In aumento le donne che guardano video porno su internet, ecco le parole chiave che più cercano

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma AUMENTO DONNE GUARDANO PORNO INTERNET Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgMolti pensano erroneamente che siano soltanto gli uomini a guardare video pornografici online, mentre ovviamente anche le donne fruiscono di tali video. La cosa interessante è che negli ultimi anni sembra che il numero di donne che guardano i video pornografici su internet sia in costante aumento. Pornhub, uno dei maggiori portali a luci rosse, ha da poco stilato una classifica delle parole più cercate nel corso dell’anno appena conclusosi e, analizzando le 91.980.225.000 visualizzazioni ricevute, i risultati sono stati chiari: Lesbian, Step Mom, MILF, Teen, Step Sister, Mom, sono state in assoluto le chiavi di ricerca più gettonate. Molte di loro erano già in cima alla classifica lo scorso anno ma la cosa particolare di questo 2016 è che il 26% degli utenti appartiene al sesso femminile.

La situazione in Italia
Naturalmente, sono state tenute sotto controllo anche le visualizzazioni italiane e, a dispetto di quanto si possa pensare, anche nel nostro paese ben il 23% di coloro che hanno guardato i porno è donna. Per venire in contro a questa fetta di pubblico relativamente nuova, il mercato del porno si sta dirigendo verso prodotti più “woman friendly”, con video contenenti più trama, inquadrature meno fissate sui particolari e più ampie, corpi maschili all’altezza e donne meno finte e dal comportamento più vicino alla realtà.

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Fossette di Venere: perché sono sexy e come fare ad averle?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma FOSSETTE DI VENERE PERCHE SEXY AVERLE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgAvete mai notato sulla zona lombare della vostra schiena – o quella di qualcun altro – due piccole fossette? Vi siete mai chiesti cosa sono o cosa indicano?

Fossette di Venere

Queste piccole fossette – più frequenti nelle donne che negli uomini – hanno un nome romantico “fossette di Venere” o anche “buchi di Venere” mentre quello medico è “rientranze lombari laterali” e si trovano tra il punto di congiunzione delle due ossa del bacino. Le fossette o buchi di Venere non devono essere confuse con i cosiddetti “occhi di Venere”, che sono invece le fossette che si creano sulle guance quando sorridiamo. In entrambi i casi si tratta di caratteristiche congenite e non dipendono, come erroneamente alcuni credono, dal fatto che una donna sia più morbida o più magra, ma semplicemente dalla conformazione fisica scritta nel DNA di ciascuno di noi sin dalla nascita.

Perché le fossette di Venere sono considerate sexy?

Se abbiamo le fossette di Venere, possiamo dirci fortunati: la stragrande maggioranza degli uomini e delle donne trova sexy la loro presenza nell’altro sesso. Specialmente sulla MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma FOSSETTE DI VENERE PERCHE SEXY banner Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Peneschiena di una donna sono considerate un’arma di seduzione. Anche gli uomini possono avere le fossette di Venere, e in genere anche le donne le trovano sessualmente attraenti. Il motivo per cui rappresentano una attrazione sessuale così forte non è ancora del tutto chiara ma sembrerebbe essere legato al concetto di simmetria, così importante per indicare la salute di un soggetto (un corpo simmetrico è un corpo sano) e quindi la sua capacità riproduttiva. Inoltre la presenza di queste fossette sembra indicare giovinezza e tensione della cute, oltre ad un adeguato tono della muscolatura dorsale e lombare, condizioni legate anch’esse ad una superiore capacità riproduttiva.

Come faccio ad avere le fossette di Venere?

Purtroppo, essendo le fossette di Venere una caratteristica congenita, non è possibile ottenerle. Tuttavia ci sono dei casi in cui sono esse sono presenti ma poco o per niente visibili: in tale evenienza la dimensione delle fossette e la loro forma è condizionata dal peso corporeo e da quanto siamo in forma. Se non vedi sulla tua schiena le fossette di Venere e vuoi scoprire se in realtà le possiedi, devi sapere che è possibile evidenziarle con:

  • il raggiungimento del tuo peso peso forma;
  • l’esercizio continuato della muscolatura dei glutei e della schiena, specie in zona lombare.

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Le 5 cose che indicano che stai con qualcuno che ti farà sicuramente soffrire

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COSE STAI QUALCUNO TI FARA SOFFRIRE   Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgNon tutti i rapporti sono “rose e fiori”: alcuni ci regalano più sofferenza che gioia, eppure rimaniamo dentro la storia, senza voler davvero uscirne. Chi vive una relazione dolorosa rinuncia alla sua vita centimetro dopo centimetro man mano che si lascia imprigionare dalla relazione. Inizialmente chi arreca sofferenza desiste dal mostrare il proprio lato insano ed oppressivo al fine di guadagnare la fiducia e l’amore del partner: tutto sembra andar bene, finché le carte si scoprono ed il partner si rivela per quello che è, ma ormai è troppo tardi per uscire facilmente dal rapporto. Spesso le relazioni che fanno star male sono storie d’amore molte intense e passionali. I partner “carnefici”, uomo o donna che siano, sono carismatici, attenti, devoti. Nel momento in cui l’oppressore mette alla prova limiti e confini del partner, è molto facile che quest’ultimo si senta insicuro e alla ricerca di scuse e giustificazioni.
I segnali per riconoscere relazioni che arrecano tanta sofferenza esistono ma non sempre si riconoscono o si accettano facilmente. Ecco di seguito sei segnali tra i più comuni.

1. Bruciare le tappe

Il segnale più difficile da accettare è l’eccessiva velocità che segna l’evolversi della relazione. Lei vuole vederlo tutte le sere. Lui vuole andare a convivere dopo un mese. Il partner può convincervi del fatto che siete fatti l’uno per l’altro, che il vostro è amore a prima vista, che siete anime gemelle e di tantissime altre cose esageratamente romantiche. Purtroppo, accettare un atteggiamento simile equivale a concedere campo fertile per far guadagnare al partner il controllo totale sulla tua vita.

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2. Aspettative irrealistiche

Man mano che le cose vanno avanti e che la storia si fa sempre più seria, vediamo sorgere nuovi segnali. Tra questi, la scoperta di aspettative irrealistiche da parte dei partner. Se il partner “carnefice” è l’uomo potrebbe ad esempio voler una famiglia stile “Mulino Bianco”, perfetta, d’altri tempi: è lui a lavorare ed è lei a doversi occupare delle faccende domestiche e se la cena non è bella e pronta sul tavolo quando rincasa, allora sono problemi. Se il partner carnefice è la donna, potrebbe voler un uomo perfetto, dolce, amorevole, sexy, comprensivo, che le capisca sempre e comunque… Le aspettative non realistiche sono tra i principali segnali che la storia non andrà da nessuna parte: siamo umani, abbiamo dei difetti, teniamolo sempre a mente!

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3. Ipersensibilità e gelosia

Un altro segnale è l’ipersensibilità del partner che può tradursi in gelosia e in reazioni eccessive a piccole cose: commenti, scherzi o problemi di poco conto. I carnefici uomini spesso hanno una bassa autostima e tendono a prendere tutto personalmente. Si sentono insultati facilmente o sostengono che il mondo ce l’ha con loro non appena incontrano una piccola battuta d’arresto. Se provate a esprimere un minimo di disaccordo, anche banale, lo interpretano come un insulto personale o vi considereranno una persona terribile e incapace Spesso tutto questo segue una serie di regole con due pesi e due misure. Se lei lancia occhiatine agli altri uomini, vuol dire che non trova più il suo partner attraente e lo tradisce. Al contrario, se lo becca a guardare un’altra donna, lo chiama pervertito e l’accusa di cose terribili che lui non commetterebbe mai. Il rapporto rischia di distruggersi anche quando è la donna ad essere gelosa in maniera esagerata: se basta che l’uomo abbia tra i contatti Facebook una ragazza a voi sconosciuta per scatenare una lite furibonda, il vostro rapporto è destinato a durare ben poco.

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4. Isolamento imposto

L’isolamento imposto inizia con il carnefice che critica, mette in discussione e mostra atteggiamenti sgraditi nei confronti degli amici più stretti e delle interazioni sui social network. Questi faranno di tutto per farvi sentire in colpa di voler trascorrere del tempo con amici e parenti costringendovi indirettamente ad un isolamento sociale autoimposto: uno dei due componenti della coppia potrebbe ad esempio cercare di evitare di uscire una sera con le sue amiche o amici per non fare indispettire il partner e per paura della sua reazione. Autoimporsi l’isolamento per non infastidire il proprio partner è uno dei principali segnali che il rapporto è malsano e vi farà soffrire.

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5. Atteggiamenti aggressivi nei confronti degli altri

Questi segnali non solo sono presenti nell’atteggiamento che il carnefice ha verso il partner, ma anche nella maniera in cui il carnefice tratta gli altri. Se il cameriere porta il vino sbagliato, ne farà una scenata e vorrà parlare con il responsabile. Se qualcuno lo urta camminando per strada, inizierà a inveire proferendo ogni tipo di oscenità, anche se è stato a mala pena sfiorato. I carnefici hanno un carattere pessimo e inizialmente fanno di tutto per nasconderlo al partner, ma non riescono a fare lo stesso con gli altri: fate attenzione a come trattano gli estranei e forse riuscirete a capire che la sua è solo una maschera per ingabbiarvi.

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Come comportarsi con un carnefice?

Se ritenete che alcuni di questi segnali interessino la vostra relazione, non significa che necessariamente il vostro partner sia un “carnefice”. Tuttavia, se notate la presenza di più segnali o lo sviluppo di un modello comportamentale opprimente, allora dovreste iniziare a preoccuparvi. In questo caso il mio primo consiglio è quello di affrontate il problema parlandone con persone di fiducia esterne alla coppia, che conoscono bene voi ed il vostro partner. Nel caso in cui invece il partner vi stia facendo oggettivamente soffrire, affrontate direttamente il discorso con lui e con un professionista della salute.

Se credi di avere dei problemi con il tuo partner e non riesci a gestire da sola questa situazione, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questo momento difficile.

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E’ possibile essere vergini anche dopo essere state penetrate?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ESSERE VERGINI DOPO ESSERE PENETRATE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIn questo articolo ci eravamo chiesti se restare incinta da vergini senza penetrazione sia possibile; inoltre ci eravamo chiesti se sia possibile non essere più vergini anche senza essere state penetrate.

Vediamo ora se sia possibile rimanere vergini anche dopo essere state penetrate. In un certo senso, la risposta è si. Se facciamo coincidere la perdita della verginità con la deflorazione (cioè la rottura dell’imene che è la membrana che ricopre l’ingresso della vagina), allora si può rimanere vergine anche dopo la penetrazione del pene. Questo perché in alcuni casi l’imene è particolarmente elastico e rimane pressoché intatto anche dopo la prima penetrazione. Inoltre grazie alle ultime tecniche di chirurgia estetica, ricordo che un imene lacerato può essere anche ricostruito chirurgicamente tramite imenoplastica. Un imene integro NON è quindi sempre indice di verginità.

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E’ possibile perdere la verginità senza essere state penetrate?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO IMENE DOVE SI TROVA VERGINE LACERATO ROTTURA DEFLORAZIONE VAGINA DONNA RAGAZZA PENE PENETRAZIONE SESSO SESSUALITA PRIMO RAPPORTO SESSUALE

Una nostra giovane lettrice, ci ha scritto: “Cara redazione di Medicina OnLine, ho paura che il mio imene si sia rotto mentre mi masturbavo. E’ possibile non essere più vergini anche se non ho mai avuto rapporti sessuali con nessuno? Grazie”

Ricordiamo per prima cosa a tutti i lettori che in questo articolo ci eravamo chiesti se restare incinta da vergini senza penetrazione sia possibile; inoltre ci eravamo chiesti se sia possibile essere vergini anche dopo essere state penetrate. Detto questo, vediamo ora se sia possibile NON essere più “vergini” anche SENZA essere state mai penetrate da un pene.

La risposta è SI, ma solo se facciamo coincidere la perdita della verginità con la deflorazione (cioè la rottura dell’imene che è la membrana che ricopre l’ingresso della vagina). La lacerazione dell’imene non avviene necessariamente durante il primo rapporto sessuale con penetrazione del pene: in alcuni casi può avvenire precedentemente al primo rapporto sessuale penetrativo, ad esempio a causa dell’introduzione di oggetti (dita, assorbenti interni, sex toys…) in vagina oppure a causa di un trauma dovuto ad incidenti, masturbazione particolarmente invasiva, attività fisiche e sportive, oppure anche a causa di malattie (ad esempio infezioni) o una operazione chirurgica denominata imenotomia (o “imenectomia”) necessaria in alcuni casi di imene imperforato congenito o acquisito, per curare un ematocolpo, cioè la raccolta anomala di sangue nella vagina. In tutti questi casi l’imene può apparire lacerato e la donna potrebbe essere considerata “non più vergine” dal partner, anche senza che lei sia mai stata effettivamente penetrata.

L’imene lacerato può in alcuni casi essere ricostruito, grazie l’intervento chirurgico denominato imenoplastica.

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Restare incinta vergine senza penetrazione è possibile?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma RIMANERE INCINTA VERGINE SENZA PENETRAZIONE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.jpgMolte giovani pazienti alle prime esperienze sessuali mi fanno questa domanda:

si può rimanere incinta essendo vergine, cioè senza che un pene mi abbia mai penetrata in vagina?

La risposta è sì, anche se le possibilità di essere incinta senza penetrazione sono decisamente basse, ma è bene affermare che l’oocita può essere fecondato da uno spermatozoo anche quando la donna è vergine e non è mai stata penetrata da un pene. Ai meno esperti di anatomia la risposta potrebbe sembrare strana, per fare chiarezza cerchiamo di capire per prima cosa cos’è e come è fatto un imene.

Anatomia dell’imene

L’imene (dal greco hymén, membrana) è una membrana mucosa che ricopre l’esterno dell’apertura della vagina. Nel primo rapporto completo solitamente – ma non necessariamente! – avviene la deflorazione, cioè la rottura dell’imene, evento che viene fatto coincidere con la perdita della verginità. Molti pensano che, finché si è vergini – cioè finché non avviene la rottura di questa membrana – rimanere incinte sia impossibile, ma ciò non è vero. L’imene, anche quando è integro, non è infatti a “tenuta stagna”, bensì possiede una piccola apertura (a volte anche più di una, di grandezze e forme variabili, come potete vedere sul lato destro della foto in alto). Queste aperture nell’imene, non solo sono assolutamente normali, ma sono anche necessarie per permette il passaggio verso l’esterno del sangue mestruale e delle secrezioni: se l’imene fosse a tenuta stagna, tali liquidi rimarrebbero intrappolati nella vagina, con grandi rischi per la salute.

Leggi anche: Dita sporche di sperma toccano la vagina: c’è rischio di gravidanza?

Incinta senza rottura dell’imene

Tramite l’apertura fisiologica di un imene integro, lo sperma emesso nei dintorni dell’imene può comunque – seppur in quantità esigue – raggiungere la parte interna della vagina e dare avvio ad una gravidanza. Gli scenari nei quali una donna può essere incinta senza la penetrazione o con un rapporto sessuale incompleto sono i seguenti:

Quando aumenta il rischio?

La possibilità di rimanere incinta anche senza penetrazione e rottura dell’imene è tanto più probabile quando:

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I 10 consigli per far funzionare una storia d’amore

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CONSIGLI FAR FUNZIONARE STORIA AMORE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgFinchè morte non vi separi pronunciato al termine dello scambio dei voti nuziali suona spesso tanto sinistro quanto anacronistico, perché mai come oggi la fatidica soglia dei sette anni (ovvero, la scadenza entro la quale molti matrimoni entrano in coma irreversibile) appare purtroppo un traguardo irraggiungibile. Se però siete tipi che non mollano e avete deciso di andare avanti «nella buona e nella cattiva sorte» (o almeno di provare a farlo), ricordate che a volte bastano dei piccoli cambiamenti per riportare a nuova vita un rapporto in crisi in modo che una storia d’amore vada ben oltre i famosi 84 mesi, eccone dieci:

1 – Iniziate sempre la giornata con una piccola gentilezza
Chiedersi cosa si possa fare per rendere più felice la giornata dell’altro o dell’altra come primo pensiero del mattino aiuta a concentrarsi sui bisogni del partner, anche se magari dura solo quei primi cinque minuti in cui ci si sveglia. Sempre però meglio che niente.

2 – Ricordatevi che stare insieme non significa essere uguali
Ognuno di noi ha le proprie idee, che non devono necessariamente coincidere con quelle del partner, e come tali vanno sempre rispettate. In altre parole, essere intimi non vuol dire annullarsi l’un l’altro bensì capire come mantenere la propria autonomia, in questo caso anche di pensiero.

3 – Basta preoccuparsi delle rughe
Quando s’invecchia si è spesso spinti a non vedere i segni del tempo sul corpo dell’altro, tanto che molte coppie continuano a guardarsi come se fossero ancora uguali a quando si sono innamorate. Non si sa se il cervello agisca spontaneamente in questo modo né perché lo faccia, ma di certo è una gran bella cosa.

4 – Individuate il vostro “punto di non ritorno”
Ovvero quella circostanza che scatena inevitabilmente la lite, perché così è sempre successo nel passato. Una volta trovata, è infatti più facile evitarla quando si capisce che si è imboccato quella strada: in quel caso, basta stare zitti e non iniziare nemmeno a questionare, perché tanto non si va da nessuna parte.

5 – Non siate solo amanti ma anche amici
Con il passare degli anni la complicità sessuale aumenta e si fa via via sempre più profonda, ma alla fine è l’amicizia che deve prendere il sopravvento su tutto il resto e che deve aiutare a superare le prove più dure. Non a caso si dice che un’amicizia duratura sia la base di un matrimonio solido.

6 – Circondatevi di coppie felici
Si dice che il successo chiami il successo e lo stesso vale per la felicità: avere attorno persone tristi o litigiose rischia di avere delle ripercussioni negative sulla coppia, che finisce per farsi influenzare da questi comportamenti disfattisti. Meglio dunque stare alla larga da certa gente e preferire i tipi allegri e positivi.

7 – Ripetete all’altro quello che sta dicendo
A volte i litigi o le discussioni nascono perché non si capisce cosa stia dicendo o voglia dire l’altra persona, anche se basterebbe un semplice «cosa intendi?» per chiarire la questione ed evitare malintesi. La soluzione? Ripetete ad alta voce quello che pensate che il partner vi stia dicendo per avere la conferma dal diretto interessato che era proprio quello che intendeva dire.

8 – Dividete i lavori di casa in base alle rispettive capacità
Abitare insieme significa anche essere collaborativi e se uno di voi crede di poter o saper fare meglio una determinata cosa rispetto all’altro, che la faccia e basta.

9 – Fate una pausa
«Fate un passo indietro e vedrete tutto il cielo», dice un proverbio cinese. In altre parole, se state litigando, fermatevi un attimo e cambiate prospettiva: il risultato potrebbe sorprendervi (e farvi smettere di discutere).

10 – Sappiate che c’è sempre qualcosa da imparare
Un matrimonio è una sorta di “lavori in corso” continui, che richiede più impegno di quanto si possa pensare e di cui non si vede mai il punto d’arrivo. Ma alla fine resta comunque un viaggio che vale la pena d’intraprendere, per quanto difficoltoso possa essere.

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Molti animali hanno l’osso del pene, perché l’uomo non lo ha?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE UOMO NON HA OSSO DEL PENE BACULUM  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari An Pene.jpgMolti animali, tra cui anche vari mammiferi a noi molto simili come il gorilla e lo scimpanzé, hanno un osso nel loro pene che gli consente una rigidità migliore e più a lungo durante rapporti sessuali. Perché l’uomo non ha alcun osso nel suo pene? Alcuni scienziati sono da anni alla ricerca della spiegazione antropologica e soprattutto evolutiva del motivo per cui gli esseri umani sono sprovvisti di un osso del pene ed oggi forse hanno trovato la soluzione dell’enigma.

Il baculum
I mammiferi maschi di diverse specie, inclusi gatti, cani e topi, hanno un osso nel loro pene, detto baculum (anche chiamato osso penico o osso penieno), termine latino che significa “bastone” o “verga”. I maschi umani non posseggono un osso penico e sono gli unici primati, insieme alle scimmie ragno ad essere sprovvisti. L’uomo non è l’unico mammifero a non averlo, ci sono anche le balene, i cavalli, i rinoceronti, i conigli, gli elefanti e i marsupiali. L’omologo femminile del baculum nei mammiferi è il baubellum o osso clitorideo, un osso situato nel clitoride.

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Lo studio
Gli scienziati recentemente hanno cercato di ricostruire la storia evolutiva del baculum, tracciando la sua comparsa nei mammiferi e nei primati nel corso della storia. Kit Opie ha condotto lo studio presso l’University College di Londra e lo ha pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society. Si è scoperto che l’osso del pene si è evoluto nei mammiferi più di 95 milioni di anni fa ed è stato presente nei primi primati circa 50 milioni di anni fa. Da quel momento in poi, il baculum è diventato più grande in alcuni animali e più piccolo in altri. La lunghezza del pene serviva agli animali che impegnavano nell’atto della penetrazione più di tre minuti, fornendo loro un supporto strutturale (come il macaco orsino, un piccolo primate). Negli scimpanzé l’osso del pene invece non è più lungo di un’unghia e infatti il maschio trascorre nell’accoppiamento non più di pochi secondi.

La monogamia
Esiste quindi un legame tra la presenza del baculum e la durata dei rapporti sessuali, sia negli animali poligami sia in quelli in cui la riproduzione avviene solo in un determinato periodo dell’anno. I dati suggeriscono che l’osso penico abbia un ruolo fondamentale solo negli animali in cui esista una forte competizione e dove un tempo maggiore di accoppiamento dia maggiori garanzie di successo. Si pensa che il baculum abbia la funzione di allungare i tempi dell’erezione ma anche quella di velocizzare l’amplesso. Il professor Opie è dell’idea che gli esseri umani abbiano perso l’osso con l’emergere della monogamia durante il periodo dell’Homo erectus circa 1,9 milioni di anni fa. Nelle relazioni monogame, infatti, il maschio non ha bisogno di trascorrere molto tempo nell’amplesso perché non è probabile che la femmina sia poi coperta da altri maschi. «Con la riduzione della concorrenza si hanno meno probabilità di avere bisogno di un baculum», sostiene la recente ricerca.

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Scegliere soggetti sani
Precedenti studi sono però di segno opposto: partendo sempre dalla monogamia giungono a conclusioni diverse. Le osservazioni effettuate suggeriscono che i primati dotati di osso penico all’interno di relazioni monogame incontravano le femmine di rado e per questo tendevano ad accoppiarsi per periodi più lunghi. Il biologo evoluzionista Richard Dawkins ipotizzò nel 1989 che la perdita di tessuto osseo negli esseri umani fosse il risultato della selezione sessuale operata delle femmine in cerca di uomini sani. Una funzione erettile limitata infatti può essere indice di carenze nello stato fisico, dovute ad esempio a diabete o malattie neurologiche.

Curiosità sul baculum

  • L’esistenza del baculum è nota da secoli alle culture tradizionali dei pastori e dei cacciatori-raccoglitori.
  • Si pensa che il termine “costola” nel racconto biblico ebraico di Adamo ed Eva sia in realtà un’errata traduzione di un eufemismo per baculum, e che la sua rimozione da Adamo nel Libro della Genesi sia un mito atto a spiegare l’assenza dell’osso negli esseri umani (nonché la presenza del rafe perineale, che sarebbe citato nel racconto come “cicatrice”).
  • Oosik è un termine usato dai nativi dell’Alaska per descrivere il baculum del tricheco, della foca, del leone marino, e dell’orso polare. Il baculum di questi grandi carnivori settentrionali, viene lucidato e talvolta scolpito per essere rivenduto ai turisti. I baculum fossili lunghi circa 60 cm, vengono lucidati e usati come manici per coltelli e altri strumenti. Nel 2007 un osso penico fossile lungo 60 cm derivato da una specie estinta di tricheco, ritenuto dal venditore il più grande esistente, è stato venduto per $ 8.000.

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