I farmaci contro l’impotenza comprati su internet sono sicuri?

MEDICINA ONLINE FARMACO MEDICINALE PRINCIPIO ATTIVO FARMACIA PILLOLA PASTIGLIA DINITROFENOLO DNP DIMAGRIRE DIETA FARMACI ANORESSIZANTI MORTE EFFETTI COLLATERALI FOGLIO FOGLIETTO ILLUSTRASu internet è possibile acquistare farmaci per quella che una volta veniva chiamata impotenza, cioè la disfunzione erettile, a prezzi inferiori rispetto a quelli delle farmacie. Si tratta di farmaci sicuri?

No, non sono assolutamente sicuri per vari motivi. Possono contenere il principio attivo in dosi minori (o non contenerlo affatto!), mancano gli eccipienti, non sono controllati dalle aziende e/o possono essere scaduti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità a tal proposito ha ricordato che molti di questi farmaci sono contraffatti e, in definitiva, pericolosi per la salute.

Inoltre è molto pericoloso acquistare i farmaci senza la ricetta del medico che garantisce la compatibilità di quel farmaco con il paziente. Pertanto nel caso che i farmaci per la cura della disfunzione erettile venissero commercializzati via internet, si potrebbe innescare un circuito molto pericoloso per l’utente che in certi casi si troverebbe incoraggiato ad acquistarli senza il controllo medico.

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Ciclismo e bicicletta possono causare disfunzione erettile?

MEDICINA ONLINE BICI CICLISMO BIKE MOUNTAIN BIKE ROAD SPEED CASCO BICICLETTA DA CORSA CORRERE CIRCUITO MONTAGNA SENTIERO STRADA SPORT SPORTIVO CALORIE WALLPAPER PICS PICTURE PHOTO HI RES.jpgLa grande maggioranza dei cicloamatori non subisce nessun danno sulla sessualità a causa dello sport praticato, ma anzi l’attività sportiva in generale migliora la salute sessuale.

La bicicletta può causare disfunzione erettile?

Il dibattito tra medici e appassionati di ciclismo è da tempo acceso. Già da alcuni anni infatti, alcuni ricercatori americani, tra cui il Dr. Irwin Goldstein, della Boston University, hanno sollevato il problema del rischio che una frequente e prolungata attività ciclistica possa causare la disfunzione erettile, cioè quelle che fino ad alcuni anni fa veniva chiamata “impotenza“. Ciò è emerso anche da uno studio condotto dall’urologo Giuseppe Maio, dell’ospedale di Abano Terme. Nella ricerca sono stati reclutati gli iscritti ai club di ciclisti della provincia di Padova. Oltre 500 appassionati del pedale hanno risposto a un questionario con domande su fattori di rischio vascolare, frequenza e durata dell’attività sportiva, presenza di disturbi genito-urinari, presenza di disfunzione erettile. E’ risultato così che tra i ciclisti amatoriali (età media 46 anni), che ogni settimana dedicano fra 4 e 7 ore alla bicicletta 3 su 10 soffrono di disfunzione erettile. Il disturbo diventa via via più grave con l’aumento delle ore trascorse sul sellino.

Le cause

Quando si sta seduti sul sellino di una bicicletta, la maggior parte del peso del loro corpo grava su un’area molto piccola, la regione perineale, nella quale si trovano strutture anatomiche importanti come arterie, l’apparato urinario e quello genitale. Uretra, vasi sanguigni e fibre nervose del pene e prostata si trovano ad essere compressi da un peso anomalo per alcune ore.

I sintomi

I principali sintomi sono:

  • intorbidimento del pene;
  • formicolio e insensibilità nella regione perineale;
  • diminuzione del flusso dell’urina;
  • disfunzione erettile, anche solo temporanea.

Prevenzione

Ci sono alcune precauzioni e accorgimenti che possono essere utili sia al ciclista professionale che a quello amatoriale.

  • Alzarsi spesso dal sellino e cambiare spesso posizione del corpo.
  • Approfittare di ogni occasione, come un passaggio a livello chiuso, per alzarsi. Non rimanere seduti.
  • Indossare un abbigliamento adeguato, come gli appositi pantaloncini imbottiti.
  • Utilizzare, se si manifestano i primi sintomi, dei sellini “specifici”.

Il sellino tradizionale ponendo la maggio parte del peso del tronco nell’area di pelle tra lo scroto e il retto, può causare una riduzione del flusso sanguigno per la compressione. C’è una varietà di “sellini speciali” disponibili che sono stati studiati allo scopo di ridurre tale pressione.Ce ne sono di diversi tipi: i più comuni sono quelli divisi in due parti e/o con un’apertura centrale.Esiste in commercio ad esempio la sella DDWINGS® che eliminando l’appoggio centrale e la punta, esclude ogni possibilità di contatto fra gli organi più delicati del nostro corpo e la sella , quindi non si avverte più alcun dolore o fastidio.In tal modo si ha inoltre la certezza di non provocare danni agli organi che generalmente sono compressi e traumatizzati dalle selle attualmente utilizzate. Il sistema consente di sedersi comodamente su una poltroncina; permette un vero e proprio punto di appoggio per una pedalata più vigorosa, senza doversi alzare sui pedali.

Conclusioni

Il problema dell’intorpidimento dopo lunghi percorsi in bicicletta ripetuti, con eventuali conseguenze sulla funzionalità sessuale, può essere risolto, anche senza abbandonare questo magnifico sport.Non conviene allarmarsi se si hanno alcuni dei sintomi indicati, conviene porre in atto i suggerimenti descritti e, se il fenomeno persiste, consultare un andrologo per accertare se i disturbi sono dovuti ad altre cause.

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Le dimensioni del pene contano o no? I consigli delle mie pazienti

MEDICINA ONLINE GELOSIA UOMO COME FUNZIONA ONE HUNGRY SAD COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRLPrima di iniziare la lettura, leggi la prima parte dell’articolo: Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti ed i loro consigli per avere un pene più bello e la seconda parte dell’articolo: Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti (seconda parte)

Nella lunga raccolta di interviste sull’argomento (quelle che avete letto nei due precedenti articoli sono solo una parte del materiale che ho raccolto), una cosa mi è subito stata chiara: quando le donne dicono “le dimensioni del pene non contano” quasi sempre stanno mentendo. Nel confessionale che diventa alcune volte il mio studio sono emersi questi interessanti dati:

1) oltre l’85% delle donne intervistate conferma di mentire quando dice pubblicamente che “le dimensioni non contano” perché prova vergogna a dire la verità o perché non vuole offendere gli uomini che ha di fronte;

2) le dimensioni del pene contano per quasi il 90% delle donne che hanno partecipato alla ricerca (ed il rimanente 10% potrebbe anche avermi mentito per pudore), anche se tutte ammettono che poi “diventa tutto inutile se un pene di grandi dimensioni viene usato male”;

3) quasi il 20% delle donne ha dichiarato di aver mollato almeno una volta nella vita un partner perché aveva un pene troppo piccolo, anche se non gliel’ha mai confessato apertamente;

4) per quasi la totalità delle intervistate la pulizia è vitale: il pene deve essere ben pulito in ogni sua parte (specie sotto la corona del glande, punto in cui si accumula il cosiddetto “smegma”) e non deve avere cattivi odori anche se però non deve profumare di sapone troppo dolce. E’ interessante notare come tre mie pazienti abbiano invece ammesso di trovare eccitante un lieve odore di sudore proveniente dai genitali;

5) per meno di un terzo delle donne la cute deve essere bella e senza inestetismi, ma la maggior parte non ci fa troppo caso, a meno che il pene non sia ricoperto di foruncoli. Una giovane donna mi ha riferito di trovare fastidioso un colore della pelle del pene troppo più scuro rispetto alla carnagione del resto del corpo;

6) alcune donne preferiscono genitali parzialmente depilati, altre no. Non è amata una depilazione totale della zona; mediamente apprezzata invece una depilazione su asta del pene e scroto ed una folta peluria sul pube;

7) la circonferenza dell’asta peniena è molto importante per circa il 70% delle intervistate, tra queste più della metà dice che la circonferenza è addirittura più importante della lunghezza. Quasi tutte ammettono che tra un pene di ottima lunghezza ma di piccola circonferenza ed un pene di media lunghezza ma con buona circonferenza, preferirebbero di gran lunga il secondo poiché sarebbe capace di dare una sensazione di pienezza maggiore durante la penetrazione;

8) il glande di elevate dimensioni è apprezzato da più del 60% delle intervistate, ma è anche importante un certo equilibrio tra la circonferenza del glande e quella dell’asta del pene: non sono amati glandi grossi su un’asta “sottile” e ancor meno sono amati glandi piccoli o comunque con circonferenza minore di quella dell’asta;

9) tra chi preferisce un pene lungo, la metà del campione dice che se spinto troppo in profondità può generare un dolore molto acuto che impedisce un rapporto sessuale piacevole ed apprezzerebbe un uomo che abbia l’accortezza di evitare una penetrazione troppo profonda ed irruenta;

10) il 75% delle intervistate preferisce un uomo abbastanza carino ma con un pene grande, ad uno bellissimo ma con un pene sotto la media;

11) quasi il 90% delle donne non ama una grande quantità di grasso sul pube: l’adipe pubico oltre ad indicare un uomo non in salute, tende a nascondere parte del pene e farlo apparire più piccolo anche in erezione;

12) la grandezza dei testicoli è meno importante per quasi tutte le donne intervistate, anche se sono preferiti testicoli medio grandi e “compatti” al tatto. Da una piccola percentuale di donne viene riferita una preferenza per uno scroto “pieno” e possibilmente simmetrico;

13) quasi la totalità delle donne ha detto di preferire un uomo con un pene con una lunghezza lievemente sopra la media ma che lo usi bene, ad uno con un pene molto sopra la media ma che lo usi “benino“;

14) quasi la metà delle intervistate, specie quelle più giovani, ha ammesso di mentire sulle dimensioni del pene del proprio partner quando ne parla con le proprie amiche, aumentandone le dimensioni per “fare bella figura” ed essere invidiata dalle altre;

15) circa un terzo delle donne ha detto di preferire un pene circonciso perché più pulito ed “ordinato”, un altro terzo preferisce un pene non circonciso perché trova piacevole “giocare” col prepuzio del partner, il restante terzo dice che per lei è indifferente.

16) alla domanda “chi ha il pene più grande con cui hai avuto rapporti sessuali, il tuo compagno attuale o un ex?” solo una su cinque ha risposto “il compagno attuale”, quindi significa, statisticamente, che la vostra attuale partner ha probabilmente in passato fatto sesso con un ex che ha il pene più lungo del vostro;

17) quando il partner ha chiesto alle donne intervistate “sono io quello con il pene più lungo tra tutti quelli con cui sei stata?”, quasi la loro totalità ha risposto “si” mentendo, solo per non far rimanere male il partner.

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Integratori alimentari

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti (seconda parte)

MEDICINA ONLINE PENE LUNGHEZZA TEDESCHI ACCUSANO MISURA ACCORCIA DOTTORE AIUTO IL MIO PENE SI STA ACCORCIANDO SPERMA AUMENTO EIACULAZIONE ORGASMO SESSO UOMO DONNAPrima di iniziare la lettura, leggi la prima parte dell’articolo: Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti ed i loro consigli per avere un pene più bello

1) Assunta (54 anni, impiegata, coniugata). Il pene deve essere grande ma deve essere usato bene. Tra uno grande ma usato male ed uno più piccolo ma usato bene preferisco quello piccolo. Certo che se è troppo piccolo non è che quando lo spoglio ci fa una bella figura! Altra cosa importante è che riesca a mantenere l’erezione e che non venga subito.

2) Marianna (63 anni, casalinga, coniugata). Le dimensioni del pene sono sempre state importanti per me, negli anni però ho cominciato a dare più importanza a come l’uomo lo usa e soprattutto a quanto riesce a mantenere una buona erezione. Meglio duro e medio che moscio e lungo!

3) Giulia (47 anni, libero professionista, divorziata). Preferisco un pene lievemente sopra la media ma non troppo: se l’uomo ha un pene troppo lungo pensa che basti questo per farmi godere e si limita a movimenti noiosi, se invece ha un pene nella media si impegna di più. Deve essere pulito e cambiare spesso posizione. Meglio non depilato e con testicoli grandi e duri. Mi piacerebbe vedere dal vivo un pene circonciso.

4) Maria (42 anni, casalinga, impegnata). E’ meglio saperlo usare bene che avere un pene troppo grande. Certo che se piccolo non è che mi ispiri molto sesso, almeno che sia nella media! Per me sono importanti i preliminari, mi piace fare il sesso orale al mio ragazzo, quindi il suo pene deve essere ben pulito e non deve avere cattivi odori. Preferisco che sia depilato sull’asta e lo scroto e lo sperma non deve avere un sapore acido. Mi piace l’idea di un pene circonciso, ma nessuno dei miei partner lo era.

5) Paola (51 anni, impiegata, divorziata). Ho divorziato con mio marito per vari motivi, tra cui anche quello di avere una vita sessuale veramente misera. Le sue misure erano normali, ma non sapeva usarlo bene e spesso la sua igiene intima lasciava a desiderare.

6) Giulia (60 anni, casalinga, coniugata). Mio marito ha un pene di dimensioni normali, forse lievemente sotto la media, ma non l’ho mai trovato insufficiente per raggiungere il piacere anche perché con gli anni abbiamo trovato delle posizioni con cui riesco a raggiungere l’orgasmo e poi il feeling nel sesso è la cosa più importante anche delle dimensioni del pene. L’unico problema è che negli ultimi tempi la libido di entrambi è diminuita e lui è anche ingrassato molto ed il grasso sul pube fa apparire il suo pene più piccolo. Una volta ho avuto un partner circonciso ma non mi è piaciuto molto: mi faceva impressione senza prepuzio.

7) Rita (44 anni, disoccupata, single). Preferisco un pene un po’ più grande della media e che abbia una buona circonferenza che è la cosa che più sento nella penetrazione. Non faccio troppo caso ai testicoli a meno che non siano piccoli, cosa non del tutto piacevole. La lunghezza è importante, ma anche come viene usato: deve saper cambiare posizione ed avere molta creatività. L’igiene è importante, preferisco pochi peli ma non zero: sono io la donna!

Per leggere le considerazioni finali ed i consigli delle mie pazienti riguardo alla lunghezza del pene, leggi questo articolo: Le dimensioni del pene contano o no? I consigli delle mie pazienti

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

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Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Utero: anatomia, funzioni, patologie e sintomi in sintesi

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L’utero è un organo muscolare cavo che, insieme alle ovaie, alle tube di Falloppio (o salpingi o tube uterine), alla vagina e alla vulva forma l’apparato riproduttivo femminile. È l’organo deputato ad accogliere l’ovulo fecondato, a consentirne lo sviluppo e a espellere il feto quando la gravidanza giunge al termine. L’utero riceve lo sbocco delle salpingi e in basso si apre nella cavità vaginale.
La struttura dell’utero non è sempre la stessa nel corso della vita: molti sono i cambiamenti a cui questo organo va incontro in base alle diverse fasi dello sviluppo sessuale della donna (prepubertà, pubertà, maturità sessuale, menopausa), in caso di gravidanza e nel corso del ciclo mestruale.

L’utero è posto al centro della piccola pelvi, tra la vescica (anteriormente) e il retto (posteriormente). Caratteristica è la posizione dell’utero rispetto al bacino: l’asse maggiore di questo forma con l’asse maggiore del bacino un angolo aperto anteriormente (angolo di versione) di circa 60° (condizione detta antiversione fisiologica), mentre l’asse del corpo forma con l’asse del collo uterino un angolo ottuso (angolo di flessione) di circa 150°, aperto anteriormente (antiflessione fisiologica). Anteriormente poggia sulla vescica, dalla quale è separato tramite il recesso peritoneale (cavo vescicouterino) che solitamente è una cavità virtuale; posteriormente è in rapporto col retto attraverso l’interposizione di un altro recesso peritoneale, il cavo retto-uterino, detto anche Cavo del Douglas, che solitamente contiene anse dell’intestino tenue; lateralmente al retto prendono inserzione, su entrambi i lati, i legamenti larghi, delle formazioni peritoneali contenenti tessuto connettivo e strutture vasali e legamentose (legamento rotondo, tuba uterina, uretere, parte delle ovaie).

La forma dell’utero ricorda grosso modo quella di un cono con la punta rivolta verso il basso. Nelle donne che non hanno avuto figli le dimensioni dell’utero si attestano intorno ai 6-7 centimetri di lunghezza, 3-4 centimetri di larghezza e uno spessore di 2-3 centimetri, per un peso complessivo di circa 50 grammi: valori che, però, possono subire notevoli cambiamenti nel caso di donne che hanno avuto molti figli, nelle quali dimensioni e peso di questo organo possono aumentare. La cavità uterina è rivestita internamente da una mucosa, l’endometrio, grazie a cui viene garantito nutrimento all’embrione nel primo periodo di vita intrauterina, prima che si verifichi l’impianto. La muscolatura che riveste l’utero (miometrio) è spessa e consistente e le sue contrazioni rendono possibile, al momento del parto, l’espulsione del feto.

Due sono le porzioni nelle quali è possibile idealmente dividere l’utero:

  • una parte più larga – detta corpo uterino o corpo dell’utero – che si espande verso l’alto e in cui sfociano le salpingi (o tube di Falloppio, o tube uterine);
  • il fondo dell’utero, la parte più estesa che termina superiormente;
  • una parte più stretta, detta collo dell’utero o cervice uterina, dalla forma simil-cilindrica, rivolta verso il basso e che va a inserirsi nella vagina.

Prima della pubertà il collo dell’utero corrisponde a circa la metà della lunghezza totale dell’utero; nelle donne che hanno avuto figli, invece, arriva a corrispondere a un terzo di tutta la lunghezza dell’organo: ciò accade, specie nelle donne che hanno avuto più figli, in seguito al notevole sviluppo a cui va incontro il corpo uterino per ospitare le gravidanze.

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Funzioni dell’utero

Il compito dell’utero è triplice: accoglie l’ovulo fecondato, ne consente lo sviluppo e permette l’espulsione del feto quando la gravidanza giunge al termine.

Patologie più diffuse dell’utero

1) Anomalie congenite, rappresentate da uteri malformati in varia maniera (per esempio doppi o con setti).
Sintomi: generalmente asintomatiche (in alcuni casi problemi di fertilità ); spesso saranno associate anomalie congenite del distretto urinario. Nel caso in cui il sangue mestruale per un qualsiasi ostacolo non defluirà  all’esterno (come per esempio nell’imene imperforato), saranno presenti dolori al basso ventre anche di notevole intensità  e l’utero sarà  ripieno di sangue (condizione questa ben visibile all’ecografia).

2) Fibromi (sinonimo nel linguaggio parlato: miomi): sono dei noduli nello spessore del miometrio (la parte muscolare, paragonata ai muri di un stanza). Per definizione sono ascritti tra le formazioni benigne e raramente degenereranno in senso maligno; l’equivalente “invasivo” è il fibrosarcoma; dimensioni e sede risultano estremamente variabili.
Sintomi: spesso sono completamente asintomatici; nella evenienza di localizzazione in prossimità  della cavità  uterina, ma non esclusivamente in questo caso, potranno causare emorragie uterine. È possibile la torsione con dolori al basso ventre soprattutto nei fibromi cosiddetti sottosierosi ad estrinsecazione esterna all’utero. Con il termine fibromatosi uterina, si intende un utero aumentato, anche modicamente, di dimensioni con limiti sinuosi ma non necessariamente pieno di noduli miomatosi; a volte costituisce la normalità  di donne che hanno affrontato più parti, in altri casi può rappresentare l’anticamera allo sviluppo di miomi veri e propri.

3) Adenomiosi: Consiste nella presenza di endometrio nello spessore del miometrio o muscolo uterino. Si formano così delle zone singole o multiple che spesso causano metrorragie – le quali a volte non risentono del trattamento con estroprogestinici (pillola) -, dolori mestruali soprattutto dal secondo giorno del ciclo. Tale condizione, che rappresenta una forma di endometriosi interna, è spesso non diagnosticata e confusa ecograficamente con i fibromi. Il trattamento consiste nell’uso di progestinici, analoghi dell’LHRH, isterectomia in caso di dolore e metrorragie in donne che non desiderano la prole. Sconsigliata in donne in età  fertile l’escissione del focolaio adenomiosico in quanto potrebbe determinare una perdita di tessuto uterino, incompatibile con successive gravidanze. Ogni caso, ad ogni modo, richiede valutazione personalizzata.

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4) Polipi endometriali e del canale cervicale: spesso benigni, richiedono però valutazione istologica per la possibile presenza di atipie.
Sintomi: nessun sintomo; emorragie uterine o perdite ematiche lievi.

5) Cancro endometriale: è più frequente in donne in perimenopausa;
Sintomi: emorragie uterine; perdite capricciose; in alcuni casi nessun sintomo.

6) Patologie del collo uterino: sostanzialmente includono le infiammazioni ed il cancro; il cancro potrà  causare nessun sintomo o perdite vaginali ematiche anche lievi. Le infiammazioni quasi sempre provocheranno leucorrea (fuoriuscita vaginale di secrezioni con varie caratteristiche). Quasi tutte le persone alla domanda: “ha mai avuto perdite ginecologiche?” rispondono senza esitare: “soltanto in quantità  normale”. La normalità è però: nessuna perdita. Sono solo ammesse a metà  del ciclo, modeste emissioni di muco chiaro, inodore, incolore, e filante.

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Gravidanza: è vero che il desiderio sessuale aumenta?

gravidanza tiroidite HashimotoÈ vero che nell’attesa il desiderio aumenta?
Nel corso dei nove mesi la produzione degli ormoni estrogeni cresce progressivamente, in più, si verifica una maggiore vasocongestione a livello vaginale e tutti questi fattori agiscono positivamente sul desiderio sessuale della futura mamma.
Naturalmente, oltre a questi motivi il modo di vivere la sessualità in gravidanza dipende molto da come la si viveva prima, ma a parte questo, è vero che il più delle volte la donna si sente bene nel suo nuovo stato e si vede ugualmente piacevole e femminile. Non per niente, rispetto al passato il pancione si ‘porta’ con molta più disinvoltura e si espone volentieri, tanto che in spiaggia capita spesso di vedere future mamme in bikini, orgogliose di mostrare le loro nuove rotondità. Anche in gravidanza, insomma, si ha voglia di essere riconosciute come donne e di vivere il proprio spazio come amanti.
E questo soprattutto nel secondo trimestre, quando il corpo si è ormai abituato alle modificazioni della gravidanza, la donna si sente meglio e il pancione non è ancora tanto ingombrante. C’è poi un altro aspetto che, da un punto di vista psicologico, può influire positivamente: durante l’attesa si possono avere rapporti sessuali in libertà, senza preoccuparsi di dover usare un anticoncezionale o di dover stare attente… per non restare incinte! Infine, il fatto di condurre ritmi di vita di solito più rilassati fa sentire bene con se stesse e più serene: spesso, infatti, stress e stanchezza finiscono per spegnere il desiderio.

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L’abuso verbale ed emozionale nella coppia

MEDICINA ONLINE GELOSIA UOMO VIOLENTO VIOLENT RAGE HUNGRY SAD COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA JEALOUS LOVE COUPLE FRINEDS LOIl partner abusatore, che sia maschio o femmina, ha un obiettivo fondamentale: vuole controllare e dominare il proprio compagno o la propria compagna. L’abuso verbale è il mezzo attraverso il quale raggiunge questo scopo. È egocentrico, impaziente, distaccato, poco empatico, estremamente geloso e sospettoso. Per mantenere il controllo sul partner e sulla situazione, l’abusatore cerca di isolare il partner dagli amici e dalla famiglia. Il suo umore tipicamente slitta dal romanticismo alla rabbia. La paura della rabbia (verbale) ti costringe alla sottomissione.

Leggi anche: Le 8 tattiche usate dai narcisisti per controllare le conversazioni

Sei vittima di un abuso verbale?

L’abuso verbale e emozionale comincia in modo innocuo, ma cresce via via che l’abusatore comprende che non lo lascerete nonostante i suoi comportamenti. A volte gli eventi scatenanti sono il matrimonio o la maternità. Tuttavia, guardandoti indietro puoi riconoscere dei segnali dell’incubo che vivi ora: gelosia, sospetto, tentativi di controllo. Spesso sono gli amici e la famiglia ad avvertirti, ma ancora più spesso non vengono ascoltati. Le persone più a rischio sono quelle remissive. Se ti ritieni una di esse allora dovresti chiederti se qualche volta hai accettato il comportamento del tuo partner per evitare il confronto. Ti è familiare la sensazione di reprimere la tua rabbia per non scatenare la sua? Dopo aver risposto a tono agli attacchi del tuo partner ti senti in colpa? Vorresti dirgli un sacco di cose ma quando cominci poi ti rendi conto che sono tutte cose che non puoi dire? Se ti riconosci in questi comportamenti e pensieri probabilmente sei stato abusato verbalmente e emotivamente.

Leggi anche: Il narcisismo patologico al femminile: quando la donna manipola l’uomo

Cosa sono l’abuso verbale ed emotivo nella coppia?

Sono comportamenti atti a denigrare, controllare, manipolare e punire il proprio partner. Se non ti senti libero di essere in un luogo senza che il tuo partner lo sappia significa che lui ha il potere di controllare i tuoi spostamenti. Se non ti senti libero di parlare con una persona perché sai che non farebbe piacere al tuo partner significa che lui può controllare le tue amicizie. Se non ti senti libero di contraddire il tuo partner perché temi di farlo arrabbiare significa che può controllare la tua vita.

Leggi anche: Liberarsi dalla dipendenza affettiva e dalla paura dell’abbandono

Tecniche di abuso verbale

Le principali tecniche di abuso verbale, sono:

  1. Opposizione: questa tecnica usati dall’abusatore consiste nell’attaccare tutto quello che dici, sfidare le tue percezioni, le tue supposizioni, i tuoi pensieri e le tue credenze. Ti tratta sempre come un avversario da combattere.
  2. Bloccaggio: in questo caso l’abusatore risponde alle tue parole chiudendo il discorso con delle frasi come adesso non ho voglia di parlare, che sciocchezze dici, ma figurati, non so di cosa parli, che tradotte significano tutte “stai zitto”!
  3. Sminuire le emozioni: minimizza o scredita i tuoi pensieri, le tue emozioni e i tuoi sentimenti. In questo modo sottolinea che non conta quello che provi o peggio che è sbagliato.
  4. Negazione: nega sia esistita discussione o litigio con te. Tu provi a sostenere la verità di quei ricordi ma alla fine ottieni solo di dubitare della tua memoria o della tua visione del mondo.

Leggi anche: Disturbo narcisistico di personalità: caratteristiche, psicoterapia, farmaci

Come contrastare l’abuso nella coppia?

Per prima cosa ricorda che l’obiettivo dell’abusatore non è vare ragione nella discussione, è avere il controllo su di te. Se ti focalizzi sui contenuti cadrai nella sua trappola e proverai a rispondere razionalmente, negando le accuse e cercando di difendere te stesso. Quando questo avviene hai perso, nel momento in cui senti il bisogno di giustificare le tue azioni (corrette e oneste) al tuo partner, significa che lui ti ha soggiogato. Quello che devi fare è metterti sempre sul suo stesso piano e devi farlo cercando di mantenere la calma, altrimenti se ti arrabbi rischi che lui faccia la vittima per scatenare il tuo senso di colpa. Nel concreto si tratta di rispondere a quello di cui ti accusa con lo stesso tono con il quale vieni accusato.

Se credi di essere intrappolata o intrappolato in una relazione tossica o che il tuo partner usi l’abuso verbale nei tuoi confronti, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a gestire ed a superare questa situazione.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Non riesco a trovare il punto G: come fare?

MEDICINA ONLINE PUNTO G G POINT SEX SESSO VAGINA PARETE ANTERIORE ANO MASSAGGIO TANTRA VULVA CLITORIDE STIMOLAZIONE VIDEO TOCCARE PREMERE DONNA WALLPAPER HI RES PICTURE IMAGEI primi a parlare del “punto G” come zona erogena sono stati centinaia di anni fa gli orientali nei loro testi filosofici e religiosi, a cui si riferivano come “punto del sole”. Il punto G è stato poi individuato anatomicamente dal dottor Grafenbergh, a cui si deve il suo nome, e da allora in moltissimi hanno tentato di spiegare le tecniche giuste per far raggiungere il culmine del piacere ad una donna tramite la stimolazione di questa zona.

Dove si trova?
Il punto G non è una zona anatomica ben definita. Per la maggior parte delle donne tale punto, grande quanto una piccola moneta, è collocato nella parete anteriore della vagina ad una profondità di circa 5 cm proprio in corrispondenza della localizzazione esterna del clitoride, tuttavia in alcune donne tale punto può essere localizzato in una zona diversa.

Come stimolare il punto G?

  • la donna si posiziona sdraiata con la pancia in alto;
  • il partner inserisce dito indice e/o medio nella vagina in modo da tenere il palmo della mano rivolto verso l’alto, vedi immagine all’inizio dell’articolo;
  • successivamente il partner piega leggermente le dita;
  • il partner muove avanti ed indietro ripetutamente i polpastrelli sulla parete anteriore della vagina, piegando il dito come nel gesto che significa “vieni qua”;
  • contemporaneamente il partner può usare il pollice per massaggiare delicatamente il clitoride, vedi immagine in alto.

Se non riuscite proprio ad individuare il punto G, sappiate che:

  • Alla maggior parte delle donne sono necessari lunghi preliminari e stimolazione sessuale prima che il punto G possa loro procurare piacere.
  • In alcune donne, la pressione sul punto G non provoca piacere, bensì stimolo di urinare (dal momento che spingendolo si può indirettamente stimolare la vicina vescica) o addirittura fastidio, specie se stimolato con eccessiva irruenza.
  • Secondo alcuni studi, il clitoride sarebbe molto più sensibile del punto G.
  • Secondo alcuni studi, non tutte le donne hanno il punto G.

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