La psoriasi è contagiosa? Tipi, sintomi, cause, cure ed alimentazione

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ARTRITE PSORIASICA SPONDILO NEGATIVE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneLa psoriasi è una patologia infiammatoria della pelle, che in genere si caratterizza per essere cronica e soggetta a delle recidive. Non è contagiosa, colpisce sia gli uomini che le donne, anche se queste ultime sembrano essere più colpite in modo più precoce. Inoltre i soggetti dalla pelle chiara sono sempre più colpiti da questo disturbo rispetto a quelli dalla pelle scura. Tra le zone maggiormente colpite: le mani, le unghie, il gomito, i piedi e la testa, in particolare il cuoio capelluto.

La psoriasi è caratterizzata dalla presenza su alcune parti del corpo di zone tondeggianti di pelle arrossata, ispessita e ricoperta da squame bianco-argentee. Oltre ai sintomi più evidenti, le manifestazioni cutanee, è possibile che la persona interessata avverta un anomalo senso di prurito e fastidio, che può essere di varia entità e intensità. Una caratteristica tipica della psoriasi, anche se non esclusiva della malattia, è il fenomeno di Koebner, la comparsa di lesioni nei punti interessati da un trauma di tipo fisico, come cicatrici o bruciature. Tra le complicazioni e le conseguenze della psoriasi dobbiamo citare l’artrite psoriasica, una malattia infiammatoria le cui cause sono sconosciute e che si manifesta solitamente per lo più sui soggetti che hanno sofferto di psoriasi. Esistono, poi, diverse tipologie di psoriasi e ognuna di esse ha dei sintomi specifici che la caratterizzano e che aiutano anche nella diagnosi, come le placche, una sorta di eritema con prurito e gonfiore o le unghie bucherellate.

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Secondo gli esperti, esiste una predisposizione ad ammalarsi di psoriasi di tipo genetico. Infatti, secondo gli studi epidemiologici, la presenza della malattia in un genitore aumenta il rischio, di contrarre la stessa, per il figlio di ben 19 volte. Esistono comunque dei fattori di rischio per la psoriasi. Oltre alla predisposizione genetica, hanno una certa influenza:

  • lo stile di vita (obesità, abuso di alcool, fumo);
  • la presenza di altre patologie;
  • i processi infettivi e lo stress.

Alcuni soggetti si ammalano di psoriasi dopo essere stati colpiti da un’infezione virale o batterica, come le infezioni da streptococco ß-emolitico di Gruppo A. Si pensa che, in soggetti predisposti, la psoriasi compaia in seguito ad una risposta eccessiva del sistema immunitario a certe infezioni.

La diagnosi della psoriasi si basa in genere sull’aspetto delle chiazze, le quali si presentano come caratteristiche. Tuttavia non sempre è facile giungere ad una corretta diagnosi, in quanto anche altre malattie presentano un quadro clinico simile a quello della psoriasi. Basti pensare in questo senso all’eczema o alla dermatite atopica. Il medico per la diagnosi si serve di dati dell’anamnesi e di indagini di laboratorio. L’anamnesi tiene conto di diversi parametri, come durata, localizzazione ed estensione della patologia, ma anche della familiarità con la malattia. Fra le indagini di laboratorio si fa ricorso alla biopsia della cute e alla tipizzazione linfocitaria. La gravità della psoriasi viene distinta in base all’osservazione delle zone colpite dalla psoriasi. I livelli di psoriasi possono essere lievi, moderati, moderato – grave e grave.

La scelta della dieta contro la psoriasi non è paragonabile a quella di una terapia, ma, per la gestione dei sintomi, riveste un ruolo da non sottovalutare. Per quanto riguarda l’alimentazione, i cibi sconsigliati sono quelli più grassi:

  • le uova,
  • il burro,
  • le carni rosse,
  • il sale,
  • gli alimenti fritti,
  • i formaggi stagionati,
  • l’alcol,
  • la birra e i super alcolici.

Meglio prediligere invece:

  • il pane integrale,
  • il riso,
  • la pasta,
  • i legumi,
  • la verdura,
  • il pesce
  • la frutta.

Fondamentale anche l’apporto idrico: almeno due litri di acqua al giorno, in modo da idratare l’organismo e la pelle.

Per ciò che riguarda la cura della psoriasi, attualmente non esistono vere e proprie terapie risolutive, in grado di debellare completamente la malattia, ma sono disponibili diversi tipi di trattamento, in grado di attenuarne i sintomi e rendere la convivenza con la psoriasi più tollerabile. Le pomate per la psoriasi sono l’alleato più “sfruttato” in questi casi, soprattutto per rimuovere le squame e favorire l’idratazione della cute. Quando si tratta di forme di psoriasi più gravi, il trattamento consigliato è sistemico, da assumere per via orale, con farmaci specifici, con effetto immunosoppressivo, che ostacolano la risposta del sistema immunitario. Gli ultimi arrivati sono i farmaci biologici, capaci di sopprimere la risposta autoimmune dell’organismo, agendo in modo mirato su alcuni processi bio-chimici all’origine della psoriasi. Inoltre si parla spesso di rimedi naturali anche per la psoriasi, indicati soprattutto per i casi più leggeri. In particolare è la medicina ayurvedica, quella tradizionale indiana, che consiglia una terapia naturale e l’impiego di alcuni oli, oltre alla pratica dello yoga e della meditazione.

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La psoriasi più diffusa è quella che viene denominata “volgare” o “a placche” e si presenta per lo più su gomiti, ginocchia, testa e schiena. E’ caratterizzata dai tipici sintomi delle chiazze rosse e della pelle secca e squamata, di un colore bianco argentato. Tali chiazze provocano prurito e risultano molto fastidiose.

Altra tipologia frequente (soprattutto nei giovani e bambini) è, invece, la psoriasi guttata, che prende il nome dalla parola latina “gutta”, che vuol dire goccia. In questo caso le chiazze della psoriasi sono simili a gocce e tendono a scomparire in un paio di settimane.

Questa tipologia di disturbo si sviluppa solo nelle pieghe cutanee (viene infatti detta anche psoriasi delle pieghe) e si manifesta per lo più nei soggetti con problemi di obesità o negli anziani.

Tra le varie forme di psoriasi non possiamo dimenticare anche la psoriasi eritrodermica, che coinvolge quasi tutto il corpo. Tante zone vengono infatti colpite da una sorta di eritema che provoca fastidio e prurito oltre che un certo gonfiore. Si tratta di una tipologia di disturbo più grave delle altre e che spesso richiede il ricovero ospedaliero.

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La psoriasi del cuoio capelluto si può concentrare anche sulla testa, sul collo e sulla fronte. Spesso viene anche confusa con altri disturbi come la forfora o la dermatite e ha tra i suoi sintomi anche il prurito localizzato sui vari punti colpiti.

Teniamo presente che, per valutare le lesioni cutanee esiste un determinato indice, mentre, nel caso della psoriasi alle unghie, le manifestazioni non sono spesso distinte con sicurezza, appellandosi al termine generico di onicomicosi o di onicodistrofia. Le manifestazioni ungueali della psoriasi sono molte e differenti e possono presentarsi sia singolarmente che in maniera combinata nel paziente, il quale ne ricava un certo disagio. Il polimorfismo delle lesioni alle unghie causate dalla psoriasi dipende da vari fattori: dal letto ungueale, dalla matrice ungueale e, in generale, dalla sede in cui si manifesta il problema.

Altra forma grave e invalidante di psoriasi è la psoriasi pustolosa, che ha come sintomi delle pustole piene di pus e che porta spesso anche altri malesseri come la febbre e una sensazione di bruciore diffuso. Può localizzarsi in particolare su mani e piedi e spesso è causata dall’interruzione di trattamenti e terapie di corticosteroidi.

In alcuni casi oltre alla psoriasi cutanea si può presentare anche la psoriasi articolare, questa si presenta per lo più dopo quella cutanea, solo in pochi casi entrambe le forme si sviluppano contemporaneamente o quella articolare si presenta prima della cutanea. La psoriasi articolare può colpire, ad esempio, la colonna vertebrale oppure le articolazioni periferiche.

Secondo alcuni studi le donne che soffrono di psoriasi notano un miglioramento durante la gravidanza. Le chiazze diventano meno evidenti e numerose, ciò è dovuto probabilmente all’azione del cortisolo. Soltanto per una piccola percentuale di donne la psoriasi ha maggiori effetti durante la gestazione. In ogni caso, comunque, la psoriasi non può portare complicazioni alla gravidanza. L’unico accorgimento importante, per le donne in attesa, è quello di chiedere il parere del medico prima di utilizzare qualunque tipo di farmaco per la cura della psoriasi, anche quelli biologici.

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Scabbia su pelle e cuoio capelluto: sintomi, cause e cure

MEDICINA ONLINE ACARO SCABBIALa scabbia è una comune infezione della pelle; il principale sintomo è la formazione di piccole protuberanze dolorose e vesciche dovute ad acari microscopici, in grado di annidarsi nello strato superficiale della pelle per deporre le uova. La trasmissione avviene di norma nell’ambito del nucleo familiare; tra gli adulti il contagio avviene prevalentemente per contatto sessuale. Il rischio di diffusione tramite indumenti, biancheria da letto e asciugamani utilizzati da pazienti con sintomi tipici della scabbia è basso, ma può aumentare se il paziente è affetto dalla scabbia a croste, caratterizzata da una massiccia infestazione da acari. La scabbia è endemica in tutto il mondo e colpisce persone di tutti i livelli socioeconomici, senza distinzione di età o sesso. Rara fino a trenta-quarant’anni fa, è divenuta ovunque nuovamente frequente negli ultimi anni. I motivi delle periodiche ricorrenze della scabbia non sono noti, mentre si conoscono alcuni fattori che ne favoriscono la diffusione, spesso in modo indipendente fra loro. Nei Paesi occidentali, questi fattori sono costituiti:

  • dallo scarso livello igienico,
  • dalla promiscuità,
  • dai viaggi internazionali,
    dalla permanenza presso cliniche ed ospedali (anche se di ottimo livello igienico).

L’infestazione è possibile in ogni periodo dell’anno, anche se risulta più frequente in inverno che in estate, per la tendenza al sovraffollamento in luoghi chiusi. Se non curata la scabbia non guarisce spontaneamente, ma è spesso sufficiente un’unica applicazione della terapia prescritta per risolvere l’infezione. La scabbia non può essere contratta dal proprio animale domestico (cani e gatti, per esempio), che sono colpiti da parassiti diversi.

Cause e fattori di rischio

La scabbia è causata da un un acaro invisibile ad occhio nudo, parassita umano obbligato, non in grado cioè di sopravvivere a lungo lontano dalla pelle umana (fino a 48-72 ore, cioè 2-3 giorni); dopo l’accoppiamento gli acari adulti maschi rimangono sulla pelle, mentre le femmine scavano una galleria dove depositeranno le uova. Le femmine scavano ad una velocità di 2-3 mm al giorno e depositano 1-3 uova al giorno nella galleria. Vivono per 4-6 settimane. Le uova si schiudono entro 3-4 giorni, liberando una larva che fuoriesce dalla volta del tunnel, scavando brevi cunicoli (tasche di muta) sulla superficie della pelle, dove rimane sino a maturazione. Dalla deposizione delle uova allo stato di acaro adulto passano 10-13 giorni.

Leggi anche: Acari ed allergia: cosa sono, dove si trovano, come si combattono

Trasmissione

Un paziente è contagioso già durante l’incubazione della malattia, cioè anche prima della comparsa di sintomi e segni. La scabbia è altamente contagiosa e di solito viene trasmessa attraverso il contatto prolungato tra le epidermidi, oppure mediante rapporti sessuali con un’altra persona infetta (il preservativo potrebbe non essere sufficiente ad evitare il contagio); gli acari non possono saltare né volare, questo significa che il contagio può solo avvenire attraverso il contatto diretto con il parassita. L’infezione si diffonde con maggiore facilità nei luoghi affollati e nelle situazioni in cui ci sono molti contatti ravvicinati, come nelle scuole o negli asili: se un compagno di scuola o di asilo di vostro figlio ha la scabbia, sarebbe quindi prudente curare vostro figlio per l’infezione, anche prima che sviluppi i sintomi. La scabbia sembra possa essere trasmessa anche attraverso il contatto con altri oggetti come vestiti, biancheria, mobili o superfici con cui una persona infetta sia entrata in contatto, ma quest’eventualità è sicuramente più rara, poiché gli acari della scabbia possono sopravvivere lontani dall’ospite umano fino a 48-72 ore, al massimo 10 minuti se esposti a una temperatura di 50° o più.

Quanto dura l’incubazione?

L’incubazione è di circa 3-6 settimane, molto più breve in caso di reinfestazione (1-4 giorni) perché per il sistema immunitario si tratta a quel punto di una minaccia già conosciuta e di cui conserva una memoria immunitaria. Durante l’incubazione il paziente non ha sintomi né segni, ma può comunque infettare altre persone con cui viene a contatto.

Se vengo in contatto con una persona che ha la scabbia, che faccio?

Se si viene a contatto con una persona con la scabbia o suoi oggetti (biancheria, asciugamani, lenzuoli, cuscini…), bisogna mantenere la calma ed è preferibile per prima cosa contattare il proprio medico di Medicina Generale (il “medico di famiglia”) che valuterà diversi aspetti prima di prescrivere un eventuale trattamento preventivo.

Sintomi e segni

Il sintomo più comune della scabbia è un forte prurito, che può peggiorare di notte o dopo un bagno, quando l’attività degli acari aumenta a causa del caldo. All’esame obiettivo l’infezione da scabbia appare inizialmente con piccole protuberanze dolorose, vesciche o pustole che si rompono quando vengono grattate. La pelle colpita dal prurito può diventare più spessa, squamosa, coperta di croste e segnata dai graffi dovuti al prurito. Prurito e segni visibili sulla pelle sono dovuti agli acari presenti nei cunicoli e dei loro prodotti (es. saliva, escrementi). Il rash cutaneo da scabbia si presenta con:

  • piccole macchie rosse che, se graffiate a causa del prurito, potrebbero causare la formazione di piaghe e croste;
  • brevi linee curve, che sono i cunicoli scavati dagli acari.

Queste tracce visibili della scabbia si presentano come linee corte, ondulate, rossastre o scure sulla superficie della pelle, concentrate in modo particolare attorno al polso e tra le dita, ma anche su:

  • palmi delle mani;
  • piedi;
  • gomiti;
  • intorno ai capezzoli (soprattutto nelle donne);
  • intorno alla zona genitale (soprattutto negli uomini).

Il rash di solito colpisce tutto il corpo, testa compresa, ma concentrandosi in particolar modo su:

  • ascelle;
  • intorno alla vita;
  • interno del gomito;
  • natiche inferiori;
  • parte inferiore delle gambe;
  • piante dei piedi;
  • ginocchia;
  • scapole;
  • area genitale femminile;
  • inguine;
  • intorno alle caviglie.

Le persone anziane, i bambini piccoli e i soggetti con un sistema immunitario indebolito possono manifestare il rash anche su testa e collo. Nei bambini al di sotto dei 2 anni di età, l’infestazione spesso si presenta sotto forma di vescicole e interessa le aree prive di peli, tra cui:

  • volto;
  • testa;
  • collo;
  • cuoio capelluto;
  • pianta dei piedi;
  • dietro le orecchie.

La scabbia raramente colpisce i bambini con meno di 2 mesi. Se un paziente affetto da scabbia si gratta sulle zone di pelle colpite dal prurito, aumenta le possibilità che la pelle colpita sia infettata anche dai batteri. L’impetigine, un’infezione batterica della pelle, può verificarsi nella pelle già infetta da scabbia.

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Pericoli e rischi

Non sussistono particolati problemi o complicanze legate alla parassitosi, sono però possibili e comuni sovrainfezioni batteriche dovute al grattarsi.

Cura e terapia

In genere la cura della scabbia prevede l’applicazione di specifiche creme su tutto il corpo, ad eccezione della testa, o comunque secondo indicazione medica. L’applicazione deve avvenire sulla pelle fresca e asciutta, non va applicata dopo un bagno caldo perchè verrebbe assorbita anzichè attivarsi sugli strati superficiali della pelle dove è presente l’acaro. A seconda del tipo di preparazione il medico consiglierà di lasciarla in posa da 8 a 24 ore (Scabianil® per esempio va in genere lasciata 8 ore), prima di lavarla via con una doccia. Indispensabile nel frattempo procedere a un accurato lavaggio di vestiti, pigiami, biancheria, asciugamani e tutto ciò che possa essere venuto a contatto con la pelle prima del trattamento. Si consiglia infine di ripetere l’applicazione e il lavaggio dell’ambiente a distanza di 7 giorni, per agire su eventuali uova rimaste vitali. I sintomi potrebbero persistere ancora per qualche giorno o anche qualche settimana dopo la cura (fino a un mese circa), ma non è necessariamente segno della persistente presenza degli acari, spesso si tratta infatti solo di residue reazioni del sistema immunitario; contattare il medico se il prurito persistesse ancora dopo due settimane o se comparissero nuove linee sulla pelle. Per ridurre il rischio di re-infezione si raccomanda di evitare rapporti sessuali e altre forme di contatto prolungato fino a guarigione ottenuta. Si procede infine al trattamento preventivo anche del partner ed eventualmente degli altri famigliari.

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Prurito

Per dare sollievo al prurito il medico spesso associa al trattamento vero e proprio un antistaminico o una leggera crema cortisonica.

Prodotti consigliati

Accanto alle terapie mediche, il nostro Staff vi consiglia alcuni prodotti per prevenire l’infezione e velocizzare i tempi di guarigione:

Ambiente e vestiti

Gli acari della scabbia non sopravvivono più di 2-3 giorni lontano dalla pelle umana, quindi gli oggetti come coperte, vestiti e asciugamani usati dal paziente possono essere semplicemente lavati in acqua calda (ad almeno 50°) o chiusi per qualche giorno (almeno 72 ore) in un sacco chiuso. Utile l’aspirapolvere nel caso di scabbia crostosa.

Prevenzione

l contatto fisico diretto e prolungato è la modalità di trasmissione più comune per la scabbia ma, poiché gli acari che causano la scabbia possono vivere fino a 2 o 3 giorni nei vestiti, nella biancheria da letto o nella polvere, è possibile il contagio da scabbia da un’altra persona con cui condivide lo stesso letto, la biancheria o gli asciugamani. In genere una rapida stretta di mano non è quasi mai sufficiente a contagiare, così come altri molto contatti limitati nel tempo come un abbraccio. Se nella vostra famiglia qualcuno è in cura per la scabbia, anche tutti gli altri membri della famiglia dovrebbero essere sottoposti a cure. I vestiti, le lenzuola e gli asciugamani dovrebbero essere lavati in acqua ad alte temperature. Si dovrebbe passare l’aspirapolvere in tutte le stanze della casa, e il sacchetto dovrebbe essere gettato nella spazzatura dopo l’uso.

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Sono venuto a contatto con una persona affetta da scabbia, che faccio?

Se si è venuti a contatto con una persona affetta da scabbia, è necessario:

  • contattare il proprio medico;
  • effettuare il trattamento preventivo consigliato dal medico, dopo il bagno o la doccia;
  • sostituire la biancheria personale, le lenzuola, le federe e gli asciugamani dopo ogni applicazione;
  • lavare la biancheria in lavatrice a temperatura superiore ai 60° C;
  • porre in un sacco impermeabile tutto ciò che non è lavabile ad alte temperature (coperte, cuscini, capi in lana), lasciarlo chiuso per almeno 48 ore e poi esporlo all’aria. L’acaro non può sopravvivere a lungo lontano dalla pelle umana.

Riammissione a scuola

Il rientro a scuola può avvenire 24 ore dopo l’inizio della terapia specifica, dopo accertamento da parte della ASL dell’avvenuto inizio trattamento.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Pelle arrossata ed irritata: ecco quali farmaci usare

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare Pelle spellata cinque consigli per salvare la nostra cuteIn alcune situazioni, come per esempio un’irritazione accompagnata da prurito persistente, desquamazione importante o rossore e bruciore accompagnati da dolore, è bene ricorrere ad un rimedio farmacologico per cercare di alleviare i sintomi e curare l’infiammazione.

Il rimedio farmacologico di elezione è rappresentato dalle pomate a base di idrocortisone, un potente antinfiammatorio. In alternativa è possibile prendere il cortisone per bocca quando si hanno irritazioni sistemiche della pelle. Il trattamento a base di cortisone non è indicato per tutte le irritazioni cutanee da patologia ma principalmente per quelle dipendenti da psoriasi e dermatite.

Per le altre patologie si utilizzano diverse tipologie di cure, talvolta in associazione al cortisone, che però vengono stabilite dal medico caso per caso. In ogni caso, salvo che non si tratti di manifestazioni a cui siamo abituati e che con il tempo abbiamo imparato a trattare con facilità, se ci accorgiamo che le irritazioni sono particolarmente persistenti, dolorose o interessano zone delicate, la cosa migliore rimane rivolgerci ad un dermatologo o un bravo fitoterapeuta, che ci dia il consiglio giusto sul trattamento che fa al caso nostro.

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Pelle arrossata ed irritata: cause patologiche e non patologiche

MEDICINA ONLINE PELLE ARROSSATA IRRITATA CAUSA SUDORE RIMEDI CURE CURARE IRRITAZIONE CUTANEA CUTE BRUCIORE FASTIDIO DANNO FARMACIL’irritazione della pelle può essere causata sia da fattori patologici che non patologici. Alcuni di questi determinano un’irritazione sistemica dell’epidermide, coinvolgono cioè tutta la pelle, mentre altre provocano un’irritazione localizzata in una ben determinata parte del corpo.

Cause patologiche della pelle irritata

L’irritazione della pelle per cause patologiche è dovuta nella maggior parte dei casi ad un’azione massiva del sistema immunitario che attacca la cute in risposta ad uno stimolo che può provenire dall’esterno ma talvolta, come nel caso di patologie autoimmuni, anche dall’interno. Tra le patologie che possono provocare irritazione della pelle abbiamo:

  • Psoriasi: è una patologia la cui origine non è ancora ben chiarita, sebbene si pensi che sia di origine autoimmune. Le cellule del sistema immunitario attaccano la cute causando desquamazione, irritazione, arrossamento, piccole lesioni e prurito. Solitamente le lesioni cutanee sono concentrate su gomiti, schiena e ginocchia.
  • Dermatite: il termine dermatite indica un insieme di patologie che causano irritazione della cute, arrossamento, comparsa di vescicole, di macchie e prurito. Ne esistono di diverse tipologie:

– dermatite da contatto, causata dal contatto della pelle con un agente irritante;

– dermatite seborroica, la maggiore causa di irritazione della pelle del cuoio capelluto dovuta ad un’eccessiva attività delle ghiandole sebacee;

– dermatite atopica, che colpisce solitamente i bambini e che si manifesta con arrossamento nella zona intorno alla bocca e tra le pieghe cutanee.

  • Malattie esantematiche: le patologie esantematiche, causate comunemente da virus come il morbillo o la varicella zoster, provocano un’eruzione cutanea che irrita la pelle che si manifesta arrossata, coperta di vescicole o di macchie e pruriginosa, tanto che non è raro che rimangano delle piccole cicatrici se il prurito non si gestisce opportunamente.
  • Malattie veneree: Le irritazioni provocate dalle malattie veneree sono in genere localizzate nelle parti intime come la vulva e il glande. La pelle può risultare molto arrossata, pruriginosa e talvolta sono presenti anche vescicole, desquamazione e perdite sierose.
  • Micosi: sono causate da funghi e provocano irritazione, desquamazione, arrossamento e talvolta prurito cutaneo. Sono frequenti in quei distretti dove vi è molta umidità come per esempio tra le dita dei piedi, ma vi sono micosi che colpiscono anche le parti intime, come la candidosi, che determina irritazione e prurito all’ano e ai genitali.
  • Allergie ed intolleranze: possono facilmente provocare reazioni cutanee, arrossamenti, piccole macchie e prurito a causa dell’aumento di istamina dovuto al contatto con l’allergene.
  • Acne: l’acne provoca la comparsa di brufoli sull’epidermide, principalmente sul viso, ma ci sono anche molti casi di acne anche a livello della schiena. L’irritazione della pelle e la comparsa del brufolo sono legate all’infiammazione di origine batterica a livello dei bulbi piliferi.
  • Tumore: alcuni tumori possono avere come sintomo l’irritazione della pelle. Per quanto riguarda il melanoma cutaneo il processo irritativo si manifesta comunemente intorno a un neo, il quale inizia a cambiare per forma e per colore, mentre nel caso di tumore del seno è possibile notare irritazione ed arrossamento della pelle nella zona intorno al capezzolo.

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Cause non patologiche della pelle irritata

Anche le cause non patologiche di irritazione cutanea sono molto varie e possono andare dai metodi di depilazione, all’esposizione ai raggi solari, fino alle intolleranze alimentati.

  • Rasoi: la depilazione con rasoi e lamette è utilizzata principalmente dagli uomini per fare la barba. Il passaggio delle lame del rasoio o della lama della lametta sulla pelle del viso può provocare rossore e irritazione e talvolta anche piccole escoriazioni. Le zone della faccia più colpite dalla depilazione con rasoio sono il mento, le guance e la zona appena sotto il collo. L’irritazione può anche manifestarsi successivamente, interessando la pelle sotto la barba. Il rasoio è utilizzato come metodo di depilazione anche dalle donne, per zone come gambe, inguine e ascelle. Queste ultime due zone sono particolarmente soggette ad irritazioni post depilazione poiché la pelle è più sottile e delicata; le gambe invece sono più resistenti ma possono verificarsi comunque irritazioni anche in queste zone. Meno frequenti sono le irritazioni da rasoio elettrico che, privo di lama, provoca meno stress all’epidermide.
  • Ceretta: la ceretta irrita la pelle perché strappa in maniera violenta i peli dalla loro sede naturale. La violenza dello strappo può causare la formazione di puntini rossi e di un alone rosso nella zona intorno allo strappo. Le parti colpite in questo caso dipendono dalla zona in cui viene effettuata la ceretta, solitamente nelle donne si effettua a livello di inguine, gambe, ascelle e talvolta anche sotto il naso per eliminare i baffetti, e sono quindi queste le zone più soggette ad irritazione. Nell’uomo invece la ceretta si utilizza per eliminare i peli in eccesso da schiena e petto (ma talvolta anche dalle gambe), per cui anche in queste zone si può avere comparsa di irritazione ed infiammazione.
  • Crema depilatoria: la crema depilatoria, utilizzata comunemente per la depilazione di grandi superfici corporee come le gambe nelle donne o il petto e la schiena negli uomini, può provocare irritazione cutanea a causa delle sostanze chimiche in essa contenute che possono alterare il delicato equilibrio della pelle.
  • Esposizione al sole: i raggi solari hanno molteplici effetti sulla cute umana tra i quali l’invecchiamento cutaneo e lo sviluppo di possibili irritazioni. La pelle si irrita a causa dell’errata esposizione al sole: tempi eccessivamente prolungati, mancanza di filtro solare, esposizione durante le ore più calde. In ogni caso è possibile che si creino irritazioni, dal semplice rossore alla formazione di piccole puntine accompagnate da prurito, il cosiddetto “eritema solare”.
  • Sudore: una sudorazione eccessiva può provocare l’irritazione cutanea specialmente in quelle zone, come l’interno coscia o sotto il seno, in cui la pelle è sottoposta a sfregamento. L’irritazione si manifesta di solito con prurito e rossore.
  • Cisti sebacee: sono degli accumuli di grasso che si formano al di sotto della cute. Sono solitamente asintomatiche ma, se si infiammano, ad esempio per lo sfregamento con gli abiti, possono provocare arrossamento e dolore a livello dell’epidermide.
  • Detersivi e cosmetici: l’uso di detersivi e cosmetici può causare irritazione cutanea a causa delle sostanze chimiche molto aggressive contenute in questi prodotti. I cosmetici utilizzati per il trucco possono causare irritazione principalmente alla pelle del viso come la zona del contorno occhi e della fronte, mentre quelli utilizzati per la cura del corpo possono causare irritazioni e prurito alla pelle del cuoio capelluto o nelle zone più delicate del resto del corpo, ad esempio a causa di un bagnoschiuma troppo aggressivo. I detersivi irritano frequentemente soprattutto le mani, infatti sarebbe opportuno proteggerle utilizzando i guanti.
  • Punture di insetto: quando un insetto ci punge rilascia delle sostanze chimiche che provocano una reazione irritativa nel nostro organismo e in particolare sulla pelle, con conseguente rossore e prurito.
  • Radiazioni: soggetti sottoposti a cure con radiazioni, come la radioterapia per il trattamento di alcuni tumori, possono presentare irritazione della pelle nel punto di ingresso dei raggi X, con un effetto molto simile a quello dei raggi solari.
  • Alimenti: la pelle può essere irritata anche a causa di alcuni alimenti, chi utilizza il peperoncino per cucinare per esempio potrà avvertire una sensazione di bruciore se accidentalmente lo sfrega sulla cute.
  • Sfregamento: seppur indirettamente raffreddore e allergie possono provocare irritazione della pelle specialmente nella zona del naso e intorno ad esso. L’irritazione in questo caso è provocata dallo sfregamento continuo sulla pelle del fazzoletto che si utilizza per asciugarsi il naso.
  • Salsedine e cloro: l’acqua del mare o l’acqua clorata delle piscine possono provocare arrossamento e irritazione della pelle con o senza prurito, specialmente in quei soggetti che hanno una pelle particolarmente sensibile.
  • Freddo: L’abbassamento della temperatura provoca pelle secca e infiammata che spesso appare anche screpolata e arrossata. La causa è dovuta alla riduzione dell’idratazione cutanea che colpisce soprattutto viso o mani che sono le zone più esposte.

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Shampoo fatto in casa: ricetta con la camomilla e la salvia

MEDICINA ONLINE SHAMPOO CAPELLI DEBOLI BIANCHI WHITE HAIR STYLE STYLIST GRAY COLOR CABELLO CANOSO COLORE TINTA COPRIRE COLOR BROWN COLORARE ACCONCIATURA TESTA DONNA RADICE PELO CAPELLO WALLPAPER SFONDO PICTURE PHOTO PICS.jpgPrendersi cura dei propri capelli nel modo giusto è importante. Agenti atmosferici, inquinamento, stress e lavaggi frequenti possono indebolire i nostri capelli rendendoli sfibrati e opachi. Senza contare l’effetto che possono avere sul nostro cuoio capelluto i tanti prodotti chimi presenti in commercio. A volte infatti, pur di comprare un prodotto di qualità può succedere che spendiamo anche tanti soldi in shampoo e balsamo: basta però leggere bene l’etichetta per rendersi subito conto che anche i prodotti delle migliori marche contengono comunque tutta una serie di additivi chimici che possono renderli aggressivi.

RICETTA SHAMPOO FAI DA TE

Non sprecate denaro in prodotti particolarmente elaborati ma provate a preparare in casa con ingredienti semplici e naturali uno shampoo fai da te: risparmierete sui costi ed eviterete anche l’accumulo di imballaggi e contenitori. Ecco alcune preparazioni che abbiamo trovato su Curarsi al Naturale per realizzare in casa uno shampoo fai da te con fiori di camomilla e con la salvia.

SHAMPOO FAI DA TE CON I FIORI DI CAMOMILLA

La sua preparazione è molto semplice:

  1. Dopo aver fatto bollire mezzo bicchiere d’acqua, aggiungete due cucchiai di camomilla e poi continuate a far bollire per altri cinque minuti.
  2. Togliete l’infuso dal fuoco, filtratelo e poi aggiungete qualche goccia di limone, due cucchiai di aceto di mele e due di sapone grattugiato, meglio ancora se preparato in casa.
  3. Mescolate il tutto fino a quando il sapone non si sarà completamente sciolto ed ecco pronto il vostro shampoo fai da te.

SHAMPOO FAI DA TE CON LA SALVIA

Anche in questo caso il procedimento è molto semplice e veloce.

  • Dopo aver fatto bollire ¾ di tazza di acqua, toglietela dal fuoco, versatela in una ciotola e poi aggiungete due cucchiai di salvia essiccata.
  • Lasciate riposare per circa dieci minuti e poi aggiungete otto cucchiai di sapone.
  • Mescolate bene e poi lasciate riposare fino a quando il composto non si addensa.

In entrambi i casi conservate lo shampoo in un contenitore e poi utilizzatelo all’occorrenza.

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Rossore ed irritazione della pelle sotto e tra il seno: cause e rimedi

MEDICINA ONLINE ROSSORE IRRITAZIONE PELLE SOTTO PIEGA TRA SENO REDNESS RASH RED SKIN UNDER BREAST WOMAN RIMEDI CURE TERAPIA.jpgUna irritazione ed arrossamento della pelle si può verificare piuttosto spesso nella zona intorno alle mammelle, specie nella piega sottomammaria, la zona dove – specie col caldo – si accumula sudore e lo fregamento di pelle del seno, pelle addominale e reggiseno possono determinare infiammazione della cute ed accumulo di microorganismi come batteri e funghi che peggiorano la situazione. L’eruzione cutanea può presentarsi sotto forma di pelle squamosa, vesciche o macchie arrossate e pruriginose e si presenta più frequente nelle donne che allattano, in quelle obese e diabetiche, in quelle che non eseguono una corretta igiene, specie nei mesi più caldi.
Il prurito tipico dell’irritazione induce a grattarsi la zona e questo va a determinare un peggioramento della situazione, in una sorta di circolo vizioso. Per fortuna ci sono molte cose che puoi fare per lenire il disagio e sbarazzarti dello sfogo; la prima cosa da fare è cambiare alcune tue abitudini e stili di vita, con questi consigli:

1) Mantieni asciutta la pelle sotto le mammelle
L’umidità che si crea in questa zona può portare a infezioni e sfoghi cutanei, devi quindi fare di tutto per evitare che ciò accada: pulisci e asciuga la pelle sotto i seni se senti che si è accumulato sudore, specie dopo aver fatto attività fisica e se hai un seno prosperoso, inoltre assicurati di mantenere la pelle asciutta nelle giornate particolarmente calde quando sudi molto.

2) Presta attenzione ai potenziali agenti irritanti
È possibile che alcuni prodotti che usi possano contribuire a irritare la pelle. Se stai utilizzando prodotti mai usati prima, come un sapone, uno shampoo, una lozione, un detersivo per bucato o altri prodotti con cui la pelle entra in contatto, interrompine l’uso. Controlla se i sintomi spariscono e, in questo caso, evita di usare questi prodotti in futuro.

3) Indossa un reggiseno della misura adatta
Se il reggiseno è troppo grande o troppo piccolo può favorire l’irritazione responsabile dell’eruzione cutanea. Acquista reggiseni di cotone con zone elastiche, realizzati con materiali di alta qualità. Non prenderli in tessuto sintetico, perché irritano ulteriormente la pelle. Se non conosci di preciso la tua taglia, recati in un negozio di abbigliamento intimo e chiedi di provare diversi articoli.

4) Indossa vestiti in cotone
Questo materiale aiuta a ridurre l’umidità sotto le mammelle, permette una migliore traspirazione rispetto ad altre fibre e assorbe meglio l’umidità cutanea. Cerca di indossare indumenti costituiti al 100% di cotone.

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Trattare l’irritazione con rimedi casalinghi

1) Applica un impacco freddo sulla zona interessata
Se noti un’eruzione cutanea sotto i seni, prova questo rimedio. Il freddo può aiutare a ridurre l’infiammazione e lenire i sintomi. Puoi semplicemente avvolgere il ghiaccio in un asciugamano di cotone o in un sacchetto di plastica. Puoi anche scegliere di acquistare un impacco di ghiaccio già pronto nei supermercati meglio forniti, tuttavia, tieni presente che quelli commerciali non devono essere appoggiati direttamente sulla pelle: anche in questo caso, vanno avvolti in un telo prima dell’uso. Tieni il ghiaccio in loco per 10 minuti alla volta, fai quindi una pausa e ripeti, se i sintomi persistono. Un ottimo prodotto per fare gli impacchi è questo: http://amzn.to/2CWQpXf

2) Fai un bagno o una doccia tiepida
Questo rimedio può essere di aiuto per qualunque tipo di sfogo cutaneo, compreso quello sotto i seni. Puoi anche far scorrere dell’acqua tiepida su un panno e appoggiarlo direttamente sulla pelle per alcuni minuti.

3) Usa l’olio di melaleuca (tee tree oil)
Per alcune persone, quest’olio fornisce sollievo dall’eruzione cutanea. Ricorda che però non va mai applicato puro direttamente sulla pelle, perché potrebbe aggravare il problema. Assicurati sempre di diluirlo con l’olio di oliva prima di usarlo.
Mescola 4 cucchiai di olio d’oliva con 6 gocce di olio di melaleuca. Intingi un batuffolo di cotone nella miscela e tamponalo delicatamente sulla zona sofferente.
Massaggia l’area leggermente per alcuni minuti, in modo che l’olio penetri nella cute. Per ottenere risultati migliori, segui questa procedura dopo il bagno o la doccia e ripetila prima di andare a dormire. Se ti accorgi che i sintomi si aggravano dopo averlo applicato, interrompine immediatamente l’uso. Un olio di qualità davvero elevata è questo: http://amzn.to/2CVmPkJ

4) Prova il basilico
Alcune persone affermano che questa pianta erbacea sia efficace per alleviare il disagio alla pelle. Schiaccia delle foglie fresche fino a formare un composto simile a una pasta, spalmalo delicatamente su tutta l’area colpita dallo sfogo e lascialo in posizione finché non si asciuga. Al termine risciacqua la pelle con acqua calda e asciugala tamponando. Ripeti il processo una volta al giorno e osserva i risultati. Come già detto, tieni presente che non tutti i rimedi casalinghi funzionano su tutte le persone. Se noti che lo sfogo cutaneo peggiora, non ripetere questo trattamento. Inoltre evita di usare le foglie di basilico se sai di esserne allergica.

5) Detergi la zona arrossata
Tieni sempre pulita la zona interessata dell’irritazione, usando un gel detergente di qualità, come ad esempio questo ottimo prodotto a base di aloe vera: http://amzn.to/2CTFoWq

6) Applica una lozione di calamina, aloe vera o un prodotto idratante senza profumi per lenire l’irritazione
Alcune lozioni e creme idratanti possono aiutare ad alleviare lo sfogo. Cerca di usare una crema idratante senza fragranze o profumi, un prodotto a base di aloe vera o una lozione a base di calamina.
Applica la lozione idratante sulla pelle infiammata in base alla necessità, seguendo le specifiche istruzioni riportate sulla confezione. Una ottima lozione idratante la potete trovare qui: http://amzn.to/2CXdAQf

L’aloe vera è in grado di fornire sollievo allo sfogo cutaneo e alla pelle irritata di molte persone; ha delle proprietà antimicotiche e antibatteriche che possono aiutare a curare l’eruzione. Applica il prodotto direttamente sulla pelle interessata. Non è necessario risciacquarlo, ma dopo l’applicazione dovresti aspettare 20 minuti prima di vestirti. Ripeti se necessario. Una aloa vera in gel eccezionale è questa: http://amzn.to/2CHxPOr

La lozione di calamina può evitare prurito e irritazione, soprattutto se temi che lo sfogo sia stato causato da qualche sostanza particolare, come quella rilasciata dalla quercia o edera velenosa. Applicala due volte al giorno usando un batuffolo di cotone. Una ottima lozione di calamina è la seguente: http://amzn.to/2CKQjxu

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Cure mediche per l’irritazione della pelle del seno

1) Sappi quando è opportuno farsi visitare
La maggior parte degli sfoghi cutanei sotto il seno è benigna ed è causata da disturbi della pelle piuttosto comuni, che scompaiono senza bisogno di trattamenti medici. Tuttavia, a volte queste eruzioni possono essere sintomo di qualche patologia più grave. Dovresti recarti dal medico se presenti uno qualunque dei seguenti sintomi.
Se lo sfogo cutaneo non risponde ai trattamenti casalinghi dopo una o due settimane, devi farti visitare. Devi rivolgerti al dottore anche se l’eruzione cutanea è accompagnata da febbre, forte dolore, piaghe che non guariscono e se i sintomi peggiorano.

2) Fatti visitare da un medico
Fissa un appuntamento con il medico di base in modo da farti analizzare lo sfogo. Informalo degli eventuali sintomi che accompagnano l’eruzione cutanea.
Il medico probabilmente vorrà esaminare la pelle affetta. Se lo sfogo è causato da qualche circostanza benigna e non presenti ulteriori sintomi, sarà in grado di elaborare una diagnosi senza la necessità di ulteriori esami.
A volte potrebbe decidere di sottoporti a una raschiatura cutanea alla ricerca di qualche infezione micotica. Il medico potrebbe anche usare una lampada speciale, come quella di Wood (o luce nera) per osservare meglio la pelle. In casi rari può essere opportuno eseguire una biopsia.

3 Usa farmaci
Se l’eruzione cutanea è dovuta a un’infezione e non si riduce da sola, il medico potrà consigliarti dei farmaci. Esistono diversi medicinali su prescrizione che vengono usati per trattare questo tipo di problema.
Il medico potrà prescriverti degli antibiotici o delle creme antimicotiche da applicare sulla pelle; assicurati di seguire le indicazioni che ti fornisce il curante.
Egli potrà inoltre consigliarti delle creme o lozioni steroidee a basso dosaggio che possono proteggere la pelle.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Le tue unghie dicono molto sulla tua salute: ecco come leggerle

MEDICINA ONLINE UNGHIA UNGHIE DICONO SALUTE RIVELANO LEGGERLE INTERPRETARLE SEGNI.jpgL’aspetto delle unghie, la loro struttura, forma e colore sono importanti indicatori dello stato di salute della persona. Ma cominciamo col farci una semplice ma importante domanda:

Com’è fatta una unghia sana di una persona in salute?

Un’unghia sana è resistente, di colore rosato ed è caratterizzata da una superficie uniforme e levigata. Il fatto che le unghie cambino colore e assumano forme strane può significare che ci sia qualcosa che non va nell’organismo. Spesso le cause del cambiamento di aspetto di queste sottili lamine che ricoprono le piccole falangi delle dita risiedono in abitudini sbagliate: ad esempio una manicure troppo aggressiva, l’utilizzo di smalti di qualità scadente, il mancato utilizzo di guanti quando si lavano i piatti o si fa il bucato a mano. A volte, invece, all’origine del cattivo stato di salute delle unghie ci sono traumi o malattie della pelle, come la psoriasi o una micosi, o disturbi interni, ad esempio a carico dell’apparato cardiocircolatorio.

Leggi anche: I dieci comandamenti delle unghie sane, forti e belle: mai più unghie fragili e che si spezzano

Le unghie sono lo specchio della nostra salute

Se solo un’unghia o due presentano un’anomalia, è probabile che il problema sia esterno, mentre se sono tutte le unghie a cambiare colore o forma, è ragionevole sospettare la presenza di un deficit nutrizionale, di un problema del nostro corpo o addirittura di una malattia interna. Ecco alcune caratteristiche che possono essere un campanello  d’allarme da non sottovalutare:

1) Se l’unghia presenta un’esagerata curvatura o convessità verso l’alto e ondulazioni diffuse, può indicare una colite ulcerativa o cirrosi, malattie cardiovascolari, tubercolosi, enfisema; se essa ha delle righe verticali vi sarà carenza di ferro; oppure le unghie sono deboli, è un’indicazione di disfunzioni tiroidee.

2) Una tinta bluastra sulla “lunula” (la mezzaluna alla base dell’unghia) può indicare: cattiva circolazione sanguigna, malattie di cuore, sindrome di Raynaud, spasmi alle arterie nelle mani e nei piedi, dovuti solitamente all’esposizione al freddo intenso, ma a volte associati ad artriti reumatoidi o a malattia autoimmunitaria.

Leggi anche: Di cosa sono fatte le unghie?

3) Se le unghie sono a cucchiaio, sono abbassate ed appaiono piatte o incavate come appunto un cucchiaio, possono essere indice di anemia dovuta a carenza di ferro, sifilide, alterazioni della tiroide o febbre reumatica.

4) Se la metà dell’unghia superiore vicino alla punta del dito appare rosea o bruna mentre l’altra vicina alla cuticola è bianca, ciò può indicare una malattia renale cronica.

5) Profondi solchi orizzontali che vanno da parte a parte dell’unghia sono dovuti a malnutrizione o malattia grave che ostacola temporaneamente la crescita dell’unghia: parotite; morbillo, cardiopatite acuta o compressione di un nervo dell’avambraccio all’altezza del polso.

Leggi anche: Hai voglia di un cibo in particolare? E’ il tuo corpo che ti rivela le carenze nutrizionali che hai

6) Le unghie molto pallide, quasi bianche, possono essere sintomo di anemia, di disfunzioni ai reni oppure di problemi al fegato.

7) Le unghie gialle possono essere spie di problemi respiratori oppure di diabete o, infine, di disfunzioni epatiche. Le unghie sono spesso ingiallite dal contatto con particolari sostanze, come ad esempio la nicotina per i fumatori, se questo non è il tuo caso allora dovresti prendere dei provvedimenti.

8) La crescita rallenta, le unghie diventano più spesse e molto dure, assumono colore giallo o giallo verde, indicano disturbi cronici della tiroide, delle vie respiratorie o del sistema linfatico.

Leggi anche: Le tue unghie sono fragili? Rinforzale e falle crescere più velocemente con gli integratori giusti

9) Strisce rosse longitudinali indicano un sanguinamento dei capillari; se sono molte possono essere un segnale di ipertensione arteriosa stabilizzata, psoriasi o infezione del tessuto che tappezza le cavità cardiache.

10) Chiazze scure, potrebbero indicare un probabile melanoma maligno, specie quando si estendono dall’unghia al tessuto del dito; a volte è una sola macchia grande altre volte un insieme di lentiggini, di solito appaiono più frequentemente sui pollici o sugli alluci.

Leggi anche: Lo smalto rovina le vostre unghie

11) Se le unghie appaiono picchiettate, cioè la loro superficie presenta depressioni puntiformi che possono essere disposte irregolarmente, potrebbero indicare psoriasi, oppure creano linee regolari che fanno assomigliare l’unghia ad ottone picchiettato, poterbbero indicare alopecia aerata, che è una malattia auto immune poco nota, che dà luogo a perdita parziale o totale dei capelli.

12) Dalla punta delle dita si può capire in anticipo che soffre o soffrirà di malattie al cuore. Il test usato si chiama in termine tecnico “tonometria dell’iperemia reattiva delle arterie periferiche” e misura il modo in cui cambia il volume (forma) della punta delle dita al variare della pressione sanguigna; ciò è sufficiente per mettere in luce le disfunzioni dell’endotelio che riveste internamente le arterie, che sono le prime fasi e precoci dell’aterosclerosi.

I migliori prodotti per la cura delle unghie

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere di mani e piedi, in grado di migliorare forza, salute e bellezza delle tue unghie e della tua pelle:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Differenza tra estratti vegetali ed oli essenziali

MEDICINA ONLINE ESSENTIAL OIL OILS AROMATHERAPY AROMATERAPIE AROMATERAPIA OLIO ESSENZIALE OLII OLI VETTORE MASSAGGIO MASSAGE EUCALIPTO BERGAMOTTO COSMETICA MANDORLE ARGAN AVOCADO ROSMARIGLI OLI ESSENZIALI
Sono conosciuti anche come essenze aromatiche. Tecnicamente non sono oli in senso stretto ma concentrati liquidi idrofobi (che non si miscelano con l’acqua) e volatili (che evaporano velocemente).
Gli oli essenziali sono formati principalmente da strutture chimiche ben precise formate da particolari costituenti come alcoli, aldeidi, esteri, eteri, chetoni, fenoli, terpeni e altri componenti chimici e sono ottenuti principalmente mediante il processo di distillazione a vapore, di estrazione con solventi o di spremitura a freddo utilizzando le varie parti aromatiche di una pianta. Come colorazione gli oli essenziali passano dal trasparente al giallo chiaro fino ad alcuni oli essenziali dal colore marcato come quello di Camomilla Tedesca dal bellissimo colore blu. Sono sostanze altamente concentrate (sono sufficienti una goccia o due in un olio vettore per conferire profumo e capacità terapeutiche) e racchiudono il potere aromatico tipico della pianta da cui sono ottenuti.
Grazie alla loro altissima volatilità possono essere facilmente diffusi nell’aria attraverso diffusori elettrici o bruciatori di essenze oppure possono essere applicati sulla pelle dopo essere stati diluiti in oli vettore. Gli oli essenziali non irrancidiscono e preservano il loro profumo e le loro caratteristiche anche per lungo tempo (se utilizzati correttamente) ma sono soggetti all’ossidazione dell’aria che potrebbe far perdere loro le proprietà terapeutiche.
Il fatto di dover diluire gli oli essenziali prima del loro uso non deve essere considerato un optional: potrebbero infatti creare pericolosi fenomeni di irritazione o di sensibilizzazione della pelle.
Inoltre è sempre opportuno fare prima un patch test per verificare eventuali allergie o intolleranze individuali.

GLI OLI VEGETALI O VETTORE O DI BASE
Sono veri e propri oli, ottenuti dalla porzione grassa di una pianta attraverso una varietà di metodi differenti come ad esempio la macerazione.
Le loro strutture molecolari sono molto più pesanti e più grandi di quelle degli oli essenziali e sono costituiti principalmente da lipidi come acidi grassi, cere e vitamine liposolubili come A, D, E e K (sostanze che non si trovano in un olio essenziale).
In genere non hanno un odore forte, concentrato e non evaporano a differenza degli oli essenziali. Uno degli utilizzi maggiori degli oli vettore è quello di rendere veicolabili gli oli essenziali attraverso la pelle che altrimenti non potrebbero essere spalmati puri.
Tuttavia gli oli vettore non sono utilizzati solo per diluire o prolungare la durata degli oli essenziali.  Hanno anche caratteristiche uniche e ottime capacità terapeutiche.
Molti di loro infatti hanno preziose proprietà emollienti, nutrienti, idratanti e antinvecchiamento.
La loro durata di conservazione non è però cosi’ lunga come quella degli oli essenziali e tendono ad irrancidire in pochi mesi. Quindi, come si può vedere, gli oli essenziali sono molto diversi dagli oli vettore. I due tipi di olio non sono intercambiabili e non devono essere confusi fra loro.

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