Differenza tra paura, fobia, ansia, panico e terrore

MEDICINA ONLINE MONACO BUDDISTA AMICA TIGRE FOBIA PAURA ANSIA ATTACCHI PANICO TERRO.jpgSpesso nel linguaggio di tutti i giorni usiamo le parole ‘paura’ e ‘fobia’ (ed altri termini che analizzeremo in questo articolo) come sinonimi: in realtà qualsiasi medico che abbia preso anche un misero 18 all’esame di psichiatria, può spiegarvi che i due concetti sono distinti.

La paura propriamente detta è lo stato mentale che viene suscitato dalla consapevolezza di essere minacciati da un pericolo ben individuato nella sua natura ed entità e circoscritto e circostanziato nello spazio e nel tempo. La paura è proporzionale al rischio a cui si è consapevoli di essere esposti: ciò vale a dire che la paura è funzione del pericolo percepito in relazione anche alla società in cui si vive ed anche della propria vulnerabilità. Quando l’entità del rischio è sconosciuta, la paura è massima; quando invece è carica di presentimenti di morte, si definisce terrore. La paura è una sensazione naturale che, in una certa misura, può anche fare bene al nostro equilibrio psichico ma anche alla salvaguardia fisica perché ci spinge ad essere più prudenti in situazioni realmente pericolose.

La fobia invece si crea quando una paura è determinata da una situazione non realmente pericolosa (o comunque meno pericolosa di quanto il soggetto avverta) e degenera provocando ansia ingiustificata. La fobia, al contrario della paura, non è proporzionale al rischio a cui si è consapevoli di essere esposti o a cui si crede di essere esposti. Semplificando il concetto: è la stessa differenza che c’è tra l’esser terrorizzati da una tigre (paura giustificata e naturale) e l’esser terrorizzati da un chiwawa (paura ingiustificata, quindi fobia). Esistono diverse forme di fobie che possono riguardare anche oggetti normalissimi o situazioni estremamente innocue e perfino aspetti piacevoli della vita come ad esempio il sesso.

In tutto questo, come prima accennato, è sempre importante il contesto sociale in cui vive il soggetto: in alcune regioni del mondo non è strano vedere un monaco buddista giocare con una tigre, come potete vedere dall’immagine in alto. Questo significa che se il monaco non ha paura della tigre e noi ne siamo terrorizzati, allora abbiamo la fobia delle tigri? No: avere paura di una tigre, nel contesto della nostra civiltà, è appunto una paura, non una fobia; il monaco che gioca con la tigre è “normale”, ma solo nel suo contesto socioculturale.

L’ansia per contro è una forma particolare di paura che si sviluppa quando si è esposti a un pericolo che è ancora incerto nella sua natura e indefinito nello spazio e nel tempo: in questo caso la fonte del pericolo che suscita ansia non è ancora visibile, udibile, o tangibile. L’ansia quando è carica di presentimenti di morte si definisce angoscia. La funzione dell’ansia è quella di preparare l’individuo all’azione o alla fuga ancora prima che un rischio reale si configuri nell’ambiente.

Il panico è un fenomeno intensissimo e acuto di paura o di ansia. Come queste ultime due è sempre determinato dalla prospettiva di eventi futuri, mai dalla rievocazione di quelli pregressi. La crisi di panico è scatenata dalla concomitanza di quattro concause:

  • percezione di pericolo incombente;
  • informazioni inaffidabili o contraddittorie sulla natura e sulla entità del rischio;
    presentimento di non essere in grado di adottare adeguate contromisure di protezione e di difesa;
  • sensazione che sia rimasto poco tempo per mettersi in salvo.

Una crisi di panico è un segno che il soggetto non ha più il controllo razionale della situazione, ma si sente in balia degli eventi. È un fenomeno inevitabile e incontrollabile spesso collettivo e contagioso.

Conclusioni

Ansia e paura sono risposte fisiologiche e sono normali in tutti gli individui. Il fatto che una persona non provi paura in una situazione in cui sia ragionevole provarla può essere il primo sintomo di una schizofrenia misconosciuta. La fobia, invece, è un fenomeno patologico e come tale è presente solo in personalità predisposte, che sono, nell’ambito delle psiconevrosi, in una posizione intermedia tra quelle ossessive e quelle isteriche. Si tratta di un meccanismo ansiolitico, vale a dire che la persona fobica si illude di circoscrivere la sua ansia (che è paura indistinta, senza oggetto e non circostanziata) in una paura, ben circostanziata e definita. In altre parole, una ragazza che sia sfuggita ad un’aggressione, può illudersi che evitando i luoghi aperti e senza nascondigli (agorafobia) o evitando di entrare negli ascensori o negli sgabuzzini (claustrofobia) in cui improvvisamente può fare irruzione uno sconosciuto, sia al sicuro. Illusione ovviamente errata.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Perché mi capita di piangere senza motivo? Come affrontare il problema?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE SI PIANGE GIOIA DOLORE RIDERE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneA tutti può capitare di sentirsi più emotivi rispetto al solito, e di ritrovarsi a piangere apparentemente senza nessun reale Continua a leggere

Sindrome da abbandono: terapie e consigli per affrontarla e guarire

MEDICINA ONLINE DOG SAD ALONE IN THE RAIN STREET DEPRESSIONE XANAX VOGLIO MORIRE MORTE PADRE DOLORE  SOTTO LA PIOGGIA DEPRESSIONE SOLITUDINE SINDROME DA ABBANDONO COME SI CURA CONSIGLI AIUTO SUICIDIO MADRE GENITORI FIGLI.jpgPer capire meglio l’argomento, vi consiglio di leggere prima questo articolo: La sindrome da abbandono: cos’è e come si supera

Come superare la sindrome da abbandono?

I trattamenti della sindrome da abbandono includono principalmente psicoterapia e terapia farmacologica, ma nei casi meno gravi anche dei semplici consigli possono migliorare di molto la situazione. Cominciamo da quest’ultimi.

Cinque consigli per affrontare la sindrome da abbandono

Di seguito riporto i cinque migliori consigli che mi sento di dare a chi soffre di sindrome dell’abbandono, fermo restando che, nei casi più complessi, sarà necessario l’intervento di un professionista della salute che aiuti il paziente a gestire e superare questa situazione.

1) Avere consapevolezza

Come per molti altri comportamenti disfunzionali, la parola chiave è consapevolezza. Ammettere a noi stessi di avere paura dell’abbandono è il primo passo verso la trasformazione. Immagina questa tua paura come un mostro tenuto chiuso nell’armadio del tuo inconscio: col tempo il mostro diventerà sempre più pauroso ed ingestibile. Il tuo obiettivo è farlo uscire da li, da solo o con un aiuto esterno: solo così potrai analizzarlo, affrontarlo, ridimensionarlo, svuotarlo del potere che ha su di te.

2) Dai importanza alla tua Identità

Quando siamo innamorati, sopravvalutiamo l’altro, che ci sembra perfetto così com’è. In realtà, stiamo trasferendo all’altro tutte le qualità che vorremmo avere noi. Quando poi la relazione finisce, ci sentiamo persi, come se non valessimo niente senza l’altro a fianco. Piuttosto che cercare nell’altro le qualità che non abbiamo e che vorremo avere, cerchiamo di costruircele dentro di noi.

Leggi anche: Liberarsi dalla dipendenza affettiva e dalla paura dell’abbandono

3) Il bicchiere è mezzo pieno, sempre

Spesso il distacco porta con sé anche degli aspetti positivi, anche se non riusciamo a notarli per via del trasporto emotivo. Tutto accade per una ragione: se una relazione – di qualsiasi tipo – arriva al capolinea è perché non è più adatta a noi. Quando lasciamo passare un po’ di tempo e ci guardiamo indietro, ci accorgiamo di come il distacco sia stato un’importante fonte di riflessione, una ricchezza che ci ha fatto crescere, ci ha fatto vedere il mondo da un altro punto di vista e ci ha offerto più opportunità. Quello che stai affrontando ora è uno stimolo verso situazioni nuove e migliori per noi. Non c’è nulla di cui avere paura, c’è invece tutto da imparare.

Leggi anche: Il peggior nemico siamo noi stessi: i segnali che ci stiamo autosabotando

4) Godi  delle relazioni che hai ora

Il qui ed ora è l’unico momento che esiste, l’unica certezza che hai. Preoccuparsi delle cose prima che accadano è assolutamente inutile. Nulla è per sempre, siano essi momenti belli o brutti. Godi delle relazioni che hai ora, esattamente nel luogo in cui ti trovi con le persone di fianco a te. Non pensare a eventi negativi che in futuro potrebbero portarti via la persona amata, ma cerca di godere del dono che ti è stato fatto.

Leggi anche: Autostima: come ritrovarla dopo un fallimento ed avere successo al tentativo successivo

5) Smettila di generalizzare

Generalizzare ci porta a distorcere la realtà e a cancellare i dettagli che invece fanno la differenza. Così finiamo per non vedere le vie di mezzo, e pensiamo in termini di tutto o niente, bianco o nero. Il fatto che un uomo o una donna ci abbia lasciato non significa che tutti gli uomini e tutte le donne siano uguali e si comportino allo stesso modo. Generalizzare ci allontana dalla fiducia, che invece è il pilastro su cui si dovrebbero fondare le nostre relazioni.

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Trattamento psicoterapico della sindrome da abbandono

Qualsiasi sia la manifestazione di questa sindrome e l’età di chi la subisce è sempre utile una psicoterapia comportamentale e/o psicodinamica per prendere consapevolezza del proprio vissuto emotivo, far emergere emozioni, sentimenti, pensieri così da imparare a conoscerli e a gestirli. Grazie ad un corretto approccio psicoterapeutico si possono creare le basi per una maggiore autostima, per l’acquisizione di una consapevolezza del fatto che il paziente deve essere il primo a prendersi cura di sé stesso, superando il timore della perdita. La possibilità di poter contare su sé stessi diventerà inversamente proporzionale alla paura di essere abbandonati e quindi alla dipendenza dall’altro. Inoltre si arriverà ad avere la consapevolezza che vivere una relazione sana significa dare alla propria identità la possibilità di manifestarsi e non annullarsi in toto nei confronti dell’altro per paura di perderlo e per esserne accuditi.

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Trattamento farmacologico della sindrome da abbandono

Riguardo al trattamento della sindrome da abbandono, oltre alla psicoterapia, in alcuni casi più gravi, in cui la sindrome arriva a compromettere il funzionamento sociale, relazionale e/o professionale del paziente, può essere utile anche un parallelo approccio farmacologico, ovviamente sotto stretto controllo medico. Le categorie di farmaci più usati per curare i sintomi della sindrome sono: ansiolitici (come il Buspirone, utilizzato per la cura dell’ansia CRONICA di media e grave entità), benzodiazepine (come il Diazepam e l’Alprazolam) ed antidepressivi (come il Prozac ed il Citalopram).

Se credi di soffrire di sindrome da abbandono ed hai bisogno di supporto, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati e – se necessario – ad una terapia farmacologica mirata, ti aiuterò ad affrontare e superare questo momento difficile.

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Trasforma la noia in una tua alleata

MEDICINA ONLINE FELICITA HAPPINES GIRL WOMAN CUTE YOUNG BIKE BICICLE FLOWERS WOODS NATURA NATURE BICICLETTA DONNA FIDUCIA CORAGGIO SUCCESSO SPORT VITA ALLEGRIAA tutti sarà capitato di sentirsi annoiati di tanto intanto, di essere vittime della noia. Lo si inizia a sperimentare da subito, fin da bambini. Si tende a far derivare la noia dalla mancanza di stimoli, dall’ambiente circostante, o comunque da qualcosa di esterno a noi. Aimè purtroppo, la noia, spesso, non è dovuta ad una causa esterna, ma nasce dentro di noi.

Dove attecchisce la noia
La noia è un fenomeno studiato da diversi lustri. Lo si è osservato da diverse prospettive sottolineandone diverse sfumature, ma una cosa sembra unire tutti i risultati e cioè che ci si sente annoiati principalmente quando si è sconnessi dal momento presente, dal mondo circostante, da se stessi. Questo rimanda ad una capacità fondamentale nell’essere umano: la capacità di auto-intrattenimento. Cioè, non si risolve quel particolare stato di insoddisfazione, chiamato noia, cercando nel mondo esterno qualche novità o stimolo, ma cercando dentro se stessi, diventando noi stessi parti attive. Chiunque dovrebbe essere capace di stare seduto in silenzio, come chi medita, senza annoiarsi, essendo in contatto con sé, con la vita che scorre, con la crescita di se stessi. Perché è proprio da quei momenti di vuoto, apparentemente improduttivo, che si aprono le porte alla creatività, alla capacità di risolvere i problemi, all’intuizione, alla bellezza.

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Generazioni a confronto
Oggi come oggi, i nostri bambini sono pieni di attività, di intrattenimenti, di cose da fare, tanto che non hanno il tempo di annoiarsi, di sperimentare il vuoto di cui prima. Conosco mamme che passano i pomeriggi dopo scuola a scarrozzare i loro figli da una parte all’altra della città. Questi bimbi, spesso, hanno agende piene di impegni. Forniamo ai nostri bimbi grandi quantità di intrattenimento, sotto forma di tablet, computer, iphone, ipad, attività extra scolastiche, ecc., tanto al punto che gli impediamo di sviluppare le difese naturali contro la noia.
Vi ricordate i pomeriggi di noia mortale che si passava noi da piccoli? “Godevamo così di un accesso illimitato alle sterminate miniere della noia, sperimentate lungamente in una gamma praticamente infinita di variabili. La noia scolastica, la noia pomeridiana, la noia dei viaggi in macchina… E quella potentissima, quasi metafisica noia domenicale, che forse è l’incubatrice di tutti i destini individuali, di tutti i caratteri” così scrive E. Trevi sul Corriere della sera. Questo accadeva non perché i nostri genitori ci amavano meno di quelli di oggi, ma perché semplicemente non ci vedevano niente di male ad annoiarsi un po’. La soluzione, comunque, non è abbandonando i figli a se stessi per fargli vivere a tutti i costi i nostri pomeriggi di noia mortale, né quella di iper-stimolarli. La soluzione sta nell’insegnarli a leggere la realtà, a farli entrare in contatto con se stessi, con le proprie emozioni e risorse.

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Noia e droga
Ci sono diverse ricerche che confermano questo connubio. Le persone che non sanno capire i propri sentimenti e quelle che si lasciano dominare dalle emozioni si annoiano più facilmente. E’ proprio per fuggire dalla noia, alla ricerca di nuove emozioni, che le persone entrano in contatto con la droga, il tabacco, l’alcool, il gioco d’azzardo. È paradossale pensare che spesso questo avviene nel tempo libero, cioè quando una persona dovrebbe impegnarsi in una qualche attività piacevole, e invece, non essendo in contatto con se stessa, pensa bene di allontanarsene ancora di più.

Quando senti la noia, chiediti dove sei
La noia ci spinge a fuggire, a cercare nuovi bisogni da soddisfare. Il problema è che, a volte, tendiamo a soddisfare i bisogni sbagliati. La noia, in senso positivo ed esistenziale, rappresenta uno stato nel quale sono stati raggiunti tutti i nostri obiettivi principali e il loro superamento ci provoca la necessità di perseguire nuovi progetti e nuovi risultati. Ma per non sbagliare strada occorre iniziare a chiedersi da dove partiamo, e per farlo bisogna sapere dove ci si trova in quel preciso momento.piramide maslow
Ci sarebbero tante mappe da utilizzare per sapere a che punto del nostro viaggio ci troviamo. Intanto, per iniziare, vi consiglio di guardare a quella postulata da Maslow (scienziato, psicologo americano): la piramide dei bisogni. Guardando la piramide potremmo chiederci: su quale scalino mi trovo? A quale prossimo gradino mi avvicino?
Per salire ogni gradino c’è uno sforzo da fare, delle energie da attivare, così come per superare la noia.

Riconoscere che “mi sto annoiando”
Fintanto che tentiamo di fuggire dalla noia rimaniamo ad essa legati, la nostra mente cercherà sempre più nuovi stimoli, effimeri (e in quantità sempre maggiore). È una battaglia persa in partenza. L’unica soluzione è entrare nella noia, con grado, fino ad arrivare giù in fondo. Riconoscere che “mi sto annoiando”. Attivare i cinque sensi e chiedersi: cosa mi sta accadendo? quello che sto facendo mi corrisponde, mi appartiene? C’è qualcosa da cui sto fuggendo? C’è qualcosa da modificare? Sono stanco?
Entrare in contatto con la noia in modo sano ci riporta al centro di noi stessi e ci aiuta a capire in che direzione spiegare le vele per continuare il nostro viaggio.

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Tecniche mentali per sconfiggere l’ansia da prestazione sessuale

MEDICINA ONLINE AUMENTARE QUANTITA SPERMA EIACULAZIONE FORZA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY ANSIA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUPochi uomini affrontano l’ansia da prestazione sessuale iniziando dall’aspetto psicologico: diciamo che per risolvere il problema è sempre più facile e pratico iniziare dall’aspetto fisico, ma è un errore perché l’ansia è nella mente e non nel fisico. Esistono tanti metodi collaudati per affrontare e vincere l’aspetto psicologico. Esercizi che possono coinvolgere la coppia, con lo scambio di stimoli ma senza un approccio diretto. Evitando di fatto l’atto sessuale e la conseguente conclusione.

Ansia da prestazione

Il grosso problema nell’affrontare l’ansia da prestazione sessuale può diventare il volere ottenere l’eiaculazione o l’orgasmo ad ogni costo. Con la forte e reale possibilità di aggravare la situazione e ottenere l’esatto opposto. Aumentando invece che sminuire l’ansia da prestazione stessa. Il modo migliore per affrontare il tutto è iniziare a praticare il piacere e il divertimento all’interno della coppia. Con umorismo, senza avere troppo a cuore il prendere sul serio ogni attimo che si vive in intimità. Sia l’eiaculazione che l’orgasmo non devono assolutamente essere visti come un obiettivo da raggiungere. Non sono una regola e non dobbiamo fare in modo che lo diventino. Sono qualcosa che fanno parte dell’eventuale piacere del rapporto e non un obbligo incessante. Se poniamo la nostra attenzione sulla sola soddisfazione psicologica, insieme alla sensualità e al gioco dell’erotismo, è probabile che potrai constatare un notevole abbassamento dell’ansia da prestazione.

Leggi anche: Ansia da prestazione sessuale: vincila con un sano egoismo

Sei semplici consigli

Tra i vari rimedi che puoi adottare per vincere l’ansia da prestazione sessuale, sicuramente troverai utili e preziosi i seguenti sei consigli. Possono tranquillamente aiutare te e il tuo partner. A ridurre l’ansia ed avere così incontri intimi di gran lunga più piacevoli e pieni.

1) Sii fiducioso con il tuo partner durante il rapporto

Entrambi avete bisogno di sicurezza nel vivere il momento piacevole. Il problema non è certamente dovuto alla vostra mancanza di suscitare nell’altro piacere e desiderio sessuale.

2) Non interpretare il sesso come una prova di abilità

Non è una competizione. Utilizzare la parola “amore” invece che “sesso” può aiutare ad uscire da questa possibile visione. Il dare e ricevere piacere può essere vissuto in tanti modi diversi e non devono necessariamente essere identificati con l’erezione e l’atto fisico.

3) Fondere sé stessi e l’altro in un’armonia rilassante

Senza concentrarti esclusivamente sull’aspetto sessuale. Bensì su ogni attimo che può regalare godimento. Uno scambio infinito di stimoli. Approcciare con le tecniche di rilassamento come fosse un nuovo gioco, coinvolgendo sia te che il tuo partner. Con la respirazione profonda. Nell’insieme tutte queste cose sono un eccellente modo per iniziare a ridurre e annullare l’ansia da prestazione sessuale.

Leggi anche: Mancata erezione da ansia da prestazioni: 24 modi per combatterla

4) Esercitare la propria fantasia

La fantasia e l’ironia aiutano ad allontanare qualsiasi tipo di ansia. Inoltre, rendere al meglio con le fantasie erotiche non è mancanza di amore verso il proprio partner.

5) Non bisogna rendere il sesso una cosa “troppo seria”

Come fosse un compito da svolgere con efficienza. Il sesso è tutt’altro che una cosa “seria”! È importante usare tutte le forme di approccio a nostra disposizione. Come può essere un tocco leggero, tanti baci, infinite e ammalianti carezze. Sono tutte cose che possono tranquillamente dare piacere infinito, sciogliendo anche i più rigidi e spaventati. In questo modo allontaniamo per sempre da noi la possibilità di fallimento. Quella che in fondo è probabilmente la tua paura più grande e costante.

Leggi anche: Ansia da prestazione sessuale: cos’è e come combatterla

6) Una buona dose di umorismo

E’ forse la chiave di miglior lettura per ogni cuore disposto ad ascoltarci. L’umorismo non è mai fuori luogo. Neanche in un rapporto con l’altro sesso. Fosse anche solo per finalità sessuali. Il sesso dovrebbe essere la miglior espressione dell’allegria e del gioco, intriso di comicità, visto che è così bello non dovrebbe essere altrimenti!! Goditi il sesso come fosse uno dei tanti giochi che ami fin dalla tua infanzia. Metti sempre più da parte il giudizio verso te stesso, non devi superare alcun esame. Non devi affrontare nessuna competizione. Solo in questo modo puoi facilmente e con certezza abbassare ed annullare l’ansia da prestazione sessuale.

Se pensi di soffrire di disfunzione erettile da cause psicologiche o di ansia da prestazione, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere il tuo problema.

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Sei sempre stanco? Ecco le cause meno comuni che non immagineresti mai ed i rimedi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SEI STANCO CAUSE MENO COMUNI RIMEDI POI  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgL’essere sempre stanchi può dipendere da svariate ragioni. In questo precedente articolo ci eravamo preoccupati di analizzare le cause più comuni (mancanza di sonno, troppi caffè, diabete…) ed i rispettivi rimedi. Esistono, tuttavia, altre cause che molto spesso vengono ignorate, ma che dovrebbero essere in realtà prese in considerazione per vincere quel costante senso di stanchezza e spossatezza che spesso ci affligge impedendoci di affrontare le giornate nel migliore dei modi e carichi di energia. Qui di seguito vi proponiamo alcune di queste cause meno comuni e i relativi suggerimenti su come affrontarle e vincerle.

Postura scorretta

Il nostro corpo utilizza molta energia per mantenerci in posizione eretta. Una postura scorretta (come stare ricurvi in avanti e lasciarsi cadere sulla seduta) interferisce sul corretto posizionamento della spina dorsale. Più la posizione della colonna vertebrale è sbilanciata, maggiore sarà il carico di lavoro a cui saranno sottoposti i vostri muscoli per compensare.
Soluzione: qualunque sia la posizione che adottate di solito, ricordate che la vostra testa dovrebbe essere in linea con il corpo. Non fatela sporgere in avanti. Le orecchie devono essere direttamente perpendicolari alle vostre spalle.

Diete drastiche

Seguire una dieta drastica non è per niente utile. I regimi dietetici eccessivamente ipocalorici, specie quelli che prevedono un apporto calorico giornaliero inferiore a 850 calorie, oltre ad essere dannosi per la vostra salute possono anche causare stanchezza.
Soluzione: se dovete perdere peso, fatelo in modo salutare, eliminando il cibo spazzatura e gli alimenti eccessivamente ricchi di zuccheri, e riducendo le porzioni. Fissate come obiettivo una perdita di peso che non superi 1 chilo alla settimana.

Stare sempre chiusi in casa

Molto spesso le attività di tutti i giorni ci portano a passare troppo tempo in casa, specie se si hanno bambini piccoli da accudire, se si lavora da casa o quando le lunghe, buie e fredde giornate invernali non ci invogliano ad uscire. Ma la mancanza di luce naturale e aria fresca è una delle cause cardine di stanchezza e spossatezza.
Soluzione: uscite a fare una passeggiata, anche di soli 10 minuti, almeno una volta al giorno o quando sentite di essere stanchi. Anche se fuori è nuvoloso, sarete comunque esposti ad una luce più naturale rispetto a quella domestica e vi sentirete più attivi. Se non vi è proprio possibile uscire di casa, trascorrere alcuni minuti in una stanza illuminata esclusivamente dalla luce naturale può essere di aiuto.

Colazione troppo ricca di zuccheri

Una colazione troppo ricca di zuccheri (cereali processati, pasticcini, dolci e toast ricoperti di alimenti iper zuccherini) vi darà un’impennata di energia, poiché lo zucchero nel sangue raggiungerà il suo picco. Ma i livelli di zuccheri diminuiranno altrettanto rapidamente, ovvero due ore dopo circa. Il risultato? Vi sentirete stanchi non appena il livello di energia collasserà.
Soluzione: per una fonte di energia stabile e duratura che duri tutta la mattinata, fate una colazione a base di amidi non raffinati. Per esempio, una tazza di cereali integrali con della frutta, oppure un uovo con pane integrale. I cereali devono essere integrali e poveri di sale e zuccheri.

Preoccuparsi costantemente di un problema

Se vi logorate tutto il giorno pensando a qualcosa che vi preoccupa, il battito cardiaco e la pressione sanguigna aumentano, i vostri muscoli si irrigidiscono e questo comporterà inevitabilmente stanchezza e persino dolori fisici.
Soluzione: riservate una parte del vostro tempo per concentrarvi su ciò che vi preoccupa. Provate a pensare a soluzioni positive, quindi accantonate le preoccupazioni distogliendo il pensiero da esse. Per esempio, se dovete andare dal dentista e sapete che il pensiero vi accompagnerà per tutta la giornata, fate in modo di fissare l’appuntamento di mattina. In questo modo, vi sarete tolti il pensiero e sarete più tranquilli per il resto della giornata.

Praticare troppa attività fisica

Praticare attività fisica è salutare, ma un’attività troppo intensa ogni giorno potrebbe non essere altrettanto salutare, soprattutto per quanto riguarda il livello di energia e specie se siete dei principianti o se state tentando di ritornare in forma.
Soluzione: fissate un giorno di riposo tra le sessioni di esercizio intenso. Ma non fate passare più di due o tre giorni tra una sessione e l’altra o potreste perdere l’abitudine, mandando così in fumo i vostri sforzi.

Pigrizia

Stare seduti nella stessa posizione per lunghi periodi di tempo può rendervi fiacchi e spossati, anche se state semplicemente guardando la televisione o usando il computer. L’organismo percepisce questa inattività come uno stato di riposo paragonabile al sonno.
Soluzione: alzatevi spesso dalla scrivania, dal divano o dalla poltrona e fate movimento: semplici e veloci esercizi di stretching possono tornare molto utili. Inoltre, ricordate che fare brevi pause ma frequenti contribuisce a mantenere il corpo attivo.

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Stanco e di cattivo umore? Ecco i cibi che ti danno la carica ed i consigli per avere più energia

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma STANCO CATTIVO UMORE CIBI PIU ENERGIA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIl cibo che mangiamo può aumentare l’energia in tre modi: apportando una quantità sufficiente di calorie, apportando molecole stimolanti come la caffeina e stimolando il metabolismo affinché bruci energia in modo più efficiente. Per quanto riguarda l’umore, i cibi migliori sono quelli che stabilizzano i livelli di zuccheri nel sangue e stimolano le sostanze che ci fanno sentire bene, come la serotonina (nota anche come “ormone del buonumore”).

Carboidrati
I carboidrati sono vitali se volete dare una “spinta” a energia e umore. Sono la fonte di energia preferita dall’organismo. Inoltre, favoriscono l’incremento  dei livelli di serotonina. L’importante è evitare i dolciumi. Questi infatti causano l’aumento e il calo repentini dei livelli di zuccheri nel sangue, comportando stanchezza e cattivo umore.
Preferite i cereali integrali, come pane integrale e riso integrale. Il corpo assimila i cereali integrali lentamente, mantenendo stabili i livelli di energia e di zuccheri nel sangue.

Anacardi, mandorle e nocciole
Questo tipo di frutta secca non solo è ricco di proteine, ma contiene anche magnesio, un minerale che gioca un ruolo fondamentale nella conversione degli zuccheri in energia.
Varie ricerche affermano che la carenza di magnesio causa un calo drastico del livello di energia fisica e mentale. Il magnesio si trova anche nei cereali integrali e in alcuni tipi di pesce, incluso l’ippoglosso.

Noci brasiliane
Le noci brasiliane sono una fonte salutare di selenio, un aiuto naturale per l’umore. Gli studi hanno dimostrato un legame tra carenza di selenio e cattivo umore. Questo minerale è reperibile in minore quantità nella carne, nei fagioli, nei frutti di mare e nei cereali integrali.

Carni magre
La carne magra di maiale e manzo, il pollo senza pelle e il tacchino sono fonti salutari di proteine, incluso l’aminoacido tirosina. La tirosina aumenta i livelli di dopamina e norepinefrina, sostanze che aiutano la concentrazione.
Le carni contengono vitamina B12, un aiuto contro insonnia e depressione.

Salmone
Il pesce grasso, come il salmone, è ricco di acidi grassi omega 3.
Gli studi affermano che queste sostanze proteggono dalla depressione. In ogni caso, gli omega 3 offrono un’ampia gamma di benefici, tra cui preservare la salute del cuore. Potete trovare gli omega 3 anche nella frutta secca e nella verdura a foglia di colore verde scuro.

Verdura a foglia
Un altro nutriente in grado di ridurre il rischio di depressione è l’acido folico. Come per gli acidi grassi omega 3, è possibile trovare l’acido folico nella verdura a foglia verde, inclusi gli spinaci e la lattuga romana. Anche i legumi, la frutta secca e gli agrumi sono un’ottima fonte di acido folico.

Fibre
Le fibre sono una sorta di stabilizzatore di energia. Rallentano la digestione, assicurando un apporto stabile di energia durante il corso dell’intera giornata.
Consumate quindi fagioli, frutta, verdura, pane e cereali integrali.

Acqua
Disidratazione e stanchezza vanno di pari passo. Alcuni studi affermano che anche una lieve disidratazione può rallentare il metabolismo e minare il livello di energia. La soluzione è semplice: bere molta acqua o altre bevande non zuccherate ad intervalli regolari.

Frutta e verdura fresche
Un altro modo per mantenere un livello adeguato di idratazione ed energia, è quello di consumare alimenti ricchi di acqua come frutta e verdura fresche.
Altri cibi utili all’idratazione sono l’avena e la pasta, la quale assorbe acqua durante la cottura.

Caffè
Il caffè è considerato uno degli alimenti più popolari quando si tratta di ridare vigore al nostro livello di energia, e sembra che funzioni, almeno a breve termine.
La caffeina influisce sul metabolismo migliorando temporaneamente concentrazione ed energia. Mini porzioni di caffè vi permetteranno di essere concentrati e attenti più a lungo rispetto ad una singola dose elevata.
In ogni caso, consumate sempre una quantità adeguata e salutare di caffeina che non influisca sul vostro sonno notturno. La carenza di sonno è nemica giurata del vostro livello di energia.


Una fonte alternativa di caffeina è ovviamente il tè. La ricerca afferma che la combinazione di caffeina e dell’aminoacido L-teanina, presente nel tè, migliora il livello di attenzione, il tempo di reazione e la memoria. E’ stato anche dimostrato che il tè nero aiuta a contrastare gli effetti dello stress.

Cioccolato fondente
Alcuni cubetti di cioccolato fondente sono un valido aiuto contro stanchezza e cattivo umore. Anche in questo caso è bene sottolineare la presenza di caffeina in combinazione con un altro stimolante chiamato teobromina.

Colazione
Se è vostra intenzione mantenere il buonumore e un livello adeguato di energia durante la giornata, evitate di saltare la colazione.
Gli studi dimostrano che le persone che fanno colazione ogni mattina, presentano un maggiore livello di energia durante il giorno e il loro umore è influenzato positivamente. A questo proposito, il miglior tipo di colazione prevede la presenza di fibre e nutrienti (reperibili nei carboidrati integrali), di grassi “buoni” e di alcuni tipi di proteine magre.

Pasti frequenti
Un’altra strategia per stabilizzare i livelli di zuccheri nel sangue, energia e umore è quella di consumare piccoli pasti o spuntini ogni tre/quattro ore, piuttosto che pochi pasti sostanziosi. Questi mini-pasti possono essere composti da burro di arachidi spalmato su crackers integrali, mezzo panino con tacchino e insalata oppure cereali integrali con latte.

Attività fisica
Oltre a modificare la vostra dieta, il consiglio immancabile è quello di evitare una vita sedentaria. Ricordate che praticare attività fisica – anche moderata – contribuisce a qualsiasi età ad aumentare il livello di energia e a migliorare il buonumore. Anche una camminata di 15 minuti può essere di aiuto e i benefici aumentano praticando esercizio fisico con maggiore frequenza. Gli studi indicano che svolgere attività fisica regolarmente può essere di aiuto contro la depressione. Inoltre, può favorire cambiamenti a livello psicologico che garantiscono un livello maggiore di energia durante il corso della giornata.

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Christmas Blues: a Natale sei triste perché sei obbligato ad essere felice. I consigli per stare bene durante le feste

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CHRISTMAS BLUES NATALE SEI TRISTE FELICE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari An Pene.jpgTutto sembra essere felice durante le feste natalizie: luci, colori, suoni all’insegna dei buoni sentimenti. Ma tu ti senti stressato, pieno di impegni da rispettare, tasse da pagare, amici o presunti tali a cui fare necessariamente regalo ed auguri, parenti insopportabili a cui sei costretto di ridare la parola dopo mesi di silenzi. L’anno sta finendo e tu non hai rispettato quasi nessuno dei buoni propositi che avevi programmato un anno fa. Tutti apparentemente si divertono, dovresti divertirti anche tu, ma non ci riesci. Ripensi con nostalgia ai natali di quando eri bambino, quando tutto sembrava magico e ti bastava una macchinina o una bambola per essere felice, mentre ora ti serve l’ultimo modello di smartphone, per esserlo.
Ripensi alle tavole imbandite del cibo che aveva cucinato tua nonna ed a quando i tuoi cari erano ancora tutti vivi, seduti accanto a te. Ora al contrario tutto sembra grigio.

Vorresti esternare la tua tristezza ma non puoi: a Natale DEVI sentirti felice, non puoi fare altro. E questo ti fa sentire ancora più infelice.
Ma soprattutto ti senti solo.
In mezzo alla folla, ma inesorabilmente solo.

Forse anche tu ti ritrovi nel bel mezzo del Christmas Blues, il mix esplosivo di sentimenti e condizioni che, proprio durante le festività natalizie, fa cadere molti in uno stato di profonda tristezza o acuire i sintomi di una preesistente depressione, uno stato di frustrazione in contrasto, ma solo in apparenza, con l’atmosfera delle feste.

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Essere felici per forza

Questo senso di tristezza e depressione può derivare da quella sorta di obbligo al dover essere felici che si percepisce e che deriva dall’idea stereotipata del Natale veicolata ad esempio dalla pubblicità ma che, in vari casi, non ha nulla a che vedere con la realtà. È una sorta di ‘effetto post partum natalizio’: così come, infatti, la donna che ha appena partorito è spesso depressa ma tutti pretendono che sia invece felice e piena di entusiasmo, allo stesso modo una persona con un disagio interiore si sente chiamata a esternare felicità per rispondere appunto ad un clichè sul Natale.

Aspettative troppo elevate

Il problema risiede anche nel fatto che in molti di noi c’è una aspettativa troppo elevata rispetto alle feste ed ai rituali. Questo perché viviamo in un momento di paura e destabilizzazione e dunque, per reazione, spostiamo l’aspettativa di gioia e serenità proprio sulle feste natalizie, viste come possibilità di ricarica e stabilizzazione. Ma ciò difficilmente si realizza e subentrano così delusione e depressione. Dobbiamo invece renderci conto che il Natale può certamente regalare gioia e serenità, ma non può affrancare totalmente, come se avesse l’effetto di una bacchetta magica, dai disagi profondi che si vivono, sia nella propria vita (disoccupazione, malattie, lutti…) che nel mondo in cui viviamo (guerre, morti,stragi, incidenti aerei…).

Isolamento sociale

Va inoltre considerato che, nell’epoca della globalizzazione e dei social network, l’esperienza dell’isolamento sociale e di una mancata rete di rapporti reali si accentua in maniera fortissima nel periodo natalizio, specie per alcuni soggetti a rischio come gli anziani: i messaggi che riceviamo sono di serenità, casa abbondanza, e diventano una esplosiva miscela per chi tutto questo sente di non poterlo realizzare, mentre si amplifica lo stato di malessere.

Crediamo di vivere più vicini alle altre persone, ma nella realtà siamo più lontani

Shopping, parenti e bilanci esistenziali

Un ruolo nella malinconia delle feste, però, lo giocano pure il ‘tour de forcè legato allo shopping, gli incontri a volte non proprio graditi con parenti anche lontani o il ricordo, più intenso in questi giorni, di chi non c’è più. Altro capitolo ‘a rischio’ è poi quello dei bilanci esistenziali, tipico della fine dell’anno: spesso a Natale tendiamo a mettere in evidenza quello che non siamo riusciti a ottenere durante l’anno, invece di spostare l’attenzione su cosa abbiamo fatto e sugli obiettivi raggiunti.

I consigli per stare bene durante le feste

Non c’è una ricetta vincente per stare bene durante le feste. I consigli principali sono:

  • Cercare di sforzarsi di vedere il ‘bicchiere mezzo pieno’ e di essere positivi.
  • Non investire emotivamente troppo nel Natale.
  • Tenere a mente che questo evento non può far scomparire per magia le nostre frustrazioni e la nostra paura di essere soli.
  • Considerare il Natale un “giorno come un altro”.
  • Ricalibrare le aspettative.
  • Liberarsi dai ‘clichè delle feste’.
  • Non impazzire alla ricerca del regalo perfetto: a volte basta anche il primo regalino che trovate nel primo negozio.
  • Ricordarsi che a Natale non è obbligatorio essere felici, ma che è assolutamente normale provare anche tristezza.

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