La neocorteccia, detta anche isocorteccia o neopallio o neocortex, rappresenta quella porzione di corteccia cerebrale con sviluppo filogenetico più recente. Nell’uomo essa rappresenta circa il 90% della superficie cerebrale. Composto da neuroni in sinapsi, viene schematicamente diviso in sei strati successivi, dal più superficiale al più interno:
- strato molecolare o plessiforme;
- strato granulare esterno;
- strato piramidale esterno;
- strato granulare interno;
- strato piramidale interno o strato ganglionare;
- strato delle cellule fusiformi o strato multiforme.
In base a questo schema architettonico, si può ulteriormente dividere la neocorteccia in corteccia omotipica e corteccia eterotipica: la prima presenta ben sviluppati i sei strati ed è considerata la sede anatomica di aree associative e aree sensoriali e motorie secondarie, mentre la seconda può avere il IV strato quasi assente (corteccia agranulare, si ritrova soprattutto nelle aree motorie primarie) o sovrasviluppato (corteccia granulare, si ritrova nelle aree sensoriali primarie).
La neocorteccia è considerata la sede presunta delle funzioni di apprendimento, linguaggio e memoria, ovvero delle peculiarità rappresentate dallo sviluppo genetico avvenuto nel corso dell’evoluzione animale.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Gli attacchi di panico o disturbo da panico, classificati ed inseriti come “panic attack/s (PA/s)” o “panic disorder (PD)” nel DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), sono una classe di disturbi d’ansia, a loro volta i più comuni disturbi psichiatrici, che costituiscono un fenomeno sintomatologico complesso e piuttosto diffuso (si calcola che 10 milioni di italiani abbiano subito uno o più attacchi di panico). Il disturbo di solito esordisce nella tarda adolescenza o nella prima età adulta ed ha un’incidenza da due a tre volte maggiore nelle donne rispetto agli uomini. Tuttavia, spesso tale disturbo non viene riconosciuto e di conseguenza non viene mai curato. La maggior parte delle persone guarisce, mentre una rilevante minoranza sviluppa invece un disturbo da recidiva di attacchi di panico.
L’epilessia è una malattia neurologica cronica che colpisce la corteccia cerebrale. È caratterizzata dalla ripetizione nel tempo di crisi epilettiche: un singolo attacco, ad esempio provocato da febbre molto alta, non è sufficiente per diagnosticare la malattia.
Il diabete insipido, o DIN, è una malattia caratterizzata da poliuria e da diminuita capacità del rene di concentrare le urine, che si traduce in urine abbondanti e molto diluite. Nonostante il nome, la malattia presenta meccanismi fisiopatologici molto diversi rispetto al diabete mellito, infatti in caso di DIN non si riscontrano alterazioni nella concentrazione di glucosio nel sangue e nelle urine, che dagli esami risultano quindi nella norma.
L’area di Broca (in inglese “Broca’s area”; pronuncia: brocà) è una parte dell’emisfero dominante del cervello (spesso il sinistro) ed ha funzioni relative all’elaborazione del linguaggio. L’area di Wernicke (in inglese “Wernicke’s area”) è una parte del lobo temporale del cervello le cui funzioni sono coinvolte nella comprensione del linguaggio.
La noradrenalina, anche chiamata norepinefrina, è un ormone e un neurotrasmettitore prodotto in buona parte dalle terminazioni nervose centrali e periferiche su stimolo della tirosina (ormone tiroideo), e per il resto dalle ghiandole surrenali. Questo specifico ormone, che lavora in “accordo” con l’adrenalina, viene prodotto massicciamente in condizioni di importanti stress psicofisici perché ha il compito di stimolare la contrattilità del muscolo cardiaco aumentando la frequenza del battito e di indurre la produzione del glucagone a livello metabolico con conseguenze calo dei livelli di insulina. Lo scopo è quello di fornire un surplus energetico al corpo in caso di necessità. In effetti la noradrenalina fa parte di quel meccanismo naturale di reazione ad uno stress che il corpo mette in atto in situazioni come: trauma da incidente, shock emorragico, riduzione delle riserve energetiche con indebolimento, ustioni, interventi chirurgici e naturalmente grandi sforzi fisici ed eventi traumatici sotto il profilo psicologico (ad esempio grandi spaventi).
La psicoterapia ad indirizzo funzionale si sviluppa negli anni ’80 con le ricerche di Luciano Rispoli, fondatore della Scuola di Napoli, e si sviluppa con presupposti diversi dal primo funzionalismo.