Circonferenza addominale: cos’è, come si misura ed a che serve

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CIRCONFERENZA ADDOMINALE COME SI MISURA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgCos’è la circonferenza addominale?
E’ la circonferenza minima tra la gabbia toracica e l’ombelico, con il soggetto in piedi e con i muscoli addominali rilassati.

Come si misura la circonferenza addominale?
La circonferenza addominale si valuta con un comune nastro metrico, non elastico, posizionato a livello della vita, secondo un piano orizzontale parallelo al pavimento. La vita rappresenta la parte più stretta dell’addome e normalmente si trova appena al di sopra della porzione superiore del bordo laterale della cresta iliaca. Qualora tale zona non fosse ben evidente, la misura viene presa a livello dell’ombelico. E’ molto importante mantenere in orizzontale il nastro metrico ed evitare di stringerlo eccessivamente o mantenerlo troppo allentato; l’addome deve inoltre essere spoglio da vestiti.

A che serve misurare la circonferenza addominale?
Questa misurazione è correlata al rischio di malattie cardiovascolari, diabete e morte prematura, secondo questo schema:

UOMO

DONNA

RISCHIO

CM

CM

Molto elevato > 120 > 110
Elevato 100 – 120 90 – 109
Basso 80 – 99 70 – 89
Molto basso <80 < 70

A tale proposito leggi anche: Circonferenza vita e fianchi: rapporto e significato clinico

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui miei nuovi post, metti like alla mia pagina Facebook o seguimi su Twitter, grazie!

Noci ed arachidi abbassano il rischio di cancro, infarto, diabete e morte prematura

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma NOCI ARACHIDI RISCHIO INFARTO DIABETE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgUn recente studio inglese sembra dimostrare che il mangiare anche solo una manciata di frutta secca al giorno possa aiutare nella prevenzione del cancro e delle malattie cardiovascolari, oltre che ridurre di molto la probabilità di morte prematura. Una “medicina” quasi a costo zero e che può essere ingerita sia a stomaco vuoto che a stomaco pieno, in qualunque momento della nostra giornata, sempre senza esagerare.

Uno studio nato in un college

Lo studio è stato portato avanti dagli studiosi dell’Imperial College di Londra, in collaborazione con gli studiosi dell’Università di Scienze e Tecnologia della Norvegia, ed ha portato alla luce molti effetti benefici che la frutta secca, quali arachidi, noci e nocciole, può portare al nostro organismo nel corso degli anni. Mangiare circa venti grammi di frutta secca al giorno, quindi l’equivalente di un pugno di noci o arachidi, riduce drasticamente l’insorgere di malattie cardiovascolari, contrasta il cancro ed, in definitiva, riduce di circa il ventidue per cento le probabilità di morte prematura nei vari soggetti. Ma malattie all’apparato cardiovascolare e circolatorio non sono le uniche ad essere contrastate da questa “frutta miracolosa”, poiché lo studio ci mostra come un pugno di noci al giorno può essere in grado di prevenire l’insorgere di patologie alle vie respiratorie, nonché la possibilità di vedere svilupparsi il diabete. Il gruppo di ricerca ha preso in considerazione un gruppo di circa 819 persone, sparse in tutto il mondo ed ognuna con malattie diverse tra quelle elencate precedentemente. Indipendentemente dalla regione in cui abitavano e dal loro stile di vita, è stato riscontrato, in coloro che consumavano almeno 20 grammi di frutta secca al giorno, un miglioramento visibile. Ovviamente c’è da aggiungere che il condurre uno stile di vita sano è più produttivo del singolo mangiar noci o frutta secca in generale, ma possiamo concludere dicendo che le due cose possono coesistere senza escludersi a vicenda.

Dalla ricerca arrivano le nuove norme per prevenire il cancro

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma NORME PREVENIRE CANCRO RICERCA SCIENZA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIl mese scorso a Bethesda nel Maryland (USA) si è tenuta la 25a conferenza American Institute for Cancer Research (AICR). Un forum che ha riunito ricercatori e clinici proveniente da tutte le parti. Uno degli argomenti su cui si è dibattuto quest’anno è stato la #prevenzione in oncologia: in base alle più recenti conoscenze, esiste una relazione diretta tra l’insorgenza dei #tumori e alimentazione, attività fisica e controllo del peso corporeo. Molti dei risultati presentati sono temi emergenti su cui si articolerà la prevenzione dei prossimi anni. Qui di seguito 5 punti rilevanti, soprattutto per i tumori più diffusi.

I lamponi neri e il cancro orale
I lamponi neri, grazie alla presenza di fibre, vitamine e sostanze fitochimiche tipiche di questa specie, sono in grado di prevenire l’insorgenza dei tumori nel cavo orale. Infatti, nei ratti alimentati con una dieta dove erano presenti i lamponi neri, la formazione dei tumori era inibita o sfavorita rispetto al gruppo alimentato con una dieta standard. Questo grazie ad un meccanismo biologico ben preciso. Questi risultati verranno a breve pubblicati.

Dieta antinfiammatoria e rischi cardiaci
Spesso alcuni tumori, come quelli del tratto gastro-intestinale, insorgono in seguito ad una condizione infiammatoria cronica. Qualunque cosa vada a ridurre uno stato infiammatorio, può quindi prevenire i tumori. In questo caso i ricercatori hanno osservato che le donne, in età post-menopausa, con diagnosi di tumore alla mammella, con una dieta ricca di alimenti anti-infiammatori, come cereali integrali, spezie, grassi insaturi e verdure – rispetto a coloro che avevano una dieta tipica occidentale, con cibi raffinati pro-infiammatori – avevano un rischio inferiore di mortalità per problemi cardiovascolari.

L’esercizio fisico è molto utile
Già nel 2010, le linee guida dei sopravvissuti da cancro prevedevano l’attività fisica come pratica importante per superare la malattie e per affrontare le terapie nel migliore dei modi. Si diceva, almeno 150 minuti a settimana. Le ricerche sono andate avanti e i risultati appena presentati indicano che nei pazienti che hanno avuto una diagnosi di cancro al mammella o alla prostata, l’attività fisica non solo è sicura ma addirittura altamente consigliata sia durante che dopo la terapia. Un’attività fisica aerobica è un supporto importantissimo per il mantenimento o il ripristino di un equilibrio delle capacità mentali nonché di una maggiore efficienza cardiovascolare.

Il licopene protegge dal cancro alla prostata
Il licopene è un carotenoide antiossidante. Si trova in numerosi alimenti ed è responsabile del loro colore rosso, come nei pomodori o nell’anguria, o del colore giallo-rosso, come papaya e pompelmo, e in diverse verdure. Il licopene previene alcuni tipi di tumori, l’invecchiamento cellulare e alcune malattie cardiovascolari. Precedenti studi avevano portato a conclusioni non sempre concordanti sulle proprietà antitumorali del licopene. I dati presentati ora dimostrano che un’#alimentazione a base di cibi ricchi di licopene, può ridurre significativamente il rischio di insorgenza del tumore alla prostata (11% in meno). Anzi, i ricercatori sono riusciti a stimare in una riduzione dell’1% di rischio tumore per ogni milligrammo/giorno di licopene mangiato. Per intenderci, un pomodoro contiene 3 mg di licopene.

Grassi, microbioma intestinale e rischio obesità
Le migliaia di miliardi di batteri che albergano nel nostro intestino condizionano il nostro benessere e possono predisporre all’obesità. Ma quello che i ricercatori hanno ora scoperto è che il microbioma intestinale segue un andamento circadiano, ovvero varia la sua attività e la sua espressione nelle varie ore del giorno e della notte. E questo si ripercuote sul senso di fame (appetito) e sul metabolismo. Una dieta ricca di grassi e povera di fibre, almeno negli animali da laboratorio, determina un’alterazione dei cicli circadiani del microbioma, influenzando negativamente il metabolismo e favorendo le condizioni per l’obesità.

Rischia di morire per aver bevuto troppa acqua

MEDICINA ONLINE BERE ACQUA BEVANDA CALORIE SODIO MINERALI GASSATA OLIGOMINARALE DISTILLATA INGRASSARE DIMAGRIRE FONTANA MARE PISCINA POTABILE COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBBere acqua è fondamentale per mantenersi in buona salute, tuttavia – come in tutte le cose – la giusta via è quella che sta nel mezzo, perfino bere troppa acqua può mettere a rischio la nostra salute. Anzi, la nostra vita.

Leggi anche: Bere l’acqua mi fa dimagrire?

Lo sa bene una signora di 59 anni alla quale, a seguito di una grave infezione alle vie urinarie, i medici avevano consigliato di bere un bicchiere d’acqua ogni 30 minuti. Ritenendo probabilmente di accelerare in tal modo il processo di guarigione, la donna ha però pensato bene di assumere molta più acqua di quanta le era stato indicato: dopo alcuni giorni ha iniziato ad avvertire forti emicranie, a soffrire di nausea e a vomitare frequentemente. A seguito dell’immediato ricovero presso il Kings College Hospital di Londra, i medici hanno stabilito che la donna era andata in una sorte di “overdose d’acqua”. Bere troppa acqua in un breve lasso di tempo abbassa velocemente la quantità di sodio presente nel sangue sotto i livelli di guardia, mandando il soggetto in iposodiemia, dalla quale è possibile pervenire addirittura alla morte: un tasso di mortalità del 30per cento è stato riportato nei pazienti che presentavano livelli bassi di sale nel sangue.

Leggi anche: Morire per aver bevuto troppa acqua

Imra Rafi, responsabile di Innovazione clinica e ricerca presso il Royal College of General Practitioners (l’organismo professionale dei medici di medicina generale nel Regno Unito), dichiara in merito: «bere una giusta quantità di acqua è importante per mantenersi in buona salute, sia fisicamente sia mentalmente; è necessario bere di più nei casi di disidratazione o qualora le urine si presentino di colore scuro. Non esiste, comunque, una quantità raccomandata di acqua da bere ogni giorno: tutto sta nel tenere conto del proprio livello di idratazione e nel monitorare il colore delle urine che deve restare chiaro. Il caso di questa donna mette in evidenza che l’eccessiva assunzione di acqua può avere conseguenze gravi per i pazienti, e questo è qualcosa che operatori sanitari e pazienti devono tenere a mente».

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

 

Calcoli renali: cibi vietati e consentiti, le buone abitudini per prevenirli

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CALCOLI RENALI CIBI VIETATI CONSENTITI  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgCon “calcolosi renale” si descrive la presenza di formazioni solide nell’apparato urinario – i calcoli renali – derivate dalla precipitazione e successiva aggregazione di sostanze disciolte nelle urine. Spesso i calcoli renali sono asintomatici, di norma il primo segnale di un calcolo renale è un dolore molto intenso che inizia all’improvviso quando il corpo tenta di “forzare” l’ostacolo, il calcolo si muove nelle vie urinarie e ostruisce il flusso dell’urina portando alla cosiddetta colica renale.

Cause di calcoli renali

Nella maggior parte dei casi, la calcolosi urinaria è causata da un aumento della concentrazione di calcio nelle urine provocato da fattori esterni, quali un’alimentazione ricca di calcio o povera di liquidi senza che sia presente una patologia scatenante. Meno frequente causa della formazioni di calcoli è l’iperparatitoidismo, cioè una produzione eccessiva di paratormone da parte delle ghiandole paratiroidi. In questo caso si ha un tasso di calcio nel sangue costantemente elevato, calcio che arriva quindi nel rene causando una sovra-saturazione persistente con conseguente formazione cronica di calcoli anche di enormi dimensioni.

Come si prevengono i calcoli?

  • buona idratazione con almeno 1,5 litri di acqua al giorno;
  • ridurre l’apporto di sale
  • controllare l’apporto di proteine di origine animale;
  • ridurre l’apporto di zuccheri semplici;
  • scegliere cibi con un basso contenuto di grassi saturi e privilegiare quelli con maggiore tenore di grassi monoinsaturi e polinsaturi;
  • cucinare senza grassi aggiunti. Preferire metodi di cottura come: il vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, piuttosto che la frittura, la cottura in padella o i bolliti di carne.

Attenzione: ridurre l’assunzione di calcio non previene affatto la formazione di calcoli di ossalato di calcio, anzi ne fa addirittura aumentare il rischio.

Accortezze nell’assumere i liquidi:

  1. L’assunzione di liquidi dovrebbe essere distribuita nel corso di tutta la giornata in modo omogeneo per assicurare un volume urinario costantemente elevato.
  2. Un maggiore apporto è indicato nei periodi estivi ed in presenza di attività fisica.
  3. L maggior parte dei liquidi introdotti dovrebbero essere rappresentati dalla semplice acqua – e non da altri tipi di bevande come succhi o cola – per evitare la presenza di sostanze controindicate.

Norme da rispettare in caso di calcoli di ossalato di calcio:

  • Dieta normocalorica e normoproteica, con normale contenuto di sale e di calcio e con un apporto di liquidi tale da mantenere il volume della diuresi di circa 2 litri/die;
  • Ridurre l’apporto di alimenti contenenti ossalati soprattutto se presente iperossaluria (aumentata escrezione urinaria di ossalato di calcio);
  • Incentivare il consumo di alimenti contenenti fitati ( composti presenti in alcuni alimenti in grado di  imprigionano i sali minerali rendendoli indisponibili all’assorbimento e all’aggregazione) che sembrerebbero inibire la cristallizzazione dei sali di calcio.

Norme da rispettare in caso di calcoli di acido urico:

  • Controllato apporto calorico;
  • Riduzione della quota proteica che non dovrà superare 1 g/Kg/die;
  • Riduzione dell’apporto di purine. I cibi che ne contengono elevate quantità, hanno un alto contenuto di residui acidi e tendono ad acidificare le urine e quindi ad aumentare la escrezione urinaria di acido urico:
    • Alcool. La sua ingestione, soprattutto sotto forma di birra e di superalcolici, oltre a favorire l’aumento di peso, favorisce la produzione di acido urico da parte dell’organismo e la sua precipitazione nelle articolazioni, e ne riduce inoltre la eliminazione da parte dei reni.
    • Pesce azzurro ad alto contenuto di purine come acciughe, alici, sardine, sgombri.
    • Frattaglie quali fegato, cervella, rognone.
    • Selvaggina.
    • Molluschi e frutti di mare.
    • Insaccati.
    • Alimenti conservati.
    • Strutto, lardo, cucinati o fritti.
    • Dadi da cucina.
    • Bevande zuccherine contenenti fruttosio come cola, succhi di frutta

Alimenti da limitare in caso di calcoli renali

  • Carni e pollame (porzione di circa 100 grammi).
  • Affettati (porzione di circa 50 grammi).
  • Legumi (piselli, fagioli, lenticchie).
  • Pesce a medio contenuto di purine: spigola, carpa, cernia, luccio merluzzo, nasello, palombo, sogliola, rombo, trota (porzione di circa 150 grammi).
  • Alcuni tipi di verdure quali asparagi, spinaci, cavolfiori e funghi.

Alimenti consentiti e consigliati in caso di calcoli renali

  • Pasta e riso non integrale, grissini, crackers, fette biscottate, cereali. L’Amido aiuta l’escrezione di acido urico.
  • Latte e suoi derivati come yogurt e ricotta.
  • Formaggi, soprattutto a basso contenuto di grassi come asiago, bel paese, crescenza, fior di latte, fontina, mozzarella, scamorza e tra gli stagionati il Grana Padano DOP che è un concentrato di latte, ma meno grasso del latte intero perché parzialmente decremato durante la lavorazione, il suo consumo favorisce il raggiungimento del fabbisogno giornaliero di calcio, zinco, selenio e vitamine del gruppo B tra cui la B12 oltre alla vitamina A.
  • Uova.
  • Verdure consumare almeno una porzione ad ogni pasto, cruda o cotta e preferire barbabietole, bietole, broccoli, carciofi, cardi, carote, cavolini di bruxelles, indivia, insalata, lattuga, patate, pomodori, rape, zucca.
  • Frutta fresca come albicocche, arance, kiwi, mele, melone, pere, pesche. Non superare il quantitativo di 300 grammi al giorno. Le ciliegie hanno una particolare efficacia nel ridurre i livelli di uricemia come anche gli agrumi ricchi in vitamina C.
  • Olio extravergine di oliva per condire le pietanze preferibilmente a crudo, aggiunto con moderazione e dosato con il cucchiaino.
  • Acqua, almeno 1,5-2 Litri di liquidi al giorno (preferibilmente acqua oligominarale naturale).

Consigli comportamentali in caso di calcoli renali

  • In caso di sovrappeso o obesità si raccomanda la riduzione del peso e del “giro vita” ossia la circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell’uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un rischio cardiovascolare “moderato”, valori superiori a 102 cm nell’uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un “rischio elevato”. Tornare ad un peso normale permette di ridurre non solo i livelli di uricemia nel sangue, ma anche di ridurre gli altri fattori di rischio cardiovascolare (come ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, insulino-resistenza).
  • Rendere lo stile di vita più attivo (abbandona la sedentarietà! Vai al lavoro a piedi, in bicicletta o parcheggia lontano, se puoi evita l’uso dell’ascensore e fai le scale a piedi).
  • Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana sia di tipo aerobico, sia di rinforzo muscolare (anaerobica). L’attività fisica costante ha benefici effetti sui soggetti affetti da iperuricemia, oltre che essere fondamentale per eliminare il grasso in eccesso e dimagrire correttamente.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui miei nuovi post, metti like alla mia pagina Facebook o seguimi su Twitter, grazie!

Nocciole: calorie, proprietà, benefici e controindicazioni

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma NOCCIOLE CALORIE PROPRIETA BENEFICI  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgLe nocciole sono un tipo di frutta secca tra le più amate al mondo, nonché uno dei prodotti tipici italiani, come dimostrano le note nocciole del Piemonte. Le nocciole hanno origini antiche: l’albero del nocciolo – il cui nome scientifico è Corylus Avellana e appartiene alla famiglia delle Betalaceae – veniva, infatti, coltivato da Romani e Greci, che ne apprezzavano già le proprietà benefiche, nutritive e terapeutiche. La frutta secca è davvero preziosa dal punto di vista nutrizionale per la salute dell’organismo e di questa fanno parte, per l’appunto, anche le nocciole. Quali sono, quindi, le loro caratteristiche? Scopriamo di più su questo buonissimo e nutriente alimento.

Le nocciole hanno benefici, proprietà nutrizionali e alimentari e controindicazioni, che le hanno rese famose in tutto il mondo: si tratta, infatti, di un tipo di frutta secca tra le più amate, nonché uno dei prodotti tipici italiani, come dimostrano le note nocciole del Piemonte. Le nocciole hanno origini antiche: l’albero del nocciolo – il cui nome scientifico è Corylus Avellana e appartiene alla famiglia delle Betalaceae – veniva, infatti, coltivato da Romani e Greci, che ne apprezzavano già le proprietà benefiche, nutritive e terapeutiche. La frutta secca è davvero preziosa dal punto di vista nutrizionale per la salute dell’organismo e di questa fanno parte, per l’appunto, anche le nocciole. Quali sono, quindi, le loro caratteristiche? Scopriamo di più su questo buonissimo e nutriente alimento.

Benefici
Le nocciole sono ricche di vitamina E, grassi insaturi e di fitosteroli: si tratta di sostanze indicate per la prevenzione delle malattie cardiache e circolatorie, che apportano benefici notevoli al cuore. La presenza di magnesio aiuta a regolare i livelli di calcio nel sanguee, di conseguenza, anch’esso preserva la salute del cuore e dei muscoli, rafforzandoli. La vitamina E e il manganese sono, inoltre, indicati per la prevenzione del cancro: riescono, infatti, a contrastare l’insorgere di alcuni tipi di tumore. Sempre la vitamina E e gli acidi grassi insaturi svolgono un’azione protettiva nei confronti della pelle: esiste, ad esempio, l’olio di nocciole per la cura della pelle e dei capelli, in grado di prevenirne la disidratazione e rafforzarli, grazie alle proprietà emollienti e tonificanti. Il magnesio e il manganese apportano benefici alle ossa e alle articolazioni: il magnesio è in grado, infatti, di rafforzare lo scheletro e di essere immagazzinato e utilizzato in caso di carenze. La presenza delle vitamine del gruppo B rende le nocciole utili nei confronti del sistema nervoso: queste vitamine sono, infatti, necessarie per la creazione della mielina – che aumenta l’efficacia degli impulsi nervosi – per la sintesi della serotonina, della melatonina e dell’epinefrina – neurotrasmettitori del sistema nervoso – e contribuiscono, inoltre, alla sintesi degli ormoni e alla salute dei globuli rossi. Le nocciole – grazie alla presenza di manganese e di fibre – favoriscono la digestione, il transito intestinale e l’eliminazione delle tossine, oltre ad aiutare il metabolismo delle proteine e dei carboidrati. La vitamina E è considerata un antiossidante naturale e, in quanto tale, è in grado di rallentare l’invecchiamento precoce e contrastare l’azione dei radicali liberi. Le nocciole non contengono, poi, glutine e sono, quindi, indicate nell’alimentazione di chi soffre di celiachia – di cui è importante riconoscere i sintomi – è intollerante al glutine e allergico al grano.

Proprietà curative
Le nocciole contengono acidi grassi essenziali omega-6 e omega-3 – che sono in grado di abbassare i livelli del colesterolo LDL – e acido oleico, che serve per alzare i livelli di colesterolo “buono” HDL. Il magnesio presente nelle nocciole combatte la stanchezza, i crampi, i dolori e l’affaticamento. Il consumo di nocciole è, inoltre, indicato per integrare eventuali carenze e combattere l’anemia. Essendo altamente rimineralizzanti, le nocciole sono indicate negli stati di convalescenza, ma anche per chi soffre – come detto prima – di spossatezza fisica e mentale. La presenza di vitamine del gruppo B sono in grado di alleviare lo stress e l’ansia e combattere la depressione, che ha sintomi diversi. Le nocciole sono, poi, in grado di combattere la stitichezza: grazie alla presenza di fibre vantano, infatti, proprietà lassative.

Leggi anche: Mangiare nocciole, mandorle e pistacchi allunga la tua vita e ti mantiene in salute

Proprietà nutrizionali e alimentari
Le nocciole sono una fonte preziosa di sali minerali: sono presenti, infatti, ottime quantità di manganese, potassio, fosforo, magnesio, calcio, ferro, rame, zinco e selenio. Questo tipo di frutta secca include, inoltre, vitamine – la A, quelle del gruppo B, la C, la E, la K e la J – beta-carotene, saccarosio, diversi aminoacidi, acqua, proteinee fibre. Le nocciole sono, poi, un alimento molto calorico: 628 calorie ogni 100 grammi di prodotto.

Quantità per 100 grammi di nocciole
Calorie 628
Grassi 61 g
Acidi grassi saturi 4,5 g
Acidi grassi polinsaturi 8 g
Acidi grassi monoinsaturi 46 g
Colesterolo 0 mg
Sodio 0 mg
Potassio 680 mg
Carboidrati 17 g
Fibra alimentare 10 g
Zucchero 4,3 g
Proteine 15 g
Vitamina A 20 IU Vitamina C 6,3 mg
Calcio 114 mg Ferro 4,7 mg
Vitamina D 0 IU Vitamina B6 0,6 mg
Vitamina B12 0 µg Magnesio 163 mg

Controindicazioni
Non esistono effetti collaterali particolari legati al consumo di nocciole. Sicuramente, è bene prestare attenzione in presenza di allergie e intolleranze e non esagerare, in ogni caso, nel consumo: si tratta, infatti, di un alimento altamente calorico.

Leggi anche:

 

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Colesterolo alto: i cibi che lo abbassano e quelli da evitare

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COLESTEROLO LDL ALTO CIBI ABBASSANO EVITARE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano.jpgLa situazione classica che mi si presenta avendo spesso a che fare con pazienti in sovrappeso o obesi, è che le loro analisi del sangue evidenziano livelli di colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità, Low Density Lipoprotein, il colesterolo “cattivo”) troppo alti. Oltre alle soluzioni farmacologiche, cosa si può fare per limitare i danni ed abbassare i livelli di LDL? Tanto per cominciare, si possono cambiare le abitudini alimentari. La scelta di certi alimenti favorisce infatti l’eliminazione del colesterolo LDL, detto anche “colesterolo cattivo”, e diventa un’arma per combattere l’ipercolesterolemia.

I cibi che abbassano il colesterolo LDL

Via libera a cerealilegumi e vegetali: questi alimenti, infatti, non contengono colesterolo e aiutano a ridurre i livelli di quello in eccesso. I vegetali ricchi di fibre contribuiscono anche a ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare a livello intestinale. In caso di colesterolo alto è bene quindi consumare porzioni normali di cereali, preferendo quelli integrali a quelli lavorati, e di legumi, assumendo questi ultimi almeno 2-4 volte a settimana. Tra i cereali sono pertanto consigliati pane, pasta e riso integrali, ma anche farro, avena e orzo. Largo invece a frutta e vegetali, non dimenticando di inserire nel menu quotidiano 2-3 porzioni di verdure e 2 di frutta. Il pesce è il benvenuto. Il consumo almeno 2 o 3 volte alla settimana è consigliato a chi ha problemi di colesterolo alto grazie alla particolare composizione del suo grasso. Va però ricordato che sono da preferire cotture alla griglia, al cartoccio o al vapore, mentre la frittura è da evitare. Quanto al consumo di molluschi e crostacei, non deve essere superiore a una volta la settimana.

Leggi anche:

Colesterolo alto: i cibi da evitare

Poco olio e di quello buono. I grassi saturi di origine animale provocano l’aumento dei livelli di colesterolo, mentre quelli insaturi di origine vegetale sono in grado di ridurlo. Da evitare, quindi, burro,lardo e strutto a favore di oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi, come l’olio extravergine di oliva.
Si può consumare liberamente la carne, sia rossa che bianca. Vanno preferiti, però, i tagli magri. Ricordando sempre, prima della cottura, di eliminare il grasso visibile e di spellare il pollame. Meno grassi è meglio: è bene limitare al minimo il consumo di insaccati, formaggi e uova che contengono quantità piuttosto elevate di grassi e che influenzano negativamente il tasso di colesterolo. Preferire il latte scremato o parzialmente scremato a quello intero.

Consigli per una cottura sana

Quanto ai metodi di cottura vanno preferiti quelli senza l’ausilio di grassi aggiunti – come la bollitura, la cottura a vapore, la cottura al microonde o la grigliatura– e scoraggiato l’impiego della frittura in padella o nella friggitrice.

Leggi anche: Dieta per abbassare il colesterolo: cibi consigliati e da evitare

I migliori prodotti per abbassare il colesterolo e dimagrire

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, che sono estremamente utili per abbassare il colesterolo e dimagrire, fattori che diminuiscono il rischio di ipertensione, ictus cerebrale ed infarto del miocardio:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Pezzi di vetro nello stracchino Granarolo, ecco i lotti ritirati dal mercato

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PEZZI VETRO STRACCHINO GRANAROLO LOTTI RITIR Legge 104 Avvocato Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Pene.jpgCapita spesso che alcuni prodotti alimentari vengano ritirati dai supermercati o da determinati punti vendita per evitare problemi al consumatore.

Come è capitato anche per altri alimenti, questa volta vogliamo avvisarvi di un prodotto che è stato ritirato dal mercato per la sospetta presenza di vetro, circostanza che comunque sospetta e dunque non è stata accertata.

A lanciare l’allarme è stata l’azienda Granarolo, la quale ha comunicato che “il lotto Z6326Y scadenza 11/12/16 di stracchino cremoso AQ 170g è stato ritirato per la sospetta (seppur remota) presenza di vetro che, comunque, non è stata accertata””.

Alcune catene sono state coinvolte, ma pochi sono i punti vendita e tutti identificati. Come da prassi – sottolinea l’azienda – in caso di sospetto l’azienda a titolo cautelativo comunica alla Asl il ritiro”.

“Invitiamo i consumatori – si legge ancora nella comunicazione della catene della GDO – che avessero acquistato il prodotto a riportarlo nei punti vendita“.

Per ogni comunicazione o chiarimenti inoltre, è possibile chiamare il call center dedicato ai consumatori al numero 800-848015.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!