I 10 motivi per cui il tuo cervello ti fa credere di essere affamato quando in realtà non lo sei

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO RISTORANTE MANGIARE CUCINA DIETA CIBO CHEFNon è ancora ora di pranzo o cena eppure non riesci a tenere a freno quella fame nervosa, quel languorino che ti fa sentire pronto a mangiare qualsiasi cosa ricca di grassi e carboidrati ti capiti a tiro? Sappi che la tua mente sta “cospirando” contro di te e che quella che senti non è «fame», ma un’illusione del tuo cervello dovuta a diversi fattori, non ultimo l’affaticamento mentale da ufficio e, visto il periodo, lo “stress da Natale”.

Proprio a tal proposito troverai utilissimo questo articolo: I 10 cibi che ti aiutano a combattere lo stress del periodo natalizio

L’Huffington Post ci aiuta elencando i nove motivi per cui il tuo cervello ti fa credere di essere affamato,anche quando non hai realmente fame.

1) Non dormi abbastanza di notte. La mancanza di sonno stimola la produzione di ormoni che faranno sentire affamato.

2) Ieri hai mangiato troppo. La scienza non è ancora riuscita a spiegare del tutto il meccanismo dietro a questo fenomeno ma pare che sia proprio così: dopo un pasto abbondante… si ha voglia di mangiare ancora.

3) Sei in piena sindrome premestruale. Le donne lo sanno bene: tutta colpa del progesterone che fa sentire più affamate (ma anche più gonfie).

4) Hai fatto una colazione scarsa o non adeguata. Lo sanno tutti che la colazione è il pasto più importante della giornata: servono almeno 300-400 calorie. Digiunare a colazione è il metodo migliore per avere fame tutto il giorno.

5) Prendi farmaci. Chi è costretto a prendere una grande quantità di medicinali riscontra spesso un aumento incontrollato dell’appetito. In caso di cure molto lunghe è bene parlarne con il medico per evitare che la «troppa fame» diventi dannosa.

6) Bevi bevande light o senza zuccheri. Quando si beve una bevanda senza contenuto calorico, il cervello si attiva pensando che siano in arrivo delle calorie che però, in realtà, non arrivano. La reazione “stizzita” del nostro cervello è  ingigantire lo stimolo della fame.

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7) In realtà hai sete. Il cervello può reagire ai primi sintomi di una leggera disidratazione azionando lo stimolo della fame.

8) Sei annoiato. Le nostre attività quotidiane sono regolate dalla dopamina, l’ormone della «soddisfazione». A livello biologico, la dopamina viene rilasciata anche quando mangiamo. Per questo, quando siamo annoiati o insoddisfatti, ci viene voglia di «pasticciare col cibo», per smuovere un po’ di quella dopamina che ci fa sentire così bene.

9) Sei stressato. È un meccanismo infallibile derivato dagli animali: così come una gazzella scappa per evitare di diventare la cena del leone, anche noi cerchiamo di scappare il prima possibile – o di fronteggiare al meglio – le situazioni stressanti. E per riuscirci, bisogna avere la pancia piena (anche quando in realtà non serve). In pratica quando siamo stressati il nostro corpo ci “prepara” ad un surplus di lavoro con una preventiva richiesta di cibo in eccesso.

Un decimo motivo lo posso aggiungere io, vi assicuro che ne so qualcosa: avere smesso di famare da poco. Quando si smette con le sigarette la fame ha una vera impennata, però bisagna dire che dopo qualche mese sia la fame che il peso corporeo tendono nella maggioranza dei casi a normalizzarsi e a tornare come prima dell’ultima sigaretta.

A tale proposito troverete interessante la lettura di questo articolo: Per quali motivi si ingrassa dopo aver smesso di fumare?

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Internet dipendenza: gli Italiani “malati” di Facebook e Twitter più degli statunitensi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SMARTPHONE TELEFONO TELEFONINO TABLET CELLULARE TECNOLOGIA PSICOTECNOPATOLOGIA BAMBINI GIOVANIGli italiani sono più social degli statunitensi: secondo una ricerca di LiveXtension negli Stati Uniti i social network sono utilizzati dal 72% della popolazione internet, mentre nel nostro Paese il dato arriva al 75%, un risultato ancora più stupefacente se si considera la fascia di età dai 50 anni in su – nata prima di computer e smartphone – la differenza è ancora maggiore.

Lo studio

Lo studio ha incrociato i dati sull’utenza internet americana, così come dal report Pew Research 2013 relativo ai mesi di aprile e maggio 2013 e quelli italiani di Audiweb di giugno, da cui emerge che se la nostra popolazione più anziana è maggiormente vittima del digital divide rispetto ad altrove, quando utilizza internet è invece più social, dal momento che oltre il 60% degli utenti internet italiani over 64 usa Facebook, Twitter o altri, mentre negli Usa ci si ferma al 43%.  E nella fascia d’età tra i 50 e i 64 il 60% degli americani usa i social, mentre in Italia è il 75%.

Italiani più social degli americani

Una verifica ulteriore di questo fenomeno, è stata effettuata confrontando altri dati, quelli relativi al mese di luglio 2013 di Nielsen Usa e di Audiweb: pur con qualche differenza il vantaggio italiano rimane con una penetrazione complessiva dei social network in America del 63,4% e sui 50-64 del 65,4%, numeri lontani da quelli del nostro paese dove gli Italiani che navigano sui social network corrispondono al 73% e al 74,5% nella fascia 50-64 anni. Mentre per quanto riguarda gli over 64 gli Stati Uniti si allineano al dato italiano del 60%.

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Lo zucchero diminuisce la nostra aggressività

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SALE ZUCCHERO BIANCO CUCCHIAIO CUCINA CUCINARE DIETA DIETOLOGIA DIMAGRIRE CALORIENon è certo una novità che un po’ di zucchero possa addolcire le persone. Ma ora uno studio scientifico conferma che chi è incline a comportamenti aggressivi può ridurre gli scoppi emotivi e controllare il proprio impulso a scontrarsi, in due maniere che rafforzano l’autocontrollo: consumare un po’ di zucchero per disporre dell’energia necessaria, oppure usare la mano non dominante.

Continua la lettura su https://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/stilidivita/2013/11/04/Sei-aggressivo-migliorare-autocontrollo-mangia-zucchero_9563061.html

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Il tungsteno contenuto nel tuo smartphone aumenta il rischio di ictus cerebrale

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SMARTPHONE TELEFONO TELEFONINO TABLET CELLULARE TECNOLOGIA PSICOTECNOPATOLOGIA BAMBINI GIOVANI (7)Nuovi pericoli arrivano dagli smartphone, ma anche da altri oggetti di uso comune ed apparentemente innocui come lampadine, computer e perfino gioielli: secondo i ricercatori della Exeter University il tungsteno in essi contenuto potrebbe raddoppiare il rischio di ictus. Uno scenario inquietante perché sono molti gli oggetti di uso quotidiano che lo contengono, tanto che i bambini sono ormai quotidianamente a contatto con questo tipo di metallo.  Durante lo studio, pubblicato su Plos One, sono stati analizzati i dati provenienti dal Nutrition Examination Survey, relativi a più di 8.500 partecipanti di età compresa tra i 18 e 74 anni. L’analisi è durata circa 12 anni. Il legame tra tungsteno e ictus non è da sottovalutare se si considera che quest’ultimo, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è attualmente la seconda causa di morte nel mondo occidentale, successiva solo alle malattie cardiache. Ma non solo: è anche una delle principali cause di disabilità e perdita di memoria. E il lato peggiore del problema è che il tungsteno, presente in computer, smartphone, vecchie lampadine, gioielli e alcuni tipi di prodotti militari, è un fattore di rischio anche per le persone più giovani, al di sotto dei 50 anni di età.

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Pillola contraccettiva per uomo: ora è davvero possibile

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FARMACISTA FARMACIA FARMACO PILLOLA COMPRESSA PASTICCA MEDICAMENTO INTEGRATORE ALIMENTARE PRINCIPIO ATTIVO VITAMINE (2)E’ davvero una svolta epocale per la ricerca sulla contraccezione. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di scienze farmaceutiche dell’Università Monash di Melbourne, in Australia, ha studiato una nuova pillola anticoncezionale per l’uomo che potrebbe essere disponibile entro 10 anni. Il nuovo farmaco è basato su una tecnica non ormonale, facilmente reversibile e senza effetti futuri sulla prole. La prova è stata testata su alcuni topi di laboratorio, geneticamente modificati. Gli scienziati hanno disattivato loro due proteine essenziali per il trasporto dello sperma e stanno sperimentando medicinali per bloccarle. Lo studio ha mostrato che i topi maschi risultavano infecondi al 100% dopo la disattivazione delle proteine che convogliano il liquido seminale dall’epididimo all’uretra, senza effetti sul comportamento o sulle funzioni sessuali degli animali. La ricerca è stata guidata dal professor Sabatino Ventura ed è stata pubblicata sulla rivista scientifica americana Proceedings of the National Academy of Sciences.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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I 10 cibi che ti aiutano a combattere lo stress del periodo natalizio

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DOLCE NATALE PANETTONEMeglio si mangia, meno si è stressati. E, nonostante tutto sembri suggerire il contrario, il periodo natalizio può diventare una fonte di stress e ansia: la corsa ai regali, il traffico nei centri commerciali, l’incontro con suoceri e cognati che per tutto l’anno si è cercato di evitare… Ma, come spiega Health.com ci sono alcuni alimenti che in questo periodo possono darci una forte mano: perché non organizzare un gustosissimo cenone anti-stress?

1. ARANCE ROSSE

Sono ricche di vitamina C, il che non solo aiuta le difese immunitarie dell’organismo, ma aiuta anche il cervello ad essere più reattivo e a reggere meglio lo stress.

2. AVENA

È facilmente digeribile, ma regala il giusto apporto di carboidrati. Poiché non contiene zuccheri raffinati, non stimola una sovra-produzione di insulina, ma aiuta il cervello a liberare la serotonina.

3. CAMOMILLA

Un classico! Aiuta a ridurre lo stress, aiutando il corpo a rilassarsi e permettendo di addormentarsi con più facilità.

4. TACCHINO 

Contiene triptofano, un amminoacido che stimola la produzione di serotonina che, a sua volta, induce uno stato di calma (a patto che sia accompagnato da una moderata dose di carboidrati).

5. MANDORLE  

Contengono le vitamine B ed E, che aiutano il sistema immunitario e regolano l’umore, aggiungendo anche una buona dose di magnesio, in grado di combattere l’emicrania.

6. CARNE DI MANZO  

Purché proveniente da animali allevati allo stato semi-brado, la carne di manzo contiene omega3, omega6 e creatinina, che aiuta a risollevare l’umore, specialmente nelle donne.

7. PATATE DOLCI  

Sono ricche di licopene, un antiossidante, che toglie l’infiammazione.

8. SALMONE  

Gli omega3 fanno bene all’organismo, e il salmone ne è ricco. Aiuta anche a tenere sotto controllo i livelli di cortisolo e adrenalina.

9. LENTICCHIE

Oltre che a portare fortuna sono ricche di acido folico, un anti-depressivo naturale.

10. OSTRICHE 

Contengono più zinco di qualsiasi altro alimento, e lo zinco è un toccasana per l’ansia.

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I 3 cibi che possono farti sentire depresso

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO RAGAZZA TRISTE DONNA DEPRESSIONE STANCA PAURA FOBIA PENSIERI SUICIDIO FIUMA PONTESe è vero che «sei quello che mangi», allora è altrettanto vero che quello che consideriamo solo come una fonte di nutrimento ha anche la capacità di influenzare il nostro umore: Livescience spiega quali sono i tre alimenti che, se assunti in eccesso, possono far aumentare il rischio di sviluppare depressione. Un piatto di pasta è facile da preparare, sazia ed è appagante, ma non è il caso di mangiarla ogni sera: le farine raffinate sono causa di un processo infiammatorio dell’organismo che, specialmente nelle donne, può trasformarsi in uno stato di malessere generalizzato in grado di indurre sindromi depressive. Spesso si viene indotti in tentazione dall’idea di bere qualcosa di fresco e gustoso. Ma un eccessivo apporto di zuccheri – di cui sono ricche le bevande gassate – oltre a aumentare il rischio di obesità e diabete, hanno un impatto negativo anche sull’umore. Secondo uno studio del 2012, il 51% di chi consuma regolarmente fast food – compresi pizza, hot dog e hamburger – sarebbe più incline alla depressione a causa dell’alto apporto di grassi e zuccheri, che influiscono negativamente sull’organismo.

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I bambini del sud sono i più obesi d’Italia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SMARTPHONE TELEFONO TELEFONINO TABLET CELLULARE TECNOLOGIA PSICOTECNOPATOLOGIA BAMBINI GIOVANI (6)L’obesità tra i giovanissimi italiani è più diffusa tra i maschi, dove arriva fino al 30,1%, che tra le femmine, 23,6%. Interessa soprattutto i giovani del Sud, 34,6%, rispetto al 22,7 del Nord-Ovest, al 21,1% del Nord-Est, al 24,6% del Centro e al 31,1% delle isole. Per quanto riguarda il resto del mondo, a soffrirne sono ben 43 milioni di bimbi sotto i 5 anni. Lo dicono i dati dell’Unicef contenuti nel rapporto ‘Bambini e adolescenti tra nutrizione e malnutrizione.

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