Tornare vergine senza chirurgia, grazie all’imene finto

MEDICINA ONLINE AUMENTARE QUANTITA SPERMA EIACULAZIONE FORZA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY ANSIA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUTornare vergini senza ricorrere alla chirurgia? Arriva dalla Germania la soluzione per tutte le donne, musulmane ma non solo, che vogliono convincere il loro partner o marito a non aver mai avuto un rapporto sessuale completo in vita loro.

L’idea è stata messa a punto dall’azienda tedesca Virginia Care, che ha creato una sorta di imene finto per ingannare gli uomini. Si tratta di un dispositivo semplice ed economico: costa circa 50 dollari, contro le migliaia di euro di una ricostruzione chirurgica dell’imene. Le donne possono inserirla da sole nella vagina. Grazie ad una sottile membrana di sangue sterilizzato ed essiccato, nel momento della penetrazione il finto imene rilascia un liquido che simula il sangue che si perde durante il primo rapporto.

Il prodotto è stato messo a punto in Germania in considerazione del numero sempre crescente di immigrati e immigrate musulmane. Per l’Islam, infatti, la verginità prematrimoniale è ancora più importante che nella cultura cattolica. Solo due settimane fa proprio in Germania una ragazza musulmana di 19 anni è stata uccisa dai propri genitori che avevano scoperto che aveva avuto rapporti sessuali.  Virginia Care offre il suo “finto imene” in due diversi modelli: quello “Original”, che al momento della penetrazione rilascia un liquido rosso scuro, che simula il sangue che la neo-sposa deve mostrare ai familiari e ai suoceri il giorno dopo la prima notte di nozze, e una versione “Advanced”, che rilascia un liquido rosso brillante, a simulare il sangue che si perde subito al primo rapporto.

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E’ possibile rimanere incinta poco prima delle mestruazioni?

MEDICINA ONLINE DONNA GRAVIDANZA INCINTA PANCIA ANATOMIA IMMAGINI FETO BAMBINO BIMBO POSIZIONE PODALICO ESERCIZI MANIPOLAZIONE GINECOLOGO OSTETRICOL’arrivo del ciclo mestruale solitamente coincide con i giorni meno fertili del mese, ma è comunque possibile rimanere incinta durante le mestruazioni ed anche subito dopo la fine del ciclo.

In una donna con un ciclo mestruale regolare di 28 giorni, il momento più fertile corrisponde all’ovulazione, che avviene  intorno al 13°-14° giorno a partire dal primo giorno di inizio delle ultime mestruzioni. Quindi si presuppone che al di fuori di questo arco temporale, Tuttavia non è sempre così.

Ad esempio nelle donne che hanno una ovulazione tardiva, avere rapporti poco prima dell’arrivo delle mestruazioni, rappresenta comunque un rischio di gravidanza relativamente elevato.

Inoltre possono presentarsi delle perdite che non sono cicli mestruali tra una mestruazione e l’altra. Ciò può accadere se si sono formate delle cisti alle ovaie ad esempio, oppure dei fibromi uterini. Per questo si può scambiare una simile perdita per una mestruazione, fatto questo che può farci sbagliare completamente sui calcoli e determinare una gravidanza nei giorni che erroneamente consideriamo non fertili. Se si verificano delle perdite anomale tra un flusso mestruale e l’altro è sempre bene rivolgersi al proprio ginecologo per fare un controllo ecografico ed assicurarsi che non ci siano problemi.

Insomma, è assolutamente da sfatare la convinzione che poco prima del ciclo non si sia fertili e quindi non sia necessario prendere precauzioni se si vogliono evitare gravidanze indesiderate. Soprattutto nelle donne in avanti con gli anni l’ovulazione può cominciare a non essere più così regolare come prima e possono verificarsi doppie ovulazioni.

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E’ possibile rimanere incinta con il coito interrotto?

MEDICINA ONLINE VAGINA DONNA BACIO SESSULITA GRAVIDANZA INCINTA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY OMOSESSUAANSIA DA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE FRIGIDA PAURA FOBIA TRADIMENTOUn tempo si pensava che fosse un metodo anticoncezionale, ma fortunatamente al giorno d’oggi sono davvero in pochi quelli che credono che il coito interrotto possa essere un sistema efficace. Quello che a volte viene chiamato anche “salto della quaglia” (un termine usato anche in politica a volte e che deriva da un gioco abbastanza conosciuto a Roma) non è per niente un contraccettivo sicuro. Andiamo a capire perché.

Coito interrotto significato – In cosa consisterebbe questo metodo? Semplicemente nell’estrazione del pene dalla vagina prima che vi sia l’eiaculazione, quindi in teoria si eviterebbe che lo sperma possa fecondare la donna e di conseguenza non si arriverebbe alla gravidanza. Basti considerare però che in base all’indice di Pearl (ovvero la tecnica più comune usata in statistica clinica per la misura dell’efficacia di ogni metodo contraccettivo) il coito interrotto ha un’efficacia bassissima, con un rischio calcolato attorno al 30%.

Coito interrotto rischi – Come si può leggere su Wikipedia: la fuoriuscita pre-eiaculatoria di liquido seminale durante il rapporto sessuale è possibile sia a seguito di precedenti eiaculazioni, sia precedentemente alla prima eiaculazione in modo quindi totalmente involontario per il soggetto maschile. Infatti, il liquido lubrificante pre-eiaculatorio costantemente emesso in modo automatico durante la penetrazione e prodotto dalle ghiandole di Cowper, è risultato contenere spermatozoi nel 41% dei soggetti e nel 37% di questi una ragionevole proporzione dello sperma era dotato di motilità e quindi in grado di fecondare. L’emissione spermatica è costituita da tre flussi, emessi con tre getti durante l’eiaculazione: nel primo si ha una prevalente componente prostatica lubrificante; nel secondo e nel terzo è preponderante la componente seminale, in una situazione solitamente individuabile dai suoi prodromi sintomatici, come calore e piacere diffuso e crescente; la terza parte svolge un’azione di pulizia all’interno dei tubuli, eliminando residui di liquido seminale eventualmente presenti. L’emissione patologica di sperma in assenza di orgasmo è detta invece spermatorrea. Bene, aggiungiamoci che la capacità di autocontrollarsi degli uomini è decisamente scarsa e si può facilmente intuire perché questo metodo è completamente da scartare per evitare gravidanze indesiderate. Quindi si, si può rimanere incinta con il coito interrotto, eccome.

Quali sono dunque i contraccettivi più indicati? Citando sempre l’indice di Pearl sono senza dubbio la pillola anticoncezionale ed il preservativo. Attenzione, non siamo mai allo 0% di rischio, ma rispetto al 30% dei coito interrotto (o coitus interruptus come viene chiamato in latino) parliamo di un rischio che oscilla fra lo 0,1 e l’1%. Quindi si può rimanere incinta col preservativo? Si, ma parliamo di una ipotesi davvero molto remota. I profilattici sono la miglior forma di protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili, inoltre sono un anticoncezionale sicuro, sono facilmente reperibili (in quanto per poterli acquistare in farmacia o anche nei supermercati non c’è bisogno di nessuna ricetta medica), a differenza della pillola anticoncezionale possono essere usati sul momento (e in casi di rapporti occasionali sono di gran lunga l’opzione migliore da scegliere), inoltre non ha effetti collaterali. La pillola contraccettiva è un metodo altrettanto sicuro ma agisce grazie alla combinazione di piccole quantità di un estrogeno (generalmente etinilestradiolo) e di un progestinico. L’assunzione quotidiana di questi due ormoni inibisce gli eventi ormonali che inducono l’ovulazione, influenzando però l’organismo della donna ed anche l’umore in generale. Sta a ognuno capire quale sia la soluzione più adatta alle proprie esigenze, che possono cambiare attraversando diverse fasi della vita.

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Differenze tra orgasmo vaginale e clitorideo

MEDICINA ONLINE VULVA LABBRA GRANDI PICCOLE LABIA MINORA MAJOR VAGINA SEX SESSO DONNA APPARATO SESSUALE FEMMINILE CLITORIDE MEATRO URETRALE OPENING IMENE VERGINITA WALLPAPER PICS PICTUREQuando si parla di sessualità femminile, spesso di finisce a discutere sul fatto che esistano “orgasmo clitorideo” ed “orgasmo vaginale” nella donna, come due entità separate, piuttosto che come due facce della stessa medaglia. Esistono davvero due diversi tipi di orgasmo nella donna? Per la verità non tutti gli studi scientifici a riguardo vanno nella stessa direzione. Cerchiamo di analizzare la questione.

Tutto comincia con Freud

La terminologia di “orgasmo vaginale” è stata introdotta nei primi del ‘900 dal famoso neurologo e psicoanalista, fondatore della psicoanalisi, Sigmund Freud. Lo scienziato austriaco identificava l’orgasmo vaginale come una sorta di raggiungimento della piena maturità sessuale, in contrapposizione all’orgasmo clitorideo, che veniva considerato immaturo e tipico delle fasi precedenti alla maturità sessuale. Ricerche successive hanno portato alla scoperta addirittura di un terzo tipo di orgasmo: quello della cervice. Da allora questa classificazione è stata più volte messa in discussione da svariate ricerche, tuttavia questa distinzione a mio avviso esiste. La distinzione tra le aree che originano l’orgasmo vaginale e quello clitorideo è infatti supportata dalle osservazioni cliniche. È stato osservato, attraverso l’utilizzo della risonanza magnetica durante l’autoerotismo, che le aree sensoriali attivate nel cervello femminile sono diverse a seconda che l’orgasmo sia clitorideo, vaginale o cervicale.

Leggi anche: Contrazioni vaginali durante l’orgasmo femminile [VIDEO] Attenzione: immagini sessualmente esplicite

Differenze tra orgasmo vaginale e clitorideo

Le donne quindi, secondo vari studi scientifici, possono avere un orgasmo generato dalla stimolazione del clitoride, della vagina o dalla combinazione dei due. E allora, quali sono le differenze tra questi due tipi di orgasmo?
L’orgasmo clitorideo è il più comunemente sperimentato ed il più raggiungibile da tutte le donne, anche in tenera età. Il clitoride è esposto all’esterno e ciò lo porta ad essere stimolato facilmente dal partner durante l’atto sessuale, specie nella posizione “del missionario” dove il clitoride viene ad essere ripetutamente e ritmicamente stimolato dal pube dell’uomo durante la penetrazione.
Il clitoride è il primo che viene stimolato dalla donna in giovane età, ancor prima della penetrazione maschile, essendo facilmente accessibile senza traumi, al contrario delle pareti vaginali che sono difficilmente accessibili quando la donna è vergine, a causa dell’imene integro, il setto di membrana mucosa che ricopre parzialmente l’esterno dell’apertura della vagina.
Una volta raggiunto l’orgasmo clitorideo, il corpo è pervaso da un senso di calore, elettricità e contrazioni che possono durare vari secondi. Alcune donne comunque hanno un clitoride più sensibile rispetto ad altre e la sua stimolazione eccessiva o con un eccesso di pressione può essere vissuta come irritante da alcune donne e causare disagio piuttosto che piacere.
Mentre l’orgasmo clitorideo è stato provato almeno una volta nella vita da tutte le donne adulte, la stessa cosa non si può dire di quello vaginale: l’orgasmo vaginale è molto meno frequente (20% degli orgasmi) ed è legato alla penetrazione durante il rapporto. Viene provocato dalla pressione e la frizione di pene, dita o sex toys nell’area della parete frontale della vagina, dove in alcune donne è presente il punto G. La stimolazione vaginale provoca un orgasmo più intenso, di durata variabile, caratterizzato da una sensazione di profonda pulsazione delle pareti vaginali, specie quella anteriore dove si trova il punto G.

La distinzione tra i due tipi di orgasmo non è ancora universalmente accettata dalla comunità scientifica. E’ importante ricordare infine che la distinzione tra orgasmo vaginale e clitorideo ha purtroppo provocato negli anni in alcune donne, una profonda sensazione di inadeguatezza dovuta alla presunta incapacità di raggiungere l’uno o l’altro orgasmo.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Menopausa: quali cambiamenti aspettarsi e come gestirli

MEDICINA ONLINE DONNA ANZIANA MENOPAUSA ADULTA VAMPATE FITOESTROGENI SENO INGRANDIMENTO SOIA ORMONI ESTROGENI PIANTELa fase della menopausa coinvolge non solo la nostra salute ma influenza ma anche la sfera sociale e personale. Sapere cosa accade all’interno del nostro corpo è un passo importante per vivere questa nuova tappa con naturalezza e senza paure con noi stessi e con gli altri. Una delle prime cose da fare è rivolgersi al ginecologo, il quale saprà informare sui cambiamenti che possono prodursi e, cosa più importante, prescrivere degli accertamenti per alleviare alcuni sintomi.

Ad esempio, la scomparsa delle mestruazioni può essere irregolare e si potrà avere assenza di ciclo alternata ad emorragia. Questo avviene perché la pelle e le mucose tendono ad essere meno idratate. Inoltre, non dobbiamo dimenticarci del nostro cuore e tenerlo sotto controllo con analisi regolari: le visite annuali sono dunque da segnare in agenda!

Ci sono altri sintomi che non dobbiamo trascurare come, ad esempio, i sanguinamenti irregolari un anno dopo l’ultima mestruazione. La precancerosa dell’endometrio è dovuta alla fluttuazione ormonale che può stimolare in modo anomalo la mucosa endometriale. Di certo il medico saprà consigliare opportune visite ed analisi a seconda delle specifiche esigenze di ognuna.

Anche le perdite urinarie possono insorgere in questa fase. Il deficit di estrogeni, in una situazione in cui il nostro pavimento pelvico è indebolito, può portare ad avere delle perdite da sforzo. Altri fastidi che possono creare malessere e non farci sentire a nostro agio è il prurito genitale: questa sensazione, come quella del bruciore, è di origine non infettiva ed è spesso presente a causa della secchezza e atrofia delle mucose. Questo perché c’è una diminuzione dei livelli di estrogeno, unita ad un ph elevato (non acido) e alla riduzione dei lactobacilli protettori della mucosa vaginale. L’idratazione vaginale è un’ottima mossa per alleviare il fastidio. Un gel intimo con azione protettrice e calmante contro il bruciore tipico della vagina atrofica, a base, ad esempio, di aloe vera, e con pH7 come la pianta del tè, è ciò che fa al caso nostro.

L’epitelio vaginale diventa più sottile e sensibile e spesso può influenzare la nostra sessualità, se spuntano anche sanguinamenti, oltre al bruciore e prurito. Niente panico. Oggi esistono nuovi prodotti, anche ad uso intra-vaginale, con acido ialuronico (potente idratante) e/o centella asiatica (rigenerante della pelle e delle mucose) che si rivelano utilissimi contro questi inconvenienti. Per le perdite urinarie esistono assorbenti specifici per il pH e la densità urinaria.

Migliorare la flora e l’ecosistema vaginale con probiotici è una soluzione intelligente per prevenire l’insorgenza di infezioni genitourinarie.
La menopausa è una tappa di completamento personale. Per affrontarla con ottimismo, benessere e salute, è fondamentale restare attenti a vari segnali che il nostro corpo ci manda. Modifichiamo le nostre abitudini pian piano nel tempo e tutto andrà bene!

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La ragazza con due vagine [VIDEO]

In questo articolo: La ragazza con due vagine che ha dovuto perdere la verginità due volte, avevamo parlato di Hazel Jones, una 27enne inglese che ha la particolarità di possedere due organi genitali femminili. Oggi vi proponiamo una breve intervista in inglese dove la ragazza racconta la propria “malformazione” e di come la vive.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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In quale giorno e settimana del ciclo è più probabile rimanere incinta?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma quale giorno settimana ciclo piu fertile Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgVolete tanto rimanere incinte o avete paura di rimanere incinte? In entrambi i casi vi farà comodo sapere qual è il momento del ciclo più fertile, ovvero quello quello in cui statisticamente con un rapporto sessuale si hanno più possibilità di rimanere incinte. Come scoprirlo?

Se il tuo ciclo è regolare

In una donna con un ciclo mestruale regolare di 28 giorni, il momento più fertile corrisponde all’ovulazione, che avviene  intorno al 13°-14° giorno a partire dal primo giorno di inizio delle ultime mestruazioni.
L’ovulazione è il momento in cui la cellula uovo, che è maturata all’interno di un follicolo ovarico, viene rilasciata e catturata da una delle due tube di Falloppio ed “aspetta” l’arrivo degli spermatozoi. Ma il periodo fertile non si limita ad il giorno dell’ovulazione. Tieni conto che gli spermatozoi sopravvivono nel collo dell’utero per 3-5 giorni mentre l’ovulo ha una durata di vita di 12-24 ore: quindi il periodo fertile va da circa 4/5 giorni prima dell’ovulazione a 24 ore dopo che questa ha avuto luogo. La massima fertilità statisticamente possibile è quindi tra l’11° ed il 15° giorno del ciclo. In pratica è il periodo a cavallo tra la fine della seconda settimana di ciclo e l’inizio della terza settimana di ciclo. L’immagine posta in alto a questo articolo vi può senza dubbio aiutare ad individuare il periodo fertile (evidenziato in azzurro).

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Se il tuo ciclo è irregolare

Tutto cambia se ci troviamo di fronte ad un ciclo irregolare: a quel punto è difficile capire quale sia il momento dell’ovulazione, anche se alcuni sistemi di calcolo possono aiutare la donna a capirlo, ecco i metodi più usati:

  • Temperatura basale: è la temperatura del corpo umano che si registra al momento del risveglio. Il progesterone, ormone prodotto a livello ovarico dal corpo luteo a ovulazione terminata, ha un effetto termogenico, cioè alza lievemente la temperatura corporea della donna. La registrazione della temperatura a partire dai primi giorni del ciclo su una tabella o un grafico, in commercio in molte farmacie, permette di individuare il periodo ovulatorio quando la temperatura si abbassa lievemente per poi aumentare di 0,3 gradi per effetto della produzione del progesterone. La metodica però è poco precisa e spesso di difficile interpretazione da parte della donna.
  • Muco cervicale. La quantità e la qualità della sostanza prodotta dalle ghiandole che si trovano nel canale cervicale cambiano durante il ciclo, ed è per questo che l’osservazione delle perdite vaginali può servire a monitorare l’ovulazione. In prossimità dell’ovulazione, il muco si presenta acquoso, trasparente e molto filante, simile all’albume, mentre diventa denso subito dopo l’ovulazione.
  • Stick ovulatori: venduti in farmacia, costituiscono un metodo fai da te più preciso. Questi test permettono di individuare il picco di Lh, l’ormone luteinizzante, che precede di 24-36 ore il momento dell’ovulazione, tuttavia il picco dell’Lh è una condizione necessaria ma non sufficiente per un’ovulazione corretta.

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Ricapitolando

  1. scopri il giorno della tua ovulazione (13° o 14° giorno se hai un ciclo regolare di 28 giorni);
  2. togli 4/5 giorni per avere l’inizio del periodo più fertile;
  3. aggiungi un giorno per avere l’inizio del periodo più fertile;
  4. se non sei riuscita a capire il giorno della tua ovulazione, usa i sistemi prima elencati o – ancora meglio – chiedi aiuto al tuo medico.

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Perché l’uomo può avere figli per tutta la vita e la donna no?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE UOMO FIGLI TUTTA LA VITA DONNA NO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIn questo articolo: Che possibilità ho di rimanere incinta?, abbiamo visto come la donna ha possibilità limitate di avere dei figli, mentre in un altro articolo: Fino a che età un uomo può avere figli?, abbiamo visto come l’uomo possa avere figli virtualmente per tutta la vita. Ma perché c’è questa differenza nei due sessi?

La risposta è semplice: mentre gli uomini producono continuamente nuovi spermatozoi (ininterrottamente e per tutta la vita), le donne nascono avendo già nelle ovaie tutti gli ovociti che useranno nella loro vita fertile.

Il maggior numero di ovociti una donna lo possiede quando si trova ancora nell’utero di sua madre: quando il feto femminile si trova alla ventesima settimana di sviluppo, le sue ovaie contengono fino a 6-7 milioni di ovociti! Al momento della nascita questo numero si riduce a 1-2 milioni e continuerà a diminuire. Al momento della pubertà una ragazza ha 200-500 mila ovociti nelle ovaie, e di questi ne userà solo una piccolissima parte (400-500 in tutto) nel corso della sua vita fertile. Infatti la maggior parte degli ovociti è destinata a degenerare per un processo di “morte spontanea” chiamato atresia: ogni mese iniziano a maturare molti follicoli, ma di questi solo uno o due si svilupperanno completamente mentre gli altri andranno incontro a una degenerazione spontanea.

Con il passare degli anni il processo di atresia può assumere un ritmo più serrato, oppure possono intervenire patologie che provocano una distruzione parziale o totale del patrimonio follicolare.

Ma soprattutto con il passare del tempo diminuisce la qualità degli ovociti, oltre alla loro quantità. La riserva di ovociti della donna invecchia insieme a lei, e questo invecchiamento del patrimonio ovocitario è il principale responsabile della diminuzione, col tempo, della fertilità femminile, perché tanto più un ovocita invecchia tanto più è probabile che sviluppi un’anomalia cromosomica che potrà renderlo inadatto a essere fecondato oppure causare un aborto spontaneo.

La più comune causa di aborto spontaneo è infatti la presenza di un’anomalia cromosomica nell’ovocita fecondato (si calcola che almeno la metà di tutti gli aborti spontanei sia dovuta ad anomalie genetiche dell’embrione). Un donna di 20 anni ha il 12-15% di probabilità di incorrere in un aborto se resta incinta, mentre la percentuale sale al 40% per una donna di 40 anni.

Anche i risultati della procreazione assistita confermano che c’è un forte legame tra l’età della donna e la sua probabilità di restare incinta: sia nelle IUI sia nelle FIVET le percentuali di successo sono maggiori se la donna ha meno di 35 anni, e i dati relativi alle ovodonazioni dimostrano che la probabilità di riuscita dipende molto più dall’età della donatrice (e dunque dell’ovocita) che dall’età della ricevente: le FIVET con ovociti donati da una donna giovane possono raggiungere percentuali di successo del 60% anche se le donne riceventi hanno più di 40 anni.

Quando, per qualunque motivo, il patrimonio ovarico si esaurisce prima del previsto, si parla di esaurimento ovarico prematuro o menopausa precoce: in questo caso la menopausa può arrivare a 35-40 anni, o anche prima (se il patrimonio ovarico si esaurisce nell’arco dei primi 10-12 anni di vita della donna non ci sarà neanche la prima mestruazione!). Quando invece si ha una riduzione (ma non l’esaurimento totale) della capacità di produrre ovociti, si parla di diminuzione della riserva ovarica.

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