenalica, ritardo della crescita in bambini e adolescenti, riduzione della densita’ minerale ossea, cataratta, glaucoma e, piu’ raramente una serie di effetti psicologici o comportamentali che includono iperattivita’psicomotoria, disturbi del sonno, ansieta’, depressione o aggressivita’. e’ importante, quindi che la dose del corticosteroide sia la piu’bassa dose possibile con cui viene mantenuto il controllo effettivo dell’asma. Le infezioni delle cavita’ nasali o dei seni paranasali devono essere trattate con terapia appropriata, ma non costituiscono controindicazioni specifiche all’uso del farmaco. Benche’ il medicinale siain grado di controllare nella maggior parte dei casi la rinite allergica stagionale, uno stimolo abnormemente elevato di allergeni puo’ richiedere appropriata terapia supplementare. Il trasferimento di pazientiin trattamento continuativo con steroidi per via generale alla terapia con il farmaco richiede precauzioni se vi e’ motivo di supporre chela funzionalita’ surrenalica sia alterata. Comunque inizialmente il prodotto va somministrato continuando il trattamento sistemico; successivamente questo va progressivamente ridotto controllando il paziente adintervalli regolari e modificando la posologia del farmaco a secondadei risultati ottenuti. Durante i periodi di stress o di grave attaccoasmatico i pazienti, sottoposti a tale passaggio, dovranno avere un trattamento supplementare di steroidi sistemici. La terapia non ha finora dato luogo al riscontro di una riduzione dei livelli di cortisolo plasmatico. Tale riduzione e’ stata osservata solo in pazienti che ricevevano il doppio della dose massima consigliata di beclometasone dipropionato somministrato mediante aerosol pressurizzato.

Interazioni

Non note.

Effetti Indesiderati

A seguito della somministrazione di beclometasone dipropionato per viaaerosolica, in alcuni pazienti puo’ comparire candidosi della bocca odella gola. Pazienti con dati anamnestici o di laboratorio indicantiuna precedente infezione possono sviluppare piu’ facilmente tale complicazione. L’incidenza della candidosi sembra essere in relazione con la dose somministrata. L’affezione risponde generalmente ad appropriataterapia antifungina topica senza interruzione del trattamento con beclometasone dipropionato. L’insorgenza di tali infezioni fungine puo’ essere minimizzata sciacquandosi regolarmente la bocca dopo ogni applicazione. In pazienti con vie aeree molto sensibili l’uso del prodotto potrebbe dar luogo a tosse e raucedine. Possono verificarsi effetti sistemici con i corticosteroidi per inalazione in particolare quando somministrati ad alte dosi per periodi prolungati. Tali eventi possono includere soppressione surrenalica, ritardo della crescita nei bambini enegli adolescenti, riduzione della densita’ minerale ossea, catarattae glaucoma. Sono state anche riportate con questa classe di farmaci reazioni di ipersensibilita’ che includono rash, orticaria, prurito, eritema ed edema degli occhi, viso, labbra e gola. Disturbi psichiatriciche possono insorgere, con frequenza non nota, sono iperattivita’ psicomotoria, disturbi del sonno, ansieta’, depressione, aggressivita’, disturbi di comportamento.

Gravidanza E Allattamento

Non somministrare nel primo trimestre di gravidanza. Nell’ulteriore periodo, durante l’allattamento e nella prima infanzia deve essere somministrato soltanto in caso di effettiva necessita’ e sotto controllo.

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Levocetirizina 5mg compresse rivestite, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTRODenominazione

LEVOCETIRIZINA TEVA

Categoria Farmacoterapeutica

Antistaminici per uso sistemico.

Principi Attivi

Levocetirizina dicloridrato.

Eccipienti

Nucleo: cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato, silice colloidale anidra, magnesio stearato. Rivestimento: opadry^(R) Y-1-7000 composto da ipromellosa, titanio diossido, macrogol 400.

Indicazioni

Trattamento sintomatico della rinite allergica perenne, della rinite allergica stagionale e dell’orticaria cronica idiopatica.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ alla levocetirizina, ad altri derivati della piperazina o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Pazienti con insufficienza renale grave con clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min.

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Posologia

La compressa rivestita con film deve essere assunta per via orale, ingerita intera con acqua, e puo’ essere assunta con o senza cibo. Adultie adolescenti: 5 mg una volta al giorno. Bambini di eta’ compresa trai 6 e i 12 anni: 5 mg una volta al giorno. Non e’ raccomandato nei bambini di eta’ inferiore ai 6 anni per carenza di dati sulla sicurezzae sull’efficacia del prodotto. Anziani: al momento non esistono dati che suggeriscono la necessita’ di ridurre la dose a condizione che la loro funzione renale sia normale. Pazienti con insufficienza renale: gli intervalli tra le dosi devono essere stabiliti individualmente a seconda della funzione renale. Compromissione normale 1 compressa una volta al giorno; lieve 1 compressa una volta al giorno; moderata 1 compressa ogni 2 giorni; grave 1 compressa ogni 3 giorni. Nefropatia all’ultimo stadio, pazienti sottoposti a dialisi: controindicato. Pazienti con insufficienza epatica: non e’ necessario alcun aggiustamento della dose se non in pazienti affetti da insufficienza sia epatica sia renale. Durata del trattamento: dipende dal tipo, dalla durata e dal decorsodella sintomatologia. Per la febbre da fieno sono generalmente sufficienti 3-6 settimane, nel caso di una breve esposizione al polline puo’bastare anche una sola settimana. Sono attualmente disponibili esperienze cliniche con 5 mg di levocetirizina in forma di compressa rivestita con film per un periodo di trattamento di 6 mesi.

Conservazione

Non richiede alcuna condizione particolare di conservazione

Avvertenze

Non e’ raccomandato nei bambini di eta’ inferiore ai 6 anni in quantole compresse rivestite con film attualmente disponibili non permettonoaggiustamenti della dose. Si raccomanda cautela con l’assunzione di alcool. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp-lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Non sono stati condotti studi di interazione con la levocetirizina (ne’ studi con induttori del CYP3A4); studi con il composto racemato cetirizina hanno dimostrato che non esistono interazioni avverse, clinicamente significative (con pseudoefedrina, cimetidina, ketoconazolo, eritromicina, azitromicina, glipizide e diazepam). E’ stata rilevata una lieve diminuzione della clearance della cetirizina (16%) in uno studioa dosi multiple con teofillina (400 mg una volta al giorno); mentre ladisponibilita’ della teofillina non veniva alterata dalla somministrazione concomitante di cetirizina. Il cibo rallenta ma non diminuisce il grado di assorbimento della levocetirizina. Nei pazienti sensibili,la somministrazione concomitante di cetirizina o levocetirizina con alcool o altri agenti deprimenti il SNC puo’ influire sul sistema nervoso centrale, benche’ sia stato dimostrato che il racemato cetirizina non potenzia l’effetto dell’alcool.

Effetti Indesiderati

Esami diagnostici. Molto raro (<1/10.000): aumento di peso, anomalie della funzionalita’ epatica. Patologie cardiache. Molto raro: palpitazioni. Patologie del sistema nervoso. Comune (>=1/100, <1/10): sonnolenza, cefalea. Patologie dell’occhio. Molto raro: disturbi visivi. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto raro: dispnea. Patologie gastrointestinali. Comune: secchezza delle fauci. Non comune (>=1/1.000, <1/100): dolori addominali. Molto raro: nausea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto raro: edema angioneurotico,prurito, rash, orticaria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: spossatezza. Non comune: astenia. Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: ipersensibilita’, compresa anafilassi. Patologie epatobiliari. Molto raro: epatite.

Gravidanza E Allattamento

I dati disponibili su un numero limitato di gravidanze esposte al farmaco indicano l’assenza di effetti indesiderati della cetirizina sulla gravidanza o sulla salute del feto/neonato. Finora non sono disponibili altri dati epidemiologici significativi. Non sono disponibili dati clinici sulle gravidanze esposte alla levocetirizina. Studi animali nonindicano effetti nocivi diretti o indiretti sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale/fetale, sul parto o sullo sviluppo post-natale. Occorre prestare attenzione nel prescrivere il medicinale alle donne in stato di gravidanza. E’ atteso che la levocetirizina venga escreta nellatte materno. Pertanto, durante l’allattamento l’uso non e’ raccomandato e il suo utilizzo deve essere preso in considerazione solo se il beneficio atteso per la madre e’ maggiore del rischio a cui e’ esposto il lattante.

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