Winstrol ® Stanazolo: effetti, dosaggi ed effetti collaterali

MEDICINA ONLINE PALESTRA MUSCOLI IPERTROFIA ALLENAMENTO FIBRE MUSCOLARI ROSSE BIANCHE POTENZIALE GENETICO PESI PESISTICA WORKOUT PRE POST INTEGRATORI PROTEINE AMINOACIDI RAMIFICATI BCAA WHEY CASEINE CREATINA CARNITINA FISICOWinstrol ® è il nome commerciale dello stanozololo, uno steroide anabolizzante orale di origine sintetica. Nonostante sia un diretto derivato del diidrotestosterone lo stanozololo (conosciuto anche come stanazolo) ha un’attività androgena particolarmente bassa. A questa caratteristica contrappone un discreto effetto anabolico, anche se meno potente di altri steroidi anabolizzanti attualmente in commercio. La sua efficacia in termini di effetti anabolici è comparabile a quella del Dianabol ® (un altro steroide orale), ma a differenza di questo non causa ritenzione idrica. Come il Dianabol, il Winstrol possiede un gruppo metile legato al carbonio 17, che viene aggiunto per evitare una rapida neutralizzazione epatica quando viene assunto per via orale. In ogni caso esistono anche molti prodotti a base di Stanazolo in forma iniettabile.

Al pari del Deca Durabolin ®, il Winstrol ® ha una bassa tendenza alla conversione in estrogeni. Per questo motivo non è normalmente necessario abbinarlo ad un anti-estrogeno (Nolvadex ® e/o Proviron ®) dato che effetti collaterali come ginecomastia e ritenzione interessano soltanto individui predisposti (diventano invece comuni se il Winstrol ® viene assunto ad alte dosi). Per questo motivo lo Stanazolo viene spesso utilizzato nei periodi preagonistici, quando la ritenzione idrica diventerebbe un serio problema per l’atleta.

Come accennato, il Winstrol ® esiste sia in forma orale che iniettabile (ad esempio Rexogin ®). A seconda della casa farmaceutica che lo produce, lo Stanazolo può trovarsi in particelle più o meno grandi. Dato che lo Stanazolo viene spesso utilizzato in ambito veterinario, le forme a particelle più grandi sono adatte per animali di grossa taglia, in quanto richiedono un ago di dimensioni maggiori. Per gli atleti occorre trovare un compromesso tra comodità di iniezione e durata dell’effetto (tanto più le particelle sono grandi e tanto minori saranno le iniezioni necessarie).

Il Winstrol ® agisce direttamente su speciali proteine plasmatiche deputate al trasporto degli ormoni steroidei, come le SHBG (Sex Hormone Binding Globuline). Modulando l’attività di questi carriers lo Stanazolo aumenta la quota libera di altri ormoni (estradiolo, testosterone e diidrotestosterone, ma anche altri steroidi anabolizzanti assunti contemporaneamente). Per potenziare questo effetto lo Stanozololo viene spesso associato al Proviron ®, un antiestrogeno che, in questo caso, viene utilizzato per la sua grande affinità con le SHBG. Per legarsi a tali proteine il Winstrol ® ed il Proviron spaiano il legame tra ormoni e proteine plasmatiche, rendendoli liberi e migliorando di conseguenza gli effetti anabolizzanti complessivi.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali del Winstrol ® risiedono nella sua epatotossicità che risulta particolarmente elevata quando viene assunto in compresse a dosi elevate. Non è tuttavia possibile escludere danni epatici anche nel caso si utilizzi la forma iniettabile (lo stress è inferiore ma prolungato nel tempo). L’epatotossicità aumenta notevolmente quando il Winstrol viene associato ad altri steroidi anabolizzanti 17 alfa alchilati (formulazione orale). In tal caso si raccomanda massima precauzione (i cicli non dovrebbero superare le 6-8 settimane). Lo stanozololo aumenta anche il rischio di malattie cardiovascolari, in quanto diminuisce la percentuale di colestorolo buono (HDL) a favore di quello cattivo (LDL), soprattutto in caso di somministrazione orale.

MODALITÀ D’ASSUNZIONE (penalmente perseguibile e associata a gravi e numerosi effetti collaterali)

Come sostanza anabolizzante nel bodybuilding: il Winstrol ® viene assunto a dosi di 15-25 mg al giorno (in compresse) o a dosi di 25-50 mg (forma iniettabile). Le donne utilizzano quantitativi inferiori, nell’ordine dei 5-10 mg, solitamente in forma orale, onde evitare un eccesso di effetti androgeni. Nei cicli di massa il Winstrol ® viene solitamente combinato con altri potenti androgeni come testosterone, Dianabol o Anadrol 50 ®. In questo caso il Winstrol ® tende a bilanciare la situazione e l’attività estrogenica complessiva risulta inferiore rispetto all’assunzione dei singoli androgeni. Nel periodo pregara il Winstrol ® viene associato ad altri anabolizzanti che non aromatizzano (non vengono convertiti in estrogeni), in modo da guadagnare definizione e densità muscolare.

EFFETTI ANABOLIZZANTI: 320*

EFFETTI ANDROGENIZZANTI: 30*

ATTIVITÀ ESTROGENICA: assente

ATTIVITÀ PROGESTINICA: non rilevante

* l’ormone di riferimento è il testosterone (100/100)

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Accertati di essere a conoscenza degli effetti collaterali e delle ripercussioni legali derivanti dall’utilizzo degli steroidi anabolizzanti (regolamentate dalla legge in materia antidoping 14 dicembre 2000, n. 376 e successivi aggiornamenti, e dalla legge in materia di disciplina degli stupefacenti D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 e successivi aggiornamenti).

Tale farmaco è uno dei prodotti più contraffatti. Oltre a sconsigliarne l’acquisto in assoluto, se ne sconsiglia in particolare il suo acquisto via internet o dal mercato nero, per evitare farmaci contraffatti estremamente pericolosi per la salute.

Tali indicazioni hanno esclusivamente scopo informativo e NON intendono in alcun modo sostituirsi al parere di un medico o favorire l’utilizzo di steroidi anabolizzanti, né tanto meno promuovere specifici prodotti commerciali, eventualmente indicati a puro scopo informativo. Il ricorso agli steroidi anabolizzanti al di fuori dell’ambito medico è una pratica pericolosa ed aberrante dalla quale ci discostiamo CONDANNANDOLA E SCORAGGIANDOLA nella maniera più assoluta.

Fonte: my-personaltrainer.it

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Sedazione cosciente: via inalatoria, endovenosa e gastrointestinale

MEDICINA ONLINE SURGERY SURGEON RECOVERY TAGLIO ANESTESIA GENERALE REGIONALE LOCALE EPIDURALE SPINALE SNC BISTURI PUNTI SUTURA COSCIENTE PROFONDA MINIMA ANSIOLISI ANESTHETIC AWARENESS WALLPAPER PICS PHOTO HD HI RES PICTURESCon “sedazione” si indica, in medicina, uno stato di ipnosi parziale in cui il paziente non perde completamente la nozione di sé, anche se in parte ne è deficitario. La sedazione può essere indotta pressoché con tutti i farmaci ipnotici ed è utile per l’esecuzione di manovre chirurgiche poco cruente e dalla durata limitata, come una endoscopia (gastroscopia, broncoscopia, colonscopia…). Si può distinguere in sedazione cosciente e sedazione profonda.

Le vie più utili ed adeguate per ottenere la sedazione cosciente sono tre:

  • per via gastrointestinale: questa metodo prevede che il farmaco, una volta assunto per bocca, venga assorbito nel tratto gastrointestinale;
  • per via endovenosa: questa tecnica prevede la somministrazione di farmaci ansiolitici o sedativi attraverso una via venosa e richiede l’utilizzo di dosi crescenti di un unico farmaco;
  • per via inalatoria: questa via prevede la somministrazione di un agente volatile o gassoso attraverso le vie respiratorie, quindi l’effetto dipende dal suo assorbimento a livello  polmonare. La tecnica raccomandabile per eseguire una sedazione cosciente inalatoria consiste nel dosaggio di percentuali crescenti di protossido d’azoto (N2O).

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Antidepressivi SSRI: meccanismo d’azione e farmacocinetica

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICGli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (noti anche con la sigla abbreviata SSRI, dall’inglese selective serotonin reuptake inhibitors) sono una classe di psicofarmaci che rientrano nell’ambito degli antidepressivi.

Meccanismo d’azione

Gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina sono in grado di bloccare, probabilmente per inibizione competitiva, l’attività del “trasportatore della serotonina” (Serotonin transporter, SERT), una delle proteine trasportatrici di membrana deputate a raccogliere la serotonina, rilasciata dal neurone presinaptico, dallo spazio sinaptico per ritrasportarla all’interno del neurone presinaptico dove verrà riciclata (cioè inglobata in nuove vescicole, pronta per essere rilasciata al successivo impulso nervoso), oppure degradata da enzimi (i più importanti dei quali sono le monoammino ossidasi). Il blocco del reuptake si crede porti quindi ad un aumento della concentrazione di serotonina nelle sinapsi che può stimolare più a lungo i rispettivi recettori. Al di là del nome, gli SSRI non sono completamente selettivi verso il loro target farmacologico, dato che dimostrano una spesso non trascurabile affinità per altri meccanismi che contribuiscono all’instaurarsi di effetti collaterali: ad esempio la paroxetina è nota per interagire i recettori colinergici e ciò è causa di effetti collaterali. Inoltre la modulazione del tono serotoninergico è noto alterare indirettamente altri sistemi trasmettitoriali (come ad esempio quello dopaminergico) che possono contribuire sia all’instaurarsi dell’effetto terapeutico che di quelli collaterali.

Il loro razionale d’uso si basa sulla “ipotesi monoaminergica”, una teoria empirica secondo cui l’origine della depressione sarebbe da ricercarsi in una diminuzione della quantità di neurotrasmettitori nel cervello, in particolare della serotonina. Gli SSRI sono in grado di bloccare il processo di reuptake, e quindi aumentare la concentrazione di serotonina nel vallo sinaptico, entro poche ore dalla somministrazione, eppure gli effetti antidepressivi si cominciano a manifestare solo diverse settimane dopo l’inizio del trattamento. Non c’è una spiegazione univoca per questa latenza d’azione, le ipotesi più accreditate la imputano al fatto che affinché si manifestino gli effetti antidepressivi devono verificarsi degli adattamenti nei meccanismi di regolazione e nella chimica del neurone, come ad esempio la desensibilizzazione degli autorecettori della serotonina (che mediano un meccanismo regolativo nel rilascio di questa da parte del neurone di tipo feedback) e l’induzione di fattori neurotrofici, come il BDNF (la cui carenza, secondo più recenti teorie, sarebbe la responsabile della depressione).

Più recentemente si è dimostrato che gli SSRI sono in grado di stimolare già a partire da dosi molto basse a cui sono inattivi nell’inibire il reuptake della serotonina, la sintesi di neurosteroidi quali ad esempio l’allopregnenolone: molti di questi composti influenzano la trasmissione cerebrale, agendo ad esempio da agonisti del recettore GABA-A e possedendo quindi effetto ansiolitico, e ciò può quindi contribuire agli effetti terapeutici degli SSRI ma anche ad alcuni collaterali.

Farmacocinetica

I primi effetti clinici di questa classe di farmaci si manifestano a partire dalla seconda settimana e possono richiedere sino a quattro settimane e oltre per raggiungere la loro massima efficacia. La terapia viene normalmente protratta per alcuni mesi, anche dopo la risoluzione dei sintomi nell’ottica di una terapia di mantenimento e di prevenzione delle ricadute. Non creando tolleranza, dipendenza e sedazione, vengono preferiti alle benzodiazepine nella cura dei disturbi d’ansia generalizzata e nella gestione del disturbo da attacco di panico.

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Inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI)

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACI EFFETTI COLLATERALI INDICAZIONI CONTROINDICAZIONI EFFETTO DOSE DOSAGGIO PILLOLE CREMA PASTIGLIE SUPPOSTE SIRINGA INIEZIONE EMIVITA FARMACOCINETICAGli inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI) sono una classe di farmaci antidepressivi utilizzati nel trattamento della depressione maggiore e altri disturbi dell’umore. Sono inoltre a volte utilizzati per trattare i disturbi d’ansia, il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD), la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), il dolore neuropatico cronico, la sindrome fibromialgica (FMS), e per il sollievo dei sintomi della menopausa.

Gli SNRI inibiscono la ricaptazione della serotonina e noradrenalina; quindi hanno un’azione selettiva sul piano recettoriale e specifica sui trasportatori di serotonina e noradrenalina. Hanno scarsa affinità per recettori coinvolti negli effetti indesiderati (ach,H) hanno un ampio uso clinico e una efficacia paragonabile agli antidepressivi triciclici.

Al momento della riduzione o della sospensione possono dar luogo a sintomi astinenziali riconducibili alla sindrome da astinenza da antidepressivi.

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Steroidi anabolizzanti, sesso e calo della libido: ho smesso ma mi eccito poco

MEDICINA ONLINE TRISTE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DOPING DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE SAD COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRL MAN WALLPAPER.jpgI meccanismi delle alterazioni prodotte dagli steroidi anabolizzanti non sono ancora perfettamente conosciuti. In linea generale sembra probabile che diverse modalità possano operare in vari sottogruppi di individui.
In alcuni soggetti, ad esempio, vi è un recupero incompleto della funzione gonadotropica e questi soffrirebbero di un ipogonadismo ipogonadotropo (in sostanza non viene recuperata completamente la funzione di ormoni ipofisari che “comandano” il funzionamento ormonale dei testicoli).
Secondo varie osservazioni cliniche tale funzione negli utilizzatori di anabolizzanti può essere completamente ripristinata dopo la somministrazione di farmaci che, a vari livelli di azione, fanno ripartire la complessiva attività ormonale.
Tuttavia, tali strategie non hanno sempre buoni risultati .
In alcuni pazienti non si normalizzano i livelli di testosterone forse per danni irreversibili ad alcune cellule testicolari (cellule di Leydig che producono testosterone).
Altri ancora, malgrado il testosterone sia a livelli normali, sembrano non riuscire a recuperare il desiderio sessuale e la disfunzione erettile.
In questo caso è come se si fosse “guastato” il meccanismo generale dei comandi per cui, malgrado appunto la presenza di testosterone in “quantità” normali, le porte (i recettori degli androgeni) non si aprono e niente accade.
Purtroppo i danni da steroidi sono molti e non coinvolgono solo la sfera sessuale.
Non ultimo quello di indurre una condizione di elevata dipendenza patologica.

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Conseguenze per la salute
I rischi per la salute connessi all’uso degli anabolizzanti sono numerosi e in molti casi irreversibili.
Effetti generali l’abuso degli anabolizzanti può causare notevoli problemi al sistema cardiovascolare, causando ipertensione arteriosa, infarto del miocardio, trombosi e morte improvvisa per arresto cardiaco anche in soggetti giovani. Gli steroidi aumentano il livello del colesterolo LDL e diminuiscono il colesterolo HDL, stimolano la produzione di eritropoietina e favoriscono la formazione di coaguli nei vasi sanguigni.
A livello del fegato sono stati descritti tumori epatici e cirrosi.
Molteplici sono anche gli effetti a livello cerebrale, con modificazioni del comportamento come aumento dell’aggressività, euforia, ansia, irritabilità fino a gravi disturbi quali psicosi paranoidi, stati maniaco-depressivi, sindrome da astinenza con depressione. L’uso di steroidi è stato implicato nella genesi di crimini violenti. Inoltre, si possono verificare gravi forme di acne e rottura di tendini sotto sforzo. Gli effetti a lungo termine sull’uomo dei dosaggi elevatissimi usati in particolare dai body-builders non sono ben conosciuti a livello scientifico e, sebbene i casi mortali descritti siano pochi, uno studio americano effettuato sui topi con dosi paragonabili sembra far emergere la possibilità di un numero di morti premature ben maggiore.
Gli effetti più frequenti ed evidenti riguardano la sfera sessuale. L’abuso di steroidi interrompe la normale produzione di ormoni sessuali, causando cambiamenti sia reversibili che irreversibili, particolarmente gravi negli adolescenti e nelle donne.

  • Nell’adolescente: nei soggetti ancora in fase di sviluppo si può avere la fusione prematura delle ossa lunghe con arresto della crescita.
  • Nella donna: alterazioni del ciclo mestruale e sviluppo di caratteristiche sessuali maschili. Il volume del seno ed il grasso corporeo diminuiscono. Il clitoride si ingrandisce e la voce assume un timbro maschile (queste due modificazioni sono irreversibili). Aumentano i peli sul corpo (irsutismo) con perdita di capelli e, spesso, con comparsa di acne
  • Nell’uomo: diminuzione delle dimensioni e atrofia dei testicoli, ipertrofia prostatica, diminuzione del numero o mancanza totale degli spermatozoi nel liquido seminale (oligospermia e azoospermia) con conseguente infertilità e impotenza, aumento di volume e femminilizzazione della mammella (ginecomastia).

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SSRI: efficacia in depressione, disturbo ossessivo compulsivo, ansia ed eiaculazione precoce

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTROGli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (noti anche con la sigla abbreviata SSRI, dall’inglese selective serotonin reuptake inhibitors) sono una classe di psicofarmaci che rientrano nell’ambito degli antidepressivi.

Efficacia

Il profilo d’efficacia dei vari farmaci SSRI in commercio è pressoché equivalente e non mostrano differenze clinicamente rilevati, se non nell’incidenza di alcuni effetti collaterali, per cui la scelta è effettuata per lo più in base alla tollerabilità individuale, anche se la tollerabilità a lungo termine tra le varie molecole è comunque simile.

Depressione maggiore

Nel trattamento della depressione maggiore e dei disturbi d’ansia, il NICE (National Institute of Clinical Excellence) raccomanda l’uso di antidepressivi solo quando altri interventi di tipo psicologico e comportamentale hanno fallito nel migliorare i sintomi, abbinandoli sempre alla terapia psicologica. Generalmente la scelta del trattamento farmacologico di prima linea ricade sugli SSRI che si ritiene siano efficaci nel trattare in monoterapia il 60% circa dei casi di depressione maggiore. La loro efficacia è direttamente proporzionale alla gravità dei sintomi iniziali, dato che mostrano una certa efficacia nel caso di disturbi gravi ma non forniscono benefici nel caso di depressioni di media-lieve entità, per cui il loro uso dovrebbe essere limitato ai casi comprovati di depressione maggiore o cronica. Inoltre il loro utilizzo in bambini e soggetti giovani non è raccomandato sia per l’aumentato rischio di suicidio sia per la scarsa efficacia in questa classe di pazienti. La loro reale efficacia nel trattamento della depressione maggiore in monoterapia è dibattuta: degli studi ritengono che fino all’82% dell’effetto antidepressivo sperimentato dagli assuntori possa essere in realtà dovuto all’effetto placebo. Inoltre, secondo i dati ufficiali dell’FDA, solo il 43% degli studi clinici hanno dimostrato una superiorità degli SSRI rispetto al placebo nel trattamento della depressione maggiore.

Una review sistematica con meta analisi del 2017, comprendente 131 studi (per un totale di oltre 27000 pazienti esaminati), sull’uso degli SSRI per il trattamento della depressone maggiore, è giunta alla conclusione che “la qualità degli studi che ne attesta l’efficacia è soggetta al rischio di bias e perciò il significato clinico può non essere certo, i potenziali piccoli benefici derivanti dalla loro assunzione non sembrano bilanciare i loro effetti collaterali”.

Secondo alcuni autori, l’uso a lungo termine di antidepressivi può portare allo sviluppo di depressione cronica: gli iniziali miglioramenti sono a volte seguiti, dopo mesi di trattamento, dalla ricomparsa di forme ansioso-depressive stavolta resistenti al trattamento farmacologico. Ciò prende il nome di “Disforia tardiva”. Alcuni autori criticano l’uso degli agenti serotoninergici (come gli SSRI) come trattamento di prima linea per la depressione a causa dello scarso rapporto tra efficacia ed effetti collaterali.

Disturbo Ossessivo Compulsivo

Il National Institute for Health Excellence (UK) raccomanda l’uso degli SSRI come trattamento di seconda linea del disturbo ossessivo compulsivo di media-lieve entità (quando la psicoterapia ha fallito) e come trattamento di prima linea nel caso di disturbo severo. I pazienti trattati con SSRI hanno all’incirca il doppio di probabilità di sperimentare una riduzione dei sintomi rispetto a quelli trattati con il placebo. Dosaggi elevati di farmaco, spesso vicini ai massimali raccomandati, possono essere richiesti per il trattamento della fase acuta della patologia, che deve essere mantenuto per almeno 3 mesi prima di poterne valutare appieno l’efficacia. L’efficacia è stata dimostrata sia nel trattamento a breve termine (6-24 settimane) che a lungo termine (52 settimane).

Ansia generalizzata

Il National Institute for Health Excellence (UK) raccomanda l’uso degli SSRI per il trattamento dell’ansia generalizzata quando altri interventi di tipo psicologico si sono rivelati inefficaci nel trattare i sintomi. Dagli studi sembra emergere che gli antidepressivi sono efficaci quanto le benzodiazepine nel trattamento dell’ansia, permettendo una riduzione da modesta a moderata dei sintomi con meno effetti collaterali di sedazione e rallentamento cognitivo. Sintomi d’ansia, espressi come un senso di profonda irrequietezza interna, sono però un possibile effetto collaterale degli SSRI che può essere confuso con la patologia trattata.

Eiaculazione precoce

Gli SSRI sono particolarmente efficaci nel posticipare l’eiaculazione, sia nei pazienti sani (dove rappresenta uno dei più comuni effetti collaterali) sia in quelli che soffrono di eiaculazione precoce. Vengono perciò utilizzati a tale scopo nei pazienti affetti da disturbo grave quando altri approcci di tipo farmacologico e psicologico hanno fallito. Il loro effetto si può manifestare già dopo poche ore dall’assunzione ma tende ad aumentare con un trattamento cronico nel corso di alcune settimane. La paroxetina sembra essere il più efficace in tal senso, mentre la dapoxetina è specificatamente approvata per l’uso al bisogno. In 3 ampi studi con lo scopo di evidenziare gli effetti benefici degli SSRI nel trattamento dell’eiaculazione precoce, è stato rilevato che l’effetto ritardante sull’eiaculazione persisteva nel tempo (per oltre 6 mesi) dopo l’interruzione del farmaco su un’ampia percentuale dei pazienti trattati (oltre il 60%). Il meccanismo d’azione alla base di tale effetto terapeutico si ritiene essere sia centrale (per aumento diretto del tono serotoninergico) che periferico, in alcuni studi si è infatti dimostrato che l’assunzione di SSRI provoca una diminuzione della sensibilità tattile della cute genitale.

Ritardanti

Questi prodotti, selezionati dal nostro Staff di esperti, possono ritardare l’eiaculazione nel paziente che soffre di eiaculazione precoce, permettendo di far durare più a lungo il vostro rapporto sessuale:

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Farmaci Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina (SSRI): cosa sono ed a che servono

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Il loro uso non si limita però all’ambito psicologico, sono infatti approvati per un’ampia varietà di patologie come ad esempio fibromialgia, prevenzione dell’emicrania, neuropatia diabetica, disturbi del sonno, eiaculazione precoce solo per citarne alcuni. Avendo un numero così elevato di indicazioni terapeutiche sono letteralmente utilizzati da milioni di persone: secondo lo studio IPSAD del CNR (Italian popoulation Survey on Alcohol and other drugs) il 5,5% della popolazione italiana (cioè quasi 2,5 milioni di persone) assume antidepressivi e il loro uso è in continua crescita.

Lista di SSRI

Le sei principali molecole appartenenti alla categoria dei farmaci SSRI sono:

  • fluoxetina (Prozac, Fluoxeren, Azur, Clexiclor, Cloriflox, Diesan, Flotina, Ipsumor, Xeredien);
  • sertralina (Zoloft, Tatig, Tralisen);
  • citalopram (Seropram, Elopram, Felipram, Frimaind, Feliximir, Frimaind, Kaidor, Marpram, Percitale, Return, Ricap, Sintopram, Verisan);
  • escitalopram (Cipralex, Entact);
  • fluvoxamina (Dumirox, Fevarin, Maveral);
  • paroxetina (Daparox, Dapagut, Dropaxin, Eutimil, Sereupin, Seroxat, Stiliden).

Possono essere prescritti sia dagli specialisti che dai medici di medicina generale e sono tutti totalmente rimborsati dal SSN, anche ciò ne spiega la loro elevata diffusione e la prolungata assunzione. Capita spesso che chi comincia un trattamento con antidepressivo lo porti avanti anche per anni nell’ottica di una terapia di mantenimento o di prevenzione delle ricadute: secondo delle ricerche, negli USA il 60% delle persone che inizia un trattamento antidepressivo lo continua per almeno 2 anni, il 14% per 10 anni.

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Proviron ® Mesterolone: effetti, dosaggi ed effetti collaterali

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma IO DICO NO AL DOPING IN PALESTRA SEMPRE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneProviron ® è il nome commerciale di uno steroide anabolizzante orale, il mesterolone (1 metil-diidrotestosterone). Questo ormone si distingue per la sua elevata attività androgena a cui contrappone una bassissima tendenza alla conversione in estrogeni. In ambito medico il Proviron ® viene generalmente usato per trattare disfunzioni sessuali come quelle causate da un ridotta produzione di testosterone. Questo steroide anabolizzante non stimola il corpo a produrre più testosterone ma si sostituisce ad esso mimandone l’attività. I suoi effetti anabolici sono tuttosommato ridotti in quanto a livello muscolare il mesterolone viene rapidamente ridotto in un metabolita inattivo. Il Proviron ha una elevata affinità per le SHBG, proteine plasmatiche che fungono da trasportatori di ormoni steroidei nel torrente circolatorio.

Di tutto il testosterone prodotto dal corpo umano soltanto una piccola quota circola nel sangue in una forma libera. All’interno del torrente circolatorio, così come succede per molti altri ormoni, il testosterone si trova legato in gran parte (c.a 98%) a specifiche proteine plasmatiche (Sex Hormon Binding Protein) che lo inattivano temporaneamente. In base alle richieste metaboliche una piccola quota di questi legami può rompersi, lasciando il testosterone libero di migrare nelle cellule e regolare la trascrizione genica.

Per legarsi a tali proteine il Proviron ® rompe il legame steroidi-SHBG  rendendo liberi tali ormoni e migliorando di conseguenza gli effetti anabolici. Anche per questo motivo viene spesso associato ad altri steroidi anabolizzanti (in modo da migliorare l’effetto complessivo dello stack). Il mesterolone viene inoltre utilizzato per la sua azione inibitoria sull’enzima aromatasi. Grazie a tale caratteristica viene fortemente ridotta la conversione in estrogeni di testosterone e derivati (compresi buona parte degli steroidi anabolizzanti). Il Proviron viene quindi utilizzato per prevenire ritenzione idrica, ginecomastia ed aumento del tessuto adiposo. Per amplificare tali effetti nei cicli di massa (quando i culturisti utilizzano grossi quantitativi di steroidi anabolizzanti aromatizzabili come dianabol e testosterone), il Proviron ® viene spesso associato al Nolvadex ®, un farmaco in grado di bloccare a livello tissutale il legame tra estrogeni e recettori. Nei periodi pregara il Mesterolone viene utilizzato per aumentare il rapporto tra androgeni ed estrogeni migliorando così la definizione muscolare e riducendo ritenzione idrica e masse adipose.

EFFETTI COLLATERALI

Se vengono rispettati i livelli di assunzione consigliati il Mesterolone è generalmente ben tollerato. Alcuni soggetti predisposti possono tuttavia accusare i tipici disturbi associati ad un aumentato livello androgeno (acne, alopecia, eccessiva peluria, sensibile incremento di aggressività e libido). Tali effetti sono dose dipendenti e aumentano se il Proviron viene abbinato ad altri anabolizzanti androgeni. In virtù di tali effetti collaterali, comuni anche al Nolvadex ®, attualmente l’Arimidex ® – un antiestrogeno altrettanto potente ma privo di effetti androgeni – viene considerato una valida alternativa ai tradizionali antiestrogeni. Pur essendo uno steroide anabolizzante orale il Mesterolone non rientra nella categoria dei 17-alfaalchilati e come tale non è tossico per il fegato.

MODALITÀ D’ASSUNZIONE (penalmente perseguibile e associata a gravi e numerosi effetti collaterali)

Come sostanza anabolizzante nel bodybuilding: il Proviron ® viene assunto a dosi di 25-100 mg al giorno (1-4 compresse). Le donne utilizzano quantitativi inferiori nell’ordine dei 25 mg al giorno per non più di 4-5 settimane, onde evitare un’eccessiva virilizzazione (abbassamento del tono della voce, irregolarità mestruali, irsutismo, ipertrofia clitoridea).

EFFETTI ANABOLIZZANTI: 100-150*

EFFETTI ANDROGENIZZANTI: 30-40*

ATTIVITÀ ESTROGENICA: nessuna

ATTIVITÀ PROGESTINICA: non rilevante

* l’ormone di riferimento è il testosterone (100/100)

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Accertati di essere a conoscenza degli effetti collaterali e delle ripercussioni legali derivanti dall’utilizzo degli steroidi anabolizzanti (regolamentate dalla legge in materia antidoping 14 dicembre 2000, n. 376 e successivi aggiornamenti, e dalla legge in materia di disciplina degli stupefacenti D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 e successivi aggiornamenti).

Tale farmaco è uno dei prodotti più contraffatti. Oltre a sconsigliarne l’acquisto in assoluto, se ne sconsiglia in particolare il suo acquisto via internet o dal mercato nero, per evitare farmaci contraffatti estremamente pericolosi per la salute.

Tali indicazioni hanno esclusivamente scopo informativo e NON intendono in alcun modo sostituirsi al parere di un medico o favorire l’utilizzo di steroidi anabolizzanti, né tanto meno promuovere specifici prodotti commerciali, eventualmente indicati a puro scopo informativo. Il ricorso agli steroidi anabolizzanti al di fuori dell’ambito medico è una pratica pericolosa ed aberrante dalla quale ci discostiamo CONDANNANDOLA E SCORAGGIANDOLA nella maniera più assoluta.

Fonte: my-personaltrainer.it

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