La spiaggia con l’acqua più azzurra del mondo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO MARE COSTA TURCHESE VIAGGI ESTATE SPIAGGIA ACQUAL’acqua è trasparente, sono il cielo ed il fondale a dare il colore al mare: evidentemente questa spiaggia ha dei colori davvero speciali! Le acque di Ölüdeniz sono calme, da qui il nome di questo piccolo villaggio, che letteralmente significa “Mar Morto” ma che è noto come Blue Lagoon, ovvero “Laguna Blu”, dal colore incredibile del mare che bagna la spiaggia, dalle sfumature che vanno dall’acquamarina al turchese. Qui l’acqua è così cristallina che le canoe sembrano volare sulla sua superficie trasparente e senza increspature. Siamo in Provincia di Muğla, sulla Costa Turchese della Turchia sudoccidentale, dove si congiungono il Mar Egeo e il Mediterraneo. La spiaggia, con una baia sabbiosa che dà sulla laguna e una parte di ciottoli, è nascosta e riparata dal vento grazie alle montagne circostanti. Una meta incredibile se amate il mare!

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Cinque incredibili fatti sui selfie che succedono anche a te

Con l’avvento di smartphone sempre più performanti, ormai tutti hanno in tasca uno strumento per fare foto, non certo foto professionali, ma comunque di qualità più che decente. E tutti sono ovviamente diventati fotografi! E cosa fotografare se non noi stessi, nell’epoca della condivisione selvaggia sui social della propria immagine? Tutti abbiamo fatto un selfie, da soli o con gli amici, almeno una volta nella vita, e tutti noi siamo passati da almeno uno dei seguenti cinque punti:

1. Il luogo non importa

Fai una prova: scendi in strada, cerca un posto tra luce e ombra, mettiti in posa e scatta un selfie in cui lo sfondo si può solo intravedere. Ora, pubblicalo su Instagram, riempilo di hashtag e scrivi che hai fatto un salto a Hong Kong, New York o La Habana. Vedrai che una persona su dieci si prenderà la briga di chiederti dove sei, mentre gli altri nove scriveranno commenti del tipo “che invidia!”, “tu sì che vai bene!” o “divertiti!”. Questo piccolo esperimento ti dimostra che il “dove” non importa, perché nei selfie tutto gira attorno al “chi”. Puoi scattare una foto in palestra, nell’ultima discoteca in cui sei stato o in vacanza, ma in ogni caso al centro della foto ci sarai tu, lo sfondo non è altro che un accessorio, né più né meno.

Selfie a Piccadilly Circus o sotto casa tua?

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2. La spontaneità non esiste

Ammettilo, ogni volta che ti fai una foto in stile “eccomi qui sul mio letto, annoiato”, il selfie ha richiesto del tempo per essere eseguito a regola d’arte. Generalmente, le persone che amano i selfie sono vanitose e non pubblicano una foto qualsiasi. Un selfie, per quanto semplice, nasconde un making of o, in poche parole, una miriade di foto scartate: nella prima hai alzato troppo il mento, nella seconda hai aperto troppo gli occhi, nella terza non ti vedi abbastanza attraente o “naturale”. La cosa si spinge oltre con i selfie di gruppo, siano questi con altre persone o con il tuo animale domestico. Nel primo caso, quante volte hai detto “aspetta che ne facciamo un’altra”? Nel secondo, invece, dato che il tuo dolce animaletto sembra non essere propenso al gioco di squadra, eccoti lì a scattare foto su foto finché la tenera mascotte non decide di accontentarti e di mostrarsi in tutta la sua staticità. Se poi quel che si mostra è di più del viso (soprattutto nei selfie di fronte allo specchio), allora sicuramente tratterrai la pancia, gonfierai il petto o studierai qualche altra posa che ti farà sembrare più attraente. Dai, lo facciamo tutti!

Chi è fissato coi selfie, non si ferma al primo scatto!

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3. I tag sono obbligatori

Quando carichi una foto sui social network, ti aspetti delle reazioni sotto forma di commenti, “Mi piace” o retweet. Affinché il tuo selfie raggiunga più persone, è fondamentale usare ed abusare degli hashtag. Sia nelle foto sia nell’uso degli hashtag, la nostra naturalità è studiata nel minimo dettaglio e ogni buon selfie che si rispetti sa come stimolare le interazioni. Ecco qui degli hashtag indispensabili:

  • #nofilter, #nomakeup: per mostrare al mondo che credi nella bellezza reale, senza ritocchi e che tutte le mattine ti alzi con un aspetto radioso.
  • #cutegirl, #cuteboy e simili: perché sì, perché tu vali e perché per piacere alle altre persone prima devi piacere a te stesso. Non è così?
  • #picoftheday: “la foto del giorno”, o meglio, il tuo viso fresco come una rosa che vale più di qualsiasi paesaggio o di un evento in cui hai partecipato.
  • #ginger , #blonde, #brunette o qualsiasi altro riferimento al colore dei tuoi capelli o un’altra parte del tuo corpo: non si sa mai… magari l’amore della tua vita è alla ricerca di qualcuno con il tuo colore di capelli.
  • #boyfriend, #girlfriend e altri derivati: proprio l’opposto del tag precedente… sei uno schianto ma la persona accanto a te è il tuo partner… che sia chiaro il tuo stato civile!
  • #love: perché “all you need is love” e anche nel selfie non hai bisogno di altro.
  • #igers: ovvero l’abbreviatura di “instagramer”. Ma c’è davvero bisogno? Per essere un instagramer fatto e finito, sembra proprio di sì.

L’amore è tutto per gli utenti di Instagram.

4. Un soggetto pieno di oggetti

La verità è che, prima dell’avvento dei selfie, non mi sarebbe mai venuto in mente di fotografarmi i piedi. Tuttavia, se non mostri le tue bellissime scarpe da tennis o le tue sensualissime décolleté, non puoi considerarti una vera selfie. Lo stesso vale per lamanicure, l’ascesa del nail-art (opere d’arte realizzate sulle unghie) non sarebbe stata la stessa senza gli autoscatti. Non dimentichiamoci poi delle foto di gambe che posano in spiaggia e che causano l’invidia di tutti. Pensi davvero che me ne importi? Beh, direi proprio di sì se faccio RT, FAV, metto “Mi piace” e lo salvo per scattare una foto simile nella mia prossima vacanza. Nell’era di Instagram siamo soggetti pieni di oggetti di culto in forma di abiti, accessori o parti del nostro corpo, soprattutto se siamo timidi e crediamo che mostrare il viso sia troppo… perché, naturalmente, mostrare la tua faccia è poco privato, ma non vale lo stesso per il tatuaggio che hai sotto l’ombelico o il look che indossavi nel tuo ultimo appuntamento con una nuova fiamma.

Il glamour di un fissato coi selfie inizia dai piedi

5. La celebrazione dell’IO

Cosa più importante, dietro a ogni selfie, sia questo di un soggetto o un oggetto, individuale o di gruppo, è la rivendicazione dell’individuo. Viviamo in una società che premia l’uniformità e che tende a isolare il diverso. L’idea del selfie è la rivendicazione della differenza, è un modo per dire “io sono così e il resto non mi interessa”. Ecco perché le nostre foto mettono in primo piano noi stessi o un dettaglio, ignorando invece il contesto. La cosa curiosa è che tutti i selfie si somigliano e che, credendoci i più originali, in realtà stiamo imitando moltissime altre foto che erano state pubblicate la scorsa settimana. Quindi è probabile che, con tutti gli hashtag che hai messo, la tua foto comparirà a fianco di molte altre con la stessa inquadratura e lo stesso filtro Lo-Fi di Instagram.

Quanti selfie di fronte allo specchio del bagno di casa o della palestra hai fatto oggi?

Tutto ciò dovrebbe fermarti? Assolutamente no! Ognuno di noi è speciale, anche se siamo uguali, e siamo perfettamente in grado di dare valore aggiunto ai nostri selfie. Non credi? Continua a leggere!

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Bonus track: i selfie più folli

Finora ho trattato la parte sociologica del fenomeno ma, prima di salutarci, non posso fare a meno di mostrare i selfie più pazzi (e assurdi) che ho visto in rete.

Gambe o wurstel?

Le gambe di una bruna sexy o un paio di gustosi wurstel? Chi se ne frega, con il filtro giusto entrambe le cose hanno lo stesso aspetto nel mondo di Instagram. Questo è stato dimostrato da una tendenza che, iniziata come uno scherzo, ora trionfa su Tumblr Hot Dog Legs.

Un selfie commestibile?

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Al funerale

È vero che ho detto che lo sfondo non è la parte più importante di un autoscatto, ma farsi le foto ai funerali mi sembra un po’ esagerato! Tuttavia, centinaia di #igers non la pensano come me e ogni giorno si vedono selfie degli outfit migliori per andare al funerale di una persona cara. Se non mi credi, dai un’occhiata all’hashtag #funeral.

Lo stile è una questione di vita o di morte.

Momenti memorabili

Un selfie cattura un momento… a volte chiave. Non ci credi? Allora guarda la foto di questo studente che vede la sua insegnante entra in travaglio e, invece di chiamare un’ambulanza, decide di cogliere l’attimo o questi criminali che decidono di condividere il loro momento di gloria su Instagram prima di commettere un reato. Forse li prenderà la polizia, ma sicuro che faranno un record di “like”.

È sempre il momento giusto per praticare la nobile arte del selfie.

Gli amanti del nastro adesivo

Ogni persona è diversa e ha il diritto di esprimerlo come preferisce. Ma cosa sono i piercing o i cappelli bizzarri in confronto al nastro adesivo?! Un accessorio che si adatta a tutti gli usi e i gusti: dai ritocchi al viso per pochi centesimi fino a diventare una mummia 2.0. Scopri questa tendenza con l’hashtag #cellotapeselfies.

Esiste un modo più veloce per ritoccarsi il viso? Fonte: Niaje

Questi quattro tipi di selfie sono solo alcuni esempi che dimostrano come la creatività, e la stupidità umana, non conoscono limiti. Hai mai fatto un selfie del quale ti vergogni?

Il selfie è una moda con un gran avvenire

Il selfie è così diffuso ed ha così tante varianti che è molto difficile che smetta di essere una tendenza nel breve periodo. Sebbene in passato questa pratica fosse riservata ai vanitosi, oggi è assolutamente consigliata se vuoi essere qualcuno in questo mondo 2.0. Che cosa diventerà tra qualche anno? Tutto dipenderà dagli sviluppi tecnologici. Probabilmente questa moda si estenderà anche ai video (anzi forse ormai già si è già estesa!) oppure si trasformerà in una tendenze sconcertanti che ora sembrano incredibili.

Adattamento di un articolo originale di Maria Baeta su Softonic ES

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Le dieci spiagge libere più belle d’Italia

L’Italia vanta alcune tra le più belle coste del mondo, non è mica facile scegliere dove sdraiarsi per prendere il sole. Ci sono molte variabili: la pulizia del mare, la qualità della sabbia e anche il prezzo degli stabilimenti. Ma se invece vi consigliassimo le spiagge libere più belle d’Italia, belle come quelle dei film, in cui girare il vostro film dell’estate, con tanto di tuffi al largo, di amore e di bellezza? È tutto possibile, guardate un po’ la lista qui sotto, ci sono 10 località sparse per tutta la costa, in cui sognare che la fine delle ferie non arrivi mai.

1) Nardò (Lecce) – Porto selvaggio

spiagge libere più belle d'Italia thepuglia.com

È l’oasi più bella del Salento, e tra le spiagge libere più belle d’Italia. L’impatto visivo è meraviglioso, il mare è pulito ed è un luogo per chi cerca la tranquillità. Si estende per circa 1000 ettari di parco, un’area naturale protetta della Regione Puglia. Dovete assolutamente visitare la Baia di Porto Selvaggio e la Baia di Uluzzo.

2) Palinuro (Salerno) – Spiaggia del buon dormire

Spiaggia-del-Buon-dormire spiagge libere più belle d'Italia coolturehunter

Una spiaggia che sembra fuori dal mondo, raggiungibile solo via mare, perfetta per il riposo del guerriero. Si prende al barca al porto di Palinuro e si fa il giro delle grotte presenti sulla costa, per poi farsi lasciare alla spiaggia, di fronte all’Isolotto del coniglio. Fare il bagno lì è bellissimo.

3) Sirolo (Ancona) – Spiaggia delle due sorelle

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Un mare cristallino, solcato solamente dai due bianchi faraglioni. La spiaggia fatta di sassolini e rena, un’ampia caletta e la possibilità di visitare i resti della Grotta degli Schiavi, in cui un ammiraglio saraceno si dice lasciasse i suoi prigionieri.

4) Follonica (Grosseto) – Cala violina

Toscana, Golfo di Follonica,Cala Violina spiagge libere più belle d'Italia enjoymaremma.it

Si raggiunge percorrendo un km e mezzo a piedi nel mezzo della macchia mediterranea, ma la bellezza del paesaggio toglie tutta la fatica. Il mare è pulitissimo, il fondale è basso e sabbioso, ideale per le famiglie con bambini. Molto affollata nei mesi estivi.

5) Sirolo (Ancona) – Riviera del Conero

Conero_-_spiaggia_di_Numana spiagge libere più belle d'Italia italia.it

Mare pulito e posto fantastico. Strapiombi mozzafiato entroterra verde e spiaggia bianchissima. Non a caso viene chiamata la perla dell’Adriatico. In più c’è la possibilità di fare trekking sui monti vicini, per godere a pieno della natura.

6) Bova Marina (Reggio Calabria) – Costa dei gelsomini

Spiagge_Costa_dei_Gelsomini spiagge libere più belle d'Italia imperatoreblog.it

La parte della costa calabra bagnata dal Mar Ionio ospita alcune perle selvagge in cui regna incontrastata la natura e in cui si può sdraiare a prendere il sole e a fare il bagno senza pagare alcunché. Da Bruzzano a Bova Marina, la perfezione.

7) Punta Aderci (Chieti) – Punte penna

punta-aderci-vasto spiagge libere più belle d'Italia poseidonresort.it

All’interno del parco naturale di Punta Aderci c’è un sentiero che va percorso a piedi. Alla fine del viaggio, il tesoro: una spiaggia incontaminata con un paesaggio spettacolare.

8) Golfo di Orosei (Nuoro) – Cala Luna

cala_luna_9 spiagge libere più belle d'Italia escursionicalagonone.it

In questo Paradiso la sabbia è bianca, il mare è limpido e ci sono alcune grotte tutte da esplorare. Meglio se la spiaggia viene raggiunta via mare, altrimenti potreste trovarvi di fronte a dei percorsi di trekking particolarmente ostici. Una bellezza senza paragoni e una delle spiagge libere più belle d’Italia.

9) San Vito lo Capo (Trapani) – Spiaggia libera

spiagge libere più belle d'Italia homeaway.it

È stata eletta una delle migliori spiagge d’Italia.  Sabbia fine, rosa pallido e un contesto naturale meraviglioso che fa da sfondo. Il mare poi ha dei colori incredibili ed è pure tutto gratis. Ne vale proprio la pena.

10) Isola d’Elba (Livorno) – Cala dei Mangani

cala-dei-mangani-allisola-delba spiagge libere più belle d'Italia nanopress.it

Una delle spiagge più belle e selvagge dell’isola e senza dubbio tra le spiagge libere più belle d’Italia che già ne vanta un bel po’. Il mare è talmente limpido che ci si può vedere attraverso a metri di distanza e non è nemmeno molto affollata perché non è facile arrivarci, ma un volta lì, non vorrete più andar via.

Se interessati, abbiamo trovato due manuali economici ma completi che vi guideranno nella scoperta delle spiagge più belle d’Italia:

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Il sorriso di suor Cecilia, un attimo prima di morire

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SORRISO SUOR CECILIA PRIMA DELLA MORTE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgPuò bastare una fotografia di una donna sofferente ma sorridente a scatenare i sentimenti di un popolo intero? Si, può.

Fino alla settimana scorsa nessuno conosceva suor Cecilia Maria. Era da tempo su un letto d’ospedale di Santa Fè in Argentina dove lottava contro un cancro alla lingua, la religiosa, appartenente alle carmelitane scalze della cittadina sulle rive del Paranà. Ha ricevuto le visite delle consorelle e dei parenti. Come un qualunque malato. Come un qualunque essere umano in cerca di affetto e comprensione nel momento più drammatico della propria esistenza: la malattia terminale. Stava per morire, ma affrontava il suo destino con fede e… sorridente. La foto che vedete, un attimo prima di morire, ha fatto il giro del mondo, dando un messaggio di amore specie tra i malati terminali e i loro familiari: si può essere sereni in un momento così tragico dell’esistenza umana.

La dolcissima suor Cecilia aveva appena 42 anni. Entrò nella clausura carmelitana a 26 anni, poco dopo il conseguimento del diploma di infermiera nel 2003. Nulla sappiamo della sua vita dietro le grate del monastero di Santa Teresa e San Giuseppe se non che suonasse il violino e fosse sempre allegra, sorridente. Come nei suoi ultimi istanti di vita.

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Si lancia e perde il paracadute, la telecamera riprende la scena da brividi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SI LANCIA PERDE PARACADUTE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei.jpgIl 28 giugno scoro, il paracadutista professionista Daniel Herndon aveva il compito di portare una palla di calcio in campo, dall’alto, per dare avvio ad una partita in Oklahoma City. Non appena effettuato il lancio, però, Herndon  ha perso il suo paracadute principale. Grazie al paracadute d’emergenza, l’uomo è riuscito ad atterrare, senza conseguenze, sul campo. I terribili momenti della discesa sono stati ripresi con una piccola GoPro:

Per guardare il video cliccate QUI

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Le 10 cose che devi sapere prima di fare la ceretta

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CORPO DONNA BELLEZZA MAGRA ESTETICA BAGNATA PIOGGIA PELLE UMIDA ORGASMO SESSOTempo di andare al mare, tempo di fare (o a farsi fare) la ceretta. Se d’inverno, infatti, molte ragazze, per pigrizia o mancanza di tempo, rinunciano alla depilazione o si affidano a creme e lametta, d’estate, per avere una pelle liscia e vellutata a lungo, è necessario ricorrere al fatidico strappo. Dopotutto “chi bella vuole apparire un po’ deve soffrire“, dice il proverbio. E visto che la bellezza si paga con un po’ di dolore, ecco 10 cose che è bene sapere prima di fare la ceretta:

1. Controllare la lunghezza del pelo

Affinché la ceretta sia efficace ed abbia il risultato sperato, il pelo deve essere lungo almeno come un quarto del pollice; per raggiungere questa lunghezza, occorrerà attendere 10-15 giorni dall’ultima depilazione

2. Andare dall’estetista con le idee chiare

Se non sei pratica di ceretta fai-da-te, recati in un centro estetico con le idee chiare sul tipo di depilazione che desideri fare: se, oltre alla gamba, vuoi depilare anche l’inguine, se vuoi una depilazione molto scosciata o addirittura totale, se oltre alle gambe devi depilare anche ascelle, sopracciglia e baffetti dovrai dirlo subito

3. Evita di fare la ceretta durante il ciclo (o poco prima)

Durante il ciclo mestruale la soglia del dolore è un po’ più bassa del solito, quindi i dolori della ceretta saranno accentuati. Dunque, a meno che non si tratti di un’emergenza, evita di fare la cera in questo periodo del mese

Leggi anche: Rossore dopo la ceretta: cure e rimedi

4. Fai uno scrub per sentire meno dolore

Se vuoi soffrire il meno possibile durante la ceretta, prepara la pelle alla depilazione con un esfoliante delicato: puoi prepararlo anche a casa a base di zucchero, miele e yogurt. Stendi lo scrub sulla parte da depilare massaggiando con movimenti circolari, insisti soprattutto nelle zone dove la pelle è più dura e poi risciacqua con l’aiuto di una spugnetta

5. Cerca di essere regolare

Riuscire a fare la ceretta periodicamente, con una certa regolarità (ad esempio ogni 2 mesi, 2 mesi e mezzo), abitua la pelle allo strappo, allevia il dolore e con il tempo può anche rallentare la ricrescita del pelo

Leggi anche: Differenze tra ceretta a caldo ed a freddo: pro e contro

6. Non fare la ceretta dopo aver bevuto

Se hai appena bevuto un drink alcolico – che sia un cocktail, una birra o un bicchiere di vino – meglio evitare di fare la ceretta: l’alcol, infatti, è un vasodilatatore e aumenta il rischio di sanguinamento durante lo strappo

7. Porta con te delle salviette rinfrescanti

Se prima della ceretta non avrai tempo di fare una doccia, rinfresca la parte che dovrai depilare con delle salviette rinfrescanti, oppure chiedile nel tuo centro estetico

Leggi anche: Depilazione fatta in casa: alcuni consigli utili

8. L’ideale è depilarsi il pomeriggio

La mattina, infatti, la pelle è poco elastica e rende più difficile la depilazione

9. Cosa fare se soffri di fragilità capillare

Le ragazze che soffrono di fragilità capillare dovranno preferire la ceretta a freddo a quella classica a caldo, mentre coloro che soffrono di vene varicose dovranno proprio evitare questo tipo di depilazione

10. Se avete sempre usato il rasoio la ceretta sarà più dolorosa

Se siete delle fedelissime della lametta, per voi la prima ceretta sarà tutt’altro che piacevole. Il rasoio, infatti, se usato a lungo, indurisce il pelo e rende più doloroso lo strappo e la cera meno efficace.

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Si inserisce 15 aghi nel pene: “Non riuscivo a smettere, mi dava piacere”

MEDICINA ONLINE SI INSERISCE 15 AGHI NEL PENE NON RIUSCIVO A SMETTERE MI DAVA PIACERE.jpgSi inserisce 15 aghi nel pene per provare piacere e finisce in ospedale. Un uomo di 35 anni è stato ricoverato con urgenza dopo che si era inserito diversi aghi nel pene. Da oltre un anno, di tanto in tanto, si inseriva un ago perché sosteneva gli procurasse piacere, solo dopo aver notato sangue nelle urine e aver avuto i primi fastidi si è rivolto al suo medico che gli ha subito consigliato di andare in ospedale. Come riporta anche il Daily Mail all’uomo, recatosi all’Ospedale Generale della Regione Militare Shenyang a Shenyang, provincia di Liaoning, sono stati estratti durante un intervento ben 15 aghi di dimensioni che andavano dai 5 ai 10 centimetri di lunghezza. Gli aghi, secondo l’urologo, hanno bloccato l’uretra con il passare dei mesi anche se il paziente ha dichiarato di non aver mai sentito dolore ogni volta che ne infilava uno. Probabilmente l’uomo sarebbe stato affetto da sadomasochismo, cosa che lo avrebbe portato a provare piacere attraverso il dolore. L’intervento è durato circa un’ora, adesso il paziente sta bene ma gli è stata consigliata maggiore cautela nelle sue pratiche di piacere.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Ecco come funzionano i controlli antidoping: il caso Schwazer

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PRELIEVO SANGUE LABORATORIO ANALISI DEL SANGUE ANEMIAShock nel mondo dell’atletica leggera italiana. In pieno fermento pre-Olimpiadi (i giochi cominceranno a Rio il 5 agosto prossimo), una bufera si è appena abbattuta, per la seconda volta, sul marciatore altoatesino Alex Schwazer. Stando a quanto ha riportato oggi La Gazzetta dello sport, infatti, lo sportivo – già squalificato per 3 anni e 9 mesi per la positività all’Epo riscontrata prima dei Giochi di Londra 2012 e da poco tornato ad allenarsi e gareggiare in vista delle Olimpiadi di Rio – sarebbe risultato nuovamente positivo a un controllo antidoping, effettuato a Vipiteno il primo gennaio scorso su disposizione della International Association of Athletic Federations (Iaaa), l’ente internazionale che si occupa di atletica leggera.

Continua la lettura su https://www.wired.it/scienza/medicina/2016/06/22/caso-schwazer-controlli-antidoping/

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Come si svolgono i controlli
Appena l’atleta viene informato di essere stato selezionato per un controllo, questi viene identificato e affiancato, fino al termine dei prelievi dei campioni, da un funzionario del Nado incaricato di vigilare sulla condotta corretta (per evitare che, per esempio, l’atleta possa inquinare il campione, o sostituirlo, o ritardare troppo il prelievo).

I prelievi dei campioni di sangue e urina sono strettamente regolamentati in modo tale da non compromettere la sicurezzadell’atleta e, contemporaneamente, l’affidabilità dei test. Le modalità di prelievo del sangue, in particolare, sono descritte in estremo dettaglio: “Il Bco provvede a detergere l’epidermide utilizzando un batuffolo d’ovatta imbevuto con disinfettante sterile in corrispondenza di una zona che non influisca negativamente ai fini della prestazione dell’atleta, applicando, ove necessario, un laccio emostatico. Il Bco procede al prelievo del campione ematico da una vena collocata in superficie, facendo defluire il sangue nel contenitore di raccolta definitivo. Il laccio emostatico, ove applicato, deve essere rimosso non appena l’ago è penetrato”.

Qualche numero
Ogni anno, la Sezione per la vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive del ministero della Salute pubblica un rapporto sui risultati dell’attività antidoping svolta nei dodici mesi precedenti. Stando all’ultimo rapporto, nel 2015 sono stati eseguiti 177 controlliprogrammati, che hanno coinvolto 860 atleti, di cui 591 maschi (68,7%) e 269 femmine (31,3%) con un’età media di 27,6 anni (28,2 per i maschi e 26,1 per le femmine). Di questi, 25 sono risultati positivi, con una sostanziale differenza di genere, pari al 3,4% per gli uomini e 1,9% per le donne. La percentuale più elevata di principi attivi rilevati dai controlli appartiene alla classe degli agenti anabolizzanti (vedi sotto), con il 34,1%, seguiti da diuretici e agenti mascheranti (14,6%) e corticosteroidi (14,6%).

Le sostanze
La categoria più diffusa di sostanze dopanti è quella dei cosiddetti agenti anabolizzanti, tra i quali spiccano testosterone e derivati (nandrolone e stanozololo su tutti), che aumentano massa muscolare potenza mimando il comportamento naturale dell’ormone sessuale maschile.

Le prestazioni possono aumentare fino al 40%, ma gli effetti collaterali comprendono crescita anomala delle ossa lungheazoospermiaimpotenzaipervirilizzazione, danni al sistema cardiocircolatorio e tumori al fegato. Esistono poi gli ormoni proteici (di cui fa parte l’Epo, o eritropoietina),  sostanze che stimolano la produzione di globuli rossi, migliorando così la disponibilità di ossigeno nel sangue e la resistenza fisica, ma aumentando contemporaneamente il rischio ictus infarto. E ancora, gli stimolanti, i narcotici e le enmotrasfusioni, che rispettivamente agiscono sul sistema nervoso centralediminuiscono la soglia del dolore e aumentano l’emoglobina nel sangue.

Infine, una menzione particolare è da riservare alla nuova frontiera del doping genetico, la modifica del DNA degli atleti per migliorarne le prestazioni. Un settore di cui ancora si sa molto poco, ma che potrebbe rivelarsi particolarmente pericoloso nel prossimo futuro.

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